sabato 16 aprile 2022

Mons. Suetta: “Uno scandalo Blanco a San Pietro. Danneggia i giovani”

Leggo su Church Militant che la Conferenza Episcopale Italiana ha invitato il noto cantante e rapper soft porn italiano ad esibirsi in Piazza San Pietro il lunedì di Pasqua davanti a un pubblico di 60.000 adolescenti, nell'ambito del pellegrinaggio nazionale giovanile guidato da p. Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile dei vescovi. 
All'evento sono attesi circa 60 vescovi, che portano in Vaticano i giovani delle loro diocesi. Il media dei vescovi Avvenire ha affermato che la performance di Blanco preparerà i ragazzi per un incontro di preghiera e un sermone di papa Francesco nel prosieguo della serata.
Riccardo Fabbriconi, conosciuto professionalmente come Blanco, ha ottenuto il plauso dei fan LGBTQ+ dopo un'esibizione che celebra una relazione omoerotica al Festival di Sanremo 2022 dove ha cantando in coppia con Mahmood, che si dice sia gay.
Ma in Italia c'è ancora un vescovo: 
Mons. Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Ventimiglia-San Remo ha detto a La Nuova Bussola Quotidiana :
Non ritengo che il personaggio sia un modello adeguato per un’iniziativa cattolica rivolta ad adolescenti. Parlo di personaggio in quanto non conosco la persona, quindi non mi esprimo su di essa; ma un personaggio pubblico, che opera in campo artistico-musicale, si accompagna a un prodotto commerciale, a una proposta che non riguarda solo la musica. Il personaggio si veste e si comporta in un certo modo, rilascia interviste, produce dei video, tutte cose che insieme concorrono a confezionare un dato messaggio. È evidente che il messaggio veicolato dalle performance di Blanco non è idoneo a un contesto cattolico.
Trovo imbarazzante che un personaggio che chiaramente è diventato un’icona - soprattutto dopo la sua vittoria al Festival insieme a Mahmood - di un certo modo di concepire la vita, la libertà, l’affettività, eccetera, si esibisca in Piazza San Pietro.

24 commenti:

Anonimo ha detto...

E' brutto dirlo: la CEI è da abolire.
E' un sistema di potere e risponde a poteri che non hanno più la fede.
Esprime un'ideologia manipolatoria e viziosa che gronda di complicità e ricatto. La destra sa sempre che cosa fa la sinistra.
Non si fanno nemmeno più alcun scrupolo: narciso si piace.

Anonimo ha detto...

Perche' sono stati privati del "padre"..

Anonimo ha detto...

Per molto tempo si è affermato che certi spettacoli erano "vaccini" contro questo o quel male. Ora se "questi vaccini" avessero funzionato non vivremmo ormai in una emergenza morale ingravescente sulla soglia dello stato comatoso della società.

La verità nuda e cruda è che la chiesa insieme alla società non sono più in grado di proporre un insegnamento virtuoso, di nome e di fatto, tale da far rispettare, amare ed imitare il Bene, il Vero, il Bello, il Giusto e non dispongono più di esempi da proporre... così si accodano al mondo di quelli che un tempo erano i bassifondi.

I bassifondi quindi, non solo, non sono stati elevati da virtù proposte, ammirate, amate, rispettate infine imitate, ma quanto era elevato, virtuoso, sano è stato trascinato sotto quelli che un tempo erano i bassifondi sociali.

Purtroppo sia per una persona, sia per una istituzione la caduta è tanto più rovinosa quanto più ha mancato al suo compito di educazione, formazione virtuosa di coloro dei quali era ed è responsabile.

Per l'istituzione politica, sociale, statale è gravissimo, per la chiesa è mortale.
Essa ha perduto la sua ragion d'essere, cioè quella di essere l'ALTERNATIVA al mondo e tanto più l'ALTERNATIVA al mondo dei bassifondi.

La chiesa ha perso memoria di sé, non conosce più se stessa, non conosce il suo patrimonio, non conosce più il suo compito. La chiesa è morta e se non è morta stecchita è in piena demenza senile.

Da lo Spigolatore Romano ha detto...

Che i vescovi non trovino nulla di meglio per "intrattenere" degli adolescenti in un giorno di festa che offrir loro le canzonette figlie di una epoca e di una mentalità depravata moralmente prima ancora che spiritualmente dimostra che il cattolicesimo da liquido è oramai gassoso, cioè evaporato. Il cattolicesimo non esiste più. Tutta la spiritualità che oggi si sa offrire ed insegnare ai giovani "cattolici" è quella di altri giovani che si mordicchiano a letto perché evidentemente dormono insieme (dormono solamente e castamente?) e di maschietti che si mettono il reggipetto perché pensano in tal modo di esser trasgressivi. Blanco ha ragione: il cattolicesimo è stato mandato "a puttane". I modernisti non sanno offrire spiritualità perché la spiritualità cattolica l'hanno buttata via inorriditi per sostituirla con il nulla delle canzonette moderne e di una liturgia inventata in cui tali canzonette regnano incontrastate. Ma i vescovi, che dicono di scrutare i segni dei tempi, che si credono aggiornati e in sintonia colla modernità, lo sanno che ci sono un'infinità di giovani assetati di vera spiritualità, che non trovandola nelle chiese (dove neppure la cercano perché non immaginano neppure di potervela trovare anche perché, di fatto, non vi è) la vanno a cercare in estremo oriente piuttosto che sulle Ande, in Amazzonia piuttosto che sulle spiagge nostrane durante le calde notti estive? Lo sanno che oggi i giovani sedicenti cattolici "vivono" non di vangelo ma di canzonette? Che informano la loro vita non alle parole del divino Maestro ma alle parole e parolacce delle canzonette moderne e dei cantanti? I vescovi lo comprendono che il 99% degli adolescenti, proprio di quegli adolescenti che lunedì prossimo porteranno in piazza san Pietro per offrire loro la "spiritualità" del neopaganesimo moderno, lo sanno, lo comprendono lo capiscono che il 99% di tali adolescenti fra pochi mesi non li vedranno più neppure col binocolo? I vescovi se lo chiedono perché i giovani scappano dalla Chiesa e dalle chiese? I vescovi lo capiscono che non si può offrire ai giovani la stessa "spiritualità" neopagana, edonistica e materialistica che già trovano ovunque in questo mondo neopagano? I vescovi neomodernisti non hanno capito un tubo. Sono solo mercenari che da cinquant'anni si stanno occupando della liquidazione fallimentare del cattolicesimo, oramai ridotto a organizzare concerti neopagani in quelle piazze e in quelle chiese dove altri fedeli, in altre epoche, trascorrevano le notti a pregare, a far penitenza e ad implorare la misericordia divina. Il cattolicesimo è proprio andato "a puttane". Lo dirà in canto pure Blanco in piazza san Pietro lunedì prossimo davanti a vescovi beoti che si compiaceranno pure delle pornografie "culturali" che sanno realizzare. E' andato "a puttane" ma meglio sarebbe dire che è diventato come loro e peggio di loro. Perché tante meretrici lo sono per necessità, il modernismo lo è per il piacere di essere posseduto da tutti. Le meretrici spesso sono tali solo nel corpo. Il modernismo lo è in tutto: nel corpo, nella mente e nell'anima.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=GYfpJdVOaUk

Emanuele Franz: "La Chiesa ortodossa non è manovrata dai globalisti"

Anonimo ha detto...

Soft porn star to sing in St Pter's square
https://gloria.tv/post/hYZdozekv1US4k6o8NQqotEML

Anonimo ha detto...

Stefano Puzzer è stato licenziato perché pur potendo rientrare a lavoro col super marchio verde (dopo il covid) è rimasto coerente con ciò che disse il 15/10: “Non lavoro fino a quando l’ultimo dei miei colleghi non potrà lavorare”.
Sarebbe bello avere lo stesso spirito di corpo nella sanità, scuola, polizia perché certi provvedimenti non sarebbero passati.
Onore a te, Stefano.

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=0Wtxd7Ay8Cs

Benvengano i traditori - Pillole dal Donbass

Anonimo ha detto...

È la verità.

Pio ha detto...

Primo: il rap è una pseudo-musica, una delle tante flatulenze rumoreggianti nel panorama sonoro post-moderno.
Secondo: la musica è uno degli indicatori chiave per comprendere lo stato di decadenza di una civiltà: il livello penoso della musica degli ultimi decenni ne è evidente testimonianza (e questo vale, ovviamemte, anche per l'agonizzante stato musicale delle liturgie post conciliari).
Solo Mons. Suetta si indigna? Ci dovrebbe essere una levata di scudi generale del clero e dei fedeli, ma ormai il panorama ecclesiastico nazionale (e non solo) è desolante.

Anonimo ha detto...

Lunedì dell'Angelo,
Blanco fa' il suo mestiere (più porno che cantante), i vescovi italiani assolutamente NO !!!

Anonimo ha detto...

Il povero Riccardo Fabbriconi, a mio parere, avrebbe bisogno di un anno sabbatico come pescatore o contadino o guardia forestale o pastore, un mestiere all'aria aperta per prendersi cura del creato e delle creature che il Signore ha voluto come nostro aiuto e sostegno. Anzi meglio sette anni, necessari tutti per liberarsi dai grilli nella testa, per allontanare da sé le presenze infere e per trovare amici ed amiche con i quali e con le quali avviarsi sulla strada di una vera e sincera conversione. Allora sì, potrebbe presentarsi ai giovani raccontando la vanità delle sue illusioni, delle sue tentazioni e la dura realtà dei suoi errori e delle difficoltà per ritrovare l'autentico se sesso perso chissà come e chissà quando, in quel momento sarebbe un autentico testimone di Gesù Cristo e del Suo Amore per ogni Sua Creatura.

Anonimo ha detto...

se sesso leggi se stesso

chiedo scusa

Anonimo ha detto...


Che il Vaticano inviti un cantante c.d. soft porno a sfondo omo ad esibirsi in Piazza S. Pietro di fronte a 60.000 giovani, con tanto di vescovi presenti e discorso successivo del Papa,
tutto ciò dimostra che il marcio nella Chiesa è arrivato ormai a livelli incredibili. E protesta, peraltro in tono blando, un solo vescovo?
C'è a questo punto da credere che la presente guerra sia stata voluta proprio da Dio affinché degeneri in un conflitto atomico destinato a distruggere la Sodoma e Gomorra che siamo noi europei diventati, in misura notevole per la corruzione ecclesiale.
Machiavelli : " ..nessuno maggiore indizio si puote avere della rovina d'una provincia [nazione], che vedere dispregiato il culto divino...E perché molti sono d'opinione che il bene essere delle città d'Italia nasca dalla chiesa romana, voglio contro a essa discorrere quelle ragioni che mi occorrono...La prima è che per gli esempi rei di quella corte questa provincia [l'Italia] ha perduto ogni divozione e ogni religione; il che si tira dietro infiniti inconvenienti e infiniti disordini: perché, cosí come dove è religione si presuppone ogni bene, cosí dove quella manca si presuppone il contrario. Abbiamo adunque con la chiesa e con i preti noi italiani questo primo obligo: di essere diventati senza religione e cattivi; ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra: questo è che la chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa..."
(Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, a cura di C. Vivanti, Einaudi, 1983,I, par. 12).
Oggi non la tiene divisa, ufficialmente, ma in compenso si è messo il papa alla guida dell'invasione extra-comunitaria che la sta affliggendo.
Z.

Anonimo ha detto...

Veramente questa foto fa esclamare: 'Povero ragazzo!' Bisogna riconoscere che la cultura oggi imperante ha assorbito tante persone disadattate, caratteriali, depresse e/o esaltate, maniacali ed altro, da un lato bene per loro se poi ne hanno trovato giovamento, dall'altro lato bisognerebbe capire se non sarebbe stato meglio per loro avere qualche buon esempio cristiano ed imparare bene bene un mestiere, non tanto e non solo per guadagnarsi il pane, ma per esercitare a puntino le facoltà di attenzione, garbo, concentrazione,ad un tempo intellettuale e manuale, che ogni mestiere eseguito a regola d'arte richiede. Proprio a 'regola d'arte', ed ecco che ritorniamo ad una cultura, la nostra, che ha volutamente ignorato 'la regola d'arte', per essere falsamente democratica, così ora la regola d'arte non l'abbiamo più nell'arte Vera e Propria e non l'abbiamo neanche più nell'arte dei mestieri dalla quale scaturì la nostra arte Povera. Anche l'Arte, in tutte le sue possibilità, è fuggita da questo disgraziatissimo paese da anni sotto l'impero dello straniero Pressappoco.

Anonimo ha detto...

Oggi quando ho appreso la notizia, da inorridire!!! S. E MONS. Suetta è un vero Vescovo!!

Anonimo ha detto...

Penso proprio siamo arrivati agli eccessi. Non dico che non bisogna accettare certe espressioni canore artistiche se la vogliamo chiamare così a chi piacciono che le guardi ma... ma a piazza San Pietro questo esibizione secondo me non esiste per niente al mondo

Anonimo ha detto...

In una italia ipocrita o la pensi come Luxuria (?) e tutta la comunità LGBTHILMNP... o sei tacciato di oscurantismo e sei costretto a chinare la testa e chiedere scusa per aver detto una ovvietà, una sacrosanta verità....
Grande Sofia Goggia... ma ritira immediatamente le scuse

Anonimo ha detto...

"...Non dico che non bisogna accettare certe espressioni canore artistiche se la vogliamo chiamare così a chi piacciono che le guardi ma..."

No, non bisogna accettarle. Come esiste una musica sacra santa, così esiste una musica infernale. Musica infernale che è stata uno degli strumenti principali della decadenza dei popoli.

Davanti a questi fenomeni infernali bisogna essere in grado di creare valide e serie alternative, quindi musiche e parole che incanalino i disagi ed offrano in contemporanea vie di uscita, di superamento, al disagio, alla crisi.

Le canzonette, gli stornelli per semplici e a volte ovvie tematiche hanno sempre raccontato di qualche problema e hanno espresso spesso la soluzione personale dell'artista, badando che la musica elevasse il cuore verso l'alto, in su, verso le egregie cose.

La musica 'moderna', i suoi ritmi si indirizzano dalla cintola in giù, mentre la voce sfocia nell'urlo e corpi scompostamente si dimenano, non è un caso che le luci siano vicine all'oscurità tagliata da lampi che sembrano scoppiare da vari punti luce. Così viene a crearsi anche l'ambiente infernale corrispondente.

Ogni cultura ha usato musica, voce e corpo per esprimere le situazioni interiori ed esteriori più varie ed ogni cultura ha cercato di ordinare, a suo modo, questi tre elementi musica, voce e movimenti del corpo. Da questo ordine son nate le danze per invocare la pioggia, le danze per preparare la guerra, le grandi danze popolari per esempio.

Il rumore, l'urlo, la scompostezza, non sono musica, non sono voce, non sono danza né ginnastica, sono rumore, urlo, scompostezza che neanche possono essere definiti bestiali, ma solo infernali o corpi umani posseduti da potenze infernali.

Abbiamo quasi perduto la civiltà che i nostri avi, con slancio, dedizione e devozione, avevano curato con le loro mani, con la loro intelligenza, in ogni particolare, per consegnarla a noi migliore di quanto l'avessero ricevuta.

Noi con la nostra superbia ed ignoranza, disabituati ormai ad usar le mani e l'intelligenza, non riusciremo a lasciar dietro di noi se non metalliche rovine tecniche, rumori, urla, scarabocchi e sciatteria sbracata e sgangherata.

Rimane la Speranza che il Signore coltivi il Suo Santo piccolo resto capace di salvare le nostre radici spirituali e che Lui doni ora a noi la forza di non arrenderci.

Anonimo ha detto...

"...Non dico che non bisogna accettare certe espressioni canore artistiche se la vogliamo chiamare così a chi piacciono che le guardi ma..."

No, non bisogna accettarle. Come esiste una musica sacra santa, così esiste una musica infernale. Musica infernale che è stata uno degli strumenti principali della decadenza dei popoli.

Davanti a questi fenomeni infernali bisogna essere in grado di creare valide e serie alternative, quindi musiche e parole che incanalino i disagi ed offrano in contemporanea vie di uscita, di superamento, al disagio, alla crisi.

Le canzonette, gli stornelli per semplici e a volte ovvie tematiche hanno sempre raccontato di qualche problema e hanno espresso spesso la soluzione personale dell'artista, badando che la musica elevasse il cuore verso l'alto, in su, verso le egregie cose.

La musica 'moderna', i suoi ritmi si indirizzano dalla cintola in giù, mentre la voce sfocia nell'urlo e corpi scompostamente si dimenano, non è un caso che le luci siano vicine all'oscurità tagliata da lampi che sembrano scoppiare da vari punti luce. Così viene a crearsi anche l'ambiente infernale corrispondente.

Ogni cultura ha usato musica, voce e corpo per esprimere le situazioni interiori ed esteriori più varie ed ogni cultura ha cercato di ordinare, a suo modo, questi tre elementi musica, voce e movimenti del corpo. Da questo ordine son nate le danze per invocare la pioggia, le danze per preparare la guerra, le grandi danze popolari per esempio.

Il rumore, l'urlo, la scompostezza, non sono musica, non sono voce, non sono danza né ginnastica, sono rumore, urlo, scompostezza che neanche possono essere definiti bestiali, ma solo infernali o corpi umani posseduti da potenze infernali.

Abbiamo quasi perduto la civiltà che i nostri avi, con slancio, dedizione e devozione, avevano curato con le loro mani, con la loro intelligenza, in ogni particolare, per consegnarla a noi migliore di quanto l'avessero ricevuta.

Noi con la nostra superbia ed ignoranza, disabituati ormai ad usar le mani e l'intelligenza, non riusciremo a lasciar dietro di noi se non metalliche rovine tecniche, rumori, urla, scarabocchi e sciatteria sbracata e sgangherata.

Rimane la Speranza che il Signore coltivi il Suo Santo piccolo resto capace di salvare le nostre radici spirituali e che Lui doni ora a noi la forza di non arrenderci.

Anonimo ha detto...

Siccome non sapevo chi fosse questo Blanco, sono andato a scartabellare per avere qualche notizia, giovanissimo, 19 anni, tatuato, travestito, trasportato in un mondo artificiale assieme a Mahmood che pare un muezzin tanto sono insopportabili le sue nenie mussulman-musicali, ed ho letto i testi delle canzoni del suddetto Blanco e mi ha fatto tanta tristezza, è un ragazzo disperato che urla la sua voglia di Dio, in ogni salsa, con frasi sconnesse, citazioni a casaccio di poeti maledetti e idiozie variegate, ma la sua anima grida dal profondo la sua devastante solitudine senza un dio consolatore, dicono che prima di ogni show si faccia il segno della croce e baci il rosario. Gli auguro di trovare pace e soprattutto Dio, che lo aspetta a braccia aperte, prima lo capisce, e meglio è per lui.

Anonimo ha detto...

Blanco

L'esibizione di Blanco in Piazza San Pietro, sponsorizzata da Mons. Vincenzo Paglia, è difficilmente spiegabile senza ammettere la presenza condizionante della lobby g. nella Chiesa, lobby che, come attesta tutta la vicenda giudiziaria del professor Dariusz Oko in Germania (vedi pubblicazione del suo articolo a proposito della "cricca" o "mafia g." sulla rivista Theologisches), gioca ormai allo scoperto (vedi le pubbliche prodezze del presbitero Wolfgang Rothe e dei suoi sodali ecclesiastici). Attribuire tutte le responsabilità a Francesco significa (in alcuni casi forse persino strumentalmente, perché la lobby è penetrata ovunque) soltanto coprire questo ambiente criminale e non ammettere la maggiore gravità di una crisi morale e dottrinale senza precedenti.
Andrea Sandri

Anonimo ha detto...

Il tentativo di conquistare la considerazione dei teen-agers, per lo più inghiottiti da una cultura cinica, trasgressiva, antiumana e anche violenta (si pensi all’azione delle baby gang), non è solo compiacere i movimenti LGBTQ, ma è una blasfemia vera e propria: sul sagrato della Basilica di San Pietro non è ammissibile ospitare chi si fa portavoce di parole colme di malessere, di turpitudine, di parolacce, di oscenità. L’incubo che vive coscientemente la generazione dei figli dell’infernale Lucignolo contemporaneo lo sta vivendo anche, ma incoscientemente, la Chiesa, travolta dalle mode, dal caos e dai masochismi di un’epoca irragionevole e dissacratoria. Ormai si è perso il contatto con la realtà del Vangelo e, dunque, con tutto ciò che ha insegnato veramente Gesù: per esempio, il buon pastore cerca e trova la pecora smarrita, non è quest’ultima a far smarrire le altre 99. Inoltre, resta un dato incontrovertibile: come non si possono servire due padroni (Dio e il mondo), così non si può indicare, come meta ultima, contemporaneamente, il Paradiso e l’Inferno.

Anonimo ha detto...

Fino ad ora tutti quelli che hanno sottolineato gli errori della chiesa degli ultimi decenni e parimenti quelli dei governi nazionali, nulla hanno detto della questione morale, per non compromettersi davanti agli occhi degli inclusivi buonisti.

Ma non è possibile continuare a menar il can per l'aia, prima o poi, meglio prima che poi, bisogna affrontare il problema contenuto nelle, un tempo, famose Dieci Parole cioè bisogna cominciar a parlare chiaro.

Non si può sottacere l'essenziale volutamente dimenticato, screditato, ridicolizzato, ignorato dalla società in cui viviamo. Se di questo non si parla chiaramente prima, come condizione 'sine qua' non è possibile costruire alcuna società, poi saremo destinati davvero ad avere rivoluzioni feroci per il sesso al vento, rubando, mentendo, uccidendo.

Questo va spiegato in italiano e in tutti i dialetti italiani in maniera tale che le persone comincino a farsi un idea che i famosi dieci comandamenti sono la struttura primaria di qualsiasi società L I B E R A, quindi giusta, in pace con se stessa e con il prossimo, in grado di autogovernarsi, di difendersi dai corruttori e ladri stranieri e dalle mire manipolatorie di chicchessia.

Per essere realmente liberi in campo religioso, culturale, politico, giuridico, economico dobbiamo avere questa struttura di cemento armato, se questi argomenti non si vogliono affrontare, perché sono D I V I S I V I, pace, ognuno per conto suo. Andate sotto l'ombrello dei valori dell'Ursula.