martedì 17 settembre 2013

Don Mauro Tranquillo commenta la lettera del papa a Scalfari

Ricevo e volentieri pubblico.

La lettera di Papa Francesco ad Eugenio  Scalfari, fondatore del quotidiano "La Repubblica", non è certo un atto di Magistero, e in questo potranno concordare anche coloro che sono soliti rimproverarci su questo punto. È quindi senz’altro possibile discuterla alla luce del Magistero, quello sempre vivo perché interprete e vicario delle parole del Cristo, pronunciate duemila anni fa. Il Magistero, quello vero, non si distingue in vivente o passato: un atto di qualsiasi epoca è sempre vivo e attuale, essendo solo la conferma per noi di quanto detto o non detto da Gesù e dagli Apostoli.

Il fatto che la lettera non sia Magistero, come molti altri atti apparentemente ufficiali dei recenti Pontefici, non toglie che sia un atto gravissimo, perché pubblico e quindi, in caso fosse erroneo, atto a produrre scandalo (cioè cattivo esempio, spinta all’errore) nel lettore.

Innanzitutto, sulla figura di Scalfari e sull’opportunità di dialogare con lui, specie dandogli credito in pubblico di valido interlocutore, rimandiamo a un articolo di Francesco Colafemmina , del quale ci piace citare il commento: «Scalfari non cerca Dio. Scalfari tenta Dio e il Papa. Non è in dialogo perché cerca l'Assoluto, no. Il suo è un pallino intellettuale. Non cerca nulla per sé, per la sua anima, concetto al quale non crede neppure e dunque perché chieder conto del peccato? Lui vuol solo dimostrare al mondo che la Chiesa deve dare spiegazioni della sua presunzione di verità e della sua autorità in merito al peccato. E che la Chiesa di papa Francesco è diversa da quella che l'ha preceduta. Per Scalfari non esiste né Dio né il peccato. Ma egli tenta il Papa, vuole costringerlo per mera cortesia verbale attraverso un gioco di insincera apertura alle sue risposte, ad affermare che sì, la misericordia di Dio perdona sempre. Che anche l'ateo - che per il catechismo per ciò stesso ossia per la sua negazione consapevole di Dio, è già in stato di peccato - in realtà non compie peccato se non quando ignora la sua coscienza. Ma cos'è la coscienza e come si articola il suo giudizio? Questo il Papa non lo chiarisce. Peccato che il Papa si sia prestato al giochino superbo e autoreferenziale di Scalfari. Non una pecorella smarrita, ma un peccatore convinto, un ateo animato soltanto da una insensata hybris».

Venendo al testo, che è ciò che più conta, abbondano le espressioni circiteristiche (come avrebbe detto Amerio sull’esprimersi senza definire precisamente i concetti), e affermazioni che sembrano quasi giochi sulle parole, come l’affermazione che la verità non è assoluta perché “relazione” con Gesù Cristo. Ovviamente il termine assoluto è preso in due sensi diversi: Scalfari chiede se la verità è assoluta, cioè non relativa al soggetto che la recepisce, e il Papa risponde che non è assoluta perché mette il soggetto in relazione con Gesù Cristo. Evidentemente non era mediaticamente opportuno che il Papa predicasse l’aggettivo assoluta al soggetto verità, quindi è bastato un semplice sofisma per non negare e non affermare. Altro punto simile è il trito ritornello del dialogo, senza grandi distinzioni e senza che si capisca quale sia lo scopo del dialogo medesimo. Anche su questo si è detto e scritto molto. Quanto al presentare la fede come incontro personale, come esperienza (anche comune), si vede quanto questo avvicina alle varie forme dell’errore modernista. Anche l’affermazione apparentemente più antirelativista («Dio non dipende dal nostro pensiero») ha come fondamento l’esperienza personale che Francesco vuole condividere con il suo interlocutore: « Dio — questo è il mio pensiero e questa la mia esperienza, ma quanti, ieri e oggi, li condividono! — non è un’idea, sia pure altissima, frutto del pensiero dell’uomo». Che cosa resti della fede teologale, come anche delle prove metafisiche dell’esistenza di Dio, è difficile dirlo: di certo non sono menzionate, forse per ragioni pastorali, o forse perché ritenute impresentabili.
Il punto chiave sul quale ci dobbiamo soffermare, è però costituito dalle numerose affermazioni apertamente eterodosse. Seguiamo l’ordine della lettera nell’enumerarle.

Secondo il Papa, per un salto logico di difficile comprensione, dall’Incarnazione deriva la separazione tra sfera politica e religiosa, al punto che la Chiesa semplicemente addita la meta ultraterrena facendosi sale e lievito nella massa, senza che ciò comporti «ricerca di qualsivoglia egemonia». A parte la condanna della separazione Stato/Chiesa compiuta da san Pio X nell’enciclica Vehementer o da Leone XIII in Satis Cognitum, anche il fatto che la Chiesa debba solo dare una direzione e non esigere l’effettiva sottomissione a Dio della società civile è ampiamente condannato (Costituzione Inter multiplices di Alessandro VIII del 4 agosto 1690, DzS. 2281-2285; condanna ripresa da Pio VI in Auctorem fidei, DzS. 2699), inconciliabile con la dottrina del Cristo Re di Pio XI in Quas primas, e del tutto opposto alla definizione dogmatica di Bonifacio VIII in chiusura di Unam Sanctam, che in virtù dell’unità di Dio richiede la sottomissione di ogni creatura (quindi anche del potere secolare, su cui verte la bolla) al Romano Pontefice. Papa Francesco tra l’altro attribuisce a un faticoso - ma evidentemente positivo - processo questa separazione realizzatasi in Occidente, sancendo così come lodevole sforzo secoli di lotta contro il potere di Cristo, del Papa e della Chiesa Romana.
Segue nella lettera un paragrafo sul popolo ebraico, dove si afferma che «mai è venuta meno la fedeltà di Dio all’alleanza stretta con Israele e che, attraverso le terribili prove di questi secoli, gli ebrei hanno conservato la loro fede in Dio. E di questo, a loro, non saremo mai sufficientemente grati, come Chiesa, ma anche come umanità». Su questa dottrina così di moda e così opposta al dato rivelato, rinviamo a recenti studi pubblicati sul sito della FSSPX .
La parte più inquietante rimane comunque quella sulla libertà di coscienza, che sfocia in un aperto relativismo. Non si accenna minimamente al dovere morale di adeguare la propria coscienza all’ordine voluto da Dio, proprio mentre Scalfari chiedeva cosa pensa la Chiesa della salvezza di chi nemmeno cerca Dio o la verità (cioè anche chi rimane nell’ignoranza volontariamente, magari anche per negligenza). Vi si trova invece, papale papale, la seguente affermazione: « Innanzi tutto, mi chiede se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede. Premesso che — ed è la cosa fondamentale — la misericordia di Dio non ha limiti se ci si rivolge a lui con cuore sincero e contrito, la questione per chi non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire». Se questo non è puro relativismo, ci si domanda che cosa sia questa tanto vituperata dottrina. Anche prescindendo dal problema del peccato puramente materiale, anche prescindendo dal fatto che non si capisce come possa rivolgersi contrito a Dio chi non crede (ma il problema non si pone: non essendo peccato per il non credente non credere, di che dovrebbe essere contrito?), anche prescindendo dal fatto che la salvezza viene dalla grazia (che quindi mi porta a conoscere la verità, o almeno a cercarla: altro che pelagianesimo!), questa pubblica risposta conferma nel suo stato il non-credente che non cerca la fede, e potenzialmente giustifica qualsiasi atto che venga percepito come bene dal soggetto. L’unico male sarebbe agire contro coscienza, a prescindere dallo stesso dovere della coscienza di adeguarsi alla verità oggettiva e esterna. Che spazio resta tra tali affermazioni e il “sarete come Dio, conoscerete il bene e il male”? Non ci sembra nemmeno necessario ricordare qui le condanne della libertà di coscienza di Mirari vos e Quanta cura, e rinviamo alle encicliche Immortale Dei e Libertas di Leone XIII per chi volesse sentire delle parole cattoliche e magisteriali.

Di fronte a questi errori condannati ma pubblicamente ripetuti a così alto livello e con tale alto grado di pubblicità, è dunque dovere di ogni cattolico di professare apertamente e senza timore la verità, dissociandosi da tali affermazioni che attaccano diversi punti del dogma e minano le basi della virtù di fede e di qualsiasi vita morale fondata sull’ordine oggettivo voluto da Dio Creatore e Redentore. Respingiamo questo pelagianesimo che mira a fare della coscienza umana, anche negligente e nell’ignoranza crassa, l’artefice della sua propria salvezza. Ribadiamo la necessità di credere per avere la vita eterna, e della grazia per credere e vivere coerentemente alla fede: senza tutto questo, è impossibile piacere a Dio e essere salvati.

42 commenti:

RIC ha detto...

ATTENZIONE: Nuovi sviluppi in merito alla triste vicenda dei Francescani:



http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350603

Anonimo ha detto...

Son cose che conoscevamo, caro RIC.
Che Magister le dica (in fondo non fa che ribadire cose da noi già piú volte espresse), non può che essere un bene.
Così come è un bene pubblicizzare il ricorso di quel "Comitato", che esige risposta che esigeremo di conoscere anche noi...

Anonimo ha detto...

E dovrà essere una risposta documentata e argomentata, risolutiva, non un atto di tirannide, al quale sono molte le coscienze e le anime che resisterebbero..

RIC ha detto...

Sperando che si degnino di rispondere.....

Anonimo ha detto...

Caro RIC,
dovranno render conto anche di una mancata risposta...
Non possono ignorare il "sensus fidelium", che appartiene anch'esso alla Chiesa.

Anonimo ha detto...

Segnalo un interessante articolo su Catholic herald,in inglese,'Pope Francis and the upcoming meeting with the G8 of the church'è di Gagliarducci,ma l'ho trovato solo in inglese,molto interessante(per chi sa la lingua).GR2

RIC ha detto...

Un quadro piuttosto contraddittorio quello che emerge dall'articolo di Gagliarducci: da un lato collegialità, dall'altro una parvenza di maggior accentramento in materia decisionale.
Sempre più difficile catalogare questo papa e capire se le sue decisioni scaturiscano da una linea di pensiero logica e ben strutturata o invece da confusione e pressappochismo (in altri termini, come diceva Flaiano, poche idee ma confuse….).

Anonimo ha detto...

Ho letto GR2, grazie.

Un quadro di rottura netto e, direi, di una definitività sconcertante se non disorientante... pieno di incognite.

L'unica certezza è lo smantellamento del sistema, che di per sé era necessario rivedere e riformare;
Questo lo aggiungo io: quel che preoccupa è la totale mancanza di segnali sulla liturgia e la dottrina, se non nello sconcertante pauperismo e pragmatico pressappochismo.

Dall'articolo si continua a leggere che si parla solo di finanze (IOR), politica, diplomazia: ridimensionamento in questo senso della Segreteria di Stato, che sembrerebbe già tagliata fuori dalla gestione dei casi generali, il che non è nemmeno negativo. Si tratta solo di vedere in che direzione si procederà.

Il problema appare che in questa opera di smantellamento, il nuovo papa si è circondato di tutte persone che la pensano come lui, con grande rischio di unidirezionalità e mancanza di universalità nelle decisioni.
Forse, se prima si poteva lamentare una certa ipertrofia della Curia (con i vari centri di potere e lobbies in lotta fra loro) rispetto alle periferie forse tagliate fuori, oggi, col prevalere delle visioni periferiche, va a catafascio l'universalità.
Insomma le 'bergogliate' periferiche di BAires sono sbarcate a San Pietro e non è detto che sia questo il cambiamento che ci si potesse augurare...

viandante ha detto...

E c'é una cosa che a me personalmente non piace: é un certo modo di fare da bar.
Già non era una uscita felice quella avuta il giorno dell'elezione nei confrnti di mons. Marini (ora é finita con queste carnevalate), ma vedo che é proprio un tratto del carattere del nuovo pontefice. Ora un paio di battutine su Müller e sul Card. Bertone.
Non entro nel merito, ma un po' più di signorilità non guasterebbe.

Anonimo ha detto...

L'indimenticabile stile e delicatezza e anche profondità di Papa Ratzinger!

Anche se alla fine ci ha delusi con la sua enfasi sul concilio (critica solo in parte, ma in fondo irriducibile nella sostanza) e anche con le sue dimissioni, talmente anomale da aver dato la stura a tutto questo...

Anonimo ha detto...

dimissioni talmente anomale da aver dato la stura a tutto questo...

e come si fa a non riconoscere in queste dimissioni coatte "per forza maggiore" il kathekon di cui parla s. Paolo ?

F. Colafemmina previde, con facile preveggenza: "Adesso tutto è possibile" (cioè possono accadere le cose più inique ed obbrobriose del mistero d'iniquità, a cui non si possono dare nomi più felici....)
e si stanno scatenando le potenze delle tenebre contro la vera Chiesa di Cristo, il piccolo gregge che resta fedele in mezzo alle persecuzioni.....

Anonimo ha detto...

Sto preparando un articolo sul kathékon.
Piuttosto non riesco a pubblicare la interpretazione che ne dà Radaelli, per alcune affermazioni che non mi convincono e non mi pare corretto pubblicare un documento con una mia non eludibile rettifica.

Tra qualche giorno lo pubblicherò, perché le interpretazioni di Colafemmina che cita anche Cacciari, mi sembrano condivisibili ed è interessante approfondire un tema così scottante, sempre di più ogni giorno che passa.

Anonimo ha detto...

Le dimissioni sono talmente anomale, che penso sempre che Ratzinger sia stato costretto ad abdicare per lasciare posto al...nuovo!! non è importante che sia sparita la dottrina, si doveva recuperare l'immagine! Questo pensiero mi tormenta da mesi.
"La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta"
I lupi hanno vinto.
Neri

Anonimo ha detto...

I lupi hanno vinto.

Apparentemente è così e forse non abbiamo neppure visto il peggio.
Ma non disperiamo, perché il Signore non permetterà più di tanto...
Continuiamo a resistere pregando offrendo custodendo e condividendo perché altri possano 'vedere' e non si lascino trarre in inganno.

Claudius ha detto...

I lupi hanno vinto.

NO! I lupi non hanno vinto e non vinceranno!!

NON PREVALEBUNT! Ricordiamocelo sempre, nei momenti discoramento, qualsiasi cosa succeda e qualsiasi nube nera vedessimo mai arrivare all'orizzonte: NON PREVALEBUNT! Questa è la promessa del Signore alla quale dobbiamo credere e aderire con tutte le nostre forze. Anche se tutto sembra andare nella direzione contraria!
E preghiamo di più per questa nostra Chiesa, in questi tempi difficili in cui il maligno semina la discordia e la confusione a piene mani, anche dentro la stessa Chiesa. Preghiera, Rosari, Penitenza!

In Cristo e Maria

rosa ha detto...

Cara Mic,
non per fare la maestrina, ma si scrive catechon, translitterando dal greco( o forse meglio katechon).
Rosa

Anonimo ha detto...

Grazie Rosa,
mi ero lasciata trascinare da un'altra traslitterazione senza andarmi a controllare il testo greco... ;)

Comunque son tempi e vicende in cui il pensiero non può non andare a questo mistero. Ne riparleremo.

Anonimo ha detto...

Su MiL il Popolo Summorum presenta addirittura un gadget: una maglietta con l'immagine di Benedetto XVI...

Siamo all'assurdo.

Anonimo ha detto...

È vero : Non prevalebunt!

Ma starà sempre più a noi riconoscere dove sta la Vera Chiesa di Cristo. E non è detto che questa coincida con Roma.

Juan de San Mattia

Anonimo ha detto...

Signori si nasce,e Ratzinger personalmente lo nacque,parafrasando Totò...i motivi della rinuncia non li sapremo mai,ma avendo letto e studiato con molta cura i testi ratzingeriani,per quel poco che ho capito di lui,dati i miei limitati 'poteri',deve essergli costata parecchio,in tutti i termini,se è vero quel che si diceva in tempi non sospetti, che se ne volesse andare già dopo un solo anno di pontificato,una cosa è certa,è un atto dalle conseguenze molto gravi,da ponderare cum grano salis;la questione del katechon è stata affrontata in due libri da Cacciari ed ho letto diversi articoli a proposito,non saprei....non sono millenarista e non dò molto affidamento alle varie profezie più o meno credibili che pullulano in rete,ma il fulmine sul cupolone la sera stessa dell'annuncio mi ha turbato assai....GR2

Louis Martin ha detto...

Sul katechon interverrò volentieri, cara Mic, se avrò modo e tempo.

Posso però anticiparti che per me il katechon non è altro che il sacrificio della Messa, come implicitamente affermato da Guéranger in un passo che credo di avere già postato:

“Dai termini che adopera la Chiesa comprendiamo quanto la Santa Messa si allontani dalle devozioni private. Deve dunque venire prima di tutte, e le sue intenzioni devono essere rispettate. Così la Chiesa fa partecipe di questo grande Sacrificio tutti i suoi membri; questo fa si che, se il santo sacrificio della Messa cessasse, non tarderemmo a ricadere nell’abisso di depravazione in cui si trovavano i pagani, e questa sarà l’opera dell’Anticristo. Questi metterà in pratica tutti i mezzi possibili per impedire la celebrazione della Santa Messa, affinché questo grande contrappeso sia abbattuto, e così Dio metta fine a tutte le cose, non avendo più ragione di farle sussistere”. (dom P. Guéranger, La Santa Messa).

Passo confermato dalle semplici ma terribili parole di Padre Pio: "Il mondo potrebbe stare anche senza sole, ma non può stare senza la santa Messa".

Anonimo ha detto...

del katechon ha scritto anche Blondet

tilde ha detto...

caro GR2,non si tratta di essere millenaristi: sta di fatto che suor Lucia dos Santos, quando le fu impedito di parlare in pubblico del 3. segreto, interrogata dai giornalisti che le chiedevano che cosa contenesse, rispose:

"Volete sapere di che parla ? è tutto scritto nel XII libro dell'Apocalisse, leggetelo".
-----------------
si tratta, credo, di quel passo in cui S. Giovanni prevede la "donna vestita di sole" che fugge nel deserto per partorire, insidiata dal drago. Si tratta della Chiesa, che deve dare alla luce i figli nel dolore, ed è minacciata da satana.
E' chiaro che stiamo allora vivendo le vicende descritte da S. Giovanni, ci siamo dentro ora, e dobbiamo metterci sotto la protezione della SS.ma Vergine, che stenderà il suo manto sulla Chiesa, come disse la Beata Emmerick, quando le afflizioni giungeranno al culmine.

rosa ha detto...

ho appena riletto su un altro blog il discorso al clero romano alla vigilia di natale 2010 di Benedetto XVI. Se veramente si crede all' avvento di un nuovoordine mondiale, lui rappresentava un forte ostacolo all riuscita dell' impresa.
non so...a volte penso che l' abbiano ricattato, non mi spiego come un uomo intelligente come lui non pensasse ai rischi della sua abidicazione...o forse gli han fatto credere che il suo modo di fare, piu' che quello che diceva, allontanassero i fedeli...
e' vero, Mic, non ha ripudiato il cOncilio, ma sarebbe stato come ripudiare se stessi e la propria giovinezza...e' molto difficile per tutti ammettere di aver sbagliato...
Rosa
pS: ma nella lettera a Scalfari, non si potevano citare le parole di Benedetto sulla coscienza e Newman ?

Anonimo ha detto...

Cacciari è la versione in maschile della Boldrini.

Josh ha detto...

Sì la traslitterazione precisa è Catéchon o Katéchon (meglio la 2nda) perchè il primo suono c è una cappa e la seconda è assolutamente una chi..

ma si capiva bene lo stesso e nei commenti a volte qualcosa scappa, specie con la tastiera...belli i tempi in cui si scriveva tutto a mano

"ciò che trattiene/Colui che trattiene" di 2 Tessalonicesi cap. 2 dice: "E voi sapete che cosa lo trattiene (to Katéchon) perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene (ho Katéchon)."

Sappiamo che le interpretazioni sono state molteplici....ci sono in gioco colui che trattiene e l'Anticristo

Lessi il pezzo di Colafemmina, affascinante, e il tutto è esemplificabile ora, possiamo trarne sensi simbolici, che fanno il paio con.

Ma penso nonostante tutto che il passo si riferisca a eventi più definitivi ancora, se leggiamo molto bene tutto il cap. 2 .

hpoirot ha detto...

Oggi il vescovo di Roma si é espresso due volte (perdendo due ottime occasioni per tacere):

1) http://rorate-caeli.blogspot.com/2013/09/we-never-had-it-so-good.html

Mentre la Chiesa attaversa una delle più lunghe e profonde crisi della sua esistenza, il papa afferma "La Chiesa non é mai stata meglio che ai nostri giorni!"

ma dove vive? nel paese delle meraviglie?


2) http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/santa-marta-27910/

"...penso che questa vedova (del Vangelo) sia un'icona della Chiesa, perché anche la Chiesa è in un certo senso vedova: il suo Sposo se ne è andato e Lei cammina nella storia, SPERANDO DI TROVARLO, di incontrarsi con Lui... "

Quindi la Chiesa non possiede più il Signore, se spera di trovarlo??? E dove dovrebbe trovarlo, se non nei sacramenti stessi della Chiesa?? Ma non era "Io sono con voi (gli apostoli, cioé il clero) sino alla fine del mondo".

hpoirot ha detto...

secondo me non abbiamo visto neanche l'1% di quello che combinerà papa Bergoglio...

Anonimo ha detto...

In pratica questo papato simultaneamnete perseguita i Frati FI e da ragione a Scalfari, ovvero il Dio laico e progressista, su tutta la linea relativismo compreso. Ed è significativo che a cambiare idea non sia stato Scalfari ma la Chiesa attraverso il nuovo papa. D'altra parte il card. Martini diceva che la Chiesa era "in ritardo" di 200 anni che mi sembra siano già stati ampiamente recuperati in 5 mesi.
Direi che ha decisamente ragione Hpoirot: non abbiamo visto neanche l' 1%, anzi direi nemmeno l' 1 per mille, di quello che sarà fatto ...
Per il non prevalebunt per ora c'è tempo.
Miles

Dante Pastorelli ha detto...

La testa se n'è andata, e il corpo è dissolto. Mah! per me il silenzio resta sempre d'oro.
E invece la Sposa non è vedova, lo Sposo è sempre con Lei a proteggerla, anche se talvolta lascia che qualche membro del Corpo, anche il più decisivo per la vita, metta alla prova la fedeltà degli altri.

Anonimo ha detto...

"...penso che questa vedova (del Vangelo) sia un'icona della Chiesa, perché anche la Chiesa è in un certo senso vedova: il suo Sposo se ne è andato e Lei cammina nella storia, SPERANDO DI TROVARLO, di incontrarsi con Lui... "

??????? Lo ha detto UN papa???????????

Anonimo ha detto...

L'ortodosso Papa Francesco censurato dai media:
http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=33832

hpoirot ha detto...

ho sempre sostenuto che la new-religion conciliare coincide col Vangelo in un solo punto: "Hanno portato via il Signore e non so dove lo hanno messo."

Ecco, adesso ce lo dice anche il papa che "lo Sposo se ne é andato".

Più che avere il ruolo di UN papa a me sembra il conduttore di 'Chi l'ha visto' ...

tilde ha detto...

concordo con hpoirot.
Tra l'altro questo papa mostra nel parlare un'incoerenza spaventosa:

ma come, prima dice che "la Chiesa oggi sta benissimo,
e poi dice che è vedova dello Sposo ?

ma allora, se 2 + 2 = 4, vuole dire (tra le righe e in modo subdolo, come sempre sfuggente) che la Chiesa, priva del Suo Sposo, sarebbe tuttavia molto felice di esserlo, e STA BENE COSì ?

felice vedova ??
purchè si nomini si solito rifritto "cammino", "ricerca perpetua" ecc. una bella scusa per staccarci da quell'invito di Cristo:
RIMANETE IN ME ED IO IN VOI ,

chiarissima esortazione e certezza di Fede, che ci viene scalzata con tutti questi "cammini" fumosi ??

tutto ciò è mostruoso, anche sottilmente diabolico, come fumo d'inganno serpeggiante, sentir dire questa robaccia da un papa, che ripudia di fatto segni sacri e la reale funzione di essere Vicario di Cristo (così in vari modi disse e dimostrò fin dall'inizio, solo essere "vescovo di Roma, uomo tra gente comune " ecc.....disdegno del Soglio e della Cattedra), ma perciò queste parole da incubo ci mostrano la faccia sempre più orrida del mistero d'iniquità che si va svelando giorno per giorno davanti ai nostri occhi allibiti, mentre nella preghiera chiediamo e speriamo che l'inganno sia abbreviato nei tempi, e smorzato nella superpotenza accecante scagliata su tutti noi, pecore e pastori sbattuti di ora in ora nei marosi della massima tempesta che la Sposa di Cristo dovesse fronteggiare nei secoli.

PS. di quelle incoerenze che citavo la gente non si accorge affatto e in gran massa beve l'inganno nascosto, credendo che il divino Pastore non sia più Presente e vicino, quindi da NON poter/dover seguire affatto!

hpoirot ha detto...

un pensiero qui per don Camillo che ci disse due mesetti fa': "A tempo debito questo papa interverrà e sistemerà tante cose"

A' don cami' ... questo papa non sa neanche che c'é una crisi. O meglio lo sa afferma la mattina e lo nega al pomeriggio dello stesso giorno (come nota bene tilde).

Sine Timore ha detto...

Non so se conoscete questa profezia delle Apparizioni di Bayside della Madonna delle Rose a Veronica Lueken:

"Listen, My child, and repeat after Me: the Brown Bear of communism, of red orientation, will seek to devour the Holy Father, your Vicar the Pope, by assassination, and place on the Seat of Peter a communist puppet known by all as the White Bear" (Jesus, June 18, 1991)

http://www.tldm.org/directives/d73.htm

Anonimo ha detto...

Conoscete il mio pensiero, da sempre favorevole ad accordi, ovviamente senza compromessi, tra la Santa Sede e la FSSPX per l'auspicabile regolarizzazione canonica.
Ora come ora non posso che provare sollievo per lo scampato pericolo ma anche grande rammarico per la divisione che sono riusciti a portare nell'ambito di una realtà non inquinata dagli errori. Così com'è accaduto ad altre comunità tradizionali e ai FI, complici le debolezze umane, ma certamente non immuni dal clima avvelenato della nuova realtà ecclesiale di oggi.

Anonimo ha detto...

PER MIC SOLO,mi scuso,ma non essendo mio il computer,ma aziendale,non posso usarlo per e-mail private,quindi uso questo metodo,mi perdoni,cmq secondo blog argentini e cileni poco amanti di bergoglio,opus Dei e legionari di Cristo,quelli che Ratzinger affaire maciel in corso, era riuscito a decapitare e commissariare,ora si prendono la rivincita,il potere massonico- finanziario potentissimo in vaticano lo ha costretto ad andarsene prima che lo facessero fuori in altro modo,lei sa che uno dei 4 mammasantissima della curia ha sulla scrivania del suo studio i simboli del grande architetto?riceve gente facendo sfoggio del suo potere,l'ultima news,successo dopo Natale,scontro violentissimo tra Ratzinger,sodano e dwiwisz per la firma della santificazione di GP2,BXVI dà fuori da matti e non firma,finisce all'ospedale per sostituire il pacemaker,almeno questa è la versione tardivamente fornita dal portasilenzi lombardi ora logorroico,risultato da gennaio all'11 febbraio BXVI deperisce in maniera preoccupante,fino al deleterio annuncio....2+2 fa sempre 4 e pare che già dall'estate prima bergoglio prendesse lezioni di italiano,tragga lei le conclusioni...ci sono molti riscontri su ciò che le scrivo,lei sa che BXVI è il papa della mia'conversione'cui molto devo e a cui sarò sempre legato da immenso e particolare affetto,non latrìa,per carità,quella la lascio volentieri a papapagliaso,come dicono gli argie.Grazie per l'attenzione,legga e cancelli.GR2

Anonimo ha detto...

@ GR2 ore 09:54
Io l'ho sempre pensato che fosse stato obbligato alle dimissioni e chissà che cosa c'è dietro ad una decisione di tale gravità! Noi non lo sapremo mai. Anche per me Il Card.Ratzinger è stato l'uomo della mia conversione, è successo anni fa, prima che diventasse papa, ho assistito ad una sua messa, e da allora è diventato il mio maestro, la mia guida spirituale. E mai avrei immaginato che un uomo di rara intelligenza, un principe della dottrina, potesse finire così. Ora dopo che è stato silenziato, la gioia di essere cristiana si e' trasformata in disagio e fatica. Ma io non conto nulla, questa è soltanto la mio opinione.
Neri

Anonimo ha detto...

@Neri,no,non è solo una sua opinione,siamo almeno in 2,strano,anch'io sono rimasto fulminato dal suo modo di celebrare la S.Messa ai funerali di GP2,io non sapevo neanche chi era,ho guardato la diretta e dopo decenni,sono tornato in CC(non che sia un grande acquisto per il piccolo gregge)ma gli sono debitore e sempre lo sarò,per me è unico,irripetibile,indimenticabile,ciò che pensano di me gli altri non mi interessa,sarà per sempre il 'mio'papa,brucia per il modo in cui è stato usato e gettato via.E' stato un piacere leggerla.GR2

Anonimo ha detto...

No, siamo in tre, ho vissuto la stessa vostra esperienza, se sono cattolico lo devo in gran parte a Benedetto XVI che ha saputo parlare al mio cuore e alla mia ragione
John

rosa ha detto...

io invece lo conoscevo almeno dalla Dominus Iesus, e ho passato quel conclave a pregare che eleggesro lui. Anche se lo avrei preferito un po' piu' autoritario- autorevole lo e' sempre stato - e un po' meno CVII. Ma, come ho gia' scritto, e' difficile rinnegare la propria giovinezza e le idee di allora...soprattutto se si teme di spaccare la Chiesa affermandone di completamente diverse. O forse lo stava per fare ed e' stato fermato...mi verra' l' ulcera a continuare a achiedermi: perche', Santita'?
Rosa