sabato 7 settembre 2013

Il formidabile appello al Papa del 1971 che permise la sopravvivenza del "Vetus Ordo" in Inghilterra

Lutero non ebbe pietà per la Santa Messa. La straziò. Non ebbe pietà per il Papato. Lo inabissò. Fu proprio smantellando il rito liturgico che l’eresiarca di Eisleben, sferrò l’atroce guerra alla Chiesa, un dramma dal quale fu possibile risollevarsi grazie al Concilio di Trento e a san Pio V, che estese il rito liturgico romano a tutta la Chiesa latina, sempre mantenendo la facoltà di utilizzare altri riti preesistenti, purché almeno di duecento anni anteriori alla riforma stessa, al fine di garantirli da infiltrazioni protestanti.

Nel mese di agosto è uscita in libreria la seconda ristampa dell’esplicativo e avvincente libro di Gianfranco Amato, L’indulto di Agatha Christie. Come si è salvata la Messa Tridentina in Inghilterra (Fede & Cultura, pp. 220, € 18.00), con la prefazione di Monsignor Luigi Negri. L’analisi operata dall’autore spiega, passo dopo passo, come sia stato possibile, nonostante la riforma liturgica del 1969, mantenere il Vetus Ordo, mai abrogato, in Inghilterra.

Qui la Messa di san Pio V non si estinse grazie all’indulto del 30 ottobre 1971, concesso da Paolo VI in seguito a un appello a lui rivolto, pubblicato sul “Times” del 6 luglio 1971 (dal titolo: Appeal to preserve Mass sent to Vatican) e sottoscritto da 57 esponenti del mondo culturale inglese, fra i quali la celebre scrittrice Agatha Christie (al cui nome è rimasto legato sia l’appello che l’indulto). Tra i firmatari della petizione non c’erano soltanto noti personaggi cattolici della portata di un Graham Green, ma figure distanti dal Cristianesimo o anglicani, come colei che aveva dato vita al detective Poirot, oppure come i vescovi Robert Cecil Mortimer e John Richard Humpidge Moorman, il quale aveva guidato la delegazione degli osservatori anglicani al Concilio.

Splendido il parallelismo che gli intellettuali inglesi inserirono in quel formidabile appello: «Ora il fatto è che le basiliche e cattedrali furono costruite in quel modo per celebrare un rito che, fino a pochi mesi fa, costituiva una tradizione vivente. Ci riferiamo alla Messa cattolica romana (…). A prescindere dall’esperienza religiosa o spirituale di milioni di persone, questo rito, nel suo magnifico testo latino, ha ispirato una moltitudine di inestimabili capolavori nelle arti – non solo opere religiose ma anche poetiche, filosofiche, musicali, architettoniche, pittoriche e scultoree – in tutti i paesi e in tutte le epoche. Pertanto, si può ben dire che esso appartiene alla cultura universale non meno di quanto appartengono alla Chiesa e ai fedeli» (p. 20).

Scriveva da parte sua Lutero: «Quando trionferemo sulla Messa, io penso che trionferemo sull’intero papato. Infatti, sulla Messa come su una roccia è costruito l’intero papato con i suoi monasteri, i suoi vescovati, i suoi collegi, i suoi altari, i suoi ministri, le sue dottrine, e poggia su di essa con tutto il suo ventre. E tutte queste cose devono crollare con la sacrilega e abominevole Messa».

In Inghilterra il Cattolicesimo venne smantellato proprio a cominciare dalla Santa Messa, come perfettamente comprese il beato John Henry Newman. Più domande sorgono leggendo queste suggestive e documentate pagine, più attuali che mai, vista anche la tristissima vicenda dei Francescani dell’Immacolata: perché in Inghilterra Papa Montini concesse l’indulto? Forse fu il modo di richiesta che rese clemente il Papa? Forse la stima che nutriva per alcuni firmatari? Forse l’abilità diplomatica del Cardinale Heenan, che dimostrò lealtà e fedeltà al Papa nei momenti difficili? Forse perché molti appellanti appartenevano a quel «mondo moderno», con cui voleva ostinatamente dialogare? Oppure in nome di quei 40 martiri, uccisi in Inghilterra e Galles per il loro attaccamento alla Santa Messa tridentina e che Paolo VI canonizzò il 25 ottobre 1970?
Cristina Siccardi

23 commenti:

Anonimo ha detto...

Romano dice,

l'importanza di questo studio mostra che la tradizione liturgica non era mai abolita da Paolo VI e che non era mai la sua intenzione di abolirlo in tutto il mondo...da questo fatto deriva il diritto per tutti i fideli in tutto il mondo di conservarla e di aver acesso ad essa...

Anonimo ha detto...

La messa VO deve avere solo un valore storico ed estetico ma se deve diventare coagulo a resistenze reazionarie è meglio sospenderla. Vedremo dopo la morte di BXVI

Anonimo ha detto...

Anonimo 8:33,
Questa è una bestiemmia.
Se la Santa Messa avesse solo un valore storico ed estetico, sarebbero morti migliaia di martiri per non rinnegarla e noi parleremmo di "resistenza"?
Almeno studi se non altro la storia, se la sua fede non si sa quale sia!

Rafminimi@infinito.it ha detto...

Mi sono sempre chiesto ( non mi sono mai dato risposta) del perchè:
a) questo indulto per le Isole Britanniche ha concesso che si continuasse a celebrare la Messa Tridentina, ma secondo il messale del 1965;
b)come mai simili petizioni altrove, compresa quella italiana, ebbero minor fortuna.

Gallo Infuriato ha detto...

Finalmente l'anonimo delle 8,33 ha gettato la maschera. Lui e quelli della sua risma (mi sono trattenuto per carità cristiana)sperano che quanto prima BXVI TOLGA IL DISTURBO per sopprimere il MP e tornare al regime indultista (cioè praticamente VOM proibito) Questo è il loro sentire "cum Ecclesia. Ciò significherà porte aperte per la FSSPX. Se lo ricordino lui e quelli della sua combriccola

bernardino ha detto...

Ad Anonimo delle 8.33 -
E vero studia un po' di piu -
e ricordati che Dio il sabato non ha debiti, ha sempre pagato tutti con una giusta remunerazione.
Solo Lui puo' dire la parola DEVI = Obbligo - noi non possiamo pronunciare per certe cose la parola Devi.
La Santa Messa Apostolica/Gregoriana/Tridentina, c'era - c'e' e ci sara' finche' Dio vuole e chi si oppone Dio lo vede e provvede.
Dio non lascia nessun lavoro a meta' basta rileggere la creazione dell'universo. Il Signore nostro si riposa dopo aver compiuto alla perfezione qualunque lavoro.

Max7 ha detto...

Solo valore estetico? I vescovi cinesi della Chiesa fedele a Roma, ancora per tanti anni dopo il concilio, nelle loro catacombe celebravano la Messa per motivi estetici? E persino i vescovi della Chiesa patriottica?
La si faccia finita con queste idiozie. E semmai ricordiamoci che la liturgia terrena è solo, nella sua bellezza, l'ombra dello splendore della liturgia celeste. E Dio è non solo Sommo Anore, Somma Giustizia etc., ma anche Somma Bellezza.
Anonimo, almeno studia un po' di Divina Commedia.

Silente ha detto...

Eccellente la recensione della Siccardi ma, soprattutto, eccellente il testo di Amato. Lo consiglio a tutti, compreso il pittoresco anonimo delle 8:33, al quale ricordo che il termine "reazionario" ha, per molti qui, un significato positivo ed elogiativo. Reazionari furono grandi come de Maistre, de Bonald, Donoso Cortes, Monaldo Leopardi, Maurras, Bloy, Chesterton, Belloc, Tolkien, Papini, Giuliotti, Mordini, Gianfranceschi, Davila e innumerevoli altri. Dante ci ha insegnato che la cultura "alta" (cioè quella che, anche, "guarda in alto", altrimenti non è cultura) o è "reazionaria", anche nel senso letterale, o non è. Scrive infatti il già citato Nicolas Gomez Davila: "In ogni reazionario rivive Platone".
Chi usa il termine "reazionario" con intenti dispregiativi è automaticamente e meritoriamente iscrivibile alla guareschiana categoria dei dei "trinariciuti". Ma non credo che il nostro anonimo, così tranchant nei suoi sprezzanti giudizi, abbia mai letto non dico Tolkien, ma neppure Guareschi.

rosa ha detto...

OT, ma non troppo:
chisa quali S.Messe VO si celebrano in Sardegna, e piu' precisamente nella diocesi di Tempio Ampurias?
Rosa

Louis Martin ha detto...

Il Père Emmanuel Andrè insegnava che occorre essere uomini di Dio e uomini di reazione.

D'altra parte, quando ti toccano le cose più care, reagisci, ed è giusto e doveroso farlo. E Cristo non è forse la cosa più preziosa che abbiamo? Resto turbato quando vedo tanti cattolici che non si scompongono mai, neppure davanti alle peggiori offese rivolte alle loro cose più sacre, solo perché provengono da qualche pastore.

Fermo restando, ovviamente, il principio "in omnibus caritas", poiché vi è anche un modo cristiano di reagire.

Silente ha detto...

La recensione della Siccardi mi fornisce il destro per proporre, a Mic e agli amici del sito, un tema a me caro: quanto leggono i "tradizionalisti"? Quanto sosteniamo la, quantitativamente, modesta editoria che difende la Tradizione cattolica? Proviamo a enumerare le case editrici: Lindau (in parte), Fede e Cultura (in parte), l'Editrice Mariana dei FFI (che se una libreria ordina un loro libro, non rispondono neanche - esperienza personale -) e che non sappiamo come potrà continuare. C'è altro? I bei testi di Maria Guarini, la cara e brava Mic nostra ospite, in quante copie sono state vendute?
Passiamo alle riviste: citiamo "Il Timone", che tradizionalista non è, semmai prudentemente e genericamente conservatore. Ricordiamo "Radici Cristiane", decisamente migliore, anche editorialmente, ma che risente di una certa impostazione "teocon".
Poi le pubblicazioni storiche, come l'ottima "Sì Sì, No No". o "Instaurare omnia in Christo".
Ma quanto sono diffuse? Quanto fanno opinione?
Poi ci sono i siti, come questo - ottimo - su cui stiamo dialogando. Ma sono sufficienti? Io ritengo, confortato dalle statistiche, che l'opinione pubblica si formi ancora "sulla carta".
Vogliamo continuare sul tema della modesta capacità dei tradizionalisti di comunicare? Convegni? Pochissimi e mal annunciati.
E poi pesano le divisioni per conventicole, sottogruppi, sensibilità diverse. A Civitella del Tronto siamo riusciti ad avere due separati e contrapposti convegni dei tradizionalisti "politici".
Torniamo al tema originario. Quanto leggiamo noi tradizionalisti? Quanto sosteniamo la nostra editoria?
O vale anche per noi quanto diceva Marcello Veneziani dell'editoria di destra (di cui, anche se ad alcuni non piace, siamo componenti): "Quelli di sinistra non leggono i libri di destra e quelli di destra... non leggono"?
Così, mi piacerebbe che se ne discutesse, qui, visto che è il sito migliore del "nostro" ambiente.

Anonimo ha detto...

"O vale anche per noi quanto diceva Marcello Veneziani dell'editoria di destra (di cui, anche se ad alcuni non piace, siamo componenti): 'Quelli di sinistra non leggono i libri di destra e quelli di destra... non leggono'?"

Non sono d'accordo (sulla parentesi). Far le distinzioni è sempre una buona abitudine: in questo caso, distinguiamo tra la politica e la religione (la teologia, la liturgia, ecc.) Non è detto che, perché uno ha certe posizioni dottrinali, o ama e difende la messa tridentina, deva per forza esser di destra in politica. Io, per esempio, in politica non sono affatto di destra.

Mi torna spesso in mente la pagina arguta e profonda che Giacomo Maritain dedicò, nel "Contadino della Garonna", alla mentalità di sinistra e a quella di destra: le "pecore di Panurgo" e, rispettivamente, i "ruminanti della Santa Alleanza". Lui si considerava tendenzialmente conservatore in religione, ma progressista in politica.

Conosco anche altri che hanno una sensibilità simile alla mia.

Mi permetto di suggerire sommessamente che far la distinzione di cui dicevo, e non dar l'impressione che il cosiddetto tradizionalismo implichi necessariamente una posizione di destra in politica, servirebbe molto al buon successo delle nostre battaglie.

E forse proprio anche la vicenda curiosa dell' "indulto d'Agatha Christie" lo dimostra.

Anonimo ha detto...

"Perché in Inghilterra Papa Montini concesse l’indulto? Forse fu il modo di richiesta che rese clemente il Papa? Forse la stima che nutriva per alcuni firmatari? Forse l’abilità diplomatica del Cardinale Heenan, che dimostrò lealtà e fedeltà al Papa nei momenti difficili? Forse perché molti appellanti appartenevano a quel 'mondo moderno' con cui voleva ostinatamente dialogare? Oppure in nome di quei 40 martiri, uccisi in Inghilterra e Galles per il loro attaccamento alla Santa Messa tridentina e che Paolo VI canonizzò il 25 ottobre 1970?"

Mi sembra che la biografa di Paolo VI (e di monsignor Lefebvre, fra gli altri!) ci dia un'ottima idea: un appello sottoscritto da intellettuali rispettati, non solo cattolici, di tendenze culturali e politiche diverse.

Silente ha detto...

Caro Anonimo delle 23:01, premesso che i concetti di "destra" e "sinistra" sono piuttosto logori, indefiniti e indefinibili nella miserabile situazione attuale, sono assolutamente convinto che un tradizionalista cattolico non possa non identificarsi nei principi di ordine, gerarchia, tradizione, identità (etnica, culturale, religiosa) che rappresentano i capisaldi di qualsiasi Destra politica. Che poi questa Destra oggi, fattualmente, esista, e dove, è un altro tema.
Rimane il fatto che essere tradizionalisti comporta, salvo dissociazioni mentali piuttosto paradossali, l'aderire a dei valori che, in senso lato, non possono che essere definibili "di destra" (con tutti i limiti che queste definizioni, risalenti alla rivoluzione francese, implicano).
Poi, uno può andare alla Messa in latino al mattino della domenica e andarsi a farsi uno spinello al centro sociale il pomeriggio. Improbabile ma possibile. E' il suo caso?

rosa ha detto...

quindi se lintellettuali inglesi famosi chiedevano, si concedeva l' indulto, ma se lo chiedevano sebmplici e umili fedeli o vescovi dimS.Madre Chiesa, no ?
complimenti !!
Rosa

Silente ha detto...

...aggiungo, sempre per l'anonimo delle 23:01, è forse lecito, per un tradizionalista cattolico, essere "di sinistra" con quanto questo comporta in termini di posizioni sul divorzio, sull'aborto, sull'eutanasia, sulla bio-etica, sulla mostruosa, in via di approvazione, legge contro "l'omofobia"?
Poi, come dicevano nel sessantotto: "ognuno si gestisca le sue contraddizioni". Però, perdirindina, un po' di coerenza....

Anonimo ha detto...

Osservatore dice,

il autore preferito di Paolo VI era Agatha Cristie...si dicono che era principalmente a cagione della sua firma che Egli ha concesso l'indulto...

Anonimo ha detto...

Caro Silente, credo che il problema non riguardi tanto il "finanziamento" delle opere di destra, che potrebbe aiutarne una maggiore diffusione, quanto il fatto che la maggior parte delle persone legge poco. E anche che esse vengono boicottate dai circuiti di diffusione più influenti.

Il maggiore interesse per le opere della sinistra dipende dal fatto che sono più diffuse anche per effetto di un'egemonia culturale che dura da decenni. Ricordiamoci che negli anni '70 c'è stata una sorta di "spartizione" di ambiti: scuola (comprese le università) e il grande fermento culturale delle innovazioni post-sessantottarde sono diventati monopolio della sinistra, mentre la finanza e l'Amministrazione quello della "destra". Sappiamo a chi vanno addebitate queste scelte e come anche in ambito politico siano prevalsi i cosiddetti 'valori' progressisti.
Tutto sommato non siamo passati immuni neppure dal '68 e le stesse innovazioni conciliari ne sono 'figlie' sotto diversi aspetti.
Oggi, come tu stesso osservi, la confusione regna sovrana.

Resta innegabile che, mentre il liberismo selvaggio era (o è) collocabile a destra, così come a destra si è collocata la sottocultura mercantile che ha portato alla trasformazione dello Stato in azienda, ora divenuto succursale della banca neppure nazionale, i disvalori di cui parli sono appannaggio della sinistra.

Ma il totale asservimento della politica alla finanza priva di etica è ormai trasversale. Altrettanto trasversale è l'incapacità che è anche disinteresse, di uscire dal circolo perverso nel quale siamo avvitati.
Tutto questo nasce anche dal prevalere di poteri forti sovranazionali ai quali nemmeno più la Chiesa si oppone, ammesso che sia mai riuscita a non rimanere invischiata nel potere dominante (se non nelle oasi si santità un tempo meno rare). E, comunque, oggi la sua influenza, da spirituale e spesso anche politica, si è ridotta al populismo mediatico, mentre gli intrecci politici e finanziari ai livelli meno accessibili al volgo, ci sfuggono totalmente. Del resto le potenti "lobbies" tristemente note credo siano tutte saldamente al loro posto.
In questo quadro è difficile individuare azioni mirate e scelte corrispondenti...

L'immagine della persona con tendenze di 'sinistra' che non disdegnerebbe farsi uno spinello in un centro sociale, la trovo francamente un po' forzata...

Anonimo ha detto...

Sono sempre stato un bastian contario.
Se non lo fossi, se fossi una persona "normale", forse non sarei qui.
Aggiu8ngo che, forse, in una società cristiana in ordine, magarari sarei un marxista libertario, di quelli che, dopo che Pansa ha demolito il mito del '68, riprongono con onore quello dell'autunno caldo del 1969.

Anonimo ha detto...

Anonimo ha detto...
Sono sempre stato un bastian contario.
Se non lo fossi, se fossi una persona "normale", forse non sarei qui.
Aggiu8ngo che, forse, in una società cristiana in ordine, magarari sarei un marxista libertario, di quelli che, dopo che Pansa ha demolito il mito del '68, riprongono con onore quello dell'autunno caldo del 1969.
Fermo restando che, in una società cristiana in ordine, non ci sarebbe stato nè il '68, nè l'autunno caldo. Quanto non con le caratteristiche abbiamo conosciuto

Anonimo ha detto...

Al di là delle scelte politiche, che comunque in coscienza siamo tenuti a fare, mi pare che Silente rilevi una minore incisività e vis diffusiva delle opere e, quindi , del pensiero e dunque anche di una convinta intraprendenza, tanto più efficace quanto più solidale, che potremmo dire appartenenti alla 'destra' del quadrante della storia.
Il primo passo per guadagnare incisività potrebbe essere quello di smussare gli spigoli e creare sinergie per concentrarsi su obbiettivi comuni prefissati da perseguire. Sono anni che ogni mio tentativo in questo senso è caduto nel nulla.
Ma credo che occorrerebbe il classico 'zoccolo duro' che comprendesse chi fa attività editoriale e sarebbe anche necessario incontrarsi di persona.
Mi vengono in mente iniziative di vario genere. Ma sono impensabili, da sola...

Marco Marchesini ha detto...

Ho riletto l'articolo di don Cantoni e molto velocemente anche quello di don Vagaggini.
Sinceramente ripensandovi non me la sento in coscienza di affermare che il NO in sé stesso nei suoi testi è intrinsecamente cattivo, seppur lo ritenga inferiore al VO per molti aspetti.
Penso sia corretto il consiglio del confessore di mic: quando possibile il VO, altrimenti il NO senza gravi abusi e celebrato devotamente da un Sacerdote che ha la Fede cattolica, altrimenti in caso di manifesta invalidità e mancanza di Fede del Sacerdote restare a casa.

rafminimi@infinito.it ha detto...

Caro Marco,
ormai siamo al "Si salvi chi può". Percosso il pastore, le pecore si disperdono (Zac. XIII, 7; Mt. XXVI, 31).
Io, in coscienza, non me la sento di andare al N.O.m.
NEPPURE Nelle sue forme più perfette (ma quali e dove sono? Neanche i suoi principali estimatori sanno indicarle). Anzi, paradossalmente "Tanto peggio, tanto meglio", visto che lo reputo una "Moneta falsa", più somiglia alla vera, più fa male, perchè allontana da essa moneta vera. Però, non me la sento più neppure di disapprovarti, come avrei fatto qualche anno fa. All'altro mondo sapremo come stanno le cose. Spero che il Signore sia indulgente con tutti e due. Ed anche con chi ci ha ridotti in questa situazione. POSSANO pentirsi prima di chiudere gli ochhi e, quindi, salvarsi quell'anima, di cui sembra si siano preoccupati poco.