Mi segnalano un inedito di Bergoglio, apparso su Repubblica in un articolo redazionale del 13 marzo scorso. Si tratta di uno stralcio tratto dal suo libro fresco di stampa: «La bellezza educherà il mondo», del quale apprendo così l'esistenza.
Il titolo reca il verbo "educherà" abbinato alla bellezza, ben diverso dal "salverà" usato da Dostoewskij e da noi sottolineato in articoli precedenti [qui] nelle sue ricche e nutrienti accezioni metafisiche.
Colpisce la tribuna che lo diffonde e la sottolineatura laicista offerta dal titolo del quotidiano: Basta fondamentalismi e pensiero unico, "la verità non esiste senza dialogo".
Già questo titolo, che è redazionale ma coglie il succo del discorso, ci mostra la Chiesa dialogante non più docente [qui], che rinuncia al suo ruolo di Mater et Magistra. Anche in questo caso si tratta della diffusione dell'ennesimo contenuto attribuibile al dottore privato e dunque non assurgibile a Magistero; ma esso, di fatto, va a costituire il nuovo magistero liquido, che purtroppo fa ben più presa sull'opinione pubblica - compresi i fedeli meno attenti e quelli già deformati - rispetto a qualunque pronunciamento solenne riguardante fede e morale, al quale soltanto si deve aderire de fide purché non in contrasto con la Tradizione perenne.
Già questo titolo, che è redazionale ma coglie il succo del discorso, ci mostra la Chiesa dialogante non più docente [qui], che rinuncia al suo ruolo di Mater et Magistra. Anche in questo caso si tratta della diffusione dell'ennesimo contenuto attribuibile al dottore privato e dunque non assurgibile a Magistero; ma esso, di fatto, va a costituire il nuovo magistero liquido, che purtroppo fa ben più presa sull'opinione pubblica - compresi i fedeli meno attenti e quelli già deformati - rispetto a qualunque pronunciamento solenne riguardante fede e morale, al quale soltanto si deve aderire de fide purché non in contrasto con la Tradizione perenne.
Volevo proporvi il testo senza commenti, lasciando a voi le osservazioni; ma poi alcune chiose si sono imposte nell'immediata contundenza di certe espressioni. E di certo le osservazioni non finiscono lì.
Dico inoltre che rabbrividisco, nel riconoscere l'espressione di verità contemporaneamente alla loro "deformazione". Ormai siamo in fase di decollo verso lidi impraticabili. Alla fine mi sono accorta di aver fatto una essenziale vivisezione del testo, estraendone alcuni dati di evidente e ineludibile dissonanza, senza costruire un discorso sistematico, che richiederebbe maggior tempo che al momento non ho.
Dico inoltre che rabbrividisco, nel riconoscere l'espressione di verità contemporaneamente alla loro "deformazione". Ormai siamo in fase di decollo verso lidi impraticabili. Alla fine mi sono accorta di aver fatto una essenziale vivisezione del testo, estraendone alcuni dati di evidente e ineludibile dissonanza, senza costruire un discorso sistematico, che richiederebbe maggior tempo che al momento non ho.
Ho inserito a lato la foto che immortala l'uscita del "papa umile" dalla Sistina, senz'alcun 'segno' della sua alta Funzione; il che 'stride' con l'ambiente pregno di storia, di Bellezza e di solennità che sfida il tempo e i tempi. Attenzione a non confondere il semplicismo, che non è semplicità, con il rischio di 'dismissione', paradossalmente legato non all'esercizio dell'Autorità scaduta in un evidente autoritarismo, ma alla sfaldatura della 'sostanza' attraverso il rifiuto ostentato della 'forma', non solo nei simboli ma, come stiamo verificando, nella confusione e nel disorientamento vieppiù ingravescenti, anche nei gesti e nelle parole.










