mercoledì 15 luglio 2020

Lettera aperta all’Arcivescovo Carlo Maria Viganò e al Vescovo Athanasius Schneider

Decenni di tanti bei principi evidenziati e sottolineati; ma il tutto, evidentemente, subordinato alla piena accettazione di quell'ermeneutica della continuità che oggi ha mostrato tutti i suoi limiti.
La presente Lettera aperta, pubblicata a reti unificate in sei lingue e in diversi paesi, si pone come pubblico grato sostegno all'Arcivescovo Carlo Maria Viganò e al Vescovo Athanasius Schneider da parte di studiosi, giornalisti e opinion-leaders di tutto il mondo versus i sofismi che sistematicamente investono le loro Eccellenze insieme a tutti coloro che infrangono un pluridecennale tabù, non accettando la vulgata pro-concilio. Per questo vengono anche assoggettati ad attacchi ad hominem, che mai entrano nel merito delle questioni sollevate, nonché degli argomenti ponderati, razionali, radicalmente critici nei confronti degli atti del Vaticano II non più indiscutibili. Anche in questo consenso internazionale si riconosce l'unità e l'universalità de La Catholica. Ora, il dibattito è reso possibile proprio grazie ai recenti espliciti interventi di due pastori coraggiosi e fedeli e finalmente si va allargando e approfondendo in virtù della loro parresìa che non demorde e che non elude sfide ed ostacoli.
Qui indice dei precedenti.
Una petizione aperta a tutti è ora disponibile qui

Lettera aperta all’Arcivescovo Carlo Maria Viganò
e al Vescovo Athanasius Schneider

9 luglio 2020
Vostre Eccellenze,
Noi sottoscritti vogliamo esprimere la nostra sincera gratitudine per la Vostra fermezza e per la Vostra sollecitudine per le anime dei fedeli durante l’attuale crisi della Fede all’interno della Chiesa Cattolica. Le Vostre dichiarazioni pubbliche, che esortano ad aprire un dibattito onesto e aperto sul Concilio Vaticano II e sui cambiamenti drammatici operati nella fede e nella prassi da esso provocati hanno rappresentato una fonte di speranza e di consolazione per molti fedeli cattolici. Oggi, ossia più di cinquant’anni dopo la sua chiusura, gli eventi del Concilio Vaticano II si mostrano come qualcosa di unico nella storia della Chiesa. Mai prima d’ora un concilio ecumenico era stato seguito da un periodo così lungo di confusione, corruzione, perdita della fede e umiliazione per la Chiesa di Cristo.

Il cattolicesimo si è sempre distinto dalle false religioni per la sua insistenza sul fatto che l’Uomo deve ritenersi una creatura razionale e che il credo religioso, ben lungi dal sopprimerla, incoraggia la riflessione critica dei cattolici. Molti, ivi compreso l’attuale Santo Padre, sembrano mettere il Concilio Vaticano II, i suoi testi, i suoi atti e le loro applicazioni pratiche, in una fortezza fuori dalla portata dell’analisi critica e del dibattito. Contro le preoccupazioni e le obiezioni sollevate dai cattolici di buona volontà, il Concilio è stato innalzato allo status di “super-concilio” [1], la menzione del quale pone fine ai dibattiti invece di incoraggiarli. La Vostra esortazione a rintracciare le radici della presente crisi nella Chiesa e il Vostro appello ad agire per correggere ogni risvolto del Vaticano II — che sembri essersi tradotto in errori — sono un egregio esempio di come adempiere l’ufficio episcopale in modo da tramandare la Fede così come la Chiesa l’ha ricevuta.

Vi siamo riconoscenti per la Vostra esortazione a iniziare un dibattito aperto e onesto su quanto è successo davvero all’interno del Vaticano II e sulla possibilità che il Concilio e la sua attuazione contengano errori o aspetti che favoriscono errori o pregiudicano la Fede. Un dibattito di questo tipo non può partire dalla conclusione secondo la quale il Concilio Vaticano II sia per se, tanto nella sua totalità come nelle sue parti, in continuità con la Tradizione. Sottomettere il dibattito a una condizione preliminare del genere significa stroncare sul nascere l’analisi critica e ogni discussione, consentendo esclusivamente la presentazione di prove che supportino la suddetta conclusione preliminare. La questione se il Vaticano II possa conciliarsi o meno con la Tradizione è il punto da dibattere, non la premessa obbligatoria da seguire ciecamente anche qualora si dimostri contraria alla ragione. La continuità del Vaticano II con la Tradizione è un’ipotesi da verificare e da discutere, non un fatto incontrovertibile. È già da troppi decenni che la Chiesa ha visto troppo pochi pastori permettere — e tanto meno incoraggiare — un dibattito di questo tipo.

Undici anni fa Monsignor Brunero Gherardini aveva già rivolto una richiesta filiale a Papa Benedetto XVI: “È da molto tempo che ho in mente quest’idea (che mi permetto ora di esporre a Vostra Santità): mi riferisco alla possibilità di fornire una chiarificazione grandiosa e definitiva a tutti gli aspetti e contenuti dell’ultimo concilio. In realtà sembrerebbe una cosa logica — e a me sembra urgente — che tali aspetti e contenuti siano studiati tanto in sé come nel loro contesto insieme a tutti gli altri, con un esame scrupoloso di tutte le fonti e dal punto di vista specifico della continuità col precedente Magistero della Chiesa, tanto solenne come ordinario. Sulla base di un lavoro scientifico e critico — il più ampio e irreprensibile possibile — di comparazione col Magistero tradizionale della Chiesa sarà allora possibile affrontare questo tema giungendo a una valutazione certa e obiettiva del Vaticano II”. [2]

Vi siamo riconoscenti anche per aver voluto mettere a fuoco alcuni dei punti dottrinali più importanti da affrontare in una siffatta analisi critica e per aver fornito un modello per un dibattito franco ma equilibrato che tolleri il disaccordo. Abbiamo raccolto qui alcuni esempi dai Vostri recenti interventi sugli argomenti che — come avete ben indicato — devono essere affrontati e corretti, se trovati manchevoli. La nostra speranza è che questa raccolta possa servire come base per una discussione e un dibattito più dettagliati. Non pretendiamo che questa lista sia unica, perfetta o completa. Né siamo necessariamente tutti d’accordo sulla natura esatta di ciascuna delle critiche citate qui sotto o sulle risposte alle questioni da Voi sollevate, eppure siamo concordi nel ritenere che le Vostre domande meritino risposte oneste e non di essere semplicemente accantonate con argomentazioni ad hominem contenenti accuse di disobbedienza o di rottura della comunione. Anche qualora tutto ciò che voi affermate fosse falso, che gli interlocutori lo provino; in caso contrario, la gerarchia deve prestare ascolto alle vostre richieste.

La libertà religiosa per tutte le religioni come diritto naturale voluto da Dio
  • Vescovo Schneider [qui]: “Gli esempi includono alcune espressioni del Concilio sul tema della libertà religiosa (intesa come un diritto naturale — quindi voluta in modo certo da Dio — di praticare e diffondere una falsa religione, ivi compresa l’idolatria e anche peggio) … [3]
  • Vescovo Schneider [qui]: “Sfortunatamente, appena poche frasi più giù, il Concilio [nella Dignitatis Humanae] intacca questa verità introducendo una teoria mai insegnata prima dal Magistero costante della Chiesa, vale a dire che l’uomo possederebbe il diritto, fondato sulla sua stessa natura, ‘di non essere ostacolato dall’agire secondo la propria coscienza in materie religiose, tanto nel privato come in pubblico, tanto individualmente come in associazione con altre persone, entro i dovuti limiti’ (ut in re religiosa neque impediatur, quominus iuxta suam conscientiam agat privatim et publice, vel solus vel aliis consociatus, intra debitos limites, n. 2). Secondo questa dichiarazione, l’uomo avrebbe il diritto, basato sulla sua stessa natura (e pertanto voluto in modo certo da Dio) di non essere ostacolato [nello] scegliere, praticare e diffondere, anche collettivamente, l’adorazione di un idolo, o persino la venerazione di Satana, dato che esistono anche religioni che venerano Satana, per esempio la ‘chiesa di Satana’, a cui, in alcune nazioni, viene riconosciuto lo stesso valore legale di tutte le altre religioni”. [4]
L’identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica e il nuovo ecumenismo
  • Vescovo Schneider [qui]: “[La sua] [del Concilio] distinzione tra Chiesa di Cristo e Chiesa cattolica (il problema del “subsistit in” dà l’impressione che esistano due realtà separate: da una parte la Chiesa di Cristo, dall’altra la Chiesa cattolica); e la sua posizione nei confronti delle religioni non cristiane e del mondo contemporaneo”. [5]
  • Vescovo Schneider [qui]: “Affermare che i musulmani venerino insieme a noi l’unico Dio (“nobiscum Deum adorant”), come il Concilio Vaticano II ha fatto nella Lumen Gentium, n. 16, costituisce da un punto di vista teologico una dichiarazione estremamente ambigua. Non è vero che noi cattolici veneriamo insieme ai musulmani l’unico Dio. Non lo veneriamo insieme a loro [vedi qui - qui - qui]. Nell’atto di venerazione, veneriamo sempre la Santa Trinità; non veneriamo semplicemente “l’unico Dio”, bensì, in modo consapevole, la Santa Trinità — Padre, Figlio e Spirito Santo. L’islam rifiuta la Santa Trinità. Quando i musulmani venerano, lo fanno senza raggiungere il livello sovrannaturale della fede. Anche il nostro atto di venerazione è radicalmente differente. È nella sua essenza differente. Proprio perché ci rivolgiamo a Dio e Lo veneriamo come figli costituiti come tali all’interno dell’ineffabile dignità della divina adozione filiale e perché lo facciamo con fede sovrannaturale. I musulmani, invece, non hanno la fede sovrannaturale. [6]
  • Arcivescovo Viganò [qui]: “Sappiamo bene che citando il passo della Scrittura Littera enim occidit, spiritus autem vivificat [Perché la lettera uccide, lo spirito dà vita (2 Cor 3,6)] i progressisti e i modernisti avevano trovato il modo di nascondere astutamente espressioni equivoche all’interno dei testi conciliari, che all’epoca sembravano innocui ai più ma che oggi si rivelano nel loro carattere sovversivo. È il metodo impiegato nell’uso della frase subsistit in: dire una mezza verità in modo da non offendere l’interlocutore (ammesso e non concesso che sia lecito silenziare la verità di Dio come forma di rispetto per le Sue creature) ma con l’intenzione di poter utilizzare il mezzo errore che sarebbe immediatamente respinto qualora venisse proclamata l’intera verità.
    Pertanto “Ecclesia Christi subsistit in Ecclesia Catholica” non specifica l’identità di entrambe, bensì la sussistenza dell’una all’interno dell’altra e, coerentemente, anche all’interno delle altre chiese: da qui nascono l’apertura alle celebrazioni interconfessionali, alle preghiere ecumeniche e il rinnegamento inevitabile della necessità della Chiesa ai fini della salvezza, nella sua unicità e nella sua natura missionaria”. [7]
Il primato papale e la nuova collegialità
  • Vescovo Schneider  [qui]: “Per esempio, il semplice fatto che una ‘nota explicativa praevia’ al documento Lumen Gentium sia necessaria dimostra che il testo della Lumen Gentium, al n. 22, è ambiguo sul tema del rapporto tra il primato papale e la collegialità episcopale. I documenti che hanno chiarito il Magistero in tempi post-conciliari, come le encicliche Mysterium Fidei, Humanae Vitae e il Credo del popolo di Dio di Paolo VI sono stati di grande valore e aiuto, ma non hanno chiarito le summenzionate dichiarazioni ambigue del Concilio Vaticano II”. [8]
Il Concilio e i suoi testi sono la causa di molti scandali ed errori attuali
  • Arcivescovo Viganò [qui]: “Se è legittimo venerare la pachamama in una chiesa, lo si deve alla Dignitatis Humanae. Se abbiamo una liturgia protestantizzata e allo stesso tempo addirittura paganizzata, lo si deve agli atti rivoluzionari di Monsignor Annibale Bugnini e alle riforme post-conciliari. Se si è potuto firmare la Dichiarazione di Abu Dhabi [qui], lo si deve alla Nostra Aetate. Se siamo arrivati al punto di delegare le decisioni alle Conferenze Episcopali — anche nel caso della grave violazione del Concordato, come è successo in Italia —, lo si deve alla collegialità e alla sua versione aggiornata, la sinodalità [vedi]. Per colpa della sinodalità ci ritroviamo con l’Amoris Laetitia nella necessità di cercare come di prevenire ciò che era ormai sotto gli occhi di tutti: l’intenzione di questo documento, preparato da una macchina organizzativa impressionante, di legittimare la Comunione ai divorziati che convivono con nuovi partner; allo stesso modo, la Querida Amazonia [qui] verrà usata per legittimare il sacerdozio femminile (come nel caso recente della ‘vicaria episcopale’ di Friburgo) e l’abolizione del Santo Celibato”. [9]
  • Arcivescovo Viganò [qui]: “Ma se all’epoca era difficile immaginare che la libertà religiosa condannata da Pio XI (Mortalium Animos) avrebbe potuto essere affermata dalla Dignitatis Humanae, o che il Romano Pontefice potesse vedere la sua autorità usurpata da un fantomatico collegio episcopale, oggi siamo in grado di capire che quanto venne astutamente nascosto nel Concilio Vaticano II viene attualmente affermato ore rotundo nei documenti papali proprio in nome di una coerente applicazione del Concilio”. [10]
  • Arcivescovo Viganò [qui]: “Possiamo quindi affermare che lo spirito del Concilio non è altro che il Concilio stesso, che gli errori del periodo post-conciliare erano già contenuti in nuce negli Atti Conciliari, così come si afferma anche correttamente che il Novus Ordo è la Messa del Concilio, anche se in presenza dei Padri del Concilio veniva celebrata quella Messa che i progressisti definiscono in modo significativo pre-conciliare”. [11]
  • Vescovo Schneider [qui]: “A qualsiasi persona intellettualmente onesta che non cerchi di fare la quadratura del cerchio risulta chiaro che l’asserzione fatta nella Dignitatis Humanae, secondo la quale ogni uomo avrebbe il diritto — basato sulla sua stessa natura (e quindi voluto in modo certo da Dio) — di praticare e diffondere una religione in conformità con la propria coscienza, non differisce sostanzialmente dall’affermazione contenuta nella Dichiarazione di Abu Dhabi, secondo la quale: ‘Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi’”. [12]
Abbiamo preso nota delle differenze da Voi sottolineate tra le soluzioni che ognuno di Voi ha proposto per reagire alla crisi esplosa col Concilio Vaticano II. Per esempio, l’Arcivescovo Viganò ha sostenuto che sarebbe meglio “dimenticarsi” del tutto del Concilio, mentre il Vescovo Schneider, dissociandosi da lui su questo specifico punto, propone ufficialmente di correggere solamente quelle parti dei documenti conciliari contenenti errori o ambiguità.

Il Vostro scambio di opinioni cortese e rispettoso dovrebbe servire da modello per un dibattito ancora più robusto che tanto Voi come noi desideriamo. Troppo spesso, negli ultimi cinquant’anni, al disaccordo col Vaticano II si è replicato con meri attacchi ad hominem invece che con argomentazioni civili. Esortiamo tutti coloro che vogliono unirsi a questo dibattito a seguire il Vostro esempio.

Preghiamo la Nostra Santa Madre, San Pietro Principe degli Apostoli, Sant’Atanasio e San Tommaso d’Aquino di proteggere e preservare le Vostre Eccellenze. Possano essi ricompensarvi per la Vostra fedeltà alla Chiesa e confermarVi nella Vostra difesa della Fede della Chiesa.
In Christo Rege,

Firmatari
Donna F. Bethell, J.D.
Prof. Dr. Brian McCall
Paul A. Byrne, M.D.
Edgardo J. Cruz-Ramos, President Una Voce Puerto Rico
Prof. Roberto de Mattei, President of the Lepanto Foundation
Fr. Jerome W. Fasano
Mauro Faverzani, journalist
Timothy S. Flanders, author and founder of a lay apostolate
Matt Gaspers, Managing Editor, Catholic Family News
M. Virginia O. de Gristelli, Director del C. F. S.Bernardo de Claraval, Argentina
Jorge Esteban Gristelli, editor (Argentina)
Corrado Gnerre, Director of Il Cammino dei Tre Sentieri
Dr Maria Guarini STB, Director of the website Chiesa e postconcilio
Kennedy Hall, book author
Prof. Dr. em. Robert D. Hickson
Prof. Dr.rer.nat. Dr.rer.pol. Rudolf Hilfer, Stuttgart.
Rev. John Hunwicke, Senior Research Fellow Emeritus, Pusey House, Oxford
Prof. Dr. Peter Kwasniewski
Leila M. Lawler, writer
Pedro L. Llera Vázquez, school headmaster and author at InfoCatólica
James P. Lucier PhD
Massimo Magliaro, journalist, Editor of "Nova Historica"
Antonio Marcantonio, MA
Dr. Taylor Marshall, author of Infiltration: The Plot to Destroy the Church from Within
The Reverend Deacon, Eugene G. McGuirk
Fr Michael McMahon Prior St. Dennis Calgary
Fr Cor Mennen
Fr Michael Menner
Dr. Stéphane Mercier, Ph.D., S.T.B.
Hon. Andrew P. Napolitano, Senior Judicial Analyst, Fox News; Visiting Professor of Law, Hofstra University
Father Dave Nix, Diocesan Hermit
Prof. Paolo Pasqualucci
Fr. Dean Perri
Dr. Carlo Regazzoni, Philosopher of Culture, Therwill, Switzerland
Fr. Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez
Don Tullio Rotondo
John F. Salza, Esq., Catholic Attorney and Apologist
Wolfram Schrems, Wien, Mag. theol., Mag. Phil., catechist, works for Human Life International Austria
Henry Sire, historian and book author
Robert Siscoe, author
Jeanne Smits, journalist
Dr. sc. Zlatko Šram, Croatian Center for Applied Social Research
Fr Glen Tattersall, Parish Priest, Parish of St John Henry Newman (Melbourne, Australia)
Marco Tosatti, journalist
Giovanni Turco, Adjunct Professor of Philosophy of Public Law at the University of Udine (Italy)
Jose Antonio Ureta
Aldo Maria Valli, journalist
Dr. Thomas Ward, President of the National Association of Catholic Families
John-Henry Westen, co-founder and editor-in-chief LifeSiteNews.com
Willy Wimmer, Secretary of State, Ministry of Defense, (ret.)

-Si aggiungono (15 luglio)-
Emmanuel Allingry, professor of economics at the rectorat de Nice (France)
Andrea Asson, Capo di Gabinetto Assessore Cultura (Head of the Cabinet for Culture), Provincia Autonoma di Trento
Douglas Bersaw, President and Editor, Loreto Publications, Fitzwilliam New Hampshire
Fr José Miguel Marqués Campo, Diocesan TLM priest, Archdiocese of Oviedo (Asturias), Spain
Erick Chastain, PhD, Postdoctoral Research Associate, UW Madison, School of Medicine and Public Health,Department of Psychiatry
Fabiano Farias de Medeiros, graduated in Human Resources, writer and scholar of the Doctrine of the Church, Brazil
Sir Raymond J de Souza, KHS, KM, Knight of the Equestrian Order of the Holy Sepulcher,
Knight of the Sovereign and Military Order of Malta, Executive Secretary of Tradition Family Property – New Zealand.
Christopher A. Ferrara, J.D.
Fr Jay Finelli
Dr Lee Fratantuono, Professor and Chair of Classics, Ohio Wesleyan University
Fr Stanislaw C. Gibzinski, Parish priest and Catholic Chaplen to Reading University
Fr Richard Heilman
Ester Maria Ledda (co-founder of Cooperatores-Veritatis.org)
Dorotea Lancellotti (co-founder of Cooperatores-Veritatis.org)
Don Andrea Mancinella, diocesan priest of Albano and hermit
Jack P. Oostveen, acting president of the Federation Una Voce 2006-2007, emeritus assistent professor at the Delft University of Technology
Maurizio d’Orlando, doctor in Political Economics
Guadalupe Ortiz, Agricultural Engineer, Córdoba, Argentina
Abbé Guy Pagès
Philippe Poindron, Professeur honoraire des Universités, former Vice-President of the University Louis Pasteur de Strasbourg
Don Mugurel Puia, Catholic priest, Oradea (Magnovaradinum/ Nagyvárad/ Großwardein/ Granvaradino), Province Bihor, Romania
Renacito Refuerzo Ramos, MD, DFM, Catholic physician
Janet E. Smith, Ph.D., Moral Theologian
Prof. David L. Sonnier
Dr Roberto Vertamatti, professor, Brazil
Fr Joseph F. Wilson, Diocese of Brooklyn, N.Y.

-- 16 luglio --
Walter Eichhorn, retired teacher, Germany
Prof. Antoine Luciani, retired lecturer (Greek) at the Faculty of Letters Aix-en-Provence, France.
Fr. Albert P. Marcello, III, J.C.D. (Cand.), The Divinum Officium Project
Matthew Plese, MBA, CPA, President of CatechismClass.com
Marianna Bartold, author and founder of “Keeping It Catholic” homeschool apostolate
Gabriele Czempiel, specialist consultant (ret.) of the Ministry of Health, State of Brandenburg, Germany
Dr James Fennessy, MA, MSW, JD, LCSW
Susanne Held, translator
William R. Luckey, Ph.D., Professor Emeritus, Christendom College
Dr Edmund J. Mazza, PhD, VirginMostPowerfulRadio.org & edmundmazza.com
Dr Dan McGuire, Professor of Theology, University of Providence
David Pietrusza, historian and author http://www.davidpietrusza.com/
Philippe Poindron, Professeur honoraire des Universités, former Vice-President of the University Louis Pasteur de Strasbourg
Diogo de Campos, translator, Portugal
Dr César Félix Sánchez Martínez, current professor of Philosophical Anthropology and History of Modern Philosophy at the Archdiocesan Seminary of Saint Jerome (Seminario Arquidiocesano de San Jerónimo) and researcher at Universidad Nacional de San Agustín (Arequipa Peru)
Fr Timothy Sauppé, S.T.L, Pastor St. Mary’s, Westville, IL and St. Isaac Jogues, Georgetown, IL
José Carlos Solimeo, Catholic lawyer, Vinhedo, SP, Brasil
Fr Rainer Treutlein, Hermit and Priest
Rev Fr Terence Mary Naughtin OFM, Conv.
Fr. Andrew M. Walter, Diocese of Bridgeport Connecticut
Dr Maike Hickson, PhD, scholar and journalist

-- 17 luglio --
Renaud Marlier, artist
Martin Rautenberg, President of the St. Michael's Association/Vorsitzender des Michaelsbundes
Conte Carlo de'Reguardati di Castelfranco
Ernesto Sánchez Cortés, Ph.D. U.Laval, Québec, Canada

-- 18 luglio --
Fr Daniel J Becker, Ph.D., Diocese of Worcester, Massachusetts
Richard Belleville, Ph.D., Philosophy
Fr. Michael Dahinden, vicarius, Andeer GR, Switzerland
Abbe Vincent Damian, retired priest of the Diocese of Tulle, France
Dr Giovanni Di Guglielmo, Chieti Italy
Abbé Marc-Antoine Fontelle, Doctor of Theology, of Canon Law and of Law; author, France
Fr. Vaughn Treco

-- 20 luglio --
Père Jacques de Saint Joseph OCarm., France
Jacques Dhaussy, journalist, Honorary President of the International Federation Una Voce

-- 21 luglio --
Prof. Enrico Maria Radaelli, International Science and Commonsense Association (ISCA) Department of Metaphysics of Beauty and Philosophy of Arts, Research Director and Professor of the Formal Gnoseology.
Father Timothy Sick, Headmaster of Notre Dame de La Salette Academy

-- 22 luglio --
Fr. Dylan Flanery
Fr. Daniel Chavarria

Altri sacerdoti o studiosi interessati a sottoscrivere questa Lettera Aperta possono contattare
Openlettercouncil@gmail.com
_________________________
[1] Cardinal Joseph Ratzinger, Santiago del Cile, 13 luglio 1988 [qui].
[2] Concilio Vaticano II: Un discorso da fare (Frigento, Casa Mariana Editrice, 2009) [qui], pubblicato successivamente in inglese col titolo The Ecumenical Vatican Council II: A Much Needed Discussion. Il presente estratto è tratto da https://fsspx.news/en/vatican-ii- council-much-needed-discussion
[3] https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/4949-55-years-later-bishop-athanasius-schneider-s-appraisal-of-vatican-ii   [testo italiano qui]
[4] https://www.lifesitenews.com/opinion/bishop-schneider-how-church-could-correct-erroneous-view-that-god-wills-diversity-of-religions    [Testo italiano qui]
[5] https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/4949-55-years-later-bishop-athanasius-schneider-s-appraisal-of-vatican-ii   [testo italiano qui]
[6] https://www.lifesitenews.com/blogs/bishop-schneider-catholics-and-muslims-share-no-common-faith-in-god-no-common- adoration   [testo italiano qui]
[7] https://www.lifesitenews.com/blogs/abp-Viganò-on-the-roots-of-deviation-of-vatican-ii-and-how-francis-was-chosen-to- revolutionize-the-church   [testo italiano qui]
[8] https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/4949-55-years-later-bishop-athanasius-schneider-s-appraisal-of-vatican-ii   [testo italiano qui]
[9] https://www.lifesitenews.com/blogs/abp-vigano-on-the-roots-of-deviation-of-vatican-ii-and-how-francis-was-chosen-to- revolutionize-the-church   [testo italiano qui]
[10] https://www.lifesitenews.com/blogs/abp-vigano-on-the-roots-of-deviation-of-vatican-ii-and-how-francis-was-chosen-to- revolutionize-the-church   [testo italiano qui]
[11] https://catholicfamilynews.com/blog/2020/06/26/archbishop-vigano-to-phil-lawler-council-fathers-were-the-object-of-a- sensational-deception/    [testo italiano qui]
[12] https://www.lifesitenews.com/opinion/bishop-schneider-how-church-could-correct-erroneous-view-that-god-wills-diversity- of-religions   [testo italiano qui]

[Traduzione di Antonio Marcantonio]

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Deo gratias, anche tutto il nostro supporto e condivisione. Uniti nella battaglia.

mic ha detto...


Prime reazioni 'scomposte' e falsificanti

The Vigano schism is beginning....
https://mobile.twitter.com/MartinBrowneOSB/status/1283378647471132672 

Massimo Faggioli su Twitter: "fifty shades of theological ignorance" / Twitter
https://mobile.twitter.com/MassimoFaggioli/status/1283374909419335680 

Anonimo ha detto...


Non mi preoccuperei troppo di ciò che dice il prof. Faggioli, teologo laico alla moda,
che ha studiato a Tubinga, come il gay-friendly vescovo Forte, Tubinga noto nido di eresie politically correct -- un professore di teologia, il Faggioli, legato a filo doppio con gli attuali gesuiti.
Preghiamo per la salvezza della sua anima.
Questi non entrano mai nel merito delle questioni e difficilmente vi entreranno. Le questioni sono poi sollevate da mons. Viganò e mons. Schneider, non direttamente dai 50 firmatari, che anzi, in tutta onestà, dicono anche di non esser tutti d'accordo sulle questioni sollevate e le soluzioni proposte dai due coraggiosi prelati.
Non entrano nel merito, sbavando insulti o blaterando di "scisma Viganò" (una parola d'ordine lanciata da Magister, a quanto pare), un po' per ignoranza della dottrina della Chiesa e carenze culturali di base, e un po' perché oscuramente sanno di aver torto, torto marcio. E il torto non fabbrica argomenti così come l' errore non fa dottrina.
Z.

Anonimo ha detto...

Il faggiolo fermenta nell'intestino e si produce il meteorismo.
Stress, ansa e agitazione favoriscono tale fastidioso gonfiore.
L'espulsione del gas può essere più o meno rumorosa o sulfurea.
Stavolta ascoltiamo i conciliaristi e apriamo porte e finestre.

Anonimo ha detto...

Diciamo che loro sanno di essere scismatici e quindi temono parecchio perchè perdono il posto.
La Chiesa NON è mai scismatica, lo sono gli altri e nel caso: loro. Finchè non viene detto la gente presume che siano cattolici MA non lo sono. Quindi per il popolo e per le anime è salutare sapere che sono scismatici

E.P. ha detto...

Mons. Viganò e mons. Schneider avrebbero meritato il nostro appoggio anche al di là del merito di aver scoperchiato il calderone. Non sono stati certo i primi ma mi pare di poter affermare che è la prima volta che il dibattito suscitato non stato subito azzittito con la classica reazione pavloviana: "sei pro o contro Lefebvre?".

Vorrei attribuire merito (sia pure dal versante opposto) anche a Sua Santità (si fa per dire) Bergoglio, fermo restando che il vero problema sarà il suo successore. Che anche se riuscisse a spazzar via il novanta per cento dei danni fatti dal gesuita ("gesuita": absit iniuria verbis), resterà comunque un dieci per cento di danno a sedimentare.

Mi viene anche da riflettere sul parallelo tra la pandemia vaticansecondista (il super-concilio "pastorale") e la recente pandemia di isteria (volgarmente nota come "covid-19"). In entrambi i casi i due pilastri fondamentali sono stati un'erronea diagnosi, imposta dall'alto, e una sproporzionata risposta, anch'essa imposta dall'alto, con danni letteralmente incalcolabili.

Diego ha detto...

Io sottoscrivo e applaudo. Personalmente mi trovo d'accordo con Mons.Viganò perché ritengo troppo difficile separare il grano dalla pula. Io in prima battuta cancellerai quanto pubblicato dalla morte di Pio XII in poi: concilio, encicliche, messali, catechismo, cartine turistiche e annuari. Un bel falò come fecero i modernisti con gli abiti liturgici del rito antico. Sinceramente incentrerei il dibattito se spostare al 1917, anno simbolo per il rifiuto di ottemperare alle richieste della Madonna a Fatima, le cancellazioni sopra descritte. Così si potrà tornare a parlare delle questioni da una base cattolica. Piccolo problema: la maggior parte dei fedeli sono, nel migliore dei casi, degli ipovedenti, l'altro giorno ho avuto da ridire con un tizio che nel sistemare le sedie prima di una S.Messa si mostrava sorpreso del fatto che gli chiedevo di distanziarle per consentire ai presenti di inginocchiarsi. Mi ha risposto: "una volta ci si inginocchiava, e poi siamo tutti vecchi...ah, ah..".
Figurarsi con questi tipi di parlare di infedeli, sodomiti, aborto come omicidio volontario, unioni irregolari etc....

Anonimo ha detto...

Veramente patetici i modernisti che parlano di scisma, proprio loro che sostengono che ci si possa salvare anche al di fuori della Chiesa Cattolica e che sono favorevoli alla Comunione ai non cattolici!
Si permettono di dire che coloro che rifiutano il CVII e le eresie bergogliane sono come i protestanti e poi elogiano Lutero un giorno sì e l'altro pure!
È proprio vero che dopo la fede se ne va anche il cervello!

Anonimo ha detto...

Sia il silenzio assordante della Santa Sede ad ogni richiesta che le reazioni sofiste sono contenute qui:

Dal Discorso di apertura del Vaticano II:

“A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo”.

Anonimo ha detto...

A noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura…..Eh si,aveva perfettamente ragione a dissentire ,difatti non incombeva la fine del mondo ma solo la distruzione della Chiesa Cattolica.

tralcio ha detto...

Chi ha appurato la gravità della situazione ecclesiale, ereticale, ha il diritto di discutere il CVII.
Su che cosa fare del CVII si sono già udite diverse variazioni sul tema, anche molto differenti.
Il CVII, al di là delle manipolazioni, ha anche fotografato una deriva in atto e poi l’ha imposta.
C’è chi ha già ventilato il bisogno di una bonifica a ritroso dei documenti addirittura fino al 1917.
La questione è comunque il modernismo, già segnalato come super-eresia ben prima del CVII.
Dal 1789 in poi la Chiesa cattolica convive con un mondo con idee molto differenti da lei.
Contemporaneamente la cultura dominante si sgancia sempre più dalla visione cristiana.
Progressivamente queste idee hanno successo, favorite dal benessere (e dal vizio).
Il CVII ha preso in mano qualche scusa per poter fucilare il condannato.
Ripeto: manipolazioni tante, nelle procedure. Ma le scuse per manipolare anche peggio!
Un mondo ostile alla Chiesa ha costruito e imposto scuse per poterla spogliare e snaturare.
Se la Chiesa era 200 anni in ritardo nel 2010, era già 150 anni in ritardo nel 1960…
Ritardo su che cosa? Sulla sentenza già scritta… La novità è che gli esecutori sono “ab intra”.
Convintamente esecutori, essendo convintamente “ab intra”: ovvero ereticali.
Quando si è pressati, le circostanze fanno la differenza. Negli anni sessanta bisognava trovare un punto di incontro, anche in Italia, mettendo d’accordo Peppone e Don Camillo: se nella bassa padana poteva bastare l’ironia, anche feroce, a livello globale si rischiavano le bombe atomiche.
Quindi, la “simpatia” per tutto quello “che sapeva di soviet” diventò la circostanza che permetteva agli ereticali ab intra di depotenziare le accuse di chi li aveva sgamati, conducendo le danze, con evidenti gravi complicità nella gerarchia, fino ad imporre una sorta di nuova religione, ben accetta e applaudita da quel mondo che aveva pronunciato la sentenza un paio di secoli prima.
Sul sito Stilum Curiae c’è un articolo di Pezzo Grosso che sapientemente presenta il piano riferendolo al pensiero di Augusto Comte. La religione dell’uomo… Un filantropo.
Pezzo Grosso “non vuole affatto giustificare o spiegare le conseguenze del Vaticano II, sia chiaro; vuole solo proporre un ragionamento che ci porterebbe ad esser certi che anche senza Vaticano II le forze in gioco avrebbero operato per raggiungere il medesimo risultato, con ogni altro mezzo”.
Qualche gigante ha resistito, poi è venuto il tempo di nani e le ballerine, perché il circo mettesse le tende stabilmente, un po’ ovunque.

Anonimo ha detto...

COME SI NOTAVA ACUTAMENTE SOPRA non è stata posta la classica domanda "sei lefebvriano?" il che conferma quanto il lefebvrianesimo abbia funzionato come asso nella manica dei modernisti per zittire l'avversario. L'assordante silenzio attuale della gerarchia anch'esso è molto significativo, è l'arma perfetta per condurre a sè le masse ignoranti, abbastanza colpevoli peraltro, rifiutando il confronto diretto in cui tutto perderebbero. E' lo stesso silenzio assordante con derisione dell'avversario e tentativi di silenziarl anche violentemente attuato in precedenza con altri, ad esempio don Villa. Segno certo di conscia colpevolezza. Ma non prevarranno, la verità smaschera l'avversario, la verità ci rende liberi.