sabato 3 ottobre 2020

Papa e Occidente abbandonano i Cristiani armeni al massacro di Erdogan

Siamo di fronte e qualcosa di più di un problema geopolitico: in nome della fratellanza islamica Erdogan appoggia le rivendicazioni azere sul Nagorno Karabakh cristiano e non ha esitato a inviare mercenari jihadisti. L’Armenia non ha mai girato le spalle alla Croce, anzi vi è stata inchiodata ad ogni svolta della storia. La Croce armena però è rappresentata come fiorita, simbolo di risurrezione. Un secolo fa gli armeni sono stati oggetto di un genocidio ad opera del governo turco che sterminò un milione e mezzo di cittadini armeni. La diaspora dei sopravvissuti ha inondato il mondo di intelligenza e musica. Charles Aznavour ne è stato l’emblema. Oggi l'Armenia non è che una piccola porzione di quella storica. Diventata repubblica sovietica, nel 1991 si è proclamata indipendente: ora ha tre milioni circa di abitanti, sostenuti da altri dieci milioni di connazionali presenti nel mondo.
Su Erdogan e la minaccia turco-ottomana qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui.

Papa e Occidente abbandonano i Cristiani armeni al massacro di Erdogan

Domenica 27 settembre il Patriarca Karekin II, primate di tutti i cristiani armeni, si è recato in Vaticano per supplicare il sostegno del pontefice di fronte alla vile offensiva turco-azera di cui il suo popolo è vittima nel Nagorno-Karabakh. 
Bergoglio, papa che ostenta una croce di ferro, ha accolto il religioso con sostanziale indifferenza, dedicando alla questione poche e scontate frasi di circostanza. Chissà cosa avrebbe detto e fatto un papa vero, con la croce d’oro come Giovanni Paolo II rispetto al piano criminale neo-ottomano che Erdogan sta portando avanti uccidendo e imprigionando cristiani, curdi e oppositori vari. Non ho citato a caso Carol Wojtyla, che sopravvisse per miracolo al famoso attentato di Ali Ağca, mano armata dei Lupi Grigi, formazione tra le più attive e violente tra quelle ispirate all’ideologia panturchista. Chi conosce questa ideologia dovrebbe sapere bene che si tratta di un grave pericolo per tutta l’umanità, il cui progressivo incedere è assolutamente sottovalutato dalle potenze occidentali. 
La regione caucasica del Nagorno-Karabakh, da sempre abitata da popolazioni armene, fu arbitrariamente sottomessa all’Azerbaigian nel 1923 da Stalin, con finalità evidentemente anticristiane. Conformemente al diritto dell’URSS, la regione riuscì ad autoproclamarsi repubblica indipendente il 6 gennaio del 1992, e questo determinò una sanguinosa guerra nei 2 anni successivi, che si risolse con più di 30.000 morti e la vittoria sul campo delle forze armene con l’indipendenza “de facto” della giovane democrazia, senza che però seguisse un formale riconoscimento da parte della comunità internazionale. ONU e paesi occidentali hanno sempre adottato una politica noncurante o addirittura ostile rispetto ai diritti dei cristiani armeni, tutto il contrario di quanto è avvenuto per le popolazioni musulmane del Kosovo, al fianco delle quali scese in guerra la NATO. 
E’ letteralmente vergognoso che tutti i paesi occidentali abbiano abbandonato i cristiani armeni al loro destino, un destino fatto di incessanti persecuzioni che durano da secoli. Occorre ricordare che il popolo armeno fu vittima di un genocidio dalle proporzioni apocalittiche: ben oltre un milione e mezzo di morti, massacrati, crocifissi, lasciati morire di stenti e di fame durante le “marce della morte” tra il 1915 e il 1916. Uno sterminio secondo solo a quello dei nazisti in Germania, paese che allora appoggiò l’Impero Ottomano nonostante queste atrocità, atrocità che ispirarono Hitler negli anni successivi. 
Anche adesso la Germania flirta con la Turchia e non osa mettersi contro Baku, pur richiedendo un immediato cessate il fuoco e un tavolo delle trattative tra le parti, senza ovviamente sottolineare che la parte offesa e’ la Repubblica del Nagorno-Karabakh. 
Non parliamo del silenzio di Di Maio, interessato, forse, a mantenere i rapporti commerciali con l’Azerbaijan, primo fornitore di petrolio del nostro Paese, che ha nell’Italia il principale partner commerciale. Affari floridi e in crescita, come testimonia la recente visita del presidente azero Ilham Aliyev, ricevuto in pompa magna da Mattarella il 21 febbraio 2020. Che dire? Era meglio Gheddafi. D’altronde Francia e Germania sgomitano per occupare le nostre posizioni. 
Intanto la Turchia bombarda, uccide decine di civili, fornisce droni e truppe paramilitari, mentre l’unica potenza che supporta l’Armenia è la Russia, che ha inviato derrate e approvvigionamenti militari attraverso l’Iran, paese non certo felice delle folli mire espansionistiche della Turchia, che vorrebbe realizzare un immenso impero dai Balcani all’Asia Centrale, dalla Libia all’Iraq, appropriandosi di tutto il Mediterraneo orientale e, se possibile, di Gerusalemme. 
Il panturchismo e il panislamismo di Erdogan non rappresentano più un sogno propagandistico ma un solido e sfacciato progetto di espansionismo nazionalista, supportato da un esercito fortissimo, con quasi un milione di effettivi e armato all’inverosimile. 
La Turchia gioca sporco sull’ambiguità di essere paese membro della NATO, il che blocca gli Stati Uniti, preoccupati di perdere un alleato così potente nello scacchiere mediorientale. Tuttavia i tempi della democrazia laica e liberale di Atatürk sono finiti da tempo, e Washington dovrà rendersi conto, prima o poi, del grande rischio che corre a tenersi la serpe in casa. 
Se dunque le potenze occidentali non osano mettersi contro la Turchia principalmente per motivi economici, con un comportamento che rende attuale l’immagine biblica della grande prostituta, “adorna d’oro” e “ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri”, “con la quale hanno fornicato i re della terra”, mi chiedo di cosa abbia paura questo papa, l’unico che, oggi come ieri, dovrebbe sostenere posizioni libere dalla politica e dai condizionamenti degli affari internazionali. Credo che Bergoglio sia più preoccupato, da buon gesuita, di mantenere buoni rapporti con il mondo islamico, in un’utopica illusione di pace e fratellanza universale. In ogni caso dovremmo fare più attenzione al significato simbolico di quella croce di ferro. Forse è questo il tempo descritto dal profeta Zaccaria: “poiché ecco, io susciterò nel paese un pastore, che non avrà cura di quelle che si perdono, non cercherà le disperse, non curerà le malate, non nutrirà le affamate”. “Guai al pastore stolto che abbandona il gregge!” [Francesco Perretta - Fonte]

30 commenti:

Occidente scristianizzato ha detto...

Il NUOVO ORDINE MONDIALE è iniziato da tanto tempo. Dio Padre mi è testimone che da anni lo dico. Gesù è l'Unico Salvatore !!!

"E come vivranno la loro vita sessuale da adulti se da piccoli sono stati esposti alla pornografia in modo così precoce?"

Ma come?
- La moglie di Gates attraverso l'Oms, che finanzia, sta promuovendo un piano per insegnare la masturbazione negli asili!
- Ma come, in Germania i genitori che si oppongono alle lezioni gender nelle scuole, che prevedono anche proiezioni di video pornografici, vengono arrestati!
- Ma come, in Spagna nelle scuole fanno i cartelloni con i disegnini del kamasutra!
- Ma come, in Emilia Romagna i ragazzini hanno ogni tipo di contraccettivo gratuito ed ora arrivano anche i farmaci per cambiare sesso gratis!

Ma non vedete anche voi il tentativo di distruzione della Vita in tutto ciò?
Dove sono i valori che ci hanno guidato fino all'evoluzione culturale dei giorni nostri?
È questo il mondo che state preparando per i vostri figli?

Anonimo ha detto...

solo la Russia potrà intervenire e salvare il popolo armeno

Anonimo ha detto...

Luigi Di Maio ringrazia affettuosamente su Twitter “l’amico e collega” ministro degli Esteri della Turchia per la solidarietà espressa durante la pandemia. E dimostra così tutta la sua inadeguatezza a rappresentare l’Italia a livello internazionale. Un vero ministro degli Esteri italiano mostrerebbe al mondo con quale fermezza l’Italia stia chiedendo conto alla Turchia della sua politica imperialista nel mediterraneo e in Libia, delle azioni ostili contro gli impianti ENI a nord di Cipro, dell’intervento militare contro i Curdi in Siria, delle minacce all’Armenia, del sostegno all’integralismo islamico, della conversione in moschea della Basilica di Santa Sofia di Istanbul. Luigi Di Maio invece sorride e ringrazia il sultano Erdogan.

Il masochismo d'Occidente ha detto...

“Senza l’Europa, l’umanità vivrebbe ancora nella povertà. Non lasciamoci processare o la storia sarà la nostra tomba”. Intervista oggi sul Foglio a Jean-Louis Harouel, professore emerito di Storia del diritto all’Université Panthéon Paris II. “Quando un paese smonta o lascia vandalizzare le statue di uomini eccezionali che l'hanno reso grande è come se si sparasse sui piedi. Non esiste una società ‘multiculturale’ felice e non può essercene una. In Francia, la stragrande maggioranza della popolazione derivante dall'immigrazione extraeuropea non si sente in alcun modo interessata dal ‘patrimonio indiviso’ che è il fondamento di una nazione, secondo la celebre frase usata 1882 da Ernest Renan. Con la fine dell'Unione Sovietica, la religione laica dei diritti umani, la religione umanitaria, è subentrata al comunismo come progetto universale di salvezza. L'intellighenzia occidentale prova grandi piaceri nel costringere il mondo occidentale - e solo esso - al masochismo”.

Anonimo ha detto...

L'eu ha rigettato le radici cristiane;l'Italia è stata svenduta agli stranieri dai suoi governanti; il vaticano rappresenta da tempo solo se stesso: il popolo italiano è in coma drogato/ senza lavoro/ paghette-mancette corrotto/ sesso-usato-abusato / nichilista/ relativista/ manipolato/ schiavizzato/ occupato/ assassino dei propri figli non nati -violentatore di quelli nati. A quali valori, al vescovo di Roma sconosciuti, si appellano coloro che lo incontrano in vaticano? Ai valori cristiani? Spiacenti non abitano più in vaticano, né nell'italia svenduta, né nalla eu.

Anonimo ha detto...

Eccovi la preghiera da recitare alla fine del Rosario per San Francesco domani. Recatevi la dove potete in una chiesa a lui dedicata.

Ore 16 e 30.

O Serafico San Francesco, Patrono d’Italia, tu che rinnovasti il mondo nello spirito di Gesù Cristo, ascoltaci!

L’avidità delle ricchezze, l’insidia dei piaceri, la follia del disordine tornano ad offuscare le menti e ad agghiacciare i cuori.

Tu che fosti segnato dalle stimmate della Passione, fa che il Sangue di Cristo infiammi tutti i popoli e ci comunichi la tua luce, il tuo amore, il tuo spirito. Tu conosci le anime, le opere, le ansie e le speranze nostre: benedicile!

Proteggi la Chiesa, proteggi l’Italia di cui sei Patrono, proteggi il mondo intero, suscita sul cammino di tutti gli uomini un desiderio fecondo di Pace e Bene, nel quale soltanto è perfetta letizia. Così sia.

Maurizio ha detto...

Del tutto O.T. - Fuori Tema ...

Tre giorni fa è stata pubblicata la Lettera Apostolica "Scripturae Sacrae Affectus", dedicata a San Girolamo nel 16° centenario della sua morte:

http://blog.messainlatino.it/2020/09/uscita-la-lettera-apostolica-scripturae.html#more

E' un bel testo, e ciò va riconosciuto a Bergoglio. E' giusto farlo, anche per renderci più credibili quando, al contrario e a giusta ragione, sottolineiamo le sue uscite da contro-magistero ...

Anonimo ha detto...

"E' un bel testo, e ciò va riconosciuto a..."

chi l'ha scritto.

Anonimo ha detto...

In Belgio tale Petra de Sutter, un transessuale del partito dei Verdi, è divenuto ministro e vicepresidente del Consiglio.
"Il Belgio ha dimostrato nei fatti cosa significa l'uguaglianza", commenta sul "Corriere della Sera" tale Francesca Basso.
"Il Belgio ha dato una lezione di dignità al mondo, mi auguro che venga recepita da tutti", afferma Tiziana Beghin, l'europarlamentare Cinquestelle.
La Sovversione non si ferma mai. Vedremo cose che non abbiamo mai neppure sognato. Qui non ci sono più scusanti. Chi non capisce è solo perchè non vuole capire. Siamo sul piano inclinato che non potrà che portarci verso l'abisso. Questo è l'Occidente postmoderno e decristianizzato.
Alla faccia della "dignità".
Martino Mora

Anonimo ha detto...

nsa.it/sito/notizie/mondo/2020/10/02/franciamacron-dichiara-battaglia-al-separatismo-islamista_e139d50f-1f7e-4218-ae95-d15f85730aa6.html

Francia: Macron dichiara battaglia al 'separatismo islamista'

Anonimo ha detto...

SENSIBILIZZARE ALLA CAUSA ARMENA
La difesa del popolo armeno dallo jihadismo è un dovere della civiltà europea; il fatto che non si parli di quanto sta accadendo è un segnale chiaro di quanto sia decadente, forse addirittura morente, questa civiltà.
La parola "genocidio" fu coniata per definire quel che dovettero subire gli armeni dai turchi un secolo fa, non possiamo accettare in silenzio che un nuovo sterminio abbia luogo nelle terre armene occupate dai musulmani azeri e turchi.
La bandiera armena dovrebbe tornare a sventolare nel Nagorno Karabakh

Anonimo ha detto...

Erdogan: 'Jerusalem is our city, a city from us'
Erdogan referred to the Ottoman Empire's rule over Jerusalem, which lasted four centuries (1517-1917), to justify his claim.

https://www.jpost.com/middle-east/erdoan-jerusalem-is-our-city-a-city-from-us-644306

Anonimo ha detto...

Tutti riscoprono i loro diritti presunti di okkupazione e se gli italiani accennano al proprio diritto a non essere calpesti, derisi e svenduti, sono fascisti. Veeery niccce!

Anonimo ha detto...

«Un discorso imprudente trascina nell'errore, così un silenzio inopportuno lascia in una condizione falsa coloro che potevano evitarla.
Spesso i pastori malaccorti, per paura di perdere il favore degli uomini, non osano dire liberamente ciò ch'è giusto e, al dire di Cristo ch'è la verità, non attendono più alla custodia del gregge con amore di pastori, ma come mercenari. Fuggono all'arrivo del lupo, nascondendosi nel silenzio».

Dalla «Regola pastorale» di san Gregorio Magno, papa

Anonimo ha detto...

Se n’è andata in silenzio, ieri pomeriggio, in una stanza d’ospedale, dove era stata trasferita dal carcere in seguito al precipitare delle sue condizioni.

Se n’è andata al 238esimo di uno sciopero della fame con cui chiedeva un processo equo in un Paese, la Turchia, in cui l’equità e la giustizia sono concetti inesistenti. Specie se sei donna. Specie se sei un’avvocata per i diritti umani. Specie se non pieghi la schiena di fronte a un potere che vorrebbe tapparti la bocca.

È morta così, Ebru Timtik, di fame e di ingiustizia. Il suo cuore si è fermato semplicemente perché non aveva più nulla da pompare in un corpo scarnificato dall’inedia.

È morta per difendere il suo diritto ad un giusto processo, dopo essere stata condannata a 13 anni, insieme ad altri 18 avvocati come lei, detenuti con l’accusa di terrorismo, solo per aver difeso altre persone accusate dello stesso crimine.

È morta come Ibrahim e come Helin e come Mustafa del Grup Yorum, morti dopo 300 giorni di digiuno per combattere la stessa accusa.

È morta combattendo con il proprio corpo, fino alle estreme conseguenze, una battaglia che nella Turchia di Erdogan non è più possibile combattere con una parola, un voto, una manifestazione di piazza.

È morta come fanno gli eroi, sacrificando la propria vita per i diritti di tutti.

C’è solo un modo per celebrare la memoria di questa grande donna: non restare zitti. Far arrivare la sua voce il più lontano possibile, dove lei non può più arrivare.

Ci sono idee così forti capaci di sopravvivere anche alla morte.

Addio Ebru. Viva Ebru.

Anonimo ha detto...


Oggi S. Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia.

Sino a non molto tempo fa era anche festa civile. Chi l'aveva messa come festa civile, forse Mussolini? Disse, una volta: "S. Francesco il più santo degli italiani, il più italiano dei santi". Non so se fu tutta farina del suo sacco, questa frase, o se l'abbia recepita da qualche autore nazionalista, tipo Alfredo Oriani, per esempio.
Mussolini mise come festa civile anche il 19 marzo, festa di S. Giuseppe, eliminata anche questa, dall'Italia democratico-democristiana e laica-vaticansecondista.

Rivendichiamo dunque l'italianità di S. Francesco, che pure era di madre francese. Il padre, come molti mercanti nostrani, si recava alle fiere in Francia (a Lione) e sposò una donna francese. S. Francesco deve il suo nome proprio alle frequentazioni francesi del padre: Francesco, quello di Francia, franco-francico-francese. Francesco parlava perfettamente il francese del tempo, che non era come quello di oggi, ovviamente.
Italo-francese, dunque. E l'italianità? Le due cose non sono incompatibili. La santità se vogliamo è al di sopra delle caratteristiche nazionali, provenendo da una radice sovrannaturale. È universale, al di là delle patrie terrestri. I Santi sono di tutti. Però hanno anche una patria, per la quale rappresentano un modello nazionale. Possiamo certamente dire che la personalità unica e particolare di Santo Francesco ha creato un tipo di spiritualità e quindi di santità che ha caratterizzato la spiritualità italiana, per poi diffondersi: ha sublimato una componente dell'anima popolare, creando a sua volta una dimensione spirituale nuova (cristiana) che ha educato l'anima popolare, migliorandola in tutti i sensi, uomini e donne.
L'affermazione lapidaria e forse un tantino enfatica di Mussolini ha quindi una sua giustificazione. È una bella frase, a mio avviso, che bisogna prendere così com'è e trarne linfa per ispirarsi fortemente a Santo Francesco, nella battaglia per la nostra santificazione quotidiana.
In quest'epoca di viltà e tradimento dilaganti soprattutto tra i cattolici, svenduti da troppi pastori indegni, ricordiamocela e ricordiamo che il vero Santo Francesco era favorevole alla Crociata, lui che era stato anche militare, e vi prese parte, andando ad affrontare con le armi spirituali il nemico maomettano nella sua tana per predicarvi il Verbo.
Il comandante nemico fu generoso e lo lasciò dire mentre gli ulema avrebbero voluto tagliargli la testa. Ritornò al campo cristiano, dopo due giorni, senza aver convertito nessuno. Cito a memoria.
Ma andavano i francescani a p r e d i c a r e il Verbo ai musulmani, non a "dialogare" con loro, e venivano regolarmente uccisi. E non c'era affatto contraddizione con le guerre che si dovevano fare per difendersi dall'assalto islamico. E difatti oggi non si vuole combattere, non si mandano le nostre navi da guerra a difendere le navi che cercano il petrolio prese ingiustamente di mira dai turchi e guarda caso non si vuole combattere nemmeno con le armi spirituali, inventando per l'islam un patente di "religione di pace" e auspicando di costruire con essa la fratellanza umana universale!

Santo Francesco mor mormorando l'ultimo versetto del Salmo 141 :
"Libera dal carcere l'anima mia, affinché dia lode al tuo nome."
H.

Anonimo ha detto...

Forse Erdogan, nel suo delirio di onnipotenza permesso dalla scriteriata UE ( o D ) non ha capito con chi ha a che fare, vero che anche lui ha armi atomiche, ma le possiede anche
Israele, stato piccolo in km.quadrati, ma molto più grande ed esteso in altri campi.......sta scherzando col fuoco.....

Anonimo ha detto...

Tutto ciò che sta accadendo è una degenerazione sociale e antropologica che non è frutto di un complotto (anche se l'elite finanziaria è senza dubbio malefica).
Bensì è frutto delle scelte valoriali dell'uomo moderno. Egli ha segnato il suo destino eutanasico quando ha deciso che i suoi tre t valori assoluti debbono essere:
L'economicismo
La libertà senza vincoli dell'individuo assoluto, atomizzato, desocializzato e desacralizzato
L'egualitarismo che odia le differenze

Il resto è una conseguenza, quasi meccanica. E' una discesa continua verso il baratro, verso gli inferi.
Finchè non ricominceremo a guardare al Cielo.
Martino Mora

Anonimo ha detto...


Da dove risulta che la Turchia abbia armi atomiche?

Anonimo ha detto...

Kéghart Hovhannissian, un jeune prêtre arménien qui a pris les armes aux côtés de ses frères sur le Haut Karabagh, terre arménienne que tente se s'approprier l’Azerbaïdjan, soutenu par son maitre Erdogan.

Kéghart Hovhannissian a déclaré :

« Il n’y a dans la Bible aucun passage interdisant de prendre les armes pour défendre sa patrie, sa famille et sa religion, Il y a un interdit : Tu ne tueras point, mais il ne concerne pas l’autodéfense. Aujourd’hui, la nation mène un combat pour sa défense. Ce n’est pas un combat de conquête territoriale mais international et religieux car on tente de nous détruire en tant que chrétiens et en tant qu’arméniens. Rares sont dans l’Histoire ces occasions où les religieux combattent aux côtés des soldats. Prendre les armes est non seulement licite mais aussi louable lorsqu’il s’agit de défendre la patrie... Je me dois, en tant qu’ecclésiastique, de prendre les armes et de me tenir aux côtés des militaires pour les inspirer et les encourager ».

Les autres militaires affirment que la présence d’un religieux dans leurs rangs leur donne plus de force.
http://www.armenews.com/article.php3?id_article=126203

Anonimo ha detto...

Non è dato sapere se la Turchia si è dotata di armi nucleari proprie, però dispone di 50 testate B61 ad Incirlick, ufficialmente armamentario USA, che però nessun presidente americano ha trasferito in posti più sicuri, quindi di fatto ne ha, e siccome è quello che è, c'è poco da stare allegri, con la ennesima guerra nel Nagorny-Karabak......

Alexandre Del Valle ha detto...

‪Le néo-sultan Erdogan panturquiste veut coloniser le Caucase en envoyant ses mercenaires (comme en Syrie/Libye) combattre pour les Azéris contre les Arméniens du Haut Karabakh. En face, l’UE est incapable d’agir et le groupe de Minsk impuissant.

https://www.lexpress.fr/actualite/monde/europe/temoignages-exclusifs-les-mercenaires-syriens-d-erdogan-se-deploient-au-haut-karabakh_2135405.html

Anonimo ha detto...

L'UNione Europea, dal punto di vista militare, non esiste.
I suoi eserciti devono preoccuparsi dei problemi delle soldatesse,
dei diversi, degli asili nido delle soldatesse, delle gravidanze
delle stesse, dei diritti dei gay e delle lesbiche
in uniforme, di non inquinare
le poche volte che si esercitano, di fare da
protezione civile; devono praticare l'arte del
non-essere.
Insomma stanno diventando
eserciti da operetta, pieni di donne, comandati da donne,
con ministri della difesa donne, con uomini mezze calzette
che si lasciano comandare dalle donne.
Qualche reparto efficiente forse ancora c'è ma si tratta di
rarità. Forse tiene ancora l'aviazione.
E come possono essere efficienti con una classe politica
europea che usa le forze armate per scopi di pace o per portare dentro clandestini
di ogni tipo e manda sotto processo i rari ministri che
cercano di difendere, senza violare alcuna legge né ammazzare
nessuno, i confini di Stato?

Anonimo ha detto...

A un Occidente in cui nessuno sembra più aver voglia di combattere o tiene più alle proprie tradizioni, in cui si sputa sulla propria storia e si cancella la propria cultura, in cui la terra non manda più alcun eco, gli armeni, piccoli, sparsi per il mondo, dimenticati e asserragliati, ora in guerra per il Nagorno, ci indicano una strada in cui non ci si lascia travolgere, dove non si dimentica di essere stati la prima nazione cristiana della storia e in cui si va fieri di tanta bellezza custodita nella propria terra. Di oggi la notizia che metà della popolazione del Nagorno, 75.000 persone, è stata sfollata a causa degli attacchi dell'Azerbaigian sostenuto dai turchi. Speriamo resistano. Ho appena letto una bellissima lettera che l’attore francese Simon Abkarian ha rivolto a Erdogan dalle pagine del Figaro:
“Noi armeni combattiamo per il futuro dei nostri figli, ricordando i nostri morti che si rifiutano di morire una seconda volta. Nonostante le tue armi all'avanguardia, nonostante le tue vociferazioni religiose, nonostante i tuoi jihadisti a 2.000 dollari al mese, non vincerai. Prendi i tuoi morti e vattene, la terra degli Armeni è la terra della conoscenza, la terra del miele e delle rose. Non sapresti cosa farne. Qui le donne sono regine della gioia. E le ragazze non hanno alcun certificato da presentare a nessun uomo. Qui la musica e il vino sono rimedi indispensabili. Qui possiamo credere o non credere. Perché il nostro paese non è un paese, è un crocevia. E sai chi lo incrocia? Tutta l'umanità. Se pensi di massacrarci come agnelli, sappi che siamo cresciuti sotto il ventre di leonesse”.
La tradizione biblica colloca in Armenia l'arca di Noè, che al termine del diluvio universale andò a posarsi sul monte Ararat. E in Armenia si trovava il Paradiso terrestre. E’ un po’ armeno il nostro sangue. Difendiamolo. (Giulio Meotti)

Anonimo ha detto...

A lui i cristiani non interessano.
A lui interessano i musulmani.
A lui lo vedrai sempre piegato a baciare i piedi di chi ha la cultura della sposa bambina...
A lui lo vedrai sempre piegato a baciare i piedi a chi ha la cultura dell' infibulazione...
A lui lo vedrai sempre piegato a baciare i piedi a chi ha la cultura della sottomissione della donna.
https://scenarieconomici.it/papa-e-occidente-abbandonano-i-cristiani-armeni-al-massacro-di-erdogan-di-francesco-perretta/

Anonimo ha detto...

https://www.tempi.it/i-turchi-uccidono-gli-armeni-e-leuropa-si-volta-di-nuovo-dallaltra-parte/

Anonimo ha detto...

LA RUSSIA FA DA KATHEKON.
ANCORA UNA VOLTA
Stanotte, il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov (di origine armena), ha convinto Armeni e Azeri a firmare un "cessate il fuoco" nel Nagorno-Karabakh. Ancora una volta, piaccia o meno, gli unici che riescono a mettere una toppa o a fermare il mondo prima del baratro inevitabile sono i Russi.
Possono piacere o non piacere i Russi - sono omofobi, bigotti, primitivi, a volte spietati, nazi-comunisti, bevono il té con la cannella invece del caffé - ma se, ancora una volta, enormi greggi di pavidi ominoidi possono (per qualche tempo) vivere relativamente tranquilli (anche in Occidente) lo si deve alla Russia.
E soprattutto alla diplomazia russa: intelligente e multiculturale, formata da Russi etnici, Ceceni, Armeni, Tartari, Mongoli; i figli di Ivan IV, di Gengis Khan, di Serse; orientali accorti e astuti, mica cowboys invasati da ubbie imperialiste o trans-umani con la giarrettiera.
Pensate solo quando, 5 anni fa, Erdogan fece tirare giù un aereo russo. Immaginate, a parti inverse, se la Russia avesse abbattuto un aereo inglese o l'Iran un aereo israeliano: oggi, di sicuro, non stareste sulla tastiera a inviare selfie a bocca di gallina...
Certo, é scritto che alla fine "ogni kathekon sarà tolto di mezzo": sarà così anche per la Russia, circondata da nemici ed economicamente debole. E sicuramente - statene certi - se il fronte sul Caucaso si ferma, altri se ne apriranno fra pochi giorni (in Grecia, nei Balcani, di nuovo in Siria?).
Ma quel giorno avrete poco da festeggiare, statene certi. Il giorno in cui simpatici personaggi come Biden, Netanyau, Erdogan, Al Baghdadi III, la reincarnazione di Bin Laden e compagnia bella potranno liberamente scorrazzare per il mondo e fare DI VOI ciò che più gli aggrada.
Temo che tutti quanti rimpiangeremo le cupole d'ore e i té alla cannella il giorno in cui saranno tolti di mezzo; ma quella, infondo, é un'altra storia...
P.s.
Nella Tradizione Cristiana, il Kathekon é, letteralmente, "colui che trattiene": il muro che ferma - fino ad un certo punto - le forze del caos, del disordine, delle tenebre.

Anonimo ha detto...

NAGORNO/TESTIMONIANZA DAL FRONTE
"Turchi e azeri ci vogliono morti, noi armeni difendiamo la cristianità"
16-10-2020
[ “Da qui, mentre sento i rumori degli spari e delle bombe, vedo quanto è grande la menzogna dei media occidentali”. Teresa Mkhitaryan, fondatrice dell’associazione umanitaria Il Germoglio, parla dell’attacco che sta subendo la sua terra natale: “Non è vero che sono morte centinaia di persone, ma migliaia; non è vero che ad attaccare siamo stati noi ma l’Azerbaijan; non è vero che stanno colpendo solo il Nagorno-Karabakh”. Ma ecco come sta reagendo "la mia gente, testimoniando un coraggio e una fede impressionanti". ]

Anonimo ha detto...

Gli armeni si rifugiano nelle chiese del Nagorno, fra i canti e le messe dei sacerdoti, le bombe di sottofondo, le sirene che invitano a ripararsi, volti velati dalla tristezza e dallo stoicismo, che sembrano essere sotto l'enorme peso di una grande ingiustizia. Terra armena da più di venti secoli, ricoperta di luoghi di culto cristiani dalle croci scolpite nella pietra, il Nagorno rifiuta di essere integrata nell'Azerbaigian di lingua turca e di culto islamico. È nella sua resistenza, eroica, a numerosi invasori che si è forgiata l'identità armena. Per gli armeni, il Nagorno è il primo baluardo contro i nemici dell'Asia. Da qui la determinazione dell'intero popolo armeno a difenderlo. Oggi fronteggiano mujahedin afgani e ceceni, mercenari provenienti dalle aree jihadiste della Siria, che attaccano i villaggi che ospitano alcune delle più antiche chiese armene. Un anziano armeno prega, bacia la croce e la terra, cristiana dal 301 d.C.. Invoca protezione. Da figli dell'Occidente, dell'Europa delle cattedrali, possibile che non ci tocchino le immagini di chiese sulle cui tracce andò il poeta Osip Mandelstam, immagini provenienti da una terra alle cui pendici, allora incerto regno di Ur, si dice sia nato Abramo?
Giulio Meotti

Anonimo ha detto...

"Abbiamo raccontato come i soldati del Nagorno-Karaback stanno combattendo mostrando il valore di una virilità che il nichilismo ha buttato via. Ma vale la pena vederlo con i propri occhi attraverso un video. Un gruppo di giovani si prepara a difendere dagli Azeri la propria terra e mentre lo fa canta parlando di patria, nemico, morte, sofferenza: i vocaboli proibiti dell'Occidente disperato."

https://www.lanuovabq.it/it/i-soldati-armeni-che-cantano-in-guerra-hanno-gia-vinto