Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 18 luglio 2026

Il card. Burke chiede di fermare la sinodalità e rivedere Traditionis Custodes

Il card. Burke chiede di fermare la sinodalità e rivedere Traditionis Custodes

È evidente da tempo la posizione conservatrice del Card. Raymond Leo Burke e finalmente abbiamo aggiornate dichiarazioni precise su aspetti problematici nella chiesa odierna. Purtroppo, finché queste ed altre dichiarazioni restano confinate alle interviste, ci confermano, ma nella realtà ecclesiale lasciano il tempo che trovano. Emerge un dato, credo, nuovo; e cioè che sono in diversi a pensarla come lui. Ma finché si limitano a pensare...

Leggo da diverse fonti (Infovaticana et alia) dichiarazioni del card. Burke che hanno fatto scalpore perché chiede di fermare la sinodalità, rivedere Traditionis Custodes e creare un dicastero per la Messa tradizionale.

18 Luglio. Il Sangue che fonda la nostra fiducia

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
18 Luglio. Il Sangue che fonda la nostra fiducia

Sangue di Cristo, pegno della vita eterna
Questa mattina la Litania ci conduce verso il compimento della speranza cristiana: il pegno della vita eterna.

La parola “pegno” indica una garanzia, un anticipo, qualcosa che ci viene dato ora in vista di un compimento futuro. Il Sangue di Cristo è pegno della vita eterna perché in esso ci è già donata la vittoria del Risorto. La redenzione non riguarda soltanto il perdono dei peccati nel presente. Apre l’uomo alla comunione eterna con Dio. Il Sangue del Figlio ci conduce oltre la morte, verso la vita che non finisce.

Questa verità è fondamentale, perché senza l’orizzonte della vita eterna la fede si restringe. Diventa aiuto morale, conforto psicologico, impegno sociale, appartenenza culturale. Tutte cose che possono avere un valore, certo, e l’uomo riesce sempre a trasformarle in programmi, commissioni e documenti pieni di parole. Il cristianesimo però è molto di più. È la vita nuova in Cristo, destinata alla gloria. Siamo stati redenti per vedere Dio.

Il card. Burke afferma che la messa tradizionale è "intimamente legata all'identità stessa" della Chiesa cattolica

Nella nostra traduzione da Lifesitenews. Il cardinale Burke ha affermato che la Messa tradizionale è "missionaria" e attrae i giovani grazie al suo senso del sacro e del trascendente. L'ultima di numerose posizioni di reazione alla Traditionis Custodes.  Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. Richiamo l'attenzione su alcune chiose sulle dichiarazioni...

Il card. Burke afferma che la messa tradizionale è "intimamente legata all'identità stessa" della Chiesa cattolica.

Il cardinale Raymond Burke ha nuovamente difeso con forza la Messa tradizionale, definendola recentemente "un tesoro inestimabile della Chiesa che deve essere preservato e custodito, poiché è intimamente legato all'identità stessa della Chiesa cattolica romana".

Queste dichiarazioni sono state rilasciate — durante l'evento del fine settimana di Pentecoste di quest'anno, a fine maggio ma rese pubbliche solo il 14 luglio — in un'intervista a Notre-Dame de Chrétienté, gli organizzatori del pellegrinaggio annuale di Chartres. Il pellegrinaggio ha attirato un numero record di 20.000 partecipanti, con un'età media di 22 anni, nonostante il caldo intenso e le restrizioni ancora in vigore per l'antico rito in molte diocesi.

Parlando del tema della missione, il Cardinale Burke ha sottolineato che la liturgia celebrata secondo l'uso più antico ( usus antiquior ) del Rito Romano è missionaria: "È evidente che questa liturgia è missionaria". "Lo si vede dai suoi frutti, oggi come nei secoli passati, perché attrae attraverso il suo senso del sacro e del trascendente. Ciò è particolarmente evidente nelle giovani generazioni, che hanno una profonda sete di spiritualità in un mondo sempre più orizzontale".

Il cardinale ha anche affrontato le preoccupazioni circa la compatibilità della devozione alla liturgia tradizionale con il Concilio Vaticano II. Ha respinto qualsiasi insinuazione secondo cui i cattolici che partecipano alla Messa secondo i riti liturgici del 1962 sarebbero in qualche modo meno che pienamente cattolici o contrari al Concilio. "È ovviamente possibile essere pienamente cattolici pur ricevendo i sacramenti secondo i Libri del 1962", ha affermato. "È assolutamente inaccettabile sostenere il contrario", sottolineando che i riti liturgici del 1962 erano proprio quelli utilizzati da tutti i Padri conciliari durante il Concilio Vaticano II. Qualsiasi affermazione secondo cui la fedeltà a questi libri implichi il rifiuto del Concilio o della validità delle forme successive dei sacramenti è, secondo il suo insegnamento, storicamente e teologicamente infondata.

Il cardinale ha auspicato uno studio più approfondito degli sviluppi liturgici intercorsi tra il 1965 e il 1969, compreso l'esame del progetto di Messale da parte del Sinodo dei Vescovi, al fine di chiarire il processo che ha portato alla promulgazione del Messale del 1969, ossservando che "In tal senso si sta lavorando molto" [Peccato che non risulti, almeno finora... -ndT].

Il cardinale Burke, originario della diocesi di La Crosse, nel Wisconsin, ha anche impartito una catechesi sulla dottrina secondo cui «fuori dalla Chiesa non c'è salvezza», sottolineando che «l'unica via di salvezza che conosciamo con certezza – perché Dio ce l'ha rivelata – passa attraverso la Chiesa e il battesimo». «È in questo senso che separarsi volontariamente dalla Chiesa attraverso lo scisma o l'eresia mette a repentaglio la propria salvezza. La Sacra Scrittura e Nostro Signore, così come l'insegnamento costante della Chiesa, sono sempre stati chiari sul fatto che, purtroppo, le anime si perdono». [L'importante è rendersi conto quand'è che, oggi, è la gerarchia ad allontanarsi dall'insegnamento costante della Chiesa -ndT]

L' intervista si è svolta nel contesto dell'appello di Papa Leone XIV a soluzioni pastorali generose per le comunità devote alla Forma Straordinaria della Messa ( Vetus Ordo ), nel rispetto delle linee guida del Concilio. Il Cardinale Burke ha accolto con favore questo approccio, esprimendo la speranza che la prossima visita del Papa in Francia, dal 25 al 28 settembre – con tappe a Parigi e Lourdes – porti un messaggio di unità e di guarigione per le ferite che attualmente affliggono la Chiesa.

Il cardinale Burke ha inoltre evidenziato segnali di speranza in un contesto di secolarizzazione. Pur notando il gradito aumento dei catecumeni adulti in Francia, ha messo in guardia dal fatto che ciò non debba oscurare il calo dei battesimi infantili e ha sollecitato un rinnovato impegno nella trasmissione della fede ai bambini attraverso "una solida educazione cristiana". Ha osservato un autentico rinnovamento in atto nelle famiglie cristiane numerose sia in Francia che negli Stati Uniti, definendolo "un vero segno di speranza".

A questo proposito, lo stesso pellegrinaggio di Chartres, con il gran numero di giovani partecipanti che si accostano ai sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia, è servito da esempio vivente della vitalità spirituale descritta dal Cardinale Burke, che osserva: «Questo pellegrinaggio è notevole per la grande giovinezza dei suoi partecipanti e per il loro entusiasmo e fervore». «È un grande segno di vitalità spirituale e dell'azione dello Spirito Santo. È anche una bellissima ragione di speranza. Possa ogni partecipante conservare questo slancio spirituale per tutta la vita».

____________
AIUTATE - anche con poco - il nostro impegno. Aiutate l'informazione libera, gli approfondimenti cattolici e le quotidiane traduzioni accurate di Chiesa e post-concilio:
IBAN - Maria Guarini
IT66Z0200805134000103529621
Codice BIC SWIFT : UNCRITM1731

venerdì 17 luglio 2026

Arcivescovo Aguer: La persecuzione non riuscirà a fermare la crescita del movimento della Messa latina.

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Non è la prima voce in questo senso: è una tendenza ormai consolidata. Arcivescovo Aguer: "Le persecuzioni o le misure estreme del progressismo non sono in grado di fermare questo movimento in crescita — che, come abbiamo visto, va ben oltre la semplice moda". Contrariamente a quanto auspicato dal papa precedente, la soppressione della messa in latino ha contributo a un crescente interesse per la tradizione e l'ortodossia. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia al tempo di Leone.

Arcivescovo Aguer: La persecuzione non riuscirà a fermare la crescita del movimento della Messa latina.

Papa Benedetto XVI, che sarà per sempre ricordato e che con ogni probabilità un giorno verrà proclamato Dottore della Chiesa, nel Summorum Pontificum, il suo motu proprio del 2007 sui due usi dell'unico rito romano nelle sue forme ordinaria e straordinaria, cercò di liberalizzare la celebrazione della Messa comunemente chiamata "tradizionale", "tridentina", "di San Pio V" o "dei secoli". Lo fece con l'obiettivo di contribuire alla pace liturgica e per rispetto verso un'antica e venerabile consuetudine. In questo modo, qualsiasi sacerdote avrebbe potuto celebrare la Messa in latino senza bisogno di permessi speciali o rischiando ritorsioni ideologicamente motivate da parte di alcuni vescovi.

Nella sua lettera ai vescovi di tutto il mondo che accompagnava il motu proprio , il Pontefice ha sottolineato che “ciò che era sacro per le generazioni precedenti rimane sacro e grande anche per noi, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o addirittura considerato dannoso”. Solo Dio sa quanto abbia sofferto il Papa tedesco quando, 14 anni dopo, il 16 luglio 2021, il suo successore al soglio pontificio ha abrogato quella legge con un tratto di penna e ha imposto restrizioni draconiane al Vetus Ordo. Qualcosa di quella sofferenza è stato rivelato nei giorni scorsi dal suo fedele segretario personale, l'arcivescovo Georg Gänswein [qui].

17 Luglio. Il Sangue che libera le anime purganti

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
17 Luglio. Il Sangue che libera le anime purganti

Sangue di Cristo, liberazione delle anime del purgatorio
La preghiera litanica di questa mattina ci conduce dentro uno dei misteri più delicati della comunione dei santi: la liberazione delle anime del purgatorio.

La Chiesa ha sempre pregato per i defunti. Non lo fa per sentimento, né per semplice memoria affettiva. Lo fa perché crede che l’amore di Cristo raggiunga anche coloro che, morti nella grazia di Dio, hanno ancora bisogno di essere purificati prima di entrare nella piena visione del Padre. Il purgatorio non è una seconda possibilità dopo la morte. È la purificazione finale di chi appartiene già a Dio, e proprio perché appartiene a Dio deve essere reso pienamente capace della sua luce.

Fede e ragione, o fede contro ragione? Bernardo, Abelardo, Tommaso d'Aquino

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge.
Fede e ragione, o fede contro ragione?
Bernardo, Abelardo, Tommaso d'Aquino


Tutte le miniature presenti in questo post raffigurano Aristotele in epoca medievale.

Sono certo che alcuni studiosi medievali considerassero il mondo più come un campo di gioco intellettuale, la religione più come un rompicapo logico e Dio più come un argomento ricorrente nel programma annuale delle lezioni. E come abbiamo visto nel saggio precedente [qui], il metodo educativo chiamato scolastica incoraggiava una certa distanza emotiva tra l'anima e la materia di studio: le autorità erano rispettate ma anche messe in discussione, i dubbi erano considerati parte del percorso verso la verità, la logica formale veniva applicata in modo piuttosto spietato e l'esperienza complessiva era sistematica piuttosto che appassionata, mistica o liturgica. Inoltre, l'eccellenza accademica era utile non solo per acquisire saggezza, ma anche per avanzare nella carriera.

giovedì 16 luglio 2026

16 Luglio Festa e devozione alla Beata Vergine del Carmelo

Oggi, nella ricorrenza della festa della Beata Vergine del Carmelo, riprendo precedenti sempre attuali. Chiediamo la sua materna intercessione per noi, per la Chiesa tutta e per il mondo intero, attraversato da tanto degrado spirituale e morale e da minacce di una guerra più allargata. Anche chi non ha ricevuto lo scapolare può consacrarsi alla Vergine e prenderla definitivamente in sua (Gv 19, 27). 
Il primo profeta d'Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costruirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell'Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall'inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.
Vedi anche Il perdono del Carmelo [qui]

«Flos Carmeli, Vitis florigera, Splendor Coeli, Virgo puerpera singularis.
Mater mitis, sed viri nescia, Carmelitis esto propitia, Stella Maris.
Radix Iesse, germinans flosculum, hic adesse me Tibi servulum patiaris.
Inter spinas quae crescis Lilium, serva puras mentes fragilium, tutelaris!
Armatura fortis pugnantium, furunt bella tende praesidium Scapularis.
Per incerta prudens consilium, per adversa iuge solatium largiaris.
Mater dulcis, Carmeli Domina, plebem Tuam reple laetitia qua bearis.
Paradisi Clavis et Ianua, fac nos duci quo, Mater, coronaris. Amen
» (San Simone Stock)
Fior del Carmelo, vite fiorita, splendore del cielo, tu solamente sei vergine e madre.
Madre mite, pura nel cuore, ai figli tuoi sii propizia, stella del mare.
Ceppo di Jesse, che produce il fiore, a noi concedi di rimanere con te per sempre.
Giglio cresciuto tra alte spine, conserva pure le menti fragili e dona aiuto.
Forte armatura dei combattenti, la guerra infuria, poni a difesa lo scapolare.
Nell’incertezza dacci consiglio, nella sventura, dal cielo impetra consolazione.
Madre e Signora del tuo Carmelo, di quella gioia che ti rapisce sazia i cuori.
O chiave e porta del Paradiso, fa’ che giungiamo dove di gloria sei coronata. Amen.

Che cosa significa - che cosa comporta
La devozione a Maria nel Carmelo - legata alla storia e ai valori spirituale dell'Ordine dei "frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" (Carmelitani) - è espressa mediante lo "Scapolare del Carmine" - o "abitino" (indicato anche con altri nomi secondo i diversi luoghi) - ed è una delle devozioni più amate tra il popolo di Dio. 

La grande diffusione sembra doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata almeno alla fine del secolo XIV. È una devozione antica, che, tuttavia, conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici. 

Lo Scapolare del Carmine
La decisione di consacrarsi a Maria deriva da una scelta della volontà, mossa dalla fede e dall'amore. È quindi un atto intimo, personale, che impegna le facoltà dell'anima. Può tuttavia manifestarsi esternamente per mezzo di un rito o di segni, che cadono sotto l'esperienza dei sensi e possono essere percepiti dagli altri.

Il Patto del Quirinale e il destino europeo del Mediterraneo

Non dimentichiamo gli eventi rimarchevoli della nostra politica.
Il Patto del Quirinale e il destino europeo del Mediterraneo

Vi sono momenti nella storia in cui un documento diplomatico vale meno di quello che lascia intuire tra le righe, e altri in cui esso anticipa, quasi profeticamente, un ordine del mondo che ancora non esiste ma che già si annuncia. Il Trattato per una Cooperazione Bilaterale Rafforzata tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese, firmato al Quirinale il 26 novembre 2021 da Mario Draghi e da Emmanuel Macron, appartiene — almeno nelle intenzioni originarie — a questa seconda categoria. Eppure la sua storia reale ha assomigliato, nei cinque anni successivi, più a quella del seme che cade su terreno sassoso di cui parla il Vangelo di Marco: vivo, ma incapace di radicarsi in profondità. Il vertice di Antibes del 25 giugno 2026, il trentaseiesimo incontro intergovernativo italo-francese, ha rappresentato il tentativo — riuscito almeno nell’immediato — di trasferire quel seme in un suolo più fertile. La domanda che occorre porre, con il rigore di chi non si accontenta della cronaca, è se si tratti di una primavera vera o dell’ennesimo fiore di stagione destinato a sfiorire prima dell’estate geopolitica che ci attende.

16 Luglio. Il Sangue che consola chi piange

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
16 Luglio. Il Sangue che consola chi piange

Sangue di Cristo, sollievo degli afflitti
Una delle lodi più belle al Sangue di Gesù è l’appellativo di sollievo degli afflitti.

L’afflizione appartiene alla vita di tutti. Può avere il volto della malattia, del lutto, della solitudine, della fatica familiare, della preoccupazione per una persona amata, della prova spirituale, della stanchezza che si accumula senza clamore. Non tutte le afflizioni si vedono. Alcune persone sorridono, lavorano, rispondono con gentilezza, e dentro portano pesi che nessuno conosce. Il cuore umano è spesso un piccolo santuario di dolori nascosti, e naturalmente il mondo preferisce accorgersene quando ormai è tardi, perché la delicatezza preventiva costa troppo.

Il Sangue di Cristo è sollievo degli afflitti perché Gesù non consola da lontano. Ha conosciuto la sofferenza dall’interno. Ha pianto davanti alla tomba di Lazzaro. Ha provato tristezza e angoscia nel Getsemani. Ha sperimentato il tradimento, l’abbandono, la violenza, la sete, la morte. Il suo Sangue versato non è un discorso sul dolore. È Dio che entra nel dolore dell’uomo e lo apre alla speranza.

Segni e pilastri della Chiesa /Una revisione su ciò che la sinodalità non è

Nella nostra traduzione da Substack.com. Sulla sinodalità abbiamo scritto a iosa; ma è sempre bene tener desta l'attenzione visto il punto in cui siamo. Dal punto di vista storico e teologico, il Cattolicesimo si fonda su tre "pilastri": la Scrittura, la Tradizione e il Magistero. Tutti sono necessari; tutti sono reciprocamente interconnessi; tolto il fatto che il Magistero è subordinato agli altri due.Qui uno dei precedenti. Qui l'indice degli articoli dedicati. Troverete nel testo altri link pertinenti di riferimento.

Segni e pilastri della Chiesa
Una revisione su ciò che la sinodalità non è


Una corda a tre capi non si spezza facilmente” (Ecclesiaste 4:12).

«Credo in una Chiesa, santa, cattolica e apostolica.» ~ Credo niceno (325 d.C.)

Per due millenni, gli insegnamenti del Cristianesimo sono stati chiari. Chiunque desideri una rapida introduzione può riflettere sul Credo niceno. Abbiamo la Scrittura, la Tradizione e gli scritti dei Padri della Chiesa se abbiamo bisogno di tornare alle nostre radici, per non parlare dei catechismi offerti nel corso dei secoli.

Ci sono quattro segni distintivi della Chiesa, e la sinodalità non è tra questi.
Ci sono tre pilastri della Chiesa, baluardo della Verità, e la Sinodalità non è tra questi.
Questi sono i nostri punti di riferimento, le nostre pietre miliari, che ci mantengono saldi nell'ovile. Dissipano la confusione.

mercoledì 15 luglio 2026

Giovedì 16 luglio, a Bergamo, la Messa antiquior della Madonna del Carmelo

Carissimi amici in Cristo,
vi comunico che giovedì 16 luglio, alle ore 20:00, presso la Chiesa di San Leonardo (Bergamo - largo Nicolò Rezzara, 2), sarà celebrata la Santa Messa della Madonna del Carmelo.

Chi desidera può portare lo Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, che sarà benedetto ed imposto al termine della Santa Messa.
Un saluto nel Signore.  
Lorenzo Vitali
Comitato Summorum Pontificum di Bergamo

Marcello Veneziani. La debole speranza di disarmare l’Intelligenza artificiale

Il nuovo documento di Leone XIV sull'Intelligenza artificiale suscita molti e variegati commenti. Di seguito riprendiamo quello di Marcello Veneziani. 

La debole speranza di disarmare l’Intelligenza artificiale

Doverosa e prevedibile la prima enciclica di Papa Leone XIV, necessaria e vana. Ma sacrosanta. Propone di disarmare l’Intelligenza artificiale ma la Chiesa a sua volta è disarmata, non ha il potere di frenare e guidare la tecnica, esorta, predica e non può fare altro. Eppure se non lo fa la Chiesa, il Papa, quale altra autorità morale e spirituale è in grado di esprimere questa onesta preoccupazione, di salvaguardare l’uomo nel nome della sua ispirazione divina? Parla all’umanità intera e nel nome di quei due miliardi di uomini che in vario modo vivono nella cristianità. Non ce ne sono altre.

Ho letto l’intera enciclica, non mi sono accontentato dei sunti, dei passi e dei titoli e non l’ho fatto perché pignolo e precisino ma perché reputavo che il tema, la fonte, le questioni che solleva meritassero l’attenzione. Così è stato, anche nei passi in cui era facile precedere il testo. Ora vi propongo una sintesi commentata.

La regola di San Benedetto tra storia e modernità

Precedenti qui - qui - qui - qui.
La regola di San Benedetto tra storia e modernità

Nell'immagine: San Benedetto porge la sua Regola a san Mauro e ad altri monaci; miniatura francese da un manoscritto della Règle de St. Benoît (Regula Benedicti), abbazia di St. Gilles, 1129

La nascita della regola di San benedetto rappresenta il momento di cristallizzazione del monachesimo occidentale, trasformando un’esperienza spesso caratterizzata da eccessi eremitici in un sistema istituzionale equilibrato e duraturo. Redatta intorno alla metà del VI secolo da Benedetto da Norcia (+ 547,), l'opera si inserisce in un’Europa segnata dal collasso delle strutture romane e dalle invasioni barbariche. In questo vuoto di potere e di civiltà, il monastero benedettino non si configurò solo come rifugio spirituale, ma come un microcosmo d'ordine, dove il caos esterno veniva arginato da una disciplina fondata sulla discrezione e sulla stabilità. La Regola non inventò il monachesimo, ma lo perfezionò, attingendo alla precedente Regula Magistri e sintetizzandola in un testo di straordinaria efficacia pratica e spirituale.

15 Luglio. Il Sangue che fa germogliare la verginità del cuore

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
15 Luglio. Il Sangue che fa germogliare la verginità del cuore

Sangue di Cristo, germoglio dei vergini
L’invocazione odierna della litania del Preziosissimo Sangue è delicata e luminosa: il Sangue di Cristo è germoglio dei vergini e delle vergini.

La verginità cristiana non nasce dal disprezzo del corpo, né dal rifiuto dell’amore umano. Nasce da una pienezza. È una forma di appartenenza totale a Cristo, un segno del Regno futuro, una testimonianza che Dio può prendere tutto il cuore e renderlo fecondo in modo nuovo. La Chiesa ha sempre venerato i vergini e le vergini consacrate non come persone sottratte alla vita, ma come vite donate interamente al Signore.

Proviamo a fare i conti: che non tornano...

La realtà è quella descritta, ache se il deep state col suo politicamente corretto non lo riconosce. Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.
Proviamo a fare i conti: che non tornano...

Immigrati clandestini, conviene rimpatriarli o, come va di moda dire, remigrarli? Oppure conviene tenerseli, come sostiene la sinistra?
Facciamo due conti e le sorprese non mancheranno.

Un rimpatrio forzato costa circa 3.500 euro. Lo dice il Ministero dell'Interno, ultimo aggiornamento in Gazzetta Ufficiale. Non un'opinione, un dato certificato.
Tremilacinquecento euro: un volo, una scorta di polizia, le pratiche. Quanto una vacanza per due a Sharm el-Sheikh.
Ma allora perché oltre trecentomila clandestini - secondo le stime più prudenti - sono ancora qui?

martedì 14 luglio 2026

Alcuni atti di disubbidienza sono più sbagliati di altri

Alcuni atti di  disubbidienza sono più sbagliati di altri 

Il vero obbediente
George Orwell scrisse nella celebre frase de "La fattoria degli animali" che "tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri". È una di quelle rare frasi letterarie che sono sfuggite ai confini della finzione perché colgono qualcosa di duraturo delle istituzioni umane: hanno una straordinaria capacità di applicare gli stessi principi in modo piuttosto diverso, a seconda di chi si trova a doverli subire.

Bisogna constatare, con rammarico, che la Chiesa cattolica non sembra essersi dimostrata del tutto immune.

Quando i tradizionalisti di stampo lefebvriano commettono quello che, in fondo, è un atto di disobbedienza, il meccanismo della disciplina ecclesiastica si rivela improvvisamente straordinariamente efficiente. Il diritto canonico si dimostra rassicurantemente vivo e vegeto. Le rubriche contano. L'autorità conta. L'obbedienza conta.

Imparare a imparare: cos'era veramente la scolastica medievale e cosa rappresenta ancora oggi

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge.
Imparare a imparare: cos'era veramente la scolastica medievale e cosa rappresenta ancora oggi.
proseguendo la nostra discussione su ragione e autorità
Robert Keim, 7 luglio

Il termine "scolastica" è ampiamente riconosciuto, ma forse non altrettanto compreso. La mia impressione è che la scolastica sia comunemente vista come un movimento filosofico che ha prevalso nelle università medievali e che trova la sua massima espressione nelle teorie proposte e nelle conclusioni raggiunte da Tommaso d'Aquino. Può inoltre essere associata a una teologia razionalista e a una forte dipendenza dalla logica formale. Non definirei nulla di tutto ciò strettamente errato, ma pensare alla cultura scolastica in questo modo significa non cogliere il punto fondamentale e relegare la scolastica saldamente nel passato, quando in realtà è altrettanto rilevante e utile oggi come lo era nel Medioevo. Chiunque si occupi di istruzione, a qualsiasi livello, può trarre beneficio dall'approccio scolastico alla condivisione del pensiero e alla ricerca della verità.

14 Luglio. Il Sangue che sostiene chi confessa la fede

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
14 Luglio. Il Sangue che sostiene chi confessa la fede

Sangue di Cristo, sostegno dei confessori
Un appellativo litanico stupendo che troviamo nella invocazione al Preziosissimo Sangue è affermare che il Sangue di Cristo è il sostegno dei confessori.

Nella tradizione della Chiesa, i confessori sono coloro che hanno testimoniato la fede con la vita, senza arrivare necessariamente al martirio cruento. Hanno confessato Cristo nella perseveranza, nella dottrina, nella carità, nella fedeltà quotidiana. Vescovi, sacerdoti, monaci, religiose, laici, uomini e donne che hanno attraversato il tempo senza separare la fede dalla vita. Non sempre hanno avuto una morte drammatica. Hanno avuto qualcosa di altrettanto esigente: una fedeltà lunga.

Michael Davies e le consacrazioni del 1988

Nella nostra traduzione da fsspx-news. Su Michael Davies precedenti qui - qui - qui - qui. Ampiamente citato in questo saggio di P. Pasqualucci qui.

Michael Davies e le consacrazioni del 1988

Michael Davies (1936-2004), scrittore britannico esperto di tradizione cattolica, fu uno dei principali difensori dell'arcivescovo Lefebvre nel mondo anglofono. Sebbene inizialmente disapprovasse le consacrazioni del 1988, divenne in seguito uno dei più strenui oppositori delle accuse di scisma e scomunica mosse contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Michael Davies, questo laico gallese come amava definirsi, ha indubbiamente contribuito più di chiunque altro a far conoscere e difendere l'arcivescovo Marcel Lefebvre nel mondo cattolico anglofono. Già negli anni '70, ancor prima che la Società di San Pio X si affermasse negli Stati Uniti e ben prima che avesse proprie pubblicazioni, lo difese, in particolare sulle pagine di The Remnant.

Senza voler esaminare qui tutta la sua opera o tutte le sue posizioni, le consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026 ci invitano a riconsiderare il suo giudizio riguardo alle consacrazioni del 30 giugno 1988. Michael Davies viene talvolta presentato o come un sostenitore incondizionato della Fraternità Sacerdotale San Pio X o come un tradizionalista che rinnegò l'arcivescovo Lefebvre quando quest'ultimo agì contro l'esplicito ordine di Papa Giovanni Paolo II. La realtà è più complessa.

lunedì 13 luglio 2026

Comunicato stampa della Casa Generalizia: La Fraternità presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026.

Comunicato stampa della Casa Generalizia: La Fraternità presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026.

Comunicato stampa del 13 luglio 2026

La Fraternità Sacerdotale di San Pio X comunica che, in risposta al decreto pubblicato il 2 luglio 2026 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, ha presentato ricorso preliminare l'11 luglio allo stesso Dicastero, conformemente ai canoni 1734 e seguenti del Codice di Diritto Canonico.
Tale passaggio, che costituisce il presupposto necessario prima dell'eventuale introduzione di un ricorso gerarchico, ha l'effetto di sospendere l'esecuzione del decreto, conformemente al canone 1353 del Codice di Diritto Canonico.
Con questo appello, la Fraternità intende esercitare il diritto che la Chiesa riconosce a chiunque si ritenga leso da un atto amministrativo di richiederne la rettifica, in uno spirito di rispetto per l'autorità ecclesiastica e di fedele adesione alla giustizia, alla verità e al bene della Chiesa.
La Fraternità Sacerdotale di San Pio X affida questa richiesta alle autorità competenti e pone questo processo nelle preghiere di tutti i fedeli.
Menzingen, 13 luglio 2026

Una nomina difficile da difendere

Sempre piu perplessi e scoraggiati; ma ci siamo forse dimenticati che R. Prevost è stato Prefetto del Dicastero per i Vescovi durante gli ultimi due anni del pontificato di Francesco?
Una nomina difficile da difendere

La nomina del vescovo Christian Würtz a Eichstätt è straordinariamente difficile da difendere. È un incarico terribile di Papa Leone.

Questo non è un prete oscuro le cui opinioni sono appena venute alla luce. Il vescovo Würtz ha pubblicamente sostenuto i testi chiave della via sinodale su questioni controverse, tra cui cerimonie di benedizione per coppie al di fuori della comprensione del matrimonio da parte della Chiesa, un maggiore riconoscimento della diversità di genere e riforme dell'insegnamento cattolico sulla sessualità. Si è impegnato simpaticamente con il movimento Maria 2.0 e ha trattato l'applicazione simbolica delle donne ai seminari come una seria manifestazione di preoccupazione, citando il diritto universale della Chiesa come ostacolo.

13 Luglio. Il Sangue che dà forza nella lotta

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
13 Luglio. Il Sangue che dà forza nella lotta

Sangue di Cristo, fortezza dei martiri
La Litania di oggi ci fa pregare: Sangue di Cristo, fortezza dei martiri, salvaci.

La parola “martire” significa testimone. Nella Chiesa, però, essa ha assunto un significato altissimo: il martire è colui che rende testimonianza a Cristo fino all’effusione del sangue. Non difende un’idea, non muore per orgoglio, non cerca la sofferenza come prova di grandezza. Resta fedele al Signore quando la fedeltà costa tutto. Il martire non mostra la forza dell’uomo, mostra la forza di Cristo nell’uomo.

La Chiesa è nata sotto il segno del Sangue. Dal costato trafitto del Signore sgorgano sangue e acqua, e da quel mistero nasce il popolo nuovo. Poi, lungo i secoli, il sangue dei martiri ha continuato a fecondare la vita cristiana. Da Stefano, primo martire, fino ai testimoni più recenti, la Chiesa ha sempre visto nei martiri una partecipazione particolare al sacrificio di Cristo. Essi non aggiungono nulla alla redenzione, che è piena e perfetta nel Sangue del Signore. La rendono visibile nella loro carne, nella loro fedeltà, nella loro offerta.

Crisi della Chiesa -- IV : Replica a SEm il cardinale Koch - di Paolo Pasqualucci

Crisi della Chiesa -- IV : Replica a SEm il cardinale Koch - di Paolo Pasqualucci 10 luglio 2026
Crisi della Chiesa -- IV:
Replica a SEm il cardinale Koch in difesa della Fraternità Sacerdotale San Pio X.


Sua Eminenza Kurt cardinal Koch, Prefetto del Dicastero per la promozione dell’Unità dei Cristiani, si è detto convinto che sarà ancora possibile riaprire il dialogo con la Fraternità fondata da mons. Lefebvre. Così riportava il blog ‘Chiesa e Postconcilio’ di Maria Guarini, il 4 luglio 2026, riproducendo in sintesi un suo intervento sulla rivista on line tedesca «Communio» [qui].

Sua Eminenza ha detto che la Chiesa dovrebbe fare “un esame di coscienza” nei confronti del Concilio poiché “il dibattito suscitato dalla Fsspx dovrebbe indurre anche la Chiesa a rivedere determinate interpretazioni successive al Concilio”. Pertanto, ha continuato, sarebbe opportuno “battersi il petto” e chiedersi quali aspetti necessitino correzione, per poter dimostrare che molti dei problemi denunciati dalla Fraternità non derivano da documenti conciliari, bensì da determinate tendenze emerse dopo il Vaticano II”.

domenica 12 luglio 2026

12 Luglio. Il Sangue che vince le potenze del male

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
12 Luglio. Il Sangue che vince le potenze del male

Sangue di Cristo, vincitore dei demòni
La preghiera litanica di questa mattina usa un linguaggio che può sembrare distante dalla sensibilità moderna: il Sangue di Cristo è victor dǽmonum, vincitore dei demòni.

Eppure questa invocazione è profondamente evangelica. Gesù è venuto per distruggere le opere del Maligno. Nei Vangeli lo vediamo liberare gli indemoniati, smascherare la menzogna, vincere la tentazione nel deserto, affrontare l’ora delle tenebre nella Passione. La redenzione non è soltanto guarigione interiore o consolazione morale. È vittoria reale di Cristo sul peccato, sulla morte e sul potere delle tenebre.

In Illo tempore /settima domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente qui. Sono lieta che anche questa settimana siamo riusciti a tradurre in contemporanea.

In Illo tempore /settima domenica dopo Pentecoste

La liturgia della settima domenica dopo Pentecoste pone uno specchio davanti all'anima e pone una domanda alla quale non si può sfuggire, né per posizione ecclesiastica, né per buone intenzioni, né per apparenza esteriore: quale frutto si sta portando? L'Epistola, il Vangelo, i canti, la Colletta e la preghiera dopo la Comunione convergono sullo stesso punto. Ci sono due servitù, due raccolti, due fini. Il peccato paga un salario, e quel salario è la morte. Dio fa un dono, e quel dono raggiunge il suo compimento nella vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Pio Parsch osserva che questa domenica inizia un nuovo movimento nella lunga stagione verde dopo la Pentecoste:

Domenica VII dopo la Pentecoste

Come ogni settimana percorriamo l'Anno liturgico, soffermandoci sulla Liturgia domenicale e i misteri divini che ci trasmette, per mantenere e aumentare il nostro fervore spirituale. Qui trovate l'ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi.

Domenica VII dopo la Pentecoste

Intróitus
Ps.46, 2 - Omnes gentes, plaudíte mánibus: iubiláte Deo in voce exsultatiónis.
Ps. 46, 3 - Quóniam Dóminus excélsus, terríbilis: Rex magnus super omnem terram. 
Glória Patri

Ps.46, 2 - Omnes gentes, plaudíte mánibus…
Introito
Sal. 46, 2 - O popoli tutti, applaudite: lodate Iddio con voce di giubilo.
Sal. 46, 3 - Poiché il Signore è l’Altissimo, il Terribile, il sommo Re, potente su tutta la terra. Gloria al Padre…
Sal. 46, 2 - O popoli tutti, applaudite…

Il ciclo domenicale del Tempo dopo la Pentecoste completa oggi il suo primo settenario. Prima della traslazione generale che dovettero subire le letture evangeliche in questa parte dell'anno, il Vangelo della moltiplicazione dei sette pani dava il suo nome alla settima Domenica e il mistero che esso racchiude ispira ancora in vari punti la liturgia di questo giorno.

La sapienza divina.
Ora, questo mistero è quello della consumazione dei perfetti nel riposo di Dio, nella pace feconda dell'unione divina. Salomone, il Pacifico per eccellenza, viene ad esaltare oggi la Sapienza divina, e a rivelare le sue vie ai figli degli uomini. Negli anni in cui la Pasqua tocca il punto più alto in aprile, la settima Domenica dopo la Pentecoste è infatti la prima del mese di agosto, e la Chiesa vi inizia, nell'Ufficio della notte, la lettura dei libri Sapienziali. Diversamente continua, è vero, quella dei libri storici, che può seguitare così ancora per cinque settimane; ma anche allora la Sapienza eterna conserva i suoi diritti su quella Domenica che il numero settenario le consacrava già in una maniera così speciale. Infatti, in mancanza delle istruzioni ispirate dal libro dei Proverbi, vediamo Salomone in persona dare il buon esempio nel terzo libro dei Re, preferire la Sapienza a tutti i tesori, e farla assidere con sé come la sua ispiratrice e la sua nobilissima Sposa sul trono di David padre suo.

sabato 11 luglio 2026

Il cardinale Radcliffe e due vescovi celebrano e benedicono l’anniversario di una coppia omosessuale. E per Roma tutto va bene

Qui l'indice degli articoli sulla Fiducia supplicans.
Il cardinale Radcliffe e due vescovi celebrano e benedicono l’anniversario di una coppia omosessuale. E per Roma tutto va bene

Una “messa di ringraziamento” per i cinquant’anni di vita comune di due attivisti omosessuali, un’omelia che ha presentato la loro relazione come un dono di Dio, una solenne benedizione liturgica impartita dal clero senza alcuna sanzione o rimprovero da parte di Roma, probabilmente troppo impegnata a cercare di scomunicare la Tradizione cattolica condannando la Fraternità sacerdotale San Pio X dopo le consacrazioni episcopali.

Questo il quadro. Non un incubo, bensì ciò che è realmente successo il 13 giugno 2026 alla presenza del cardinale domenicano Timothy Radcliffe, già maestro generale dell’Ordine dei predicatori, del vescovo John Crowley, vescovo emerito di Middlesbrough, del vescovo John Rawsthorne, emerito di Hallam, di padre Jim O’Keefe, celebrante principale della messa, e del canonico Chris Vipers, parroco.

11 Luglio /Sangue di Cristo fiume di misericordia

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
11 Luglio. Il fiume della misericordia

Sangue di Cristo, fiume di misericordia
Oggi contempliamo il Sangue di Gesù che è come un fiume di misericordia. Questa immagine è ricca e luminosa.

Il fiume nasce da una sorgente, scorre, attraversa la terra, porta vita dove passa. Non resta fermo, non si chiude su se stesso, non custodisce gelosamente la propria acqua. Il Sangue di Cristo è fiume perché la misericordia di Dio non è immobile. Dal Cuore trafitto del Signore sgorga una corrente viva che raggiunge la Chiesa, i sacramenti, i peccatori, i sofferenti, i lontani, ogni anima che si lascia toccare dalla grazia.

La misericordia non è debolezza di Dio. È la sua onnipotenza che si china sulla miseria dell’uomo per risollevarla. San Tommaso insegna che è proprio di Dio usare misericordia, e in questo si manifesta in modo eminente la sua onnipotenza. Questo è decisivo. La misericordia non contraddice la giustizia, non cancella la verità, non rende indifferente il bene e il male. La misericordia guarisce la miseria secondo la verità. Non chiama luce le tenebre, porta luce dentro le tenebre.

L'Esame di Fede. Dante dinnanzi a San Pietro

Amiamo anche la nostra cultura. Teologia medievale
L'Esame di Fede. Dante dinnanzi a San Pietro

Il XXIV canto del Paradiso non rappresenta soltanto un vertice della poesia dottrinale dantesca, ma costituisce una vera e propria trasposizione letteraria del modello pedagogico della scuola medievale.
L'interrogazione di Dante da parte di San Pietro sulla natura della fede non deve essere interpretata come un semplice dialogo mistico, bensì come una rigorosa disputatio accademica, in cui il pellegrino assume il ruolo dello studente che aspira al conseguimento del grado supremo del sapere.

Nella cornice dell'VIII cielo, quello delle Stelle Fisse, Dante si trova a sostenere un esame che ricalca fedelmente le tappe della lectio e della quaestio delle università duecentesche. San Pietro agisce come il magister che, con autorità apostolica, sottopone il candidato a una serie di quesiti definitori.
La formalità del linguaggio e la precisione terminologica utilizzata da Dante riflettono l'esigenza di rigore scientifico tipica della Scolastica.

venerdì 10 luglio 2026

L'essenza fraintesa delle Crociate - parte II

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis
L'essenza fraintesa delle Crociate
La seconda parte di un saggio sui “pellegrinaggi armati” del Medioevo.

Parte I - I “pellegrini armati” della cristianità medievale

Parte 2

Nell'anno 628, gli eserciti islamici iniziarono a conquistare città e territori in Siria e Palestina, e nel 638 il califfo musulmano Umar ibn al-Khattab entrò nella Città Santa.
Cavalcava un cammello bianco, i suoi abiti erano sporchi, impolverati e logori, e la sua figura esile rifletteva le difficoltà di anni di guerra nel deserto. Sofronio, patriarca di Gerusalemme, lo osservava presso il sito del Tempio di Salomone e, rivolgendosi a uno dei suoi ecclesiastici, mormorò in greco: «Ecco l'abominazione della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele».(1)
Si potrebbe dubitare che Sofronio abbia effettivamente pronunciato queste parole. Il commento potrebbe riflettere più fedelmente la valutazione del cronista, un uomo di nome Teofane, poiché Sofronio si premurava di trattare il Califfo con grande rispetto. Del resto, l'ostilità non avrebbe portato a nulla, visto che Gerusalemme si era arresa senza combattere.

10 Luglio /Il Sangue che disseta la sete di Dio

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
10 Luglio /Il Sangue che disseta la sete di Dio

Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime
Oggi la preghiera litanica ci conduce al mistero dell’Eucaristia dove il Sangue di Cristo è bevanda e lavacro delle anime.

Il Sangue di Cristo non è soltanto versato sulla croce. È donato sacramentalmente alla Chiesa. Nell’Eucaristia, il calice della salvezza non ci porta un ricordo lontano, non ci offre un simbolo destinato a commuovere la memoria. Ci comunica realmente il Sangue del Signore, sotto il segno sacramentale del vino consacrato. Il Crocifisso risorto nutre la sua Chiesa con il dono della sua vita.

Qui la fede deve restare concreta. Gesù non ha detto ai suoi soltanto di ricordarlo con affetto. Ha dato il suo Corpo e il suo Sangue. Ha voluto restare nella Chiesa come cibo e bevanda di salvezza. L’Eucaristia non è una cerimonia religiosa ben riuscita, né un momento comunitario più intenso degli altri. È il sacrificio di Cristo reso presente sacramentalmente, è il banchetto dell’alleanza, è il dono del Figlio che continua a raggiungere il suo popolo.

Recensione dell'Arciv. Cordileone del libro Lost in Translation del Dr. Michael Foley

Da Lost in Translation di Michael Foley prendiamo ogni settimana [vedi] le formule del latino liturgico pubblicate da New Liturgical Movement. Oggi riprendo la recensione dell'Arciv. Cordileone del libro da cui sono tratti gli articoli, anche perché contiene interessanti riflessioni sull'Anno liturgico.

Recensione dell'Arciv. Cordileone del libro Lost in Translation del Dr. Michael Foley

Radicati nella convinzione che la Sacra Liturgia, in quanto «esercizio dell'ufficio sacerdotale di Gesù Cristo», sia «il culmine verso cui tende l'attività della Chiesa» e «la fonte da cui scaturisce tutta la sua potenza», i Padri del Concilio Vaticano II affermarono la supremazia della preghiera liturgica nella vita della Chiesa e invitarono tutto il popolo di Dio – clero, religiosi e laici – a formarsi in una vita spirituale centrata sulla Liturgia della Chiesa. In tal modo, diedero voce autorevole al Movimento Liturgico che fioriva nella Chiesa da circa un secolo, il cui obiettivo centrale era il risveglio dei fedeli cristiani a una vita spirituale liturgicamente incentrata.

Tra gli scrittori cattolici contemporanei che rispondono all'appello del Concilio Vaticano II e del Movimento Liturgico, Michael P. Foley si è distinto sia a livello divulgativo con il suo bestseller "Drinking with the Saints" (e i volumi correlati) sia in ambito accademico con le sue approfondite e erudite esplorazioni della "ricapitolazione liturgica" e del "Tempo Ordinario" nel calendario liturgico della Chiesa. Ora, tuttavia, Foley ha realizzato un'opera ibrida tra divulgazione e rigore accademico in "Lost in Translation: Meditating on the Orations of the Traditional Roman Rite" (Angelico Press, 2023), un'opera di profonda riflessione teologica e spirituale, scritta in una prosa accessibile.

giovedì 9 luglio 2026

Per smontare le calunnie nei confronti di mons. Lefebvre basta una foto

Per smontare le calunnie nei confronti di mons. Lefebvre basta una foto

Scrive un lettore:
"Mi è capitato di imbattermi stamattina presto in un finale di articolo di un noto scrittore su un altrettanto noto sito conservatore in cui si citava il (presunto) colloquio avvenuto tra Padre Pio e Mons. Lefebvre, nel quale il primo avrebbe messo in guardia Monsignore e profetizzato il male che sarebbe sortito dalla divisione della Chiesa per via delle sue scelte in contrasto con Roma.
Molto perplesso circa tale fatto mi sono documentato velocemente, imbattendomi peraltro in un articolo di pochi giorni fa di Radio Spada nel quale, pur confermando l'avvenuto incontro storico tra i due personaggi, si spiega tuttavia come tale fatto sia ripescato ciclicamente ad uso improprio da chi vuole trarne giovamento e danneggiare la Fraternita'. In proposito, viene citata la dichiarazione di Mons.Lefebvre del 1990 in cui escludeva ogni colloquio e profezia in merito di Padre Pio. Vista la rilevanza della vicenda sarebbe bene fare chiarezza anche su questo stimato blog."
Mi limito a riprendere, insieme alla foto, quanto da noi pubblicato anni fa. E aggiungo, per chi obietta che il momento dell'incontro è precedente alla consacrazione dei vescovi, che padre Pio è ben noto per il suo discernimento degli spiriti e anche per la sua preveggenza.  Mi pare evidente che, se avesse avuto da obiettare, non avrebbe baciato la mano e qualcosa avrebbe detto. Oppure, come in altri casi, avrebbe rifiutato l'incontro...
_____________ 
« È venuto in visita da padre Pio monsignor Marcel Lefebvre, arcivescovo di Synnada (Frigia), superiore generale della Congregazione dello Spirito Santo, e inoltre consultore della Congregazione di Propaganda Fide. Monsignor Lefebvre ha assistito alla Messa di padre Pio e s'è quindi incontrato con lui (vedere foto)» (dal bollettino ufficiale della Casa Sollievo della Sofferenza, 31 marzo 1967).
« L'incontro ebbe luogo dopo la Pasqua del 1967 e durò due minuti. Ero accompagnato da Padre Barbara da un Frate dello Spirito Santo, frate Felin. Ho incontrato Padre Pio in un corridoio, mentre si dirigeva verso il confessionale, accompagnato da due cappuccini. Gli ho detto in poche parole lo scopo della mia visita: che lui benedicesse la Congregazione dello Spirito Santo che doveva svolgere un capitolo generale straordinario, come tutte le società religiose, per un aggiornamento, incontro che temevo avrebbe condotto a dei problemi. Allora Padre Pio gridò: 'Me, benedire un Arcivescovo, no, no, è lei che dovrebbe benedire me!' E si chinò, per ricevere la benedizione. Io lo benedissi, lui baciò il mio anello e continuò il suo cammino verso il confessionale... Questo è stato tutto l'incontro, né più né meno » (da una lettera di Marcel Lefebvre, 8 agosto 1990)

A dieci anni dalla pubblicazione, il Vaticano rivisiterà Amoris Laetizia

Come già accennato qui, sinodalità a tutto campo per la rivisitazione di Amoris Laetitia. Qui l'indice dei precedenti sull'esortazione post sinodale. Qui l'indice degli articoli riguardanti il Sinodo sulla famiglia. 

A dieci anni dalla pubblicazione,
il Vaticano rivisiterà Amoris Laetizia


Il prossimo messe di Ottobre l'incontro dei vescovi in Vaticano discuterà temi pastorali come il divorzio e la vita familiare, in occasione del decimo anniversario di Amoris Laetitia, l'esortazione apostolica post-sinodale del 2016 di Bergoglio sull'amore nella famiglia e sulla cura pastorale delle famiglie [qui uno degli innumerevoli commenti critici.  Per il resto potete consultare il nutrito indice nell'incipit -ndr], che molte controversie ha suscitato in merito alla questione se il capitolo otto modificasse l'insegnamento della Chiesa sulla Comunione per i divorziati risposatisi civilmente.

L'incontro, convocato dal Papa, si terrà dal 7 al 14 ottobre con i capi delle Chiese cattoliche orientali e i presidenti delle conferenze episcopali per approfondire l'attuazione del documento.

9 Luglio/ Il Sangue che riscatta l'uomo

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
9 Luglio Luglio/ Il Sangue che riscatta l'uomo intero

Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono
C’è una verità che non lascia spazio alle illusioni: senza il Sangue di Cristo non vi è perdono.

L’invocazione proposta dalle litanie è forte, quasi severa. Ci ricorda che il perdono non è una semplice cancellazione emotiva, né una dimenticanza benevola da parte di Dio. Il perdono cristiano nasce dal Sangue di Cristo. Là dove il peccato ha rotto la comunione con Dio, il Figlio ha offerto se stesso per riaprire la via della misericordia. Il perdono non è economico, non è banale, non è automatico. È gratuito per noi, perché Cristo lo ha pagato con il suo Sangue.

Leone XIV, le “Chiavi di San Pietro” e la Fraternità San Pio X

L'ennesima riflessione interessante sulla quale vale la pena soffermarsi.
Leone XIV, le “Chiavi di San Pietro” e la Fraternità San Pio X

Una predica del Papa mostra che la vera posta in gioco dello scontro fra Vaticano e la Fraternità è rappresentata dal mutato concetto di verità e dal corretto rapporto fra obbedienza e verità

Il 29 giugno, nella Messa solenne per la festa dei Santi Pietro e Paolo, il Papa ha tenuto un’omelia, nel corso della quale si è soffermato sul tema dell’unità, dando una particolare interpretazione della simbologia delle “chiavi di san Pietro”. Penso non sia temerario pensare che, implicitamente, abbia cercato di parlare della situazione della Fraternità San Pio X e delle consacrazioni del 1 luglio:

mercoledì 8 luglio 2026

Luglio 2026. Calendario delle Sante Messe antiquior a Bergamo

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di luglio celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.
In particolare segnalo che la Santa Messa di domenica 19 luglio (VIII domenica dopo Pentecoste) inizierà alle ore 9:00 per evitare la sovrapposizione con l’attività parrocchiale.
Inoltre segnalo che dopo la Messa di venerdì 3 luglio (I venerdì del mese) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.
Ricordo che prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario.
Ringrazio e vi invito a pregare per mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, mons. can. Michelangelo Finazzi, Vicario episcopale per i laici e per la pastorale, mons. can. Giovanni Carzaniga, Prevosto di Sant’Alessandro in Colonna, e per i sacerdoti.

È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link:

8 Luglio / Il prezzo della nostra salvezza

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
8 Luglio / Il prezzo della nostra salvezza

Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza
Oggi l’invocazione delle Litanie apre una verità decisiva: il Sangue di Cristo è il prezzo della nostra salvezza.

Comprendo che la parola “prezzo” può sembrare dura. Nel linguaggio quotidiano richiama lo scambio, il costo, il valore misurabile delle cose. Nella fede, invece, essa ci porta dentro il mistero del riscatto. L’uomo non si è salvato da solo. Non ha potuto liberarsi con le sue forze dal peccato, dalla morte, dalla lontananza da Dio. Aveva bisogno di essere riscattato, e il prezzo di questo riscatto è stato il Sangue di Cristo.

Questa verità va custodita con attenzione. Parlare del Sangue come prezzo della salvezza non significa immaginare il Padre come un creditore severo che esige il sangue del Figlio per placarsi. Questa sarebbe una caricatura indegna della fede cristiana. Il Padre dona il Figlio. Il Figlio offre se stesso nello Spirito. La redenzione nasce dall’amore trinitario, non da una necessità crudele. Il prezzo della nostra salvezza è il valore infinito dell’amore con cui Dio ha voluto raggiungerci fino all’estremo.

Il card. Ratzinger e la questione lefebvriana

Lo avevo pubblicato all'epoca sul mio sito Internetica. L'allora card. Ratzinger parla della questione lefebvriana et alia... Lo avevo citato in un commento; ma ora lo estraggo. Lo storicismo conciliare purtroppo può andare oltre perché non riconosce la Verità oggettiva e applica interpretazioni transeunti secondo le mode del tempo; ma alla fine la Verità sa farsi riconoscere ed imporsi...

Il card. Ratzinger e la questione lefebvriana
Dall'Indirizzo del Card Ratzinger alla Conferenza Episcopale Cilena, 13 luglio 1988

Negli ultimi mesi abbiamo lavorato molto intorno al caso Lefebvre, con l'intenzione sincera di creare per il suo movimento un spazio all'interno della Chiesa, spazio che sarebbe stato sufficiente perché esso potesse vivere. La Santa Sede è stata criticata per questo. Si dice che non ha difeso il Concilio Vaticano II con energia sufficiente; che, mentre ha trattato i movimenti progressisti con severità grande, ha mostrato una simpatia esagerata con la rivolta tradizionalista. Lo sviluppo degli eventi è sufficiente per confutare queste asserzioni. L'[accusa di] rigorismo del Vaticano di fronte alle deviazioni dei progressisti, presentato in modo mitico, è apparsa essere soltanto un discorso vuoto. Finora, infatti, sono stati pubblicati soltanto dei moniti; in nessun caso ci sono state pene canoniche rigorose in senso stretto. Ed il fatto che, quando le cose si sono messe male, Lefebvre ha ritrattato un accordo che già era stato firmato, indica che la Santa Sede, se ha fatto concessioni davvero generose, non gli ha garantito quella licenza completa che egli desiderava. Lefebvre ha visto che, nella parte fondamentale dell'accordo, era obbligato ad accettare il Vaticano II e le affermazioni del Magistero post conciliare, secondo l'autorità propria di ogni documento.

Mons. Schneider: le consacrazioni episcopali della FSSPX non saranno in alcun caso scismatiche

Un testo più articolato della posizione di mons. Schneider già segnalata qui e qui.

Mons. Schneider: le consacrazioni episcopali della FSSPX
non saranno in alcun caso scismatiche


Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, ha concesso lunedì 9 marzo 2026 una lunga intervista al giornalista Andreas Wailzer sul canale YouTube Kontrapunkt. In essa ha esposto il suo pensiero riguardo alla Fraternità San Pio X e alle consacrazioni episcopali che questa prevede di effettuare il prossimo 1° luglio. Ecco alcuni passaggi.

Mons. Schneider ha ricordato su Kontrapunkt di aver rivolto, lo scorso 24 febbraio, un appello a papa Leone XIV affinché concedesse il mandato apostolico per le consacrazioni episcopali della FSSPX: «Bisognerebbe essere magnanimi in questo caso, tanto più che la Fraternità San Pio X ha la stessa fede. Non ha inventato una nuova fede, non ha inventato una nuova liturgia, non ha inventato una nuova formazione sacerdotale; ha esattamente la stessa fede, la stessa liturgia, lo stesso catechismo, la stessa formazione sacerdotale che la Chiesa universale, in tutto il mondo, aveva fino al Concilio Vaticano II, e che addirittura imponeva rigorosamente da secoli. È semplicemente logico, ed è anche conforme al buon senso: non può essere falso. La Chiesa non può comunque aver avuto, per secoli, una tale formazione sacerdotale, aver annunciato una fede così concreta e aver celebrato una tale liturgia, con frutti così evidenti, perché ora si dica che era carente. E quando una comunità chiede semplicemente: «Lasciateci fare ciò che la Chiesa ha ritenuto sacro per secoli», e non le viene concesso, è proprio questo il problema. »