giovedì 2 settembre 2021

"Per i cristiani la politica è un campo minato. Identità cattolica a rischio: servono risposte forti"

Georg Gänswein, già Prefetto della Casa Pontificia e tuttora segretario personale di Benedetto XVI, interviene sui temi etici sollevati da Berlusconi (da quale pulpito!): "Senza il cristianesimo non esisterebbe la libertà e neppure il liberalismo". Un tema quanto mai cogente. Bisognerà approfondirlo in termini più ampi e articolati.

"Per i cristiani la politica è un campo minato. 
Identità cattolica a rischio: servono risposte forti"

«La politica è un campo minato per un cristiano» ma resta «la più alta forma di carità», come diceva Paolo VI(1). Per questo, «è necessario che i cristiani siano presenti nella politica con le loro convinzioni e con la loro testimonianza». In tal senso, «non esiste una politica cristiana, ma solo politici cristiani». Sul dibattito in tema di identità cristiana sollevato da Silvio Berlusconi, interviene monsignor Georg Gänswein, [già] Prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare del Papa emerito, Benedetto XVI. «Fare politica con convinzioni cristiane - osserva l'arcivescovo - è la forma più raccomandabile e anche desiderabile nei nostri giorni». Parla delle radici cristiane, del laicismo e del relativismo, di una identità cristiana a rischio. E citando Benedetto Croce («Non possiamo non dirci cristiani») afferma: «Il suo messaggio è attualissimo».

Il tema dei valori non negoziabili è stato un cavallo di battaglia del Papa emerito Benedetto XVI. Lei lo ha accompagnato in tutti questi anni. Quali sono i valori che esprimono l'identità di un autentico cristiano? 

Rispondo con una controdomanda: oggi si conosce ancora il significato più profondo dell'espressione valori non negoziabili? Si sa cosa essa significhi? Quali siano questi valori? Comunque sia, in fin dei conti, non dipende tanto dall'espressione in sé, che può cambiare o variare, piacere o non piacere, quanto invece dal suo contenuto: questo è ciò che conta. Vale a dire, certamente anche e anzitutto nella nostra epoca i valori cristiani sono da difendere e da vivere: ma vivere con e per i valori cristiani è il punto più importante, fondante. Essi restano parola morta se non vengono incarnati nella propria vita e nella propria realtà quotidiana. In termini concreti, i valori cristiani danno al nostro essere una dignità incancellabile, una grandezza unica e un senso profondo».

In una società, come quella italiana ed europea, segnata da laicismo, dall'individualismo, dall'edonismo, quanto è difficile esprimere e testimoniare la propria identità cristiana?

«L'identità di tutto il continente europeo non si comprende senza il cristianesimo, ciò vale in particolar modo nel caso dell'Italia. La fede cristiana ha formato la sua cultura, ha permeato la sua storia in un legame quasi indissolubile. Indubbiamente, la fede cristiana è un fatto personale e intimo, non può e non vuole avere corsie preferenziali, ma è un fatto che ha segnato e segna il cuore anche dell'uomo contemporaneo. Se si abolissero i valori cristiani, si abolirebbe nello stesso tempo anche il valore sociale dell'amicizia, della solidarietà, del sostegno reciproco, che sono gli elementi fondanti dell'esistenza personale ed individuale e della costituzione della società. La fede è propriamente legame, fiducia e affidamento. È la decisione di seguire e di essere fedele, riconoscendo una verità in cui la propria vita è data, accettata e compresa. La fede è un antidoto efficace a tutti questi ismi, nella loro accezione negativa».

Come è possibile, per un vero cristiano, testimoniare la propria fede nella politica, nella dimensione economica e sociale?

«Paolo VI affermava: La politica è la più alta forma di carità.(1) Questa espressione ed il suo contenuto essenziale sono stati ripetuti e fatti propri successivamente da tutti i Papi, fino a Papa Francesco. Tuttavia, è anche vero che la politica, per diversi motivi, è un campo minato per un cristiano. Ma proprio per questa infida motivazione è necessario che i cristiani siano presenti nella politica con le loro convinzioni, con la loro testimonianza, con un'ortoprassi conseguenziale. Lì s'incontrano opinioni, idee, ideologie, atteggiamenti ed esperienze diverse, a volte opposti e ostili. La politica è nient'altro che una fotografia realistica della società in cui viviamo. Non possiamo cercare, tanto meno creare isole felici per fare una politica cristiana. D'altronde, non esiste neanche una politica cristiana, esistono solo politici cristiani, cioè uomini e donne che hanno una formazione, una educazione cristiana e di conseguenza, una convinzione e una coscienza cristiana, che sono il fondamento per il loro agire in politica. Qui si dovrebbe notare la differenza. La propria fede nell'uomo politico si manifesta nel contenuto del suo agire, nel comportamento personale, nelle decisioni per le quali si impegna e lotta. Fare politica con convinzioni cristiane è la forma più raccomandabile e anche desiderabile nei nostri giorni. E ciò vale per tutti i campi della politica: economia, finanza, cultura, vita sociale, sport...».

L'identità cristiana è oggi a rischio?

«Dalla domanda sul laicismo risulta chiaramente che l'identità cristiana è a rischio. Ma lamentarsi non serve, non cambia niente. Questa constatazione deve piuttosto dare un impulso, un incentivo forte a fare tutto il possibile perché il rischio trovi risposte adeguate, chiare, coraggiose e forti. È una sfida che va vissuta nella quotidianità, con coraggio: si deve combattere, ma soprattutto testimoniare pur nell'incontro e nel confronto dialogico con realtà differenti ed antitetiche». 

Il tema delle radici cristiane in Europa è ancora attuale?

«Attualissimo, direi! Per sincerità e completezza dobbiamo però affermare che non sono solo le radici cristiane, ma le radici giudaico-cristiane [anche lui bypassa quelle greco-romane -ndr] che hanno formato il nostro continente e anche l'Italia. Senza il cristianesimo non esisterebbe la libertà, neanche il Liberalismo. Il cristianesimo ha in sé la premessa per i più importanti dei nostri valori: l'uomo come immagine di Dio è il fondamento per la dignità umana, la libertà, l'uguaglianza, la tolleranza, la solidarietà, il rispetto. Non dimentichiamo che il nostro corretto comportamento nei confronti degli altri, indipendente dallo stato personale, dall'origine, dalla razza, dalla pelle, dalla cultura, dalla religione, dalle idee politiche, dipende dalla rivoluzione cristiana. E non è mai utile né produttivo recidere le radici dalle quali siamo cresciuti».

Quale è la strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano?

«Non è opportuno e neanche necessario creare in modo esplicito una strategia per i cristiani. Cadremmo in forme di integralismo. Sembra banale e semplicistico, ma non lo è: basta vivere e praticare la fede. Chi vive la fede in modo intelligente, convincente e con un senso dell'umorismo è un testimone silenzioso ma molto efficace. I contemporanei sono ipersensibili per questa forma di evangelizzazione silenziosa, afona, ma reale. Conta l'esempio personale senza grandi parole e gesti. Ci vuole poco, ci vogliono una formazione robusta ed una prassi abitudinaria e costante ispirata della fede. Sarà da esse che susciteremo negli altri domande e quesiti di carattere ontologico. L'esempio personale è la strategia, voglio usare il suo termine, da proporre e da applicare!» [echeggia il tema di conio conciliare della testimonianza versus l'annuncio, per via del malinteso senso del proselitismo -ndr].

Benedetto Croce scrisse il volume «Perché non possiamo non dirci cristiani». È ancora attuale questa citazione?

Penso proprio di sì. È attualissimo e quanto mai opportuno riproporlo alla meditazione condivisa!
(Serena Sartini - Fonte)
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Nota di Chiesa e post-concilio
1. Concepire la politica come "la più alta forma di carità" appare come minimo azzardato ed anche superficiale.
E difatti l'ha detto un papa che ha fatto di tutto per distruggere, oltre alla liturgia autentica, anche la tradizione militare in difesa della fede, p.e. con il restituire ai Turchi la bandiera catturata a Lepanto sulla loro ammiraglia, conquistata all'arma bianca dai Sardi inquadrati allora nell'esercito spagnolo e poi donata al papa.
Per Paolo VI in realtà la politica, come l'ha fatta lui, che è andato a render omaggio all'ONU, era la "carità" di chi si arrende senza combattere alle forze del Secolo, nemiche di Cristo a prescindere.
Il regno della politica è il regno della lotta, dell'inganno, del tradimento, dell'egoismo sfrenato, un regno nel quale sguazza da sempre il Principe di questo mondo - una dimensione belluina che bisogna cercare per quanto possibile di disciplinare secondo principi cristiani, cosa non facile.
Pessima politica l'hanno fatta papi "politici caritatevoli" come Paolo VI, che non aveva una preparazione teologica adeguata. Era un diplomatico vaticano di cultura francese, laica, estetizzante. La versione novecentesca degli abati scettici del Settecento illuminista.

14 commenti:

Anonimo ha detto...


Concepire la politica come "la più alta forma di carità" appare
come minimo azzardato ed anche superficiale.
E difatti l'ha detto un papa che ha fatto di tutto per distruggere, oltre alla liturgia autentica, anche la tradizione militare in difesa della fede, p.e. con il restituire ai Turchi la bandiera catturata a Lepanto sulla loro ammiraglia, conquistata all'arma bianca dai Sardi
inquadrati allora nell'esercito spagnolo e poi donata al papa.
Per Paolo VI in realtà la politica, come l'ha fatta lui, che è andato a render omaggio all'ONU, era la "carità" di chi si arrende senza combattere alle forze del Secolo, nemiche di Cristo a prescindere.
Il regno della politica è il regno della lotta, dell'inganno, del tradimento, dell'egoismo sfrenato, un regno nel quale sguazza da sempre il Principe di questo mondo - una dimensione belluina che bisogna cercare per quanto possibile di disciplinare secondo principi cristiani, cosa non facile.
Pessima politica l'hanno fatta papi "politici caritatevoli" come Paolo VI, che non aveva una preparazione teologica adeguata. Era un diplomatico vaticano di cultura francese, laica, estetizzante.
La versione novecentesca degli abati scettici del Settecento illuminista.

Anonimo ha detto...

Anche se è soltanto una battaglia, il Texas ha vinto. La Corte Suprema non blocca la legge texana che limita la possibilità di abortire alla sesta settimana e permette a ogni cittadino di denunciare le violazioni di questo limite. Altri Stati si preparano a seguire il Texas. L'obiettivo è la sentenza Roe vs Wade. Intanto il Presidente "cattolico" Biden reagisce definendo "costituzionale" il "diritto di abortire".

Anonimo ha detto...

«Non è opportuno e neanche necessario creare in modo esplicito una strategia per i cristiani. Cadremmo in forme di integralismo. Sembra banale e semplicistico, ma non lo è: basta vivere e praticare la fede. [...] Ci vuole poco, ci vogliono una formazione robusta ed una prassi abitudinaria e costante ispirata della fede. Sarà da esse che susciteremo negli altri domande e quesiti di carattere ontologico. L'esempio personale è la strategia, voglio usare il suo termine, da proporre e da applicare!»

RISPOSTA DEL FILOSOFO CONTADINO GUSTAV THIBON:
Uno stato di cose che tende, per così dire, a fare dipendere la salute dalla santità non va mai senza pericoli; in ogni caso esige una forza ed una grandezza d’animo che non sono a misura dell’umanità media. Ogni sistema sociale che contribuisce a rendere necessarie, per la maggioranza degli uomini e nella condotta ordinaria della loro vita, delle virtù salde, si rivela con ciò malsano: impone un eroismo che sarebbe appena ragionevole chiedere a non so quale pusillus grex evangelico...

Anonimo ha detto...

Se un cristiano fa politica oggi se non finisce martire vuol dire che non è veramente cristiano. Oggi (ma già negli ultimi 50 anni) di identità cristiana non vi è rimasto nulla.

Anonimo ha detto...

Secondo i giornali, i due ministri Speranza e e Brunetta stanno brigando, con la complicità di Draghi, per imporre il "green pass" a tutti i dipendenti pubblici, non più solo agli insegnanti. Poi sarà la volta degli altri
Roberto Speranza e Renato Brunetta, ovvero:
la sinistra dei "diritti" e la destra del denaro. Il liberal e il liberale. L'assistenzialista e il berlusconiano.
Le due facce complementari della Bestia nichilista.
Martino Mora

Anonimo ha detto...

Pensate che differenza tra l'Italia e gli altri Paesi. Mentre in Spagna la magistratura ha distrutto il grinpass, in Italia si vuole estendere l'obbligo del gp a tutto il settore pubblico e privato. In pratica, senza il siero o un tampone, non lavori. La magistratura, al momento, non interviene.

ps.: va da se che se per lavorare in un supermercato servirà il gp, anche i clienti prima o poi lo dovranno avere... La persecuzione avanza.

Antonio ha detto...

Interessante osservare come Gänswein si proponga sottilmente come “terza via” e si candidi virtualmente ad essere il prossimo papa. Se le case di scommesse accettassero puntate anche sui papabili, ci metterei qualche euro sopra.

Antonio ha detto...

Mi si comprenderà se non esco dalla Spagna neanche morto.

Carissima Mic , ha detto...

Quando Mons.Burke si sara' ristabilito e potra' tornare a Roma, sarebbe bello un bell'incontro a tre (un testimone ci vuole) tra Lei e Mons.Gänswein avente per oggetto le note fra parentesi quadre.

Aloisius ha detto...

Tema cruciale quello del cristiano in politica.
Sono d'accordo con il Monsignore quando dice:
"...certamente anche e anzitutto nella nostra epoca i valori cristiani sono da difendere e da vivere: ma vivere con e per i valori cristiani è il punto più importante, fondante. Essi restano parola morta se non vengono incarnati nella propria vita e nella propria realtà quotidiana. In termini concreti, i valori cristiani danno al nostro essere una dignità incancellabile, una grandezza unica e un senso profondo"

Ma il problema è cosa si intende per "vivere i valori cristiani".

Una questione sottile, perché dietro questa affermazione evangelica si nasconde la laicizzazione del cristianesimo.

Infatti siamo tutti d'accordo che il Vangelo vada vissuto, altrimenti è lettera morta: lo ha detto e ripetuto chiaro chiaro il Signore Gesù nel Vangelo.

Ma se non professo pubblicamente la motivazione religiosa delle mie scelte politiche (e non), facendo il nome del Signore Gesù, sarò un politico come gli altri.
Magari corretto e coerente (che non sarebbe poco), ma come i politici sinistri o un destrorsi atei, che possono essere altrettanto corretti e coerenti.

E questo pur operando solidarietà, tolleranza, rispetto, accoglienza, ecc., cioè valori condivisi anche da molti politici atei e addirittura anticristiani, i quali, infatti, negano anche la matrice cristiana di quei valori.

Insomma, come detto più sinteticamente da Mic, mi sembra che Mons. Ganswein e la scuola gesuitoide bergogliana - confermata da Ganswein - scolleghino i valori cristiani da Gesù Cristo.
Diventano valori "cristiani" laicizzati, di origine condivisa, come potrebbero essere i valori "costituzionali"
Tutto in nome del dialogo e di una convivenza in cui non c'è posto per l'annuncio di Gesù Cristo, che crea scompiglio e viene stigmatizzato come integralismo.

Come dice Bergoglio, si può dire di essere cristiani solo 'se ti chiedono: perché fai questo? E tu rispondi: perché sono cristiano'.
Punto e basta, altrimenti diventa proselitismo, cioè "solenne sciocchezza".

Solo questi sono i politici e i preti ammessi dal mondo e dalla ideologia globalista e solo a questa condizione la Chiesa è ammessa nel giro buono del nuovo ordine mondiale.

Quindi credo che sia questa la "robusta formazione" del cristiano a cui si riferisce Mons. Ganswein, formazione che viene impartita dalla chiesa bergogliana a preti, bambini e adulti.
E che viene manifestata in tutte le sue esternazioni, aeree e non.

Aloisius





Senti senti ..... ha detto...

https://gloria.tv/post/dctaucSJ3VyJ1nWuqR9VQEF6T

In nome del popolo italiano !?! Non nel mio nome ! ha detto...

VIDEO/dell'Avvocato Edoardo Polacco
https://gloria.tv/post/ZxdWBbDVe16B3QcCy4gyiUk6A
Il giudice autorizza un 16enne: può cambiare sesso, subito donna sui documenti.
A sedici anni si può cambiare sesso. Il pronunciamento che già fa discutere arriva dal tribunale di Lucca che nei giorni scorsi ha stabilito che un ragazzino può fare quanto necessario per raggiungere la sua "identità percepita".

Una volta si diceva "Ognun per se' e Dio per tutti ; OGGI un giudice autorizza un minorenne a cambiare di sesso.. e in nome di chi ?

Brieuc ha detto...

Non è un personaggio di cui ci si può fidare.

Anonimo ha detto...

Scalatore social/ecclesiale.