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martedì 16 giugno 2026

Francia: Dora Moutot condannata per aver parlato di sesso biologico e sicurezza delle donne

Uno dei tanti attentati alla libertà di parola.
Francia: Dora Moutot condannata per aver parlato
di sesso biologico e sicurezza delle donne


A Parigi, il 20 maggio 2026, la 17ª camera correzionale del Tribunale giudiziario di Parigi ha dichiarato la giornalista e attivista femminista Dora Moutot colpevole di “ingiuria pubblica” verso le persone transgender.

Il caso nasce da una puntata del programma “Quelle époque!”, trasmesso su France 2 il 15 ottobre 2022 e condotto da Léa Salamé, durante un dibattito con Marie Cau, all’epoca sindaca di Tilloy-lez-Marchiennes, nel dipartimento del Nord, in Francia, e nota come prima sindaca transgender eletta nel Paese. Durante quel confronto, Moutot aveva parlato di identità di genere, sport femminile, carceri femminili e sicurezza delle donne, citando anche esempi legati a California, Stati Uniti e Inghilterra. La frase contestata riguardava il fatto che, come donne, sia legittimo essere prudenti davanti a persone biologicamente maschili negli spazi femminili.

Il tribunale ha stabilito che quelle parole non costituivano incitamento alla violenza, alla discriminazione o all’odio, ma le ha comunque considerate un’ingiuria pubblica perché ritenute offensive nei confronti delle donne transgender.

Dora Moutot è stata condannata a pagare 1.000 euro di multa, più 500 euro di risarcimento a ciascuna delle tre associazioni parte civile — Mousse, STOP Homophobie e Adhéos — oltre a 2.000 euro di spese legali, per un totale di 4.500 euro.

Che si sia d’accordo o no con Dora Moutot, il punto è enorme: se una donna non può discutere pubblicamente di sicurezza femminile, sport, carceri, privacy e spazi separati per sesso senza rischiare una condanna penale, allora non siamo più davanti a un semplice dibattito.

Siamo davanti a un precedente pericoloso per la libertà di parola.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Nelle due foto di testa, la persona con la fascia tricolore di traverso sul petto, è maschio o femmina? Dalla foto non è del tutto chiaro. Forse non si saprà mai...

Anonimo ha detto...

La femminista ingiustamente sanzionata dalle autorità francesi (vedi la giustizia in mano alle donne, e tutte di un certo tipo) raccoglie quanto seminato dal femminismo stesso.
Non sono state le femministe a cominciare a sostenere che il sesso non era un fatto naturale ma un "costrutto sociale", imposto dai maschi? Quindi manipolabile. Diventando una scelta soggettiva, lo si apriva a tutte le aberrazioni possibili immaginabili. In tal modo esse giustificavano l'omosessualità femminile, trasformandola in una tra le opzioni possibili, su un piano di parità con le altre. Adesso siamo arrivati alla mostruosità del "transgenderismo", che impone di sostituire "donna incinta" con "persona incinta" o di mettere nei documenti il quadratino di "non binario" accanto a quelli di "maschio" e "femmina".
Rifiiuto dell'idea di natura, di natura umana creata da Dio maschile e femminile con ruoli ben precisi e differenziati anche se complementari. Ignoranza abissale di nozioni elementari.
Cattiveria di fondo, desiderio di far del male, di distruggere la civiltà....
Le femministe ritornino alla vera cultura, ad un sano concetto di natura umana, tanto per cominciare.
ap