martedì 20 giugno 2017

Un'altra lettera dei quattro cardinali al papa. Anche questa senza risposta

Un buon segno, il nuovo passo compiuto dai 4 Cardinali nei confronti del Papa segnalato da Sandro Magister [qui]. Devono procedere gradualmente e alzare il tiro poco alla volta, anche per ampliare il consenso alla loro azione nella Chiesa universale. Finora hanno proceduto lentamente, è vero, però non mollano e continuano a mettere in difficoltà il Papa (e chi lo appoggia) e con argomenti molto precisi, basasti sui fatti: Papa Francesco sta creando uno scisma nella Chiesa. 
Link di riferimento: l'articolato testo dei 'Dubia'; l'indice degli articoli sull'AL: l'elenco di coloro che hanno espresso esplicito sostegno ai 4 cardinali.

A distanza di sette mesi dai "dubia", papa Francesco ha ricevuto a metà di questa primavera un'altra lettera dagli stessi quattro cardinali, firmata da Carlo Caffarra a nome degli altri tre: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Joachim Meisner.

E anche a questa lettera, come già ai "dubia", egli non ha risposto.

I quattro cardinali chiedevano al papa di essere ricevuti in udienza. Per parlare con lui delle divisioni generate da "Amoris laetitia" e della conseguente "situazione di confusione e smarrimento" di larga parte della Chiesa.

La lettera è nelle mani di Francesco dal 6 maggio. Ma la prolungata assenza di una risposta ne ha ampliato la natura. Come già è avvenuto per i "dubia", i quattro cardinali ritengono ora giusto che la lettera sia offerta alla riflessione dell'intero "popolo di Dio", dal quale sale la domanda di chiarezza a cui essi danno voce.
Il testo integrale della lettera è riprodotto più sotto.

Ma intanto è anche utile rilevare che, nei 45 giorni intercorsi tra la consegna della lettera al papa e la sua pubblicazione, la Babele delle interpretazioni di "Amoris laetitia" – ma non solo – è andata ulteriormente crescendo.

Si possono segnalare in proposito questi nuovi fatti.
  • In Polonia, la conferenza episcopale ha annunciato che in ottobre pubblicherà delle linee guida per l'applicazione di "Amoris laetitia" che terranno fermo, senza eccezioni, l'insegnamento di Giovanni Paolo II sui divorziati risposati, i quali potranno fare la comunione solo se si impegnano a vivere "come fratello e sorella".
  • Ma in Belgio i vescovi, in una "Lettera pastorale", hanno dato il via libera alla comunione per i divorziati risposati, anche se semplicemente "decisa in coscienza": cosa che in quel paese già avviene quasi ovunque da tempo.
  • Anche in Italia la conferenza episcopale della regione Sicilia ha pubblicato degli "Orientamenti pastorali" sul capitolo ottavo di "Amoris laetitia" che prevedono "soluzioni pratiche differenziate secondo le situazioni", comprendenti l'assoluzione e la comunione per i divorziati risposati che vivono "more uxorio".
  • In Argentina, nella diocesi di Reconquista, il vescovo Ángel José Macín, ivi insediato da papa Francesco nel 2013, ha festeggiato pubblicamente la piena riammissione nella Chiesa di circa trenta coppie di divorziati risposati che continuano a vivere "more uxorio", dando loro la comunione – ha detto – al termine di un percorso collettivo di preparazione sulla base delle indicazioni di "Amoris laetitia" e della successiva lettera scritta dal papa ai vescovi della regione del Rio de la Plata.
  • Ancora in Italia, il teologo Maurizio Chiodi ha pubblicato sull'ultimo numero dell'autorevole "Rivista del Clero Italiano" un saggio nel quale argomenta alla luce di "Amoris laetitia" la possibilità della comunione per i divorziati risposati sulla base di "una teoria della coscienza oltre l'alternativa della norma". La "Rivista del Clero Italiano" è edita dall'Università Cattolica di Milano, sotto la direzione di tre vescovi: Gianni Ambrosio, Franco Giulio Brambilla e Claudio Giuliodori. E Chiodi è stato nominato dal papa pochi giorni fa membro ordinario della rinnovata Pontificia Accademia per la Vita.
  • Sempre in Italia, a Torino, il sacerdote cattolico Fredo Olivero ha reso noto che il gruppo interconfessionale "Spezzare il pane" al quale partecipa si riunisce una volta al mese a celebrare l'eucaristia in rito ora cattolico ora protestante, con i presenti che fanno tutti la comunione. Si è detto sicuro che questo è il vero "pensiero personale" di papa Francesco, secondo quanto da lui detto il 15 novembre 2015 durante la visita alla chiesa luterana di Roma. Ha aggiunto che il dogma della transustaziazione va riletto in chiave "spirituale" e che, stando a Gesù, la messa la può celebrare chiunque e non solo un ministro ordinato. Don Olivero ha fatto questo "outing" sull'ultimo numero di "Riforma", il settimanale della Chiesa valdese.
  • E infine, in Vaticano, risulta che sia stata insediata una commissione incaricata di "reinterpretare" alla luce di "Amoris laetitia" l'enciclica di Paolo VI "Humanae vitae" sulla contraccezione. Fanno parte di questa commissione Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, Angelo Maffeis, preside dell’Istituto Paolo VI di Brescia, e Philippe Chenaux, docente di storia della Chiesa presso la Pontificia Università Lateranense. Il coordinatore è Gilfredo Marengo, docente di antropologia teologica nel suddetto istituto fondato da Giovanni Paolo II e sostenitore da qualche tempo di tesi revisioniste.
Questo lo stato dei fatti. E questa la lettera al papa di quattro cardinali che non vi si rassegnano.

"LA NOSTRA COSCIENZA CI SPINGE…"

Beatissimo Padre,

è con una certa trepidazione che mi rivolgo alla Santità Vostra, durante questi giorni del tempo pasquale. Lo faccio a nome degli Em.mi Cardinali: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke, Joachim Meisner, e mio personale.

Desideriamo innanzi tutto rinnovare la nostra assoluta dedizione ed il nostro amore incondizionato alla Cattedra di Pietro e per la Vostra augusta persona, nella quale riconosciamo il Successore di Pietro ed il Vicario di Gesù: il "dolce Cristo in terra", come amava dire S. Caterina da Siena. Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l'indivisibile responsabilità del "munus" petrino. Siamo mossi solamente dalla coscienza della responsabilità grave proveniente dal "munus" cardinalizio: essere consiglieri del Successore di Pietro nel suo sovrano ministero. E del Sacramento dell'Episcopato, che "ci ha posti come vescovi a pascere la Chiesa, che Egli si è acquistata col suo sangue" (At 20, 28).

Il 19 settembre 2016 abbiamo consegnato alla Santità Vostra e alla Congregazione della Dottrina della Fede cinque "dubia", chiedendoLe di dirimere incertezze e fare chiarezza su alcuni punti dell'Esortazione Apostolica post-sinodale "Amoris Laetitia".

Non avendo ricevuto alcuna risposta da Vostra Santità, siamo giunti alla decisione di chiederLe, rispettosamente ed umilmente, Udienza, assieme se così piacerà alla Santità Vostra. Alleghiamo, come è prassi, un Foglio di Udienza in cui esponiamo i due punti sui quali desideriamo intrattenerci con Lei.

Beatissimo Padre,

è trascorso ormai un anno dalla pubblicazione di "Amoris Laetitia". In questo periodo sono state pubblicamente date interpretazioni di alcuni passi obiettivamente ambigui dell'Esortazione post-sinodale, non divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa. Nonostante che il Prefetto della Dottrina della Fede abbia più volte dichiarato che la dottrina della Chiesa non è cambiata, sono apparse numerose dichiarazioni di singoli Vescovi, di Cardinali, e perfino di Conferenze Episcopali, che approvano ciò che il Magistero della Chiesa non ha mai approvato. Non solo l'accesso alla Santa Eucarestia di coloro che oggettivamente e pubblicamente vivono in una situazione di peccato grave, ed intendono rimanervi, ma anche una concezione della coscienza morale contraria alla Tradizione della Chiesa. E così sta accadendo – oh quanto è doloroso constatarlo! – che ciò che è peccato in Polonia è bene in Germania, ciò che è proibito nell'Arcidiocesi di Filadelfia è lecito a Malta. E così via. Viene alla mente l'amara constatazione di B. Pascal: "Giustizia al di qua dei Pirenei, ingiustizia al di là; giustizia sulla riva sinistra del fiume, ingiustizia sulla riva destra".

Numerosi laici competenti, profondamente amanti della Chiesa e solidamente leali verso la Sede Apostolica, si sono rivolti ai loro Pastori e alla Santità Vostra, per essere confermati nella Santa Dottrina riguardante i tre sacramenti del Matrimonio, della Confessione e dell'Eucarestia. E proprio in questi giorni, a Roma, sei laici provenienti da ogni Continente hanno proposto un Seminario di studio assai frequentato, dal significativo titolo: "Fare chiarezza" [qui - qui].

Di fronte a questa grave situazione, nella quale molte comunità cristiane si stanno dividendo, sentiamo il peso della nostra responsabilità, e la nostra coscienza ci spinge a chiedere umilmente e rispettosamente Udienza.

Voglia la Santità Vostra ricordarsi di noi nelle Sue preghiere, come noi La assicuriamo che faremo nelle nostre. E chiediamo il dono della Sua Benedizione Apostolica.

Carlo Card. Caffarra
Roma, 25 aprile 2017
Festa di San Marco Evangelista

* * *
FOGLIO D’UDIENZA
1. Richiesta di chiarificazione dei cinque punti indicati dai "dubia"; ragioni di tale richiesta.
2. Situazione di confusione e smarrimento, soprattutto nei pastori d’anime, "in primis" i parroci.

75 commenti:

Anonimo ha detto...

Figli "costretti" a rendere pubblica una lettera rivolta al padre ...

Maria Grazia ha detto...

Grazie Mic per tutti i link di riferimento inseriti con diligente cura.

mic ha detto...

....
Le parole dei cardinali sono filiali e rispettose. Si può presumere che la loro intenzione sia stata di cercare di “discernere” meglio, in un’udienza privata, le intenzioni e i piani di papa Francesco ed eventualmente rivolgere al Pontefice una correzione filiale in camera caritatis. Il silenzio di Papa Francesco nei loro confronti è ostinato e irriguardoso, ma nel suo perdurare esprime la posizione di chi va avanti con determinazione per la sua strada. Vista l’impossibilità di una correzione privata per il rifiuto inspiegabile dell’udienza, ora anche i cardinali dovranno andare avanti con decisione nella loro strada, se vorranno evitare che, nella Chiesa, il silenzio sia più forte delle loro parole. (Roberto de Mattei)

https://www.corrispondenzaromana.it/lo-scandalo-del-silenzio/

Anonimo ha detto...

Mentre la maggior parte dei media ignora i cardinali e le loro ragioni, che sono quelle del corpo mistico di Cristo, nella cultura massonica la parola silenzio è più che eloquente!

Anonimo ha detto...

Dalla Bussola articolo di Riccardo Cascioli
"Oltretutto, ad aumentare il senso di disagio è il fatto che questo atteggiamento sprezzante del Papa nei confronti di chi ha firmato i Dubia è in contrasto con tutta la sua predicazione. Prendiamo ad esempio la sua recente udienza alla Congregazione per il clero, quando ha raccomandato la vicinanza dei vescovi ai propri sacerdoti: «Quante volte io ho sentito le lamentele di sacerdoti… (...): ho chiamato il vescovo; non c’era, e la segretaria mi ha detto che non c’era; ho chiesto un appuntamento; “È tutto pieno per tre mesi…”. E quel prete rimane staccato dal vescovo. Ma se tu, vescovo, sai che nella lista delle chiamate che ti lascia il tuo segretario o la tua segretaria ha chiamato un prete e tu hai l’agenda piena, quello stesso giorno, alla sera o il giorno dopo – non di più – richiamalo al telefono e digli come sono le cose, valutate insieme, se è urgente, non urgente… Ma l’importante è che quel prete sentirà che ha un padre, un padre vicino. Vicinanza. Vicinanza ai preti. Non si può governare una diocesi senza vicinanza, non si può far crescere e santificare un sacerdote senza la vicinanza paterna del vescovo».

Ma se la vicinanza è un dovere dei vescovi con i sacerdoti, non dovrebbe valere anche per il Papa con cardinali e vescovi? "

Articolo completo: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-silenzio-un-atteggiamento-incomprensibile-20210.htm

Cate

Pietro C. ha detto...

Fuori argomento ma comunque importante:

http://traditioliturgica.blogspot.it/2017/06/la-porta-del-cielo.html

Grazie per l'attenzione.

Anonimo ha detto...

Prima o poi si dovrà arrivare ad un gesto forte. Tutta questa "prudenza" a me sembra controproducente perchè lascia nell'errore i fedeli poco attenti e più ingenui. Non capisco come si possa ancora sperare in un cambio di rotta del papa. E' assurdamente fermo nelle sue posizioni e non cede di un millimetro. Praticamente un disastro.

Luisa ha detto...

È già, e molto semplicemente, una questione di buona educazione!
L`assenza di risposta è un segno di maleducazione e esprime il poco rispetto che egli ha per chi non condivide le sue idee.

PS : i media francesi e svizzeri danno spazio allo scandalo di 15 preti pedofili che hanno agito nell`Istituto per sordomuti Provolo de Verona per poi essere trasferiti in Argentina dove hanno continuato i loro crimini odiosi, scandalo che sembra toccare anche Jorge Bergoglio che, secondo gli avvocati, non poteva non essere al corrente, dal momento che la lista du quei "preti" era stata fornita nel 2014 e che una delle vittime afferma aver consagnato personalmente una lettera al papa nel 2015.

Anonimo ha detto...

Parresia parresia, per lodata che tu sia, resta sol l'ipocrisia.

Anonimo ha detto...

Quando si dice guardare il dito anzichè la luna...

http://www.crisinellachiesa.it/articoli/autorita/esercizio_quotidiano_della_fede/l_esercizio_quotidiano_della_fede.htm

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Alcuni mesi fa il blog degli "anonimi della croce" aveva detto che della correzione formale - che ci aspettavamo al massimo per gennaio scorso - non se ne sarebbe fatto più nulla.

Quantomeno in parte hanno indovinato, visto che siamo giunti a giugno e ancor niente di nuovo c'è sotto il sole. È imbarazzante (e significativo) che a distanza di tanto tempo occorra ancora implorare un incontro in camera caritatis concedendo al Bergoglio il lusso di evitare la meritata figuraccia mondiale (l'apostolo Paolo fu molto meno gentile): ma per definzione un gesuitico gesuitante non ammetterà mai di aver propagato errori e confusione.

Un giorno in futuro ci toccherà anche ricordare (e fino alla nausea) il modo con cui è stata scritta questa lettera, rispettoso fino al servilismo, e che addirittura mostra di prendere sul serio persino le calunnie degli imbecilli ("sedevacantismo"?)... Ma ve lo immaginate un cardinal Bergoglio obiettare qualcosa ad un papa Caffarra rivolgendoglisi con lo stesso tono e la stessa chiarezza?

mic ha detto...

Prima o poi si dovrà arrivare ad un gesto forte.

E ci pensiamo alle conseguenze? Saranno comunque coloro che ne hanno la maggiore responsabilità a valutarlo.
Ovvio che è realisticamente impensabile un cambio di rotta del Papa. Ma, intanto, la prima cosa è segnalare e correggere l'errore per ridurre la confusione. La prima responsabilità è questa. E i cardinali questo lo hanno messo bene in chiaro e con modalità ineccepibili...
Chi ha orecchie per intendere intende!

Carlo ha detto...

La lettera del Card. Caffara: un punto di riferimento dottrinale per i buoni
di don Alfredo Morselli

http://blog.messainlatino.it/2017/06/la-lettera-del-card-caffara-un-punto-di.html#more

Anonimo ha detto...

Ancora attacchi ai cattolici "formalisti" e ai sacerdoti "clericali" da Bozzolo

Anonimo ha detto...

http://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/dubia-cardinals-seek-papal-audience

Anonimo ha detto...

Può sembrare OT, ma a pensarci un attimo non lo è.
Becciu che dice "ius soli"
http://www.repubblica.it/politica/2017/06/19/news/ius_soli_vaticano_arcivescovo_becciu-168514894/

non suscita nessuna reazione dei Radicali che si lamentavano dell'ingerenza vaticana nelle questioni del dibattito pubblico italiano.
Sembrano lontani i tempi in cui (vedi foto)
http://static.nanopress.it/nanopress/fotogallery/1200X0/139621/lotte-radicali.jpg

Il Papa non risponderà mai ai Dubia, perchè questa mentalità è sorpassata e ve n'è ora una nuova: il primato della prassi, o come disse il Papa "si tratta di avviare processi", oppure «Si tratta di generare processi più che dominare spazi». Ecco i tempi attuali, ecco il vero cambiamento.
grazie

Anonimo ha detto...

comunque bravo Magister....mica semplice ottenere la lettera...bravo bravo!
e brava la nostra Mic...sempre all'erta!! grazie Mic

Anonimo ha detto...

Cosa pensate di questa proposta di un lettore di radio spada ? A me pare molto sensata.
Si potrebbe forse partire anche in modo diverso da come lui propone ma l'idea mi pare ottima. riporto una parte del suo intervento e il link a tutto l'articolo che merita di essere letto per intero.

...Quindi mai come oggi si rendono necessarie una o più personalità di grande spessore dottrinale e spirituale (ma vattele a pesca!) che sappiano liberare dal tarlo dell’esclusivismo disintegratore l’ambiente cattolico tradizionale; un ambiente che, contraddicendo l’«ut unum sint», da troppi anni continua a fornire, per riprendere l’esempio di sopra, l’immagine di separati nugoli di pulci che s’illudono più o meno consciamente di far da contraltare all’elefante post-conciliare. Si rendono necessarie una o più forti personalità che sappiano fare dello slegato ambiente tradizionale un organismo unitario, una sorta di federazione cattolica (in nessun modo una contro-chiesa) che possa fruire di un proprio canale radiotelevisivo, un proprio sito in rete, un proprio programma d’azione a livello dottrinale e magari anche liturgico...

https://www.radiospada.org/2017/06/occhio-per-occhio-elefante-per-elefante/

Anonimo ha detto...

Che cosa accadrà adesso è molto difficile da prevedere.
Alcune considerazioni balzano agli occhi.
Il silenzio del Pontefice è inspiegabile.
La situazione paradossale esposta nella lettera è innegabile.
In Germania è corretto fare quello che in Polonia è peccato mortale, e questo vale per molti altri luoghi e diocesi del mondo.
Non voler vedere che un problema esiste, anche solo di logica, è inspiegabile; se non nell’ottica di una confusione voluta.
E’ possibile che l’udienza sia stata rifiutata perché si temeva che fosse il primo passo di una “correzione formale” di errore? Possibile. Ma chiudere le porte e celarsi dietro muri non risolve il problema.
Non rispondere è realmente abdicare a una responsabilità; non solo verso i cardinali, ma verso la Chiesa e il popolo di Dio
(Marco Tosatti)

mic ha detto...

Il silenzio del Pontefice è inspiegabile.

E' spiegabilissimo con l'impossibilità di un confronto secondo il Logos, mentre rimanere nell'ambiguità consente che il "processo" innescato produca i suoi inesorabili effetti...
Del resto lo ha detto esplicitamente che a lui interessa avviare processi con l'obiettivo che non si possa più tornare indietro...

Riccardo Cariaggi ha detto...

.........sono perplesso......! Il Papa non risponde e chi se ne frega?
Non conosco le procedure ma mi sembra impossibile che la questione possa esere risolta ...con un nulla di fatto!!!!

Luisa ha detto...

""Oltretutto, ad aumentare il senso di disagio è il fatto che questo atteggiamento sprezzante del Papa nei confronti di chi ha firmato i Dubia è in contrasto con tutta la sua predicazione"


Mi sembra che non è la prima volta che l`espressione "fate quel che dico ma non quel che faccio" si applica alla perfezione al comportamento di Jorge Bergoglio.

Luisa ha detto...

Straordinari media italiani che inneggiano al papa che "omaggia i preti scomodi" e passano sotto silenzio il nuovo scandalo dei 15 preti pedofili spostati dall`Italia all`Argentina, se fosse stato Benedetto XVI ad essere accusato di essere stato informato e di aver coperto il comportamento criminale di quei "preti" apriti cielo, i media ne avrebbero fatto le loro prime pagine, i Tg avrebbero aperto con quella notizia, e tutti senza sosta avrebbero seguito lo svolgersi dell`inchiesta contribuendovi attivamente.
Altri tempi, altro papa.

irina ha detto...

Il Fatto Quotidiano,Papa Francesco omaggia don Mazzolari e don Milani, due profeti della Chiesa

HuffingtonPost,Francesco prega sulla tomba di don Milani: "Fu servo esemplare del Vangelo, lo dico da Papa"
"Chiese al suo vescovo di essere riconosciuto, oggi lo faccio io". Il viaggio di Bergoglio a Bozzolo e Barbiana, sulle orme di Mazzolari e Milani
20/06/2017 14:43

Il Messaggero,Il Papa a Barbiana, mea culpa su don Milani, un esempio anche per me

Gederson Falcometa Zagnoli Pinheiro de Faria ha detto...

"Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l'indivisibile responsabilità del "munus" petrino".

Inoltre respingere l'accusa di sedevacantismo, questa frase ha una crítica a Francesco, perché nell'AL lo stesso Francesco atribuisce agli altri l'indivisibile responsabilità del "munus" petrino.

"Giustizia al di qua dei Pirenei, ingiustizia al di là; giustizia sulla riva sinistra del fiume, ingiustizia sulla riva destra". B. Pascal

La frase di Pascal spiega bene la situazione. Lo Spirito Santo non può dare una verità alla Chiesa della Germania e altra alla Chiesa della Polonia. Anche il Papa non può dare libertà per le chiese particolare di fare ciò che solo il Papa può fare.

Se conosciamo bene Francesco, lui sta usando questo tempo per fare una contro offensiva contro i cardinali. Risposta da lui mai arriverà...

Anonimo ha detto...

Non e' che la risposta non ci sia mai stata in questi mesi. C'è stata a suon di mazzate col solito stile obliquo, sbeffeggiamenti in piazza e a mezzo normalisti.
Miles

Felice ha detto...

Quella dei quattro cardinali e' un'ordalia, un giudizio di Dio: sfidano il Papa a rendere magistero cio' che egli vuole far passare come prassi. E questo non lo puo' fare. Bergoglio e' in un vicolo cieco. Preghiamo che il Signore dia forza e perseveranza a questi veri collaboratori della verita'.

irina ha detto...

Riscossa Cristiana,La missione postuma di Don Milani – di Elisabetta Frezza

mic ha detto...

Non e' che la risposta non ci sia mai stata in questi mesi. C'è stata a suon di mazzate col solito stile obliquo, sbeffeggiamenti in piazza e a mezzo normalisti.

Le mazzate sono risposte indirette. In una Chiesa che si rispetti risposte del genere vanno date a norma di diritto, cioè in punta di dottrina. Il resto è spazzatura...

mic ha detto...

Non conosco le procedure ma mi sembra impossibile che la questione possa esere risolta ...con un nulla di fatto!!!!

In effetti, si dà il caso che non solo il Papa, ma anche i cardinali abbiano avviato un "processo"... e lo credo irreversibile, anche se non mi è dato sapere come e quando sarà concluso.

Anonimo ha detto...

Ot.. un quarto d'ora della manifestazione di oggi contro la proposta di legge sullo Ius soli, manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia (con l'avallo del resto del centrodestra) in cui parla Giorgia Meloni davanti al Senato

https://it-it.facebook.com/giorgiameloni.paginaufficiale/videos/10155365440532645/

Luisa ha detto...

Per chi capisce il francese, intervista esclusiva del card. Burke, parla dei pellegrinaggi, di Fatima, del Summorum Pontificum, dei Dubia:

https://www.youtube.com/watch?v=RzRyXgVC0b8

tralcio ha detto...

Brava Mic!
L'avviare processi è in linea con i paradigmi del "nuovo corso".
Chi la fa l'aspetti.
Chi si ravvede, ed è umile, fa di tutto per spiegarsi con l'amico.
Tuttavia questo pontificato sembra aver "amici" soprattutto fuori dalle sacre mura, per cui è il nemico a spiegare l'ideologia con cui si vorrebbe ignorare persino l'educazione eludendo, è già stato scritto sopra, soprattutto un confronto che preveda un po' di logos.

Anonimo ha detto...

Cara Mic, vero, verissimo, però nella Nuova Chiesa a forza di sorpresine dello Spirito (El Papa dixit) tutto è stato ribaltato e ciò che era norma di diritto e in punta di dottrina El Papa ci ricorda quotidianamente che è da "corrotti, formalisti, rigidi, farisei, ipocriti, duri di cuore" mentre il "resto" è diventato regola e dogma. E poi vige la regola dell'indimenticabile Marchese del Grillo: "Io 'so io... ecc. ecc." che spiega tutto.
Tradotto: l'attuale gruppo di comando della Chiesa Cattolica se ne frega altamente della Norma, della Dottrina e anche del dovuto rispetto umano, va avanti come un rullo compressore verso gli obiettivi prefissati perchè sa di avere tutto il Potere del Mondo con se e che nessuno può farci nulla.
Miles

Anonimo ha detto...

In una Chiesa che si rispetti risposte del genere vanno date a norma di diritto, cioè in punta di dottrina. Il resto è spazzatura...

Mi perdoni; noi abbiamo a che fare con uno che nella spazzatura(teologica, liturgica,etc.) ci sguazza.....

marius ha detto...

Mi perdoni; noi abbiamo a che fare con uno che nella spazzatura(teologica, liturgica,etc.) ci sguazza.....

... ma noi non siamo uguali a lui

marius ha detto...

Prima o poi si dovrà arrivare ad un gesto forte.

E ci pensiamo alle conseguenze? Saranno comunque coloro che ne hanno la maggiore responsabilità a valutarlo.
Ovvio che è realisticamente impensabile un cambio di rotta del Papa. Ma, intanto, la prima cosa è segnalare e correggere l'errore per ridurre la confusione. La prima responsabilità è questa. E i cardinali questo lo hanno messo bene in chiaro e con modalità ineccepibili....
(mic)

Intanto io mi sento molto soddisfatto di questo piccolo passo avanti. In un recentissimo thread mi associavo a Luisa quando diceva che dai 4 cardinali era più che plausibile aspettarsi almeno una spiegazione su questo assolutamente troppo lungo assordante silenzio. Ebbene, appena il giorno dopo ecco che arriva la risposta: la lettera da loro 4 scritta a Bergoglio, resa pubblica a causa di una reiterata mancanza di risposta da parte sua.
Sembra una piccola cosa, invece è un grande passo avanti.

A questi livelli bisogna procedere coi proverbiali passi di piombo.
E ogni passo di conseguenza è pesante come il piombo.

È necessario ponderare con grande cura e soprattutto lavorare molto "a futura memoria", perché qui si sta facendo la storia.
Si sa: i mass-media allineati lavorano costantemente per confondere le carte in tavola, ma i quattro cardinali non devono e non possono permettere che la loro giusta oggettiva azione, cioè la correzione dell'errore che genera il disorientamento, venga confusa o peggio scambiata per un diverbio interpersonale o per un atto di insubordinazione.
La Chiesa Militante deve rinascere sulla base di una chiarezza la più cristallina possibile.
Ne va della salvezza delle anime che guarderanno a quello che succede e dovranno schierarsi dalla parte della Verità.
Ogni passo affrettato, ogni mossa non calibrata può generare delle sbavature controproducenti e fuorvianti.
Noi sul blog abbiamo grande libertà nel premere sui tasti della nostra tastiera.
I 4 cardinali invece stanno lavorando nel reale, portando sulle loro spalle il peso della responsabilità per tutta la Chiesa.
Sosteniamoli.

Matteo ha detto...

Abbiate pazienza, ma a me questa lettera ha ricordato quella di Benigni e Troisi al Savonarola.
Riassumiamo:
I 4 scrivononi dubia;
Il Papa non risponde;
I 4 pubblicano la lettera sui dubia;
Il Papa non risponde;
I 4 chiedono udienza;
Il Papa non la concede;
I 4 pubblicano la richiesta.

Fossi il Papa non li riceverei, perché il giorno dopo troverei pubblicata l'intera conversazione privata.
Poi, pur ammettendo la dovuta sottomissione al Papa, la lettera è troppo ossequiosa, i 4 non pubblicheranno mai una correzione formale, troppo rispetto per chi in questo momento sta demolendo i fondamenti di 3 sacramenti.

Nei prossimi anni, i 4 se vorranno un contatto con il Papa faranno meglio a mettersi in prima fila dietro le transenne in piazza San Pietro. Lí almeno potranno giocosamente rubargli lo zuccotto bianco...

Anonimo ha detto...

Quando andrà Francesco a pregare sulla tomba di don Gallo?
E magari lo farà patrono universale dei sacerdoti insieme al Santo Curato d'Ars?

Anonimo ha detto...

Credo che dovremo attendere la pubblica correzione, sperando arrivi presto.

Anonimo ha detto...

Matteo dice: troppo rispetto per chi in questo momento sta demolendo i fondamenti di 3 sacramenti.
Proprio così, anzi sta demolendo l'intero Depositum, favorendo anche l'insignificanza della Sacra Liturgia, come vedremo a breve, colpendo al cuore la Santa Chiesa, che si trova già sul Calvario, prossima alla sua morte mistica, (profetizzata da oltre 2 millenni).
Se ci togliamo il prosciutto dagli occhi (che ci serve ad attenuare l'angoscia per le demolizioni inarrestabili...) ci rendiamo conto che la pubblica correzione formale non ci sarà affatto, l'energia potenziale è stata spenta. Soffocata sul nascere.
La forza iniziale della sortita dei 4 risalente all'anno scorso si è persa del tutto, smorzata dal potere del regime, che ha astutamente ADDOMESTICATO i 4 difensori della Dottrina, rendendoli inoffensivi, o col silenzio protervo e umiliante, o con denigrazioni velenose ripetute, o con lusinghe strumentali, (v. la nomina di Caffarra) e soprattutto col procedere come dice R. De Mattei, per la propria strada - la prassi devastatrice - incurante delle ammonizioni e/o correzioni: ciò che dimostra con i FATTI chi veramente comanda nella Chiesa. Quindi i 4 sanno che parleranno nel deserto. Però magari lo facessero, come fanno i ministri della Chiesa cattolica ucraina,* che dicono le cose chiare, pane al pane, vino al vino: essi possono, perchè sono moralmente e giuridicamente autonomi dalla Babilonia romana, invece i 4 ci stanno dentro fino al collo, e noi con loro...(?)
*v. quando accusano i modernisti di vergognarsi delle verità di fede, perchè non credono più in Dio e di aver trasformato la Chiesa in una istituzione umanista in collaborazione coi massoni
https://www.youtube.com/watch?v=eF_w78oop_A
min. 5.40 in poi

Felice ha detto...

I quattro cardinali hanno messo in scacco Bergoglio. E l'ultima lettera e' corretta, non servile. Vuole mostrare rispetto per l'ufficio petrino. Anche l'accenno al riconoscere Bergoglio come Papa non e' servilismo. Anzi, e' la classica excusatio non petita. Se io avessi inviato una lettera a Giovanni Paolo II o a Benedetto XVI ante abdicazione non mi sarei mai sognato di iniziarla scrivendo: "Buongiorno. Anzitutto preciso che secondo me lei e' il Papa".

Luisa ha detto...

Non più il Santo Curato d`Ars come modello dato ai sacerdoti, quelli erano i tempi di Benedetto XVI, no, oggi è don Milani che viene dato in esempio e omaggiato come "un servo esemplare del Vangelo", strano esempio:

"Don Milani: veramente una "traccia luminosa" per i parroci di oggi o educatore con gravi... ambiguità?"

http://blog.messainlatino.it/2017/06/don-milani-veramente-una-traccia.html

gianlub ha detto...

"Desideriamo innanzi tutto rinnovare la nostra assoluta dedizione ed il nostro amore incondizionato alla Cattedra di Pietro e per la Vostra augusta persona, nella quale riconosciamo il Successore di Pietro ed il Vicario di Gesù: il "dolce Cristo in terra", come amava dire S. Caterina da Siena. Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l'indivisibile responsabilità del "munus" petrino": questo che hanno scritto i 4 Cardinali è un'assurdità che si potevano risparmiare e che dimostra una volta di più che non vi è in realtà nessuna seria intenzione di intralciare i piani dissolutori di Bergoglio. Vedano invece di scrivere una lettera in cui dicono apertamente che non si riconosce a Bergoglio nessun "munus" papale ma che si ritiene di dover solo ed ancora obbedienza al solo Vicario di Cristo, il Papa Benedetto XVI, ....e voglio vedere se Bergoglio non risponde ad una lettera di tal fatta.

irina ha detto...

Oltre il dogma, oltre la religione Cattolica è il contenuto che si diffonde, qui ed ora, ovunque. Anche i nostri interventi non sono un semplice barbottar tra noi. Se voi pensate quante parole di propaganda sono state dette in parole appunto, in immagini, in suoni durante la vita di ognuno di noi. Personalmente, ormai sulla soglia dei settanta, solo ora mi rendo conto del secondo fine che aveva tanta cultura, raccolta da me così andando, sbadatamente. Questo per ricordare a tutti che ogni nostra parola ha la sua funzione nello smascheramento dei commedianti, nella ricostruzione delle anime quotidianamente bombardate da bombe atomiche di menzogna. Non aspettiamoci risultati evidenti a breve. La testimonianza dei quattro Cardinali, non credo sia d'effetto per il gregge in senso lato, ma per gli altri Cardinali, Vescovi, sacerdoti sì, è una spina nel fianco, anche per quelli di San Gallo. E' un tormento, senza requie. Direi che per loro è terribile. Ad ogni passo certamente si augurano che sia l'ultimo. Silenzio, sospiro di sollievo. Poi si riprende, altra sessione. E la spina si riposiziona nel fianco dei cospiratori. Il nostro compito deve essere, credo,quello della colonna sonora, da cantare giorno e notte, finchè tutti la imparino, tanto bene, da canticchiarla sotto la doccia la mattina.

RR ha detto...

Beh, Luisa, visto quel che è venuto fuori in questi 20 anni circa su come molti preti e vescovi si "curavano" delle anime a loro affidate, in particolare quelle dei ragazzini, e visto quel che oggi si sa su Don Milani, quale miglior esempio di prete dalla sana e onesta vocazione addditare ?

mic ha detto...

che non si riconosce a Bergoglio nessun "munus" papale ma che si ritiene di dover solo ed ancora obbedienza al solo Vicario di Cristo, il Papa Benedetto XVI, ....e voglio vedere se Bergoglio non risponde ad una lettera di tal fatta.

Gianlub, il motivo per cui non pubblico mai i suoi commenti è questa fissa, un dilemma che non noi ma solo la storia potrà sbrogliare.
Restano le ambiguità e le anomalie ma non abbiamo ragioni sufficienti né autorità per fare affermazioni apodittiche come la sua.

mic ha detto...

http://www.campariedemaistre.com/2017/06/dubia-irrisolti-alcune-riflessioni-su.html

fabriziogiudici ha detto...

Mi associo alla solidarietà verso i quattro cardinali. Vorrei sottolineare il riferimento a Santa Caterina: stiamo vivendo "in diretta" quello che, per il passato, abbiamo ricostruito mediante documenti. Se ci preoccupiamo che "tanto Francesco non risponde" non stiamo facendo i conti con lo Spirito Santo. L'ennesima lettera dei quattro cardinali è l'ennesimo ausilio dello Spirito Santo a Francesco, perché si corregga. Ovviamente Francesco può ignorarlo, come qualsiasi uomo dotato di libero arbitrio. Poi il Padreterno tirerà le somme. Mi associo ai commenti di Felice e di Marius: avanti così, bene anche il tono formale dei quattro, in modo che nessuno possa attaccarli strumentalmente e sostenere che sono "contro il Papa". Sosteniamoli.

Anonimo ha detto...

Perchè nessun cardinale ha mai inviato lettere per chiedere chiarimenti ad esempio sui pubblici apostatici incOntri ecumenici di Assisi, l'ultimo dei quali si è svolto regnante B16 pochi anni anni fa? Nessuno se lo chiede? Smettila Mic di censurare commenti e magari prova a rispondere a queste obiezioni. Ha o non ha il santo padre con l'incontro di Assisi pubblicamente violato il primo comandamento senza che nessuno dei cardinali oggi dubbiosi alzasse nemmeno un ditino per chiedere spiegazioni? Cos'è tutto sto furore riversatosi sull'Amoris Laetitia, come se fosse origine e causa di tutti i mali? Sentiamo, in concreto, a parte le levate di scudi di alcuni poveri sfanccendati ipocriti, quali nuovi danni avrebbe comportato nella vita dei sedicenti cattolici di oggi che anzitutto hanno perso la Fede? A che serve chiarezza su Amoris Laetitia se poi la società odierna infarcita com'è di liberalismo, continuerà a fare a modo proprio nell'indifferenza di parroci e Vescovo che certamente se ne fregherebbero altamente delle eventuali correzioni ma continuerebbero ad interpretarla a proprio modo? Sembri intelligente Mic, possibile che non ci arrivi! Stai solo mentendo a te stessa e a quanti ti leggono, sapendo di mentire!

Luisa ha detto...

"Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l'indivisibile responsabilità del "munus" petrino":

E chi sarebbero quegli" altri"? Chi se non Benedetto XVI?
Quella frase avrebbero potuto evitarla.
Mi sembra assai irrispettosa.
E se l`hanno giudicata necessaria e indispensabile premessa per rendere la loro domanda degna di essere considerata da colui al quale si rivolgono, ciò mostra solo a che cosa devono ridursi dei cardinali che chiedono solo un`udienza al papa.
Fino dove stimeranno di dover abbassarsi, fino a quando accetteranno la totale mancanza di rispetto che Jorge Bergoglio ha nei loro riguardi?

Diego ha detto...

Non per prendere le difese di mic (non credo ne abbia bisogno) ma, seppure è corretto quanto affermato da anonimo (12:16), io mi permetto di dirgli che da qualche parte dovremo pur cominciare.
Se oggi siamo qui a discutere, e non lo eravamo ieri, è perché non eravamo pronti e forse anche il momento non era maturo per certi discorsi.
E' chiaro che si è perso tempo, ma allora si doveva sostenere con forza quando detto dai cardinali Ottaviani e Bacci a Paolo VI e non aspettare quarant'anni.
Ora è inutile recriminare. Siamo nel ballo e balliamo. Ognuno al meglio delle sue possibilità e cominciamo pur ad ammucchiare la mer..da qualche parte.
L'alternativa? Lo scoramento davanti ad una situazione degenerata e secondo me, visto che ne siamo consapevoli, anche relativo peccato contro lo Spirito Santo.

irina ha detto...

"... Cos'è tutto sto furore riversatosi sull'Amoris Laetitia, come se fosse origine e causa di tutti i mali?..."

A parte il 'dettaglio', che qui tre Sacramenti, a stare stretti, sono coinvolti, credo che questa sia la goccia che ha fatto traboccare il bicchiere.
Ha mai provato a sopportare qualcuno per anni ed anni, parlando direttamente, indirettamente, stando in silenzio, parlando a nuora perchè suocera intenda ? Insomma quando si è fatto tutto il possibile per mettere in evidenza ed invitare alla correzione degli errori? Arriva un momento in cui non si aspetta più, allora si parla chiaro, con calma senza alcun sentimento di antipatia personale. E si scopre che non si è soli. Tanti altri, più o meno chiaramente, avevano ed hanno capito. Ognuno liberamente come ha sbagliato, si è ravveduto.Può accadere anche a lei. Magari alla prossima esortazione apostolica.

mic ha detto...

Perchè nessun cardinale ha mai inviato lettere per chiedere chiarimenti ad esempio sui pubblici apostatici incOntri ecumenici di Assisi

Per l'Anonimo che ci gratifica della solita geremiade, non ho pubblicato perché di Assisi annessi e connessi se n'è parlato in lungo e in largo su questo blog.
Non mi va di starmi a dilungare sulle ragioni che hanno reso necessario intervenire sull'AL. Non possiamo riscrivere tutto ad ogni articolo.
L'AL è un documento ufficiale e Deo gratias perché da qualcosa intanto si è partiti in termini pubblici e autorevoli!

Anonimo ha detto...

@ gentile Anonimo/a ore 12,16,
l'unico prelato che si fece davvero vivo per deplorare con forza la allora imminente giornata "interreligiosa" di Assisi nel 1986 (cioè la prima, che avrebbe spalancato poi la strada alle altre successive promosse ancora da GPII, BXVI e infine da Bergoglio) fu Mons. LEFEBVRE, che definiva - testuale - la adunata assisana "abominevole congresso delle religioni" .

Il contenuto della missiva in questione a sette cardinali si può ancora leggere ad esempio qua, e non solo:

http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/1850-lettera-di-condanna-di-mons-lefebvre-dell-incontro-inter-religioso-di-assisi

Cordialmente
Romanus

Anonimo ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/politica/migranti-papa-sostiene-campagna-superare-bossi-fini-1411738.html

Anonimo ha detto...

Bergoglio ormai fa politica sempre di più schierandosi a fianco anche dei Radicali per abolire la legge Bossi-Fini e dare il voto agli immigrati. Insieme alla Caritas, of corse...

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/21/migranti-il-papa-sostiene-la-campagna-ero-straniero-di-caritas-e-radicali-per-abolire-la-bossi-fini-e-dare-diritto-di-voto/3675888/


Amici, non ci resta che pregare (oltre che mobilitarci e poi votare bene ogni volta che ce ne sarà data la possibilità)

Anonimo ha detto...

Comunque oggi all'udienza generale, ha ribadito che il matrimonio è per sempre che se non si vuole vivere insieme per sempre non ci si deve sposare, quindi una botta al cerchio e 2 alla botte e la vexata quaestio è chiusa......una noterella, da un po' di tempo in qua, traversie giudiziarie di Fanzaga permettendo, radioradicale trasmette giornalmente tutti gli interventi del vdr manco fosse radio vaticana, ah, pardon, quella la chiudono, hanno comprato RTL ed evidentemente anche radioradicale, quindi signori miei, chi vuol essere lieto sia del diman non v'è certezza, poi la balla che la famiglia Bergoglio fosse povera, veramente da' un tantinello fastidio, perché non vera, migranti per questioni politiche, non economiche, non siamo scemi, sappiamo leggere, intanto in proporzione abbiamo più migranti da mantenere sul groppone di tutti gli stati europei, mentre i terremotati non solo non avranno case, ma è arrivata loro l'ingiunzione di pagare la sovrattassa per occupazione di suolo pubblico tramite macerie delle proprie ex abitazioni e devono smaltirle a spese proprie, essendo i comuni incapacitati a farlo, mentre i cari migranti campano a spese nostre e ci prendono pure a male parole e per il ****, meglio di così......certo che i terremotati hanno sempre e soltanto votato per quel determinato partito che adesso ci sta fregando allegramente tutti......Anonymous.

Anonimo ha detto...


Papa Francesco alla testa (sin dal viaggio a Lampedusa) dell'invasione e distruzione dell'Italia

Il programma di Papa Francesco sembra corrispondere alla lettera al sinistro e iettatorio augurio del defunto cardinale Carlo M. Martini, gesuita pure lui. Poco prima di morire, scrisse, in un libercolo sulla figura del vescovo: per realizzare con fedeltà il messaggio di Cristo, che sarebbe quello dell'incontro con i poveri e della Chiesa povera, "forse sarà necessario attendere una invasione di persone venute da altre civiltà, che distruggano e in qualche modo facciano tabula rasa di tutto il nostro modo di vita"(C.M. Martini, Il vescovo, Rosenberg&Sellier, Torino, 2011,p. 56). Martini di fatto cercava come poteva di far anche tabula rasa della religione cattolica, con le sue abominevoli aperture all'ateismo contemporaneo, alle altre religioni nonché della morale cattolica, con le sue aperture ai costumi corrotti del secolo, dai rapporti prematrimoniali all'omosessualità, all'abolizione del celibato ecclesiastico.
E Bergoglio sembra seguirlo anche in questo, vista la tabula rasa che sta facendo del matrimonio cattolico (dal 'divorzio cattolico' alle concessioni ai divorziati risposati, il tutto nello spirito di Lutero, da lui pubblicamente elogiato).
Nei secoli passati, i Papi chiamavano a volte in Italia principi stranieri (comunque cattolici) per esser aiutati nelle loro lotte temporali contro l'imperatore o i principi italiani. Adesso abbiamo un Papa che fa di tutto per porsi alla testa di quella che è una vera e propria invasione musulmana del nostro Paese, camuffata da emergenza umanitaria. Un tradimento totale, non solo della Missione della Chiesa ma anche dell'Italia.

Luisa ha detto...

Trovo abbastanza strano che nessuno abbia qualcosa da dire sulla frase :

"Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, "né di chi vuole attribuire anche ad altri l'indivisibile responsabilità del "munus" petrino":

Trovate rispettoso quel riferimento a Benedetto XVI diventato "altri"?
Per darsi una chance di farsi ricevere dal suo successore c`era bisogno di liquidare in quel modo Benedetto XVI?
Mah!

Anonimo ha detto...

Luisa, se posso permettermi: se ne faccia una ragione.
D'altra parte c'è da osservare che per molti Ratzinger ha lasciato la Chiesa in mano ai lupi, quando se ne è andato. In parole povere non pochi affermano esplicitamente o implicitamente che egli avrebbe tradito il proprio mandato, che dovrebbe essere per sempre. Quindi non si scandalizzi se qualcuno scrive dando l'idea di essere irriguardoso, a suo dire, nei confronti dell'ex pontefice, perché in questi anni con Bergoglio alla guida mi pare siano aumentati sia coloro che si abbandonano al rimpianto per Ratzinger, ma anche quelli che lo ritengono in qualche modo - magari indirettamente - tra i responsabili dell'avvento dell'argentino...
Mi perdoni se mi sono permesso di esprimere questo mio pensiero, più ancora di un consiglio di cui lei sicuramente non ha alcun bisogno.
Cordialmente,
Romanus

Anonimo ha detto...

In un colloquio con Edward Pentin (National Catholic Register) noto esperto dei Papi e della storia Vaticana, intervista Monsignor Nicola Bux, un liturgista vicino a Benedetto XVI°, il quale ha parlato della situazione nell’ attuale Chiesa, “Siamo in una piena crisi di fede!”
Secondo Bux la prima implicazione dell’anarchia dottrinale nella presente Chiesa cattolica è la “divisione”.
Pertanto chiede a Papa Francesco di correggere le sue parole “ambigue ed erronee” e le azioni, che sono state interpretate in maniera non cattolica.
Per quanto riguarda la non risposta ai quattro Dubia dei Cardinali, Bux dice: “È incredibile che il Papa chiede il dialogo ai Vescovi con chi la pensa in modo diverso, ma non vuole prima affrontare i Cardinali che sono i suoi principali consiglieri.”
Conclude affermando che: “Se il Papa non salvaguarda la Dottrina, non può imporre la disciplina”.
https://finedeitempi.wordpress.com/2017/06/21/tuona-il-monsignor-se-il-papa-non-salvaguarda-la-dottrina-non-puo-imporre-la-disciplina/

marius ha detto...

Cara Luisa,
mi metto alla tastiera ora per risponderLe, ma già prima mi ero ripromesso di farlo, quando in giornata avevo letto il Suo commento delle 14.39.

Io quella frase io non la vedo per nulla come allusiva alla persona di BXVI o peggio come irrispettosa nei suoi confronti.
A mio modo di vedere i 4 cardinali vogliono soltanto chiarire, a scanso di equivoci, non solo nei riguardi del Papa ma anche agli occhi della manipolabile opinione pubblica, che essi non si identificano affatto con alcuna delle due correnti più critiche nei confronti di Bergoglio, cioè né con il sedevacantismo né con coloro che ritengono che BXVI sia ancora papa sebbene "solo contemplativo".
Sappiamo bene che secondo una bizzarra teoria sostenuta tra i prelati soprattutto da mons. Gänswein, il papato sarebbe divisibile in due ruoli, cioè in ruolo attivo e in ruolo contemplativo, teoria di cui Antonio Socci si fa da sempre portavoce attivissimo trascinando con sé stuoli di seguaci.

È pur vero che ultimamente Bergoglio e i suoi turiferari si erano parecchio innervositi a causa della nota prefazione di BXVI (che per praticità chiamiamo sempre così ma che, a onor del vero, più correttamente bisognerebbe chiamare "Cardinale Ratzinger") con la quale Egli aveva rotto il suo promesso silenzio in rispettoso ossequio al suo successore.
Secondo me invece si è trattato di un evento episodico una tantum, avente lo scopo di indicare nel Card. Sarah una figura autorevole di riferimento che lo possa sostituire: è su di lui che Egli vorrebbe che questi suoi fuorvianti "fans" dirigano d'ora in avanti la loro attenzione e le loro attese, in quanto Egli, non essendo più papa (malgrado l'abito e le insegne), non può e non vuole illuderli di poter essere la loro guida, né nel presente né nel futuro, magari in caso di dimissioni del papa ora imperante.

Però ripeto: i quattro non ce l'hanno affatto con il (cosiddetto) papa emerito, ma si distanziano soltanto da quel movimento di suoi fans che con la loro insostenibile posizione attentano all'indivisibile responsabilità del munus petrino.

Conosco benissimo la Sua stima per Ratzinger, e la capisco.
Ma Lei, Luisa, è sulla posizione di Gänswein e di Socci?
Spero di no...

Luisa ha detto...

Ringrazio marius per la sua reazione...che non condivido:)

Mi sembra chiarissimo che non ci sono "altri" che non siano Benedetto XVI, allora, se proprio i cardinali sentivano il bisogno di mettere le mani in avanti e subito giustificarsi di non essere nè sedevacantisti nè di coloro che considerano che abbiamo due papi, potevano e dovevano semplicemente fare il nome di quegli "altri" che è uno e uno solo, Benedetto XVI, mi ripeto trovo quel preambolo, che purtroppo hanno ritenuto necessario, poco rispettoso.

"ma che, a onor del vero, più correttamente bisognerebbe chiamare "Cardinale Ratzinger")"

!?!?!

Ho letto bene?
Non dovrei nemmeno commentare, d`accordo che il Pontificato di Benedetto XVI è come minimo passato sotto silenzio e sepolto dalla rivoluzione bergogliana, d`accordo che purtroppo è lui stesso con la sua decisione di un`inaudità gravità ad aver aperto la porta a quel che sta succedendo, ma Joseph Ratzinger diventato papa il 19 aprile 2005 è e resterà per sempre Benedetto XVI, gli cedo la parola:

"Qui permettetemi di tornare ancora una volta al 19 aprile 2005. La gravità della decisione è stata proprio anche nel fatto che da quel momento in poi ero impegnato sempre e per sempre dal Signore.
...
Il “sempre” è anche un “per sempre” - non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo.
Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio."


Si è ampiamente discusso qui e altrove sul munus e il ministero petrino...non è mia intenzione rilanciare quella disputa, c`è un solo uomo che oggi ha in mano le chiavi del potere nella Chiesa cattolica e quell`uomo è Jorge Bergoglio, che poi io osservi con grande inquietudine l`uso che egli fa di quel potere è un`altra storia.

Ringrazio anche Romanus!

Il prossimo da cassare ? ha detto...

Trovo oltremodo melenso catalogare un prete "vicino a.." , amico di....", avrebbe dovuto essere "seguace di Gesu' Cristo"oppure "liturgista vicino a Gesu' Cristo"come fa notare un lettore :
https://gloria.tv/article/xseLHUpZYjwa39FaJy9ncHXbM

Anonimo ha detto...

Santa Veronica Giuliani Parla ai Sacerdoti
https://finedeitempi.wordpress.com/2017/06/21/santa-veronica-giuliani-parla-ai-sacerdoti/

Raccomandiamo noi stessi e tutti i sacerdoti, sopratutto quelli che stanno in disgrazia di Dio .
http://www.preghiereperlafamiglia.it/piccolo-ufficio-dell-immacolata.htm

Anonimo ha detto...


Nella lettera del card. Caffarra a Papa Francesco, che mostra l'inaudita gravità della crisi che affligge la Chiesa, dobbiamo perder tempo a cercarvi l'improbabile moscerino di un atteggiamento irrispettoso verso l'ex-Papa o Papa Emerito, Joseph Ratzinger?

Luisa ha detto...

Sarà un moscerino, non improbabile ma fastidioso, che i quattro cardinali abbiano sentito il bisogno di "abbassarsi" a fare quel preambolo mostra appunto la gravità della situazione di un chiesa diventata una dittatura governata da un papa che si comporta come un despota che può fare e disfare a piacimento, annullare il Magistero dei suoi predecessori, raggirare la Dottrina, ignorare chi gli le domanda chiarimenti, ecc. ecc.

marius ha detto...

Cara Luisa,
constato che la Sua attenzione si concentra sul fatto che i 4 cardinali abbiano usato l'appellativo "altri" piuttosto che nominare BXVI col suo nome.
A me sembra evidente che è il tenore stesso del discorso a richiedere questa formulazione, e non quella da Lei auspicata.
Infatti il succo della faccenda è quello di far intendere a chi di dovere che loro 4 non seguono né il sedevacantismo né quello che qui per brevità chiamerei il doppio-papismo.
Citare il nome di colui che, al momento, volente o nolente e soprattuto per volontà dei suoi fuorvianti fans (tra cui non annovero Lei, cara Luisa) è il protagonista di questo doppio-papismo, avrebbe spostato l'accento dal concetto di fondo che deve assolutamente passare verso la sua persona, ingenerando una mancanza di chiarezza che potrebbe addirittura suonare irrispettosa verso BXVI stesso, in quanto si avrebbe potuto intendere la cosa come un distanziarsi dei 4 da lui.
Una cosa simile che non è per nulla difficile che accada in tempi contraddistinti da incredibile superficialità dei media, nonché da notoria propensione alla manipolazione dell'informazione.
Il nome di BXVI ha un peso certo non indifferente. Son tutti lì pronti al varco per ricamarci sopra, non aspettano altro: anche il solo citare il suo nome in rapporto alla questione in oggetto potrebbe portare a delle conseguenze prevedibili o anche imprevedibili.
Quindi se di primo acchito, a monte, ad un animo sensibile ed affezionato, la parola "altri" potrebbe suonare come anonimamente irriguardosa, in realtà, più a valle, più a lungo termine, questa scelta si rivela la meglio adatta anche in funzione di un rispetto verso di lui.

Rispondo separatamente sul resto, cioè sul papato emerito...

marius ha detto...

Cara Luisa,
vorrei qui aggiungere quanto penso sulle parole di BXVI in quel 19 aprile.
Quelle parole riflettono la posizione di BXVI. Lui la vede e la sente così, non c'è dubbio, ed è a partire da lì che Gänswein e Socci (e altri) hanno costruito quella loro teoria di un singolare doppio-papato.
Ebbene quelle parole per quanto mi riguarda non fanno testo: si tratta di quello che pensa e vive lui. Stop.

Per me invece va tutto avanti come prima:
il Papa (che mi stava molto simpatico) ha abdicato, al posto suo ce n'è un altro (che mi sta in ugual misura antipatico).
È diverso il sentimento (ma quello non è importante) ma è sempre uguale il mio Credo nel Papato.
Perché mai dovrei perdere e disperdere fuoco della mia fede per considerare parole dal sapore prettamente soggettivo?
Ciò che in fondo conta è quello che è o che non è.
Cioè l'oggettività dei fatti.
Perciò anche se lui si fa chiamare Papa Emerito con tutto quel che ne consegue, io evito di considerarlo tale, in quanto mi attengo solamente a quanto è essenziale da credere per ritenermi cattolico, cosa di per sé già sufficientemente impegnativa.

Per inciso, aggiungo che, analogamente, per definire la Messa VO non uso e aborrisco il termine "forma straordinaria" coniato da BXVI, bastandomi il fatto che egli abbia dichiarato che il rito in uso fino all'avvento del NO non era mai stato abolito.

In poche parole mi attengo alla Chiesa di sempre.

Luisa ha detto...

"A me sembra evidente che è il tenore stesso del discorso a richiedere questa formulazione, e non quella da Lei auspicata"

È tutta la formulazione e il fatto che gli scriventi l` abbiano ritenuta necessaria ad essere rivelatrice e sintomatica del clima soffocante e pesante che si respira in questa chiesa della misericordia... una chiesa in cui chi non è allineato è immediatamente accusato di tutti i mali, di essere un ribelle, disobbediente, ecc ecc...
Apparentemente anche quelle precauzioni non son bastate ad aprire le porte del cuore, chiuse con il clavistello, del papa argentino.
Detto questo quella formulazione per me infelice, se rivela molto, è effettivamente un dettaglio rispetto a ciò che mostra la lettera del card.Caffarra.

Anonimo ha detto...

Monsignor Bux: ci troviamo in una crisi di fede

http://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/monsignor-bux-we-are-in-a-full-crisis-of-faith

Anonimo ha detto...

L'anno fatto per evitare che quelli come Socci strumentalizzassero il loro già di per se doloroso atto, traendone teorie fuorvianti e assurde! Ratzinger non c'entra più niente col papato! Con la sua rinucia Benedetto XVI ha cessato di esistere è passato agli annali! Quanti non lo accettano denotano di professare una dottrina non cattolica!

Anonimo ha detto...

Questo lettera è un documento storico che rende tangibile il dramma della Chiesa.

mic ha detto...

https://www.washingtonpost.com/news/morning-mix/wp/2017/06/23/bishop-bans-catholic-funerals-for-same-sex-couples-unless-they-repent-before-death/?utm_term=.bd8434f72bbc

Illinois Catholic bishop decrees no Holy Communion, funerals for same-sex couples