sabato 4 febbraio 2012

Estratto dall'omelia di Mons. Fellay del 2 Febbraio 2012

Perché i nostri lettori più interessati possano trovarlo direttamente qui, pubblico l'estratto dall'omelia di Mons. Fellay del 2 Febbraio 2012 ripreso anche sul sito del DICI, nella traduzione di Francesco Colafemmina.
Come già sottolineato nel precedente thread ed esplicitamente commentato da un lettore, Mons. Fellay non dice "non firmeremo mai un accordo". Dice al contrario che la Fraternità è disposta a firmare la professione di fede e il giuramento di fedeltà al Pontefice, ma non un giuramento di fedeltà alla dottrina sull'ecumenismo e sulla libertà religiosa.


Estratto dall'omelia di Mons. Fellay del 2 Febbraio 2012

La Fraternità San Pio X è stata fondata per la Chiesa e nella Chiesa e noi affermiamo che essa continua ad esistere, malgrado vi sia la pretesa a negarne l’esistenza, col dire che è stata soppressa nel 1976 (in tutta evidenza senza alcun rispetto delle leggi della Chiesa). Ed è per questo che noi andiamo avanti.

Il nostro venerato fondatore ha insistito a più riprese sull’importanza di questa esistenza della Fraternità (nella Chiesa). Così, mentre il tempo passa, io credo che è questo che noi dobbiamo tenere in mente, è molto importante che noi si conservi questo spirito cattolico.

"Non siamo un gruppo indipendente. Anche se stiamo "lottando" con Roma, siamo ancora, per così dire, con Roma. Stiamo lottando con Roma, oppure, se volete, contro Roma, e al tempo stesso siamo con Roma. E noi affermiamo e noi continuiamo a dire che siamo cattolici. Noi vogliamo rimanere cattolici. Molte volte ho detto a Roma, tentate di buttarci fuori. E vediamo che forse sarebbe molto più facile per noi restare fuori... Avremmo tanti altri vantaggi. Saremmo trattati molto meglio! Guardate i protestanti, come si aprono le chiese per loro. Per noi, si chiudono. E noi diciamo, non fa niente. Facciamo le cose di fronte a Dio. Soffriamo dalla Chiesa, perfetto. Non ci piace, naturalmente. Ma dobbiamo stare lì nella verità.

E dobbiamo ribadire che noi apparteniamo alla Chiesa. Siamo cattolici. Noi vogliamo essere e vogliamo rimanere cattolici, ed è molto importante ribadire ciò. E' anche importante che alla fine non sogniamo una Chiesa cattolica che è solo un frutto della nostra immaginazione, ma che non è più quella di oggi. E' con quella di oggi che abbiamo problemi. Questo è ciò che crea ancora più difficoltà: proprio il fatto che abbiamo dei problemi con essa. Questo non ci permette, per così dire, di chiudere la porta. Al contrario, è nostro dovere andare continuamente lì, bussare alla porta, e non chiedere se possiamo entrare (perché vi siamo già dentro), ma pregare perché si convertano, perché possono cambiare atteggiamento verso di noi e tornare a ciò che ci fa Chiesa. Si tratta di un grande mistero, non è semplice. Poiché allo stesso tempo dobbiamo dire, sì, noi riconosciamo questa Chiesa - è quello che diciamo nel Credo, credo nella Chiesa cattolica - in modo da accettare che ci sia un Papa, accettare che ci sia una gerarchia, noi accettiamo tutto questo.

Eppure praticamente, a molti livelli, dobbiamo dire dei "no". Non perché non ci piaccia, ma perché la Chiesa ha già parlato di queste questioni. Anche molte di queste cose le ha condannate. E così, nelle nostre discussioni con Roma siamo stati, per così dire, bloccati lì. Il problema chiave nelle nostre discussioni con Roma è stato davvero il Magistero, l'insegnamento della Chiesa. Perché dicono, "noi siamo il Papa, noi siamo la Santa Sede" - e diciamo sì. E così dicono, "abbiamo il potere supremo", e diciamo, sì. Dicono, "noi siamo l'ultima istanza di insegnamento e siamo necessari" - Roma è necessaria perché noi abbiamo fede, e diciamo, sì. E poi dicono "quindi, obbedite." E noi diciamo no. E così ci dicono, siete protestanti! Avete messo la ragione al di sopra del Magistero di oggi. E noi rispondiamo, siete modernisti. Pretendete che l'insegnamento di oggi possa essere diverso dall'insegnamento di ieri. Noi diciamo, quando ci atteniamo a ciò che la Chiesa ha insegnato ieri, per necessità dobbiamo aderire all'insegnamento della Chiesa oggi. Poiché la verità non è legata al tempo. La verità è al di sopra di esso. Ciò che è stato detto una volta vincola per sempre. Questi sono i dogmi. Dio è così, Dio è al di sopra del tempo. E la fede è l'adesione alla verità di Dio. E' al di sopra del tempo. Ecco perché la Chiesa di oggi è legata e deve essere come (e non solo come) la Chiesa di ieri. E così quando si vede l'attuale Papa affermare che ci deve essere continuità nella Chiesa, noi diciamo: naturalmente! Questo è ciò che abbiamo detto in ogni momento. Quando si parla di tradizione, è proprio questo il significato. Si dice, ci deve essere Tradizione, ci deve essere continuità. Quindi vi è continuità. Ci viene detto quindi, il Vaticano II è stato fatto dalla Chiesa, la Chiesa deve essere un continuo, perciò il Vaticano II è Tradizione. E noi diciamo, prego?

Si va ancora oltre, miei cari fratelli. Questo è accaduto durante i dialoghi dottrinali. Al termine dei dialoghi, arriva l'invito da Roma. In questo invito c'è una proposta di una sistemazione canonica, che è quella di regolarizzare la nostra situazione. E posso dire, ciò che viene presentato oggi, che è già diverso da quello che è stato presentato il 14 settembre, si può considerare come un'ottima soluzione. Sono soddisfatte tutte le nostre esigenze, si può dire, sul piano pratico. Quindi non c'è un gran problema su questo punto. Il problema rimane ad un altro livello - a livello della dottrina. Ma anche lì si va molto lontano - molto lontano, miei cari fratelli. La chiave è un principio. Dicono, "dovete accettare questo, dovete accettare il fatto che per i punti che fanno difficoltà in merito al Concilio - punti che sono ambigui, dove c'è un conflitto - questi punti, come l'ecumenismo, come la libertà religiosa, questi punti devono essere intesi in coerenza con l'insegnamento perenne della Chiesa. Quindi, se c'è qualcosa di ambiguo nel Concilio, è necessario intenderlo come la Chiesa lo ha sempre insegnato, nel corso dei secoli." Vanno ancora oltre e affermano: "si deve rifiutare tutto ciò che è contrario a questo insegnamento tradizionale della Chiesa."

Beh, questo è ciò che abbiamo sempre detto. Incredibile, non è vero? Che Roma ci stia imponendo questo principio. Incredibile. Poi ci si potrebbe chiedere, allora perché non accettare? Ebbene, miei cari fratelli, vi è ancora un problema. Il problema è che in questo testo danno due esempi di cosa e come dobbiamo capire questi principi. Questi due esempi che ci forniscono sono l'ecumenismo e la libertà religiosa, come sono descritti nel nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, che sono esattamente i punti per i quali critichiamo il Concilio. In altre parole, Roma ci dice, lo abbiamo fatto sempre. Siamo tradizionalisti; il Vaticano II è Tradizione. La libertà religiosa, l'ecumenismo sono la Tradizione. Sono in piena coerenza con la Tradizione. Vi potreste chiedere solo, dove andiamo? Che tipo di parole possiamo pronunciare, siamo d'accordo o no? Se anche i principi che abbiamo preservato e affermato, ci dicono: "sì, va bene, potete affermarli, perché questo è ciò che intendiamo" ...che è esattamente il contrario di ciò che intendiamo. Penso che non potessimo procedere oltre nella confusione.

In altre parole, miei cari fratelli, ciò significa che i nostri interlocutori danno un altro significato alla parola "tradizione", e anche magari alla parola "coerenza". Ed è per questo che siamo stati costretti a dire di no. Non firmeremo quel documento. Siamo d'accordo con il principio, ma si vede che la conclusione è il contrario. Grande mistero! Grande mistero! Allora, cosa succederà adesso? Bene, abbiamo inviato la nostra risposta a Roma. Continuano a dire che stanno riflettendo su di essa, il che significa che probabilmente sono in difficoltà. Allo stesso tempo penso che solo ora potremmo vedere cosa vogliono veramente. Ci vogliono veramente nella Chiesa o no? Lo abbiamo detto loro molto chiaramente, se ci accettate così come siamo, senza cambiamenti, senza obbligarci ad accettare queste cose, allora siamo pronti. Ma se volete farci accettare queste cose, non lo siamo. In realtà abbiamo appena citato l'Arcivescovo Lefebvre che ha detto questo già nel 1987 - diverse volte prima, ma l'ultima volta che l'ha detto fu nel 1987. In altre parole, miei cari fratelli, umanamente parlando, è difficile dire come sarà il futuro, ma sappiamo che quando abbiamo a che fare con la Chiesa, abbiamo a che fare con Dio, abbiamo a che fare con la divina provvidenza, e sappiamo che questa Chiesa è la Sua Chiesa. Gli esseri umani possono causare alcuni disagi, alcune distruzioni. Possono causare turbolenze, ma Dio è superiore ad esse, ed Egli sa, da tutti questi avvenimenti - questi avvenimenti umani, queste le linee storte, Dio sa come dirigere la sua Chiesa attraverso queste prove."

(...) Si vedrà, miei cari fratelli. Per noi, è chiarissimo. Noi dobbiamo sempre sostenere la verità, professare la fede. Noi non faremo marcia indietro, qualunque cosa accada. C'è qualche minaccia adesso da parte di Roma, certo. Si vedrà. Noi lasciamo tutto questo nelle mani del Buon Dio e della Santissima Vergine. Oh! Sì, noi dobbiamo continuare la nostra crociata del Rosario. Noi contiamo su di essa, noi contiamo su Dio. E ciò che deve accadere, accadrà. Io non posso promettervi una bella primavera. Non so cosa accadrà in primavera. So solo che la battaglia per la fede continuerà, qualunque cosa accada. Sia che saremo riconosciuti, sia che non lo saremo. Potete stare certi che i progressisti non saranno contenti. Essi continueranno, e noi continueremo a combatterli.

19 commenti:

Icabod ha detto...

è difficile dire come sarà il futuro, ma sappiamo che quando abbiamo a che fare con la Chiesa, abbiamo a che fare con Dio, abbiamo a che fare con la divina provvidenza, e sappiamo che questa Chiesa è la Sua Chiesa. Gli esseri umani possono causare alcuni disagi, alcune distruzioni. Possono causare turbolenze, ma Dio è superiore ad esse, ed Egli sa, da tutti questi avvenimenti - questi avvenimenti umani, queste le linee storte, Dio sa come dirigere la sua Chiesa attraverso queste prove."

Un vescovo fedele alla Chiesa, realista ed equilibrato.

don Camillo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
don Camillo ha detto...

Ennesima figuraccia di Tornelli-MiL. http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=510:mons-fellay-qnoi-siamo-cattolici-e-vogliamo-rimanere-cattoliciq

Anonimo ha detto...

Tornielli, al solito, dà una informazione scorretta, viziata dal suo ideologico pregiudizio. Persino sui blog stranieri, ormai, sia lui che Rodari vengono indicati come i Vaticanisti che "non sanno di cosa stanno parlando"

Marco ha detto...

La libertà religiosa è l'immunità da impedimenti nel fare il bene oggettivo, secondo le leggi oggettive di Dio? La libertà religiosa è l'immunità da coercizioni nell'abbracciare la Fede cattolica?
L'ecumenismo è il ritorno di tutti i separati alla Chiesa cattolica accettando tutta la sua dottrina ed abiurando gli errori?
Se la risposta è sì, allora libertà religiosa ed ecumenismo sono dottrine del tutto tradizionali.
Se la risposta è no, allora ha ragione mons. Fellay a non sottoscrivere il documento.
Purtroppo è molto diffusa nella Chiesa la teoria secondo la quale ecumenismo è irenismo, sincretismo, costruzione di una super chiesa del denominatore comune, il nascondere le differenze dottrinali con i separati.
E' ed anche diffusa l'opinione di chi ritiene la libertà religiosa il diritto a professare la religione che uno preferisce in coscienza, ad esercitare liberamente il culto e la propaganda di religioni diverse dalla cattolica, a seguire quello che la coscienza ritiene soggettivamente giusto (anche se oggettivamente errato) nei limiti della pubblica pace.

Marco Marchesini

Dante Pastorelli ha detto...

La libertà religiosa è anche non costringer con la forza a diventar cattolici, non impedire con la forza, a chi lo voglia, di abbracciare qualsiasi religione. Ma questa libertà non può essere approvata come positiva, perché nessuno ha diritto di perseguir l'errore. Da qui la condanna delle false religioni ed il concetto tradizionale di "tolleranza".
L'ecumenismo non può esser indifferentismo o sincretismo. Da qualche tempo anche il Papa sta ricordando questa verità. Che poi al principio seguano coerenti comportamenti nella Chiesa non direi proprio.

Anonimo ha detto...

Non possiamo nasconderci la reazione negativa da parte dei nemici del Signore e della Sua Chiesa cattolica per il ritorno della FSSPX in "piena comunione" con Roma. In primis, alznno la voce gli ebrei e anche i progressisti dentro e fuori la Chiesa.
Già lo abbiamo visto dalle reazioni scomposte e furibonde dei media fin dal momento in cui il Papa ha tolto la scomunica.
Sono in molti i nemici che temono che con l'aiuto della FSSPX, la Tradizione e il fuoco del Dogma potranno tornare a splendere nella Chiesa. Ma non praevalebunt.

Preghiera e ancora preghiera.

Anonimo ha detto...

Che poi al principio seguano coerenti comportamenti nella Chiesa non direi proprio.

E' proprio lo scollamento tra tante stupende parole e certi fatti concreti la cosa che più sconcerta...

Anonimo ha detto...

C'è qualche minaccia adesso da parte di Roma, certo. Si vedrà.

cosa vorrà dire con questo?

Anonimo ha detto...

Io mi chiedo piuttosto come si possa sperare che sia ammessa la critica e che quindi si metta in discussione un evento del quale si dichiara l'interpretazione in continuità sia pure nella riforma, mentre la realtà a cui assistiamo ogni giorno di più, ci mostra la maggioranza di vescovi e sacerdoti, che utilizza tutta la sua autorità per attuarlo secondo la 'discontinuità'?

Dante Pastorelli ha detto...

E io mi chiedo come si possa eventualmente dar seguito alle "minacce" quando in Austria, Belgio ed in altri paesi, del nord e non solo, diverse centinaia di sacerdoti scrivon impumemente lettere pubbliche in cui dichiaran di voler l'abolizione del celibato, l'ordinazione degli sposati, la comunione ai divorziati risposati, l'ordinazione femminile, la celebrazione della Messa da parte di laici ecc. ecc.
Mi chiedo come si possa chiuder gli occhi davanti al proliferar dello scisma e dell'eresia e poi impuntarsi su dottrine come l'ecumenismo e la libertà religiosa di cui non si vuol fornir una precisa e definitiva interpretazione che non sia in contrasto con la Tradizione.
Purtroppo i grandi traditori resteranno al loro posto a minar le basi della Religione e chi, pur talvolta con atteggiamento polemico oltre misura nei confronti della S. Sede e del Papa, niente rifiuta della verità.
Dinnanzi al marasma in cui versa la Chiesa, il fallimento dei colloqui, con torti reciproci di durezza, resterà una macchia indelebile su questo pontificato.
Ricordiamoci che fu il difetto d'amore di Paolo VI a determinare la rottura con mons. Lefebvre.

Eruanten ha detto...

"C'è qualche minaccia adesso da parte di Roma, certo. Si vedrà. "

Anch'io mi son chiesto cosa significhi.

Grazie Mic per aver postato la sua omelia. Se i cattolici leggessero con i loro occhi queste equilibrate, semplici e chiare parole di mons. Fellay quanti muri si abbatterebbero! A cominciar dal mio parrocco, che considera i FFI degli ultratradizionalisti bigotti e pericolosi!Figurarsi la fraternità. Ah che fastidio non poter far sapere le cose come stanno. Anzi, devo subirmi la vanitosa confessione del mio parroco che si professa grande conoscitore degli avvenimenti di cronaca, politica, economia e vicende di Chiesa attraverso "il Corriere della sera, la Stampa e anche La Repubblica, senza alcun problema."

Ma se neanche di Tornielli ci si può fidare, figurarsi di quei giornali...

F. Colafemmina su MiL ha detto...

Il no è al primo documento. Il no è al giochino: siamo d'accordo con voi, ma accettate comunque l'ermeneutica al contrario (non il Concilio alla luce del magistero, ma il magistero alla luce del Concilio!).

Marco ha detto...

Quello che non capisco da parte di Roma è perché costringere la FSSPX ad accettare tutto il Concilio Vaticano Secondo visto che Roma stessa lascia liberi di dissentire su alcuni punti che sembrano in contrasto con la Tradizione. Mons. Gherardini ad esempio non mi pare che sia oggetto di provvedimenti disciplinari.

Marco Marchesini

Anonimo ha detto...

Il fatto è che per sottoporre Mons. Gherardini a provvedimenti disciplinari, dovrebbero dimostrare che si discosta dalla Tradizione, oppure dovrebbero riconoscere apertamente che c'è stato un effettivo cambiamento in alcuni elementi non marginali della Tradizione.

Anonimo ha detto...

Il fatto è che per sottoporre Mons. Gherardini a provvedimenti disciplinari, dovrebbero dimostrare che si discosta dalla Tradizione, oppure dovrebbero riconoscere apertamente che c'è stato un effettivo cambiamento in alcuni elementi non marginali della Tradizione.

Marco ha detto...

Infatti, quindi si può avere la stessa posizione di mons. Gherardini senza problemi. Perché allora obbligare la FSSPX ad accettare il Concilio?
Spero vivamente che si arriverà ad un accordo anche per togliere il marchio di "irregolarità" alla FSSPX, per sanare tutti i problemi canonici che ci sono e che sono stati anche accennati da mons. Gherardini (Matrimoni, tribunali) e anche per togliere argomenti ai progressisti.
Uno dei loro argomenti riguarda la validità delle Confessioni amministrate dalla FSSPX. Dato che né i Sacerdoti, né i Vescovi hanno il potere di giurisdizione, come può essere valido il Sacramento della Confessione da loro amministrato? L'unico mondo è affermare che siamo in una situazione di emergenza in cui il fedele cattolico non ha Sacerdoti che possono confessarlo. Questo può essere vero in certi luoghi, ma non dovunque.
La "regolarizzazione" risolverebbe anche questo grave problema dando a tutti i Sacerdoti il potere di giurisdizione.

Marco Marchesini

Dante Pastorelli ha detto...

E', verissimo, caro Marco, che i sacerdoti e i vescovi della Fraternità non han giurisdizione. Ma perché i grandi teologi - fo per dire - che imperversan sui blogs e caninamente latrano e giudicano e mandano come il dantesco Minos non discettan mai sulla giurisdizione degli scismatici orientali? Perché non gridan mai che i peccatori assolti dai pope o dai vescovi andran tutti all'inferno non essendo state per niente le loro colpe perdonate? E i matrimoni son validi, visto che - sia pur dopo secoli dallo scisma, cioè a partir dai primi dell'800 - non son gli sposi i ministri ma il sacerdote? Questo si afferma nei catechismi di Filarete e Kallinico ed in genere da tutti i moderni teologi ortodossi. E la facoltà di divorzio assai ampia, e non solo in caso di adulterio e malattia, non rende nulli i secondi e i terzi matrimoni?
Vorrei sapere: queste "Chiese Sorelle" per i nostri sapientuzzi sono mezzi di salvezza più della S. Pio X?

Marco ha detto...

Esatto caro Dante,
perché evidentemente hanno una particolare simpatia per loro. E' paradossale visto che in tema di Liturgia e di Tradizione gli orientali sono più vicini alla FSSPX che ai progressisti.
Costoro dimenticano che anche un Sacerdote privo di giurisdizione può assolvere validamente in pericolo di morte, in assenza di Sacerdoti con giurisdizione che amministrino validamente il Sacramento, in caso di errore comune ed infine in caso di dubbio positivo e certo.
Per cui anche le Confessioni della FSSPX sono valide, soprattutto in regioni dove c'è mancanza di Sacerdoti che abbiano la retta intenzione di confessare e che non pensino alla Confessione come a un seduta psicologica, ovvero in mancanza di Sacerdoti autenticamente cattolici. In tutti gli altri casi siamo in presenza di errore comune come è il caso degli orientali separati.

Marco Marchesini