mercoledì 8 settembre 2021

Lettera ai cattolici del mondo intero sugli esiti nefasti della Traditionis custodes

Leggo su Notre Dame de Chrétienté la Lettera dei fedeli legati alla Messa tradizionale ai cattolici del mondo intero, che riprendo con una sensazione di ambiguità e contraddizione in questa strana "pace liturgica". Quasi fosse un'applicazione di tecniche psico-sociali (sdoganate dal Vaticano II) alla Chiesa per piegarLa ad accettare la divisione come diversità unificata da decisioni magisteriali che consacrano l'assurdità in nome della successione apostolica. Una insolita comunicazione indiretta, ben conoscendo l'inutilità di suppliche e dubia per quanto motivati? Qui l'indice dei precedenti sulla TC.

Quale padre, se suo figlio gli chiede del pane, gli darà una pietra?
(Mt 7, 9)
Cari fratelli e sorelle in Cristo,
È con grande tristezza che abbiamo appreso della decisione di Papa Francesco di abrogare le principali disposizioni del Motu Proprio Summorum Pontificum promulgato da Papa Benedetto XVI il 7 luglio 2007. Dopo decenni di divisioni e litigi, questo Motu Proprio ha rappresentato, per tutti Fedeli cattolici, un'opera di pace e riconciliazione.

Roma viola, con brutalità e intransigenza ben lontana dalla tanto decantata fraterna accoglienza, la parola data da papa Benedetto XVI. 

La volontà dichiarata di Papa Francesco, nel Motu Proprio Traditionis Custodes del 16 luglio 2021, è quella di far scomparire dalla Tradizione della Chiesa la celebrazione della Messa. Una decisione che ci sprofonda nella costernazione. Come comprendere questa rottura con il Messale tradizionale, realizzazione « antica e venerabile » della «legge della fede», che ha fecondato tanti popoli, tanti missionari e tanti santi? Che male fanno i fedeli che desiderano semplicemente pregare come i loro padri hanno fatto per secoli? Non si può ignorare che la Messa tridentina converte molte anime, che attira assemblee giovani e ferventi, che suscita molte vocazioni, che fa sorgere seminari, comunità religiose, monasteri, che è la colonna portante di molte scuole.

Molti di voi, fratelli cattolici, sacerdoti, vescovi, ci avete rappresentato la vostra incomprensione e il vostro profondo dolore: grazie per le vostre numerose testimonianze di sostegno.

Promuovere la pace della Chiesa per costruire l'unità nella carità, ma anche per portare i cattolici a ricollegarsi con la propria eredità facendo scoprire a quante più persone possibile le ricchezze della tradizione liturgica, tesoro della Chiesa, erano gli obiettivi perseguiti dal Summorum Pontificum. Il Papa emerito Benedetto XVI vede la sua opera di riconciliazione distrutta durante la sua vita.

In un'epoca intrisa di materialismo e lacerata dalle divisioni sociali e culturali, la pace liturgica ci appare come una necessità assoluta per la fede e la vita spirituale dei cattolici in un mondo fortemente assetato. La drastica restrizione dell'autorizzazione a celebrare la messa secondo la sua forma tradizionale [sulle due forme vedi] farà riemergere diffidenza, dubbio e preannuncia il ritorno di una disputa liturgica lacerante per il popolo cristiano.

Lo affermiamo solennemente, davanti a Dio e davanti agli uomini: non permetteremo a nessuno di privare i fedeli di questo tesoro che è innanzitutto della Chiesa. Non rimarremo inattivi di fronte al soffocamento spirituale delle vocazioni preparato dal Motu proprio Traditionis Custodes. Non priveremo i nostri figli di questo mezzo privilegiato di trasmissione della fede che è la fedeltà alla liturgia tradizionale.

Come figli del padre, chiediamo a Papa Francesco di ribaltare la sua decisione, abrogando la Traditionis Custodes e ripristinando la piena libertà di celebrare la Messa tridentina, per la gloria di Dio e il bene dei fedeli. Pane non pietre.
8 settembre 2021,
festa della Natività della Santissima Vergine Maria
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]     
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Jeanne Smits; Jean-Pierre Maugendre; Philippe Maxence; Jean de Tauriers; Guillaume de Thieulloy; Charles de Meyer; Benjamin Blanchard; Christian Marquant; Michel De Jaeghere; Hervé Rolland; Maike Hickson; Robert Hickson; Roberto de Mattei; Michael Matt; Marie-Pauline Deswarte; Jean-Baptiste Pierchon; Hugues Petit; Jean Sévillia; Xavier Arnaud; Laurent Dandrieu; Henri Sire; Jacques Charles-Gaffiot; Victor Aubert; Bernard Antony; Reynald Seycher; François Billot de Lochner; Anne Brassié; Jérôme Triomphe; Cyrille Dounot; Thibaud Collin; Alvino-Mario Fantini; Paweł Milcarek; Marek Jurek; Philippe Pichot-Bravard; Philippe Lauvaux; Claude Goyard; Philippe de Villiers; Max Guazzini; Pierre de Lauzun; Yves Daoudal; Jean-Marie Molitor; Michael Hageböck

8 commenti:

Anonimo ha detto...


Una lettera alla camomilla.
Sembra che la preferenza per la Messa Ordo Vetus sia una questione di sensibilità liturgica solamente, di fedeltà ad una tradizione che è stata tanto buona e tanto bella.
Si guarda bene, la lettera, dall'entrare nel merito nei confronti della Messa Novus Ordo, la cui colpa principale è quella di aver alterato il senso della vera Messa cattolica, che è quello del Sacrificio propiziatorio ed espiatorio di Cristo, per ottenerci misericordia per i nostri peccati.
Invece la Nuova Messa, come sappiamo tutti, ha tolto il "misterium fidei" dalla formula di consacrazione del vino, dove era strettamente collegato alla propiziazione del Signore per la salvezza nostra, per riimmetterlo subito dopo, collegato all'attesa della venuta (finale) del Cristo, pronunciata dall'assemblea dei fedeli.
In tal modo la Messa diventa un banchetto gioioso sotto la presidenza del sacerdote, in attesa del ritorno del Cristo Glorioso e la Risurrezione tende a prevalere sul Sacrificio, sulla Croce.

Ds un'intervista a Valli ha detto...

il Pontefice ha fatto in modo di preparare il terreno per la soppressione della messa in latino. Perché scatenare questa guerra?

«Perché è proprio scatenando una guerra e provocando dissensi e proteste che Bergoglio può dimostrare che la Messa tridentina è “divisiva”».

Non è così?

«Con un’applicazione saggia e generosa del precedente motu proprio Summorum pontificum di Benedetto XVI le comunità legate al rito antico non si sono mai trovate in contrasto con gli altri fedeli e sacerdoti».

Francesco vuole alimentare un conflitto che non esisteva?

«Suscitare il casus belli è tipico della mentalità peronista di Francesco: prima provoca la reazione esasperata di quelli che vuole colpire, e poi dinanzi alla loro protesta si mostra autoritario e dispotico e li accusa di disobbedienza».

Non è paradossale che la lettera apostolica, con cui si è cercato praticamente di eliminare il rito antico, si chiami Traditionis custodes?

«Francesco, citando il Concilio, definisce i vescovi “custodi della Tradizione” proprio nel momento in cui li costringe ad abolirne l’espressione principale, che è quella liturgica. Chi vede in questo una sorta di presa in giro non ha tutti i torti».

Appunto.

«È doloroso che chi è chiamato “Santo Padre” si mostri così crudele con i suoi figli, e così tollerante con quanti sono dichiaratamente nemici di Cristo, della Chiesa e del Papa».

Anonimo ha detto...

Suggerisco di leggere l'articolo di don Jean-Michel Gleize FSSPX Confusione e quadratura del cerchio - Sulla lettera degli istituti Ecclesia Dei su Traditionis custodes.
Le ottime considerazioni di Don Glaize valgono anche per questa lettera.
Unicuique suum.

Anonimo ha detto...

Le ragioni pastorali addotte a sostegno di tale gravissima frattura - anche se di fronte alle ragioni dottrinali avessero diritto di sussistere - non appaiono sufficienti. Quanto di nuovo appare nel Novus Ordo Missæ e, per contro, quanto di perenne vi trova soltanto un posto minore o diverso, se pure ancora ve lo trova, potrebbe dar forza di certezza al dubbio - già serpeggiante purtroppo in numerosi ambienti - che verità sempre credute dal popolo cristiano possano mutarsi o tacersi senza infedeltà al sacro deposito dottrinale cui la fede cattolica è vincolata in eterno. Le recenti riforme hanno dimostrato a sufficienza che nuovi mutamenti nella liturgia non porterebbero se non al totale disorientamento dei fedeli che già danno segni di insofferenza e di inequivocabile diminuzione di fede. Nella parte migliore del Clero ciò si concreta in una torturante crisi di coscienza di cui abbiamo innumerevoli e quotidiane testimonianze.
(Ottaviani e Bacci, Breve esame critico...)
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/p/breve-esame-critico-del-novus-ordo-miss.html

Anonimo ha detto...

http://ilpedante.org/post/la-messa-in-latino

La nostra Messa ha detto...

Come nei giorni antichi, come negli anni lontani (Ml 3, 4)

Probabilmente si ricorda quel tempo in cui i primi uomini erano in paradiso; allora infatti, completamente puri da ogni bruttura o macchia di peccato, offrivano se stessi a Dio come oblazioni purissime.

- Sant'Agostino, De civitate Dei, XX, 26, 1

La Santa Messa che è “santa” poiché è un atto di Gesù Cristo e non del genere umano.

- Álvaro d’Ors, La violenza e l’ordine, p. 101

Anonimo ha detto...

Premesso che il vdr se ne infischia di tutte le missive che gli giungono da ogni dove e prosegua dritto per il suo scopo cioè quantomeno hacer lìo, ovvero creare confusione e dividere e distruggere, leggo da più parti, ed anche il dott. Valli lo afferma, che sia affetto da ben 2 gravi tumori e che quindi le sue condizioni fisiche siano tutt'altro che ottimali, su quelle mentali ne siamo ben consapevoli, siccome questa notizia è ripresa su più blogs in differenti paesi e lingue, mi chiedo se avremo presto un conclave, vero o falso che sia, non so, ma ho bruttissime sensazioni, molto peggiori di quelle susseguenti al raggelante Buoonaseera......

Anonimo ha detto...

"...ma ho bruttissime sensazioni,..."

Anche io, sto cercando di capire da che parte vengano...ma non vedo.