venerdì 3 settembre 2021

Incendio di Milano. Di una casa in cenere si è salvato solo un crocifisso

Una testimonianza che rincuora. Una Presenza che trova modo di mostrarsi. 

Incendio grattacielo Milano, il primario Ieo Spaggiari: “Sono laico, tutto è distrutto e s’è salvato solo il crocifisso”

Approfitto per inserire anche l'immagine della Madonna di Guadalupe rimasta intatta come era stata dipinta sul tronco di un pioppo carbonizzato in Florida. 
E abbiamo ancora negli occhi la Croce e l'altar maggiore di Notre Dame anch'essi intatti nella rovina generale [qui].

Incendio grattacielo Milano, il primario Ieo Spaggiari: “Sono laico, tutto è distrutto e s’è salvato solo il crocifisso”
"Se fossi credente mi sentirei davanti a un miracolo. Da trent'anni però opero chi è colpito dal cancro: i contorni della mia idea di fede si sono progressivamente offuscati. Così non posso che definire incredibile quello ho visto".
Il professor Lorenzo Spaggiari, 60 anni, emiliano, direttore della chirurgia toracica dell'Istituto europeo dei tumori e docente all'università di Milano, abitava con la famiglia l'ultimo piano della Torre dei Moro.
"Il soffitto è crollato e abbiamo perso tutto. Bruciata e sciolta dal calore anche la cassaforte inserita nel muro. Soltanto una cosa non solo è salva, ma intatta: un crocefisso. Lo conservavo in una bustina di plastica: come nuova anche quella. Incredibile: mia moglie si è messa quella croce al collo e non vuole toglierla più".

Perché è tanto colpito da questo episodio?

"Siamo proprietari del diciottesimo piano. In duecento metri quadri non è recuperabile uno spillo e ho visto la mia casa bruciare in diretta tivù. L'unico oggetto ad essere riemerso dalle macerie, in perfetto stato dentro una cassaforte liquefatta, è quella piccola croce d'oro. Inutile negarlo, la mia famiglia è scossa".

Non può essere un caso?

"Se lo è, è un caso che turba. Anche perché non si è verificato da solo”.

Cosa intende dire?

"Domenica mia moglie voleva restare a casa. L'ho infine convinta ad andare qualche ora al mare in Liguria con i bambini. Non avevo mai insistito prima. Se non fossimo usciti, trovandoci al di sopra delle fiamme scoppiate più in basso, saremmo stati in trappola. Spesso nel fine settimana stavamo a giocare e a riposare nel soppalco al diciannovesimo piano. La coincidenza, grazie a cui siamo vivi, ci ha turbato: ritrovare poi tra i detriti solo una croce, sparata fuori dal muro, lascia increduli".

Ora è prima mattina: cosa ci fa lei ai piedi del grattacielo sotto sequestro?

"Passo prima di andare in ospedale. Sono tornato a operare già lunedì e lavoro ogni giorno. Chi ha un tumore non può aspettare. La mattina dopo il rogo ero atteso da diciassette pazienti. Io avevo perso la casa, ma loro rischiavano di perdere la vita".

Come riesce, dopo il disastro, a concentrarsi subito su un lavoro tanto delicato?

"È l'opposto: operare mi aiuta a resistere. Da lunedì la mia empatia con i malati e con le loro famiglie è più forte. Ora sono loro ad aiutare me. Vedo la dignità con cui affrontano il dolore: mi vergognerei a dare la precedenza alla mia casa. Quando si incontra la propria disperazione si comincia a capire meglio quella degli altri".

Quando aveva acquistato l'appartamento?

"Prima che esistesse, ancora sulla carta. Poi ho visto il grattacielo nascere. L'ho scelto per stare vicino allo Ieo. Sono sempre reperibile: in dieci minuti potevo essere in sala operatoria".

E adesso?

"Un amico mi ha prestato 60 metri quadri. Negli ultimi dieci anni siamo vissuti su un piano intero, per la famiglia accontentarsi è un'esperienza preziosa. Un chirurgo può guardare alla vita da una prospettiva complessa. Lei però non dimentichi ora l'essenziale: quel crocifisso salvato all'ultimo piano.
Tutti i residenti nel grattacielo lo considerano un miracolo perché il rogo non ha causato vittime. Lasci che io possa pensare quantomeno a un inspiegabile prodigio". Fonte

11 commenti:

Valeria Fusetti ha detto...

Speriamo, e soprattutto preghiamo, perché questa brava persona (e magari anche altri) si pieghi davanti all'evidenza ! Purtroppo nelle Facoltà di medicina viene sparso nei futuri medici, a piene mani, l'orgoglio del sapere e l'illusione dell'onnipotenza di quella scienza che, pensano, di poter dominare. E spesso davanti alla realtà ed i suoi limiti, anziché piegare capo e ginocchia davanti al Signore, dicendo "non la mia ma la tua volontà sia fatta", abbandonano una fede che, se c'era, è più simile ad una concezione magica. Quanti danni all'anima sono occultati nella cosiddetta cultura ! Venire a conoscenza di questi miracoli, con i quali il Signore ci consola, è una benedizione di cui fare tesoro.

Felice ha detto...

Casi come questo ultimamente si stanno moltiplicando: il crocifisso del rogo in Sardegna, la statua di San Benedetto nella chiesa crollata a Norcia, l'altare vetus ordo risparmiato dal crollo del tetto nella cattedrale di Notre Dame a Parigi, e ve ne sono altri che ora non ricordo.

Anonimo ha detto...

...
Torniamo a chiedere perdono, a chiedere benedizioni con l’acqua santa – l’Elemento placato – sulle cose e sulle case, mi vien da gridare. Mi dà forza di sfidare l’andazzo ideologico un fatto segnalato da Repubblica – incredibilmente da Repubblica, l’organo ufficiale della gente benestante, progressista, secolarizzata fino al midollo – che riporto.
Maurizio Blondet

mic ha detto...

Negli Usa è rimasta intatta l'immagine della Madonna di Guadalupe dipinta sul tronco di un pioppo completamente carbonizzato...

Anonimo ha detto...

Il caso del crocifisso sopravvissuto all’incendio del grattacielo di Milano – il solo ad essere scampato alle fiamme nella casa del professor Lorenzo Spaggiari, che non se lo spiega («lo conservavo in una bustina di plastica: come nuova anche quella. Incredibile: mia moglie si è messa quella croce al collo e non vuole toglierla più») – ha suscitato, in tanti, comprensibile sorpresa. Personalmente, sono invece stato più che altro riportato col pensiero all’aprile 2019. Mi riferisco all’incendio di Notre Dame, per domare il quale furono necessarie ore di lavoro per 400 vigili del fuoco attrezzati con 18 autobotti.

Quando le fiamme furono spente, i primi pompieri a fare ingresso nella chiesa devastata trovarono infatti davanti agli occhi un prodigio simile: altare e croce intatti. E furono increduli anche loro, c’è da immaginare, come il professor Spaggiari. Naturalmente, lo scetticismo che alberga in ciascuno di noi può indurci a pensare che si tratti di coincidenze, di null’altro che coincidenze. Ma basta un pizzico di fede per cogliere il limpido messaggio che, dalla penombra della cronaca, quei crocifissi incredibilmente scampati ai roghi lanciano al cuore d’ognuno: «Quando tutto sembra perduto, o quando lo è davvero, Io ci sono ancora».

Giuliano Guzzo

Anonimo ha detto...

Coincidenze? Assolutamente no!

Aloisius ha detto...

Giuliano Guzzo
"...Ma basta un pizzico di fede per cogliere il limpido messaggio che, dalla penombra della cronaca, quei crocifissi incredibilmente scampati ai roghi lanciano al cuore d’ognuno..."

Ma ci può arrivare anche uno senza fede, partendo proprio dalla mancanza di spiegazione scientifica e dall'estrema improbabilità di coincidenze.

Infatti il medico ateo in questione è rimasto scosso e la moglie non si vuole più levare la Croce dal collo.
Ed è già qualcosa, perché l'incredulo affermerebbe che un elefante può volare pur di non riconoscere il miracolo religioso.
Questo non sarà "O' miracolo! O' miracolo!", come diceva Troisi, ma è un chiaro segno del Signore, come solo Lui sa dare.

Speriamo che questa figlia colga il significato del dono ricevuto e il dolce invito del Signore a seguirlo.

Aloisius

tralcio ha detto...

Stat crux dum volvitur orbis.

E sta pure la Madonna di Guadalupe.

Capito adoratori di Pachamame e draghetti vari, figli di soros, iside ed osiride?

Anonimo ha detto...

Questa storia mi ha commosso e mi commuove e non riesco a raccontarla senza che, arrivata alla busta di plastica, la voce mi venga meno. Miracolo a Milano. Uno dei miracoli, tra i tanti, che accadono in ogni città, in ogni borgo, su ogni strada del mondo solo che riuscissimo a riconoscerli. Occorre un grattacielo in cenere e una busta 'di plastica' contente un Crocifisso d'oro, rimasti integri tra le fiamme divoratrici, per risvegliarci dal nostro torpore. Abbiamo occhi e non vediamo, abbiamo orecchi e non udiamo. Forse poi al Cielo ancora non piace essere grattato, ho pensato dopo una mia personale statistica alla buona.

Anonimo ha detto...

Ciononostante si continua a rimanere increduli, non si vuol credere al miracolo, ma si parla di 'strane, fortunate o inspiegabili coincidenze' e si chiude lì, è da molto tempo che tali segnali vengono dati, ma si fa sempre finta di non capire o non si vuole ammettere, durante l'ultima ( si spera) 2GM, la chiesa del mio quartiere venne colpita in pieno da una bomba, rimasero in piedi la facciata e il luogo antistante all'altare, balaustre, quadri religiosi, tabernacolo e crocifisso enorme, neanche un graffio, il resto della chiesa era sprofondato in una voragine profondissima, il vecchio parroco lottò come un leone per farla ricostruire, non era parrocchia, non era bella, era povera e in un quartiere dove i praticanti si contavano sulle dita di una mano, ma con molta fatica ci riuscì. Adesso è sempre desolatamente chiusa, riapre la domenica quando c'è un sacerdote disponibile a dire Messa......

Anonimo ha detto...

"Il cancro pediatrico è la prova che Dio nn [sic!] esiste" (Umberto Veronesi).
-Direi, egregio Professore, piuttosto, è la PROVA PROVATA che Lei non è Dio"! (Mario Giordano) .