mercoledì 11 aprile 2012

Un intervento personale del Papa sul rito neocatecumenale

Evidenziamo qui sotto alcuni passaggi salienti dell'articolo Quella strana messa che il papa non vuole pubblicato stamattina da Sandro Magister.


Quella strana messa che il papa non vuole    [English]  [Français]  [Español]

È la messa secondo il rito del Cammino neocatecumenale. Benedetto XVI ha ordinato alla congregazione per la dottrina della fede di esaminarlo a fondo. La sua condanna pare segnata
di Sandro Magister

ROMA, 11 aprile 2012 – Con una lettera autografa al cardinale William J. Levada, Benedetto XVI ha ordinato alla congregazione per la dottrina della fede di accertare [sic!] se le messe dei neocatecumenali sono o no conformi alla dottrina e alla prassi liturgica della Chiesa cattolica.

Un "problema", questo, che il papa giudica "di grande urgenza" per tutta la Chiesa.

Benedetto XVI è da tempo in allarme per le modalità particolari con cui le comunità del Cammino neocatecumenale celebrano le loro messe, il sabato sera, in locali separati.

A far crescere in lui l'allarme è stata anche la trama ordita alle sue spalle in curia lo scorso inverno, di cui www.chiesa ha dato conto nei seguenti servizi:

> "Placet" o "Non placet"? La scommessa di Carmen e Kiko (13.1.2012)

> Diario Vaticano / Ai neocatecumenali il diploma. Ma non quello che si aspettavano (23.1.2012)

Era accaduto che il pontificio consiglio per i laici presieduto dal cardinale Stanislaw Rylko aveva predisposto il testo di un decreto di approvazione globale di tutte le celebrazioni liturgiche ed extraliturgiche del Cammino neocatecumenale, da rendersi pubblico il 20 gennaio in occasione di un previsto incontro del papa con il Cammino.

Il decreto era stato redatto su indicazione della congregazione per il culto divino, presieduta dal cardinale Antonio Cañizares Llovera. I fondatori e leader del Cammino, Francisco "Kiko" Argüello e Carmen Hernández, ne furono informati e anticiparono festanti ai loro seguaci l'imminente approvazione.

Il tutto all'insaputa del papa.

Benedetto XVI venne a conoscenza del testo del decreto pochi giorni prima dell'incontro del 20 gennaio.

Lo trovò sconclusionato e sbagliato. Ordinò che fosse cancellato e riscritto secondo le sue indicazioni.

Infatti, il 20 gennaio, il decreto che fu promulgato si limitò ad approvare le cerimonie extraliturgiche che scandiscono le tappe catechistiche del Cammino.

Il papa, nel suo discorso, mise in chiaro che solo queste erano convalidate. Mentre a proposito della messa impartì ai neocatecumenali una vera e propria lezione – quasi un ultimatum – su come celebrarla in piena fedeltà alle norme liturgiche e in effettiva comunione con la Chiesa.

In quegli stessi giorni Benedetto XVI ricevette in udienza il nuovo arcivescovo di Berlino, Rainer Maria Woelki, uomo di sua fiducia, che di lì a poco avrebbe fatto cardinale. Woelki gli parlò tra l'altro proprio delle difficoltà che i neocatecumenali creavano nella sua diocesi, con le loro messe separate

Pochi giorni dopo, l'11 febbraio, il papa inoltrò copia di questa lettera alla congregazione per la dottrina della fede, assieme alla sua richiesta di esaminare al più presto la questione, che "concerne non soltanto l'arcidiocesi di Berlino".

La commissione d'esame presieduta dalla congregazione per la dottrina della fede si sarebbe dovuta avvalere, secondo le indicazioni del papa, della collaborazione di altri due dicasteri vaticani: la congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, e il pontificio consiglio per i laici.

E così è stato. Il 26 marzo, nel Palazzo del Sant'Uffizio, sotto la presidenza del segretario della congregazione per la dottrina della fede, l'arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, gesuita, si sono riuniti per un primo esame della questione i segretari degli altri due dicasteri – per il culto divino l'arcivescovo Augustine J. Di Noia, domenicano, e per i laici il vescovo Josef Clemens – e quattro esperti da loro designati. Un quinto esperto, assente, dom Cassiano Folsom, priore del monastero di San Benedetto a Norcia, inviò per iscritto il suo parere.

I giudizi espressi sono stati tutti critici delle messe dei neocatecumenali. Molto severo è risultato anche quello che la stessa congregazione per la dottrina della fede aveva chiesto, prima della riunione, al teologo e neocardinale Karl J. Becker, gesuita, professore emerito alla Pontificia Università Gregoriana e consultore del dicastero.

Il dossier predisposto per la riunione dalla congregazione per la dottrina della fede comprendeva la lettera del papa dell'11 febbraio, la lettera del cardinale Woelki al papa nell'originale tedesco e in versione inglese, il parere del cardinale Becker e una traccia per la discussione nella quale si metteva esplicitamente in dubbio la conformità alla dottrina e alla prassi liturgica della Chiesa cattolica dell'art. 13 § 2 dello statuto dei neocatecumenali, quello con cui essi giustificano le loro messe separate del sabato sera.

In realtà, il pericolo temuto da Benedetto XVI e da molti vescovi – come risulta dalle numerose denunce pervenute in Vaticano – è che le modalità particolari con cui le comunità neocatecumenali di tutto il mondo celebrano le loro messe introducano di fatto nella liturgia latina un nuovo "rito" artificialmente composto dai fondatori del Cammino, estraneo alla tradizione liturgica, carico di ambiguità dottrinali e fattore di divisione nella comunità dei fedeli.

Alla commissione da lui voluta, il papa ha affidato il compito di accertare la fondatezza di questi timori. In vista di decisioni conseguenti.

I giudizi elaborati dalla commissione saranno esaminati in una prossima riunione plenaria della congregazione per la dottrina della fede, un mercoledì – una "feria quarta" – della seconda metà di aprile.

69 commenti:

Anonimo ha detto...

C'è un convergere di testimonianze.
Stamattina Messa in Latino pubblica un articolo presentato in questi termini:

Salve mi chiamo ...... , ho 24 anni e sono di .... Studio Scienze Religiose presso la Pontificia Università della Santa Croce. Vengo da una famiglia che è stata per più di trent'anni nel cammino neocatecumenale ed anche inviata come "Famiglia in Missione" per l'evangelizzazione, io stesso ne ho fatto parte per circa 15 anni. Già da diversi anni però io e tutta la mia famiglia, genitori, fratelli e sorelle abbiamo lasciato questo movimento inter-ecclesiale, ognuno in tempi diversi, ed ognuno per motivazioni differenti e personali, ma di fondo tutti mossi da un profondo senso di disagio nel constatare lo scollamento tra la vita di fede vissuta "nelle piccole comunità" e la vita della Chiesa vissuta nella parrocchia e con la parrocchia.
Per questo motivo, ho scritto un articolo in cui ho messo a confronto le parole che il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto ai membri del Cammino Neocatecumenale il 20 gennaio, con quelle dei fondatori Kiko Arguello, Carmen Hernandez e Don Mario Pezzi, che hanno invece rivolto alle comunità in occasione del tradizionale annuncio di inizio Quaresima. Documentando le affermazioni che ho preso direttamente dalle catechesi scritte per tale occasione.
Vi invio questo articolo, con la speranza che possa essere pubblicato ad Maiorem Dei Gloriam et ad Salutem Animarum!
Vi invio l'articolo in allegato, aspettando una vostra risposta.
Che Dio vi benedica per il prezioso servizio di informazione e apologetica che fate alla Chiesa!


Ma qui c'è l'originale.

Ma quel che ci conforta, finalmente, è l'intervento autorevole della Santa Sede.

C'è da tremare e pregare, però, perché quel potere oscuro che è stato capace di vanificare finora le determinazioni del Santo Padre è forte. Affidiamo tutto al Signore!

Domenicano ha detto...

oh, ma niente niente che a metà aprile ci troviamo con FSSPX dentro e NC fuori...

don Camillo ha detto...

Ho una bruttissima sensazione.

Anonimo ha detto...

?

Dante Pastorelli ha detto...

Avevo scritto un commento apparso e scomparso.
Dicevo che Qualcuno si è svegliato finalmente. Se avesse dato retta ad uno che di teologia e cammino ne sapeva più di lui, il Papa avrebbe agito in tempo, senza lasciarsi condizionare dai compiacenti Ruini, Rylko, Filoni ecc., collaboratori-traditori.
Ora è tardi. Si potrà metter qualche toppa, ma i buoi sono scappati dalla stalla. Un'altra macchia indelebile su questo pontificato che avevamo salutato con tanta speranza.

Arechi ha detto...

La Divina Provvidenza conduce la Chiesa per mano del Santo Padre.
Questo suo intervento è importante perchè Egli ha deciso di prendere "il toro (neocatecumenale) per le corna" cercando di sistemare la loro liturgia degenerata.
Ma l'intervento del Santo Padre è importante anche per i suoi corollari e i suoi riflessi più a largo.
Infatti la liturgia neocatecumenale fatta a tavolino non è che lo sviluppo successivo (lodato a suo tampo da Bugnini) del Novus Ordo Missae egualmente fatto a tavolino con la consulenza di pastori calvinisti.
Quindi penso che si debba cominciare finalmente a mettere mano al "monstrum" del Massone Bugnini riformandolo in chiave tradizionale favorendo ad es. la celebrazione coram Deo (ad oriente), la santa Comunione in ginocchio e in bocca e ritornando all'Offertorio di sempre e ad un uso molto più ampio del latino e del gregoriano......
Il problema insomma suscitato dalla liturgia neocatecumenale si inserisce nel problema più ampio suscitato dalla riforma liturgia seguita al Vat. II ed elaborata dal "Consilium" bugniniano.
Fermo restando però che bisogna raggiungere una diffusione sempre più capillare della Santa Messa di Sempre che è veramente la "fons e culmen" della liturgia cattolica e non il mostriciattolo protestantizzato del N.O.
don Bernardo

don Camillo ha detto...

Prima sono "un dono dello Spirito Santo" tutto bello e approvato, c'ha celebrato da Cardinale, poi? ora non va bene la Messa?! Anzi è come se cadesse dalle nuvole e conoscesse ORA i neocatecumenali, grazie ad un pizzino di Woelki.
Non va bene, c'è molta disonestà!

joseph ha detto...

Bravi, denunciate questi misfatti. Quando, tra breve, tornerò tra le teutoniche brume, come le definisce quel mattacchione di Dante, nelle quali vivo la maggior parte dell'anno per studio e lavoro, cercherò di far qualcosa anche io. benché l'emigrante abbia scarso peso.

Anonimo ha detto...

grazie, Joseph. Era ora che tu battessi un colpo. Eppure erano anni che i vescovi segnalavano a Roma i problemi che i neocat causavano. Non ti ricordi forse che in Italia Pappalardo e Piovanelli intervennero drasticamente nei loro confronti?
Alessandro M.

Anonimo ha detto...

Caro Don Camillo,
credo che con "dono dello Spirito Santo", il Santo Padre si riferisse ai tanti fedeli in buona fede che certamente gli stanno molto a cuore.

Quel che non capisco è perché non è intervenuto prima, non credo che la segnalazione del suo amico di Berlino sia stata l'unica ad arrivargli.

C'è tuttavia da dire che le Norme e le reprimende non le ha fatte mancare; purtroppo, però, sempre insieme a lodi sperticate, che in quel contesto sono le uniche a filtrare...

Resta ancora da capire quel 'mandato' ad evangelizzare, essendo ormai noto da anni che viene diffuso il cammino, non la Chiesa e che ovunque si creano divisioni. Non a caso non sono mancati ripetuti inviti alla "comunione ecclesiale". Ma questa la crea il Signore in chi condivide la stessa fede e lo stesso Altare...

Forse il disorientamento e lo sconcerto della "base", a qualcuno avranno fatto effetto e gli sarà stato riferito... Chissà?

hpoirot ha detto...

questa notizia in un primo momento mi ha lasciato indifferente poi mi ha scosso ma in negativo. Ma come? La stessa identica cosa avrebbe potuto essere fatta 15-20 anni fa e oggi dopo decenni e circa 80 seminari concessi ai kikiani avunque nel mondo mentre la SPX diceva messa (e dice tuttora) nei garages, stamattina il papa "scopre" alzandosi che é ha in seno alla chiesa "una messa strana che non vuole"

sono d'accordissimo con don Camillo
"Non va bene, c'è molta disonestà!"

Anonimo ha detto...

Non stiamo a spaccare il capello, ringraziamo il Signore e preghiamo che i poteri oscuri non prevalgano, perché di certo non staranno a guardare!

Anonimo ha detto...

Non ti ricordi forse che in Italia Pappalardo e Piovanelli intervennero drasticamente nei loro confronti?

Intervennero anche Bommarito e diverse conferenze episcopali regionali, i Vescovi di Terrasanta!

Ma seguivano assordanti silenzi e desistenza d'interventi...

Anonimo ha detto...

L'anno scorso i vescovi del Giappone, toto corde, fecero le loro rimostranze a Roma su neocat. Mi chiedo: con tutto il rispetto per Woelki, è più credibile lui e meno i 20 vescovi giapponesi? Alessandro M.

hpoirot ha detto...

anche Sarkozy si é svegliato e sta facendo una prima assoluta: sta espellendo una decina di islamisti radicali dalla Francia...a dieci giorni dalle elezioni!

Questa "azione commando" antikiko avrebbe potuto essere fatta in una qualunque delle 10.000 mattinate degli ultimi 25 anni, visto che la messa neocat é sempre la stessa (anzi forse col tempo é anche leggermente migliorata). Ben vengano tutte le azioni contro i neocat ma non riesco a capacitarmi del perché proprio oggi...

don Camillo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Ragazzi, basta con le lamentele!

Non possiamo conoscere i retroscena. Del resto il Papa era già intervenuto ufficialmente nel 2005 con la Lettera di Arinze, da lui ricordata come Norma in una udienza successiva.

Proprio ai vescovi giapponesi aveva detto che sarebbero occorsi tempi lunghi per l'approvazione degli statuti (notizia ufficiale sul sito web della Conferenza episcopale giapponese) e d'intesa con loro aveva chiuso il seminario di Takamatsu, inopinatamente trasferito a Roma da Bertone il giorno prima della chiusura...

Non sono mancati ripetuti richiami all'unità ecclesiale e, proprio il 20 gennaio scorso al "rispetto dei libri liturgici".

Io non posso sapere il perché dei "suoi" tempi. Credo che la situazione sia gravissima e molto pesante. L'unica cosa che dobbiamo pensare e fare è sostenerlo e pregare per lui e per la Chiesa!

Anonimo ha detto...

Don Camillo,
è ovvio che QUELLA messa (si fa per dire) non sarebbe mai venuta fuori se non ci fosse stato il NO ed è altrettanto noto nell'ottica bugniniana è possibile (e tuttavia resta sempre un abominio) pensando alle sue "celebrazioni nelle piccole comunità".

Ma ormai conosciamo tutti cosa è significata l'azione di Bugnini... tuttavia dobbiamo al Papa la liberalizzazione del Rito Romano ed ora questo intervento che non si poteva creder possibile conoscendo i lupi rapaci che lo circondano.

Credo che sia un gesto di grande coraggio. Non mi azzardo a dire e pensare altro.
Preghiamo e basta!!!!

don Camillo ha detto...

La Messa neocatecumenale è la Messa "sbloccata" del Messale Romano di P6.

La messa neocz non l'ha fatta ne Kiko ne Carmen, ma Bugnini - Roberto di MiL è sempre poco preciso e scoretto!! - Il quale, Bignini desiderava che fosse assunta da tutta la Chiesa. [cfr. La Riforma Liturgica di Bugnini (48-75) cap. 27 Messe per gruppi particolari, p. 424, nota 3]

Nessun trionfalismo! bene che andrà ricorderà ai Nc di fare come chiedeva Arinze, e i Nc loderanno Dio per l'approvazione (questa volta approvazione "VERA") e continueranno a fare quel che hanno fatto sempre, cioè quello che vogliono!!

don Camillo ha detto...

B16, vuole lasciare un buon ricordo del suo pontificato? per il momento lascia, mi spiace dirlo, ma confermato da queste notizie, tanti atti di governo iniquo!

Anonimo ha detto...

Credete veramente che verra' cassato uno statuto approvato da qualche anno?

Io piuttosto credo che tutta questa enfasi di Magister sara' controproducente, ora se la notizia e' autentica ci sara' un fuoco di fila, credete che il Papa sconfessera' Canizares, Rilko e gli altri cardinali nc: Rouco Varela, Romeo, Vallini, Scola, Filoni, Rey, Leonard, Policarpo, Erdo, Sistach, Schonborn, Lopez Rodriguez, O'Malley, Dolan, Chaput etc?

Anonimo ha detto...

Non si riesce a far tacere le Cassandre... Don Camillo puoi dire tutto quel che ti pare ma siamo finalmente di fronte ad un intervento diretto (lettera autografa) e mirato del Papa contro TUTTI (basta leggere i nomi dei vescovi e card. citati qui su che non sono nemmeno i soli).

Io, invece, credo che la misura è colma e che il Signore ci abbia messo le mani.
E continuo a ripetere, PREGHIAMO !

joseph ha detto...

Non c'è bisogno di conoscere i retroscena. I più fedeli grideranno al papa prigioniero, altri più maligni penseranno al ricatto di qualche collaboratore.
Comunque sia resta un danno enorme provocato alla Chiesa. Cosa accadrà ora? Io penso niente di fondamentale. Accordi sotterranei metteranno tutto a tacere.
Basta lamentele! eh, già. Cosa altro possiamo fare se non abbiamo in mano leve di comando? Almeno lasciateci sfogare.

Dante Pastorelli ha detto...

"Se avesse dato retta ad uno che di teologia e cammino ne sapeva più di lui..."
E' restato nella tastiera il nome, il p. ENRICO ZOFFOLI, a cui l'anguillesco Ruini impose, vanamente, di tacere. La sua risposta a Ruini è una requisitoria
senza scampo.

joseph ha detto...

Cassandra aveva sempre ragione ma non era creduta.
Che gioia, immensa, infinita, se tutti qui venissimo raggiunti da una dichiarazione ufficiale: la Messa dei neocatecumenali è vietata perché non cattolica. Nessuno di noi si lamenterebbe di aver avuto torto per difetto di speranza.

hpoirot ha detto...

e kiko batte sempre lefebvre 80 a (-)1

(+80 seminari aperti a -1 seminario chiuso)

Anonimo ha detto...

Don Camillo,
quella messa non l'ha fatta Bugnini.
nella nota che tu citi ci sono solo alcune coincidenze con le "celebrazioni nelle piccole comunità"; ma dovresti sapere che quello è un rito sincretistico inventato da Kiko (ovviamente sul copione del NO).

E dovresti anche sapere meglio di me qual è la teologia giudeo-luterano-gnostica che la sottende (qui lo accenno solo, altrove l'ho ampiamente documentato), come pure la "nueva estetica" e la non-ecclesiologia (per gli aspetti veterotestamentari: ila merkavàh, il carro di fuoco, Elia e il candelabro dei Maccabei, il battesimo al Giordano e molto altro ancora).

Siamo di fronte ad una entità estranea che è penetrata nella Chiesa attraverso il cavallo di Troia del concilio, ma che non è nemmeno un frutto del concilio...

Ringraziamo il Signore per questa mossa del Papa. Sarà tardiva? Speriamo di no.
Tutto è possibile presso Dio...

Anonimo ha detto...

Non saprei dire perché,ma c’è qualcosa che non mi torna e che non mi permette di rallegrarmi per qualcosa che pure oggettivamente sembrerebbe positivo.Le benedizioni e gli incoraggiamenti ai movimenti “pieni di vita”,compresa la Via Crucis (penosissima!) del Venerdì Santo affidata ai focolari,e all’improvviso si aprono gli occhi e ci sveglia dal letargo?Provo una strana inquietudine.Come se si trattasse di uno zuccherino che prelude alla mazzata finale.La speranza è che la fantomatica “commissione” alla fine non sancisca invece proprio l’infondatezza delle perplessità decretando così il definitivo trionfo dei camminanti.Spero ovviamente di essere troppo pessimista,e che il Santo Padre si sia finalmente deciso a mettere chiarezza.
psig

Anonimo ha detto...

Caro Joseph, tu non sai quanto sono d'accordo con te. Sono anni che vedo, inorridisco e denuncio, e un silenzio assordante ci ha accolti.

Non avrei mai osato sperare quel che è accaduto in questi giorni da parte del Papa.
Di solito la Cassandra di turno sono io. Perché realisticamente il cammino è quello che è, non è pensabile che cambi di una virgola e purtroppo ci sono poteri oscuri indicibili che lo sostengono...

E' per questo che ritengo l'intervento del Papa un segno della Provvidenza.
Come andrà a finire non posso saperlo; ma almeno Pietro non ha desistito questa volta e così non ha dimidiato la mano del Signore!

don Camillo ha detto...

..... Se avessero dato retta al Servo di Dio Mons. Piercarlo Landucci, che mentre la congregazione si affannava a cercare un miracolo "credibile" verso la fine dell'anno dedicato ai sacerdoti per il nuovo Beato, Landucci con la sua poderosa intercessione, praticamente ha resuscitato una Bambina all'Ospedale San Giovanni a Roma.

Anonimo ha detto...

.Spero ovviamente di essere troppo pessimista,e che il Santo Padre si sia finalmente deciso a mettere chiarezza.

quella strana inquietudine l'ho avvertita anch'io fin dal primo momento perché purtroppo conosco bene la situazione; ma in questo momento voglio lasciar spazio ad un'attesa piena di Speranza, per il bene della Chiesa e delle anime.

Se - ed è solo questione di giorni - la speranza dovesse andare delusa, vorrebbe dire purtroppo che il mysterium iniquitatis, e l'apostasia che porta con sé, è molto più avanzato di quanto si possa temere...

E, non credo sia un caso, ci sono due date coincidenti nei prossimi giorni...

Ho resistenza persino a parlarne per non offrire bersagli al nemico.

Maria Angela ha detto...

Concordo in tutto con il pensiero di mic e prego affinchè sia fatta chiarezza su questo rito che non è per niente,conforme alla liturgia della Chiesa (Sopratutto a quella preconciliare). Il problema liturgico non è, comunque, l'unico problema riguardo al movimento neocat,speriamo il Papa intervenga su tutti gli aspetti di questo "movimento - setta".
Sarebbe un primo segno di un concreto ritorno al cattolicesimo integrale.

don Camillo ha detto...

"Visto che il fenomeno era un dato di fatto" 1969 prima della Proclamazione del NO.

Così per ricordarci che gli abusi liturgici non vennero solo con IL Concilio, ma erano già ben visibili molti MA molti anni prima.

don Camillo ha detto...

Mic, perchè mi censuri?

Marco ha detto...

Speriamo nella totale abolizione del rito neoctecumenle, ma almeno allo stato attuale è utopia. Bene il richiamo del Santo Padre. Speriamo che seguano dei fatti concreti, non dei tentativi di mettere delle pezze e poi nella pratica rimane tutto come prima.

Mons. Landucci è stato veramente un grande teologo con la qualità di avere anche una profonda cultura matematico, fisica. I suoi libri sull'esistenza di Dio (riedito da effedieffe) e sull'anima sono veramente eccezionali.

Marco Marchesini

Anonimo ha detto...

E' una bella notizia, ma spero sia solo l'inizio per una vera purificazione del cammino perchè la liturgia non è il solo aspetto malato del cammino neocatecumenale..

Anonimo ha detto...

Mons. Landucci è stato veramente un grande teologo con la qualità di avere anche una profonda cultura

Questo è quel che pensava mons. Landucci del cammino nc

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con Anonimo. Il cammino è un grosso problema perché di fatto la cosiddetta "iniziazione cristiana" neocatecumenale sta prendendo piede in tutte le diocesi e la sua dottrina giudaico-luterana nonché le prassi che coartano le coscienze, viene graziosamente distribuita anche ai "non neocatecumenali", camuffata da catechismo parrocchiale per i ragazzi e per le loro famiglie.

Anonimo ha detto...

ho cercato il libro di padre Zoffoli £eresie del cammino neocatecumenale" nella libreria online da cui mi servo abitualmente, ma non lo hanno. Qualcuno sa darmi indicazioni dove trovarlo?

Anonimo ha detto...

lo può scaricare in formato pdf, insieme ad altri documenti, da questa pagina.

Dante Pastorelli ha detto...

Non capisco come mai i commenti copaiono appena postati e poi scompaiono.

Edizioni SEGNO - via Piave 27 - 33100 Udine
tel 0432 609088

Questi dati son tratti dal libro in questione.

don Camillo ha detto...

Mah!

Marco ha detto...

Grazie per i link mic :)

Marco Marchesini

joseph ha detto...

ma almeno Pietro non ha desistito questa volta e così non ha dimidiato la mano del Signore!

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si potrà dire ad esiti conosciuti.

hpoirot ha detto...

dice Magister il pericolo temuto da Benedetto XVI è che le modalità con cui le comunità neocatecumenali celebrano le messe introducano di fatto nella liturgia latina un nuovo "rito" estraneo alla tradizione liturgica, carico di ambiguità dottrinali e fattore di divisione nella comunità dei fedeli.

Accidenti! E' la definizione sputata del Novus Ordo! Già che ci allora siamo seghiamoli entrambi "i nuovi riti estranei alla tradizione"

Areki ha detto...

E' vero l'intervento del Papa sarà pure tardivo, ma meglio tardi che mai.
Quello che l'intervento del Papa mette in luce è il fatto che bisogna verificare il rito neocatecumenale sulla base della tradizione liturgica. Ora proviamo ad applicare il concetto al Novus Ordo.
E' importante il principio che il Papa vuole portare: i riti devono essere conformi alla tradizione....
E' chiaro che questa è una ulteriore sconfessione implicita della riforma di Bugnini che sempre più davanti alla storia e al magistero si mostra essere una innovazione che poco ha a che fare con la millenaria liturgia della chiesa d'occidente e di oriente.

(segue)

Areki ha detto...

(seguito)

E' altrettanto vero che non è facile eliminare le messe neocatecumenali e ancor peggio il Novus Ordo dalla mattina alla sera.
Ma almeno ora sappiamo che il Papa vicario di Cristo non è contento del modo in cui la liturgia viene celebrata dai neocatecumenali e anche (in modo sottinteso) nel Novus Ordo.
Tant'è che il Papa ha cominciato ad apportare alcuni correttivi alla messa bugniniana e noi tutti (soprattutto i sacerdoti) possiamo e dobbiamo seguirlo.
Anche i fedeli laici hanno il loro ruolo nel formare gruppi stabili che richiedano la messa antica, nel pungolare i sacerdoti e i vescovi modernisti, nell'esigere liturgie anche N. O. ben curate, nel dibattere queste cose su internet dove sono soprattutto i laici i più effervescenti e combattivi in favore della sacralità della liturgia.....

(segue)

Areki ha detto...

(conclusione)

E' vero che guardando a come si celebra in certe parrocchie o a come si insegna in certe facoltà di liturgia o a certi episcopati ti cascano le braccia.
L'importante però mi pare il principio affermato: la liturgia non può essere fatta a tavolino, non siamo i padroni del culto liturgico e gli apprendisti stregoni che fanno il bello e il cattivo tempo....
Ormai si può dire che quanti non ascoltano il Papa nei suoi richiami (magari tardivi e troppo miti) anche se sono potenti e ancora in maggioranza si pongono sempre più fuori della verità e si mostrano sempre più disobbedienti e recalcitranti difronte allo Spirito Santo.
Per cui sono costoro i veri disobbedienti e non la Fraternità San Pio X e tutto il mondo della Tradizione che le cose che adesso si cominciano a dire a voce alta in Vaticano le ha dette da molto tempo.

don Bernardo.

Dante Pastorelli ha detto...

i riti devono essere conformi alla tradizione....
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ma noi sappiamo che la Tradizione per il Papa sono il Vaticano II e le riforme susseguenti.

Areki ha detto...

Effettivamente in un estremo tentativo di salvare il salvabile il Santo Padre cerca di far entrere nella Tradizione anche il Vat. II, ma naturalmente questo non è possibile. Infatti non è il Vaticano II che giudica la Tradizione precedente scegliendo quello che gli fa comodo (come vogliono i modernisti), ma è la sacra Tradizione che giudica il Vaticano II e sconfessa quelle parti di esso che sono in contrasto con ciò che la Chiesa ha sempre creduto, da tutti e dovunque.
Il Papa vorrebbe salvare il Vat. II perchè vi ha lavorato da giovane (peccato di gioventù), ma l'operazione non gli sarà possibile perchè difronte alla Verità tutto cade. Solo la Verità alla lunga resta, ma le parti del Vat. II che non sono chiare o forse contraddicono la Verità di sempre non c'è Papa che le può sostenere: stanno già cadendo da se e mostrando i loro errori.
Inoltre la liturgia bugniniana è ancora peggio di quella voluta dal Vat. II che nella Sacrosanctum Concilium non si era spinto così avanti.....

Eruanten ha detto...

"oh, ma niente niente che a metà aprile ci troviamo con FSSPX dentro e NC fuori..."

magari!

Dante Pastorelli ha detto...

Caro Areki, il Papa sostiene che la Tradizione è tutta nel Vaticano II. Lo ha detto anche recentemente, non ricordo ora più in quale circostanza, perché parla tanto ma agisce poco.

Anonimo ha detto...

Lo ha detto anche nell'Omelia della Messa del Crisma il 5 aprile scorso:

stralcio, ma ho messo il link al testo intero

"...Gli elementi fondamentali della fede, che in passato ogni bambino conosceva, sono sempre meno noti. Ma per poter vivere ed amare la nostra fede, per poter amare Dio e quindi diventare capaci di ascoltarLo in modo giusto, dobbiamo sapere che cosa Dio ci ha detto; la nostra ragione ed il nostro cuore devono essere toccati dalla sua parola.

L’Anno della Fede, il ricordo dell’apertura del Concilio Vaticano II 50 anni fa, deve essere per noi un’occasione di annunciare il messaggio della fede con nuovo zelo e con nuova gioia. Lo troviamo naturalmente in modo fondamentale e primario nella Sacra Scrittura, che non leggeremo e mediteremo mai abbastanza. Ma in questo facciamo tutti l’esperienza di aver bisogno di aiuto per trasmetterla rettamente nel presente, affinché tocchi veramente il nostro cuore.

Questo aiuto lo troviamo in primo luogo nella parola della Chiesa docente: i testi del Concilio Vaticano II e il Catechismo della Chiesa Cattolica sono gli strumenti essenziali che ci indicano in modo autentico ciò che la Chiesa crede a partire dalla Parola di Dio. E naturalmente ne fa parte anche tutto il tesoro dei documenti che Papa Giovanni Paolo II ci ha donato e che è ancora lontano dall’essere sfruttato fino in fondo.

Anonimo ha detto...

... a partire dalla Parola, ma la Tradizione bimillenaria sembrerebbe sostituita dai testi del concilio, dal catechismo e dal Magistero post-conciliare.

Areki ha detto...

Purtroppo il Papa fa ancora parte di quella generazione che ha mitizzato il Vat. II e anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (alla cui redazione ha lavorato da cardinale).......
Ma i miti prima o poi cadono.
Difronte a 1960 anni di Tradizione e di Santità cattolica autentica, i 50 anni del postconcilio, con un bilancio notevolmente in perdita, valgono zero e meno di zero.
Non ci si può arrogare a giudici del patrimonio passato della Tradizione è un peccato di orgoglio molto grave.... questo è il peccato originale di chi ha fatto il Concilio pretendendo di fare una nuova Chiesa.....
Con Dio non si scherza: hanno voluto fare di testa loro e adesso sono nella melma e piangono lagrime di coccodrillo....

Marco ha detto...

Quindi solo le brevi citazioni dei testi del Magistero prima del 1965 nel Catechismo della Chiesa Cattolica sono vincolanti?

Tra cento anni dichiareranno che neanche questo sarà più vincolante?

Prima del Concilio Vaticano Secondo tutti i testi di tutte le epoche erano abbondantemente citati.

Quando sono andato su Internet a leggere i documenti integrali citati proprio dal CCC mi si è aperto un mondo.

Traduzione nuova della Bibbia, Santa Messa nuova, nuovo Codice di Diritto Canonico, nuovi riti, tutto nuovo insomma.


Marco Marchesini

hpoirot ha detto...

Areki dice che "bisogna verificare il rito neocatecumenale e il Novus Ordo sulla base della tradizione liturgica ... i fedeli devono esigere liturgie anche N. O. ben curate"

ma non esiste un N.O. detto bene perché curato! Non é perché le tovaglia sono stirate e ci sono le candele di cera che il NO diventa 'buono'.

E' come far suonare 'Fra Martino' alla Filarmonica di Vienna. Per quanto gli interpreti siano bravi per quanto sia ornata la sala, per quanti mazzi di fiori ci siano...
l'opera, il cuore, il centro delll'esecuzione é sempre il fra Martino.

E' la messa del Bugnini fatta seguendo il solo criterio di rimuovere i dogmi della Chiesa.
Non sarà mai una cosa buona.

hpoirot ha detto...

Non abbiamo una messa di serie B perché c'é la crisi, abbiamo una crisi perché mancano da 50 anni le grazie di tante messe di serie A

Areki ha detto...

Concordo con hpoirot.
Certamente la soluzione ottimale sarebbe abolire completamente la Messa di Paolo VI e tornare in blocco alla Liturgia di sempre.
Praticamente però questa operazione è molto difficile......
Lo può fare tranquillamente un fedele che sceglie di seguire la Messa di sempre punto e basta.
Ma un parroco può onestamente da solo dall'oggi al domani passare alla liturgia tradizionale? Convincendo la gente abituata a 50 anni di propaganda conciliarista?
Confesso che vi sono molti fedeli che fanno resistenza ad un ritorno alla liturgia tradizionale e si oppongono ai semplici aggiustamenti del Novus Ordo (messa ad orientem, comunione in ginocchio, latino)....
Venga hpoirot a trovarmi nella mia parrocchia e gli mostrerò che battaglia si deve condurre per difendere la tradizione.....
Per distruggere si fa presto, ma per ricostruire è difficile......
Sui principi sono daccordissimo tuttavia dobbiamo fare i conti con la realtà.
don Bernardo

Anonimo ha detto...

E la realtà esige fermezza e delicatezza insieme, anche perché non è solo la Liturgia che va risacralizzata e centrata sul Signore, ma anche la dottrina che nutre una retta fede e non l'ultraddiffusa superficiale infarinatura, purtroppo spesso condita anche di errori dottrinali.

La Liturgia e la Dottrina vanno insieme, non possono essere separate.

hpoirot ha detto...

Credo che il ragionamento su esposto da Areki venga ancora da un'errore conciliare che ha impregnato a fondo le menti diocesane. La prima ragione per celebrare una messa é rendere a Dio il culto che gli é dovuto e non fare dell'apostolato. E' un principio sbagliato nascondere il VO per non scioccare i fedeli ancora troppo immaturi per "non capire"... quando vedo tanti NO detti ancora da buoni sacerdoti penso sempre al gigantesco numero di grazie che non salgono al cielo
mentre potrebbero...

Mgr Lefebvre fece il contrario del ragionamento di Areki. Mise al bando fermamente e categoricamente il NO dalla sua vita e da quella del suo seminario e ebbe da solo un seguito di fedeli nel mondo che gli altri cardinali se lo sognano.

Avrebbe avuto lo stesso successo coi fedeli se avesse detto il VO solo in privato per non perturbare il santo "cosa dirà la gente"?

Anonimo ha detto...

Caro hpoirot,
Areki non può essere paragonato con mons. Lefebvre. E' in una diversa situazione - già data - e ha precise responsabilità , diverse da quelle del vescovo, nei confronti delle anime che gli sono affidate.
Sta alla sua fede, al suo discernimento e alla sua grande sensibilità colmare il grave iato generazionale che purtroppo si è determinato. E non può che farlo come lo sta già facendo, con gradualità, ma anche con delicata fermezza.

hpoirot ha detto...

Mi permetto di dire queste cose perché so come la pensa Areki e so quando gli pesa questa situazione.

Non intervengo per sminuire il grande lavoro particolare di un bravissimo sacerdote in balia del suo vescovo, ma per parlare più in generale. Intendendo messa VO come la grande medicina della Chiesa non capisco come si possa immaginare di guarire senza darla in dosi massicce.

Peter M ha detto...

Fa bene HPoirot a ricordarci che la "prima ragione per celebrare una messa é rendere a Dio il culto che gli é dovuto e non fare dell'apostolato". Per voler fare apostolato sono nate le celebrazioni della Messa per gruppi e categorie ... Messe NeoCat, per bambini, giovani ecc. E invece ci siamo scordati che la Messa è per Dio. Una volta che è per noi, diventa quella "autocelebrazione" del gruppo stesso, criticato dal card. Ratzinger, che finisce per desertificare le parrocchie.
Del resto si è aggiornato Magister:
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/04/12/per-i-neocatecumenali-la-ricreazione-e-finita-si-torna-a-scuola/

hpoirot ha detto...

Aggiungerei che il Venerdi' Santo, Gesu' fece quello che doveva fare anche se cio' "scioccava i fedeli ancora troppo immaturi per non capire... "

Perché quello che doveva fare lo fece per Dio non per gli uomini. Poi gli uomini (di riflesso) trassero benefici da quel momento immenso ben più grandi che se Dio avesse cercato in quel momento di adattarsi in qualche modo a loro. Ma questa é una conseguenza dell'apostolato e non l'essenza di esso.

La S.Messa é innanzitutto il sacrificio del Calvario...

Dante Pastorelli ha detto...

Non esagererei con il distacco tra Messa e apostolato.
Che la Messa sia il supremo atto di culto pubblico all'unico vero Dio è indubbio. Ma nello stesso tempo con le razie che dalla mesa sgorgano, dalla proclamazione della Santa Parola, dagli insegnamenti del sacerdote nell'omelia si sviluppa un'opera di formazione ch'è, dunque, di apostolato. Per chi già sia cattolico, per chi lo sia molto tiepidamente, per chi passi dalla chiesa per caso o per dovere sociale.
L'amministrazione dei sacramenti è un atto altissimo di apostolato.

Anonimo ha detto...

Il 15 marzo scorso ci era sfuggito un articolo sull'Osservatore Romano dell'archimandrita Manuel Nin, liturgista e monaco benedettino di rito greco-cattolico, che il solito "faraone" Magister oggi ripropone col titolo redazionale di: Per i neocatecumenali la ricreazione è finita. Si torna a scuola:

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/04/12/per-i-neocatecumenali-la-ricreazione-e-finita-si-torna-a-scuola/

hpoirot ha detto...

Non esagererei con il distacco tra Messa e apostolato
Neanche io li separo, dico solo che uno viene molto prima dell'altro.

Il legame messa-apostolato c'é eccome ...I l VO ha santificato 19.5 secoli di cristianesimo, il NO in 20 anni ha tolto la fede al 90% dei fedeli.

hpoirot ha detto...

E poiché le cose sante devono essere trattate santamente, e la Santa Messa è il sacrificio più santo di tutti,la chiesa cattolica, perché esso potesse essere offerto e ricevuto degnamente e con riverenza, ha stabilito da molti secoli il sacro canone (343), talmente puro da ogni errore, da non contenere NIENTE, che non profumi estremamente di santità e di pietà, e non innalzi
a Dio la mente di quelli che lo offrono, formato com’è dalle parole stesse del Signore, da
quanto hanno trasmesso gli apostoli e istituito piamente anche i santi pontefici.

(Concilio di Trento Sess.XXII Cap4)

Per restare cattolico io resto esclusivamente legato a questo Canone.

"Potenti forze verrano da parte dell'Anticristo per profanare il santuario cittadella: ABOLIRANNO IL SACRIFICIO PERPETUO (la Santa Messa) e metteranno al suo posto l'abominazione della desolazione."
(Daniele cap 11, vers 31)

L'eresia luterana nel tabernacolo?