domenica 4 giugno 2017

Vivere senza menzogna

Sembra scritto oggi...

Un tempo non osavamo fiatare, neppure bisbigliare. E adesso scriviamo per il «Samizdat», lo leggiamo, e ritrovandoci nei fumoir degli istituti di ricerca diamo sfogo al nostro malcontento: Quante ne combinano quelli, dove ci stanno portando! L’inutile smargiassata cosmica, con lo sfasciume e la povertà che c’è nel paese; rafforzano folli regimi all’altro capo del mondo; attizzano guerre civili; hanno dissennatamente tirato su (a spese nostre) quel Mao Tse-tung, e ancora una volta manderanno noi a combatterlo, e ci toccherà andarci, cosa vuoi fare? Mettono sotto processo chi vogliono, la gente sana la fanno diventare matta – loro, sempre loro, e noi siamo impotenti.

Stiamo ormai per toccare il fondo, su tutti noi incombe la più completa rovina spirituale, sta per divampare la morte fisica che incenerirà noi e i nostri figli, e, noi continuiamo a farfugliare con un pavido sorriso: – Come potremmo impedirlo? Non ne abbiamo la forza. ... (leggi oltre)

Siamo a tal punto disumanizzati, che per la modesta zuppa di oggi siamo disposti a sacrificare qualunque principio, la nostra anima, tutti gli sforzi di chi ci ha preceduto, ogni possibilità per i posteri, pur di non disturbare la nostra grama esistenza. Non abbiamo più nessun orgoglio, nessuna fermezza, nessun ardore nel cuore. Non ci spaventa neppure la morte atomica universale, non abbiamo paura d’una terza guerra mondiale (ci sarà sempre un angolino dove nascondersi), abbiamo paura soltanto di muovere i passi del coraggio civico. Ci basta non staccarci dal gregge, non fare un passo da soli, non rischiare di trovarci tutt’a un tratto privi del filoncino di pane bianco, dello scaldabagno, del permesso di soggiornare a Mosca.

Ce l’hanno martellato nei circoli di cultura politica e il concetto ci è entrato bene in testa, ci assicura una vita comoda per il resto dei nostri giorni: l’ambiente, le condizioni sociali, non se ne scappa, l’esistenza determina la coscienza, noi cosa c’entriamo? non possiamo far nulla.

Invece possiamo tutto! Ma mentiamo a noi stessi per tranquillizzarci. Non sono loro i colpevoli: è colpa nostra, soltanto nostra!

Si obietterà: ma in pratica che cosa si potrebbe escogitare? Ci hanno imbavagliati, non ci danno retta, non ci interpellano. Come costringere quelli là ad ascoltarci? Fargli cambiare idea è impossibile.
(…)
Ma veramente è un circolo chiuso e non c’è alcuna via d’uscita? E non ci resta se non attendere inerti che qualcosa accada da sé? Quel qualcosa che ci sta addosso non si staccherà mai da sé se continueremo tutti ogni giorno ad accettarlo, ossequiarlo, consolidarlo, se non cominceremo ad affrontarlo almeno dalla cosa a cui più è sensibile.

Dalla menzogna.

Quando la violenza irrompe nella pacifica vita degli uomini, il suo volto arde di tracotanza ed essa porta scritto sul suo stendardo e grida: «Io sono la violenza! Via, fate largo o vi schiaccio!». Ma la violenza invecchia presto, dopo pochi anni non è più tanto sicura di sé, e per reggersi, per salvare la faccia, si allea immancabilmente con la menzogna. Infatti la violenza non ha altro dietro cui coprirsi se non la menzogna, e la menzogna non può reggersi se non con la violenza. Non tutti i giorni né su tutte le spalle la violenza abbatte la sua pesante zampa: da noi esige solo docilità alla menzogna, quotidiana partecipazione alla menzogna: non occorre altro per essere sudditi fedeli.
Ed è proprio qui che si trova la chiave della nostra liberazione, una chiave che abbiamo trascurato e che pure è tanto semplice e accessibile: il rifiuto di partecipare personalmente alla menzogna. Anche se la menzogna ricopre ogni cosa, anche se domina dappertutto, su un punto siamo inflessibili: che non domini per opera mia!

È questa la breccia nel presunto cerchio della nostra inazione: la breccia più facile da realizzare per noi, la più distruttiva per la menzogna. Poiché se gli uomini ripudiano la menzogna, essa cessa semplicemente di esistere. Come un contagio, può esistere solo tra gli uomini.

Non siamo chiamati a scendere in piazza, non siamo maturi per proclamare a gran voce la verità, per gridare ciò che pensiamo. Non è cosa per noi, ci fa paura. Ma rifiutiamoci almeno di dire ciò che non pensiamo.
È questa la nostra via, la più facile e accessibile, data la nostra radicata e organica codardia, una via molto più facile che non (fa spavento il nominarla) la disubbidienza civile alla Gandhi.
La nostra via è: non sostenere in alcun modo consapevolmente la menzogna. Avvertito il limite oltre il quale comincia la menzogna (ciascuno lo discerne a modo suo), ritrarsi da questa cancrenosa frontiera! Non rinforzare i morti ossicini e le squame dell’Ideologia, non rappezzare i putridi cenci: e saremo stupiti nel vedere con quale rapidità la menzogna crollerà impotente e ciò che dev’essere nudo, nudo apparirà al mondo.

Ognuno di noi dunque, superando la pusillanimità, faccia la propria scelta: o rimanere servo cosciente della menzogna (certo non per inclinazione, ma per sfamare la famiglia, per educare i figli nello spirito della menzogna!), o convincersi che è venuto il momento di scuotersi, di diventare una persona onesta, degna del rispetto tanto dei figli quanto dei contemporanei. E da quel momento tale persona:
  • non scriverà più né firmerà o pubblicherà in alcun modo una sola frase che a suo parere svisi la verità;
  • non pronunzierà frasi del genere né in privato né in pubblico, né di propria iniziativa né su ispirazione altrui, né in qualità di propagandista né come insegnante o educatore o in una parte teatrale;
  • per mezzo della pittura, della scultura, della fotografia, della tecnica, della musica, non raffigurerà, non accompagnerà, non diffonderà la più piccola idea falsa, la minima deformazione della verità di cui si renda conto;
  • non farà né a voce né per iscritto alcuna citazione «direttiva» per compiacere, per cautelarsi, per ottenere successo nel lavoro, se non è pienamente d’accordo col pensiero citato o se questo non è esattamente calzante col suo discorso;
  • non si lascerà costringere a partecipare a una manifestazione o a un comizio contro il proprio desiderio o la propria volontà. Non prenderà in mano, non alzerà un cartello se non è completamente d’accordo con lo slogan che vi è scritto;
  • non alzerà la mano a favore di una mozione che non condivida sinceramente; non voterà né pubblicamente né in segreto per una persona che giudichi indegna o dubbia;
  • non si lascerà trascinare a una riunione dove sia prevedibile che un problema venga discusso in termini obbligati o deformati;
  • abbandonerà immediatamente qualunque seduta, riunione, lezione, spettacolo, proiezione cinematografica, non appena oda una menzogna profferita da un oratore, un’assurdità ideologica o frasi di sfacciata propaganda;
  • non sottoscriverà né comprerà in edicola un giornale o una rivista che dia informazioni deformate o che taccia su fatti essenziali.
Non abbiamo enumerato, s’intende, tutti i casi in cui è possibile e necessario rifiutare la menzogna. Ma chi si metterà sulla strada della purificazione non stenterà a individuarne altri, con una lucidità tutta nuova.

Certo, sulle prime sarà duro. Qualcuno si vedrà temporaneamente privato del lavoro. Per i giovani che vorranno vivere secondo la verità, all’inizio l’esistenza si farà alquanto complicata: persino le lezioni che si apprendono a scuola sono infatti zeppe di menzogne, occorre scegliere. Ma per chi voglia essere onesto non c’è scappatoia, neppure in questo caso: mai, neanche nelle più innocue materie tecniche, si può evitare l’uno o l’altro dei passi che si son descritti, dalla parte della verità o dalla parte della menzogna: dalla parte dell’indipendenza spirituale o dalla parte della servitù dell’anima. E chi non avrà avuto neppure il coraggio di difendere la propria anima non ostenti le sue vedute d’avanguardia, non si vanti d’essere un accademico o un «artista del popolo» o un generale: si dica invece, semplicemente: sono una bestia da soma e un codardo, mi basta stare al caldo a pancia piena.
Anche questa via, che pure è la più moderata fra le vie della resistenza, sarà tutt'altro che facile per quegli esseri intorpiditi che noi siamo. Ma quanto più facile che darsi fuoco o fare uno sciopero della fame: il tuo corpo non sarà avvolto dalle fiamme, non ti scoppieranno gli occhi per il calore, e un po’ di pane nero e d’acqua pura si troveranno sempre per la tua famiglia.
(…)
Una via non facile? La più facile, però, fra quelle possibili. Una scelta non facile per il corpo, ma l’unica possibile per l’anima. Una via non facile, certo, ma fra noi ci sono già delle persone, anzi decine di persone, che da anni tengono duro su tutti questi punti e vivono secondo verità.
Non si tratta dunque di avviarsi per primi su questa strada, ma di UNIRSI AD ALTRI! Il cammino ci sembrerà tanto più agevole e breve quanto più saremo uniti e numerosi nell’intraprenderlo. Se saremo migliaia, nessuno potrà tenerci testa. Se saremo decine di migliaia, il nostro paese diventerà irriconoscibile!
Ma se ci facciamo vincere dalla paura, smettiamo di lamentarci che qualcuno non ci lascerebbe respirare: siamo noi stessi che non ce lo permettiamo. Pieghiamo la schiena ancora di più, aspettiamo dell’altro, e i nostri fratelli biologi faranno maturare i tempi in cui si potranno leggere i nostri pensieri e mutare i nostri geni.

Se ancora una volta saremo codardi, vorrà dire che siamo delle nullità, che per noi non c’è speranza, e che a noi si addice il disprezzo di Puskin:
A che servono alle mandrie della libertà i doni?
Il loro solo retaggio da generazioni
sono il giogo, la frusta e i sonagli
Mosca, 12 febbraio 1974 [Giorno dell’arresto di Solženicyn, precedente all’espulsione dall’URSS].
[Fonte]

22 commenti:

mic ha detto...

Ubi María, ibi Spíritus Sanctus.

Anonimo ha detto...

http://metronews.it/17/06/04/attacco-london-bridge-morti-sgozzati-da-un-commando.html

Anonimo ha detto...

http://www.iltimone.org/31732,News.html

Pellegrinaggio di Pentecoste in Francia: Parigi-Chartres per riaffermare le proprie radici.

irina ha detto...

Ognuno deve e può iniziare da sè solo. Tacere, inoltre, è importante; ormai menzogna e verità, in qualsiasi discorso, sono talmente intessute tra di loro che dirimerne i fili è impossibile seduta stante. Questo deve essere uno dei motivi per cui tanti si ammazzano, oggigiorno, apparentemente per niente, per motivi futili. Bisogna anche sapersi far guidare dalle Spirito Santo, sapendolo riconoscere a tempo e luogo, allora basta quella sola Sua parola Vera per far crollare tutto il muro di chiacchiere pretestuose, false e vere mischiate insieme. Forse non è tanto la diffusione della menzogna, quanto il suo intreccio con alcune parti della verità a trarre in inganno le persone, a lasciarle disorientate lì per lì e per sempre. Perchè poi, non riescono più a ricostruire il filo del discorso ed a riconoscere il filo vero da quello falso. Dove compare uno e scompare l'altro, per poi subito ricomparire nascondendo il primo. Così rimane un ricordo confuso, ove primeggia l'emozione provata sulla compressione purtroppo mancata.

Anonimo ha detto...

Pur senza giustificare l'URSS, Solženicyn criticò amaramente l'Occidente degli anni '70 e '80. E non aveva visto gli scempi di quello attuale.
Inoltre, al ritorno in Patria, rimase inorridito dalla piega eltsiniana filo occidentale presa dalla povera Russia in pieno saccheggio di quel tragico periodo.
Miles

Anonimo ha detto...

non so se le misure proposte dalla destra saranno sufficienti per fermare queste stragi, UK ad esempio è governata da vari anni dal Partito Conservatore, ma sono certo che la sinistra con le sue marce per l'accoglienza, i suoi gessetti colorati, la sua ideologia terzomondista e antioccidentale, la sua fretta di etichettare ogni massacro come un caso isolato, la sua brama di giustificare il criminale e l'estremista al contempo ostracizzando e colpevolizzando le persone comuni e le loro ragionevoli paure non sta portando a nulla di buono. Dicono che l'immigrazione massiccia dai Paesi islamici non sia un problema, ma allora perché tutti gli attentatori sono immigrati, o figli/nipoti di immigrati? Dicono che l'islam non sia un problema, ma allora perché i seguaci coranici sono gli unici a compiere stragi nelle nostre città? Dicono che il terrorismo sia generato dalle privazioni materiali cui una parte della società è relegata, ma allora perché tanti autori di attacchi appartenevano al ceto medio-alto e comunque non si trovavano in condizioni di povertà assoluta?
Non so se la destra stia proponendo soluzioni valide e definitive, potrebbero anche essercene solo di contenimento e limitazione dei danni nel breve periodo, ma la sinistra con la propria chiave di lettura ideologica sta sbagliando tutto. Come al solito.
(Luca Ronconi)

Anonimo ha detto...

Sto pensando che non se ne può più di buonismo menzognero.
Assuntina Morresi

L'Europa nel sangue degli attentati. Ce lo avevano detto che sarebbe stato un Ramadan di sangue, ce lo stanno dicendo da anni che vogliono ammazzarci tutti, dovrebbe essere evidente anche al più ostinato fan del multi-culti che l'integrazione non c'entra niente: cosa gli vai a proporre a uno che è felice di farsi esplodere in mezzo a una folla, che da noi ha il diritto di votare il presidente di circoscrizione? Che gli dai l'alloggio popolare? Che gli trovi lavoro come panettiere? Che gli fai il corso di lingua? Ma c'è qualcuno che veramente pensa ancora di risolverla così? Chi ha problemi di integrazione, al massimo, fa il delinquente comune: spaccia, ruba, si organizza in bande armate per controllare il territorio. Chi invece si fa esplodere in mezzo ai ragazzini, chi lancia furgoni e camion sulla folla non ha il problema dell'integrazione, anzi: spesso viene da buone condizioni di vita, e ha deciso letteralmente, di dis - integrarsi. Ci odia e ci vuole morti, e prima ci vuole terrorizzare. C'è solo da arrestarli e metterli in galera, facendoceli restare a lungo. Fra poco ricominceranno con le solite "non cambieremo la nostra vita", "non avrete il nostro odio", e con un attentato al giorno ci sarà carenza di gessetti colorati....Non finirà presto, perché mentre ci attaccano noi guardiamo da un'altra parte, balbettando sciocchezze. Mentre si consuma un attentato al giorno, nel pieno centro delle nostre città, qua si passa il tempo a indignarsi per le emergenze climatiche...a quando la lotta contro le macchie solari? D'altra parte, bisogna trovare pur qualcosa di cui parlare per evitare che la gente si accorga che siamo in guerra. Cosa di meglio di qualcosa di non dimostrato -il clima che cambia per effetto dell'attività umana - per evitare di vedere quello che è sotto gli occhi di tutti - la guerra dei terroristi islamici, che ci ammazzano invocando Allah? Come se durante la seconda guerra mondiale la prima preoccupazione fosse stata l'inquinamento. "

irina ha detto...

Leggo:
"...L'uomo, come riportano i media locali, ha provato con i mezzi che aveva ad impedire che facessero altre vittime: «Ho visto tre musulmani di circa 30 anni accoltellare una ragazza per circa 15 volte con un coltello da cucina mentre gridavano ‘in nome di Allah'». Gerard ha notato il mini van attaccare la folla e poi ha visto i terroristi scendere dal veicolo e iniziare a colpire i passanti con grossi coltelli, così li ha inseguiti: «Ho visto un uomo anziano a terra che urlava ‘sono stato accoltellato, sono stato accoltellato', l'ho guardato e ho visto che era in corso un'emorragia. Quando ho visto i tre assalitori accoltellare la ragazza, non ho potuto fare nulla», e prosegue, «L'hanno assalita e poi hanno accoltellato un altro ragazzo ancora. Tutti hanno incominciato a correre e a urlare ‘Correte tutti, sono terroristi. Correte via, stanno accoltellando tutti»..."

Anonimo ha detto...

https://www.radiospada.org/2017/06/soddisfazione-completa-sesto-comunicato-stampa-ufficiale-del-comitato-beata-giovanna-scopelli-4-giugno-2017/

Anonimo ha detto...

Maggie Rhodes Bates
1 h ·

Alla BBC è appena andato in onda il discorso del Primo Ministro britannico, Theresa May. Un richiamo, il suo, ai valori dell'Occidente e del Regno Unito. Nel ringraziare il tempestivo intervento delle forze di sicurezza e di intelligence britanniche, assicura che esse verranno dotate di tutti gli strumenti di cui necessitano per debellare il terrorismo. Ha coraggio, dignità, fegato per definire l'islam come una ideologia dell'odio. L'ha detto! A chiare note. E conclude
" enough is enough".

Anonimo ha detto...

"l'islam come una ideologia dell'odio" : provate a dirlo qui da noi, pubblicamente, e vedrete come vi salteranno addosso i fans di Bergoglio e la sinistra tutta, da Renzi ai comunisti "duri e puri". Del resto, quest'invasione è voluta da loro, dalle sinistre al soldo della massoneria (cioè del capitale e della finanza, bella fine che hanno fatto questi "sinistri") e da una gerarchia ex cattolica (col capo biancovestito in prima fila) ormai totalmente politicizzata e antropocentrica, che non pensa più alla salvezza delle anime affidatele da Cristo, ma che cerca in tutti i modi di sviarle dalla strada tortuosa che conduce alla "porta stretta" per farle incamminare sull'"autostrada a otto corsie" che conduce all'abisso infernale (vedi Amoris Laetitia, misericordia senza pentimento e cambiamento di vita, negazione dell'inferno e del diavolo stesso, rifiuto delle parole lasciateci da Cristo, con la scusa che a quel tempo "non c'erano i registratori", ecc.).

lister ha detto...

Da Maggie Rhodes Bates, Theresa May dice che:
"le forze di sicurezza e di intelligence verranno dotate di tutti gli strumenti di cui necessitano per debellare il terrorismo."
ed, intanto:

http://www.controinformazione.info/londra-sotto-lincubo-degli-attacchi-dellisis-mentre-il-governo-britannico-invia-armi-allarabia-saudita/

"Dio stramaledica gli Inglesi" ebbe a dire Qualcuno...

dal web ha detto...

LA BALLA DELL'INTEGRAZIONE
Ho conosciuto un'insegnante di scuola materna che sta per andare in pensione. Nella sua scuola ci sono molti bambini stranieri figli di extracomunitari. Mi ha spiegato che ai musulmani non importa nulla di integrarsi, non vogliono proprio farlo. Ha bambini sin dai tre anni. Le mamme islamiche non lavorano pertanto non imparano la lingua. I bambini il primo anno stanno muti o parlano tra di loro in arabo. Poi magari una qualche sillaba in italiano la articolano ma non più di tanto. Per qualsiasi cosa bisogna rivolgersi al padre sia perché la mamma non capisce la lingua sia perché le donne per i musulmani valgono meno di niente (la Boldrini e il Papa lo sanno?). Lei stessa ha assistito ad una scena dove il marito si girava verso la moglie, rigorosamente dietro di lui e le sputava in faccia. Questo in pubblico, figuriamoci a casa! Naturalmente considerano una schifezza anche le maestre che parlano per niente. Mi ha raccontato di una bambina che per anni non parlava, nemmeno la sua lingua. Ovviamente non è che potessero osare di dire al padre che forse aveva bisogno di uno psicologo. Allora hanno usato l'escamotage di dire che aveva bisogno della logopedista e sono riusciti a mandarcela. La logopedista ha verificato che la bambina non parlava e che aveva bisogno dello psicologo. Ma il padre sosteneva che alla scuola coranica (perché in Italia vanno pure alla scuola coranica...) leggeva i versetti. Allora la logopedista ha chiesto al padre di portare il Corano e di farglielo leggere in sua presenza ma questa cosa non è mai avvenuta. Alla fine la bambina in quelle condizioni è passata alla scuola primaria. Se fosse stata figlia di italiani i servizi sociali gliel'avrebbero tolta in quattro e quattr'otto! Con i musulmani non si può. Magari veniva maltrattata, non lo sapremo mai. Naturalmente questi non pagano niente. Hanno un sacco di figli e le rette gliele paga lo stato. Gli italiani si freghino! MA LA COSA PIÙ GRAVE E' CHE NON HANNO NESSUNA INTENZIONE DI INTEGRARSI! VOGLIONO USARCI, PROLIFERARE E IMPORCI LA LORO LEGGE! O CI SVEGLIAMO O DIVENTEREMO PRESTO SCHIAVI IN CASA NOSTRA!

irina ha detto...

Sono stati i nostri politici che ci hanno messo in questa condizione, imponendola con una retorica quotidiana battente ed ossessiva. La mancata integrazione significherà non solo, che noi diventeremo minoranza muta e servile ma, quello che resta della cultura, spina dorsale nostra, scomparirà sepolto dalla loro indifferenza al lavoro fine che ha accomunato, nei secoli, sia il tagliatore di pietre che lo studioso di manoscritti. I responsabili dell'invasione li abbiamo seduti nel parlamento o nei partiti, o nelle direzioni delle burocrazie nazionali ed internazionali. L'islamico sputa in faccia alla moglie, fisicamente di lui più debole. Qui, volendo, ci sono liste di arroganti traditori sui visi dei quali esercitare lo sputo islamico, dal debole verso il potente, cane agli sguardi e cervo al core, come allora.

Anonimo ha detto...

Rosa, amore, orecchie da coniglietto. Guardo in tv il concerto 'One Love Manchester', organizzato dopo il terribile attentato al concerto di Ariana Grande nella città britannica. Mi riesce difficile, ma provo a fare uno sforzo e mi metto nei panni di un militante dell'Isis; spero vivamente di sbagliarmi, ma credo che di fronte a questo spettacolo le parole che affioreranno nella sua mente saranno queste: "Tranquilli, con questi si vince facile". Ora, non dico che la soluzione debba consistere in un'esibizione militare e muscolare, ma è un dato di fatto che questo show ci restituisce l'immagine di un Occidente sostanzialmente frivolo e disimpegnato, incapace di elaborare una visione e indicare una direzione. Se pensiamo di esorcizzare il terrore con l''ammoooore' (che è ben altra cosa dall'amore, quello vero), allora rischiamo seriamente di rimanere fregati e di scavarci la tomba da soli. Urge invertire la rotta finché si è in tempo.

Anonimo ha detto...

Enough is enough

la solita presupponenza britishimperiale, che farà Mrs. May, si ricompra tutto quello che ha venduto agli sceicchi, aeroporti, football teams, Oxbridge, la City, o pensa di cacciarli? Sono British subjects, tutti, da almeno 2/3 generazioni, tutti concordano con Daesh e pensano sia giusto il jihad, noi che facciamo, presentiamo i nostri VALORI? Aborto, omomnozze, mercato di organi per ricchi, bambini fabbricati per gaioni straricchi, Sir per di più, pedoporno shops e snuff movies, Blue whale, eutanasia di stato? Le oscene canzoni di quelle sgallettate rockstar tutto drug sex and rock&roll, portiamo pure peluches, candeline galleggianti, fumi d'incenso e orsetti panda in estinzione, prepariamone molti, perché mentre noi ci s'indigna, quelli ammazzano finché non saremo tutti Daesh.....May non è Thatcher e nemmeno Churchill, è impotente, manco a Londra è più padrona di stare, visto che è stata consegnata ai paki mussulmani......povera Europa senza palle. Anonymous

Rr ha detto...

Anonimo 8.11:
il concerto era una scusa per poter dalla prossima settimana ricominciare il tour europeo di lei ed iniziare quelli degli altri artisti, senza essere subissati da critiche.
Che poi il "messaggio " sia l' " ammooreeee": che aspettarsi da gente simile ?
Ma pensate che se un ragazzo o ragazza intellgente e colto/a fa l'"artista" alla Ariana Grande ?

Anonimo ha detto...

Chi è il vero responsabile del disastro di Torino? Chi ha gridato all’attentato? Di certo “qualcosa è cambiato nella nostra percezione del mondo”. Gli ultimi attacchi da Nizza a Londra, scrive Alessandro Meluzzi sul Tempo, “ci parlano di una modificazione radicale nel funzionamento delle nostre società. Nessuno osa usare il vero nome. C’è chi dice estremismo, c’è chi dice fondamentalismo, c’è chi dice integralismo. In realtà, la parola davvero importante ma che pare impronunciabile è Islam” che “significa letteralmente sottomissione“.

Sarà vero? ha detto...

Minniti sfida le Ong: «Siete libere? Allora portate i salvati in altri Paesi Ue»
Ma poi, in concreto?

Anonimo ha detto...

<<[...] Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha detto che i terroristi non sono veri islamici come dimostrerebbe il fatto che hanno colpito sul London Bridge durante il Ramadan, ma lui per primo (è islamico) dovrebbe sapere che il mese del digiuno è stato sempre insanguinato da azioni terroristiche e negli ultimi giorni terroristi "non veramente islamici" (?) hanno massacrato innocenti a Kabul, Baghdad, Mindanao. Negare che il terrorismo sia "profondamente islamico" è ridicolo ma soprattutto fuorviante, specie dopo i dati emersi nell'aprile 2016 da un sondaggio condotto nella comunità islamica dalla società demoscopica ICM presentato all’interno di un documentario di Channel 4 dal titolo ‘Che cosa i musulmani veramente pensano’, presentato da Trevor Phillips, ex presidente della commissione per l’eguaglianza razziale ed i diritti umani. Il dato più eclatante è che solo il 34% degli intervistati sarebbe disposto a denunciare alla polizia un sospetto ‘foreign fighter’ coinvolto in azioni terroristiche jihadiste. In soldoni questo significa che per convinzione o convenienza i due terzi del campione di popolazione islamica residente in Gran Bretagna sostiene o comunque non contrasta la causa dello Stato Islamico. Dal sondaggio emerge inoltre che il 52% dei musulmani intervistati ritiene che l’omosessualità dovrebbe essere illegale e per il 47% è inaccettabile che gay o lesbiche insegnino in una scuola. Il 23% è a favore dell’introduzione della sharia in Gran Bretagna e il 4 per cento simpatizza con i terroristi suicidi, il 32% non condanna le violenze contro chi viene accusato di avere “offeso Maometto” e il 31% è a favore della poligamia.
[...] per comprendere l’abisso che separa l’Occidente dall’islam è sufficiente ricordare la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo promulgata nel 1948 dalle Nazioni Unite che i Paesi islamici non hanno mai sottoscritto perché contraria ai precetti coranici e alla sharia. Il motivo è facilmente comprensibile fin dalla prima riga dell’articolo 1 della Dichiarazione che recita: “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.>>

Rr ha detto...

Anonymous,
Churchil vendette l'Impero per poter star bene lui con tutti i suoi debiti ( già il padre aveva i suoi enormi debiti di gioco pagati regolarmente da Lord Rothschild), mentre Thatcher non fece nulla purtroppo per bloccare l'immigrazione dalle ex colonie, già iniziata dopo la guerra, prima dai Caraibi, poi dall'Africa, infine dai paesi mussulmani, in particolare Pakistan, il peggiore di tutti.
L' Inghilterra, la sua classe dirigente, si è venduta ad un'elite ostile ben prima che arivassero i soldi del Qatar, dell'Arabia saudita, degli Emirati arabi. Quell' elite veniva accolta e festeggiata, mentre i Cattolici non avevano alcun diritto civile, nella "Patria del liberalismo" nel XIX sec. ! Invertire una rotta intrapresa più di 300 anni fa è un po' dura.
Se non fosse che ne risentiamo tutti, non me ne fregherebbe nulla. Han finito di dividere le terre altrui ed assegnarle al loro amico del momento, ora dovranno combattere per la propria, di terra, se vogliono sopravvivere.

E a proposito dei Cattolici: come ha commentato un lettore irlandese o Irish-American su Breitbart, quando si trattò di combattere l'IRA, 40 anni fa, non ci andarono molto per il sottile. Perché non applicano gli stessi metodi di allora ? A la guerre comme a la guerre.

Rr ha detto...

SE SI VUOLE, le cittadinanze si levano, le famiglie si radunano, si caricano sul primo aereo e si scaricano sulla pista dell'aereoporto di Karachi, senza se e senza ma.
SE SI VUOLE.
That's the point.
Oppure si costruiscono grandi carceri in campagna, lontano dai centri abitati, magari sulle isole del Mare del Nord, le si riempie di "indesiderati", e si buttano via le chiavi.