lunedì 15 luglio 2019

Signore, dacci un Papa! - don Elia

L’attualità profana dimostra che occorre rivedere la nostra Costituzione per fornirle il fondamento metafisico di cui è priva, così da restituire alle istituzioni dello Stato la necessaria solidità, una corretta connotazione morale e l’intrinseco fine ultraterreno. Una repubblica non può fondarsi su un’attività umana come il lavoro: è un non-senso filosofico, di chiara impronta marxista, che è stato imposto da quella regia massonica che si lascia scorgere nel suo emblema: una stella a cinque punte (pentacolo o pentalfa, quello che pure “papa Francesco” aveva inizialmente inserito nel suo stemma : vedi immagine a lato. Sul blog ne avevamo parlato in diretta) inscritta in una ruota dentata, idea dettata dall’alto ed eseguita da un artista valdese… Lo Stato può fondarsi soltanto su Dio e sulla legge naturale; per un popolo cristiano, sulla signoria di Cristo. Nel 1948 gli Italiani erano ancora cattolici praticanti in stragrande maggioranza, ma i massoni travestiti da democristiani, a quanto pare, non ne tennero conto. Oltretutto la nostra finta repubblica era nata con uno sfacciato broglio elettorale, che quel demonio incarnato di Togliatti aveva imposto al re ricattandolo per certe sue inconfessabili debolezze.

Uno Stato fondato sul nulla finisce inevitabilmente col produrre mostruosità non soltanto a livello locale, come nel caso di Bibbiano, ma pure a livello universale: aborto, fecondazione artificiale, droga libera, soppressione dei disabili per fame e sete, cosiddette unioni civili e indottrinamento del gender. Di fronte a simili derive, il fatto che una nave carica di clandestini, in totale spregio della sovranità di un Paese, della legge del mare e del diritto internazionale, forzi i confini e speroni un’imbarcazione delle forze dell’ordine, con il rilascio quasi immediato dell’autrice di tale atto criminale, complice dei trafficanti di esseri umani, è solo il sintomo estremo della sovversione totale perseguita dalla sinistra e dagli oligarchi della finanza che la usano come braccio operativo (un nome per tutti: George Soros). A chao ordo: secondo il noto motto della setta massonica, la barbarie pianificata è premessa dell’instaurazione di un “ordine” satanico, contrario a quello naturale. Anche se non lo meritiamo… che Dio salvi l’Italia.

Il crimine orrendo che lo Stato francese ha consumato contro un disabile innocente, Vincent Lambert, da noi è già stato commesso dieci anni fa contro Eluana Englaro. In quella forma di crudeltà disumana abbiamo ampiamente battuto sul tempo i nostri cugini d’Oltralpe, i quali ci hanno pur indottrinato con quelle brillanti idee rivoluzionarie che ci han regalato una libertà puramente apparente, utilizzata dalle istituzioni pubbliche per farci ingoiare qualsiasi aberrazione legale. Ma nemmeno un’atrocità del genere è valsa a scuotere le coscienze e a provocare un sussulto di resipiscenza: dopo gli effimeri sfoghi emotivi, tutto è tornato a scorrere come prima e gli operatori della sovversione hanno ripreso il loro lavoro come niente fosse, di “conquista” in “conquista”. L’unica differenza, rispetto al 2009, è che ora neanche dalla Chiesa Cattolica si leva più una seppur flebile voce di avvertimento e condanna. Il massimo che il coraggioso Arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, è riuscito a fare è questo: proporre ai sacerdoti di applicare l’intenzione della Messa per Vincent, essendo questo «il tempo del raccoglimento, della compassione e della preghiera». Mi raccomando: tutti zitti a compatire, d’accordo con i carnefici…

Dove sono dei Faulhaber e von Galen che urlino contro lo spaventoso regime attuale, ben peggiore del nazismo? Purtroppo non esistono più: i vescovi son tutti rintanati nelle loro curie, terrorizzati dalla prospettiva di esser coinvolti in un’inchiesta sugli abusi del clero – non fosse che per presunta inadempienza – con l’avallo del despota argentino. Il cardinal Barbarin, Arcivescovo di Lione e Primate delle Gallie, nel marzo scorso è stato condannato in tal senso dal tribunale civile; ora persino il nunzio apostolico in Francia, monsignor Luigi Ventura, è stato privato dell’immunità diplomatica per esser gettato in pasto a magistrati e giornalisti massoni, come già il malcapitato cardinal Pell. Nel frattempo, mentre continua a demolire l’indipendenza della Chiesa con il pretesto degli abusi, il dittatore persevera nel promuovere e proteggere sodomiti notori e pederasti impenitenti, come ha di recente ribadito monsignor Viganò nell’intervista concessa allo Washington Post; la stampa finge però di ignorarlo, esaltando invece l’apparente rigore della tolleranza zero, che serve unicamente a togliere di mezzo personaggi invisi al regime romano.

Per meglio comprendere questi allucinanti sviluppi occorre risalire all’opera di un famoso occultista britannico, Aleister Crowley (1875-1947), fondatore dell’Ordo Templi Orientis, società segreta dedita al satanismo e alla stregoneria sessuale, una sorta di “religione” della perversione incentrata sulla sodomia e su rituali fallico-solari mutuati dall’antico Egitto. Questo distinto signore aveva scelto la Svizzera come patria d’elezione (come pure un certo Josè Maria Escriba, prete spagnolo che si era modificato il cognome per occultare le proprie origini ebraiche). Com’è noto, un altro personaggio con ascendenze analoghe, tale Vladimir Ul’janov detto Lenin, vi soggiornò per qualche anno, prima di far ritorno in Russia per scatenarvi il flagello preannunciato dalla Madonna a Fatima. Ma il dato più interessante è che Mister Crowley, per le sue famigerate messe nere, frequentava con particolare assiduità la città di San Gallo… Nessun rapporto con una certa “mafia” cardinalesca responsabile dell’ultima elezione pontificia?

Come vedete, i cerchi finiscono sempre col chiudersi e anche le situazioni più incomprensibili col ricevere una spiegazione. I dirigenti della Chiesa Cattolica sono praticamente tutti ricattabili, chi per colpe proprie, chi per omissione del dovuto intervento, chi semplicemente per minaccia: basta una falsa accusa per distruggere un prelato, quand’anche si dimostri innocente. Sia i tribunali che i mezzi di comunicazione sono controllati da un potere trasversale che tiene stretta la gerarchia in una morsa capace di strangolarla. Che sia per convinzione o per costrizione, di fatto il capo supremo collabora con la piovra, sostenendo altresì in modo parossistico i suoi piani di invasione dell’Europa da parte di masse di clandestini che vi penetrano illegalmente grazie al coordinamento tra bande criminali e organizzazioni non governative. Non sarà certo la soluzione definitiva, ma dobbiamo chiedere con insistenza al Signore di togliere ai manovratori occulti dell’unico governo mondiale il principale complice ecclesiastico: che Dio gli apra gli occhi o glieli chiuda per sempre.

Da oggi al 6 ottobre prossimo, data in cui è prevista l’apertura del disastroso Sinodo per l’Amazzonia, propongo una campagna spirituale di preghiera e penitenza: recitazione quotidiana delle tre corone del Rosario, digiuno il mercoledì e il venerdì, adorazione eucaristica frequente, veglie notturne, offerta delle sofferenze fisiche e morali, mortificazioni corporali compatibili con le possibilità di ciascuno. Ogni cosa deve essere offerta secondo le intenzioni del Cuore Immacolato di Maria, fra le quali c’è sicuramente la riforma e purificazione della Chiesa e, a tal fine, l’elezione di un nuovo Pastore universale che eserciti degnamente il suo mandato. Un conclave in ottobre per dimissioni o decesso, oltre ad annullare il sinodo, rimetterebbe tutto in gioco. È ovvio che, per poter sventare il ripetersi delle manovre attuate con successo nel 2013 dai traditori in porpora collusi con i satanisti, dovremmo persistere nelle suppliche e nelle penitenze, ma chi ha una fede sincera non può dubitare di essere esaudito in materia di tanta importanza.

Il Salvatore non può tollerare più a lungo che l’istituzione da Lui fondata per la salvezza delle anime redente col Suo Sangue sia piegata al servizio della loro perdizione. Se un’autorità opera in modo contrario ai fini in funzione dei quali esiste, è del tutto lecito chiedere a Dio che chi la detiene sia tolto di mezzo, se non dà segni di volersi ravvedere; quanto più è alto il bene posto in pericolo, anzi, tanto più la richiesta è non solo legittima, ma pure urgente e doverosa. Qui si tratta del fine ultimo dell’esistenza umana, la vita eterna, che è lo scopo supremo di tutta l’attività della Chiesa, la sua stessa ragion d’essere. Se dunque si può domandare la rovina dei responsabili civili che mettono a repentaglio il bene comune, a maggior ragione lo si può e deve fare con quelli ecclesiastici, dal cui operato dipende la sorte definitiva dei sudditi. Bando allora ai falsi scrupoli: imploriamo dal Cielo la grazia di una valida guida sia livello politico che a livello spirituale.

Dio delle potenze, volgiti, guarda dal cielo, vedi e visita questa vigna, ripara quella che la tua destra ha piantato […]. Essa è arsa dal fuoco e scalzata, ma i colpevoli periranno alla minaccia del tuo volto. Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, sul figlio d’uomo che per te hai reso forte (Sal 79, 15-18 Vulg.).

65 commenti:

Anonimo ha detto...

"Il destino attende nelle mani di Dio, non nelle mani degli uomini”,
ma attende nelle mani di Dio perché Dio è già entrato nel mondo.
Egli è venuto, è già qui: perché possiamo affidarci a Lui, anche in questo giorno che nasce, anche nella notte che avanza.
E ti preghiamo: non possiamo portare troppa realtà.
Noi, chiamati con il Tuo nome.
Non abbandonarci.
Franca Negri

Catholicus.2 ha detto...

Monsignor Fulton Scheeen:

"Al principio della storia dell’umanità, quando il Diavolo tentò l’uomo a sostituire l’amore di Dio con l’egoismo, Dio promise che il tallone di una Donna avrebbe schiacciato il capo del Serpente (Gn 3,15).
Che sia un cobra rosso o un martello che batte e una falce che taglia, ciò ha poca importanza per la Donna attraverso cui Dio conquista nell’ora del male.
Cominciate col pregare come non avete mai pregato prima d’ora. Dite il Rosario al mattino mentre andate a lavorare, in casa, nel tempo libero e mentre lavorate nel campo, nel granaio, o negli uffici, non vergognatevi."

Anonimo ha detto...

Lo spiritualismo (gnostico/gioachimita) ... alle origini della secolarizzazione e della modernità nel pensiero e nella politica.

[Nel suo pensiero] "la rivelazione non sarebbe ancora conclusa. La nuova età dello Spirito Santo è caratterizzata dal superamento dell'interpretazione letterale del Vangelo ... e dal superamento della Legge, sia vecchia che nuova, sia quella dei comandamento che quella delle beatitudini, in una nuova interpretazione mistica suggerita dallo Spirito. La Chiesa dovrà superare la sua struttura gerarchica e sacramentale per diventare una realtà spirituale.
... La teologia di Gioacchino è incentrata sull'escatologica, ossia sulla salvezza finale, ma la interpreta eliminando ogni dualismo, in quanto già nella storia si realizzerà la pienezza: un regno di pace, giustizia e libertà. La sia teologia, di origine gnostica, ha influenzato i francescani Spirituali, i camperisti delle più diverse correnti, gli utopisti, i movimenti chiliastici e rivoluzionari, le varie forme di millenario tendenti a movimenti di rinnovamento radicale, comprese le forme di socialismo e comunismo. Ha globalmente influenzato tutto lo spirito della modernità che, nella sua anima profonda, consiste nella tendenza ("religiosa") a un rinnovamento radicale totale. Il gioacchimismo ha prodotto il superamento della distinzione tra Chiesa e mondo, tra città di Dio è città dell'uomo, e ha secolarizzato la salvezza cristiana proprio nel tentativo di spiritualizzarla. Non è quindi per caso che esso, durante la contesa degli Spirituali in seno all'ordine francescano, si sia collegato con Guglielmo di Occam, che separava ragione e fede, e con l'aristotelismo politico deteriorarsi di Giovanni di Jandun e Marsilio da Padova, che separavano religione è politica. Con questi ultimi, infatti, Michele da Cesena e Bonagrazia di Bergamo trovarono rifugio e appoggio presso l'imperatore Ludovico il Bavaro".

S. Fontana, La sapienza dei medievali, Po. 151-152

Anonimo ha detto...

Chi abbandona il rispetto per l'autorità dei propri predecessori (preconciliari) sostenendo sovente il contrario di quello che dicevano, non può pretendere il rispetto della propria.
Martino Mora

Anonimo ha detto...

La Salette 1846: Il clero coi suoi peccati di impurità, amore al denaro ed agli onori chiede vendetta al cospetto di Dio, se non si convertiranno, arriverà il castigo, guai…. Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'anticristo". San Giovanni "chi è l'anticristo se non colui che nega Gesù Cristo Uomo e Dio?" "San Paolo "sia anatema chi vi predica un nuovo vangelo". Fatima "vi chiedo il Rosario, queste preghiere, e la consacrazione della Russia.. per evitare il castigo". A don Gobbi 1987 "chiedo la consacrazione della Russia con tutti i Vescovi". Dozulè "la grande Croce gloriosa "mai eretta. Medjugorje "digiuno e Rosario". Nulla di quanto richiesto fu fatto se non a livello di pietà dei fedeli e manco molti . Padre Malachi Martin fu portato a Roma come segretario dal card.Bea, lessi, per scoprire gli scheletri negli armadi dei cardinali. Gli inconfessabili vizietti del re furono di troppa gente, che quando fa comodo viene scaricata . Putin ha risposto in un'intervista che oggi come oggi, poi, sono capaci di creare complotti e tracce ove vogliono, sul presunto suo complotto nell'elezione di Trump. Ha sedato la giornalista americana, affermando quindi che le prove non c'erano e che l'America invece sta esportando guerra ovunque con i suoi metodi. La mafia di san Gallo certamente esiste, ma esisteva un complotto già nel 1958. Rifiutarsi di prenderne atto è semplicemente rifiutarsi di prendere atto del concilio, inizio del dramma. Muoia o si converta, anzi muoiano o si convertano, oppure esiste la terza possibilità, la migliore.

Valeria Fusetti ha detto...

Ringrazio il Signore per questo intervento di don Elia, e per le riflessioni aggiunte di Catholicus 2 e di Anonimo di mons Fulton Sheen e Fontana. Penso, no credo che sia urgente accogliere la proposta di preghiera e penitenza di don Elia come ispirata dal Signore e da Maria Santissima, come fecero gli abitanti di Ninive a cui Giona, obtorto collo, portò la richiesta di pentimento da parte del Signore. Dio dice "Non voglio che tu muoia, ma che ti penta e viva. Per te ho progetti di bene, e non di male". Poiché il Signore è sempre lo stesso, ieri oggi e domani Egli risponderà al nostro pentimento e alla nostra conversione, che andrà ad aggiungersi al martirio quotidiano dei nostri fratelli e sorelle in quasi ogni parte del mondo. Che San Michele Arcangelo ci sostenga con il suo grido " Chi come Dio ?"a cui rispondere come Pietro " Solo tu, Signore hai parole di Verità, a chi mai potremmo andare noi ?".A chi mai ?

bernardo ha detto...

Sto leggendo su la Verità un articolo di Silvana de Mari e sarebbe il caso.che venga commentato... È bellissimo.

Anonimo ha detto...


Chiedere a Dio (come sembra fare "don Elia") di far morire Papa Francesco, a causa della sua folle politica, non
sembra tuttavia la cosa più equilibrata.
E non c'è qui un peccato di superbia? Non dobbiamo essere noi a
dire a Dio quello che deve fare nel particolare, come far morire
questo o quello perché è cattivo. Noi dobbiamo solo
chiedere che converta i peccatori e malvagi e susciti validi
difensori della fede, non la morte delle persone.
I supposti collegamenti tra il satanista Crowley (nei fatti, un noto ciarlatano)
e Lenin quando era in esilio in Svizzera sono risibili al pari delle teorie
"complottiste" esposte.
O.

u.c. ha detto...

L'armamentario linguistico/culturale del parroco di qui pare tutto tratto dalle riunioni dei comunisti sessantottini: "territorio", "dialogo", ecc... Mi chiede come mai una ragazza di CL non si vede più in parrocchia e gli rispondo che sta facendo volontariato presso la CGIL e lui a malapena trattiene un grido: "BENE!!!!"

La parrocchia è dunque rossa come un peperone. Una volta sono stato incaricato di seguire i ragazzi del corso di cresima perché l'incaricata sarebbe stata assente. Comincio l'incontro con una preghiera e poi, non sapendo cosa dire, butto lì: "continuiamo dalla volta scorsa..." e uno di loro neanche mi lascia finire la frase e dice fiero: "secondo me Marx e Cristo hanno detto praticamente le stesse cose". Resto attonito e lo fisso, aspettando la battuta che dovrebbe far ridere, mentre nessuno batte ciglio, come se pensassero fosse una cosa ovvia. Lui, serio, soggiunge: "Cristo è stato il primo marxista della storia". Mi giro attorno, nessuno sembra stupirsi. Scuoto la testa come per scacciarne mosche, chiedendomi come sia possibile che ci sia gente che ancora non sa che siamo nel XXI secolo. Poi lo incalzo: scusami, ma tu lo hai confrontato il Capitale di Marx col Vangelo? sai dirmi in quali punti Marx parlerebbe della nostra fede? sai almeno dirmi in che epoca è vissuto Marx?

Il giovinotto tenta di farfugliare qualcosa ma dopo qualche scivolone si arrende e incassa la batosta. Accendo il bulldozer e parto in quarta: io il Vangelo l'ho letto, ma il Capitale non l'ho letto tutto: mille pagine di filosofia non si digeriscono neanche in un'intera estate. Quindi posso dirvi qualcosa di concreto, cominciando dal fatto che la fede non è un'ideologia, e vi spiego perciò cosa si intende per "fede" e cosa si intende per "ideologia"...

Tengo una lezione di due ore che dev'essere stata mio malgrado alquanto interessante, perché hanno tutti smesso di smanazzare col cellulare e hanno persino iniziato a far domande non cretine. Dopo un paio di volte che ho detto "ci fermiamo qui perché è tardi", mi lasciano finalmente andare, alcuni addirittura chiedendomi di continuare la volta successiva e continuando a far domande.

Appena esco dalla saletta parrocchiale il mio cellulare ritrova il segnale e mi giunge un messaggino che è un distillato di zitellaggine da sagrestia: "appena ci vediamo mi devi spiegare perché hai voluto cambiare il tema dell'incontro". Le rispondo: "me lo hanno chiesto i ragazzi, mi stanno ancora facendo domande adesso".

Il giorno dopo, domenica mattina, il parroco accidentalmente mi ferma a tu per tu per dirmi tutto sorridente che non devo cambiare i temi degli incontri e che ho fatto male ad umiliare uno dei ragazzi. Per pura coincidenza non mi chiederanno mai più sostituzioni né aiuti. Non ho più rivisto il giovinotto marxista, ma forse è perché non sono fisionomista e non ricordo nemmeno il suo tono di voce. Sono certo però che è stato ammesso alla Cresima perché la parrocchia deve costruire ponti, non muri, deve unire, non dividere, deve essere inclusiva, non esclusiva...

Comunque un annetto dopo il giovinotto marxista si ripresenta una domenica mattina in parrocchia. Sulle prime non lo riconosco. È un po' agitato, chiede di vedere il parroco. Lo accompagno nell'Ufficio Parrocchiale e gli indico il soggetto in maglietta grigio topo dietro la scrivania e dico al parroco: "vorrebbe parlare con lei, è importante". Senza nemmeno aspettare che io andassi via, il giovinotto chiede timidamente al parroco "potrebbe... pregare per me?" Il parroco lo guarda e ride stancamente: "ah, ah, buona questa!" Forse si aspettava che il giovinotto chiedesse come iscriversi alla CGIL. Il giovinotto va via triste.

Ho detto tutto questo per dire che un'omelia come quella di don Elia "Signore dacci un Papa" scatenerebbe un pandemonio in parrocchia e in diocesi.

Elia ha detto...

Per u.c.

Grazie per la stupenda testimonianza.
E' ora di scatenare un pandemonio nelle parrocchie e nelle diocesi, in modo che le anime esposte alla perdizione si allontanino da quei dittatori e dittatorucoli che le vogliono rovinare. Il loro potere abusivo deve finire, con le buone o con le cattive.

Anonimo ha detto...

A O. " Crowley noto ciarlatano e Lenin... complottismo", vorrei far presente che definire Crowley come ciarlatano è fare un favore al demonio, dato che invece fu un NOTO satanista, da cui prendere le distanze piuttosto. Quanto a Lenin fu comunista, senza qui notare altri particolari, ed il comunismo fu arma del demonio, come disse Maria Ss a Fatima. Quanto ai legami tra i 2 vedasi la nota 40....
http://www.agribionotizie.it/le-fonti-finanziarie-del-comunismo-e-del-nazionalsocialismo/

Anonimo ha detto...

https://misteridelcomunismo.wordpress.com/
sui collegamenti comunismo e Crowley

Anonimo ha detto...

Anche le suore claustrali vogliono accogliere migranti e scrivono a Mattarella..

https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13483624/matteo-salvini-monache-clausura-accoglienza-migranti-lettera-mattarella-conte.html

Mi piacerebbe leggere un thresd apposito su questa cosa da parte della dott.ssa Guarini.

Anonimo ha detto...

Girano diverse robe che attribuiscono a dei gruppi più o meno potenti l'invenzione dei problemi sociali in cui siamo immersi in quanto cattolici. Ora, a parte che sono tutte invenzioni ex-post, non è che dando la colpa alla massoneria si risolve qualcosa. Anche ammesso che tutti i complotti siano veri, che è tutto un accordo satanico blablabla, che risolviamo? Niente. Mettiamo solo in pace la nostra coscienza dando la colpa a qualcuno di aver distrutto ciò che in realtà non abbiamo mai costruito nei cuori dei popoli.
Riccardo Zenobi su Fb

Anonimo ha detto...

Far pregare ed incitare alla penitenza per la morte del Papa è da irresponsabili riguardo alla salvezza delle anime delle persone coinvolte.
Riesce forse il pastore virtuale a dirigere spiritualmente le singole anonime anime dal web affinché non debordino dalla diffusione incontrollata delle sue azzardate teorie?

In secondo luogo è da ingenui sperare che un nuovo Papa possa essere meglio dell'attuale. Significa non comprendere la drammatica situazione della Chiesa nella sua globalità attribuendo la colpa alla punta dell'iceberg.
Mah!


Anonimo ha detto...

Sempre meno contribuenti italiani destinano l'otto per mille alla Chiesa Cattolica. Dati alla mano, negli ultimi sette anni la Chiesa ha perso due milioni di benefattori.

L'otto per mille è la quota di imposta sui redditi soggetti Irpef, che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei redditi, fra se stesso e le confessioni religiose che hanno stipulato un'intesa con lo Stato.

Ecco, il crollo degli introiti emerge dai dagli ultimi dati sulla ripartizione delle somme prelevate dall'Irpef, resi noti dal Dipartimento delle Finanze.

Il meccanismo dell'otto per mille, peraltro, è complesso. Perché, come spiega Il Messaggero, ogni anno vengono ripartiti gli importi relativi alle dichiarazioni di tre anni prima, che si riferiscono al periodo di importa rispettivamente precedente. Ciò significa che nel 2019 sono state distribuite le somme relative ai redditi del 2015, che ammontano a 1,4 miliardi.

Ecco, su un totale di circa 40,8 milioni di contribuenti, il 43% ha indicato la propria preferenza, mentre il 56 e rotti per cento non ha indicato alcunché. Ecco, su 40,8 milioni di italiani, 14 (pari al 35,3% dei contribuenti) hanno scelto la Chiesa Cattolica. Bene, nel 2010 la Chiesa fu scelta da 15,6 milioni di italiani, ovvero dal 36,6%. Se questo è il trend, nel prossimo decennio l'otto per mille alla Chiesa Cattolica si ridurrà (quasi) al lumicino Deo gratias! Gli italiani onesti si svegliano finalmente.

mic ha detto...

Mi piacerebbe leggere un thresd apposito su questa cosa da parte della dott.ssa Guarini.

Non ho più parole. E sono stanca di spendere parole.... Nulla sembra scalfire questi effetti da gabbia ideologica su chi avrebbe dovuto esserne immune. Umanamente abbiamo solo la nostra convinzione e la speranza cristiana. Il resto non dipende da noi.

fabrizio giudici ha detto...

Chiedere a Dio (come sembra fare "don Elia") di far morire Papa Francesco, a causa della sua folle politica, non
sembra tuttavia la cosa più equilibrata.


E leggo un altro commento simile. Rileggo il pezzo di don Elia e trovo:

Un conclave in ottobre per dimissioni o decesso, oltre ad annullare il sinodo, rimetterebbe tutto in gioco.

Dunque, non c'è nessuna richiesta a Dio di far morire Papa Francesco, né un suggerimento a Dio su come fare qualcosa. C'è sostanzialmente scritto di pregare perché la Chiesa abbia presto un Papa decente, e che Dio operi come Lui ritiene giusto. Dov'è il problema? Diciamo solo che c'è un'omissione: bisognerebbe pregare anche per la sua conversione, come ulteriore opzione.

mic ha detto...

Anche a Pellegrinante dico che sono stanca di elucubrazioni. Quanto c'era da dire l'ho detto in svariate occasioni e documentato in una marea di articoli qui:
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2018/01/indice-degli-articoli-riguardanti-i-due.html

fabrizio giudici ha detto...

Riprendo da un articolo di Don Curzio Nitoglia:

https://www.radiospada.org/2019/06/deporre-un-papa/

Come scriveva il Gaetano (Apologia de comparata auctoritate Papae et Concilii, Roma, Angelicum ed. Pollet, 1936, p. 112 ss.), citando il De regimine principum dell’Angelico(lib. I, cap. V-VI), il rimedio ad un male così grande come “un Papa scellerato” è la preghiera e il ricorso all’onnipotente assistenza divina su Pietro, che Gesù ha promesso solennemente. Infatti il Dottore Comune insegna che normalmente i più propensi a rivoltarsi contro il tiranno temporale sono i “discoli”, mentre le persone giudiziose riescono a pazientare finché è possibile e solo come extrema ratio ricorrono alla “rivolta”. Quindi, il Cajetanus conclude che se occorre aver molta pazienza con il tiranno temporale e solo eccezionalmente si può ricorrere alla rivolta armata e al tirannicidio, nel caso del Papa indegno o “criminale” (V. Mondello, La dottrina del Gaetano sul Romano Pontefice, Messina, Arti Grafiche di Sicilia, 1965, p. 65) non solo non è mai lecito il “papicidio” e la rivolta armata, ma neppure la sua deposizione da parte del Concilio, che è inferiore al Pontefice Romano e quindi non lo può inquisire giuridicamente e deporre. Quindi si deve invitare a pregare per il “Pontefice scellerato affinché Dio gli apra gli occhi o glieli “chiuda”. “Oremus pro Pontifice nostro Francisco…”.

Qualcuno può chiarire se l'ultima frase è una deduzione di don Curzio o se è scritta nel testo del Cajetanus?

Anonimo ha detto...

@ Fabrizio Giudici
"Dunque, non c'è nessuna richiesta a Dio di far morire Papa Francesco, né un suggerimento a Dio su come fare qualcosa."

Ecco un aiutino per riuscire a leggere quanto "don Elia" ha davvero scritto riguardo al da lui auspicato decesso del Pontefice:

"...propongo una campagna spirituale di preghiera e penitenza: recitazione quotidiana delle tre corone del Rosario, digiuno il mercoledì e il venerdì, adorazione eucaristica frequente, veglie notturne, offerta delle sofferenze fisiche e morali, mortificazioni corporali compatibili con le possibilità di ciascuno. Ogni cosa deve essere offerta secondo le intenzioni del Cuore Immacolato di Maria, fra le quali c’è sicuramente la riforma e purificazione della Chiesa e, a tal fine, l’elezione di un nuovo Pastore universale che eserciti degnamente il suo mandato. Un conclave in ottobre per dimissioni o decesso, oltre ad annullare il sinodo, rimetterebbe tutto in gioco. È ovvio che, per poter sventare il ripetersi delle manovre attuate con successo nel 2013 dai traditori in porpora collusi con i satanisti, dovremmo persistere nelle suppliche e nelle penitenze, ma chi ha una fede sincera non può dubitare di essere esaudito in materia di tanta importanza.
Il Salvatore non può tollerare più a lungo che l’istituzione da Lui fondata per la salvezza delle anime redente col Suo Sangue sia piegata al servizio della loro perdizione. Se un’autorità opera in modo contrario ai fini in funzione dei quali esiste, è del tutto lecito chiedere a Dio che chi la detiene sia tolto di mezzo, se non dà segni di volersi ravvedere; quanto più è alto il bene posto in pericolo, anzi, tanto più la richiesta è non solo legittima, ma pure urgente e doverosa. Qui si tratta del fine ultimo dell’esistenza umana, la vita eterna, che è lo scopo supremo di tutta l’attività della Chiesa, la sua stessa ragion d’essere. Se dunque si può domandare la rovina dei responsabili civili che mettono a repentaglio il bene comune, a maggior ragione lo si può e deve fare con quelli ecclesiastici, dal cui operato dipende la sorte definitiva dei sudditi. Bando allora ai falsi scrupoli: imploriamo dal Cielo la grazia di una valida guida sia livello politico che a livello spirituale."


In un altro post "don Elia" aveva parlato di "dipartita":

"Visto che il vostro esecutore chiede sempre preghiere, applicateli a lui – o per la sua conversione o per la sua dipartita. Ricordate l’esempio di Giuditta: potreste liberare tutti noi."
http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2018/11/parola-dordine-resistere-don-elia.html#more

Giuditta fu colei che uccise Oloferne per salvare il suo popolo:
«Fermatasi presso il divano di lui, disse in cuor suo: «Signore, Dio d'ogni potenza, guarda propizio in quest'ora all'opera delle mie mani per l'esaltazione di Gerusalemme. È venuto il momento di pensare alla tua eredità e di far riuscire il mio piano per la rovina dei nemici che sono insorti contro di noi». Avvicinatasi alla colonna del letto che era dalla parte del capo di Oloferne, ne staccò la scimitarra di lui; poi, accostatasi al letto, afferrò la testa di lui per la chioma e disse: «Dammi forza, Signore Dio d'Israele, in questo momento». E con tutta la forza di cui era capace lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa.» (Giuditta 13, 4-8)

http://www.oltremagazine.com/site/giuditta-uccide-oloferne-salvare-popolo.html
Più chiaro di così...

fabrizio giudici ha detto...

Anonimo delle 17:56: in tutto quello che ha riportato in questo articolo si parla di "dimissioni o decesso". Le altre sottolineature vanno interpretate chiaramente in questo contesto. Il riferimento a Giuditta è diverso, vediamo cosa risponderà don Elia.

Io però ho fatto una domanda precisa riferita al pezzo di don Nitoglia: è vero o non è vero che si tratta di una questione che la Tradizione ha già affrontato? Vorrei risposta su quello, perché mi pare decisivo.

Anonimo ha detto...


L'esempio di Giuditta non è dei piú adatti alle anime pie.
L'episodio di Giuditta è una delle pagine scabrose della Bibbia.
Giuditta sedusse Oloferne con la lussuria e poi lo ammazzò aiutata
dalla servante mentre russava, sfinito.
Certo, lo fece a fin di bene, per salvare il popolo.
Però, un "però" resta...
"Don Elia" farebbe meglio a non augurarsi la morte del Papa
e a non chiedere di pregare per essa [!]. Porta male.
Come dice l'antica saggezza popolare: non bisogna mai
augurarsi la morte di nessuno.
Giusto invece incitare laici e chierici a contraddire apertamente
i facitori di eresie, proliferanti nelle parrocchie e sagristie.
E magari pregare perché altri vescovi e cardinali si uniscono a
mons. Viganò e al card. Brandmueller nelle loro denuncie.
O.

Anonimo ha detto...

Nel legare l'intenzione di preghiera ad un tempo ben preciso (Ottobre 2019),e a due specifiche opzioni d'intervento (di cui una per decesso) sembrerebbe proprio suggerire a Dio come e quando debba agire...
Inoltre la frase " Se un’autorità opera in modo contrario ai fini in funzione dei quali esiste, è del tutto lecito chiedere a Dio che chi la detiene sia tolto di mezzo, se non dà segni di volersi ravvedere;" lascerebbe presupporre proprio la positiva intenzione della morte di Papa Francesco (qualora non si ravveda entro ottobre)proprio perché ormai si è consapevoli che la possibilità di una deposizione appare giuridicamente non percorribile e per di più volontariamente negata dagli interessati. A meno che "sia tolto di mezzo" si riferisca ad una sua rinuncia. Ma in questo caso, avrebbe potuto usare un'espressione diversa.
Dico "lascerebbe presupporre", in quanto vi è evidentemente un sufficiente dato di ambiguità nelle parole usate da Don Elia, tanto da poter dar luogo ad interpretazioni non univoche. Per questo, quando si vuol trattare di argomenti così "pesanti" , sarebbe auspicabile la maggior chiarezza possibile nell' esposizione. Questo perché, se qualche fedele - magari anche sbagliando rispetto alle reali intenzioni di Don Elia- intendesse pregare positivamente per la morte di Bergoglio, probabilmente la cosa sarebbe grave e gravida di conseguenze spirituali. Massimo

Anonimo ha detto...

Per Anonimo 13:34

"Quando il silenzio, la preghiera, il lavoro non bastano più.
Quando donne che dovrebbero gridare, con il loro solo esistere, il primato di Dio nella vita e nella storia,(e parlare con il loro nascondimento) sentono il bisogno di scrivere lettere aperte ai politici, persino dalla clausura, allora significa che qualcosa di essenziale si sta davvero perdendo per sempre." (Franca Negri)

Anonimo ha detto...

Hermann Sta:
io mi chiedo come abbiano potuto conoscere così tanti conventi e monasteri di una tale missiva da rispondere all'unisono e affrettarsi a sottoscriverla e come tutte queste suore siano concordi su tutti i temi proposti. Si potrebbe pensare che la lettera è stata scritta altrove e dopo a loro sottoposta con decisi argomenti.

fabrizio giudici ha detto...

Sono d'accordo che il tema delicato richiede una maggior precisione linguistica.

Però com'è che nessuno ha ancora commentato il pezzo di Don Nitoglia / Caietanus?

Anonimo ha detto...


Chi ha scritto la frase, il Caietanus o Don Curzio?
Bisognerebbe chiedere a don Curzio.
La citazione del Caietanus l'ha fatta lui.
Resta il fatto che Gesù ci esorta sempre a pregare
per la conversione dei peccatori, non per la loro
morte. In questo secondo caso, a parte altre
considerazioni, saremmo noi ad ergerci a giudici
considerando il peccatore in questione degno di
morte e quindi, implicitamente, della condanna eterna.
Ma non spetta a noi spingerci sino a questo punto,
rischiando anzi di cadere nel peccato di superbia.

Anonimo ha detto...

San Agustin dice que al fin de los tiempos la Iglesia tendrá una apariencia de caducidad. El mismo Señor Nuestro Jesucristo nos advierte en el Evangelio de San Lucas de la falta de Fe, en el tiempo que precederá a Su última Venida, no obstante su Promesa Infalible de estar con su Iglesia hasta la consumación de los siglos.
La Apostasía llegará. Es de Fe. Cómo afectará a la Roca, a la Piedra que es el fundamento de la Iglesia? Porque Cristo no puede contradecirse. Es cosa que pertenece al Misterio inescrutable de Dios.
Pero ya en 1957 el Papa Pio XII decía que había signos precursores de la Segunda Venida de Cristo.
Cuánto más ahora, en el 2019.

Anonimo ha detto...


Ricordiamoci di quello che ha detto Iddio onnipotente:

"A me la vendetta, io darò la retribuzione!"

[Deut 32, 35 - Lettera ai Romani, 12, 19]

O.

Anonimo ha detto...

"Non sarà certo la soluzione definitiva, ma dobbiamo chiedere con insistenza al Signore di togliere ai manovratori occulti dell’unico governo mondiale il principale complice ecclesiastico: che Dio gli apra gli occhi o glieli chiuda per sempre".
RISPONDO
Non si deve mai pregare per la morte di alcuno, figuriamoci per la morte del Vicario in terra di Nostro Signore Gesù Cristo.
Bisogno invece pregare per la Santa Chiesa Cattolica, per il Papa i Cardinali i Vescovi i Sacerdoti i religiosi i fedeli laici e soprattutto per coloro che sono perseguitati a causa della fede cattolica.

Anonimo ha detto...

IL "PERDONO DEL CARMINE"

La Santa Chiesa Cattolica concede l'indulgenza plenaria, applicabile per sè o per le anime dei defunti, alle solite condizioni, al fedele che, dal mezzogiorno del 15 alla mezzanotte del 16 luglio, nella solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, visita una chiesa o un oratorio pubblico dell'Ordine Carmelitano.

CONDIZIONI:

1. Essere battezzato e non scomunicato;
2. Avere l'intenzione di ottenere l'indulgenza;
3. Conversione del cuore ed esclusione di qualsiasi affetto dal peccato, anche veniale;
4. Confessione sacramentale individuale;
5. Partecipare alla S. Messa e Comunione eucaristica;
6. Dal mezzogiorno del 15 a tutto il 16 luglio* visita di una chiesa o di un oratorio carmelitano e, durante la visita, rinnova la professione di fede, mediante la recita del Credo (per riaffermare la propria identità cristiana), recita del Padre nostro (per riaffermare la propria identità di figli di Dio, ricevuta nel battesimo); prega secondo l'intenzione del Papa (Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre o altra preghiera), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

*Con il consenso dell'Ordinario, il giorno della visita, con la recita del Padre nostro e del Credo, può essere trasferito dalla domenica precedente o successiva a questa data (incominciando in ogni caso dal mezzogiorno della vigilia) per facilitarne ai fedeli l'acquisto dell'indulgenza.

DEO GRATIAS!

Anonimo ha detto...

Rispondo ad alcune note: 1) don Elia dice "che gli apra gli occhi o glieli chiuda per sempre", il che tradotto significa che si converta o se ne vada, preciso che la sola morte è augurata in loco da molti suoi fans (pur sembrando contraddizione non lo è, svela troppo il gioco). 2) la massoneria: alla base in effetti c'è chi comanda la massoneria che è solo il servo di chi comanda, in questo solo "senso" ha " senso" non attribuire il male alla massoneria, vedasi lista Pecorelli ed il giornalista finì, non a caso, morto ammazzato come il generale Mino.Ricordo un episodio biblico, Balam è chiamato a maledire Israele ma Dio lo impedisce, allora consiglia di corrompere, le analogie sono nostre. La massoneria ecclesiastica fu un frutto che corruppe il popolo. Quindi alla base di tutto c'è un potere segreto che ha perseguito con tenacia il fine attuale. 3) don Nitoglia ed il Gaetano. In primis un teologo da solo non fa testo e ci sono pareri contrari infatti. Proseguo ora con l'analisi.

fabrizio giudici ha detto...

Scusate, ma la mia domanda non era "cosa ne pensate voi", visto che era già abbastanza chiaro dalle risposte precedenti. Ho chiesto se quello che ha scritto Don Nitoglia è il pensiero del Cajetanus correttamente riportato. Perché se lo è, mi sembra abbastanza chiaro che - pur non essendo dottrina infallbile - prevale sulle opinioni personali dei singoli.

PS "Non si deve pregare per la morte di nessuno"... Lasciamo perdere il Papa, argomento delicato, e poi questa frase è generale. Il tirannicidio è contemplato da San Tommaso, per l'autorità civile, pur se in casi eccezionali. Dunque come si concilia questo fatto con il "non si deve pregare per la morte di nessuno"? Il tirannicida che agisce in un caso lecito può uccidere il tiranno ma non può pregare perché il suo tentativo vada in porto?

Anonimo ha detto...

proseguo punto 3) Viene esaminato come possibilità. Qui c'è un sunto delle varie posizioni sul papa eretico, tra cui il Caietanus.
https://www.radiospada.org/2015/12/la-questione-del-papa-eretico/
Le varie possibilità esaminate vanno confrontate con gli atti magisteriali, ed il principale ma non il solo, parla di papa eretico da deporre anche con la forza in quanto mai papa, impossibile l'eresia col papato. Lessi che anche il diritto canonico è su questa linea, pure con quello del 1917, ove non è cancellata la rimozione immediata, data da tutti come scontata, un non cattolico non è capo dei cattolici, un non comunista non è capo dei comunisti. Atto Magistero con valore perpetuo: Cum ex apostolatus officio di Papa Paolo IV.
http://www.exsurgatdeus.org/2017/01/29/cum-ex-apostolatus-officio-una-bolla-di-paolo-iv-e-la-tirannia-pontificale/

Anonimo ha detto...

Fabrizio Giudici
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=332484:la-questione-del-papa-eretico&catid=83:free&Itemid=100021
Qui può trovare la posizione del Cajetanus che è sola una delle varie posizioni, ma egli non dice che un papa può essere eretico, dice che va dichiarata l'eresia. Però un Papa, vero Papa, MAI arà eretico, questa è la posizione ufficiale della Chiesa. Se quindi c'è un papa eretico va dichiarato tale e deposto, se non si fa propaga la malattia. Di sostanza non è Papa, il dilemma affrontato è un altro: può un Papa essere eretico, anche il Cajetanus dice di no.
https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/1928-appunti-sulla-questione-del-cosiddetto-papa-eretico.html

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda l'8 x 1000 non si deve solo non segnare la chiesa (anticattolica con un papa non cattolico) ma dare un'altra preferenza, altrimenti si intascano, e si sono intascati di fatto malgrado la diminuzione, la stessa somma.

fabrizio giudici ha detto...

Resta il fatto che Gesù ci esorta sempre a pregare
per la conversione dei peccatori, non per la loro
morte. In questo secondo caso, a parte altre
considerazioni, saremmo noi ad ergerci a giudici
considerando il peccatore in questione degno di
morte e quindi, implicitamente, della condanna eterna.


Ci sono vari salti logici in questa tesi, il principale è la confusione tra la morte terrena e la condanna eterna. Per esempio, la pena di morte è lecita in certe circostanze e non esprime affatto il desiderio di condanna eterna del reo (la Chiesa ha condannato a morte un gran numero di eretici, offrendo loro sempre sino all'ultimo momento la possibilità di accedere ai sacramenti); oppure, se mi difendo in un combattimento, la morte dell'avversario è giustificata dalla mia sopravvivenza e non dal mio desiderio che l'avversario subisca una condanna eterna. Il soldato che prega per la propria vittoria in battaglia - che implica la sconfitta del nemico, cosa che in pratica implica la morte di alcune persone - sbaglia?

[Chiaro che qui stiamo ampliando il discorso rispetto al tema originale, ma mi pare interessante.]

Anonimo ha detto...

In effetti la morte delle anime è il peggio, quindi un eretico posto sulla cattedra porta alla dannazione eterna, morte eterna, pregare quindi per la sua morte fisica (e sua conversione in morte) è atto di carità verso le anime che rischiano la morte, compresa la sua. Atto di misericordia spirituale?

Anonimo ha detto...

Le donne partecipavano al rito cantando gli antichissimi inni latini, gli stessi che cantavano a volte anche durante il lavoro nelle fabbriche vincendo il fragore dei telai e traendone conforto: il 'Veni creator Spiritus', l' 'O sacrum convivium', e il 'Tantum ergo'. Qui, nella tranquillità della chiesa, coi raggi dell'ultimo sole ch'entravano ammansiti dalle finestre colorate, quegli inni conducevano indefinitamente indietro nel tempo: non certo ai padri del più lontano medio evo che li avevano composti (del tutto sconosciuti a chi cantava), ma alle generazioni pur scomparse delle nonne e degli altri vecchi, dalla cui voce questi inni erano stati uditi nei primi anni della vita. Erano i canti veramente duraturi, non stagionali del popolo, gli ultimi che il nostro popolo abbia avuto; riportavano al cuore di ciascuno, insieme a un'ondata confusa e struggente di memorie, il senso del tempo che passa e quello dell'eternità.

Il cavallo rosso, Eugenio Corti, p. 518

mic ha detto...

Anonimo 10:27 e precedenti
Capisco che anche dire "Signore pensaci tu!" possa far venire il pensiero di una simile soluzione. Tuttavia lo allontanerei, non me la sentirei mai mai di pregare per la morte di qualcuno. Capisco la logica di molti discorsi fatti fin qui; ma alla fine mi affido soffrendo e offrendo... È questo che resta come punto fermo nell'economia della Salvezza.

fabrizio giudici ha detto...

pregare quindi per la sua morte fisica (e sua conversione in morte) è atto di carità verso le anime che rischiano la morte, compresa la sua. Atto di misericordia spirituale?

Qui ritorniamo grossomodo sul tema iniziale. La morte dell'eretico non è l'unico modo per correggere l'errore e salvare le anime. La Chiesa ha sempre pregato prima di tutto per la conversione degli eretici e poi, nel caso non vogliano convertirsi, perché i loro piani siano sconfitti. Ci sono molti modi in cui ciò può avvenire: il Signore non ha bisogno dei nostri suggerimenti. Per noi dunque è sufficiente pregare perché l'eretico si converta oppure venga messo in condizione di non nuocere più.

Anonimo ha detto...


La confusione fra morte terrena e condanna eterna.

Nessuna confusione. Quando gli apostoli, ancora alle
prime armi, chiedono a Gesù di
far piovere zolfo su un villaggio che li aveva rifiutati,
Gesù li rimprovera aspramente.
Si parla proprio della morte fisica del peccatore come
punizione terrena per i suoi peccati.
Per toglierlo fisicamente di mezzo in modo che smetta
di far danni.
E questo non è un concetto cristiano, la si metta
come si vuole, tirando fuori improponibili sofismi.
Questo concetto non cristiano si può ricavare dalle
frasi di "don Elia". Il quale dovrebbe chiarire.
O.

Anonimo ha detto...

Se un eretico formale e impenitente muore in tale stato è di dottrina che vada dannato, ergo la morte fisica coinciderebbe qui con quella spirituale. Per cui un po' mi stupisce che qualcuno possa ritenere ciò come un bene in relazione ad un supposto fine positivo, come la protezione delle anime dei fedeli. La Chiesa stessa insegna infatti che non è mai lecito operare il male a fin di bene. Ci sono altri mezzi e intenzioni di preghiera utili per le finalità che noi tutti abbiamo a cuore, come viene sopra ribadito da Giudici.
Qualcuno si sta muovendo in un terreno minato senza rendersene conto. Credo quindi che articoli cosi impostati, pur essendo motivati dal bene delle anime, rischiano di aiutarle per la discesa. Massimo

fabrizio giudici ha detto...

@O
Nel caso di quel passo del Vangelo le due cose coincidevano e Gesù ha giustamente rimproverato gli Apostoli. Ma un caso particolare non è sufficiente per dimostrare che è sempre così. Ribadisco che se si dovesse tenere questa generalizzazione per buona si dovrebbe concludere che la Chiesa ha insegnato e attuato condotte peccaminose per secoli.

Quanto alla morte in stato di eresia formale, sappiamo che la morte non è necessariamente un evento immediato come si pensava un tempo (cfr. p.es. la posizione sui morti per suicidio), dunque in certi casi c'è una "zona Cesarini" dove si può recuperare in extremis (se si vuole).

Anonimo ha detto...

"Questo concetto non cristiano si può ricavare dalle
frasi di "don Elia"."

"don Elia" ha scritto quel che ha scritto. Non lo si "ricava" ma lo si constata. Si può essere o no d'accordo con lui ma non si può negare che egli l'abbia scritto.

Mi domando se avrebbe detto la stessa cosa da un pulpito reale piuttosto che da una piattaforma virtuale nascosta dall'anonimato.

Anonimo ha detto...

@ Giudici: proprio per la straordinarietà del caso in cui sia concesso il pentimento in extremis per un intervento della divina misericordia, giustificare con questa supposizione una preghiera/auspicio di morte del peccatore sarebbe cosa ancor peggiore in quanto significherebbe pure abusare della bontà di Dio. Massimo

fabrizio giudici ha detto...

Massimo,

però si sta girando intorno ad una questione, che ho definito chiaramente: come può essere lecito l'agire direttamente per togliere la vita ad una persona (un nemico, un condannato a morte legittimamente) e non auspicarlo? È una contraddizione in termini: se condanno uno a morte ed eseguo la sentenza, è evidente che la auspico. No?

Anonimo ha detto...

"L`insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell`identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l`unica via praticabile per difendere efficacemente dall`aggressore ingiusto la vita di esseri umani...(dal Catechismo di GPII)). Per cui è lecito auspicare solo entro confini ben precisi e definiti, che un singolo fedele che prega non può soggettivamente stabilire. Quindi non vedo proprio chi possa concretamente caricarsi di una tale responsabilità morale. Oltretutto qui si parla di eresia, che non è più contemplata, da tempo, nei reati passibili di pena di morte. Appare, a mio avviso, solo una questione "di scuola" che non ha concretamente nessuna attinenza con il caso dell'attuale Papa eretico di cui l'articolo di Don Elia tratta. Massimo

Anonimo ha detto...


! Giudici

Mi sembra le sfugga il punto essenziale dell'argomento.
Non si tratta della liceità della pena di morte o dell'uccisione
del tiranno (che mi sembra sia stata condannata dalla Chiesa),
cioè di una morte provocata da un intervento umano, formalmente
legittimo o meno (condanna a morte etc).
Si tratta di una morte che si chiede per intervento divino diretto,
invocato per toglier di mezzo il malvagio,
con la preghiera o con un'invocazione sul tipo della maledizione.
Una richiesta di questo tipo viene fuori dal fraseggiare di "don Elia".
Ma forse non abbiamo capito bene o lui si è espresso male.
Ora, una richiesta di questo tipo, proprio Gesù in persona ha
fortemente rimproverato ai suoi apostoli, per ovvie ragioni
che è inutile ripetere.
O.

irina ha detto...

Chi, consapevolmente, inganna Nostro Signore Gesù Cristo e 1.285.000.000 di cattolici, presumo che sia da tempo spiritualmente morto, spiritualmente si è ammazzato da solo e da molto tempo. Siccome è l'errore che chiude gli occhi, si chiede a Dio di aprirli, cioè di fugare i molti e ripetuti errori dell'errante. L'errore è quasi sempre accompagnato dall'ostinazione che può letteralmente incarnarsi nell'errante così che neanche in punto di morte, se il Signore volesse farlo morire fisicamente per ottenere il pentimento dell'ultimo minuto, costui non recederebbe dai suoi errori. Confesso che un accidente glielo manderei volentieri e anche più di uno ma, so che quando si comincia non si sa mai quando si finirà.A occhio e croce metà del clero cattolico meriterebbe la stessa sorte del capo e così a ben guardare i fedeli cattolici, e siamo all'incirca a 600/ 7oo milioni di trapassati, preso gusto all'ecatombe si può passare al campo politico interno ed internazionale e lì se tutto andasse per il nostro meglio, si rimarrebbe forse in poche centinaia per continente. Un lavoraccio. Mi è venuto in mente invece l'esorcismo e cominciare con l'esorcizzare il capo, noi non possiamo esorcizzare ma, la preghiera di San Michele Arcangelo possiamo aggiungerla tranquillamente. Non so neanche se è possibile l'esorcismo a distanza, non credo. Non possiamo però chiedere a Dio di farci da sicario, possiamo viceversa chiederGli nella preghiera e nella meditazione di liberarci dal male-Maligno. Lui si regolerà nel migliore dei modi. Scritto questo lo sottopongo a Don Elia e ai commentatori, per mettere a punto il nostro impegno per purificare il putridume della/nella chiesa da ora fino ad ottobre. Non oberiamo le nostre spalle, poco ma, fedelmente e benissimo.

Diego ha detto...

Comprendo lo sconforto ma abbiamo preghiere più importanti su cui concentrarci a partire dalle offese a Dio, agli aborti, ai mali del marxismo e dell'ideologia arcobaleno, all'orgoglio sodomita che offende Dio e ripugna noialtri. Questo Papa ci è stato inflitto per i nostri peccati, in pensiero opere e soprattutto omissioni. Tutto il concilio V2 è come il Signore ci castiga per purificarci. Pensate che Parolin sarà meglio? Ci sarà un Francesco 2, 3 etc...e finché non invocheremo il Signore per chiedere perdono non cambierà nulla, anzi. Più il malato si aggrava e più il medico deve essere deciso per salvare il paziente. Preghiamo, ripariamo e offriamo il nostro dolore per questa chiesa orizzontale che è più una Onlus che altro. Io personalmente vedo la soluzione umana come un voler scendere dalla croce, oramai è tardi per invertire il corso degli eventi. Nessuna umana soluzione può avere successo, io prego e mi unisco a voi spiritualmente fratelli e sorelle in Cristo.Sia lodato Gesù Cristo!!

irina ha detto...

Nel fermo convincimento che risanata la Chiesa, Dio sa come, il mondo si risanerà,colta l'ottima iniziativa di Don Elia e letti i commenti, certa che l'unione fa la forza, propongo e sottopongo al vostro assenso questo DOVERE:

a)intenzione comune, purificazione e santificazione della Chiesa dal capo fino ai piedi.
b)a tal fine recita in latino, come giaculatoria continua, cioè ininterrotta,delle parole:
Pater noster, libera nos a malo. Amen.
d) questa intenzione e questa recita saranno costituzione e cura del nostro hortus conclusus i cui operai dovranno sottoscrivere, su questo blog, la loro voluta, desiderata partecipazione all'impresa.

Anonimo ha detto...

Questione di lana caprina:E' giusto o non è giusto chiedere la morte del tiranno?C'è un proverbio indiano che dice:Invece di lamentarti per la forza e l'agilità della tigre ringrazia Dio perchè non le ha dato anche le ali. Il Signore al momento opportuno interverrà .Invece vorrei dire una cosa che mi ha fatto molto riflettere. Un gruppo di africani guidati da un sindacalista africano ha occupato la cattedrale di Bari per chiedere (alla Chiesa?) il rispetto dei loro diritti.Ma non sarebbe stato più logico occupare la prefettura,la sede della provincia o il tribunale?

Anonimo ha detto...

Premetto che sono sulla posizione di mic . Ora vorrei chiedere se è stato scandaloso che Bergoglio abbia negato la pena di morte (seppure non si scaglia sulla pena di morte degli innocenti) com'è che si disquisisce sull'impossibilità di pregare per la sua morte?Allora aveva ragione? Son scesi in merito fior di prelati in quell'occasione, se ben ricordo anche il card.Sarah, a ribadire che è dottrina della Chiesa ammettere la pena di morte, e l'eresia è il peggiore dei mali: il più grave. Qui non si fanno sofismi: è peggio la morte fisica o quella spirituale? Comunque sono proprio i preti a pregare per la morte di Bergoglio, questa frase di don Elia la sentii dal clero anni fa. Pregare senza odio, senza rancore, senza vendetta di toglierlo come Lui ritiene giusto fare, come sottolinea pure F Giudici, non penso sia peccato, anzi doveroso per evitare la morte delle anime. Quanto all'episodio citato di san Giovanni e fratello che chiedono di inviare il fuoco dal cielo, c'è differenza, c'era un paese chiuso nel suo peccato di rifiuto, ma la vendetta (era vendetta) avrebbe cambiato le cose? No, le anime erano morte, qui si tratta di salvare anime, è diverso. Quanto all'esorcismo si può fare anche a distanza, ma non serve a chi non vuole essere liberato, ma è sempre buona cosa da fare.

Anonimo ha detto...

@ Anonimo17 luglio 2019 13:29
Premetto che sono sulla posizione di mic. (...)
Pregare senza odio, senza rancore, senza vendetta di toglierlo come Lui ritiene giusto fare, come sottolinea pure F Giudici, non penso sia peccato, anzi doveroso per evitare la morte delle anime.
 

Vediamo dunque qual è la posizione di mic:

mic16 luglio 2019 11:20
Capisco che anche dire "Signore pensaci tu!" possa far venire il pensiero di una simile soluzione. Tuttavia lo allontanerei, non me la sentirei mai mai di pregare per la morte di qualcuno. Capisco la logica di molti discorsi fatti fin qui; ma alla fine mi affido soffrendo e offrendo... È questo che resta come punto fermo nell'economia della Salvezza.


Dunque la posizione di mic in realtà è tutt'altra rispetto a quanto vuol lasciare intendere Anonimo17 luglio 2019 13:29



Anonimo ha detto...

Immaginate se quella volta invece di Benedetto fosse stato eletto Bergoglio…..Comunque in un qualche modo passerà a nuttata….Che poi chi verrà dopo ,come alcuni re d'Israele faccia ciò che è male agli occhi del Signore ,è possibile ma non è certo.

pinco 17.16 ha detto...

Caro Anonimo 17 luglio 14:57,

è da quando ha aperto questo blog, che la dott.sa Mic soffre, offre e si affida.....per il ripareggiamento....(ricorda il ripareggiamento?).

Speriamo che desista!

Ma un blog "chiesa e pre-concilio" no?

Anonimo ha detto...

@ fabrizio giudici15 luglio 2019 18:32

"...vediamo cosa risponderà don Elia."

Finora nulla. Probabilmente come fa di solito, piuttosto che rispondere qui direttamente riprenderà l'argomento all'interno di un suo prossimo post sulla Scure.

Anonimo ha detto...

anonimo 14,57,ribadisco che sono sulla posizione di mic, tuttavia malgrado la mia posizione sia di non poter pregare che uno muoia, me la sento di pregare che venga allontanato questo "dannatore" di anime, ribadisco in toto il mio concetto. Piuttosto mi si chiarisca come sia possibile allora confutare i cardinali di santa Madre Chiesa che hanno contestato l'affermazione bergogliare, ribadisco in toto anche questo quesito. Attendo risposta da questi anonimi, che si chiariscano in merito. anonimo 13,29 sono.

mic ha detto...

Io direi di chiuderla qui. Mi pare che si faccia confusione e basta....

fabrizio giudici ha detto...

@mic 19:31
Concordo.

Anonimo ha detto...

per pinco 17.16
se vuoi un blog "chiesa e pre-concilio" c'è, eccolo:
http://pascendidominicigregis.blogspot.com/
vedrai che nell'immagine dell'intestazione è proprio il sotto-titolo

Anonimo ha detto...

...ma è fermo al 2016

Anonimo ha detto...

Ce sont des signes que le Jour du jugement est proche.