Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 28 luglio 2026

28 Luglio. Il Sangue del Re coronato di dolore

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
28 Luglio. Il Sangue del Re coronato di dolore

Quarta effusione: la coronazione di spine
La quarta effusione ci pone davanti a Cristo coronato di spine. I soldati intrecciano una corona, la pongono sul suo capo, lo rivestono di un mantello, gli mettono una canna tra le mani e lo salutano per scherno come re. È una scena di derisione, e proprio dentro questa derisione risplende una verità che gli uomini non comprendono: Gesù è davvero Re.

Il suo Sangue scende dal capo ferito. Le spine penetrano nella carne. Il volto del Signore viene deformato dalla violenza e dall’umiliazione. Eppure la sua regalità non viene distrutta. Anzi, proprio qui si manifesta nel modo più paradossale. Cristo regna non perché schiaccia i suoi nemici, ma perché non permette all’odio dei nemici di spegnere il suo amore. Regna perché resta Figlio. Regna perché offre. Regna perché la sua mitezza è più forte della derisione.

La coronazione di spine rivela la falsità delle regalità umane quando sono separate da Dio. L’uomo cerca corone di prestigio, controllo, approvazione, potere, immagine. Si costruisce piccoli troni domestici, professionali, ecclesiali, digitali. Vuole essere riconosciuto, applaudito, temuto, consultato. Poi basta una critica, un’umiliazione, un insuccesso, e il piccolo regno interiore entra in stato d’assedio. Che spettacolo dignitoso, questa monarchia del nostro ego.

Il Sangue del capo coronato di spine viene a guarire proprio la nostra superbia. Le spine non feriscono soltanto il corpo di Cristo. Rivelano quanto sia malata la mente dell’uomo quando deride Dio e adora se stessa. Ogni pensiero superbo, ogni giudizio sprezzante, ogni pretesa di dominare gli altri, ogni rifiuto della verità mette spine sul capo del Signore. E il Signore, invece di rispondere con vendetta, lascia che il suo Sangue diventi medicina.

Questa effusione purifica anche il nostro modo di pensare. La mente è un luogo decisivo della vita spirituale. Da lì nascono giudizi, interpretazioni, sospetti, desideri, decisioni. Una mente non custodita può diventare un laboratorio di spine: rimugina offese, fabbrica accuse, ingigantisce torti, immagina rivincite, costruisce scenari in cui noi siamo sempre vittime nobili e gli altri sempre colpevoli ben assortiti. Il Sangue di Cristo chiede di entrare anche lì, non solo nei sentimenti.

Gesù coronato di spine ci insegna la vera umiltà. L’umiltà non è disprezzarsi. Non è recitare la parte di chi vale poco. È stare davanti a Dio nella verità. Cristo è Re e accetta di essere deriso. Non perde la sua dignità perché gli uomini non la riconoscono. Questa è una luce potente per noi. Troppe volte lasciamo che il giudizio altrui determini la nostra pace. Se veniamo apprezzati, ci sentiamo vivi. Se veniamo ignorati o fraintesi, crolliamo. Cristo ci mostra una dignità che viene dal Padre e che nessuna derisione può cancellare.

La pratica spirituale può essere un atto di umiltà interiore. Rinunciare a difendere la propria immagine in una piccola occasione. Accettare una correzione giusta senza risentimento. Lasciare cadere una risposta pungente. Pregare per una persona che ci ha umiliato. Oppure, ancora più concretamente, chiedere al Signore di mostrarci quale corona falsa stiamo inseguendo: il bisogno di approvazione, la mania di controllo, l’attaccamento al ruolo, la paura di perdere importanza.

Il Sangue versato nella coronazione di spine ci libera dalle false regalità. Ci insegna che la vera grandezza non consiste nell’essere serviti, ma nel servire; non nel dominare, ma nel donarsi; non nel difendere il proprio trono, ma nell’appartenere al Padre. Cristo coronato di spine è il Re davanti al quale cadono tutte le nostre vanità, anche quelle più religiosamente confezionate.

Davanti a Lui possiamo pregare per una mente più limpida e un cuore più umile. Il suo Sangue lavi i nostri pensieri, sciolga le nostre pretese, guarisca le ferite della vanità. Solo chi accetta di perdere le corone false può ricevere la libertà dei figli.

Alla scuola del beato Giovanni Merlini
Merlini educava alla semplicità e all’umiltà concreta. Il Sangue del Re coronato di spine guarisce le false corone dell’io: desiderio di approvazione, potere, controllo, bisogno di prevalere. (cfr. G. Merlini, Lettere a Maria De Mattias I, Edizioni Sanguis, Roma 1974, p. 49.)

Preghiera
Gesù, Re coronato di spine, guarisci le false corone del mio io. Liberami dal bisogno di apparire, dal desiderio di controllo, dalla pretesa di avere sempre ragione. Purifica la mia mente dai giudizi superbi e dalle rivalse interiori. Il tuo Sangue mi renda mite, umile e libero davanti al Padre.

Giaculatoria
Sanguis Christi, in coronatióne spinárum emánans, salva nos.
Sangue di Cristo, versato nella coronazione di spine, rendici miti e umili di cuore.
don Mario Proietti

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