lunedì 12 ottobre 2020

La Chiesa celebra la Madre per eccellenza e modello di tutte le madri

Esaltando la divina maternità della Beata Vergine, la Chiesa celebra la Madre per eccellenza e modello di tutte le madri
Questa festa fu istituita nel 1931 da Papa Pio XI in occasione del XV centenario del Concilio di Efeso dove fu proclamato il dogma della divina maternità di Maria. 
Nei testi della liturgia, la Chiesa esprime come Maria sia Madre di Gesù, ma anche nostra Madre, poiché è per sua intercessione che ci ottiene la grazia che ci unisce soprannaturalmente al suo divin Figlio. La maternità verginale di Maria si estende da Cristo, che ella ha veramente generato nella sua carne, a tutte le membra del Corpo mistico del Figlio di Dio. 
Questo insegnamento è esposto da san Pio X nell'enciclica Ad diem illum (1904): 
"Non è Maria la Madre di Dio? Dunque è anche nostra Madre. [...] Dunque, tutti noi che uniti a Cristo siamo, come dice l'Apostolo: «le membra del suo corpo formate dalla sua carne e dalle sue ossa» (Ef 5:30), dobbiamo considerarci usciti dal grembo della Vergine come un corpo attaccato alla sua testa. Per questo in verità noi siamo chiamati, in un senso spirituale e tutto mistico, i figli di Maria ed Ella, per parte Sua, è madre di noi tutti. «Madre secondo lo spirito, ma non per questo meno madre delle membra di Gesù Cristo che siamo noi»." (Fonte: Dom Lefebvre – FSSPX.Actualités - 11/10/2018)  

8 commenti:

Virgo fidelis, ora pro nobis! ha detto...

GLI IDOLI

“Quando il cielo si svuota di Dio, la terra si riempie di idoli”.
K. Barth

Come altri, ho avuto modo di notare che sempre più il “bel mondo” dei mezzi di comunicazione di massa ci propone immagini di bambini in pose ambigue e morbose: tristemente ammiccanti; vestiti o svestiti come adulti; imbellettati in maniera grottesca e non di rado oscena. Questo spettacolo, che dovrebbe suscitare orrore in ogni adulto sano e dotato di un benché minimo senso non dirò della morale, ma anche solo di (incorrotta) umanità, ha il fine di titillare e, al tempo stesso, di legittimare i sudici appetiti e i vizi di un pubblico ben preciso. Un pubblico che, sull’onda del generale collasso dei costumi, sempre meno teme di mostrare il proprio vero volto e inizia anzi a pretendere piena cittadinanza per orrori che erano finora praticati solo nelle tenebre di ristrette cerchie di pervertiti. Ristrette, ma evidentemente potenti, fornite di denaro, di ottime aderenze e di vasti mezzi. Lo si evince dall’imponenza e dalla sottigliezza degli sforzi profusi in questa mefistofelica campagna mediatica, sapientemente orchestrata e condotta su molti fronti per far passare insensibilmente l’idea che anche la pedofilia sia uno degli inalienabili diritti dell’uomo. Tale pretesa – che fino a dieci anni fa avrebbe causato una sollevazione generale – mostra oggi una sua diabolica plausibilità e rischia di inserirsi assai comodamente nella diffusa demolizione della morale tradizionale, ritenuta autoritaria e discriminante. In una società che giudica relativo e relativizzabile ogni limite morale; che definisce arbitraria ogni differenza naturale; che riduce ogni crimine a una insindacabile scelta individuale anche questo abominio può essere gabellato per un nuovo trionfo della libertà (e già quelli precedenti dovrebbero suscitare più di un sospetto).
Le élites della cultura progressista stanno cercando di convincerci che anche l’ultimo grande bastione della morale tradizionale (l’inviolabilità sessuale dei bambini) sia cosa relativa, discutibile e, in fondo, anacronistica; e c’è da credere che quello che non avranno ottenuto con la persuasione lo estorceranno con la forza.
Se questo infatti è l’ultimo rigurgito (per ora) di quell’onda di melma che ha iniziato a sommergerci con le “rivoluzioni” libertarie degli anni Sessanta del secolo scorso, è verosimile che a breve la coerenza della turpitudine imporrà lo sdoganamento di altri vizi ancor più innominabili: l’incesto (che basterà definire “amore fraterno”) e magari perfino il cannibalismo (che si tratti, in fondo, solo di fame d’amore?).
Davvero quando il cielo si svuota di Dio, la terra si riempie di idoli immondi.

Anonimo ha detto...

LA PRIMA APPARIZIONE MARIANA DELLA STORIA! | 12 ottobre, festa della Madonna del Pilar
https://gloria.tv/post/CnCUzbyJxfEo14WVzecsRvEYi

Video ha detto...

Il Papa incontra il cardinale George Pell
https://www.sabinopaciolla.com/il-papa-incontra-il-cardinale-george-pell/

Anonimo ha detto...

A pagina 16 di Repubblica di ieri, Domenica 11, c'è un articolo che dimostra, in tutta la sua interezza, il collasso dei costumi di cui qualcuno sta parlando.
Viene presentato come tutela per le minorenni, il fatto che sia stata abolita la necessità di una ricetta per la pillola dei cinque giorni dopo. L'Aifa afferma che per l'organizzazione mondiale della sanità questa pillola abortiva è un farmaco essenziale. Non si può certo affermare come bene, ciò che è, di per sè un male.
Cosa c'entri l'organizzazione mondiale della sanità con questa disposizione tuttdutia italiana, non è dato sapere. Dobbiamo inoltre ricordarci che l'OMS non è un ente sovranazionale, come il nome potrebbe far supporre, ma è un'organizzazione privata che risponde ai suoi finanziatori, in primis la Cina, ma anche magnati americani.
L'articolo dà inoltre i numeri relativi alla vendita di questa pillola abortiva, che un'adolescente può assumere senza interpellare i propri genitori, e oggi, neppure il medico. Ovvero come introdurre ormoni a capocchia in un organismo in crescita. Bella sanità.
Ecco i numeri
2015 sono stati venduti 123.800 pezzi di BellaOne
2018 sono stati venduti 253.000 pezzi della stessa pillola.
120 il numero di ore entro cui può essere assunta, garantendo l'efficacia , ovvero la riuscita dell'atto abortivo, o meglio del non concepimento.

Anonimo ha detto...

“A fulgure et tempestate, libera nos Domine
A peste, fame et bello, libera nos Domine
A flagello terrae motus, libera nos Domine
Ab omni malo, libera nos Domine”.

Suona antico, ma se ne sente il bisogno.
Di questa schiettezza che riconosce il disastro, il negativo,
la disgrazia, la catastrofe.
Che chiama per nome ciò che attenta alla vita,
allo scorrere fecondo dei giorni,
alla placida quiete delle notte.
Prima di cercarvi un’opportunità, che non sia la domanda insistente di una liberazione.
Liberaci Tu, perché noi non possiamo sopportare troppa realtà.
Antiche parole, che non hanno perso il loro senso, ma che non ripetiamo più.
Il positivo, dentro il male e il dolore, è ancora
questo domandare la vita.
A te, Signore,
nell’inquietudine dei tempi.
Prima di tutto e dentro tutto, liberaci dalla amarezza del cuore.

Anonimo ha detto...

Le ho lasciate con la ripresa dell'assaggio di routine , devo riprenderle , ogni giorno.

Anonimo ha detto...

La Vergine Maria è anche la Regina del deserto: "Quae est ista? Chi è questa che sale dal deserto, appoggiata al suo Diletto?" Silenzio di ammirazione davanti alla Vergine Maria.
Quae est ista? La scuola del silenzio inizia con l'ammirazione.

mic ha detto...

Solo gli imbecilli preferiscono una schiavitù rassicurante ad una libertà rischiosa.