giovedì 13 giugno 2013

Montezemolo ha provato a togliergli lo stemma. Il Papa emerito ha risposto NO

Il cardinal Montezemolo ha provato a togliere lo stemma al Papa emerito. Si dice infatti convinto che egli debba rinunciarci perché con l'abdicazione è venuta meno la "dignità" pontificale. Benedetto XVI ha risposto NO grazie, va bene così, nonostante la rinuncia all'esercizio attivo del ministero petrino.

Uno stralcio da un articolo apparso su ItaliaOggi Numero 131, pag. 13, del 4 giugno scorso
[...] Il cardinale Montezemolo aveva apprestato lo stemma per papa Benedetto subito dopo la sua elezione. Di quello, asserisce, il pontefice emerito dovrebbe abbandonare i simboli «che gli competevano solo per l'ufficio, o per la dignità, che ora ha abbandonato». Quindi, via le grandi chiave decussate, simbolo della giurisdizione petrina ora non più esercitata. Al più, esse potrebbero figurare all'interno dello stemma nuovo, al capo (cioè nella sommità). In sé, potrebbe invece restare la mitria, introdotta proprio da Benedetto XVI in luogo della tiara, simbolo abituale dei papi nel corso dei secoli. La mitria, infatti, simboleggia l'ordine episcopale: oggi Ratzinger rimane vescovo; anzi, per alcuni avrebbe dovuto assumere il titolo di «vescovo emerito di Roma» e non quello di «pontefice emerito». [...]
Potrebbe non essere tolto il pallio, voluto dallo stesso papa Benedetto nello stemma papale, insieme con l'abbandono della tiara. Il cardinale Montezemolo ritiene che il «già Sommo Pontefice» (tale il nome che il presule ritiene sarebbe più appropriato per Benedetto XVI) potrebbe riprendere nel proprio stemma il motto che usava quand'era arcivescovo di Monaco, ossia «Cooperatores Veritatis». [...]
Probabilmente proprio per la mancanza di precedenti il pontefice emerito ha preferito, come riconosce lo stesso Montezemolo, esprimere «vivo gradimento e sentita gratitudine per l'interessante studio fattogli pervenire», ma ha «fatto sapere che preferisce non adottare un emblema araldico espressivo della nuova situazione venutasi a creare con la rinuncia al Ministero Petrino».
Ci saranno, dietro il rifiuto del papa emerito, considerazioni storiche, teologiche, canonistiche, ma forse anche umane: il nuovo stemma lo farebbe apparire troppo distante dalla condizione precedente, conducendolo allo stato o di una sorta di cardinale aggregato o di un semplice vescovo emerito, non già di pontefice sia pure rinunciatario. [strana, anomala dizione nonché situazione]

12 commenti:

Andrea Carradori ha detto...

Stavolta carissima ti ho preceduto di qualche giorno ... Buon pomeriggio http://traditiocatholica.blogspot.it/2013/06/benedetto-xvi-continua-la-persecuzione.html

Latinista ha detto...

Sono d'accordo più o meno in tutto col cardinal Montezemolo.

Anonimo ha detto...

Sempre piu' strano. Ratzinger non vuole rinunciare a nulla degli abiti, titoli e simboli del Pontificato romano. Si dice che Pacelli, negli ultimi anni di vita, minato bella salute, volesse abdicare, ma aveva intenzione di ritirarsi in una trappa, non di rimanere in Vaticano in talare bianca a fare il Papa emerito! Manca solo l'enciclica sulla fede a doppia firma! Felice

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha letto per caso fino in fondo il link del 'Circolo cattolici per la tradizione' che appare nell'articolo di Tosatti sul Quarto segreto di Fatima?

marina deledda ha detto...

D'accordo con Montezemolo? Ma ci siete o ci fate? Non sapete che fu opere di Montezemolo mettere la mitria al posto del triregno nello stemma di Ratzinger?

Anonimo ha detto...

Si, Montezemolo è l'artefice, ma purtroppo nessuno lo ha mai corretto...

Anonimo ha detto...

Per Anonimo 23:01
sapresti dirci cosa c'è di interessante in quell'articolo?

Anonimo ha detto...

Mic: "sapresti dirci cosa c'è di interessante in quell'articolo?"

Rispondo io, avendo ricercato l'articolo e la fonte primaria cui fa riferimento l'anonimo delle 23.01.
Si legga qui:

http://www.cattolicitradizionalistimarche.blogspot.it/2013/05/il-testo-del-quarto-segreto-di-fatima.html

Anonimo ha detto...

Sembrerebbe dunque che il famoso, ma mai completamente svelato segreto, riguardi l'apostasia nella Chiesa e la visione di un papa coinvoltovi. Che dire? Possiamo rsgistrare la notizi, ma chi ci dà la certezza della sua attendibilità totale?
Che l'apostasia sia purtroppo dilagante è un fatto che constatiamo dolorosamente. Per il resto, continuiamo a vigilare e pregare nonché a fare del nostro meglio secondo quel che il Signore ci dona di conoscere. Ma i nostri punti di riferimento restano saldi e fondati nei nostri sacerdoti

bernardino ha detto...

a Mic. delle ore 7.05.
Ma i nostri punti fermi di riferimento restano saldi e fondati nei nostri sacerdoti. - Si Mic., ma solo nei veri nostri sacerdoti della tradizione, quelli che predicano la dottrina cattolica di Cristo, non in quelli che nelle parrocchie, nei gruppi, negli oratori, hanno dimenticato che sono stati ordinati per predicare il Vangelo ed invece non fanno altro che infarcire i cervelli con le loro prediche e la loro pastorale solo materialistica, che parlano solo della bonta' dell'uomo ed hanno dimenticato di parlare di Dio e delle Sue Leggi, dei Suoi Comandamenti - parlano che ti fanno rabbrividire, per loro esiste solo il modernismo la libertta' licenziosa di qualsiasi cosa, il tutto e' permesso.
Per troppo tempo ho seguito parrocchia e oratorio per sapere cosa si insegna della Chiesa ed invece cosa si insegna di Dio. Dovresti intuirlo cosa hanno messo nella testa di milioni di persone.
Poi ci stracciamo le vesti di fronte a trasmissioni televisive come quella di ieri sera di Santoro "Servizio Pubblico" che se non hai visto, hai sempre la possibilita' di rivedere. Quella e' stata la Chiesa che si dichiara cattolica negli ultimi 30 / 40 anni?
Tutti quei danni che hanno combinato preti - e vescovi - che sapevano e alte gerarchie che non prendevano misure necessarie all'altezza della situazione.
DUNQUE LE DIMISSIONI DI B. XVI COME POTEVANO ESSERE EVITATE CON UNA CHIESA CENTRALE E PERIFERICA IN QUELLO STATO?
Pertanto i Nostri punti di riferimento sono i sacerdoti che hanno ancora in mente e nel cuore di trasmettere Cristo e non beliar, e sappiamo quali sono - sono quelli che non hanno paura dei loro vescovi o delle alte gerarchie e trasmettono la vera dottrina e celebrano la vera S. Messa a rischio di essere cacciati in ogni momento.
B.XVI forse e' stato ed e' ancora di un coraggio tale che si puo' definire un leone per cio' che ha fatto sin dalla Via Crucis del
2005. E di piu' non poteva fare, probabilmente se non a rischio.
Ora noi siamo di fronte ad un caos, lo vediamo tutti i giorni, ma troppo pochi ci attacchiamo alla Madonna e Gesu' per far cessare questa passione della Sua e nostra Chiesa.

Anonimo ha detto...

Stavolta carissima ti ho preceduto di qualche giorno

So che la nostra non è una gara, ma solo un comune impegno. Comunque dimenticavo di dirti che l'avevo programmato da giorni; ma ho trovato notizie e riflessioni più impellenti alle quali ho ritenuto dare la precedenza.

Latinista ha detto...

Marina Deledda:
Sì, ma l'articolo parla di altre cose, e io mi riferivo a quelle.