domenica 12 gennaio 2014

Quante volte...

Mi è capitato tante volte di inciampare. Ma ogni volta, nel riprendere l'equilibrio, mi sono accorta che tra le mani e nel cuore avevo raccolto un dono nuovo. Il presente è tutto ciò che ho, questo offro. Da qui riparto. 

28 commenti:

vighi ha detto...

uahhooo!!! Torno e trovo una discussione molto vivace e interessante, so Mic che hai scritto di ritenere chiusa la discussione ma ci terrei a dire solo alcune cose e va bene anche se non la pubblichi e le tieni per te. Per me il fatto che si sia pubblicato su questo blog un articolo come quello di padre Ariel è una bellissima dimostrazione di apertura e voglia di un confronto sano, perciò ti ringrazio di cuore di averlo pubblicato pur sapendo che le reazioni potevano essere anche esagerate. Ringrazio altrettanto tantissimo don Ariel per aver accettato il rischio di scrivere questa riflessione, poteva starsene tranquillamente nel suo comodo mondo, continuare ad ammicchiare con i tradizionalisti ed evitare di passare dolorosi momenti ( da quel che ho capito come sta vivendo lui alcuni commenti ), invece ha scelto di scendere nell’areopago e di proporre sinceramente senza filtri ne paracadute le sue idee consegnandocele per una sana discussione. A tutto questo va reso merito!!! Io non entro nella discussione di certi argomenti perché non ho certo una preparazione tale per affrontare certi temi, perciò quello che voglio dire lo dico come una cattolica che guarda con occhi semplici a ciò che è stato scritto sia da parte di don Ariel che dai vari commentatori. Anche io spesso mi domando perché c’è sempre questa continua denuncia del Vaticano II come fonte di tutti i mali, capisco che ci siano degli errori nei vari documenti da esso redatti( e voi mi avete aiutato a rendermene conto ) ma ha ragione don Ariel se ci sono degli errori vanno sistemati e solo da dentro la Chiesa questo si può fare. Ma siamo poi così sicuri che il mondo non si sarebbe secolarizzato e i cattolici sarebbero rimasti uguali in numero e spiritualità se si fosse continuato a celebrare la messa di sempre e non ci fosse stato il CVII ? chi può veramente dimostrare il contrario ? chi ci dice che senza quello la situazione sarebbe stata anche peggiore ? non mi sembra che la FSSPX abbia avuto questa grande esplosione in 50 di vita. Inutile continuare a gridare ai quattro venti questa colpa del CVII e che la messa riformata non è valida quanto quella VO, il minimo che poi possa succedere è che le porte si chiudano e che i cattolici come me, cresciuti con questa messa, facciano molta fatica a comprendere le vostre ragioni e vi assicuro che invece ascoltandovi ne avete molte di frecce al vostro arco. Il problema vero è che il mondo va avanti e nulla lo arresta, la gente è meno ignorante di una volta, meno disposta ad ascoltare acriticamente ogni cosa che si dice e ad accettare le difficoltà che porta vivere in modo sincero la propria fede, credo che con questa realtà ci dobbiamo confrontare tutti. segue..

vighi ha detto...

segue.....
Anche rispetto alla musica gregoriana, certo che è bella e dico anche che cantata durante la messa mi piace molto ma nel frattempo il tempo è passato e la musica si è evoluta, non possiamo continuare a sostenere che solo quella è vera musica. Vi faccio un esempio. Io amo la musica lirica ma mi rendo anche conto che oggi non è possibile pensare che la vera musica è solo quella, è passato un secolo e nel frattempo sono state inventate altre musicalità che è giusto che oggi abbiano il loro posto nella società, continuo ad amare la musica lirica e ritengo che vada preservata come parte della nostra storia ma non impongo a nessuno di pensare che questa sia la sola ed unica musica. Concordo invece con chi ha scritto che celebrare la messa di sempre a porte chiuse sia sbagliato, per qualsiasi sia la ragione lo trovo sbagliata, è come Papa Francesco che evita di dare la comunione perché ci potrebbe essere qualcuno che approfitta del fatto che riceve la comunione dal Papa. La trovo una giustificazione con poca sostanza il Signore ci ha detto che insieme al buon raccolto c’è anche la zizzania ma non per questo buttiamo il buon raccolto, perciò padre Ariel celebri la sua messa aperta a tutti e vedrà che i buoni frutti nasceranno, casomai mandi via quelle persone che ritiene non debbano stare davanti al Signore perché le loro ragioni di stare lì non sono degne. Un saluto Vighi

Turiferario ha detto...

La discussione è sempre positiva, anche quando assume toni surriscaldati: significa che l'argomento appassiona, che non stiamo disquisendo del sesso degli angeli ma di cose che investono profondamente la nostra vita. Mi viene da dire, riprendendo qualche commento che è stato fatto, che se la "galassia tradizionale" fosse concorde e parlasse veramente "una voce" i nostri problemi sarebbero risolti per due terzi e delle nostre istanze non si potrebbe non tenere conto ai massimi livelli. Qualcosa forse dai modernisti dovremmo impararla: loro non hanno avuto e non hanno problemi a giurare su questo e su quello e a fare poi quello che gli pare. Non capisco perché invece noi ci si debba accapigliare su un concilio che si è chiuso cinquant'anni fa. Diamolo per scontato, consegniamolo alla storia, e andiamo avanti per la nostra strada. Come fecero e fanno per l'appunto i modernisti, i quali non sono minimamente turbati dal fatto che il "loro" concilio sulla liturgia abbia detto l'esatto opposto di quello che loro hanno fatto nella pratica!

Anonimo ha detto...

x turiferario, pensi che
questa esortazione da lei esposta l'ho letta da tante persone di buona volontà, però....purtroppo il cv2 non si può "accantonare" per il semplice motivo che sta continuando a far danni, in gravità crescente, e viene portato all'estremo compimento dall'attuale papa

rosa ha detto...

turiferario,
che si debba andare avanti, superando un avvenimento di 50 anni fa, va benissimo, ma per andare dove ?
a sentire o leggere l' ennesima, noiosa, predica sociologica sull' accoglenza all' altro, che e' sempre uno straniero a prescindere ?
ad assistere all' ennesima Messa con schitarrate orride?
a venir a conoscenza del prete che apre agli omosessuali, o che aconfessa di avere una figlia,
o che e' accusato di pederastia o do malversazioni finanziarie ?
il 2 gannaio u.s., ore 17.30 circa, entro in Chiesa, la mai aprrocchia di origine, in sardegna, per recitare una preghiera perche' ne avrvo voglia e bisogno. La Chiesa, a30 min circa dall' inizio della Messa, era vuota, buia e fredda, non solo fisicamente, ma mi e' sembrato anche spiritualmente. L' altar maggiore era spento, e non so se co fosse il Santissimo- mi e' stato detto che di solto lo tengono sotto chiave in sacrestia per paura che venga rubaro per messe nere. Solo accesa era la statuina della Madonna di Loreto, che a me fin da piccola e' sempre piaciuta tanto. "Meno male, lameno non prego al buio". Fino a5-6 anni fa durante le Feste, la Chiesa era sempre iluminata, almeno un' ora priam ed un' ora dopo la Messa.
-lo fa per risparmiare- mi ha detto mamma, quando ho chiesto perche'. La luce elettric costa.- Beh, ci sono le candele. sai che luce sei belle, alte candele sull' altar maggiore che fanno. E se il prete se ne stesse in Chiesa a pregare e confessare, i ladri non entrerebbero. Non pretendo che stia li tutto il giorno, ma che so dalle otto alle dieci e dalle 16 alle 19 si. Quella sera mi sarei confessata volentieri, ma non c' era nessuno.
Forse sono troppo esigente, ma penso che se un malato nel corpo ha diritto di trovare sempre un medico, allora anche un amalto nell' anima. Certo abbiamo sempre Nostro SIgnore. Ma se continua cosi, faremo come i protestanti, che non han bisogno di una Chiesa per vivere la loro Fede.
Forse e' quello che molti della Gerachia e non solo si augurano.
Rosa
PS: non per riaccendere la polemica,MIc, ma se un fedele con cagnetto al seguito ha diritto adn Messa NO, non vedo perche' un aristocratico con cameriere al seguito non abbia diritto ad una Messa VO.

Luisa ha detto...

Il fatto è che tutti gli scempi dottrinali e liturgici, tutte le iniziative ai limiti dell`eresia, tutti i cattivi maestri e falsi profeti, sono figli del CVII nel senso che scempi e iniziative sono stati, e sono, commessi a nome del mitico Concilio, i falsi profeti hanno detto, e dicono, agire in virtù del "Concilio", dicono esserne i frutti.
Il CVII è stato dato alla Chiesa come bussola, a vedere in che stato pietoso è la Chiesa, è la fede, si potrebbe dire che quella bussola era guasta, come se avesse perso il nord, come se avesse un difetto di base.
Tutto si svolge sempre più come se prima del CVII non ci fosse stato niente o, meglio, come se quel che c`è stato prima del CVII è muffa, è roba senza più alcun valore per le generazioni odierne, e non solo a livello di forma ma di sostanza, con la scusa del linguaggio da adattare si è persa la sostanza.
Del resto quando un Papa ( Jorge Bergoglio) dice che “Il Vaticano II è stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea." e che " Sì, ci sono linee di ermeneutica di continuità e di discontinuità, tuttavia una cosa è chiara: la dinamica di lettura del Vangelo attualizzata nell'oggi che è stata propria del Concilio è assolutamente irreversibile.", sembra evidente che lo spirito del mitico Conclio non ha finito di sconquassare la Barca di Pietro.

Luisa ha detto...

"Il presente è tutto ciò che ho, questo offro. Da qui riparto. "

E noi siamo lieti e grati di poter far parte del tuo presente, con i nostri limiti, con i nostri difetti, con le nostre apprensioni e con la forza che dà il sentirsi e l`essere fratelli e sorelle nella Fede.
Grazie, mic.

Anonimo ha detto...

Mi piace questo blog che segue da pochissimo tempo perché c'è la moderazione. Sempre. Alessandro Mirabelli

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Io suggerirei a Mic di ripescare tutti i commenti scritti da don Ariel e di inserirli come nuovo "post" sul blog, per proseguire la discussione.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Intanto do un suggerimento a tutti i sacerdoti che celebrano la liturgia tridentina "solo in privato": per togliersi dai piedi i tradizionalisti basta poco: basta dire nell'omelia "ma quant'è bravo Paolo VI, quant'è buono il Concilio" e magicamente dalla celebrazione successiva spariscono tutti i personaggi molesti. Provare per credere.

Mattia Rossi ha detto...

Cara Vighi
l'equivoco di fondo è che, il gregoriano, non è musica. Non è in quanto canto che va considerato "unico", ma in quanto esegesi della Scrittura propria della Chiesa.

Amicus ha detto...

@ Vighi:
tu come spieghi il fatto che la crisi nella Chiesa sia esplosa - letteralmente esplosa - esattamente al termine del Vaticano II?
Se immediatamente dopo aver assunto un nuovo antibiotico cominci a sentirti seriamente male, cosa ne deduci?
Il discorso sul Vaticano II e tutto ciò che ne è seguito non è evitabile. Anche perché la Gerarchia conciliare insiste per farci assumere 'antibiotico conciliare' a dosi sempre più alte.
E mentre dilaga la strage di preti e fedeli, eccoti il discorso di don Ariel, tutto diretto a convincerci che sì, qualche critica si può fare, ma che dobbiamo comunque, per una falsa 'obbedienza' e per salvare una falsa 'unità' fondata sull'errore, mandar giù l'antibiotico mortale...


Luisa ha detto...

Perchè, caro E.T, quel che è stato detto non le basta?
E perchè quelli di don Ariel e non quelli di chi gli ha risposto?
Don Ariel ha avuto modo di esprimere il suo pensiero, che è ora molto chiaro, palese e palesato.
Aveva bisogno di farlo, doveva farlo, aveva bisogno di uno spazio per farlo e mic gli ha offerto questo spazio, mic gli ha fatto fiducia e ha anche avuto per lui parole amichevoli, per averlo fatto si sta facendo insultare su altri blog in modo più che deprecabile.
La discussione è stata abbastanza viva, le critiche, le testimonianze, i commenti pacati e corretti, son stati spazzati via da don Ariel come quelli di persone che partono per la tangente, don Ariel argomenta ma dalle sue parole si capisce la poca stima che ha per le “macchinette da messa antica” , per i "veri e propri ignoranti" che hanno il torto di non condividere la sua opinione, la sua analisi e la sua esperienza; don Ariel, con un zesto di arroganza e supponenza, attribuisce inoltre ai suoi interlocutori pensieri e sentimenti, e anche parole, che esistono solo nella sua percezione. Voglio credere che sia dovuto alla sua giovane età e ad un temperamento focoso e impulsivo.
È solo la mia opinione, ma non sento il bisogno di rimettere "une couche" a quella discussione.

Anonimo ha detto...

parlano di noi:

http://incompiutezza.wordpress.com/2014/01/08/lodio-di-un-cattolico-mario-palmaro/

Turiferario ha detto...

Per Rosa e anonimo delle 19.19: secondo la dottrina cattolica (se ci si crede) il concilio, ogni concilio, è un punto fermo, nel momento in cui sia stato effettuato regolarmente. E' questo è avvenuto per il concilio Vaticano II: per metterlo in discussione bisognerebbe dimostrare ad esempio che i vescovi siano stati coartati nella loro volontà (compreso monsignor Lefebvre che firmò tutti i decreti e non affermò mai di non averlo fatto liberamente...), o che Paolo VI non fosse il legittimo pontefice ecc. Cose che non mi avventuro nemmeno a pensare. Dunque il concilio c'è, è un fatto, non si può cambiare, appartiene alla Chiesa universale. Non contesto il fatto che nei documenti conciliari ci siano affermazione ambigue che poi qualcuno ha sapientemente sfruttato: ed è possibilissimo che qualcuno quelle affermazioni ambigue ce le abbia messe di proposito preventivando l'uso che ne avrebbe poi fatto. C'è stato del resto chi si è esplicitamente vantato di aver agito in questo modo. Ma questo non modifica la sostanza: il concilio c'è, non si può cambiarlo allo stesso modo in cui non si può cambiare il concilio di Nicea o il concilio di Trento. Arrovellarsi su questo punto a me sembra una perdita di tempo e un combattere contro i mulini a vento. Tuttavia questo non comporta affatto che dobbiamo accettare tutto quello che accade, dalla negazione (nei fatti) della dottrina alla desacralizzazione spinta. Né le combattiamo dicendo che il concilio è stata la sentina di tutte le nefandezze. Capisco che di fronte allo sfascio in essere si senta l'esigenza di identificare un colpevole e un bersaglio concreto, e che il concilio rappresenti in questo caso un'ottima soluzione, ma le cose sono molto, molto più complesse, le forze a cui facciamo riferimento si erano messe in moto molto prima del concilio e hanno continuato ad agire dopo di esso, spesso alterando e aggirando nella pratica lo stesso concilio. So in partenza che queste sono prediche inutili che non convinceranno chi è già convinto del contrario, ma chissà, repetita iuvant.

mic ha detto...

Caro Turiferario condensi cose che ho detto molte volte e di cui sono convinta.

Inserisco qui il commento a don Ariel, che ritengo conclusivo, nella relativa dicussione.

Caro don Ariel,
alla luce di molti studi accurati e appassionati, alcuni dei quali molto autorevoli, cui ho affiancato il mio povero ma convinto contributo che conto farle meglio conoscere, hanno dimostrato che il concilio, autodefinitosi pastorale, è stato inopinatamente trasformato in nuovo superdogma indiscutibile, applicandone di fatto se non de iure alcuni nodali elementi di rottura, subdoli ma ben individuati, che si vanno consolidando e che in questo pontificato vanno rivelandosi con sempre maggiore evidenza.
È vero, come lei dice, che i documenti conciliari contengono verità dogmatiche, ma son proprio quelle che vengono oltrepassate con lo stratagemma di attribuire al dogma - di per sé immutabile ma solo meglio approfondibile e disvelabile - il divenire del soggetto che lo deve inverare nel tempo, che ad ogni generazione fa e disfa 'pastoralmente' senza più spiegazioni veritative - e dunque arbitrariamente (vedi soppressione rito antico ai FI) - con i contorcimenti verbali degli affabulatori che prendono l'evento in blocco senza differenziarne i contenuti e i conseguenti livelli di adesione.
Ed è questo il nodo da sciogliere. Ma sarà ben difficile finché non ci sarà chi, andando contro corrente, non veda - insieme agli elementi di grazia - quelli di arbitrio. E lo faccia con l'autorevolezza di un autentico pastore.
Finché non avverrà questo, non illudiamoci che la lacerazione che si è prodotta e il conseguente dilaniarsi persino tra credenti, possa essere sanata.

umberto ha detto...

Il CV2 non si può mettere in discussione , ciò che si può mettere in discussione è ciò che si è fatto dopo con la "riforma litúrgica" che secondo me è stato un vero disastro

mic ha detto...

Inutile ripartire con i soliti proclami sul concilio - che non pubblico -, su cui nella discussione che precede, qui e altrove dimostriamo di avere le idee ben chiare.

Il problema potrà essere avviato a soluzione solo quando ci sarà un vero Pastore autorevole che se ne faccia portavoce e promotore.
Certo la gerarchia egemone non fa che soffocare tutte le voci in questo senso e realisticamente più il tempo passa più la frattura rischia di divenire incolmabile.
Questo umanamente parlando. Ma noi ci affidiamo al Signore e continuiamo a pregare e a resistere difendendo la nostra Fede.
Altro non possiamo.

Anonimo ha detto...

difendere la Fede, appunto.
Ma ciò si può fare solo insegnando -contrastando le bastonate ricevute sulla testa ad opera del regime, che diffonde , ricordiamolo, anche l'utile IGNORANZA nelle masse- ribadendo noi la retta Dottrina, che dall'alto la stragrande maggioranza dei pastori nè conosce nè vuole ristudiare nè re
-insegnare. Perciò ognuno è responsabile per quanto può nel suo momento/luogo esistenziale, di andare alla ricerca della Dottrina perduta, dovunque siano le fonti fededegne per reimpararla e diffonderla, insieme con la Messa di sempre (quei pochi che ne hanno il privilegio preghino per tutto il Gregge che si giovi della Grazia che da essa promana).

Annarè ha detto...

I sacerdoti che dicono la Messa tridentina solo in privato per non concedere nulla a quelli che definiscono esltati tradizionalisti, sappiano che fortunatamente ci sono pure sacerdoti che non pensano solo a se stessi, ma credono che la Messa tridentina o messa del 1962, sia il modo migliore per onorare Dio pubblicamente, per educare i fedeli e il modo migliore per nutrire le anime, pertanto non la dicono in privato. Se uno ha un tesoro e con esso può sfamare tante anime, non lo tiene nascosto in cantina, per dispetto, ma lo divide con gli altri. O si dividono con gli altri solo gli spiccioli, cioè le messe nuove? Perchè nelle messe nuove pubblicamente dette vengono solo fedeli rispettabili e bravi? MAH!Certo che se ne sentono di tutti i colori. Non sarà che uno dice la messna tridentina in privato, per evitarsi troppe complicazioni e poi èper sentirsi più furbo si inventa la storia dell'evitare i sopprusi tradizionalistici? Come dire: per evitare che alla mensa ospedaliera venga anche qualche malato infetto, meglio chiudere la mensa e far morire di fame tutti. Se tutti risolvessero i problemi così, certo non ci sarebbero più cattolici da perseguitare, saremmo tutti a danzare a qualche messa catecumenale ben voluti da tutti.

Anonimo ha detto...

Centrato in pieno il problema : la mancanza di un Padre autorevole.....io non ne vedo all'orizzonte, neppure quello più lontano e letti i nomi dei nuovi cardinali....dobbiamo scaldarci con un cerino, è questo il fatto, chi non è con, è contro, ed il vdr è molto testardo , determinato e assolutista.....

rocco ha detto...

anche a me ha lasciato assai perplesso il motivo per cui don Ariel celebra a porte chiuse. ma allora per lo stesso motivo si dovrebbe celebrare a porte chiuse anche il novus ordo, visto quello che accade durante certe celebrazioni. persone distratte, cori stonati,chicon la propria voce soverchia le altre disturbando tutti, chi sta in piedi e seduto alla come capita, nelle parrocchie che frequento ne capitano di tutti i colori. da come ha posto la questione don Ariel sembra invece che certe cose accadano solo alle celebrazioni vetus ordo, malfrequentate a tal punto da costringerlo a chiudere le porte. allo stesso modo mi chiedo quanti siano questi "rimastoni" della monarchia che si comportano come ha descritto don Ariel. e di cattolici con la faccia da peperoncino ne vedo a bizzeffe anche alla messa novus ordo, tanto che spesso mi chiedo come faccia il parroco a sopportare. inoltre dire che se, presenti gli esaltati dei merletti, se si cominciasse a declamare Catullo , nessuno se ne accorgerebbe, e' argomentazione tsnto cara a chi ha voluto messa in lingua corrente. si provi a cambiare le parole anche durante una celebrazione in lingua corrente e forse il supposto risultato che paventa don Ariel, sarà ottenuto ugualmente. gli episodi sopra le righe avvengono dapertutto, ma non possono diventare motivo per impedire alla maggioranza dei "tranquilli", diciamo così, di avere ciò che le necessita. allo stesso modo per finire quando ho avuto modo, o sarebbe meglio dire la Grazia, di poter assistere alla celebrazione vetus ordo, al SS Trinità dei pellegrini a Roma, non ho incontrato la fauna di cui parla don Ariel, ma ricordo una 30 di persone assorte dai 15\16 anni agli 80.

una sola fede ha detto...

mi permetto di riportare qui un passaggio del discorso di oggi di Francesco:


PAPA: ORRORE PER I BIMBI SCARTATI CON L'ABORTO

11:51 13 GEN 2014

(AGI) - CdV, 13 gen. - "Desta orrore il solo pensiero che vi siano bambini che non potranno mai vedere la luce, vittime dell'aborto, o quelli che vengono utilizzati come soldati, violentati o uccisi nei conflitti armati, o fatti oggetti di mercato in quella tremenda forma di schiavitu' moderna che e' la tratta degli esseri umani, la quale e' un delitto contro l'umanita'". Lo ha detto Francesco nel discorso al Corpo Diplomatico. "Non possono lasciarci indifferenti - ha aggiunto - i volti di quanti soffrono la fame, soprattutto dei bambini"

Fonte:
http://www.agi.it/cronaca/notizie/201401131151-cro-rt10068-papa_orrore_per_bimbi_scartati_con_l_aborto_italia_sia_solidale

vighi ha detto...

caro Amicus non so darti una risposta sul fatto che la crisi è scoppiata subito dopo il CVII, quello che penso è che se il tutto si è avverato così in fretta probabilmente i semi del cambiamento c’erano già da prima e questi semi erano ben radicati e sentiti nei nostri pastori altrimenti tutto quello che è maturato dopo non avrebbe potuto realizzarsi. Se la strada intrapresa allora e proseguita ancora oggi sia giusta o sbagliata non me la sento di dirlo con sicurezza ( dubbi ne ho e tanti ), penso certamente che ormai siamo arrivati ad un livello di guardia troppo alta e certi frutti bacati li vedo pure io. Siamo in un tempo di cambiamenti radicali, tutto si sta trasformando e forse la fatica e difficoltà maggiore è proprio quella di viverci dentro a questi cambiamenti e capire se sono buoni o cattivi, per questo alla fine mi dico sempre che non resta che affidarsi principalmente al nostro Signore; mi fido di Lui e del fatto che non abbandona la sua Chiesa e cerco anche di convincermi ( e qui faccio più fatica devo dire !! ) a fare un atto di fiducia nei nostri pastori, Lui li ha scelti e certamente non farà mancare la Sua Santa mano su di loro, se non su tutti prima o poi troverà quello giusto. Saluti Vighi

mic ha detto...

Cara Vighi che i semi ci gossero già da prima siamo ben consapevoli, ma è evidente che il concilio è stato il cavallo di Troia per introdurli grazie alle ambiguità che hanno reso i testi accettabili alla maggioranza, mentre solo in pochi, più capaci di coglierne la distorsione perché "addetti ai lavori" (es. molti esponenti della Scuola romana di cui mons. Gherardini è autorevole rappresentante), mentre nessuno parla dei vescovi e sacerdoti morti di crepacuore o di stenti per non aver accettato certe innovazioni delle quali avevano colto la gravità. Queste voci sono state silenziate da subito, ma c'è chi ha raccolto il loro testimone e ci sarà chi raccoglerà il nostro.
Che è anche quello di molti studiosi sottoposti ad una inesorabile damnatio memoriae (Romano Amerio e non solo. Non ultimi alcuni FI oggi deportati e strappati all'insegnamento) che il Signore riconforterà e conserverà nella loro fede adamantina.

bernardino ha detto...

Rocco,
non c'e' bisogno di celebrare il N.O. a porte chiuse o aperte perche' a porte aperte, in una parrocchia di circa ventimila persone, ho contato alle ore diciotto ventisei persone.
A questo hanno ridotto la Chiesa in generale. E' uguale un po' dappertutto.
Non guardare Piazza S.Pietro; in linea di massima le Chiese son quasi sempre vuote.
E' questo che da' dolore, che piu' il tempo passa e piu' la frattura rischia di diventare incolmabile. Sempre piu' modernismo, sempre meno gente nelle Chiese. E' una realta, e se non la vogliamo vedere e' semplice bendiamoci gli occhi e sogniamo, ma le cose non cambiano.

bernardino ha detto...

Sai Vighi,
Io per star bene faccio annualmente delle analisi generali
una volta l'anno, visto che con facilita' mi sale sia il colesterolo che i trigliceridi.
Sapendo questo, di certo non mi metto a mangiare di continuo formaggi e dolci nonche' grassi all'infinito, perche' ci tengo alla salute.
Sto' molto attento alla alimentazione e mi controllo molto spesso.
Ho paura che i trigliceridi salgano a 700/800 ed il colesterolo a 500. certo non salverei la pellaccia.
Allora ai primi sintomi mi metto sotto controllo di un ottimo primario di medicina generale....
Capisci?!.....

Anonimo ha detto...

Non esageriamo pero'con la storia delle Chiese tutte vuote perche' non e' vera.Se il Prete si impegna ,e' presente e si occupa bene della parrocchia la Chiesa si riempie. La gente si accorge immediatamente se ci credi oppure no.Se il Sacerdote non ci crede perche' dovrebbero crederci i fedeli ?Paul