giovedì 13 agosto 2020

Card. Burke: un candidato alla Presidenza favorevole all'aborto non può ricevere la Santa Comunione

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un articolo di Martin Bürger su significative dichiarazioni del Card. Burke in occasione di una recente intervista. Retta prassi basata sulla retta dottrina.

L'ex prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica ha insistito sul fatto che i politici cattolici pro-aborto che si accostano alla comunione causano "uno scandalo".
La scorsa settimana, su Fox News, il cardinale Raymond Burke ha ribadito che ai politici che si dicono “cattolici”, incluso il candidato presidenziale democratico Joe Biden, deve essere negata la Comunione,  a causa del loro sostegno a politiche contrarie alla legge naturale e all’insegnamento fondamentale della Chiesa, compresi temi come l’aborto e l’omosessualità.
Nel corso dell'intervista, rilasciata l'8 agosto a Martha MacCallum, Burke ha detto: “Non possono presentarsi per ricevere la Santa Comunione, perché non sono in comunione con Cristo”.  “Non si tratta di una punizione. In realtà, dire loro di non accostarsi alla Santa Comunione è un favore a queste persone perché, se lo fanno, commettono un sacrilegio”.
Il cardinale Burke è l’ex prefetto del Tribunale supremo della Segnatura apostolica, il più alto tribunale vaticano. Prima di allora è stato arcivescovo di St. Louis, Missouri e vescovo di La Crosse, Wisconsin.

Il cardinale ha dichiarato che i politici “cattolici” sostengono così spesso l’aborto e la legislazione pro-LGBT che molti leader di governo non cattolici credono che la Chiesa abbia cambiato il suo insegnamento su questi temi. “Mi è capitato il caso che capi di governo non cattolici di questa nazione mi hanno detto di esser certi che l’insegnamento della Chiesa cattolica sull’aborto e il cosiddetto “matrimonio omosessuale”, ecc., fosse cambiato, perché molti cattolici in Campidoglio sostengono regolarmente questo tipo di legislazione … e ciò è uno scandalo”.

Già nel 2004, l’allora arcivescovo Burke aveva avvertito il candidato democratico alla presidenza John Kerry di non presentarsi alla Comunione.
Secondo il diritto canonico (can. 915): “Non siano ammessi alla sacra comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto.”.

Un politico che sostiene l’aborto o l’omosessualità è generalmente visto dai fedeli cattolici come “ostinatamente perseverante nel peccato grave manifesto”.
L’attuale candidato democratico alla presidenza Joe Biden ha ripetutamente propagandato la sua fede cattolica, anche se il suo programma è radicalmente a favore dell’aborto. In un video della campagna elettorale pubblicato all’inizio di quest’anno, ha detto: “Vado a messa e recito il rosario. Lo trovo incredibilmente di conforto”.
L’anno scorso, Biden, dopo che un sacerdote cattolico gli aveva negato l’Eucarestia, aveva dichiarato a un intervistatore della PBS che Papa Francesco gli aveva dato la Comunione.

A luglio, Biden ha pubblicato la sua Agenda per le donne, promettendo di ripristinare i finanziamenti nazionali e internazionali per l’industria dell’aborto (ostacolato invece Trump -ndT). Ha dedicato una sezione alla “Salute riproduttiva”, generalmente riferita all’aborto.
L’ex vicepresidente del governo Barack Obama ha detto, tra l'altro, che “lavorerà per codificare Roe vs Wade e il suo Dipartimento di Giustizia farà tutto ciò che è in suo potere per fermare l’ondata di leggi statali che la violano così palesemente”.
Roe vs Wade è la sentenza della Corte Suprema del 1973 che essenzialmente impone l’aborto in tutto il paese sotto il pretesto del diritto alla privacy di una donna. Molti stati hanno approvato una legislazione che cerca di limitare l’uccisione diffusa di bambini non ancora nati. Una legislazione di questo genere è la cosiddetta “legge sul battito cardiaco”, che vieta l’aborto non appena è rilevabile il battito cardiaco del nascituro; il che avviene dopo circa sei settimane di gravidanza.

Burke ha criticato anche uno dei principali contendenti di Biden per la carica di vice presidente, il senatore della California democratica Kamala Harris1, per il pregiudizio anticattolico mostrato durante il processo di conferma del giudice distrettuale degli Stati Uniti Brian Buescher2, membro dell’organizzazione cattolica di servizio fraterno dei Cavalieri di Colombo.
Una delle lunghe domande di Harris a Buescher è stata: “Dal 1993, lei è membro dei Cavalieri di Colombo, società interamente maschile composta prevalentemente da uomini cattolici. Nel 2016, Carl Anderson, leader dei Cavalieri di Colombo, ha descritto l’aborto come ‘un regime legale che ha causato più di 40 milioni di morti’. Anderson ha continuato dicendo che ‘l’aborto è l’uccisione di innocenti su vasta scala’. Quando lei è entrato nell'organizzazione, era a conoscenza del fatto che i Cavalieri di Colombo si sono opposti al diritto di scelta delle donne?”.
Circa il “matrimonio” omosessuale, Harris ha chiesto anche: “Quando è entrato nell'organizzazione, era a conoscenza del fatto che i Cavalieri di Colombo si sono opposti al matrimonio egualitario?”.
Un'altra delle domande poste: “Ha mai, in qualche modo, assistito o contribuito alla difesa dei diritti riproduttivi delle donne?”

Il cardinale Burke, nell’intervista di Fox News, è rimasto costernato da queste domande, le ha dichiarate  “del tutto inaccettabili” e ha aggiunto: “Intendo dire, se sei un cittadino comune, che tu sia cattolico o meno, devi considerare questo tipo di affermazione per quello che è e dire: ‘Questa non è una persona che voglio come leader della mia nazione’ ”.

Quindi Burke ha parlato brevemente di abusi sessuali tra il clero, sottolineando che la maggior parte dei casi sono di natura omosessuale.
“Dobbiamo essere chiari sui responsabili di queste situazioni”, ha detto. “Nella maggior parte dei casi si tratta di atti omosessuali con adolescenti o giovani uomini. E non sono omofobico, ma non è ammissibile la pratica dell'omosessualità nel sacerdozio”.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]
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1. Le agenzie di stampa e i giornali definiscono Kamala Harris “afroamericana”, ma la senatrice democratica scelta da Joe Biden come sua vice nell’elezione alla Presidenza degli Stati Uniti è figlia di madre indiana e di padre giamaicano. Dunque non ha nessun legame con l’Africa e non è ipotizzabile che l’avere la pelle più o meno scura si traduca nell’essere africani. Probabile sia un errore intenzionale perché serve a conquistare il voto degli afroamericani e di tutti coloro che solidarizzano con loro, dopo l’uccisione di George Floyd lo scorso 25 maggio da parte di un poliziotto bianco, ampiamente strumentalizzata dai dem. L’accoppiata Joe Biden (il primo a farsi immortalare inginocchiato per chiedere scusa del razzismo, schiavismo e colonialismo ai danni degli africani) e Kamala Harris rappresenterebbe i “buoni” chiamati a sconfiggere Donald Trump, che diventa automaticamente il bianco “cattivo”. La Harris, oltre che come grande sostenitrice dell’abortificio Planned Parenthood, è nota per la sua convinzione che il cattolicesimo sia un insieme di opinioni estremiste che dovrebbero squalificare chi si candida ad un ufficio pubblico.
2. Hanno usato la sua iscrizione ai Cavalieri di Colombo come motivo per cui non è stato ritenuto qualificato per la nomina a giudice federale. [NdT]

15 commenti:

fabrizio giudici ha detto...

Semi OT: pochi giorni fa si discuteva del "Tempio di Satana" che rivendica l'aborto come un suo "rito" e commentavo sul fatto che riconoscere la "libertà religiosa" inevitabilmente comporta che lo stato debba riconoscere diritti anche ai satanisti. Oggi lo spiega - ovviamente meglio di me - Stefano Fontana. E molto opportunamente fa riferimento al CVII.

https://www.lanuovabq.it/it/i-satanisti-e-la-provocazione-sulla-liberta-di-religione

Anonimo ha detto...

Se i consacrati che sono reali seguaci del Signore e si sono distinti nel bene durante la loro vita, riusciranno a mantenere il punto su questi temi, alla lunga diventeranno un buon esempio per tutti. Il mondo intero ne trarrà beneficio in quanto ne verrà purificato, reso più sano. La chiesa è ad una svolta, o sarà Chiesa o frammentandosi sempre più si trasformerà in tanti insignificanti circoli sociali.
Non abbiamo conquistato la libertà ma, la schiavitù, schiavi della superbia, dell'ignoranza, di tutti i vizi, della manipolazione, della tracotanza nostra e del prossimo. Onestamente non vedo alcun progresso dell'essere umano in questa era tanto progredita. Veramente nessuno. E mi stupisco che nessuno lo capisca. Forse pochi pochi lo capiscono.
Eppoi bisognerà fare un pulito discorso sui gesuiti, dall'interno se possibile, per capire chi realmente sono.

Anonimo ha detto...

Ora si capisce che il vero candidato democratico si chiama Kamala Biden. E se vince inizierà il peggio.
Andrea Sandri

C'è tutta la dicotomia conciliare e post ha detto...

Monsignor Bruno Forte: “La comunione ai divorziati segno di obbedienza alla misericordia di Dio”.
21 Marzo 2017.

È passata sotto silenzio sulla grande stampa italiana l’affermazione di monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e segretario del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, espressa durante un incontro a San Salvatore in Lauro sull’Amoris laetitia il 9 marzo scorso.

L’Arcivescovo d’origine campana ha detto che «il percorso di accompagnamento culmina nella comunione per i divorziati risposati, che è segno di obbedienza alla misericordia di Dio». Monsignor Forte ha aggiunto che «i dubbi sollevati presentano dubbi su chi li ha sollevati, perché erano presenti e hanno vissuto lo spirito collegiale. Al centro dell’Amoris laetitia vi è la crisi della famiglia reale. Il messaggio è che, nonostante le ferite e i fallimenti, vale la pena di scommettere sulla famiglia. E allora che fare? Amare come fa Dio. E come esprimere quest’attenzione per le persone ferite? Col perdono, che è la grande forza dell’amore». Quindi, Forte ha indicato le proposte dell’esortazione apostolica: accogliere, accompagnare, discernere e integrare e poi ha aggiunto la frase che abbiamo riportato su che apre chiaramente alla comunione per gli adulteri.

Ha fatto da eco alle parole di monsignor Forte lo storico della Chiesa Alberto Melloni: «La cosa che colpisce di più non è che qualcuno li sollevi ma il fatto che il Papa sia trattato da imputato e credo che i quattro cardinali non abbiano il diritto di fare ciò». Lo storico ha spiegato anche che «il magistero di Francesco non cade su considerazioni astratte ma concrete. La Chiesa può riprendere un Paese che va a pezzi, violento e feroce». Melloni ha sottolineato che «in passato gli sposi e i ragazzi che convivono si sono impegnati a risolvere da soli i loro problemi morali. Adesso la Chiesa propone un cammino comune. Con l’Amoris laetitia non è il Vangelo che cambia, siamo noi che cominciamo a comprenderlo meglio. E l’impegno per far sì che gli insegnamenti del magistero di Francesco vengano calati nel mondo di oggi spetta ai vescovi».

Una linea che ha originato i di diversi cardinali espressa da quattro di loro nei famosi dubia che, per Melloni sono la «punta di iceberg di una resistenza che, seppur minoritaria, vuole farsi sentire dall’opinione pubblica e dalla Chiesa». Ciò non scalfisce l’azione di Francesco, ha chiarito monsignor Forte, «ma rischia di creare divisione nella comunità dei cattolici».

https://www.lafedequotidiana.it/monsignor-bruno-forte-la-comunione-ai-divorziati-segno-obbedienza-alla-misericordia-dio/

Anonimo ha detto...


Il cristianesimo, come appare da queste dichiarazioni di mons. Forte (famoso per le sue prese di posizione omofile) e l'inossidabile Melloni, è ridotto ormai a barzelletta scurrile.

Anonimo ha detto...

Tutte queste problematiche, anziché essere portate in piazza, avrebbero dovuto essere oggetto di una preparazione più consistente, più santa dei sacerdoti; ancor prima di questo la chiesa avrebbe dovuto spendere le sue forze migliori con i fanciulli la cui adolescenza sempre incombe, per le bambine in particolare può iniziare anche molto presto con il primo mestruo.
E' del tutto inutile e fuorviante focalizzare tutto sulla sessualità e la sua esuberanza e/o non esuberanza che finisce col diventare il termometro del 'mi sento e del non mi sento' esistenziale.
L'educazione sana dei fanciulli non può limitarsi al Catechismo aridamente trasmesso e al campo di calcio nudo e crudo. Il coro, canto o poesie, le recite, la pittura, il lavoro manuale per la preparazione delle grandi feste e dei regali per i genitori, fratelli e sorelle insomma un cadenzato e ben preparato 'Ora et Labora' in piccolo, tenendo conto che il gioco è vitale e l'adulto deve saperlo proporre e discretamente controllare.
Se l'infanzia,l'adolescenza, la prima giovinezza saranno ben formate tante delle odierne ossessioni erotiche estreme degli adulti scompariranno come neve al sole, viceversa se i valori trasmessi saranno quelli dell'erotismo mentale e della masturbazione dei corpi è sotto gli occhi di tutti dove sta portando e porterà il crescendo di 'leggi statali' che gridano vendetta al cospetto di Dio.
Quindi il vescovo Forte cerchi di andare alla sorgente dei problemi con verità e fortezza.

Anonimo ha detto...

"Il cristianesimo, come appare da queste dichiarazioni di mons. Forte (famoso per le sue prese di posizione omofile) e l'inossidabile Melloni, è ridotto ormai a barzelletta scurrile": diciamo pure che scurrili ed osceni sono Forte, Paglia, Mc Karrick, e tutti gli altri chierici sporcaccioni e pervertiti che sono usciti allo scoperto in questi ultimi anni. Loro non sono Chiesa, ne sono solo gli occupanti abusivi, prima Qualcuno li caccerà fuori e meglio sarà. Per l'intanto io non li associo minimamente alla mia fede cattolica. Vade retro e Anatema ! è il minimo che mi sento di dir loro. Amen

Anonimo ha detto...

Il prof. Alessandro Meluzzi: Cari amici di “Fatti e Disfatti”, ascoltavo questa mattina un allarmatissimo servizio al Tg della radio sull’emergere, in America, del movimento QAnon, questo movimento che denuncia la presenza di una pericolosissima setta satanico-pedofila, Lgbt, eccetera, proveniente dal mondo Dem e che, attraverso internet, cerca di denunciarne le malefatte. I commenti naturalmente dei giornalisti embedded e politically correct erano terrorizzati. Ma credo che la partita che si sta sviluppando intorno all’elezione, o non rielezione, del presidente Trump, abbia esattamente questo contenuto.
Poi, un minuto dopo, ho visto su internet la foto della signorina Maxwell, segretaria di Epstein, che reclutava bambine, minorenni, bambine per buttarle in pasto a orchi pedofili nell’isola del piacere del sopra citato Epstein, probabilmente suicidato in carcere, e l’ho vista seduta in un’assemblea generale dell’Onu, come rappresentante dei Dem, mandata lì da Obama.
Allora ho capito che c’è qualcosa che ci viene negato. C’è un’informazione che viene nascosta, c’è qualche cosa di veramente inquietante che, senza complottismo, dimostra che ci sono delle zone così marce nel potere buonista, democratico, progressista, civilissimo, che governa il pianeta. Una élite finanziaria potentissima che ama coltivare i propri vizi e pensare di avere un potere assoluto e che non ha confini. Ma l’informazione la contrasta ed anche noi vogliamo dare il nostro piccolo contributo, con Fatti e Disfatti, a rivelare come la signorina Epstein-Maxwell sia stata rappresentante degli Stati Uniti, mandata da Obama all’Onu. Veramente raccapricciante, prima dell’isola del piacere, dello stupro dei bambini.

Anonimo ha detto...

Kamala Harris e Biden sarebbero due moderati, almeno cosi ci dicono. Ma io ricordo che in tutte le rivoluzioni i moderati hanno fatto da apripista ai dittatori.

Anonimo ha detto...

Anonimo 16.42 e 16.52 Biden e i proposti dai dem sono dei loro....deep state

Anonimo ha detto...

VITE DIVERGENTI: VITTORIO MESSORI E ALDO MARIA VALLI

Chi frequenta questa pagina, si sarà accorto che da qualche mese ho smesso di trattare temi teologicamente ed ecclesiologicamente sensibili. Molto dipende dal fatto che sto scrivendo una certa cosa che, in forma narrativa, riprende e riassume – spero con qualche felicità di esiti – quanto ho da dire su questi punti.

D’altra parte confesso che proprio questa consuetudine con temi così impegnativi, vissuta nello spazio privatissimo della composizione letteraria, mi ha spinto a frenare certe punte polemiche, a guardare con qualche cautela in più ai riflessi di quel prisma misterioso che oggi è la Chiesa. “Sed etiam”: avevo forse trascurato la latitudinaria e quasi onnicomprensiva elasticità di questa locuzione – per Barth era un segno diabolico – che è il sigillo del pleroma cattolico. In cui possono convivere – forse – San Pio X e Giorgio Mario Bergoglio.

Mi sono insomma interrogato più a fondo su temi, questioni e personaggi. Chiedendomi se non avessi peccato di presunzione o se non fossi caduto nella trappola di un tradizionalismo sterile, settario, antiquario e senza prospettive. Che è agli antipodi del vero concetto di Tradizione, giacché ipostatizza come immobile modello la chiesa tridentina e i suoi riti. No: la Chiesa è una realtà viva. La sua tradizione lo è. E data dal giorno di Pentecoste, non dal 1563, e si proietta, ancora arricchendosi, verso il futuro. Il cattolico che guarda invece indietro, ai “bei tempi di una volta” – mitologie mal rappattumate che, nel caso, si limitano, a una povera epitome di una vicenda bimillenaria: i secoli XVII, XVIII e XIX con una “gionta” che arriva al 1958 - è uno sventurato, un povero nostalgico che, come gli indovini rappresentati da Dante, hanno la testa ritorta verso la schiena. Verso il passato.
No: la storia della Chiesa non è il passato. Meno che mai un piccolo passato.

Ho dunque taciuto. Scritto – come dicevo - e pregato. Perché il Signore illuminasse Bergoglio, i suoi seguaci e li riguadagnasse a una piena cattolicità di accenti e gesti. Ho pregato per me. Perché mi fosse dato di capire meglio, di dismettere pregiudizi trancianti e frettolosi.

Anonimo ha detto...

.... segue
Ho preso a modello Vittorio Messori. E soprattutto il suo silenzio. Fragoroso, certo, ma silenzio comunque. Umile, mi son detto, cauto, prudente, attento a non fomentare ulteriore confusione nella Chiesa.

Devo molto a Messori. Da quando, reduce da una lettura precocissima della Vita di Cristo di Giuseppe Ricciotti, mi capitò tra le mani il suo Ipotesi su Gesù. Fu la spinta ad approfondire quegli studi. Fino al dottorato. Fino alla specializzazione in storia delle origini cristiane. E alla certezza che, salvo quanto detto da Pio XII nella Divino Afflante Spiritu, il Nuovo Testamento e segnatamente i vangeli, sono, anche da un punto di vista laico, tra le fonti più fededegne e affidabili che il mondo anticoclassico ci abbia lasciato in retaggio. Tacito che (s)parla di Tiberio e che dei Giudei dice che così si chiamano perché venivano da Creta e dal monte Ida, è solo un ciarlatano. Marco, Matteo, Luca e Giovanni – soprattutto l’accurato Giovanni; altro che un misterioso creatore di una tradizione senza radici bella storia – no: sono degli storici. Seri. Sinceri. Che, a scopo omiletico, hanno fissato per iscritto una tradizione orale prossima, viva e confermata da testimoni viventi

Bene: se tace Messori, anche io tacerò, mi son detto.

Ma quanto è comodo tacere per l’uomo esteriore. Significa non compromettersi, sfuggire le polemiche e soprattutto, l’impegno della verità. E quanto è invece scomodo per l’uomo interiore, che ti sussurra dai precordi: “Sei diventato un pavido. La spada di mano ti è caduta non per amore ma per pigrizia e forse paura.

E ho pensato alla vicenda di Aldo Maria Valli, fino a due anni fa vaticanista di punta del TG1 e ora costretto, in quella graveolente sentina che è da sempre l’informazione RAI, a non lavorare, pur pagato. Tutto pur di tacere dinanzi agli errori e agli orrori di Giorgio Mario Bergoglio. Una forma di censura enormemente più efficace di quelle nazista e comunista. Perché non crea martiri ma silenzia con l’indifferenza e condanna, senza spargere odio o sangue, alla morte sociale, al confino morale.

Valli: che storia. Lo ricordo – io ragazzo e lui giovane vaticanista dai capelli rossi – manco a dirlo – nella rossa Telekabul di Sandro Curzi, fare le bucce, negli anni ’80, a un Giovanni Paolo II di fantasia: conservatore, chiuso, incapace di dialogo, censorio vero le voci del dissenso cattolico; ossia Küng e compagna ereticante: Martini, la “scuola olandese”; insomma quella maledetta compagnia di giro che, come avrebbe detto qualcuno illuminato da Dio, si lasciava sedurre e continua a sedurre per il tramite “di correnti ideologiche, di mode del pensiero: dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo (al) relativismo; cioè il lasciarsi portare 'qua e là da qualsiasi vento di dottrina', appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.”

Valli capì. Non so come né in che tempi. Ma capì. O fu spinto misteriosamente a capire. E rovesciò le sue posizioni. Si fece, si è fatto coraggioso alfiere di una fede che ha “un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. Perché 'Adulta' non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. "

Questa metanoia, curiosamente, si compiva mentre Messori – che invece iniziò la sua vicenda di scrittore cattolico svillaneggiato dalla stampa e dalla critica laica – prendeva a tacere.

Davvero il Signore muove con sapienza infinita la gran macchina della storia. E dunque sì, Aldo Maria: hai ragione tu. Non è tempo di silenzi cautelosi. È il tempo di gridare, per me di riprendere a gridare. E dunque, per quel pochissimo che importa, il mio silenzio è finito.
Biagio Buonomo

Anonimo ha detto...

Aldo Maria Valli era un progressista? (o come cavolo si dice)

Anonimo ha detto...


"reclutava bambine minorenni per darle in pasto ad orchi pedofili.."

Vero. Orribile. Però dire "bambine" è forse eccessivo. Erano minorenni, ma sui 15 o 16 anni pare e quindi tanto "bambine" non erano. E ci andavano, gratis a darsi in pasto? Un dettaglio delicato che nessuno ha mai osato mettere in luce. La prosseneta di turno avrà sicuramente avuto un "tariffario" per gli orchi, tutti ricconi o comunque benestanti.

Anonimo ha detto...

Melloni e Forte non hanno capito nulla del cattolicesimo!