lunedì 20 gennaio 2014

Francescani dell'Immacolata. Un gruppo di fedeli di Ognissanti scrive al commissario Padre Fidenzio Volpi

Riprendo da Riscossa Cristiana
In data 28 ottobre 2013 il commissario dei Francescani dell’Immacolata, Padre Fidenzio Volpi, scriveva una lettera indirizzata a un gruppo di fedeli che avevano espresso il loro rammarico per i provvedimenti inspiegabili presi contro la Congregazione dei Francescani dell’Immacolata. Per leggere il testo completo della lettera, in cui P. Volpi usava toni molto duri, accusando quei fedeli di sedevacantismo: [qui]
Pubblichiamo ora la lettera con cui questi fedeli rispondono, con molto rispetto non disgiunto da chiarezza, alle accuse di Padre Fidenzio Volpi:

Molto reverendo Padre Fidenzio Volpi,

alcuni fedeli della parrocchia di Ognissanti hanno voluto pregare e riflettere molto, prima di rispondere alla Sua lettera, sbigottiti ed increduli per la durezza del tono, tanto lontano non solo da ogni carità, ma da ogni sentimento di comunione ecclesiale, da ogni cordiale senso di appartenenza all’unica Chiesa di Cristo, tono che non ci si aspetta da un fratello nella Fede; sbigottiti ed increduli anche per l’assoluta gratuità ed infondatezza delle accuse che Ella ha voluto così copiosamente riversarci addosso…

Vede, Padre, come Ella ci accusi apertis verbis di «sedevacantismo», accusa della quale, perdoni la franchezza, sorge il sospetto che Ella non apprezzi appieno la gravità, dato il modo assolutamente gratuito, con il quale la porge, e, soprattutto, l’appiglio formale, che, a Suo dire, dovrebbe costituire la prova regina di tale nostra colpa: non ci siamo permessi di inviare, per conoscenza, al Santo Padre la lettera che Le abbiamo scritto, limitandoci ad inoltrarla a Sua Eccellenza il Prefetto della Casa Pontificia. Ella, inoltre, definisce tale errore come «reso […] più evidente dal fatto che Monsignor Ganswein ha servito anche l’anteriore Papa». Ella può comprendere come questo Suo argomentare, se si utilizzasse la medesima logica che impregna la Sua lettera, La esporrebbe all’accusa di non credere nella perfetta continuità tra il pontificato di Benedetto XVI e quello di Papa Francesco, tanto da porre addirittura dei dubbi sulla possibilità di essere egualmente fedeli ad entrambi i Pontefici. Ella comprende che questa argomentazione potrebbe risultare altamente offensiva non solo nei confronti di Monsignor Ganswein, ma addirittura dello stesso Papa Francesco, che terrebbe in posizione tanto delicata e fiduciaria persona tale da essere gradita addirittura a dei «sedevacantisti». Ci auguriamo che, ora, possa vedere come l’ansia di screditare sul piano personale l’interlocutore, magari attribuendogli retropensieri che non si possono conoscere, soprattutto quando non esistono, in luogo di contestarne le affermazioni, non sia il modo migliore di confrontarsi e, tanto meno, di dialogare.

A parte un accenno di spiegazione a riguardo dell’utilizzo del questionario da parte del Visitatore Apostolico, accenno, come vedremo, anch’esso lacunoso e formalistico, Ella non affronta alcuna delle questioni, che noi, sommessamente, ci siamo permessi di sollevare: a tutto Ella contrappone un «avevo formalmente il potere di farlo», senza mai entrare nel merito dei provvedimenti, delle decisioni, in una parola, della realtà oggettiva dei fatti. Per quanto concerne il questionario, Ella ci dice che era strumento legittimo, «il cui scopo consisteva nell’informare il Visitatore degli orientamenti espressi dai nostri Religiosi»: evita di dire e, quindi, di spiegare, l’abnorme peso attribuito a tale strumento di indagine, che, in realtà, se non si può definire come esclusivo, certamente riveste un ruolo sproporzionato rispetto al fine che Ella stessa, giustamente, gli attribuisce. Il reale svolgersi dei fatti non viene da Lei neppure sfiorato, quasi non interessasse altro che la presunta astratta correttezza giuridica dei mezzi, indipendentemente dal loro effettivo utilizzo e dalle modalità operative di questo. L’apice di questo irrealistico formalismo viene, forse, toccata a riguardo dei trasferimenti, da lei definiti «normali avvicendamenti, che rientrano nell’ordinaria attività di governo di ogni Istituto Congregazione. Vi ricordo che nessuno di tali atti si è qualificato come provvedimento disciplinare: ho svolte infatti le mie funzioni senza sanzionare un solo Religioso».

Riferendo queste sue affermazioni all’effettivo svolgersi degli eventi, saremmo costretti a concludere che, in assenza di qualsivoglia provvedimento disciplinare e/o sanzionatorio (come da lei stesso affermato), lo smantellamento del Seminario interno all’Istituto, la soppressione dei conventi in diocesi di Albenga, il trasferimento sistematico della quasi totalità dei frati in posizione di autorevolezza a luoghi e funzioni assolutamente differenti da quelli in cui hanno finora così bene operato, la sostituzione di sì detti frati con confratelli assolutamente meno titolati e meno esperti, l’elevazione in posizione di responsabilità unicamente di religiosi dissenzienti dal padre fondatore e dalla maggioranza dei confratelli… tutto questo e molto altro ancora non sarebbe che l’insieme di «normali avvicendamenti».

A sostegno, poi, della asserita, quanto irreale, libertà di movimento e di azione di Padre Manelli, Ella afferma che il Fondatore «può accedere – per esservi curato – alla casa di cura di sua fiducia […] [e] può inoltre allontanarsi – previo permesso del Commissario». Ella comprende che queste sono le condizioni di un detenuto agli arresti domiciliari, che, a dire il vero, gode di maggiore libertà di movimento rispetto a quella consentita a Padre Stefano, che, come Ella stessa ha affermato, non è colpito da nessun provvedimento disciplinare o sanzionatorio.

Gli scriventi si sono limitati a citare alcune delle innumerevoli questioni che la conduzione del Commissariamento del benemerito Ordine dei Frati Francescani dell’Immacolata lascia tristemente aperte. Sarebbe facile per gli scriventi constatare come Sua Eccellenza il Signor Vescovo non abbia ritenuto di ravvisare nel nostro comportamento la benché minima mancanza, degna, non solo della più lieve sanzione, ma neppure di richiamo, ma essi non intendono farlo, per dimostrare e mostrare il rispetto che nutrono nei confronti della Sua Autorità e dell’Autorità dei Suoi Superiori, che, ancora, non sono intervenuti sulle modalità effettive di utilizzo di tale autorità; è proprio in relazione alle suddette modalità che ci permettiamo di richiamare, ancora una volta, la Sua attenzione: Ella non commetterebbe nessun delitto, contrariamente a quanto da Lei affermato, se correggesse ciò che si è messo in atto di erroneo, eccessivo o eccessivamente rigido e troppo poco temperato dalla Carità cristiana e dall’amore verso l’Ordine che Ella è chiamato, pro tempore, a governare.

Nella speranza che Ella voglia accogliere quanto ci siamo permessi di scriverLe con l’obiettività che deriva dall’umile grandezza, così caratteristica di ogni religioso e, in forma particolare, di un figlio di San Francesco, porgiamo rispettosi ossequi.

29 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma chi sonoro questi "fedeli"?
Habitat

Anonimo ha detto...

Tutto l'inghippo sta nel non aver accettato, come guida, il pensiero di Raimondo di Sangro.
Carollo

mic ha detto...

Quei fedeli avrebbero fatto bene a formulare la richiesta ferma e precisa di ripristinare la situazione ad Ognissanti col rientro di padre Lanzetta, che ne garantiva il Centro d'eccellenza che rappresentava sia spiritualmente che culturalmente non soltanto per loro ma per l'Italia tutta (e non solo),

Anonimo ha detto...

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2014/01/la-regina-ester-e-i-piu-poveri-frati-di-san-francesco/

Anonimo ha detto...

a cosa portano tutte queste lettere e polemiche varie?
All'inasprimento della volpe e basta.

mic ha detto...

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2014/01/francescani-dellimmacolata-facciamo-il-punto-firmare-o-meno/

viandante ha detto...

Credo che papa Francesco, prima o poi dovrà chiudere questo fronte di battaglia, se vorrà affrontare veramente la guerra che si sta aprendo sul fronte progressista. Oggi Magister pubblica alcune dichiarazioni del neo cardinale che credo potrebbero essere il preludio alla fine della luna di miele con certi ambienti ultra-progressisti:

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/01/20/lomosessualita-e-peccato-risponde-il-neocardinale-di-cui-bergoglio-si-dice-alunno/

Anonimo ha detto...

non trovo scandalo nelle parole del futuro cardinale, il quale pare equilibrato e sostiene l'ortodossia del pontefice. Aperto all'accoglienza ma chiaro sui principi, attento al peccatore...non giustifica il peccato.
La luna di miele potrebbe finire se, visti i fraintendimenti plurimi e aggravati, il papa si decidesse a parlare e tuonare chiaro. Lo farà?

Anonimo ha detto...

Credi male viandante . El pais come riconosce anche magister ha digerito la cosa benissimo e tutto procede come al solito.
Dani

Anonimo ha detto...

E viandante sabato Francesco ha incontrato in un lungo meeting Arturo paoli padre della teologia della liberazione, mentre non ha incontrato nessun frate Dell immacolata .
Con tanti saluti alla fine della luna di miele.
Dani

rosa ha detto...

la luna di miele non finira' pervhe' han trovato- o hanno piazzato - l'uomo giusto al posto giusto che fa per loro.
rosa

viandante ha detto...

Dani, i gesti del papa sono molto contradditori e questo si sa (è una caratteristica del modernismo tra l'altro).
Tuttavia è papa e nonostante sia il vicario di Cristo in terra, non è lui il capo. Il capo è Cristo e sicuramente Lui saprà scrivere diritto anche sulle righe storte che un papa può cercare di tracciare.
In secondo luogo io non posso giudicare il cuore di nessuno, posso solo limitarmi a giudicare i fatti o le azioni, e anche se queste non mi vanno (come non di rado capita, non sono mica cieco!), chi mi può dire, come velatamente molti suggeriscono, che lui vuole veramente distruggere la Chiesa? Magari la sta rovinando, ma è quello che vuole?
Quindi io resto fiducioso nella possibilità che la gravità degli eventi, l'influsso della grazia divina, l'efficacia delle preghiere e delle penitenze di moltissimi fedeli, nonché gli innumerevoli martiri che i nostri tempi conoscono, possano ad un certo punto portare Pietro (che sia poi Francesco o un altro papa) a riconoscere umilmente i propri errori.
Se manca a priori questa fiducia credo siamo veramente messi male, perché vuol dire che riteniamo lo Spirito Santo impotente di fronte alla storia. Poi magari la Provvidenza avrà altre strade, ma non sta a me mettere dei veti a Dio Onnipotente.
E trovo corretto vedere anche possibili segnali di cambiamento, anche se so che la battaglia è ancora lunga.

Marco Marchesini ha detto...

Scusate, ma che senso ha scrivere una lettera al Commissario?
Io rispetto il dolore di quei laici, ma non si risolve il problema con lettere al Commissario. A mio avviso l'unica via è una seria resistenza seria e rispettosa agli ordini ingiusti dell'autorità attuale denunciando a viva voce con nome e cognome con carità i problemi che ci sono.

Il Commissario risponde semplicemente che ha l'autorità e che dal Papa gli è stata data carta bianca.
A questo punto l'unica risposta seria che è quella che direbbe Totò...

Conoscete il film, vero?
Totò rifiuta di sparare sui civili per motivi di coscienza senza né disconoscere l'autorità dell'ufficiale e senza inutili suppliche.


Dal punto di vista giuridico e formale ha ragione il Commissario.
Dal punto di vista della dottrina cattolica è ovvio che un ordine di commettere un'azione cattiva è nullo, anche se tale ordine viene dal Papa.
Il problema non è il Commissario, il sicario che ha ricevuto la carta bianca dal Papa.
Il problema è il Papa!
Il problema sono gli errori contro la Tradizione promossi dal Papa.

Anonimo ha detto...

per Marco ;.
Condivisibile. Il Mandante è il papa. Carta bianca a un cappuccino che ha fama di demolitore senza scrupoli e principi.
fr

elio ha detto...

A questo mi riferisco quando parlo mic, ai commenti come quello di marchesini......altro che unita e obbedienza.
Comunque non mi sbagliavo su di te, vi leggo spesso e non sono mai voluto intervenire, e non mi sbagliavo.
Chi censura e non accetta il confronto, non deve parlare di unità nella fede.

Parla di cose che ti sono più consone, e smetti di offendere il Pontedice.
Elio
Scusa il disturbo, lo tolgo....non penso parliamo la stessa lingua, e non mi interessa parlare la tua.

Luisa ha detto...

Per fare chiarezza qui si può leggere il "dossier" della corrispondenza fra i fedeli di Ognissanti e padre Volpi:

http://www.riscossacristiana.it/il-caso-dei-francescani-dellimmacolata-il-testo-della-prima-lettera-dei-fedeli-di-ognissanti-al-commissario-p-volpi/
http://www.lastampa.it/2014/01/16/blogs/san-pietro-e-dintorni/nichols-fiori-imbarazzanti-xKVntVIfu8aBANtdT6xfsK/pagina

Qui la prima lettera dei fedeli:

http://www.riscossacristiana.it/newwebsite/wp-content/uploads/2014/01/Lettera-per-P_Volpi1.pdf

Qui la risposta di p.Volpi:

http://www.riscossacristiana.it/newwebsite/wp-content/uploads/2014/01/Risposta.pdf

Bene hanno fatto i fedeli a reagire, la subdola accusa di sedevacantismo, il poco rispetto per quei fedeli, la conferma che Padre Manelli non è più libero dei suoi movimenti, tutta la lettera, e in particolare, l`ultima frase minacciante, dicono con quale spirito di apertura del cuore è condotto quel commissariamento.

mic ha detto...

Elio,
Il tuo precedente commento che non ho pubblicato contiene di nuovo accuse, senza replicare ad una virgola di quel che ho detto dal cuore, invece che pensieri e dimostrazioni su cui potersi confrontare secondo ragione illuminata dalla fede. Dici cose sull'obbedienza alle quali ho replicato migliaia di volte. Tra l'altro, se sei l'Elio neocat che mi sembra di riconoscere, parli proprio tu che obbedisci solo ai tuoi catechisti emanazione del tuo iniziatore.
In ogni caso è vero che in questa babilonia ch'è diventata la chiesa visibile non parliamo la stessa lingua.
Dunque fai bene a tacere qui.

Inoltre io non offendo il Pontefice chiedendo rispettosamente ascolto e testimoniando la fede che ho ricevuto, a differenza di chi lo esalta a parole e poi disobbedisce alle norme ricevute dal Pontefice (che non scadono con le dimissioni).

Luisa ha detto...

"Tra l'altro, se sei l'Elio neocat che mi sembra di riconoscere, parli proprio tu che obbedisci solo ai tuoi catechisti emanazione del tuo iniziatore."

Effettivamente mic, non sei la sola ad aver riconosciuto lo stile inconfondibile di chi ha quell`unico modo di non-dialogo, ripetono le due o tre formulazioni che hanno registrato, si pongono sovente in esempio, si considerano l`identikit del perfetto cristiano( non come i cristiani della domenica), anche se non lo diranno, anche se è d`obbligo per loro farsi schifo perchè sono a vita schiavi del demonio, il demonio che è padrone della loro vita e vince sempre (questo è inculcato-impresso nelle coscienze di chi segue quella formazione detta"cattolica"), danno lezioni di obbedienza e di comunione con la Chiesa, accusano altri di disobbedienza, di creare divisione, di non rispettare il Pontefice...loro che sono perfettamente obbedienti, sì, ma NON al Papa, NON alla Chiesa, ma al loro iniziatore e ai suoi pedissequi catechisti.
Chi disobbedisce al Papa e alle sue DECISIONI, chi devasta la Liturgia, chi ha il progetto esplicito di trasformare le parrocchie per imporre le prassi che ha inventato, chi impone il segreto dei suoi testi che sono alla base della formazione dei suoi presbiteri nei suoi seminari, è legittimato e incoraggiato,
chi è obbediente al Papa, al suo Magistero, chi celebra con grande devozione e cura la Santa Messa, nelle sue due forme, chi è rispettoso della Tradizione e dell`ortodossia teologica e liturgica,
è sanzionato, è punito, i suoi religiosi sono allontanati, i suoi seminari chiusi, le sue pubblicazioni proibite.
Queste non sono parole, non sono clichés, questa è la realtà che difficilmente può essere smentita.

Luisa ha detto...

Aggiungo che chi è stato autorizzato ad aprire un primo seminario nel 1981( in assenza di uno statuto, malgrado la prassi liturgica anomala, senza conoscere i testi formativi...) per formare i suoi presbiteri, di cui aveva imperioso bisogno per diffondere le sue prassi, è un laico, da subito ribelle alla Chiesa, alla sua pastorale e alle sue prassi, eppure ha potuto liberamente diffondere e far crescere a macchia d`olio il suo movimento grazie alle catechesi, di cui nessuno controllava l`ortodossia, e la conseguente formazione di comunità.
Per lui nessun commissariamento, nessuna chiusura di seminario, solo lodi e ringraziamenti.
Quando sono venuti i richiami sono stai ignorati, senza conseguenze, qaundo sono venute le decisisoni del Papa, son state disattese e combattute, ancora senza conseguenze.

Chi invece è commissariato è un Ordine fondato da due religiosi, obbedienti, umili, e intrisi di amore per la Chiesa, è punito chi non ha inventato prassi proprie e altre a tavolino ma, con amore, cura e devozione, celebrato e trasmesso quelle della Chiesa, è sanzionato chi non ha inventato un insegnamento secretato ma diffuso l`insegnamento che Cristo ha affidato ai suoi Apostoli e che la Chiesa conserva e trasmette.

Come si può restare insensibli di fronte a tali palesi ingiustizie, alle incoerenze fra quel che dice il Magistero, come quello sull`Eucaristia, e la realtà che ci fa pensare che quel Magistero non ha più corso visto l`impunità di chi stravolge la Liturgia?
Come si può restare insensibili quendo si constata che ad essere puniti sono coloro che rispettano, vivono e trasmettono l`insegnamento della Chiesa, solo perchè nel loro amore e nella loro cura pastorale non è esclusa la Santa Messa Antica?
Come si può giustificare, in coscienza, quel "due pesi due misure", quando nell`indifferenza continuano ovunque abusi e derive di ogni genere?

elio ha detto...

Solo una volta ebbi a discutere con luisa, e pentendomi per i toni offensivi che usai allora, dal momento che come altre volte si sente in dovere di farmi la lezione, stavolta le chiedo un confronto più sereno, e guardando semplicemente i fatti, le nostre considerazioni personali, infatti non possono fare testo, ma semplice opinione condivisibile o meno, ma sicuramente in entrambi i casi non può scalfire nè cambiare le decisioni Vaticane.

Ci troviamo di fronte ad una decisione proveniente non solo dal Papa, ma presa si da Lui, ma in comunione con i sette Cardinali che lo coadiuvano.

Questa decisione interessa nello specifico un gruppo di francescani, che non scendendo nei particolari, per dissidi e accuse nate dall'interno, vengono commissariati e sottoposti a severe limitazioni.
Il suo automatico commissariamento, a mio parere, si inasprisce solo perché i fatti hanno prodotto una levata di scudi con voci che spesso, anzi troppo hanno raggiunto toni estremamente offensivi proprio nei confronti del Papa.
Si capisce bene, che questo può solo provocare un indurimento causato proprio dalle reazioni e dalle pesanti parole rivolte ai custodi della fede.

E veniamo a questo punto:
Le chiedo, lo Spirito Santo, lo stesso Cristo, chi indica come custode dell'unica fede ?...non è forse Pietro che lega o scioglie, e conferma i fratelli nella fede ?... se le cose sono cambiate cortesemente mi faccia sapere, ma io dopo trent'anni di cammino, sono ancora fermo a queste indicazioni, se un gruppo di cristiani, con un passato discutibile e costellato di fatti gravi di disobbedienza e scissione, vorrebbe farmi intendere che tutti dovremmo cambiare le regole del c.v.II e fare la rivoluzione, non penso proprio mi avrete tra le vostre file.

E veniamo al cammino neocatecumenale:
Mi indichi i blog che il cammino ha organizzato contro di voi.
Mi documenti di un provvedimento preso in passato, malgrado le tante accuse, il Padre Zoffoli, i Lifshitz, anche alcuni Vescovi e Cardinali che pellegrinando in Vaticano, hanno perorato contro il Cammino ?
Lei capisce, perché è una donna intelligente, che non le parlo di frasi estrapolate e usate come prestigiatori, no Sig.ra Luisa, le parlo di un documento, di una nota esplicativa, di una commissione pontificia, che abbia emanato un documento restrittivo o limitativo sul cammino.
Per capirci tipo francescani fi, per essere chiari.
Ora mi chiedo, lasciando da parte le baggianate che fanno sembrare la Chiesa come la borsa di wallstreet, dove il cn compra e investe in prelati... (che miseria spirituale), non pensa lei di assomigliare a chi ci accusa di essere asini, ma lo dice ragliando ? Dalle mie parti in sicilia si dice che il bue dice cornuto all'asino, ma credo di avere reso benissimo l'idea.
Ci accusate di nefandezze mai punite, quando siete stati puniti per nefandezze, ci accusate di disobbedienza quando siete stati commissariati per disobbedienza.
Forse il dire certe cose vi fa sentire a posto con una coscienza appannata, ma le ricordo che se il dire certe cose produce degli scandali e allontanamenti dalla Chiesa, sicuramente lei e consapevole che di questo le verrà chiesto conto.
Attendo risposta e la saluto cordialmente. Elio

elio ha detto...

Ma che stupido sono a pensare che mi rispondevi luisa....e cosa potevi dirmi ? hai ragione ?
Fai bene a non pubblicare.

Elio

mic ha detto...

Elio, non stiamo 24 ore di fila alla moderazione. Né le risposte dono sempre immediate.
Se sposti l'asse da te stesso e soprattotto se prima di parlare ti informi, ti accorgerai che hai detto molte inesattezze perché parli un'altra lingua solo perché ti esprimi per partito preso. (E non ti eri congedato?)
1. Sui FI il papa non ha deciso in comunione con 7 cardinali, ma su suggerimento del commissario in combutta coi 'dissidenti'. A proposito il "consiglio della corona" non può oscurare il primato petrino perché il papa DEVE essere in comunione innanzitutto col Signore e poi con tutti i papi che lo hanno preceduto.
2. La decisione del papa di vietare le celebrazioni viola un diritto sancito con un documento riguardante la Chiesa universale del suo predecessore.
3. Conseguentemente tu confondi la giusta rispettosa reazione (che peraltro è stata nostra e non dei frati), che è l'effetto dell'ingiusto e arbitrario nonché pretestuoso provvedimento, con la causa. E che il provvedimento sia arbitrario lo si può dire, alla luce del disposto di Benedetto XVI, perché in questo caso il papa non è infallibile.
4. Gli scandali sono ben altri e innanzitutto riguardano il tradimento della Verità. Tacere sarebbe complicità con l'errore.

Vedi bene che se non ti avessimo pubblicato mi sarei risparmiata questi chiarimenti bene e diffusamente documentati, che già so quanto inutili. Ma se ti rimane un briciolo di onestà intellettuale e ci ragioni un attimo su, chissà?

Luisa ha detto...

Effettivamente, mic, se Elio non fosse stato pubblicato mi sarei pure io risparmiata il tempo che scelgo di prendere per reagire alla solita prosa di cui conosciamo alla perfezione i fili che la tessono.
In preambolo vedo che Elio non è in grado di negare una sola delle informazioni che ho dato, sa che non può farlo, allora svicola con le solite arcitrite e inefficaci strategie, usa le solite "ficelles" talmente usate e abusate, eppure si illude che possano ancora fare centro!

Evidentemente non può negare le condizioni anomali in cui è stato aperto il primo seminario nc, non può smentire l`eterodossia liturgica, la superbia di un laico che, dopo aver rifiutato con disprezzo le prassi e l`insegnamento della Chiesa, ne ha inventati dei tutti suoi ad hoc per le sue comunità, con la pretesa di imporli alla Chiesa e di trasformare le parrocchie con quel suo progetto.
Elio non può negare che i testi del cnc continuano a restare segreti facendo del cnc un itinerario di tipo iniziatico esoterico, Elio sa che la formazione cattolica si fa alla luce del sole.
Elio non può certo smentire le parole del suo maestro che insegna(martella) ai suoi kikos che il diavolo vince sempre schiavizzando le loro coscienze.
Infine Elio sa che lui, come i suoi fratelli di "cammino", hanno DISOBBEDITO a Benedetto XVI, alle sue DECISIONI, sa che hanno obbedito a Arguello impegnato nella sua battaglia contro quelle norme, contro Benedetto XVI, contro la Liturgia delle Chiesa .

Perchè, malgrado le disobbedienze, la superbia dei suoi dirigenti, la dissacrazione della Liturgia e dello spazio sacro, la divisione che porta nelle parrocchie, le prassi e i metodi talmente diversi de essere "altri", il cnc non è stato punito, è un mysterium iniquitatis, io non faccio che esprimere incomprensione e sgomento.
Ma forse è solo il segno che l`ortodossia dottrinale e liturgica non è più una priorità, che altre sono le priorità.

Sorvolo poi sulle castronerie tipo ..."siete stati puniti per nefandezze" ... "siete stati commissariati per disobbedienza", e sorrido (anche se gli effetti di certi condizionamenti, e come sono ottenuti, sono sovente drammatici) quando leggo che Elio parla di coscienza appannata!
Il signor Elio dovrebbe occuparsi e preoccuparsi della sua coscienza condizionata e asservita dai diktat dal verbo del suo maestro e leader.

La realtà è quella che è, e mi ripeto:
come si può restare insensibili quendo si constata che ad essere puniti sono coloro che rispettano, vivono e trasmettono l`insegnamento della Chiesa, solo perchè nel loro amore e nella loro cura pastorale non è esclusa la Santa Messa Antica?
Come si può giustificare, in coscienza, quel "due pesi due misure", quando nell`indifferenza continuano ovunque abusi e derive di ogni genere?

Cesare Baronio ha detto...

E' davvero lodevole l'impegno dei laici nella difesa dei FFI. Ma questi, in nome di Dio, perché tacciono? Quanto danno ne viene al popolo cristiano, da questo silenzio in nome di un obbedienza quasi irrazionale verso dei Superiori, le cui finalità sono tanto evidenti?
Sindrome di Stoccolma?
Un po' di nerbo, che diamine!

lettrice ha detto...

concordo con C. Baronio, ...
e temo che la piaga interiore dei FI stia purtroppo nel voler servire due padroni:
>Messa antica e Messa NO.
>concilio21 e Tradizione (che sono proprio divergenti, checchè ne dicano i fautori delle possibili buone interpretazioni e buoni frutti "di là da venire", tipo Suenens)
> Dottrina perenne di Cristo e polieresie più o meno camuffate
> Ortodossia ed eresia
> Verità e menzogna, da far abbracciare in una inaudita "armonia", mai concepita in 19 secoli da alcun papa nè teologo.....ma doveva venire al mondo tra gli altri cattivi maestri Hegel, e vedemmo così i suoi seuaci (talora inconsapevoli, v. teoria ricorrente degli "opposti estremismi" e presunta via di mezzo tra vero e falso), prevalere tra i pastori della Chiesa, che dal 1962 vogliono conciliare l'inconciliabile: Luce e tenebre.
(ripenso alla "penombra" da cui si convertì il card. Newman)
E hanno fatto credere alle povere pecore che si possano conciliare amore di Cristo e amore al mondo, tacendo che Gesù ha detto:
"Sono venuto a portare non la pace ma una spada...." e ci chiede di testimoniarlo di fronte al mondo, al prezzo di "perdere la propria vita", in senso lato). Ravviso nella vita e opera di Mons. Lefebvre questa capacità, oltremodo rara nell'ultimo mezzo secolo: il coraggio della Verità, e il disprezzo del mondo, come S. Paolo, per piacere a Cristo soltanto.

Bene dissero alcuni bloggers che i FI hanno sperimentato quale sia il prezzo del doppio binario di voler seguire modernismo e tradizione, e quindi il cosiddetto "biritualismo" che non credo sia gradito al Signore, il quale ad un punto cruciale chiede a un'anima in modo esclusivo:
"Ami me sopra ogni cosa, e accetti il martirio come prezzo....
o preferisci adeguarti, inchinarti ai potenti in vista dei vantaggi che ti dà l'asservimento al regime? e per evitare il peggio cioè privazioni, disonore e persecuzioni ?"
(sia esso il potere ecclesiale, non come autorità legittimamente intesa ed esercitata, e si decide di piegarei il capo ai soprusi e iniquità -SCANDALI per le coscienze dei piccoli- pur vedendo quanto esso sia corrotto circa la sequela della Verità)?
Gesù è esigente con ognuno, specie coi consacrati, e chiede sempre maggiori prove di fedeltà:
il martyrion, di cui questi FI non sembrano avere la stoffa.
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si avverte penosamente nell'orbe la mancanza di un Fra' Cristoforo di fronte a tanti "donrodrighi" clericali così truci nel perseguitare il piccolo gregge....e questo si sbanda sempre più, non tutelato neppure da quei pochi si era affidato come in una rara oasi di santa e retta custodia!

Annarè ha detto...

Concordo in pieno con lettrice.
Bisogna riscoprire il coraggio di servire Gesù, che deve regnare non solo nell'intimità della nostra anima, ma su tutta la società e prima di tutto nella sua Chiesa ormai in mano a nemici dichiarati.
Sveglia che è dì!

Luisa ha detto...

Un articolo di Maurizio Grosso:

http://www.riscossacristiana.it/perche-frati-francescani-dellimmacolata-devono-firmare-di-maurizio-grosso/

narè ha detto...

Il fatto è che ormai i religiosi sono cresciuti respirando l'aria post conciliare, e per quanto uno studi in buoni seminari non avrà mai la preparazione che poteva avere un Mons Lefebvre che comunque visse e si formò prima del disastroso CVII. Pertanto difficile trovare sacerdoti, vescovi, frati ( etanto meno fedeli)che abbiano le idee chiare su come ci si debba comportare difronte ad un attacco così pesante da parte delle autorità della Chiesa per quanto riguarda la Verità, la fede, la S.Messa. Purtroppo per quanti sforzi uno in questi anni abbia fatto per rimanere saldo nella fede, un po' di veleno ha infettato tutti i cattolici, ci ha quanto meno indebolito il sistema immunitario.
Per questo difronte a cose e pretese tanto assurde, si crede che bisogna obbedire e sottofirmare. ormai non è più tempo di aver paura, stanno demolendo la nostra Fede, la chiesa di Gesù e ancora ci facciamo scrupoli?

Luisa ha detto...

Alcuni link a testimonianze e artioli che ci dicono come continua lo sfascio dell`ordine dei FFI:

http://blog.messainlatino.it/2014/01/frati-fi-sofismo-intorno-allobbedienza.html

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2014/01/saranno-ancora-%E2%80%9Cfrati-francescani-dell%E2%80%99immacolata%E2%80%9D-oppure-de-che/