mercoledì 5 agosto 2020

I possibili scenari dietro l’esplosione che ieri ha scosso Beirut

Il martoriato Libano torna a vivere i peggiori incubi della guerra civile e delle crisi sanguinose che hanno segnato i 30 anni passati dalla fine di quel conflitto. Un'esplosione di potenza inimmaginabile - secondo alcuni testimoni udita fino a Cipro, a distanza di 200 chilometri - ha portato la devastazione e seminato il panico in tutta Beirut e nei sobborghi. Almeno 73 morti e 3.700 i feriti, secondo un bilancio ancora provvisorio della deflagrazione, avvenuta nel tardo pomeriggio nel porto e sulle cui cause regna l'incertezza. Il numero delle vittime potrebbe comunque aumentare, a giudicare anche dalle immagini diffuse dai social media e dalle televisioni che mostrano persone rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici crollati. La lettura dell'evento dipende dalla posizione delle diverse fonti.
Nostra Signora del Libano1, prega per loro. E per noi.

Due enormi esplosioni hanno scosso ieri pomeriggio Beirut. Ufficialmente, ad esplodere pare essere stata una fabbrica di fuochi d’artificio presso la zona portuale [fonti accreditate parlano di deposito di armi sequestrate -ndr]. La deflagrazione, avvertita in tutta la capitale libanese, ha ucciso circa 50 persone e ne ha ferite migliaia (dato aggiornato alla sera del 4 agosto 2020).
Ovviamente, al di là delle dichiarazioni ufficiali, molti ritengono che questa esplosione non sia affatto casuale. E i diversi scenari che si aprono sono tutti più o meno fondati.
Il primo scenario chiama in causa Israele. Scenario classico, che vedrebbe lo Stato ebraico dietro l’esplosione di questa fabbrica che, teoricamente, avrebbe potuto essere una fabbrica di esplosivi. Ci pare tuttavia l’ipotesi meno probabile, sia pure non potendo escluderla del tutto. L’intelligence israeliana, ma anche quella americana, cercano sempre di ridurre al minimo il numero di morti e feriti. E Israele avrebbe tutto l’interesse a rivendicare pubblicamente di poter colpire una fabbrica di armi di Hezbollah a Beirut. Neanche a dirlo, nelle prossime ore Israele sarà l’accusato principale di coloro a cui piace “vincere facile” piuttosto che approfondire. Ad ogni modo, molto probabilmente, questa ipotesi sarà esclusa da Hezbollah stesso [di fatto non sono mancate le accuse di Hezbollah a Israele e le corrispondenti smentite qui -ndr].

Il secondo scenario è quello che riconduce direttamente a Hezbollah. Come organizzatore dell’attentato, in vista della sentenza che arriverà domani da parte del Tribunale Internazionale in merito all’assassinio dell’ex premier libanese Rafik Hariri. Ad essere accusati sono quattro membri di Hezbollah in contumacia, che probabilmente si trovano proprio in Libano. Dunque, Hezbollah potrebbe aver voluto mandare un messaggio a tutti i suoi innumerevoli avversari, anche nel fragilissimo esecutivo di Diab (alleato di Hezbollah), dicendo loro di non provare a farsi venire strane idee in testa. Il prezzo da pagare nel caso in cui i quattro ricercati finissero nelle mani della giustizia internazionale sarebbe una lunghissima scia di sangue in tutto il Libano. D’altronde, appena qualche giorno fa, si è dimesso il ministro degli esteri libanese Hitti, in polemica proprio con Hezbollah, accusato di impedire al Libano di rialzarsi dal rischio del default finanziario. Hitti aveva pubblicamente sostenuto l’ipotesi, promossa dal Patriarca Maronita, di un Libano “neutrale” in politica estera, ovvero lontano anche dal regime iraniano, e pronto ad accettare il piano di pace della Lega Araba del 2002. Proposte totalmente inaccettabili per Hezbollah, al servizio del regime iraniano.
Un’altra ipotesi possibile è che quella fosse davvero una fabbrica di esplosivi di Hezbollah e che sia esplosa accidentalmente. D’altronde, solo pochi giorni fa è stato denunciato come abbia ben 28 postazioni di lancio di missili in aree civili. Una di queste potrebbe essere esplosa per errore, causando il dramma delle scorse ore. 

Infine, un’ultima possibilità: che a far esplodere la fabbrica non siano stati gli israeliani o gli americani, ma i nemici interni di Hezbollah (tra cui purtroppo c’è ancora anche l’Isis). I tanti nemici che Hezbollah ha in Libano, un Paese che si avvia verso il default finanziario e che, appena qualche mese addietro, ha visto nelle sue piazze una serie di proteste popolari, espressamente contro Hezbollah e la presenza iraniana nel Paese. Non è escluso quindi, in uno scenario di piena guerra civile, che qualcuno abbia deciso di prendere le armi e far pagare a Hezbollah l’aver preso in ostaggio metà Libano, impedendogli di essere un Paese normale e di esercitare pienamente la sua sovranità nazionale. Uno scenario che riporterebbe il Paese dei Cedri indietro di trent’anni e che andrebbe imputato al regime iraniano, che non solo ha creato Hezbollah, ma che ha recentemente ordinato al Partito di Dio di intervenire nel conflitto siriano allo scopo di salvaguardare la proiezione di Teheran verso il Mediterraneo. Dove potrebbe arrivare questo scenario da guerra civile non è dato saperlo. Ciò che è certo e che, chi sinora ha chiamato Hezbollah un partito normale e ha pensato di legittimarlo, ha contribuito alla terribile situazione del Libano odierno. - Fonte
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1. La statua di Nostra Signora del Libano si trova in un importante luogo di pellegrinaggio cristiano maronita, nel santuario di Harissa, a circa 20 km di distanza da Beirut. È un santuario mariano luogo di pellegrinaggio.

23 commenti:

Anonimo ha detto...

E' ancora presto per dire qualcosa di certo su Beirut.
Un'esplosione fortuita di fuochi di artificio?
Oppure l'apertura di un nuovo fronte di guerra?
Ovviamente in Libano...
Perché siamo in guerra.
E, in questo caso, chi lo ha aperto?
Mi sa che è meglio far finta di credere ai fuochi d'artificio.
Altrimenti, cadono altri miti e maschere.
Viene giù tutto.(MV)

Guerre économique ha detto...

GUERRE ECONOMIQUE SANS PITIÉ!!! JE NE CROIS PAS A L'ACCIDENT! : une double explosion dans un stock de nitrate d’ammonium à Beyrouth a frappé la capitale du Liban, mardi 4 août en fin de journée et a dévasté « près de la moitié » de la ville faisant au moins 100 morts et 4 000 blessés, selon un bilan provisoire de la Croix-Rouge libanaise ;
Un incident dans un bâtiment contenant une cargaison de 2.750 tonnes de nitrate d’ammonium serait à l’origine de la double explosion, ont déclaré les autorités libanaises. Une journée de deuil national a été décrétée mercredi

https://www.lemonde.fr/international/article/2020/08/04/liban-tres-forte-explosion-a-beyrouth-l-origine-pour-l-instant-inconnue_6048135_3210.html

mic ha detto...

Beirut, l’inviata di guerra Giannini: «Sembra esplosione da tritolo» 

https://www.oltre.tv/beirut-guerra-giannini-esplosione-tritolo-video/

Anonimo ha detto...

Secondo quanto afferma l’agenzia Adnkronos, le milizie sciite filoiraniane ritengono possibile che le due esplosioni consecutive che hanno interessato il deposito n. 12 del porto di Beirut siano state causate da un'azione di sabotaggio di Israele

La versione ufficiale riferisce di un esplosione di un deposito di fuochi di artificio o di nitrato di ammonio, causata da un incendio. Fonti di intelligence occidentali contattate in precedenza dall'Adnkronos ritengono che ad esplodere potrebbe essere stato un deposito di armi di Hezbollah.

Anonimo ha detto...

Deflagrazione dalle conseguenze disastrose

https://m.facebook.com/groups/1864985040392360?view=permalink&id=3322426107981572

Anonimo ha detto...

annahar.com/ Ci sono 100 martiri e più di 4000 feriti finora, e il disastro è senza precedenti ... "11 vittime dell'UNIFIL che erano a bordo di una nave attraverso corvette marine".


Il segretario generale della Croce Rossa Libanese, George Kettana, ha dichiarato in un'intervista con "The National Information Agency" che "75 ambulanze sono intervenute per evacuare i feriti ieri, e il disastro è senza precedenti e molto grande, e ci sono 100 martiri e più di 4000 feriti finora".
Ha spiegato che "l'area di Mar Mikhael e Gemayzeh è stata completamente sgombrata, mentre il secondo sondaggio che è in corso nel frattempo è per l'area portuale", sottolineando che "la base navale dell'esercito si è coordinata con noi quando abbiamo recuperato 11 vittime dell'UNIFIL che erano a bordo di una nave attraverso corvette marine".

Anonimo ha detto...

Beirut, oltre 100 morti e 4mila feriti: ‘Oltre 300mila persone rimaste senza casa’. Ministro Salute: ‘Lasciate la città, nell’aria polveri tossiche’

Continuano le ricerche delle persone ancora disperse, almeno un centinaio secondo le autorità, e sepolte tra le macerie dopo le esplosioni che hanno devastato la capitale libanese. Gli ospedali sono stracolmi, tre di questi sono completamente distrutti mentre altri due lo sono parzialmente. E il direttore generale delle dogane libanesi, Badri Daher, citato da al-Arabiya, dichiara che alla magistratura libanese è stato notificato per sei volte che il deposito di nitrato d’ammonio era pericoloso e andava trasferito

Anonimo ha detto...

Libano: ecco da dove arrivava il nitrato di ammonio esploso a Beirut

Beirut , 05 ago 11:06 - (Agenzia Nova) - La magistratura libanese è stata informata sei volte della pericolosità del nitrato di ammonio immagazzinato nel porto di Beirut e le dogane hanno chiesto più volte di esportarlo. Lo ha dichiarato oggi ai media il direttore delle Dogane, Badri Daher, spiegando, tuttavia, che non è stata mai concessa l’autorizzazione. Il funzionario ha confermato, inoltre, la presenza di un deposito di fuochi d’artificio accanto al magazzino con all'interno quantità di nitrato di ammonio stoccate nel porto di Beirut dove martedì pomeriggio è avvenuta una duplice esplosione. Il governo punta il dito contro un carico di nitrato di ammonio immagazzinato "senza misure precauzionali" nel porto, ha dichiarato il primo ministro, Hassan Diab. "È inaccettabile che un carico di nitrato di ammonio, stimato in 2.750 tonnellate, sia stato presente per sei anni in un magazzino, senza misure precauzionali. È inaccettabile e non possiamo tacere", ha detto Diab davanti al Consiglio supremo della difesa, secondo un portavoce.

Secondo quanto riportato da diversi siti, il nitrato di ammonio esploso a Beirut è stato trasportato nel 2014 da un cargo battente la bandiera moldava. Nel 2014, la nave mercantile Rhosus, sotto la bandiera della Repubblica di Moldova che trasportava nitrato di ammonio tra Georgia e Mozambico, è stata fermata nel porto di Beirut perché non poteva più navigare in sicurezza. Successivamente gli è stata proibita la navigazione per la violazione di alcuni standard e il carico è stato sequestrato e immagazzinato nel porto di Beirut, secondo fonti moldave. L'equipaggio composto da marinai russi e ucraini è stato rimpatriato nel 2014, ma il fertilizzante chimico è rimasto in Libano. Intanto, il governatore di Beirut, Marwan Abboud, ha dichiarato che i danni provocati dalla duplice esplosione ammonterebbero a 3-5 miliardi di dollari. (Res)

Anonimo ha detto...

Difficile considerare sia mera coincidenza considerando che il Libano è isolato e dicono proprio da lì che l'unica apertura commerciale al mondo era proprio il porto di Beirut.

Ancora di più se scopriamo che altre esplosioni "chimiche" sono avvenute, con morti, in Corea del Nord e dicono anche Iran.

Questa è una strage in Libano ben più grande, e la gente sta correndo a fare scorte.

Che Dio abbia pietà delle anime di chi ha commesso tutto questo.

Anonimo ha detto...

Normalmente il nitrato di ammonio non serve solo per fertilizzanti, ma anche per costruire bombe, ovviamente senza prove non si possono fare accuse, ma che la concomitanza con la vicina fabbrica di fuochi artificiali, ha fatto sì che l'esplosione, tutt'altro che casuale, abbia di fatto distrutto il porto di Beirut e dintorni uccidendo così il Libano che per vivere importa tutto, la centrale elettrica forniva corrente solo 4 h. al dì.........io avrei più di una idea sui pianificatori ed esecutori del tutto, ma non si può dire.......

tralcio ha detto...

Una verità però Francesco l'ha detta (eh sì!) e l'ha pure ripetuta varie volte:
"la terza guerra mondiale è in corso, ma si combatte a pezzetti".
Nell'epoca delle bandiere per la pace, delle marce per la pace, dei premi nobel per la pace e di ogni forma di invocazione della pace, accreditandosi per pacificatori e additando ad untori quelli che sono contrari a cotanto pacifismo e pacificante perseguimento di pacifica convivenza, la realtà è un'altra, molto cruda: siamo in guerra.
La constatazione va di pari passo con (almeno) altre quattro inderogabilmente correlate:
-nella retorica della democrazia, nulla è mai stato così vanamente democratico (votare);
-nella retorica della diversità, mai la cultura si è imposta in modo tanto omologante;
-nella retorica dell'informazione, mai si è stati così all'oscuro di cose fondamentali;
-nella retorica del buonismo, mai si è stati così spietati con i nemici;
Diabolicamente, il principe di questo mondo afferma se stesso usando i vessilli più nobili.
Come aveva predetto più d'uno si ammanta di pacifismo, ecumenismo, ambientalismo etc.
Ad essere cancellata da tanta abbagliante tenebra è la vera luce, la vera pace, di Cristo.
Ad aver tradito la consegna, concedendosi all'inganno dell'apparenza, è la Sua Sposa.
Però sulla guerra a tocchetti un barlume di verità è trapelato.
Per l'Italia è peggio d'ogni guerra trascorsa: milioni di morti (abortiti e eutanasizzati), distruzione delle famiglie, perdita di lavoro, man bassa altrui su ciò che fu nostro.
Qua e là per il mondo l'inganno agisce con altri sistemi. Almeno finché non sarà inevitabile il ricorso a quelli di sempre, tirandosi le bombe. Il male divora se stesso.

Anonimo ha detto...

In Libano l'inizio della fine è stato l'arrivo dei profughi palestinesi.L'equilibrio fra le varie componenti della popolazione è saltato e si è giunti alla terribile situazione attuale .Il benessere di cui godevano i libanesi non c'è più,la sicurezza della popolazione nemmeno ed anche l'indipendenza del paese non è più certa perché se i siriani si son ritirati i turchi non nascondono le loro mire almeno sulla parte sunnita del paese.E' ridicolo il discorso che i media italiani fanno quando elogiano il Libano perchè ha accolto(?) un milione e trecentomila profughi.E se non avesse voluto accoglierli avrebbe potuto farlo?Io non credo. E se noi non volessimo accogliere(?) i barconi saremmo in grado di farlo? Per chi suona la campana o dove scoppiano le bombe?Al momento a Beirut e dopo…...

Anonimo ha detto...

Toni Capuozzo:
Su tutto quello che sta attorno alla grande esplosione di Beirut quello che mi ha incuriosito di più (oltre alle immagini, ovviamente, a quelle scene di adulti che proteggono bambini, all' ignoranza di un sottosegretario italiano che invia solidarietà ai libici) è il fatto che proprio nessuno, in Libano, ha accusato Israele, un dito puntato che è un classico. Eppure quattro o cinque giorni fa 4 Hezbollah erano stati uccisi dopo essere stati sorpresi a piazzare ordigni esplosivi oltre la linea di confine. ,Forse tutti sanno fin troppo bene che si è trattato di un maldestro segnale tra fazioni, sfuggito di mano oltre le reali intenzioni, che erano quello di dare tra le righe un segnale agli amici, e magari, sì, innalzare la tensione con il nemico eterno, Israele. Ma Beirut è da sempre la città delle mille letture e interpretazioni. E mi sembra certo solo quel che si può leggere dalla sequenza delle esplosioni: un incendio, il crepitare delle munizioni a fuoco, la potenza esplosiva di depositi di missili, e il nitrato. Che, per data e rotta, fosse destinato all'agricoltura del Mozambico, sembra invece improbabile. La Siria del 2014 era un buco nero che assorbiva ogni tipo di arma.

Anonimo ha detto...


Attention à l'antisémitisme. PP n'aime pas ça.

Anonimo ha detto...

San Charbel prega per il Libano e per i libanesi. Amen

Anonimo ha detto...

«Tutto quello che succede in Medio Oriente, sia in Egitto, sia in Siria, sia in Iraq, è una guerra che ha due dimensioni. In Iraq e in Siria, la guerra è tra sunniti e sciiti; in Egitto la guerra è tra fondamentalisti, tra cui i Fratelli musulmani, e i moderati. Sono guerre senza fine ma, mi dispiace di doverlo dire, ci sono dei Paesi, soprattutto occidentali, ma anche dell’Oriente, che stanno fomentando tutti questi conflitti. Bisogna trovare una soluzione a tutti questi problemi. Nelle guerre in Medio Oriente i cristiani pagano il prezzo più alto».

Queste parole sono di Bechara Boutros Rai, il Patriarca di Antiochia della Chiesa Cristiana Maronita che è in comunione con quella Cattolica e riconosce come Primate il Papa.

Ireneo ha detto...

Il Presidente Trump ha dichiarato che secondo analisti militari si è trattato di un attacco. Strana dichiarazione se persino nei blog i commentatori di ogni genere usano ogni cautela e dubbio.
Uno dei ministri del governo libanese ha richiamato Hiroshima e Nagasaki.
Mah!

Anonimo ha detto...

LA FESTA DELL’AMORE
https://www.maurizioblondet.it/la-festa-dellamore/

Eccone un'altro!

video ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/i-dati-oggettivi-che-giustificano-i-sospetti/

Anonimo ha detto...

Esplosione Beirut, l'esperto Danilo Coppe: "Non é nitrato di ammonio, era un deposito di armi"

https://www.youtube.com/watch?v=4WvfCBnLgtA&feature=share

mic ha detto...

http://www.asianews.it/notizie-it/Le-esplosioni-di-Beirut:-un-decimo-della-bomba-di-Hiroshima-50732.html

Anonimo ha detto...

Beirut ha subito una catastrofe che vivrà a lungo nella memoria - e il ripetuto tradimento dei suoi cittadini è una farsa

Il popolo libanese deve affrontare un terribile mix di rovina economica a lungo termine, una pandemia e ora un'esplosione devastante. Tutto presieduto da un "governo" indegno di questo nome, afferma Robert Fisk

https://www.independent.co.uk/voices/beirut-explosions-death-toll-blast-lebanon-a9654651.html

Da Fb ha detto...

In Libano è in atto una "rivoluzione colorata" , ovvero un "regime change" nella direzione del mondialismo turbocapitalista.
La tesi è semplice e elementarmente deducibile da alcuni fatti: Beirut è oggi in realtà un avamposto dell’Iran in Medio Oriente, in quanto è controllato da Hezbollah; per distruggere Hezbollah bisogna distruggere il Libano, e poi dopo il cambio di regime, ricostruirlo con i finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale; ma questo intervento deve essere proibito al FMI adesso, fino al cambio di regime, perché “ricompenserebbe solo Hezbollah, in un momento in cui i manifestanti in Libano chiedono la fine della corruzione e si oppongono al suo "dominio". Emmanuel Macron, servetto sciocco e viziatello del mondo finanziario sovranazionale, accorso in Libano subito dopo la tragedia così si è espresso:" sarà “l’inizio di una nuova era”, “sento la vostra rabbia”, “proporrò un nuovo patto politico per il Libano".
La distruzione economico finanziaria del Libano era notoriamente già in corso, ed ora capiamo meglio perché e da chi è stata provocata.