giovedì 12 aprile 2012

Un "Nuovo RITO" estraneo alla tradizione liturgica: l'eresia Giansenista e la Riforma Liturgica. Riflessioni del Reverendo sacerdote don Ricossa.

San Gregorio Magno 
Mi ha colpito molto la frase dell'articolo di Magister che ringrazio anche per il suo impegno a favore della Musica Sacra:

"In realtà, il pericolo temuto da Benedetto XVI e da molti vescovi – come risulta dalle numerose denunce pervenute in Vaticano – è che le modalità particolari con cui le comunità neocatecumenali di tutto il mondo celebrano le loro messe introducano di fatto nella liturgia latina un nuovo "rito" artificialmente composto dai fondatori del Cammino, estraneo alla tradizione liturgica, carico di ambiguità dottrinali e fattore di divisione nella comunità dei fedeli.  Alla commissione da lui voluta, il papa ha affidato il compito di accertare la fondatezza di questi timori. In vista di decisioni conseguenti".

Un "Nuovo RITO" estraneo alla tradizione liturgica!

Detto in modo un po' casereccio, il motivo generale di tante cose strane della Liturgia Romana tradizionale (sempre criticata dai cosiddetti esperti di liturgia nostrani) è a mio giudizio il fatto che nessuno mai si prese la briga di concepirla razionalmente, ed è proprio questa la vera forza del Rito stesso! Il Rito Romano nasce come ripresa consuetudinaria di riprese consuetudinarie, tagliate e riadattate e riproposte, di un nucleo tradizionale Divino-Apostolico trasmesso. Andando avanti così nei secoli si vennero a sovrapporre situazioni liturgiche che nessuno concepì razionalmente, ma che furono il frutto di rimaneggiamenti e sovrapposizioni. Questo è stato il CRITERIO Tradizionale, che certamente non è un criterio razionale ma è pur sempre un criterio che deve essere accettato, condiviso e difeso, proprio perché Cattolico. [cfr. di Mario Righetti Manuale di Storia Liturgica, Libro III: La Liturgia Romana, 1944].

Come ho già detto altrove non è possibile affermare che la nuova Messa sia “in sè” cattiva, giacché in sé essa, il suo nudo testo, non è altro che in buona sostanza il recupero di testi più antichi e il rimaneggiamento di essi. 

Se è “cattiva” la nuova Messa, allora furono cattive anche le liturgie antiche da dove i testi della nuova Messa sono stati tratti (ivi compresa la Sacra Scrittura, giacché le nuove parole della consacrazione sono prese da san Paolo). Ciò che rende la messa cattiva “per accidens” è la volontà eretica e scismatica del movimento liturgico e del gruppo dei riformatori, di mettere mano alla Liturgia per ottenere un prodotto che potesse essere utilizzato al fine di veicolare una idea di Chiesa diversa da quella Tradizionale, e una idea di religione diversa da quella Tradizionale.

La Messa nuova è un Rito che pur non essendo assolutamente falso in sé (poiché è potenzialmente valido), a causa della sua ambiguità voluta e ricercata dai suoi ideatori, va inteso comunque come intrinsecamente perverso. Ossia pur non essendo necessariamente dannoso, è stato studiato dai suoi ideatori per sovvertire (cambiare radicalmente) il Rito (Tradizionale) comunemente conosciuto, alla faccia della cosiddetta "continuità" come al solito dichiarata ma non dimostrata.

Mi rendo conto che sotto ai riflettori c'è ora diciamo il "Rito" neocatecumenale ma astraendo e utilizzando il criterio di Tradizione e di omogeneità liturgica potremmo confrontare senza indugio il Rito Tridentino nella sua purezza e interezza con quelle che furono le "grandi" Riforme Liturgiche operate  -  r a z i o n a l m e n t e  -  degli anni '50 volute da Mons. Bugnini e i suoi collaboratori senza arrossire o peggio scandalizzarci.

Le tappe dell'involuzione sono in parole molto povere:

-I salmi ri-tradotti del Breviario Romano detti di Bea, 1945.

-Settimana Santa (sperimentale per il Sabato Santo 1951 ma poi) obbligatoria 1953-1955 (con annessi e connessi di riforme di digiuni, messe vespertine ecc.)

-Rubriche semplificate del 1955

-Edizione di un codice delle rubriche del 1960 per messale e breviario (che di fatto recepisce tutte le riforme degli anni '50)

-Edizioni tipiche del Messale e del Breviario 1961-1962 (che sono semplicemente la logica conseguenza dell'uscita del codice delle rubriche: io questi ultimi tre punti lo considererei quasi una unica questione).

-Edizioni ad interim 1965-1969

-Rito di Paolo VI, con le sue varianti tra cui il "rito" Neocatecumenale.

Prima di procedere nel dettaglio credo che sia utile leggere uno studio assai chiaro e brillante del rev.do don Ricossa. L'articolo che propongo è di un sacerdote che segue le tesi dette "di Cassiciacum", questo non significa che ne condivida le sue posizione ecclesiologiche. Condivido l'analisi, ma escludendo ciò che riguarda il sedevacantismo in genere. Ho parlato già abbondantemente della mia posizione. Don Ricossa ha il merito di non fermasi nell'analisi storica al un post Vaticano II, come se "prima" si pensasse che la Liturgia fosse tutta bella lineare splendida senza abusi liturgici! E sì, i famigerati abusi liturgici, quelle cose buffe, che si vedono in giro nel mondo web che alcuni pensano siano spuntate fuori solo con IL Concilio. Gli abusi c'erano anche prima con l'evidente placet delle autorità competenti. 

La crisi quindi sta a monte! in questo momento dove tutti si domandano cosa sia la VERA Tradizione liturgica vi lascio alla lettura di questo studio che evidenzia in modo preciso chi è stato e chi è il nemico della Liturgia Romana e quindi Cattolica sperando di raccogliere interessanti spunti per un approfondimento ulteriore.



6 commenti:

Anonimo ha detto...

Vedo che hai trovato un'ottima soluzione per mettere a disposizione l'intero testo da consultare.

Più tardi potrò completare la lettura e darò la mia riflessione.

Anonimo ha detto...

L'articolo che propongo è di un sedevacantista.
Faccio presente che, in senso proprio, don Francesco Ricossa NON è SEDEVACANTISTA. Il primo che lo chiamò così, volendo dare al termine una connotazi0ne negativa, fu un celebre intelletuale toscano (toscano, *NON* Fiorentino e che, a quanto risulta, NON ha mai SCRItto SU INTERNET).Più esattamente, lo si dovrebbe indicare come "Cassiciacum". Ovvero, giusto per riassumere, in modo da farsi capire, anche se forse non proprio rigoroso, possiamo dire che reputa che Montini accettò sì l'elezione pontificale, ma con la riserva mentale di NON volerne le responsabilità e di voler, quindi, compiere NON il bene oggettivo della Chiesa, ma solo la sua volontà. Pertanto, per lui e per i suoi successori, solidali con lui, si compie una situazione simile a quella che si realizza quando si celebra un matrimonio nullo. Si trovano nella situazione di "Eletti del Conclave", ma non di pontefici. Pertanto, occupano Apparentemente/materialmente la Sede, ma non Sostanzialmente/"FORMALITER". Ne consegue che NON posseggono le grazie -status relative, in primis l'ASSISTENZA dello Spirito Santo. Il giorno in cui, quanto meno implicitamente, ritireranno tale riserva mentale, si assumeranno le responsabiltà del pontificato e metteranno in essere provvedimenti volti al bene OGGETTIVO della Chiesa e non al solo compimento della loro volontà, l'accettazione dell'elezione si completerà e chi lo farà, diverrà Papa a tutti gli effetti, con i relativi annessi e connessi. Tale conversione, potrà avvenire spontaneamente (ed è la principale intenzione di preghiera di segue tale tesi)o su input di Ammonizioni Canoniche che un vescovo, dotato di Autorità,(quindi NON un vescovo emerito o solo titolare)gli presenterà, in modo PUBBLICO, UFFICIALE e Solenne. Se, una volta presentate tali ammonizioni, non ci tale resipiscienza, neppure implicita, allora l'eletto decadrà anche dall'elezione. Penso di aver fatto esposizione chiara, anche se, lo ripeto (e ne chiedo scusa) stile "Bignami", pertanto non proprio rigorosa.

Anonimo ha detto...

Interessante, Anonimo.
Per noi piccoli penso che sarà la storia a dimostrare il tutto.
Nel frattempo, continuiamo a pregare per il Papa regnante e a seguirlo quando insegna e si comporta come Pietro, perché è radicato nella Tradizione perenne, non obbligati ad assentire, pur con tutto il rispetto che gli è dovuto, ai gesti e alle parole che pronuncia come Simone.

Stranamente, forse dovrei dire provvidenzialmente, nessun Papa postconciliare ha parlato ex cathedra. Ed è più che certo che prima o poi ne verrà uno che ripareggerà la verità.
Lo esige l'essenza stessa della Chiesa e la sua divina istituzione.

don Camillo ha detto...

Ringrazio l'anonimo per la precisazione. Vorrei peró se è possibile non aprire con questo commento una discussione sulla questione "cassiciacum", distoglierebbe sull'urgente questione liturgica oggi ben più importante. GRAZIE!

Anonimo ha detto...

Vogliamo tornare per un attimo alla Messa celebrata dai neocat? Sarebbe auspicabile che preliminarmente ad ogni decisione del Papa e della CdF (sulla vexata quaestio) tra i commentatori di questo blog s'iniziasse a fare una colletta per l'acquisto di un biglietto aereo(DI SOLA ANDATA) Roma - Varsavia da regalare al card. Rilko. Se, come appare, effettivamente ha cercato di predisporre una approvazione della Messa neocat turlupinando il Papa stesso ... ecco ... allora merita solo di essere allontanato, alla velocità della luce, dalla Curia romana. Alessandro M.

it ha detto...

Da parte mia ingrazio di cuore tuti quelli che aiutano i poveri fedeli ignoranti e sprovveduti come me a capire che cosa sta succedendo da 50 anni a questa parte nella Chiesa.
Eventi disastrosi, con retroscena sconvolgenti per le persone semplici e docili come credo fossero il 99% dei cattolici fino al 1960. E' sicuro che l'exploit del disastro, l'innesco della bomba a tempo che doveva minare la Chiesa dalle fondamenta (come tutti constatiamo) risiede nello stravolgimento della divina Liturgia attuato con la riforma di Paolo VI, fatta per piacere ai protestanti (=falso ecumenismo): questo è ciò che abbiamo appreso da internet, caro Pastorelli, visto che nessuno mai ce ne ha parlato nelle parrocchie.
Ma è altrettanto certo che tale innesco di forze demolitrici della vera Fede fu preparato DENTRO il concilio 21.mo, che ha concretizzato una vera rivoluzione francese nella Chiesa, (libertè-egalitè-fraternitè); dunque l'apertura del vaso di pandora di tutti i mali attuali è accaduta per mezzo del concilio, è inutile illudersi, a me pare come quando, nell'assalto ad una banca, i rapinatori dapprima narcotizzano i custodi armati (=il rigore antico del CONDANNARE E CORREGGERE gli errori) per agire indisturbati, facendo entrare gli autori della rapina, che agevolmente soggiogano e ricattano tutti gli impiegati della banca.
Ora dunque è solo GRAZIE all'informazione diffusa sul web, completa e libera da censure, che noi piccoli ignari, caro Pastorelli, possiamo provare ad aprire bene gli occhi su TUTTI gli accadimenti, e cercare di ragionarvi sopra insieme. Ringrazio Mic sempre della sua apertura unita a prudenza; ringrazio hpoirot per la sua franchezza, don Camillo e tutti coloro che hanno a cuore l'avanzamento di questo generale risveglio del povero popolo cattolico, trattato da massa utile idiota per tanto tempo. Caro Pastorelli, è giunto il tempo che devono gridare le pietre, e ciò non significa certo rinunciare al discernimento tra notizie vere, più o meno credibili, fatti e documenti attendibili o manipolati a fini ideologici ecc.
Non possiamo precluderci nessuna fonte di conoscenza, a partire dal giorno 7-07-2007, giorno in cui il papa regnante ha favorito tale epocale risveglio. Il sig, Pastorelli consideri attentamente, secondo ciò che egli stesso ha scritto, che se
SE
...qualsiasi cosa che abbia l'apparenza di bene ma provenga da chi mina alle basi la Chiesa
secondo lui non deve essere scritta in un blog educativo-informativo, allora non si dovrebbe parlare affatto delle GRAVISSIME variazioni apportate alla Santa Messa con la riforma di Paolo VI, fatto storico INAUDITO e obbrobrioso (quanto meno) a mio avviso, che io non conoscevo fino a questi anni recenti di navigazione, e che richiama INEVITABILMENTE altri fatti incresciosi e tremendi come le illegalità in assise conciliare. Tutto ciò che stiamo scoprendo è inaudito, caro Pastorelli, ma è ora che cominciamo a SAPERE tutto, senza paura della Verità. Non si può tanto a lungo censurare la Verità, proprio mentre si cerca di rieducare le coscienze all'amore e all'adesione alla Verità tutta intera.
Dal giorno del MPSP più che mai per venti secoli passati, vale il motto: sapere aude.