venerdì 30 ottobre 2020

Al terrorismo islamico si risponda da cristiani non da Charlie

La grande tentazione, il grande errore, il grande equivoco sarebbe ritenere che quanto commesso da Brahim Aoussaoui – il ventunenne tunisino che stamane, nella cattedrale Notre Dame di Nizza, in Avenue Jean-Médecin, ha ucciso tre persone, una delle quali decapitata -, sia solo una risposta all’ultima vignetta offensiva di Charlie Hebdo, raffigurante il presidente islamico della Turchia Erdogan che, in mutande, scoprendo il fondoschiena di una donna esclama: «Oh, il Profeta!». Certo, esiste una prossimità temporale evidente. E che si rafforza alla luce del fatto che è trascorsa poco più da una settimana dalla decapitazione di Samuel Paty, l’insegnante francese a sua volta ucciso con decapitazione per aver mostrato in classe delle vignette di Hebdo. 
Sarebbe tuttavia fuorviante immaginare quello in corso come uno scontro tra la libertà di espressione e il fanatismo religioso. È molto di più. Si tratta di un duello tra terrorismo islamista e civiltà cristiana. Attenzione, questa non è una interpretazione à la Fallaci o alla Huntington; questa è un’evidenza suffragata da numeri del Ministère de l’Intérieur, secondo i quali lo scorso anno, in Francia, gli atti anticristiani sono stati 1.052, parecchi di più di quelli antisemiti (657) e «islamofobi» (154) messi insieme. Dunque tutto quello che ruota attorno a Charlie Hebdo – le cui vignette hanno molto più a che vedere con la presunta libertà di offendere che con la libertà di espressione – è solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso che era già colmo di odio verso la civiltà cristiana, o quel che ne resta. 
D’altra parte, come non collegare la strage odierna con l’attentato alla chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray quando, nel luglio 2016, due fondamentalisti islamisti sgozzarono l’anziano sacerdote cattolico Jacques Hamel, di 85 anni? [e il nostro don Roberto Malgesini? qui] Anche allora una chiesa, anche allora cristiani sgozzati, anche allora coltelli. Non c’è insomma più nulla da minimizzare, ma tutto da riconoscere. Anche perché sarebbe ora e tempo di capire che, se il fanatismo islamista dalle Torri Gemelle e dai teatri e dai mercatini natalizi si sta spingendo sempre più nelle chiese, è perché nei nostri trascurati luoghi di culto sopravvive la nostra anima di europei. Una bandiere europea con le stelle della Madonna avrebbe dovuto già farcelo capire, ma a quanto pare siamo duri di comprendonio. 

Ecco che allora alla strage di oggi si delinea l’urgenza di rispondere come cristiani prima che come europei o come francesi. In che modo? Evitando fiaccolate, appelli, gessetti colorati, la minestrina riscaldata del Je Suis e via buonizzando. No, a Brahim Aoussaoui e a Abdouallakh Anzorov, l’omicida del professor Paty, e a quelli che sposano il loro fanatismo islamista, si può rispondere solo in un modo: andando in chiesa. Mi dispiace per il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, che ha chiesto che «tutte le chiese siano messe sotto sorveglianza o chiuse, così come tutti gli altri luoghi di culto della città». Bisogna infatti fare l’esatto contrario, tornando ad abitare con devozione cattedrali, basiliche cappelle. Per un motivo semplice: se ci lasciamo scippare pure il diritto di pregare, allora abbiamo perso.
 
Intendiamoci: una civiltà non si regge sull’economia, sull’ideologia politica, sulle mode o sullo shopping. Una civiltà – ogni civiltà, non solo quella francese – si regge o implode se ha qualcosa in cui credere per cui dare la vita. Per questo, stasera ho stazionato alcuni minuti, in preghiera, nella cattedrale della mia città, il Duomo di Trento. C’erano poche persone, com’era già da prima dell’epidemia. Eppure c’erano tutta la potenza, la bellezza e l’Amore per la Vita che i sicari islamisti da una parte, e il Nulla materialista dall’altra, stanno facendo il possibile per toglierci. Lasciamo allora le risposte politicamente corrette ai pigri. E torniamo ad inginocchiarci dinanzi al vero Onnipotente così, che la prossima volta che qualcuno proverà ad urlare minaccioso che la sua divinità «è grande», noi si possa essere pronti, con virilità e senza tentennamenti, a dar la vita per Chi è grande davvero.
Giuliano Guzzo - Fonte

18 commenti:

Uno dei tanti ha detto...

Roma, danneggia con una spranga 56 auto: arrestato un 41enne egiziano

Fabio Riparbelli. ha detto...

Alla vostra cortese attenzione,

Sul caso degli attacchi al presidente francese Macron e gli omicidi di Nizza, è inutile che gli islamici, tutte le volte che giustamente gli si rinfacciano i loro errori, usino questo per fare le vittime, e poter finalmente scatenare il loro odio anticristico e le loro violenze e omicidi, con la scusa di essere stati offesi, perché la sola verità è che l'islam è jihad, cioè guerra santa, cioè violenza e omicidio, finchè il mondo non sia tutto sottomesso all'islam, e questo è comandato, certificato e messo nero su bianco dal corano (sura 2,193).
Questa è gente che legge un libro solo e perdipiù sbagliato, quindi la piantino una buona volta con i loro deliri pseudo-religiosi sotto l'effetto dell'hashish, con cui si imbottiscono e rimbambiscono (fumatori di hashish, cioè hashishiya, da cui la parola assassini) e si facciano un bicchiere di vino, che è meglio, ne guadagneranno in salute e lucidità mentale e il mondo sarà migliore!

Distinti Saluti,
Fabio Riparbelli.

Viator ha detto...

Ce la siamo cercata? Se crediamo sia colpa delle vignette, allora la libertà d’espressione l’abbiamo già persa

http://www.atlanticoquotidiano.it/quotidiano/ce-la-siamo-cercata-se-crediamo-sia-colpa-delle-vignette-allora-la-liberta-despressione-labbiamo-gia-persa/

Anonimo ha detto...

Era sbarcato a Lampedusa l’islamico che ha sgozzato tre cristiani a Nizza

Al tunisino che ha fatto strage in una chiesa era stato dato un semplice foglio di via, poi è stato lasciato libero. Chi ha abolito i decreti di Salvini dovrebbe riflettere. E dovrebbe farlo anche l’intera Europa, che chiude gli occhi di fronte a un’offensiva capeggiata dal turco Erdogan. L’islam radicale vuole tapparci la bocca e sottometterci. Di quello moderato non c’è traccia.

• Il «suocero» di Conte non pagava le tasse e neppure i lavoratori. Un decreto lo salva
• Il virus è nella maggioranza, Conte traballa
• Segretate le condizioni del prestito europeo

social.laverita.info/sfogliatore

Anonimo ha detto...

"... noi si possa essere pronti, con virilità e senza tentennamenti..."

Detto così a freddo è più facile a dirsi che a farsi. Pronto non era nessuno dei trucidati. Essere preso alla sprovvista rende difficile la prontezza; la virilità oggi latita ed i tentennamenti del momento, a meno che un fedele non sia un tiratore scelto ben armato, sono umanamente da mettere in conto. Una morte eroica, colpite al petto! Non facile. Poi a loro il petto non interessa. Interessa la giugulare. Le sedie rotte in terra testimoniano che hanno cercato di difendersi, magari rompendogliene una in testa ma, non ci sono riusciti. La legittima difesa viene spontanea ed erano tutti adulti se non anziani; chi ha potuto è scappata semi/ sgozzata e le sue ultime parole son state di amore per i suoi figli, la vita che tiene legati a sé, fino all'ultimo istante, con i suoi amorosi sensi. Son fatti. Bisognerebbe entrare in chiesa come quelli che salivano verso la ghigliottina, con lo stesso spirito. Come le Carmelitane di Bernanos. Anche una buona morte è Grazia. Ho la certezza che ai nostri amati martiri francesi infine la Grazia è stata concessa.

Stanchi di essere circondati da arte e bellezza ci siamo cibati di TV e giornali volgari , ha detto...

" vignette "?
Solo espressione di volgarita' .
Trash = trash ‹träš› s. ingl. (propr. «immondizia»), usato in ital. come agg. e s. m. – 1. agg. Di prodotto (libro, film, spettacolo televisivo e sim.) caratterizzato da cattivo gusto, volgarità, temi e soggetti scelti volutamente e con compiacimento per attirare il pubblico con quanto è scadente, di bassa lega, di infimo livello culturale, di cattivo gusto. Orientamento del gusto basato sul recupero, spesso compiaciuto e esibito, di tutto quanto è deteriore, di cattivo gusto, di pessima qualità culturale.

Japhet ha detto...

Nota diffusa dal Presidente e dal Direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre Italia:
«la risposta al radicalismo che strumentalizza la religione e colpisce la persona non può essere la rivendicazione di una malintesa “libertà" di espressione»

Anonimo ha detto...

Un egiziano di 41 anni ha danneggiato 56 auto a Roma.Spero che i proprietari di quelle auto siano tutti comunisti , se poi son catto-comunisti sono ancora più contento. Disgraziati che hanno riempito l'Italia di delinquenti della peggior specie per vedere realizzate le loro idee balorde.

Anonimo ha detto...

Un uomo di 60 anni contro un ragazzo di 21 armato di coltello è difficile che riesca a difendersi efficacemente. Poi uno che è in chiesa non è che abbia la percezione di un pericolo imminente.Però se si son trovate delle sedie rotte forse una parvenza di difesa è stata provata anche se con scarso successo.Cosa possiamo dire che già non è stato detto e ripetuto in passato?I responsabili sono giovani musulmani che fanno parte di una multinazionale del terrore ma la responsabilità dei politici europei ed in particolare di quelli italiani è enorme.Io farei un articolo al giorno con le frasi pronunciate da questi mascalzoni ,le circostanze in cui le hanno dette e la data. Ci sarebbe da ridere e piangere per mesi.I giudici poi fanno parte di un'altra categoria che di quelle morti ha una grandissima responsabilità.

Anonimo ha detto...

"...ma la responsabilità dei politici europei ed in particolare di quelli italiani è enorme..."

La loro supponenza poi è senza vergogna, raccontano balle a raffica nella certezza che chi li ascolta, cioè noi, non capisca che stanno mentendo sfrontatamente. Questo mi fa proprio delirare. Non capiscono che se taciamo è per non degenerare. Né si correggono. Ostinati. Bisognerebbe fare un seminario su ostinazione nell'errore, nel male e costanza nello svolgere i propri compiti, nel bene. La differenza neanche la intravedono. Hanno una coscienza spessa. Grossolana. Crassa.

Anonimo ha detto...

FRANCIA - Covid, un decreto vieta (solo) le celebrazioni religiose e la Fraternità San Pietro (e altri istituti tradizionali) fanno ricorso al Consiglio di Stato .
http://blog.messainlatino.it/2020/10/francia-covid-un-decreto-vieta-solo-le.html

Eminenza Bassetti , guardi un po'....!

Anonimo ha detto...

Ma perché mai parlare di terrorismo, in relazione ai recenti fatti di Nizza? In fondo, si tratta soltanto di normale islamismo ...

Anonimo ha detto...

La prossima volta, in chiesa, mi inginocchierò pregando per Simone Barreto Silva, la quarantaquattrenne di origine brasiliana e residente da molti anni in Francia uccisa giovedì mattina a Nizza insieme ad altri due innocenti. Aveva tantissimo che manca a tante europee di oggi: il coraggio di avere tre bambini, ai quali ha dedicato il suo ultimo pensiero prima di spirare – «Dite ai miei figli che li amo» -, e la fede di recarsi in chiesa ogni santa mattina, prima d’andare al lavoro. Entrambe rarità, in questa Europa moribonda da tempo come, inascoltato, ha da anni denunciato il suo più grande virologo spirituale, Joseph Ratzinger.

Per questo, certo di essere lontanissimo da fotografi e telecamere – e meno male -, la prossima volta mi inginocchierò pregando per questa donna, che per il suo esempio meritava l’onore di tutto il Continente ed invece, finora, ha avuto solo il coltello di un suo bestiale ospite. Paradossi, o forse no, dato che un’Europa che non ama sé stessa è inevitabilmente destinata a piombare nel caos, non riuscendo così più distinguere chi deve essere accolto e chi deve essere cacciato, chi porta la sua testimonianza di vita e chi la sua furia islamista di sterminio. Ma grazie al martirio anche di Simone è senza dubbio più vicino il giorno in cui a noi europei, finalmente, cadranno le bende dagli occhi.
(Giuliano Guzzo)

Anonimo ha detto...

A Torino arrestate 11 persone per le devastazioni: 2 nordafricani, che hanno rubato le borse di Gucci dopo aver fasciato la vetrina, e 9 anarchici. A Milano denunciate 28 persone: 10 nordafricani e 18 anarchici dei centri sociali. Praticamente tutti commercianti: violenti, negazionisti, facinorosi e con tendenze neofasciste.

Anonimo ha detto...

Mah,neofasciste perché?Da quando gli anarchici son diventati neofascisti?E gli stessi arabi che in altri tempi sono stati simpatizzanti dei nazisti , adesso si son messi in proprio.Il fascismo è morto e sepolto ed il neo fascismo ,che è veramente poca roba , non c'entra nulla,se non marginalmente, con questi disordini. Invece i centri sociali son sempre pronti a creare disordini in nome delle canne libere e di un marxismo da scuola media.In questi giorni ho finito di leggere "Pastorale americana " di Roth ed è spaventoso leggere dei disordini avvenuti nella città di Newark ,con conseguente immensa distruzione di ricchezza e di posti di lavoro e pensare che ci stiamo avviando in Italia ad un simile epilogo.Si corre verso il baratro con la benedizione di quelle che dovrebbero essere le nostre classi dirigenti.

Anonimo ha detto...

"Il terrorismo non è la carta vincente che mettete in tasca e che tirate fuori quando e dove volete e la giocate innumerevoli volte. Il terrorismo è simile a uno scorpione che vi punge in qualunque momento, perciò non è possibile che stiate con il terrorismo in Siria e contro il terrorismo in Mali, per esempio. Non potete appoggiare il terrorismo in Cecenia e combatterlo in Afghanistan."
Bashar Al-Assad

Antonio ha detto...

Al terrorismo islamico, se non avessero già evirato l’Occidente, c’è solo da rispondere con un’altra Lepanto. L’Islam, contrariamente a quel che ne possa dire il giullare massone che siede sul Soglio di Pietro, è una religione intrinsecamente violenta e — in quanto negatrice tanto della divinità di Cristo come della sacralità della vita degli innocenti — satanica. Fanno bene gli israeliani.

Anonimo ha detto...

In realtà bisognerebbe prendere atto che l’Islam, fin dalla sua origine, è stato (ed è) solo ed esclusivamente una realtà politico/militare con una ideologia totalitaria para religiosa a supporto della gerarchia di comando.
Non esiste possibilità di dialogo perché in realtà l’islam non è una proposta “culturale” ma sempre e comunque uno strumento di dominio/conquista:
1. Rinunciando alla violenza l’islam sparirebbe istantaneamente
2. Ovunque sia andato al governo (ieri e oggi) sono spariti diritti e uguaglianza
3. L’islam “moderato”, odiato e perseguitato dagli islamisti, cessa di essere islam
4. Depurato della componente ideologica totalitaria, l’islam resta un puzzle di idee raccolte da varie tradizioni precedenti all’apparizione del profeta e, di fatto, totalmente sterile.
Paolo Montagnese