sabato 4 gennaio 2014

Chi sono i veri “cristiani ideologici”

Pubblicato da Il giudizio cattolico.

Un tipico errore della Chiesa post-conciliare è quello di non voler essere attenti alla realtà delle cose. La Vita di Grazia diminuisce … non fa nulla. Il senso del peccato diminuisce … non fa nulla. Le famiglie si sfasciano … non fa nulla. I matrimoni civili aumentano e in alcune zone d’Italia sono più numerosi di quelli religiosi … non fa nulla. I giovani hanno dimenticato completamente l’obbligo e il valore della castità prematrimoniale … non fa nulla. Le leggi dello Stato recepiscono sempre più il relativismo etico dominante … non fa nulla. Va tutto bene, è inutile preoccuparsi.

Un tipico errore che si manifesta in due atteggiamenti.
Il primo atteggiamento minoritario è di chi dinanzi allo sfacelo fa silenzio, in un certo senso apprezza e -sempre in un certo senso- quasi spera che il trend continui su questa falsariga. Si tratta –diciamocelo francamente- dell’atteggiamento di quei cattolici che non hanno la coscienza pulita, che hanno molti disordini nella vita privata e che in questo modo sperano di poter tacitare la propria coscienza convincendosi che tutto sommato ciò sarebbe la dimostrazione che la morale cattolica non può essere completamente rispettata e che deve cambiare radicalmente.

Il modo invece maggioritario di manifestare questo errore è più complesso, è quello di chi si accorge che c’è molto che non va, ma nello stesso tempo si sforza di dimostrare che ciò che non va rientrerebbe in una sorta di crisi fisiologica della Chiesa. Non può non andare così: per liberarsi da “incrostazioni storiche” di contaminazioni con il potere e con certi conservatorismi, la Chiesa deve vivere una crisi, una crisi che la porterà ad una maggiore “spiritualizzazione” e ad essere più fedele al suo mandato. Gli argomenti che si adducono ovviamente sono complessi, ma si capisce bene come alla base di questi vi è un’altra questione psicologica. Se per il primo atteggiamento la questione è più “bassa”, in un certo senso è una questione “di pancia”, per il secondo l’atteggiamento la questione è “di testa”. E’ la posizione ideologica che impedisce di capire. L’ideologia –si sa- è un’ipertrofia dell’intelligenza che, proprio perché ipertrofia, si traduce in un accecamento dell’intelligenza stessa. Una realtà quando cresce troppo finisce con l’annullare se stessa. Il cancro altro non è che una crescita impazzita delle cellule e un uomo che fosse troppo alto non riuscirebbe a vivere bene, non passerebbe facilmente attraverso le porte, non entrerebbe facilmente in un auto, non troverebbe facilmente vestiti da poter indossare o scarpe da poter calzare. L’ideologia è l’intelligenza sproporzionata e ipertrofizzata che vuole prescindere dall’osservazione per affidarsi esclusivamente alle proprie costruzioni teoriche e intellettuali.

Spesso sentiamo l’attuale Pontefice parlare contro i cristiani “ideologici” e molti leggono questa definizione come un riferimento a cristiani di formazione tradizionale che sono soliti denunciare uno stato della Fede e della Chiesa tutt’altro che positive. Ora, la definizione è senz’altro da utilizzare perché c’è tanto “cattolicesimo ideologico” ai nostri giorni, ma chiediamoci: in chi c’è questo atteggiamento? A chi bisogna davvero affibbiare una simile etichetta? A chi legge le cose come stanno o a chi si illude che le cose vadano bene quando invece non vanno assolutamente bene?

Molti conoscono la celebre frase di un noto teorico del socialismo sovietico: “Se i fatti non ci daranno ragione, peggio per i fatti!” Ebbene, in tanti –troppi- cattolici oggi si attaglia bene questa massima. Dinanzi alla crisi evidentissima della Vita di Grazia, dinanzi all’altrettanto evidentissima crisi della Chiesa, non bisogna mutare i dettami pastorali, le linee di tendenza, le programmazioni dei recenti decenni, il problema non starebbe lì, non può stare lì. Eppure, per evangelica sapienza, i cristiani dovrebbero essere arciconvinti che dai frutti si riconoscono gli alberi.

Monsignor Giacomo Biffi, vescovo emerito di Bologna, utilizzando il suo inconfondibile stile nel suo Il Quinto Evangelo scrisse a proposito di questo atteggiamento così diffuso:  "Il Regno dei cieli è simile a un pastore che avendo cento pecore e avendone perdute novantanove, rimprovera l'ultima pecora per la sua scarsità di iniziativa, la caccia via e, chiuso l'ovile, se ne va all'osteria a discutere di pastorizia". E pensare che queste cose Biffi le scrisse nel lontano 1969: una vera profezia.

Nell’ultimo Avvento il cardinale di Vienna, monsignor Schonborn, ha predicato nella diocesi di Milano e per l’occasione ha detto parlando della Chiesa attuale: “(…) lasciamo la nostalgia degli anni Cinquanta, quelli della mia infanzia, nel villaggio, quando la chiesa si riempiva di gente per tre volte ogni domenica. Tutti in chiesa. Lasciamo la nostalgia per la vitalità dei nostri oratori degli anni Cinquanta e Sessanta.” Eccolo il vero cristianesimo “ideologico”. Un conto è dire che, constatando la diversità fra il passato e il presente, il cattolico non debba abbattersi, altro è dire che vada abbandonata la nostalgia. Parole incomprensibili. Quando si perde qualcosa di bello, la nostalgia è più che opportuna, ed è l’unico atteggiamento umanamente ragionevole. Certo, non bisogna deprimersi, anzi è necessario ancora più attivarsi, rimboccarsi le maniche e agire, convinti che le sorti della storia non sono nelle nostre mani ma in quelle di Dio e della Sua Santissima Madre, ma un simile impegno può essere motivato solo da una costatazione intelligente: le cose ora non vanno bene, bisogna agire per modificarle. Dire di “lasciare la nostalgia” è quanto di più “ideologico” possa essere affermato in una simile situazione … a meno che non si desideri “apostatare”, cosa che non riteniamo possibile, ipotizzabile e concepibile in un cardinale di Santa Romana Chiesa.

Si ha paura di vedere la realtà così come essa è, ma ciò non è un atteggiamento realmente cristiano, perché il cristiano è prima di tutto uomo di osservazione che fa della virtù della prudenza il timone del proprio giudicare e del proprio agire.
Corrado Gnerre 27 dicembre 2013

25 commenti:

Gederson Falcometa Zagnoli Pinheiro de Faria ha detto...

Commento troppo buono! Vedete:

"Un tipico errore della Chiesa post-conciliare è quello di non voler essere attenti alla realtà delle cose".

Giusto, la Chiesa conciliare e tutti papi che abbiamo guardato hanno voluto creare a realtà. In quanto se lavora per creare una realtà non se può essere attenti alla vera realtà, se vive un'utopia. Questo era chiaro prima e ancora con Francesco è più chiaro.

"La Vita di Grazia diminuisce … non fa nulla. Il senso del peccato diminuisce … non fa nulla. Le famiglie si sfasciano … non fa nulla. I matrimoni civili aumentano e in alcune zone d’Italia sono più numerosi di quelli religiosi … non fa nulla. I giovani hanno dimenticato completamente l’obbligo e il valore della castità prematrimoniale … non fa nulla".

Per cambiare questo basterebbe insegnare la vera dottrina della salvezza che è avere fede e fare buone opere. Ma le buone opere per la salvezza questa Chiesa non ci insegna più, queste opere sono stati sostituita per le opere del dialogo, forse noi o il mondo possiamo essere salvi per l'ecumenismo e il dialogo intereligioso conciliare. Può essere che leggendo i documenti del Concilio possiamo trovare la salvezza eterna. Almeno Francesco con tutta certezza lavora per la salus mundi, non per la salus animarum.

Quello che stupisce è che queste uomini di Chiesa dopo avere fatto un "aggiornamento" al mondo, parlano adesso male del mondanismo. Ora, hanno voluto aggiornare la Chiesa al mondo e adesso è male il mondanismo?

RIC ha detto...

Credo che sul Corriere della Sera di oggi ci sia un articolo sui FI. Cerco di rintracciarlo

Anonimo ha detto...

Ottimo commento del prof. Gnerre. Purtroppo proprio a causa dell'ideologia accecante e soprattutto della superbia che ottenebra e impedisce la "adaequatio rei et intellectus" non credo che tale splendida riflessione possa scalfire il muro impenetrabile dei veri cristiani ideologici. A volte mi sembra di vivere in una realtà parallela: ho la nausea dei programmi pastorali che rubano un mare di tempo e forze nell'essere redatti e non portano a nulla; del linguaggio "ecclesialese" ricco di verbosità ma povero di contenuti; della miseria umana di certi uomini di chiesa pieni solo di se stessi, che predicano apertura e misericordia verso tutti, salvo manifestare un odio viscerale e una vera e propria fobia verso tutto ciò che per 19 secoli ha contraddistinto l'essere "cattolico"...in questo caso si mette il bollino di "lefevriano" o di "cripto-lefevriano" il che equivale a dire che si può e si deve passare alla distruzione...dove la loro carità? Dov'è la loro Verità? Sono peggiori dei Farisei...quelli almeno la legge esteriore la seguivano. Questi pretendono di farla loro la nuova legge...
Antonio

Anonimo ha detto...

Il fanatismo religioso ha provocato dolore e morte: ora a subire sono i tradizionalisti ma è tutto frutto del loro seminare vento ( e quindi raccogliere tempesta!)
Questo video testimonia l'attacco che hanno subito le suore tradizionaliste ucraine a causa della loro intransigenza verso l'ecumenismo, l'omosessualità, la contraccezione etc. etc. L'odio che seminano si è ritorto contro di loro.
https://www.youtube.com/watch?v=YB9UOBfQ4k4

Anonimo ha detto...

Su una cosa non concordo con l'articolo. Che un cardinale non possa apostatare. E Marx (quello di Monaco), cosa sta facendo? E i suoi compari tedeschi, austriaci, svizzeri, olandesi etc. sono forse rimasti cattolici? O, nel migliore dei casi hanno abbracciato il protestantesimo, e nel peggiore il paganesimo?. E tutti quei 'vescovi' che a Rio hanno ballato, infangando il proprio abito e la propria dignita' erano cattolici? E' ancora questa la Chiesa, o non devo avere nostalgia di quella di un tempo una, santa ,cattolica e apostolica?

mic ha detto...

Per Anonimo 9:07 in salsa modernista.

Lei confonde il rigore delle idee e della fedeltà ai principi nonché la contestazione degli errori con l'odio e l'intransigenza nei confronti degli erranti.
Non conosco il caso che segnala, ma una cosa posso dire con fermezza: chi ama la Tradizione non condanna e non disprezza nessuno, ma afferma principi immutabili, cui cerca di essere fedele con tutta la sua povertà e i suoi limiti.
Non "odia" l'ecumenismo (che è nel DNA della Chiesa), ma rifiuta il "falso ecumenismo" delle omogenizzazioni arbitrarie.
Non "odia" né condanna gli omosessuali e li rispetta come persone, ma afferma che l'omosessualità è una deviazione nel rapporto tra persone per natura sessualmente differenziate.
Non "odia" la contraccezione, ma promuove la paternità e maternità responsabili e rifiuta l'aborto.

Cerchi di fare mente locale ponderando bene quanto ho appena detto e vedrà le cose da una prospettiva non ideologica e neppure moralistica ma morale, perché ancorata alla Verità da cui ogni morale deriva.
Il cristianesimo non E' una morale, è una fede da cui la morale scaturisce e il comportamento morale reso possibile dalla grazia insieme alla risposta personale.

Luisa ha detto...

Avevo già letto qualche estratto del discorso di papa Bergoglio ai superiori generali degli ordini religiosi, leggendolo ho subito pensato ai FFI, tanto certe parole cozzavano con quel che lo stesso Papa sta facendo contro quell`Ordine, un`incoerenza palese in puro stile : ci sono le parole e ci sono i fatti, ma in perfetta coerenza con: fate quel che vi dico, e senza discutere, io faccio quel che voglio, quando e come voglio, anche e sono in contraddizione con quel che dico.
Mi son detta, chissà se son sola ad aver fatto quel legame, chissà se qualcuno ne parlerà:
Lo ha fatto Magister qui:

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/01/03/parole-e-silenzi-di-francesco-a-tu-per-tu-con-i-superiori-religiosi/

Leggo ;

"Ha inoltre annunciato che il 2015 sarà un anno dedicato alla vita consacrata. Racconta padre Spadaro: “Queste parole sono accolte con un lungo applauso. Il pontefice guarda sorridendo il prefetto e il segretario della congregazione per i religiosi e gli istituti secolari dicendo: ‘È colpa loro, è una loro proposta: quando questi due si incontrano, sono pericolosi’, provocando così l’ilarità di tutta l’assemblea”.
Il prefetto e il segretario in parola sono il cardinale brasiliano João Braz de Aviz, focolarino, e lo spagnolo José Rodríguez Carballo, frate minore francescano, il secondo nominato da papa Francesco e il primo ereditato dal precedente pontificato.

Entrambi – e con loro il papa – sono entrati nelle cronache recenti per la durezza con cui hanno “commissariato” una congregazione religiosa tra le più fiorenti di vocazioni, quella dei Francescani dell’Immacolata, proibendole tra l’altro di celebrare la messa secondo il rito romano antico.

A questa vicenda non si è fatto cenno, nel colloquio del 29 novembre. Se non implicitamente, forse, là dove papa Francesco ha detto che “i conflitti comunitari sono inevitabili: in un certo senso devono esistere, se la comunità vive davvero rapporti sinceri e leali”.
Ma a vedere le modalità distruttive con cui sta procedendo il commissariamento dei Francescani dell’Immacolata – per quanto ne trapela da entrambe le parti in conflitto – l’impressione netta è che la medicina vaticana sia peggiore della paventata malattia."


Ringrazio qui Sandro Magister, uno dei soli vaticanisti a non essere caduto nel magico e inebriante calderone il 13 marzo.

Anonimo ha detto...

A proposito dell'omelia di ieri, cosa avrà voluto dire il vdr con l'espressione "la tratta delle novizie"? Teresa

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=fKMM8Q-9x8Y salve vi segnalo un video di messa moderna fatta da un cardinale ,vorrei un parere si può definire messa? io penso di no
fabio

Anonimo ha detto...

http://rorate-caeli.blogspot.com/2014/01/in-visit-to-roman-basilica-pope-tells.html

mostra che Bergoglio consente apertamente e totalmente con l'azioni di Pd. Volpi...

quindi, tutto che il Santo Padre diceva quest'anno in riguardo alla fideltà verso Cristo significa in verità fideltà al Anticristo..perche tradisce con le sue parole le sue proprie azioni...

Romano

mic ha detto...

In effetti non significa che ci sia già in giro l'anticristo, ma che certe parole e certi atti siano, purtroppo, anticristici.

bernardino ha detto...

Chi sono i veri Cristiani ideologici?...

Ho letto le parole pronunciate da Bergoglio (vescovo di Roma) ai Gesuiti.
Li sprona a Divulgare il Vangelo con la tenerezza e non con le bastonate. Ma che voi ricordiate, nella Chiesa, c'e' stato qualche Papa, o qualche tempo in cui si e' divulgato il Vangelo a suon di botte, (che io ricordi, i Gesuiti nei tempi antichi gestivano il Sant'Uffizio) oppure chi divulgava il Vangelo veniva martirizzato? Vedi S.Stefano Prot. oppure San Lorenzo, o tutti quelli che hanno dato la vita per la Verita' di Cristo (il Vangelo); esempio lampante Cristo sulla Croce.
""Dobbiamo formare nei seminari persone altamente materialiste, se non vogliamo pentirci di aver formato belve umane.""" (pseudo/parole di Bergoglio).
Perche' nei duemila anni trascorsi, nei seminari sono stete formate belve umane oppure Santi sacerdoti? (vedi il Santo Curato D'Ars.)
Bergoglio ed i suoi accoliti mi sa' tanto che credono di stare su Marte e non sulla terra;
Si e' vero vivono una utopia, lavorano per la salus mundi e non per la salus animarum, perche' credo che loro non credono alla salus animarum.
Tutto il postconcilio e' ed e' stato una vera utopia, solo che ha ridotto il mondo come dite nell'articolo """la vita di grazia diminuisce... non fa' nulla. il senso del peccato diminuisce... non fa' nulla. ecc. ecc....."""
Loro riconoscono, amano e cercano solo chi si inginocchia davanti all'idolo concilio vat.II; ma vedono come spettro e credo (odiano) la tradizione della Chiesa Cattolica. Chi non segue la modernita', stia lontano da noi e' nostro nemico (vedi la vera S.Messa Apostolica - togliendola di mezzo fanno cio' che vogliono, e fanno credere al mondo di essere i veri cattolici e la tradizione l'appestata) vedi la FSPX oppure i F.I. oppure la tradizione nel suo complesso.
Bergoglio ed i novatores non hanno paura neppure di cio' che ha lasciato detto la Vergine di Fatima a Suor Lucia, oppure della Beata Emmerich.
Ma chi sono questi nuovi cattolici (tali si definiscono) che siedono da cinquant'anni sul Trono di Pietro e che sono attenti solo alla realta' delle cose del mondo? ma mai delle cose di Dio e dei Suoi Comandamenti Leggi?
""neanche io ho capito cosa voleva dire con la tratta delle novizie"" cerchero' di telefonargli e capire meglio, tanto parla o scrive con tutti ed a tutti. Spero di non trovare il cellulare occupato.

Anonimo ha detto...

Teresa l espressione tratta delle novizie è stata usata per la prima volta nelle Filippine. Significa che molti ordini religiosi che hanno poche vocazioni in Europa mettono dei noviziati in paesi del terzo mondo come ad esempio le Filippine per poi spostare i religiosi in Europa.

Anonimo ha detto...

Tutte le volte che ho parlato a qualche amico prete dei guasti del concilio la risposta quasi sempre e' stata:Ancora non e' stato attuato.Vedrai. Ho paura ,una gran paura che adesso ci stiamo arrivando.A questo punto solo la Madonna puo' aiutarci.Paul

Anonimo ha detto...

Pochi anni fa ero in vacanza in Vietnam e ho visto un grande edificio con su scritto :seminario cattolico canadese. Mi hanno poi spiegato che faceva capo a varie diocesi canadesi. I giovani seminaristi ricevono la formazione in inglese come se fossero in canada per poi venire trasferiti in canada a cavallo della'ordinazione. Quanto profonde siano queste vocazioni non é dato di sapere

rosa ha detto...

allora: io poso trovare sbagliato che scuole mediche inglesi o americane formino medici ed infermieri in africa o asia per poi poratrli in Inghilterra o USa e farli alvorare a meno che i loro concittadini. Ma la Chiesa cattolica e' o non e' cattolica, e' o non e' universale ? se una ragazza filippina o nigeriana o aregntina ha una vera vocazione e poi , una volta consacarta. la esercita in italia o USa o UK, che problema c'e'? Il problema c'e' se non ha una vera vocazione, ma questo piu' accadere anche a Roma o Milano, vedi i varii preti che si capisce lontano un miglio non ce l' hanno o nonl' hanno mai avuta, novelli don abbondio o padri provinciali. inclusi vescovi, arcivescovi, patriarchi, cardinali e pure papi.
Rosa

Luisa ha detto...

"Li sprona a Divulgare il Vangelo con la tenerezza e non con le bastonate."

E quando mai è stato usato il bastone?
Ma se è da decenni che ognuno si fa la propria cucina con quel che ha coltivato nel suo orticello!
Che cosa intende per "bastonate" il Papa?
Forse ricordare la dottrina, l`insegnamento della Chiesa, i precetti morali?

È come quando ha detto che la Curia non deve essere una "dogana"!!
Se lo è stata, lo è stata unicamente per quei poveracci che volevano testimoniare il loro sgomento per gli abusi dottrinali e liturgici che subivano nelle loro parrocchie, per chi informava sul comportamento immorale di un prete, di un religioso, per chi inviava testimonianze dopo il suo passaggio nel cnc, per chi testimoniava dell`impossibilità di essere ascoltati nella loro domanda di fruire del S.P., chiedevano aiuto ma
per loro inevitabilmente nessuna risposta, rimandati da dove venivano, le loro lettere direttamente nel cestino, non passavano il filtro per arrivare al Papa.

Silente ha detto...

Il richiamo di Bergoglio a un cattolicesimo "caritatevole" e che "eviti le bastonate" è emblematico della frattura dottrinaria operata dalla Chiesa post-conciliare rispetto alla Dottrina. Il Cattolicesimo è "Caritas in Veritate". La carità è solo ambigua filantropia senza la coerenza con la Verità rivelata e la conseguente missione di salvezza delle anime della Chiesa. Il principio di "carità senza verità" è, tra l'altro, un cascame di ideologie antropologiche che hanno generato i guasti e gli orrori della modernità.
Sul piano della prassi, da sempre la Chiesa ha coniugato carità e fermezza, consapevolezza della natura degli uomini, corrotta dal peccato originale, e intransigenza versa il peccato.
Una Chiesa costituita esclusivamente di carità, non accompagnata dalla Verità, non indica la strada della Salvezza.
Poi, se l'unico scopo è la carità, intesa in senso mondano e non più come anelito alla salvezza delle anime, allora la Chiesa Cattolica non è necessaria, neppure nel senso mondano: una ricerca di una nota società di consulenza multinazionale individuava, un decennio or sono, nel protestante Esercito della Salvezza l'ente più efficiente, considerando il rapporto tra raccolto ed erogato. Ci vestiamo tutti con le loro divise e andiamo a fare concertini di raccolta fondi nei bar?
Infine, è alquanto bizzarro che la regola del "non diamo bastonate" si applichi a tutti tranne che ai tradizionalisti. Come gli eventi presenti dimostrano, i tradizionalisti sono bastonabili, bastonabilissimi. O forse è implicito nella logica e nei fini del modernismo, intrinsecamente debole con l'errore e feroce con la Verità, essendo la sintesi di tutte le eresie?

Anonimo ha detto...

Rosa
il problema è che quelle chiese hanno già un rapporto fedeli per prete altissimo, cioè hanno pochissimi religiosi/e e sacerdoti rispetto al numero di fedeli in confronto a noi europei o agli americani. E' questo il motivo per cui le conferenze episcopali di quei paesi si lamentano. Infatti il termine "tratta delle novizie" è stato coniato dalla conferenza episcopale Filippina.
Dani

vighi ha detto...

capisco le chiese asiatiche o africane che si lamentano perchè tante vocazioni vengono spostate nei paesi europei e credo in parte abbiamo anche ragione a volerle tenere nella loro terra. Ma mi domando ma è proprio necessario che il Vicario di Cristo la chiami "tratta delle novizie "? ma si rende conto di quello che sta dicendo, di cosa significa il senso di questa frase ? sta dicendo e dichiarando ufficialmente che la Chiesa pratica una tratta di persone spostandole di forza da un paese all'altro. Possibile che non ci fosse un'altro modo dialettico di affrontare e parlare di questo problema se non si volevano lavare i panni sporchi in casa. E giù tutti a schierarsi con il Papa che pensa sempre ai più deboli, mahh sempre più perplessa, mi chiedo se davvero si ami ancora questa Chiesa o la si voglia proprio mettere alla gogna pubblicamente; perchè se lo fa anche il suo rappresentante più alto come non sentirsi autorizzati a farlo altri ? saluti Vighi

mic ha detto...

Ormai anche coloro ce si riconoscono "non tradi", ma conservano un minimo di discernimento e di onestà intellettuale, non fanno altro che trarre le nostre stesse conclusioni.

Anonimo ha detto...

Bernardino,

i seminari per come li conosciamo oggi, sono nati con il concilio di Trento, prima i il basso clero riceveva una formazione molto generica dai padri più anziani, sapeva a mala pena il latino, non conosceva nemmeno tutti e quattro i vangeli, l'unica cosa che doveva fare era: sapere celebrare la messa e i sacramenti. Spesso nei piccoli centri abitati delle campagne il sacerdote cattolico era visto alla stegua di un duido, uno stegone.
Comunque per quanto concerne la tratta delle novizie e il problema vocazionale si tenga conto che un tempo, all'incirca prima della seconda guerra mondiale, quando non esisteva ancora lo stato sociale per come lo conosciamo oggi, la Chiesa rappresentava per gli strati più umili della popolazione un ammortizzatore sociale, dunque non poche famiglie con molti figli destinavano i loro fanciulli ai seminari, ai conventi, ai monasteri per garantirgli cibo e studi. Una pratica diffusa anche tra gli ambienti aristocratici, in cui i figli cadetti erano destinati alla vita religiosa forzata. Si pensi anche alle figlie femmine che non potevano permettersi la dote per il matrimonio, veniva recluse nei monasteri. Dunque una parte del calo vocazionale è comprensibile ed è anche positiva poiché è anche un effetto del benessere diffuso, poi c'è il fattore del laicismo e del materialismo imperante che distoglie i giovani da Dio, infine per una piccola percentuale influisce anche la crisi dottrinale e spirituale interna alla Chiesa.

Micus

mic ha detto...

Micus,
i fenomeni che segnali sono noti, ma non esauriscono l'intera realtà.
E chissà come mai nel corso dei secoli, con la formazione che in fondo si riceveva, e non da ultimo per l'efficacia dell'opera santificatrice della Chiesa, si sono manifestate figure luminose di Santi e di Santi Dottori, mentre oggi vanno per la maggiore Rahner, Mancuso, Odifreddi, il priore di Bose e mi fermo qui....

Anonimo ha detto...

@ Mic.
E ci risiamo: “I fenomeni che segnali sono noti, ma non esauriscono l'intera realtà”.
Sarebbe interessante a questo punto scoprire finalmente che cosa ci vuole per riuscire a rappresentare l’intera realtà. Ieri la "rivoluzione antropologica" non spiegava a sufficienza il perché di molte derive e oggi i fenomeni descritti non esauriscono l'intera realtà.
Insomma, lei proprio non ce la fa ad accettare l’idea che oggi una larga fetta della popolazione molto semplicemente non è più interessata alla sfera religiosa o lo è in modo molto più superficiale rispetto ai tempi passati.
La fede non si può imporre e non si può scegliere il sacerdozio soltanto per garantirsi un pasto caldo.
L'antropologo

Luisa ha detto...

La nuova ideologia cammina, a forza di camminare, di trovare alleati, e di fare entrare i suoi, in seno alla Chiesa riuscirà a imporre la sua legge, una legge che cancellerà le parole di Cristo perchè d`ostacolo, le adatterà, le adeguerà anche alle perversioni che sono ormai diventate normalità.
L`ideologia modernista cammina con gli scarponi facendo tanto rumore come un bulldozer, o a passi felpati senza dire il suo nome, è a tutti i livelli della Chiesa, in tutti i suoi ingranaggi.
Sono tante le parole, tanti i fatti, tanti gli articoli che ci mostrano che non ci sono più freni, si son sbarazzati di Benedetto XVI, hanno eletto Jorge Bergoglio, considerano il campo ormai libero da pietre d`inciampo.

Leggo stamattina un articolo di Accattoli sulle "coppie gay", è sintomatico e rivelatore del clima che respiriamo, ormai il Vangelo è riletto alla luce della società moderna, le parole di Gesù piegate alle perversioni legalizzate da società allo sbando, secondo Accattoli che non fa che riprendere il Papa, la Chiesa non giudica, il Papa non giudica (chi sono io per giudicare) gli omosessuali, "
per il solo fatto della tendenza sessuale di cui sono portatrici"
, Accattoli crede
che il Papa "punti — per ora — a rendere credibile l’affermazione che la Chiesa non le condanna, quelle persone, per la loro tendenza ma eventualmente per la loro condotta."
Eventualmemnte?
Ma l`ha letto il catechismo Accattoli?

Ieri ho letto un articolo di Peloso
secondo il quale:
"unaChiesa fatta solo di dogmi, norme e divieti, alla fine si perda un bel pezzo di popolo di Dio. La pluralità delle esperienze umane va compresa e accettata, non si cambia la dottrina, dice il vescovo di Roma, ma la Chiesa non è un tribunale che deve emettere condanne."

E ancora:

"l’umanità ‘normale’ che fa irruzione nella Chiesa dopo i decenni dell’ossessione bioetica pure denunciata da Bergoglio, l’omosessualità diventa condizione visibile e non più negata dalla Chiesa – ‘chi sono io per giudicare una persona gay che cerca il Signore con buona volontà?’ - il che apre, di conseguenza, problemi interni al mondo ecclesiale. La questione dell’ammissione degli omosessuali nei seminari, per esempio. Negli anni scorsi una certa lettura moralistica del fenomeno degli abusi sessuali fra i preti, smentita poi da diverse ricerche condotte in particolare all’interno del clero americano, faceva risalire lo scandalo alla presenza di gay fra i sacerdoti. In realtà la questione è assai più complessa e legata a un approccio sessuofobico che porta a comportamenti deviati. Anche per questo il Papa ha affermato ancora parlando ai Superiori, che i seminari sono aperti ai peccatori - ‘tutti siamo peccatori’ - ma non ai corrotti."

Capito, amici?
Questa è la strada luminosa, vasta, aperta, sulla quale, dopo decenni di "ossessione bioetica(!), di sessofobia, di oscurantismi moralistici, papa Bergoglio sta portando la Chiesa, secondo i media.
Vedremo se il futuro darà loro ragione.


http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201401/140105accattoli.pdf

http://vaticantabloid.blogspot.it/2014/01/il-papa-apre-nella-chiesa-la.html