giovedì 12 settembre 2013

La pastorale pressappochista di Papa Francesco

Su segnalazione di un lettore, riprendo - condividendo - questa riflessione dal blog Dotta ignoranza

Non scandalizzatevi, non indignatevi !
Qui si parla di pressapochismo nel senso autentico e non in maniera dispregiativa, tale termine infatti riassume in maniera molto chiara il modo di parlare, di predicare e di annunciare di Papa Francesco, sopratutto se messo a confronto con i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI noti per il loro rigore teologico.

Cosa significa esattamente nella lingua italiana il termine "pressapochismo".
Secondo la "Treccani" : Tendenza, atteggiamento tipico di chi, nel lavoro o in qualsiasi altra attività, si accontenta dell’approssimazione, senza preoccuparsi affatto dell’esattezza e della precisione.

Non è una critica al Santo Padre, l'intenzione è tutt'altra : esaltarne la genialità e il cosiddetto "zelo" pastorale. Allo stesso tempo però, non si può far a meno di evidenziare i rischi di una tale azione missionaria improntata sulla semplicità esteriore e di esposizione.

La nostra epoca è certamente dominata da un grande vizio: la superficialità, anzi prendendo spunto dalle parole del "Superiore dei Gesuiti" Adolfo Nicolas, possiamo parlare di una "globalizzazione della superficialità".

Dinanzi a tale "leggerezza" dell'uomo moderno, la missione della Chiesa si è trovata assai in difficoltà nel recente passato.

L'incapacità di colpire il cuore dell'uomo, l'idea di parlare quasi dei linguaggi diversi, la difficoltà di presentare l'annuncio del Regno di Dio in un mondo che afferma come Camus che "Dio è un'inutile ipotesi di cui posso fare a meno", in tutto ciò lo smarrimento della Chiesa era palpabile.
Del resto l'annuncio della Rivelazione è qualcosa di talmente profondo che tocca le corde più profonde dell'uomo, corde spesso che l'uomo moderno dubita di avere in sé.

L'intreccio tra profondità, mistero e semplicità della Rivelazione sono notevoli, ricordo un pensiero di Romano Guardini a riguardo :
"La redenzione non ha nulla di un incantesimo o di una magia, essa non rende fantastico l'esserci dell'uomo. Al contrario, ne fa una realtà molto più solida ed effettiva, poiché solo ora egli vede veramente che cos'è la sua esistenza e ne trae le conseguenze con chiarezza, senza più veli".

La Rivelazione  quindi, essendo allo stesso tempo profondità e semplicità, può essere vista, interpretata ed annunciata in diversi modi : più spirituali, più pratici, più mistici, più comunitari, ma pur sempre viene annunciata.

Di fronte a questa multiformità dell'annuncio e di fronte alle difficoltà nell'evangelizzazione, specie in Europa, la Chiesa con Papa Francesco ha intenzione di cambiare non la sostanza ma piuttosto il metodo dell'evangelizzazione.

"Ha intenzione" di non cambiare la sostanza ma il metodo, il virgolettato è d'obbligo, non si sa come andrà questo cambiamento, ma certo ha in sé i suoi rischi che non vanno trascurati.

Si scorgono già i primi frutti di questa "pastorale pressapochista" che rinuncia alla precisione dottrinale in favore della semplicità: piazze piene ovunque si rechi il Papa, folle oceaniche alle udienze del Mercoledì per non parlare degli Angelus domenicali (Ammesso che i numeri possano essere considerati un successo).
Secondo alcune fonti, sono parecchie le persone che timidamente si riaffacciano nelle chiese parrocchiali o che comunque cercano di riavvicinarsi al Signore, dopo l'elezione di Papa Francesco .

Ora sorgono spontanee due domande : con che spirito, con che fede, con che credo tutte queste persone si riavvicinano alla Chiesa e al Signore?
Papa Francesco porta davvero alla conversione del cuore, oppure ispira fiducia solamente perché diverso dal "passato", quel passato incompreso e che meriterebbe di essere rivalutato anziché sempre più allontanato ?

Una cosa è certa : chi va a sentire il Papa, chi è contento di avere Papa Francesco come pontefice e per questo si riavvicina alla Chiesa, non necessariamente deve avere già la fede ed una retta dottrina, è sufficiente che un giorno la ottenga.
Quindi se consideriamo il "carisma" di Papa Francesco come un input per una futura conversione dei tanti "figli penitenti" che si riaffacciano alla casa del Padre allora va benissimo!
Se invece la "conversione" di queste persone resta nel campo "personalista", legata esclusivamente alla figura di Papa Francesco, allora cominciano i problemi e i fallimenti di una pastorale approssimata e personale.

Un altro inconveniente di questa pastorale pressapochista, si rivela in alcune esternazioni del Santo Padre che fanno gioire i detrattori della Chiesa, fanno avvicinare ex cattolici e fanno storcere il naso ai cattolici un pò più "rigorosi".

Due temi su tutti:

Povertà e Chiesa

Tema sentito dall'opinione pubblica, spesso dibattuto e raramente affrontato in maniera non ideologizzata.

La frase di Bergoglio "Quanto vorrei una Chiesa povera e per i poveri", ha fatto il giro del mondo e certamente ha fatto sussultare molti cattolici.

Cosa intenda per povertà non si capisce bene le interpretazioni sono due :
  • Povertà materiale in senso stretto, essere privi di ogni bene , senza un soldo in tasca. Concetto di povertà molto "dolciniano" : "Gesù e gli Apostoli non avevano mai posseduto niente".
  • Oppure una povertà di intenzioni, una povertà che si può manifestare anche in una Chiesa barocca .
Diceva Don Giussani : "La povertà non è un disprezzo di niente, è il non riporre la propria certezza in niente, se non in ciò che è presente sempre : la presenza di Gesù".

La Chiesa se vuole esser povera può solamente intendere la povertà nel secondo senso , qualora intendesse come povertà la povertà materiale in senso stretto e si privasse di ogni bene e ricchezza , sarebbe nell'errore.

Come la Chiesa potrebbe essere per i poveri se non fosse in grado di sopperire ai bisogni dei poveri ?
Come la Chiesa potrebbe mantenere la Caritas se fosse povera , senza un soldo?
Come i gesuiti potrebbero avere il "Centro Astalli" se fossero anch'essi poveri?

Una Chiesa povera (in senso stretto) e per i poveri non ha alcun senso e soprattutto i poveri non troverebbero alcun aiuto in una Chiesa povera come loro.

Nonostante tutto, a seguito di questa uscita un pò pressapochista, si sono scaldati gli animi di tanti (dal Grande Oriente alla sinistra) ma non si è certamente fatto un favore alla Verità o alla Chiesa, rimanendo così incerti nel parlare.

Dialogo con i non credenti

Lo zelo giustamente spinge ad andare verso colui che non ha la fede cristiana, lo zelo pastorale dovrebbe anche mirare alla conversione e non solamente al dialogo.

Risulta ovvio come sulla parola "dialogo" la Chiesa abbia articolato la sua missione negli ultimi decenni e risulta ancora più ovvio come questo termine sia stato interpretato per gli scopi più opposti, a tal proposto è consigliata la lettura di questo documento del Segretariato per i non credenti, che riassume bene la confusione che la Chiesa aveva in sé quando ha cominciato a teorizzare questa misteriosa parola (dialogo).

Un esempio pratico di questo dialogo, è certamente la lettera che Papa Francesco ha inviato ad Eugenio Scalfari, indirizzandola implicitamente a tutti i non credenti .
In essa c'è un esempio chiaro della "pastorale pressapochista" di cui si sta parlando, si evitano terminologie troppo "ecclesiastichesi" e soprattutto si mette da parte il registro teologico pur parlando di teologia e di fede.

A questo punto sorge una domanda: la Chiesa può convincere, può parlare di fede, di teologia e di filosofia, volendo rinunciare a parlare con autorità e da teologa? Non corre il rischio di essere vittima di speculazioni ideologiche, con il risultato di essere fraintesa e male interpretata?

Chiaramente in una situazione in cui si cerca in tutti i modi di tirare la Chiesa verso la propria posizione e visione dell'esistenza, sarebbe opportuno dalla Chiesa una quantità maggiore di precisione.
Il pressapochismo nell'esporre, camuffato spesso con la scusa di parlare semplice per farsi intendere da tutti, è un tranello in cui la Chiesa cade da sola.
Se su temi delicati ci si esprime con un linguaggio vago, pressappochista ed inadeguato al contesto, indubbiamente nei pronunciamenti della Chiesa o del Papa, ognuno ci leggerà ciò che vuole.
Il problema non è solamente questo, non tanto che si legga ciò che si vuole, quanto il fatto che poi di conseguenza tutti scrivano le loro interpretazioni.

Interpretazioni, giusto, perché se i termini sono vaghi e mancano di precisione, inevitabilmente richiedono delle interpretazioni, su cui i detrattori della Chiesa si scatenano immancabilmente creando il caos.

Concludendo, questo modo di fare un po' troppo tendente all'approssimazione e alla semplicità in alcuni ambienti rischia di non favorire la Chiesa ma di danneggiarla .
Ottimo che Papa Francesco abbia l'intenzione di essere semplice come una colomba, si ricordi di essere sempre più, prudente come un serpente.

86 commenti:

Sine Timore ha detto...

La strategia di Satana è confondere...

Anonimo ha detto...

Se persino Odifreddi sul suo blog ospitato da Repubblica, nell'ultimo articolo: "La predica del parroco di Santa Marta", arriva a rimpiangere Ratzinger!

[...] E su questa base, Bergoglio pretenderebbe di aver fatto “un tratto di strada insieme al non credente”. In realtà (con la “r” minuscola), ha semplicemente ripetuto una delle prediche da parroco che elargisce ogni giorno a Casa Santa Marta. Buone per coloro che vogliono appunto lasciarsi cullare dalla solita musica del pifferaio magico, ma certo inutili per coloro che vogliano veramente affrontare un discorso ad armi pari su fede e ragione. Per questo, ci vuol altro che un Bergoglio: “Ridateci Ratzinger!”, si potrebbe ben dire.

RIC ha detto...

Bergoglio è argentino. E come la grandissima parte degli argentini è pressappochista. Proviene da un paese dove tutto è confuso e tutto si confonde: il peronismo è riuscito ad essere contestualmente espressione della destra più estrema e della sinistra più intransigente (nel 1973, quando Peron tornò in patria dopo l’esilio, almeno tredici persone furono uccise negli scontri fra le diverse correnti del movimento che a lui faceva riferimento). Poi a metà degli anni 80 il peronismo – che rappresentava le istanze popolari e della piccola borghesia - tentò l’avvicinamento all’internazionale democristiana mentre i radicali (che raccoglievano il voto dell’alta borghesia e delle classi alte) si avvicinava all’internazionale socialista…
E’ in questo contesto (quantomeno peculiare) che è cresciuto Bergoglio, a 10.000 chilometri di distanza dall’Europa. Si dice che uno dei suoi meriti sia stato quello di tenersi costantemente lontano da Roma: io credo invece che se avesse frequentato di più il centro della cattolicità non gli avrebbe fatto male...Avrebbe fra le altre cose capito che il mondo non è tutto uguale e che non tutto può essere valutato con gli stessi parametri che si usano a Buenos Aires. E che essere Papa non significa essere un parroco “globale” o un arcivescovo “globale”. Ma qualcosa di più, molto di più. Ma gli argentini oltre ad essere pressappochisti sono anche testardi e spesso innamorati di se stessi...

Anonimo ha detto...

Chi l'ha scelto, però, sapeva cosa faceva...

Lasciamo stare lo Spirito Santo, perchè purtroppo sappiamo che gli si può resistere.

Certo è che il Signore l'ha permesso perchè "certi papi li infligge". A noi le conseguenze, il castigo forse meritato, la fedeltà e tanta preghiera...

Dante Pastorelli ha detto...

lo zelo pastorale dovrebbe anche mirare alla conversione e non solamente al dialogo.
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Dovrebbe anche? Direi deve soltanto. Ma ammettiamo anche "soprattutto".
Il pressapochismo linguistico pastorale è l'esternazione del pressapochismo teologico-dottrinale, pressapochismo nella Fede che nonpuò ammettersi in un Sommo Pontefice.
Ricordiamoci di quel che diceva Catone: Rem tene, verba sequentur.

Sine Timore ha detto...


EUGENIO SCALFARI sulla Lettera di ieri di Papa Francesco:

"Le parole del Papa fanno riflettere, una visione mai sentita dalla cattedra di Pietro"

"Un'apertura verso la cultura moderna e laica di questa ampiezza, una visione così profonda tra la coscienza e la sua autonomia, non si era mai sentita finora dalla cattedra di San Pietro".

http://www.repubblica.it/cultura/2013/09/11/news/scalfari_lettera_papa_francesco-66347036/

Meno male che qualcuno - sebbene sia ateo - si accorge che la "dottrina" di Papa Francesco è assolutamente nuova e "rivoluzionaria" (per non dire "eretica") rispetto a quella bimillenaria della Chiesa Cattolica.....

Peccato che quelli che si dicono credenti e cattolici - sacerdoti, vescovi e cardinali in primis - facciano finta di non accorgersene!

Anonimo ha detto...

Purtroppo questo abbiamo,quindi ricacciamo in gola il nodo che viene nel ricordare le bellissime catechesi di BXVI,veri e propri gioielli incastonati e ricchissimi di insegnamenti,ahimé,"nescit vox missa reverti",però non chiamiamo in gioco lo Spirito Santo in tutto ciò,perchè no,proprio no.GR2

Andrea ha detto...

Spero che un giorno si parlerà anche degli errori di don Giussani e comunione liberazione. Vorrei il parere di mic e altri, grazie.

Anonimo ha detto...

Altro che pressappochismo (scusate, non mi chiamate pedante, ma la grafia corretta è con due "-p-")! "Pressappochismo" è forse una parola blanda.

Non vorrei che si fossero avverate le parole del profeta Amos (8, 11-12): "Ecco, verranno giorni, dice il Signore Dio, che manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete d'acqua, ma d'ascoltare la parola del Signore. Allora andranno errando da un mare all'altro e vagheranno da settentrione a oriente per cercar la parola del Signore, MA NON LA TROVERANNO".

Ci può essere un castigo più terribile di questo? Aver fame della parola di Dio, ma non trovare chi ce l'annunzi.

Non vorrei, dico, che il Signore ci avesse mandato questo castigo per i nostri, per i miei!, peccati. Che Dio ci conceda la grazia di pregare e di far penitenza.

Louis Martin ha detto...


Per Andrea

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/05/brunero-gherardini-ne-obstupescat-qo.html

Anonimo ha detto...

Per Sine timore:

ho timore che siano in molti, purtroppo , a non accorgersene a causa di una formazione esclusivamente post conciliare.
Alcuni, ancora purtroppo, penso si "allineano" per opportunismo.
Chi ne fa le spese è la verità e la salus animarum.

Sine Timore ha detto...

Per Mic:

"Perché non accolsero l'amore della verità per essere salvati, Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell'iniquità." (2 Tessalonicesi 2,11-12)

Anonimo ha detto...

Caro Andrea,
mi sembra ricordare una tua testimonianza.
Perché non la sviluppi? Potremo partire da lì e affrontare anche il problema del moviment-ismo, così incoraggiato come frutto del concilio prrché portatore di numeri, ma così problematico - come ben sa chi ne ha fatto esperienza - e così sconosciuto persino ai vescovi nelle sue dinamiche che spesso sviano e irreggimentano, massificando ognuno a suo modo, anziché orientare e formare.

LAURA ha detto...

Io rivoglio il mio Papa BENEDETTO 16, IL SUO RIGORE E AMORE PER LA VERITA'HA RAGGIUNTI IL PUNTO PIU' ALTO. TEMEVO E TEMO MA NON MI SAREI MAI ASPETTATA DI CADERE COSI' IN BASSO CON QUESTO PAPA MI DISPIACE NON CI SIAMO...CHE CHE NE DICANO

Anonimo ha detto...

Grazie Louis per quella segnalazione che, se non ricordo male Andrea conosceva.
È certamente un approccio serio a CL e puó essere interessante, senza entrar trppo nei dettagli, approfondire alcuni aspetti.
Ho degli amici che lo vivono da anni senza problemi apparenti. E comunque, rispetto ad altri, per quello che ne conosco mi pare il meno problematico.

Louis Martin ha detto...

Mic,
concordo nel giudizio di "meno peggio" tra i vari movimenti, probabilmente (ma non li conosco abbastanza) insieme a Opus Dei.

Certo, essere meglio di neocatecumenali e focolarini non è una grande impresa. Verrebbe da dire a CL: ti piace vincere facile ...

Andrea ha detto...

Per mic

Si, sono quell'Andrea amico del prof. Radaelli.

Io e mio fratello abbiamo 24 anni e siamo usciti da CL.

Cmq il prof. Radaelli ha scritto dei pensieri sulla LUMEN FIDEI in cui parla della "TEOLOGIA DELL'INCONTRO" che è quella su cui si basa CL.

Vengono messi in evidenza gli errori e i problemi di questa teologia dell'incontro e dello stupore che se distaccata dalla teologia dell'annuncio e della parola (che viene prima)non porta nessun frutto...

Il link è questo:

http://www.enricomariaradaelli.it/aureadomus/aculeus/aculeus_critica_lumen_fidei.html

Grazie

Uomo di Chiesa ha detto...

Forse hai ragione , ma pressapochismo è indicata come forma alternativa , seppur "meno corretta" .
Un po' di '"pressapochismo" venga concesso anche a me !!!

Andrea ha detto...

Nei miei 10 anni di CL non ho mai sentito parlare di SALVEZZA DELL'ANIMA e non ho mai avuto una coscienza del peccato perché mi dicevano che è "umano peccare" e che poi Dio perdona sempre e ti ama così come sei...Non ho mai sentito parlare di mortificazione, di penitenza, di tentazioni della carne, dei novissimi, dell'inferno nemmeno una parola... Tra amici si scherzava rispetto alla polluzione volontaria (masturbazione), sulla lussuria in generale. Solo dopo la mia conversione ho scoperto che è un peccato gravissimo che ti fa perdere la Grazia e ti rende schiavo di Satana. Ti sporca il cuore. Io ne ero schiavo e solo per Grazia ne sono uscito dopo combattimenti contro la carne e il demonio, dopo sofferenze e rinunce atroci. Ora sono tentato e sono contento di esserlo perché so che il Signore mi vuole purificare e far umiliare. "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio". In CL non mi hanno mai insegnato a purificare il cuore perché per loro si basa tutto sull'incontro esteriore e sensibile dell'esperienza.

In CL non ne parla nessuno di questo vizio, non si parla neanche dei pensieri impuri. Non si parla del peccato mortale in generale. Ma dov'è la redenzione????

In CL leggono solo Don Giussani e lo idolatrano alla grande.

Basta leggere Giussani e confrontarlo con i Padri e santi della Chiesa per capire che c'è qualcosa che non quadra nel metodo ciellino, che è tutto basato sull'esperienza sensibile dell'incontro con Gesù. Esperienza fisica con l'altra persona, umana e peccatrice come me. Oppure sull'esperienza in generale.

L'adorazione eucaristica non l'ho mai fatta in 10 anni. Un memores (consacrato laico di CL) mi diceva che il momento più importante della sua vita era la scuola di comunità, l'incontro che fanno i ciellini per verificare se quello che vivono corrisponde a quello che dice Don Giussani nei suoi libri.

Per me, il momento più importante della mia vita è quando ricevo nel cuore Gesù, quando ricevo l'eucaristia. Questa è la mia vita, questo è il mio incontro con Cristo. Più che incontro, l'unione! Perché il problema non è l'incontro ma l'unione, l'anticipo del Paradiso.

Anonimo ha detto...

Caro Andrea,
ti ringrazio per la condivisione e sono felice che tu ti sia riorientato.
Approfondiremo il discorso in un articolo ad hoc.

Carmelina in Raffaella blog ha detto...

Per Anonimo 12:04

Guardate che quel "aridateci Ratzinger" non e' un complimento. Come non e' uno scherno la tirata sulla lettera di Bergoglio. Il tipo, in maniera contorta, sostiene che Bergoglio nel suo presunto semplicismo e' paradossalmente piu' convincente perche' di fatto la religione non e' altro che sentimentalismo e a quello si deve ridurre. Cercare di mettere sullo stesso piano fede e ragione come ha fatto Benedetto, secondo il suo punto di vista, e' un'operazione fallimentare per la chiesa e conseguentemente vantaggiosa per coloro che vogliono la sua rovina. Ecco la ragione di quell'aridateci Ratzinger. Odifreddi e' la prova vivente che l'intelligenza e' una virtu' sopravvalutata. Se applicata ad una personalita' disturbata da narcisismo, diventa fonte di un'ottusità parossistica piu' tenace di quella originata da un cretinismo per handicap o vecchiaia.

Anonimo ha detto...

L'attuale papa ha preteso di giocare una partita difficile e l'ha persa malamente sia nei confronti degli atei per incompletezza e relativismo che dei fedeli che ne escono più confusi che mai.

Il problema è che sono in pochi ad accorgersene.

Anonimo ha detto...

Sisi. Gesù nei vangeli va dalla gente e gli dice: "piacere sono la seconda persona della trinità, con il padre e lo spirito santo che procede da noi due. io sono Dio e uomo; generato e non creato della stessa sostanza del padre, etc. Se vuoi ti dico anche che mia madre è Vergine e della Chiesa che fondero. Ok? Se ok possiam volerci bene e ci possiam sedere a mangiar del pesce."

MI HAN DETTO!!
Forse un po' di fenomenologia, rigorosa disciplina filosofica, qui non farebbe malissimo.

Curiosamente infatti leggo 'se mi amate seguirete i miei comandamenti' e non ' seguirete i miei comandamenti e poi mi amate' non so il sommo professor radaelli ma io sento una lieve differenza....L'odio del peccato è anzittutto conseguenza del amore a Cristo non della paura dell'inferno. Questo è moralismo farisaico.

Anonimo ha detto...

Anonimo 18:14

ci ha fatto una lezione inutile, perché né Andrea né noi partiamo dal dialogo sui massimi sistemi e neppure puntiamo l'attenzione sull'inferno. Non era questo che intendeva dire Andrea ed è abbastanza evidente.

La sua conclusione per noi è scontata ed è un'affermazione che avrebbe incontrato miriadi di volte se avesse qualche volta letto questo blog.

Comunque ho detto che è un argomento che non tratteremo su questa pagina ma in un altro momento.

Gederson Falcometa ha detto...

[off-toppic]

Alcuni testi interessante del R. P. Luigi Taparelli d'Azeglio:

IL SI E IL NO NEL REGNO DELL'OPINIONE
http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1822

P. Taparelli comincia l'articolo con la domanda:

"Che ne dite, lettore? L'opinione è ella regina del mondo?"

LA LIBERTÀ TIRANNIA
http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1824

Il trionfo della Chiesa nei suoi disastri - http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1825

NON MUSULMANI MA SELVAGGI
http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1823

Il trionfo della cultura nuova
http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=687

Sine Timore ha detto...

Posso consigliarvi la lettura di questo articolo pubblicato su affaitaliani.it, scritto da un non-credente, ma che pare molto più lucido di molti sedicenti cattolici...?

PAPA FRANCESCO STRAPAZZA LA DOTTRINA

http://www.affaritaliani.it/cronache/papa-francesco-strapazza-la-dottrina120913.html?refresh_ce

Anonimo ha detto...

Grazie Sine timore,

penso sia interessante riportare qui la seconda parte :

"....
Dal momento che la domanda di Scalfari non ha molto senso, non rimane che esaminare il punto di vista del Papa. Francesco spiega ai miscredenti: “Premesso che la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza”. È triste doverlo ammettere, ma dal punto di vista della dottrina cristiana queste quarantanove parole nel Concilio di Trento avrebbero fatto esclamare: “Anathema sit!”. È vero che per i cristiani la misericordia di Dio non ha limiti, ma se per salvarsi bastasse obbedire alla propria coscienza, l’intera religione sarebbe inutile. Per cominciare, è dogma di fede il peccato originale ed esso non è uno scherzo: per mondarcene non solo è stato necessario che Gesù morisse sulla croce, ma è indispensabile il battesimo.

La dottrina insegna infatti che, in caso di pericolo di vita, anche un laico può battezzare un neonato, per evitargli di finire all’Inferno. Infatti dopo la morte Gesù scese agli Inferi (fa parte del “Credo”) per portare in paradiso le persone eccellenti che lì soffrivano, condannate per l’unica colpa di essere nate prima del Redentore e di non essere state battezzate. In secondo luogo i peccati non si cancellano “col cuore sincero e contrito”, perché ciò basta ai protestanti (che infatti non hanno il sacramento della confessione) ma non ai cattolici, che devono chiedere l’assoluzione. Né è vero che “il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza”. Il peccato c’è quando la Chiesa dice che c’è. [...]
Per ben capire il problema, basta sapere che un “dogma” non è un mistero, come tanta gente crede: è, per la Chiesa, una verità che non si ha il diritto di mettere in dubbio. Nemmeno in buona fede. Pena l’esclusione dalla Salvezza. Chi crede a tutta la dottrina della Chiesa ma dopo Auschwitz non crede che Dio si occupi di ciò che avviene sulla Terra, nega la Divina Provvidenza ed è eretico. Chi non crede nella contemporanea unicità e trinità di Dio è eretico. Chi non crede che il corpo della Madonna sia stato assunto in cielo, è eretico. Chi non crede nel peccato originale è eretico. Chi non crede nella resurrezione dei corpi, è eretico. Inutile continuare. Il cristianesimo ha una morale ma non è una morale: è una religione. Ha una dottrina inflessibile e immodificabile perché ispirata, ne varietur, dallo Spirito Santo. Essa condiziona la Salvezza all’obbedienza al magistero della Chiesa. Se poi Dio, nella sua misericordia, vorrà accogliere accanto a sé anche un miscredente, è libero di farlo; ma per la dottrina della Chiesa, contrariamente a ciò che sembra affermare il Papa, non può che trattarsi di un’eccezione."

Anonimo ha detto...

"Una visione mai sentita dalla cattedra di Pietro" e' vero.PF sta trasformando il cristianesimo in una corrente New Age!!
Silvia

Titius Cajus ha detto...

Pastorale o pastorizia?

Anonimo ha detto...

Dialogo immaginario tra Scalfari e il Papa:
Scalfari: il Signore mi perdonerà o mi salverà anche se non credo in Lui?
Papa: credi nel Signore Gesù Cristo l'unico nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati?
Scalfari: no, non ci credo, non sono credente!
Papa: se la tua non credenza è frutto di ignoranza, nel senso che mai hai ricevuto l'annuncio ed il messaggio di salvezza di Cristo e della Chiesa, allora Dio ti perdonerà e sarai salvato, se invece il tuo ateismo è frutto di resistenza ostinata e rifiuto deliberato del messaggio di Cristo allora è più facile trovare un ago in un pagliaio piuttosto che Dio ti salvi, l'unica tua speranza rimane l'insondabile misericordia divina, ma poi scusa, se non credi in Dio come mai ti preoccupi così tanto di essere salvato da Lui?
Scalfari: ...

Micus

Dante Pastorelli ha detto...

L'odio del peccato è anzittutto conseguenza del amore a Cristo non della paura dell'inferno. Questo è moralismo farisaico.
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Eh, no ANONIMO, espresso così quel che scrivi è gravissimo.
Il timore di Dio è un dono dello Spirito Santo. Nei Vespri cantiamo "Initium sapientiae timor Domini": inizio della sapienza è il timore di Dio, perché si ha paura della pena che il peccato comporta.
Poi va fatta almeno la distinzione tra timore filiale e timore servile. Il timore filiale è perfetto perché non fa peccare soltanto per non offendere Dio, per profondo amore.
Il timore servile è dai teologi moralisti considerato buono e virtuoso e conduce alla salvezza. Attraverso il timor servile si evita il peccato, si rafforza la volontà e si può giungere al timore filiale.
Altro che moralismo farisaico! Semmai sarebbe da sottolineare che il timor servile, qualora escluda volontariamente, totalmente, in positivo, il timore dell'offesa a Nostro Signore può generare la conservazione dell'attaccamento al peccato.
Clemente XI nella Costituzione Unigenitus Dei Filius condanna gli errori del Quesnel anche sul timor servile. Leggine i punti 60-67, ANONIMO, riportati nel Denzinger ai nn. 2460-67.

Anonimo ha detto...

Non vi ha colpito questo passo?

"La fede, per me, è nata dall’incontro con Gesù. Un incontro personale, che ha toccato il mio cuore e ha dato un indirizzo e un senso nuovo alla mia esistenza. Ma al tempo stesso un incontro che è stato reso possibile dalla comunità di fede in cui ho vissuto e grazie a cui ho trovato l’accesso all’intelligenza della Sacra Scrittura, alla vita nuova che come acqua zampillante scaturisce da Gesù attraverso i Sacramenti, alla fraternità con tutti e al servizio dei poveri, immagine vera del Signore.
Senza la Chiesa — mi creda — non avrei potuto incontrare Gesù, pur nella consapevolezza ...


La testimonianza personale è di certo importante, così com'è importante l'esperienza, così com'è importante l'incontro.

Ma il Vangelo è innanzitutto "narrazione" di un "fatto". E'da qui che si parte: è il "fatto" che è importante, non tanto l'incontro e l'esperienza personale, che ha il suo peso, ma non è il "focus" del discorso. Specialmente se stai parlando con uno che sulla tua esperienza personale attiva il 'sospetto' non razionale, ma razionalistico...

Poi il focus viene posto sulla "comunità" che ha consentito l'intelligenza della Scrittura, ecc. ecc.

Ma l'Azione dello Spirito, che anima la Chiesa e di cui l'esperienza nella comunità non è che un mezzo, che fine ha fatto?

Discorso molto centrato sull'esperienza e sul sentimento: personalistico, dunque, senza elementi oggettivabili...

Anonimo ha detto...

Non vi ha colpito il pezzo su cui è intervenuto il rabbino Di Segni, che parla di ulteriore svolta?

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201309/130912disegni.pdf

In fondo si tratta delle "due Alleanze" (!?).

Vorrei pubblicare... ci ho già scritto su, ma mi astengo perché sono esausta.

Anonimo ha detto...

Ti ringrazio Dante, importantissimo quel che ricordi. Sono perfettamente con te.

Io mi ero soffermata piuttosto sul punto che sottolinea la conseguenza dell'azione del Signore accolta e vissuta, che ci veniva propinata come se non ne avessimo mai parlato.

E ci torneremo quando svilupperò il discorso di Andrea, che tocca l'altro 'vulnus' dei movimenti (o piuttosto del movimentismo)...

E del peccato ci sarebbe ancora da approfondire anche riguardo alla coscienza, alla omissione della coscienza erronea, che avevamo già accennato nell'altra pagina...

C'è un movimento addirittura che nega che sia un'offesa a Dio e ne vede solo la valenza sociale a partire da quella comunitaria e non personale: ci sono delle lacune paurose, oggi... e non c'è, tra i pastori, chi raccolga le tue documentate denunce: esperienza diretta :(

Sam su Raffaella Blog ha detto...

Sul tema dell'articolo un centrato consuntivo:

...ho scritto che mi pare una lettera a quattro mani, con una parte luminosa e un'altra tenebrosa e quindi in contraddizione con la parte luminosa.
Le difese d'ufficio, dopo la risposta di Scalfari, mostrano tutta la loro inutilità: quella lettera ha sortito il risultato prevedibile, ottenendo il plauso di Scalfari che ha estratto esattamente le tenebre dalla luce, definendole illuminate.
Se avete ragione voi difensori d'ufficio, mi aspetto che il Papa smentisca la lettura - a vostro avviso strumentalizzata - che ne ha dato Scalfari.
Se questo non farà, significa che il messaggio che doveva passare al grande pubblico - che legge i titoli e non sa neppure di tutte le discussioni e sottili esegesi del gregge cattolico più impegnato - sarà esattamente quello che è passato ovvero il pensiero del Card. Martini diventato Magistero (so che la lettera non è canonicamente "magistero", ma lo diventa nel comune sentire).
Io non giudico le intenzioni del Papa, dico solo che i suoi fans ne decantano tanto le sue doti di comunicatore in funzione degli appalusi guadagnati dai media... da Scalfari gli applausi non li aveva presi nessuno e qualcuno potrebbe fare la collezione degli insulti da lui scagliati contro Benedetto... ma se fosse vero, allora è chiaro che l'ambiguità di Francesco è voluta, così come lo era quella del Card.Martini.
Il risultato è che ciascuno estrae dalle parole di questo papa quel che vuol sentirsi dire, fino al risultato che vediamo, che nel medesimo discorso trovano conferma alle proprie tesi un Introvigne e uno Scalfari.
Ripeto non giudico le intenzioni, giudico i risultati: la semina di una gran confusione dottrinale.

rosa ha detto...

dai frutti conoscerete l' albero...
roa

tramviere-cattolico ha detto...

"..E' incontestabile che gli ultimi vent'anni siano stati decisamente sfavorevoli per la chiesa cattolica. I risultati che hanno seguito il concilio sembrano crudelmente OPPOSTI alle attese di tutti, a cominciare da quelle di papa Giovanni XXIII e poi di Paolo VI. I cristiani sono di nuovo una minoranza, più di quanto lo siano mai stati dalla fine dell'antichità. I papi e i padrr conciliari si aspettavano una nuova e si è invece andati incontro ad un dissenso che è sembrato passare dall'autocritica all'autodistruzione. Ci si aspettava un nuovo entusiasmo e si è invece finiti troppo spesso nella noia e nello scoraggiamento. Ci si aspettava un balzo in avanti e ci si è invece trovati di fronte a un processo progressivo di decadenza che si è venuto sviluppando in larga misura sotto il segno di un richiamo a un presunto "spirito del concilio" e in tal modo lo ha screditato".

"..No: indietro non si torna ne si può tornare. Nessuna restaurazione dunque in questo senso. Ma se per "restaurazione" intendiamo la ricerca di un nuovo equilibrio dopo le esagerazioni di una apertura indiscriminata al mondo, dopo le interpretazioni troppo positive di un mondo agnostico e ATEO; ebbene, allora una restaurazione intesa in questo senso (riequilibrio degli orientamenti all'interno della totalità cattolica)è del tutto auspicabile..."
Parole del card. Joseph Ratzinger, Rapporto sulla fede, ed. Rizzoli 1984. Cos'altro aggiungere? Solo adesso capiamo quanto ci manca!!

Anonimo ha detto...

Buona giornata! Io è la prima volta che scrivo, ammiro molto questo sito, e spero di commentare un po' ogni tanto in futuro, anche se non avendo una preparazione teologica adeguata probabilmente non sono in grado di fare interventi particolarmente istruttivi. Il problema però è che sono sempre più scandalizzata da questo Papa e dalla gerarchia attuale della Chiesa, abusi, semplicismo, parole ambigue, di cattolico trovo ben poco. Tuttavia a casa mia sono tutti super entusiasti e io ho paura ad esprimere la mia posizione quando non condivido qualcosa perché so che gli altri non capirebbero e, perché, pur comprendendo che c'è qualcosa che non va, non sono in grado di spiegare con parole e ragionamenti adeguati i problemi. Questo sito mi aiuta molto, ma ho paura che mi attirerei solo insulti dicendo la verità. Che mi consigliate di fare?

Elisa

Anonimo ha detto...

Cara Elisa, quando sai già che gli altri non capirebbero, conviene tacere e pregare, altrimenti si rischia di dare uno scandalo maggiore.
Almeno io cerco di comportarmi così, non rinunciando tuttavia a qualche osservazione mirata se vedo il momento opportuno.
Secondo me l'importante è non rinunciare a cercare e ad approfondire, da fonti non inquinate, per quanto ci è possibile, sapendo già che non possiamo capire tutto e affidando tutto il Signore.
Per il resto, preghiera e fiducia.
Grazie per la condivisione. Sai esprimerti molto bene e non c'è bisogno di essere teologi per dare una testimonianza che, venendo dal cuore, esprime sempre qualcosa di vero e utile per tutti.
Coraggio, avanti!

Louis Martin ha detto...

Cara Elisa,

quando si tratta delle cose di Dio non si può che dire la verità, al di là di ogni rispetto umano.

Ma questo non significa che si debba sempre e per forza parlare.
Ricordi l'Ecclesiaste? Per ogni cosa c'è il suo tempo, un tempo per tacere e un tempo per parlare.

Mi unisco all'incoraggiamento di Mic. E aggiungo un consiglio: se ancora non l'hai fatto, cerca di assistere, almeno una volta, alla Messa di sempre. Ormai se ne trovano diverse.

In Domino

Anonimo ha detto...

Mi permetto un piccolo consiglio pratico.
A seconda del discorso, piuttosto che esprimere giudizi sul papa, aggiungere i contenuti carenti.
Ad esempio, quando mette l'enfasi su tenerezza e misericordia, che sono infinite e bellussime, rucorare però anche che nel rapporto col Signore è necessario anche rispettare la sua giustizia (ed è Lui che ce ne rende capaci attraverso i sacramenti e la preghiera) e che il perdono richiede anche riconoscere di aver peccato, che è sempre un allontanarsi dal suo progetto per noi, pentirsi e ripromettersi di emendarsi col suo aiuto.
Altrimenti tutto resta superficiale sentimentalismo e nulla cambia...

Anonimo ha detto...

La ringrazio vivamente per i suoi consigli. Io cerco sempre di leggere ed approfondire, anche se, essendo sola in casa a comprendere certe cose e data l'esaltazione incondizionata di tutto ciò che di progressista viene detto e fatto in questo pontificato che viene portata avanti da tutti i mass media chi non ragiona autonomamente c'è il rischio concreto che si lasci influenzare.
Non è facile comprendere la direzione giusta in una situazione caratterizzata da incertezze e contraddizione, con un Papa che contraddice il suo predecessore, ecc. Speriamo che la Chiesa ritrovi la sua Rotta, comprendendo che non è la Chiesa che deve adattarsi al mondo (d'altra parte basta vedere i frutti negativi che sono conseguiti a tale apertura al mondo a partire dagli anni 60), ma il mondo che deve riacquistare la Fede che ha perso. Vedi, talvolta penso che sarebbe stato assai più facile conservare la Fede e salvarsi in un'epoca davvero Cattolica (ad esempio, il Medioevo, ma in realtà qualsiasi periodo fino a 60 anni fa) piuttosto che ai giorni nostri...
Io talvolta sono sconcertata e non capisco: come è possibile che uomini di Chiesa facciano affermazioni eretiche e nei loro confronti non siano presi provvedimenti? Come è possibile tutto ciò?
E che anche il Papa dica cose quantomeno ambigue (e uso questo termine, ma è un eufemismo; so benissimo che fino agli anni 50, affermare che anche gli atei si salvano, basta che seguano la propria coscienza, sarebbe stata giustamente considerata una vera e propria eresia; ma mi domando è possibile che un Papa sia eretico?).
Va detto insomma che son abbastanza confuso, e purtroppo non ho punti di riferimento tra le persone che conosco.

Grazie ancora per l'attenzione.

Elisa

andrea ha detto...

Misericordia e Giustizia di Dio, Sant'Alfonso Maria de' Liguori.

"Dio minaccia di castigarci per liberarci del castigo."

Heu consolabor super hostibus meis, et vindicabor de inimicis meis (Isa. 1. 24.)

Ecco come parla Dio quando parla di castighi e di vendetta: dice che egli è costretto dalla sua giustizia a vendicarsi dei suoi nemici. Ma notate, premette la parola Heu: questa parola è un'aspirazione di dolore, colla quale vuol darci ad intendere che Dio fosse capace di piangere prima di castigarci, piangerebbe amaramente in vedersi obbligato ad affliggere noi sue creature, che esso ha tanto amato fino a dare la vita per nostro amore: Heu, dice Cornelio a Lapide, dolentis est vox, non insultantis: significat se dolentem et invitum punire peccatores. No, questo Dio che è padre delle misericordie e che tanto ci ama, non ha genio di punirci e d'affliggerci, ma di perdonarci e consolarci: Ego enim scio cogitationes quas ego cogito super vos, ait Dominus, cogitationes pacis et non afflictionis1. E giacché è questo, dirà taluno, perché ora Dio ci castiga? O almeno dimostra di volerci castigare? Perché? Perché vuol usarci misericordia: questo suo sdegno che ci dimostra tutto è pazienza e misericordia. Intendiamo dunque, uditori miei, che il Signore al presente si fa vedere sdegnato, non già per castigarci, ma acciocché noi togliamo i peccati, e così egli possa perdonarci. Ecco l'assunto del discorso: Dio minaccia di castigarci per liberarci dal castigo.

Le minacce degli uomini ordinariamente sono effetti della loro superbia ed impotenza; onde, allorché possono vendicarsi, niente minacciano, per non dare occasione ai nemici di sottrarsi dalla loro vendetta. Solamente quando manca loro la potenza di vendicarsi, allora si servono delle minacce, per contentare almeno così il loro sdegno, col tormentare almeno col timore i loro nemici. Non sono così all'incontro le minacce che da Dio, sono elle tutte d'altra natura. Egli non minaccia per impotenza di punirci, perché ben può vendicarsi quando vuole; ma ci sopporta per vederci penitenti e liberi dal castigo: Dissimulas peccata hominum propter poenitentiam. Né minaccia per odio, affine di tormentarci col timore; Dio minaccia per amore, acciocché noi ci convertiamo e così sfuggiamo il castigo: minaccia perché non vuol vederci perduti: minaccia in somma perché ama le anime nostre: Parcis autem omnibus, quoniam tua sunt, Domine, qui amas animas. Minaccia; ma frattanto sopporta e trattiene il castigo, perché non vuol vederci dannati, ma emendati: Patienter agit propter vos, nolens aliquem perire, sed omnes ad poenitentiam reverti1. Sicché le minacce di Dio son tutte tenerezze e voci amorose della sua bontà, colle quali intende di salvarci dalla pena che meritiamo.

Anonimo ha detto...

Vedi, talvolta penso che sarebbe stato assai più facile conservare la Fede e salvarsi in un'epoca davvero Cattolica (ad esempio, il Medioevo, ma in realtà qualsiasi periodo fino a 60 anni fa) piuttosto che ai giorni nostri...
Io talvolta sono sconcertata e non capisco: come è possibile che uomini di Chiesa facciano affermazioni eretiche e nei loro confronti non siano presi provvedimenti? Come è possibile tutto ciò
Vedi, talvolta penso che sarebbe stato assai più facile conservare la Fede e salvarsi in un'epoca davvero Cattolica (ad esempio, il Medioevo, ma in realtà qualsiasi periodo fino a 60 anni fa) piuttosto che ai giorni nostri...
Io talvolta sono sconcertata e non capisco: come è possibile che uomini di Chiesa facciano affermazioni eretiche e nei loro confronti non siano presi provvedimenti? Come è possibile tutto ciò?


Elisa,
a partire dal concilio, nel quale è stata introdotta una visione, definita oggi "ottimismo a priori" ingenuo e sconsiderato nei confronti dell'uomo e anche della modernità, si è decisa la "medicina della misericordia", il "dialogo" col mondo e non si è condannato più l'errore.
Questo, insieme ad altre ambiguità e innovazioni ormai comprovatamente 'discontinue', ci ha portati al punto in cui siamo.
Ma abbiamo punti di riferimento saldi e certi nel magistero perenne e, attenendoci a quelli, approfondendo vite e pensieri di santi che sono nostri modelli, possiamo attingere a sorgenti 'sane' e nutrienti per la nostra fede...
Quanto al Papa, quando non parla ex cathedra ma come dottore privato, può sbagliare: la sua infallibilità riguarda solo le pronunce su fede e morale rivolte solennemente a tutti i credenti.
Quindi, non ci lasciamo scandalizzare, continuiamo a soffrire per la nostra Chiesa e a offrire pregando. Il Signore non ci abbandona.
E, quanto più avremo maturato con chiarezza dentro di noi la conoscenza della verità, tanto più sapremo esprimerla con le parole e la determinazione adeguati alle varie situazioni in cui ci troveremo.

rosa ha detto...

Andrea,
quanto da te riportato sembra il comportamento di un padre affettuoso che minaccia il figlio affinchè questi cresca più sano e più buono.
Solo quando i figli diventano padri e madri capiscono il valore affettivo ed effettivo di tale comportamento.
Rosa

Sine Timore ha detto...

Giusto per farsi un'idea dei frutti della pastorale (o pastorizia) pressapochista a cui ci stiamo abituando dal 13 marzo in poi, ecco a voi un video che sta spopolando tra i giovani:

http://www.gloria.tv/?media=498435

Anonimo ha detto...

Vorrei ricordare ad Andrea che in ebraico il termine "vendetta" non ha la connotazione di "castigo" e anche di "rivalsa" che il nostro linguaggio gli attribuisce, ma significa "ripristino della giustizia".
Una visione antropomorfa di Dio, immensa Misericordia e Giustizia insieme indissolubilmente presenti (e molto altro), a volte porta ad esprimersi in certi termini con esemplificazioni umanizzanti che servono a far capir meglio, ma delle quali occorre estrarre il succo, come ha fatto Rosa.

Dio non minaccia. In realtà, però, ha inscritto nell'ordine della creazione uscita dalle sue mani una "legge naturale" che rispecchia la sua perfezione e in più, nella Rivelazione, ha dato i "comandamenti-orientamenti" seguendo i quali è possibile rimanere inseriti nel suo progetto che ci "ordina" a Lui; il che ci permette di rispondergli sempre e di tener vivo il nostro rapporto con Lui, l'unico che dà senso e orienta e anche redime e nutre la nostra vita. Uscendo da questo ordine, si dice che "meritiamo castighi", ma in realtà quello in cui incappiamo sono le conseguenze della mancanza di grazie e di armonia, della presenza viva e vivificante del Signore, dalla quale ci allontaniamo col peccato.

Osservando i suoi comandamenti "rimaniamo" nel suo amore, come dice Gesù. Ma questa osservanza così difficile se non impossibile con i nostri sforzi solo conoscendo la Legge, diventa possibile attingendo alla grazia Sacramentale e a quella attuale (cioè in ogni situazione) che riceviamo dalla Sua pienezza.

Anonimo ha detto...

...aggiungo citando a memoria dal Prologo di Giovanni:

La Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Che ci ha promesso: sono con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi...

Dante Pastorelli ha detto...

L'amore e la giustizia in Dio non sono scindibili.

Fabiola ha detto...

Permettete.
Comunione e Liberazione non è nato nel post-Concilio. Tranne per il nome.
Don Giussani è un frutto splendido del cattolicesimo "tradizionale" e del Seminario Ambrosiano, la cosiddetta Scuola di Venegono. Frequentò pure il seminario minore.
Le categorie di pre-conciliare e post-conciliare non gli sono mai appartenute. A mia memoria non ha mai insistito sul Concilio, se non per qualche citazione da Lumen Gentium.
Discutete pure di CL, ci mancherebbe. La mia vuole essere solo una nota storica. Che qualche amico riterrebbe imprudente.

Anonimo ha detto...

L'unica consolazione per noi disgraziati che hanno assistito solo a messe rock ed erano troppo piccoli per ricordare alcunché della messa in latino,è fare affidamento sulla promessa di Gesù'Io sono con voi,sempre,fino alla fine dei giorni'....andiamo avanti(lo dice anche adesso BXVI),ma oggi PF ha infilato un'altra perla nella sua collana,riguardo ai tanti rumors in vaticano(niente in confronto ai bombardamenti a tappeto durante il precedente pontificato)se n'è uscito con questa frase,"siamo caini se sparliamo degli altri,siamo cristiani omicidi".....almeno è quello riportato dai tg,ma,mi chiedo,è proprio necessario riportare discorsi' à l'impromptu'di messe private,magari facendogli fare un bel giro di pista col twist?Sono private,tali devono restare,perchè ormai le categorie dei'cristiani'che non piacciono a lui,stanno diventando sempre più numerose e preoccupanti,poi,francamente,a me del pelagianesimo secundum franciscum,non frega niente,ho poche certezze,sto studiando come un matto testi sacri di tutti i generi,il mio maestro è e sempre sarà Ratzinger,almeno è chiaro per i normodotati come me,non leggo Rahner manco se mi pagano,invece è testo sacro per l'ISSR della mia città....tempus tacendi,al loquendi penseremo quando ce ne sarà possibilità di farlo.GR2

Anonimo ha detto...

Cara Fabiola,
se, come credo, sei la Fabiola che ogni tanto leggo da Raffaella, ricordo i tuoi commenti sempre condivisibili al 100% e molto equilibrati.
Quanto a CL, ne ho esperienza solo per il fatto di aver avuto anni fa Massimo Borghesi come professore nel biennio di filosofia in una facoltà pontificia (con gran profitto da parte mia) e anche attraverso alcuni carissimi amici con i quali sono tuttora in contatto. Con loro ho un confronto fruttuoso e senza problemi.
Per il resto, ho visto direttamente anche altre cose; ma in ogni contesto c'è qualche sfasatura che può dipendere dalle diverse soggettività che debordano dal seminato o altro ancora...
In ogni caso il "movimentismo" post-conciliare forse riguarda meno CL, e in fondo anche i Focolarini (quelli sì problematici perché sincretisti ed ecumenisti senza rete), il cui nucleo è sorto negli anni della seconda guerra, se non ricordo male e i cui sviluppi nel senso che ho detto hanno potuto allignare proprio nel clima post-conciliare.

In ogni caso avremo occasione di approfondire il discorso e di distinguere il grano dal loglio sia all'interno che all'esterno...

E grazie per la precisazione, alla quale giustamente tieni.

Anonimo ha detto...

...[le omelie] sono private,tali devono restare,perchè ormai le categorie dei'cristiani'che non piacciono a lui,stanno diventando sempre più numerose e preoccupanti,poi,francamente,a me del pelagianesimo secundum franciscum,non frega niente,ho poche certezze,sto studiando come un matto testi sacri di tutti i generi,il mio maestro è e sempre sarà Ratzinger,almeno è chiaro per i normodotati come me...

Caro GR2, come ti capisco!
Son cose che abbiamo più volte sottolineato.
Anche quel discorso dei "cainisti", lo trovo gravissimo... ho cercato di spiegarlo; ma c'è chi non lo capisce o non LO VUOLE capire!

Anonimo ha detto...

Vorrei pregare Andrea, quando approfondiremo il discorso su CL di non postare copia-incolla di citazioni di altri (che non ho pubblicato perché ora, come ho già detto, stiamo solo sfiorando l'argomento che affronteremo in un thread dedicato), ma di parlare in base alla sua esperienza.

Andrea ha detto...

Ok, ne parleremo più avanti e citerò la mia esperienza. Grazie

Anonimo ha detto...

"Non vi ha colpito il pezzo su cui è intervenuto il rabbino Di Segni, che parla di ulteriore svolta?
http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201309/130912disegni.pdf

In fondo si tratta delle "due Alleanze" (!?).
Vorrei pubblicare... ci ho già scritto su, ma mi astengo perché sono esausta."

Peccato.
Ha visto cosa ne dice qui Introvigne?

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ma-francesco-non-e-martini-7268.htm

Andrea ha detto...

Mic, se mi lasci un tuo contatto mail ti posso inviare del materiale interessante per approfondire l'argomento.

Anonimo ha detto...

Ti ringrazio, Andrea.
Scrivimi : maria.guarini@gmail.com

Anonimo ha detto...

Ha visto cosa ne dice qui Introvigne?

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ma-francesco-non-e-martini-7268.htm


Grazie. Sono andata a vedere,
l'intero articolo è tutto un sofisma, c'è molto da dire... vedremo.

curioso ha detto...

Per la Redazione del blog:

Vi comunico che
per una citazione postata da un Anonimo 12 settembre 2013 12:04, commentata in maniera esemplare nel successivo post delle 16:15 viene detto che incensate Odifreddi...

Non dovreste permettere che usino questi mezzi subdoli e scorretti per poi affermare che vi allineate con chi odia la Chiesa. Perchè non replicate a tono?

Anonimo ha detto...

Pubblico il post di "curioso", censurando ovviamente il link a cui si riferisce - e non è la prima volta ma spero che sia l'ultima che ci fa segnalazioni del genere -, per comunicare a lui e a chiunque altro che quel che dicono certi figuri non ci interessa.

E lo dico una volta per tutte perché non ho alcuna intenzione di cadere nell'ottica del ping pong tra blog con una comunicazione indiretta che oltretutto è malsana, prima che scorretta.

Dunque, per quanto ci riguarda, ignoriamo totalmente qualunque affermazione di quei blogger
maestri in sofisticherie inguaribilmente malevole, purtroppo già sperimentate in quella "fossa dei serpenti" che un tempo era MiL.

Se, ora che ci siamo sottratti a quel veleno, si servono strumentalmente di brandelli di questo nostro percorso che neppure ne rendono ragione, sarà chi legge a trarre le sue valutazioni in piena libertà.

Fabiola ha detto...

S', cara Mic, sono la Fabiola che hai letto qualche volta sul blog di Raffaella.
Grazie per l'attenzione e la cortesia.

rosa ha detto...

brava Mic, non ti curar di lor, ma guarda e passa
Rosa

Luisa ha detto...

In effetti, mic,
chi legge i post di chi sembra non poter fare a meno di citare te e il tuo blog, e servirsi di quel che qui è detto, anche se è per criticarti con un`arroganza veramente ridicola, vittima forse di un transfert negativo... :), potrà aver voglia di giudicare di persona e verrà qui,
chi legge gli anatemi che lancia un certo blogger( che ama finire con "la pace" dopo aver versato ettolitri di veleno) può essere incuriosito, se non lo conosce, incuriosito, avrà forse voglia di verificare e aprirà il tuo blog, si farà così la sua propria opinione, chi invece sa che quel blogger è fra i blogger più offensivi, malevoli, e volgari, del web cattolico italiano, non sarà sorpreso, ritroverà la solita prosa livorosa, acida e stantia, vedrà che sempre a ancora attribuisce ad altri i comportamenti in cui eccelle!
R.A.S., "rien à signaler", dunque, niente di nuovo sotto il sole, niente che non ci sia conosciuto, ognuno in coscienza si farà la propria opinione.

Andrea ha detto...

C'È Scalfari che parla del Papa su la7 a otto e mezzo.

Amicus ha detto...

A proposito di don Giussani, ecco cosa raccontava egli stesso in un'intervista, pubblicata nel 2005 da Magister nel suo blog:
la Domenica delle Palme del 1975,nella Basilica di San Pietro in Vaticano,
“finita la messa, era circa mezzogiorno, mi sento chiamare da un prelato: ‘Don Giussani, il papa la vuole’. Ero nel pronao della basilica di San Pietro, avevo la pisside con ostie consacrate tra le mani, e sentii quella voce. Tentai di affibbiare, nell’emozione, la pisside a un alabardiere, che si ritrasse. Finalmente potei correre verso il papa. Comparvi dinanzi a lui proprio sulla porta della chiesa. Mi sono inginocchiato, ero così confuso... Ricordo con precisione solo queste parole: ‘Coraggio, questa è la strada giusta: vada avanti così’”.
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1336607?

Certo che un don Giussani che tenta di "AFFIBBIARE...LA PISSIDE AD UN ALABARDIERE" per correre invece da Paolo VI, a me impressiona parecchio - in negativo, s'intende. E a mio avviso la dice lunga sulla sua mentalità.

Anonimo ha detto...

Grazie all'informazione di Andrea ho fatto in tempo ad ascoltare Scalfari che passa dalla considerazione sulla predicazione dell'"uomo-Gesù" - che muore a causa di quella predicazione e dunque fa prevalere l'amore per gli altri all'amore per se stesso - alla "chiesa povera" (quella di papa-Francesco, naturalmente).
Posso immaginare il resto...
Aveva di certo una platea non so quanto grande, ma comunque non esigua di ascoltatori.

Bella congerie di scempiate per tanti cervelli all'ammasso!
Ma perché di certi argomenti fanno parlare sempre i potenti "soloni" di turno (ora il papa gli ha dato una bella visibilità) e non dei sacerdoti o dei testimoni con degli attributi?

Fabiola ha detto...

@ Amicus.
Povero don Gius.
Forse non era questione di mentalità ma di emozione e impaccio.

tramviere-cattolico ha detto...

Cara elisa, come ti capisco. Le tue perplessità sull'agire sono anche le mie.. La mia fede è maturata laureandomi con una tesi su Augusto del Noce (proprio nella facoltà dove insegnavano andando per la maggiore i professori della scuola iper modernista di Bologna, i fautori della rottura conciliare del Vat. II ma in senso progressista) e con i pontificati di Giovanni Paolo II e quell'autentico faro di luce che per me è stato Benedetto XVI. Pertanro non sapevo cosa volesse dire provare a volte disagio quando il pontefice parla ai fedeli per le cose che a volte dice.. Una situazione che mi destabilizza e mi fa soffrire molto..

Anonimo ha detto...

Grazie a tutti ancora per chi mi ha risposto.
Effettivamente è triste sentirsi a disagio quando il pontefice parla; perché in una situazione normale non dovrebbe essere così, il Papa dovrebbe essere un punto di riferimento normalmente, non bisognerebbe trovarsi a dover scavare per trovare qualcosa di Cattolico in un discorso che Cattolico non è. Poveri noi!!
Per fortuna come faro abbiamo l'insegnamento di tutti i Papi precedenti (fino a Pio XII contraddizioni con la tradizione e la dottrina di sempre non ci sono mai state)... e con il giusto discernimento possiamo valutare e trarre cosa c'è di buono dai pontificati dei Papi più recenti... L'attuale però spesso è per me uno scandalo e una sofferenza, ma è vero quello che diceva Mic ieri sul fatto che il Papa non è sempre infallibile ma soltanto ad alcune condizioni (quando definisce solennemente un dogma di Fede come verità destinata a valere sempre... in breve l'ultima volta che è stata utilizzata la prerogativa dell'infallibilità è stato, mi sembra, quando Pio XII ha proclamato il dogma dell'Assunzione, poi non vi si è più voluto fare ricorso... quindi quando i Papi fanno qualcosa in contrasto con ciò che si è sempre fatto e creduto, possono tranquillamente essere mosse nei loro confronti critiche costruttive; questo almeno è la posizione per me condivisibile della FSSPX - una guida necessaria in tempi di crisi)...

Elisa

Dante Pastorelli ha detto...

Attenzione Elisa! Pio XII ha proclamato l'ultimo dogma con Magistero solenne ex-cathedra nel 1950, ma sia prima che dopo questa data, e nello stesso anno, ha svolto un magistero ordinario infallibile con alcune encicliche o altro genere di documenti che condannano errori e propongon la vera dottrina, ribadendo le verità già definite o comunque il Magistero precedente.
A questo Magistero ha fatto ricorso anche Paolo VI nell'Humanae vitae, nella Mysterium Fidei, nel Credo del Popolo di Dio: non bisogna dimenticarlo.
I Papi successivi hann'anch'essi scritto encicliche o altri documenti di carattere dottrinale che, nei pasi in cui ribadiscon l'insegnamento ininterrotto della Chiesa, son da ritenersi infallibili. Purtroppo diversi di questi documenti vanno esaminati coi raggi infrarossi...

Anonimo ha detto...

Pressappochismo?


http://www.news.va/it/news/il-papa-solo-con-la-preghiera-e-le-lacrime-si-puo
framp

Anonimo ha detto...

per il framp:
peggio, pressappochismo + sentimentalismo stucchevole, un mix micidiale.
Non si capisce per quale motivo dobbiamo piangere, così, tanto per fare telenovela ?
dov'è la dottrina, lo spieghi framp: che cosa capiscono in quel discorsetto contorto i lettori già rintronati da 40 anni di catechesi scialbe e distorte ? mettersi a piangere e tutto è sistemato per la salvezza ?
l'albero della Croce ci salva, sì:
e dov'è il NOSTRO lavoro, dov'è la risposta tua/mia alla Grazia Santificante ?
non se ne fa parola per nulla, basta piangere "un pochettino in ginocchio" (solo un pochettino eh, mica mai davanti al SS.mo, come vediamo fare da lui e Kiko) e il gioco è fatto. Sentimentalismo da 4 soldi...certo si usa bene nei circoli NeoCat, vero ? li conosciamo bene questi piangitori che lasciano l'anima in preda al peccato abituale....
framp poi scorda che il modernismo è poprio questo: mixare vero e falso in modo abilissimo, di modo che il lettore ingenuo beva le falsità in virtù di quelle poche o tante briciole di verità frammiste nella pozione.

Anonimo ha detto...

Le briciole di verità frammiste nella pozione sono quello che ancora resta dell'antico splendore e non fanno altro che ingannare i semplici, mentre sono usate come clave contro di noi, ignorando il resto, da chi è in malafede.
Non conosco framp e non posso accusarlo di malafede. Posso anche comprendere chi è restio a riconoscere la gravità della situazione in cui siamo in ragione di dinamiche legate ad un malinteso senso dell'obbedienza (che non dovrebbe mai disattivare la ragione, non assolutizzata ma illuminata).
Ma non posso distogliere l'attenzione dalle serie distorsioni incontrate fin qui, per qualche brandello di verità disseminato nelle parole di questo papa.

Anonimo ha detto...

'Il papa non è un sovrano assoluto,il cui pensare e volere sono legge,egli non deve proclamare le proprie idee,bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all'obbedienza verso la Parola di Dio,di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento,come di fronte a ogni opportunismo'card Ratzinger,esaustivo,sintetico,cogente,soprattutto di un'inequivocabile chiarezza,dote che non trovo nel nuovo vescovo di roma,mi spiace e con tutto il dovuto rispetto.GR2

Dave Welf Masters ha detto...

Cara Mic, ho letto questo articolo sulla lettera del Papa su papalepapale e volevo chiedersi cosa ne pensi http://www.papalepapale.com/develop/come-gatto-francesco-ha-giocato-col-topo-eugenio-sulla-lettera-a-repubblica/

Anonimo ha detto...

Ma non posso distogliere l'attenzione dalle serie distorsioni incontrate fin qui, per qualche brandello di verità disseminato nelle parole di questo papa.Ma non posso distogliere l'attenzione dalle serie distorsioni incontrate fin qui, per qualche brandello di verità disseminato nelle parole di questo papa.

Vede Mic proprio ieri sosteneva che in questo blog nessuno vuole dare giudizi sul Papa. Ebbene affermare che il Santo Padre sta diffondendo pochi "brandelli di verità" nei suoi quotidiani interventi o Omelie è un modo elegante e vile per dirgli che è un mistificatore, un incompetente( in quanto sta divulgando errori) e dannoso per la salvezza dei singoli e della Chiesa tutta.
Ora permetta anche a me di fare una valutazione di queste "pillole" di Papa
Francesco e per far ciò la prima cosa che devo chiedermi è a chi rivolge il Santo Padre questi interventi ? Dalla scelta del linguaggio, dagli esempi riportati, dalla forma semplice e breve di questi atti che certamente non hanno la pretesa di essere Magistero solenne, si capisce che il Papa ha capito e sa che il Popolo di Dio è si assetato di verità ma anche profondamente ignorante in questioni di fede ecc.
e che praticamente per trasmettere un qualsiasi messaggio per prima cosa bisogna ristabilire un collegamento con fedeli e altri che piano piano sono scivolati in un indifferentismo terribile. Questo vuol dire recuperare a Gesù quante più anime sia possibile e per la scelta dei mezzi da adottare, coerentemente al nome voluto, Papa Francesco evidentemente ha fatto propria l' esortazione del Serafico Padre che ai suoi frati Sacerdoti raccomanda: 《... annuncino ai fedeli i vizi e le virtù, la pena e la gloria con brevità di discorso, poiché il Signore sulla terra parlò con parole brevi.》(Regola cap IX)
Ora se egli deve parlare a tutti e il livello di fede e di conoscenza della fede in giro è davvero scarso e si vuole riuscire malgrado ciò a ristabilire un dialogo, un filo di contatto diretto, io non credo siano molte le risorse a disposizione se eliminiamo la semplicità, il porsi senza barriere, l' esempio di vita coerente con ciò che è affermato, il puntare anche sul sentimento (in quanto tutto poi deve riprendere vita in quel crogiuolo che si chiama amore e l' amore difficilmente scaturirà dal leggersi un capitolo della "Summa Teologica" -perdonatemi-) sulle tradizioni popolari e su quanto sempre, sorprendentemente sempre, dilaga nel cuore di ognuno quando si ripropone ( in questo caso il Papa) la devozione a Maria SSma.
Certo per voi teologi professionisti mi immagino sia dura, ma non si può "vivere di sole encicliche". Poi , per finire, vi scongiuro di guardare al Papa con occhio soprannaturale perché egli non è l' invasore impostore ma è colui che lo Spirito Santo ha chiamato a guidare la Chiesa. Fatevene una ragione.
Santa Domenica dell' Addolorata

Anonimo ha detto...

Quest'ultimo commento è pieno di considerazioni che io stessa mi sono detta prima di decidermi a esprimere delle osservazioni a completamento (non a giudizio) del "cristianesimo in pillole" di questo papa che, preso a sé, ha il pregio di toccare il sentimento, ma poi richiede l'approfondimento che non arriva mai e, tra l'altro, si è visto in che termini quando parla ai "colti" anziché agli "incolti"...

Vede, tutti noi - a partire da me - non parliamo da "teologi professionisti", ma da semplici credenti con una fede non superficiale né sentimentale, che ha bisogno di esser sempre purificata a maturata, ma che poggia su fondamenti solidi e non ingannevoli né ingannabili: la Rivelazione Apostolica perenne finora bimillenaria arrivata intatta fino a noi nonostante il concilio del quale tentiamo una possibile lettura in continuità.

E' la sua applicazione in 'rottura' con la Tradizione, portata a conseguenze ormai più che consolidate e molto evidente nella formazione ed espressioni del nuovo papa, che trae in inganno i superficiali, i sentimentalisti, gli "allineati" per opportunismo o per cecità inguaribile e quanti non riescono a 'leggere' con occhi più attenti in base a quanto La Catholica è e trasmette, la complessa e fumosa realtà nella quale siamo immersi...

Non posso pensare che questo papa sia un invasore o un impostore. Son parole forti e fuori posto.
Lei usa nei nostri confronti molte espressioni forti ed inadeguate, che denotano un parlare con malevolenza e per 'partito preso', ma in realtà non portano argomenti su nessuna delle nostre affermazioni documentate col Magistero e si limitano ad affermazioni apodittiche sulle quali dovremmo "farci una ragione" e basta.

Non è neppure ragionevole, mi permetta!

Anonimo ha detto...

Faccio notare che la parola "pressapochismo" usata nel titolo di questo articolo, ben dimostrata nella trattazione e che rende efficacemente l'idea, l'ho usata già diverse volte in tante riflessioni.
Ed è l'ultima cosa che può permettersi un pastore universale, per non essere frainteso e per non crear confusione sia tra i suoi che ad extra...

Anonimo ha detto...

A parte il fatto che questi 'insegnamenti pastorali' vengono pronunciati in messe private alla presenza di 50 persone,che dopo la messa tornano alle loro occupazioni,dimenticandosi bellamente delle parole udite,che però a mezzo stampa,cattolica e non,vengono propinati come magistero,commentati,spiegati in infiniti modi, io mi chiedo cui prodest?Io non sono teologo,come Mic ed altri bloggers molto più istruiti di me,sto cercando di imparare e di studiare e di capire,ma non è un dogma dovere credere a tutto quello che un papa dice,perché finora di magistero ex cathedra da parte di bergoglio, non ne ho avuta sensazione,chiacchiere tante,gesti fin troppi e tanta ,troppa demagogia sbandierata,ad un papa si deve rispetto, qui non è mai mancato,su altri blog lasciamo perdere,ma non sta scritto da nessuna parte che lo si debba amare per forza e lasciamo perdere lo Spirito Santo,per favore.Lupus et agnus.

Anonimo ha detto...

Cara Mic, ho letto questo articolo sulla lettera del Papa su papalepapale e volevo chiedersi cosa ne pensi http://www.papalepapale.com/develop/come-gatto-francesco-ha-giocato-col-topo-eugenio-sulla-lettera-a-repubblica/

Conosco, stimo e voglio molto bene all'Autrice di quell'articolo.
Ma non riesco, in coscienza, a fare la stessa "lettura con gli occhiali rosa", che significa andar oltre tante evidenze e alla fine non è altro che una forzatura "papista". Confesso però che ho letto velocemente e forse non ho colto una voluta e 'sapiente' impostazione corretta dell'intero discorso...

Ci sono tutte le possibili affermazioni "in positivo". Manca il "ma anche" o ciò che è taciuto in negativo.
E, poiché è un testo lungo e impegnativo, francamente penso che sia più utile impiegare il tempo a confutare quanto di grave e serio purtroppo incontriamo ogni giorno.
Per questo mi limito, contrariamente al mio solito, ad esprimere questo giudizio in soldoni senza soffermarmi in dimostrazioni, peraltro già date con molti contenuti di questo blog, che ritengo non ignorabili da un buon cattolico.

Anonimo ha detto...

Riconosco che è duro, ma soprattutto doloroso e moralmente disagevole, per un cristiano e prim'ancora per un cattolico, dover assumere posizioni tanto 'scomode' e purtroppo contro corrente, nei confronti di un Papa. E ora si parla di questo papa attuale.

Io spero sempre di aver preso degli abbagli. Ma nessuno me lo ha ancora dimostrato con argomenti in tema e non con affabulazioni di conio progressista.
Preciso che non è il caso di quell'articolo che penso sia un fenomeno a parte e magari nasce proprio dal voler trovare un "idem sentire" col Successore di Pietro, che vorrei tanto anch'io, ma che purtroppo ci sono punti in cui non mi riesce

Andrea ha detto...

Mic, le ho scritto una mail poco fa. Quando riesce a leggerla mi faccia sapere le sue impressioni

grazie

Claudius ha detto...

Salve a tutti!

E' la prima volta che partecipo a questo blog, anche se è da un po' che lo leggo abitualmente. Vorrei dire la mia su questa lettera del papa a Scalfari. Premesso che non sono un teologo, ma solo un "normale" fedele (di molta poca fede, purtroppo), e mi sono riavvicinato alla fede anche grazie alla splendida liturgia tridentina, quindi forse non dovrei nemmeno parlare. Comunque, vorrei dire questo: questa lettera mi ha un po' intristito, in quanto a prima vista sembra, come dice giustamente il titolo, pressappochista. In particolare il discorso secondo cui il peccato per l'ateo è non seguire la propria coscienza, etc. mi ha fatto sobbalzare: ma che definizione è? E poi, in che senso dire "per l'ateo"? Cosa significa, che per atei e credenti ci sono definizioni diverse di peccato? Forse questo discorso puo' essere corretto nei confronti dei selvaggi della Nuova Guinea, ma per gente come Scalfari, che si dichiara "ateo e che non cerca la fede"??

Poi ho letto l'articolo suggerito da Dave su papale papale, e devo dire che forse ho iniziato a capire qualcosa in più. Pur non condividendo in toto le conclusioni di Dorotea Lancellotti, mi sembra di capire che il Papa si sia voluto rifare alla dottrina cattolica tradizionale, secondo cui Dio mette nel cuore degli uomini la coscienza, come una tensione che, se seguita, non puo' fare altro che portarli verso la Verità, e quindi all'accettazione di Cristo come Salvatore. Ecco io credo che il Papa volesse dire questo, solo che poi forse ha voluto "dire qualcosa in più" e ha tirato fuori questa frase sul peccato, che mi sembra sia un po' fuoriluogo. In breve, ritengo che lui volesse mettere il discorso nei binari della tradizione cattolica, ma forse lo ha fatto senza calcolare le conseguenze della sua frase.

Infatti la cosa che mi ha fatto mandare in bestia di più sono stati i toni trionfalistici con cui gli Scalfari e compagni hanno accolto le sue parole. Praticamente il loro mantra adesso è "Il Papa dice che Dio perdona anche gli atei che non cercano la fede, basta che si comportino secondo la loro coscienza". Non era certo questo che il Papa ha scritto né intendeva dire, come l'articolo di papale papale spiega, ma non ha calcolato che è il messaggio che poi è passato.

Cari saluti

Anonimo ha detto...

Mic, le ho scritto una mail poco fa. Quando riesce a leggerla mi faccia sapere le sue impressioni

Caro Andrea,
ho ricevuto, grazie. Appena avrò potuto consultare link e allegati ne riparleremo :)

Andrea ha detto...

Ok, grazie. Legga anche gli articoli postati direttamente nella mail prima di consultare i link.