sabato 10 ottobre 2020

Quando ancora si parlava di Patria, spazio di memorie, crocevia della storia e vincolo di identità

Sua Santità Pio XII, qui si rivolge in un discorso ai marchigiani residenti a Roma. Quanto attuale...

“S’incontrano oggi talora cittadini presi quasi dal timore di mostrarsi particolarmente devoti alla patria. Come se l'amore verso la propria terra potesse significare necessariamente disprezzo verso le terre altrui; come se il desiderio naturale di vedere la propria patria bella, prospera all'interno, stimata e rispettata all'esterno, dovesse essere inevitabilmente causa di avversione contro altri popoli. Né manca chi evita persino di pronunciare la parola «patria» e tenta di sostituirvi altri nomi più adatti, si crede, ai nostri tempi. Bisogna dire che non ultimo tra i segni di un disorientamento degli animi è questo diminuito amore alla patria, a questa più grande famiglia donatavi da Dio. Quando poi la patria si chiama Italia, non è chi non veda quali speciali motivi vi siano per sentirsi ad essa legati coi vincoli di un'affettuosa devozione. (...) L'Italia, ideata e voluta da Dio come terra in cui ha sede il centro della sua Chiesa, fu oggetto, come di un suo speciale amore, così di una sua specialissima azione. Perché nessun popolo ha, come il popolo italiano, i suoi destini congiunti con l'opera di Cristo”. (Pio XII, discorso ai marchigiani residenti a Roma, 23 marzo 1958)

36 commenti:

Anonimo ha detto...

LA LIBERTA'non ha prezzo
https://www.facebook.com/valeriovillarinews/videos/333774387835213/
Nel riquadro in alto del video c'e' la traduzione di quanto proclamato

Weltanschaunng Italia ha detto...

A volte, di fronte alle idiozie demenziali che sparano ogni giorno comitati scientifici e governi, vorremmo dire "a un certo punto prendiamola a ridere".

Poi ci vengono in mente tutte le persone che hanno dovuto partorire da sole, morti strappati dall'ultimo abbraccio dei loro cari, danni psicologici ai minori, malati di altre patologie ben più gravi trascurati, aziende fallite e tante altre cose e ci rendiamo conto che putroppo non possiamo neppure riderci sopra.

Un giorno pagheranno tutto e con gli interessi.

Anonimo ha detto...

Ieri ai Ss. Celso e Giuliano a Roma (chiesa dell'IRCSS) il card. Burke ha benedetto un quadro di Pio XII. Peccato che mancasse la targa dedicatoria. Poteva esserci scritto: "Hebdomadae Sanctae destructori".

Italia sinistra ha detto...

Dall'uguaglianza alla supremazia arcobaleno. Un po' come i nazi, all'epoca.
"A margine di una seduta con l'on. Zan presente, il consigliere comunale Fabiana Montanari (Pd) ha ricevuto il mandato di seguire i progetti a favore della comunità Lgbt. Una sorta di assessorato ombra: la Giunta di Reggio Emilia, infatti, ha già un assessore alle pari opportunità che si occupa di temi arcobaleno. Un altro indizio di un trattamento privilegiato, ben oltre l’“uguaglianza”"

Anonimo ha detto...

La TERRA dei miei PADRI...
La FEDE dei miei PADRI...
La BANDIERA dei miei PADRI...
Stesso lo spirito, immutato l'orgoglio...
Risorgi spirito arborense, Eleonora ancora combatte per la Terra dei Nuraghi...
(Fabrizio Grussu)

Anonimo ha detto...

La Cina si è presa il porto di Taranto (con l’aiuto del governo). E ora indaga il Copasir

https://www.ilparagone.it/attualita/cina-preso-porto-taranto/

Anonimo ha detto...

"Per distruggere la libertà bisogna: assicurare una sorveglianza perpetua; rovinare la vita personale; rimuovere la solitudine; rallegrarsi in feste obbligatorie; uniformare l’opinione; denunciare il crimine di pensiero" (Michel Onfray, Teoria della dittatura, 2019)

Mi servo di questa citazione di un pensatore ateo, ma qui capace di logos, per affrontare la giornata di oggi che segna l'obbligo di mascherina in tutti i contesti.
Se sono io complottista o se invece sono gli altri responsabili lo dirà la storia, però so che la mia libertà è erosa piano piano senza accorgermene. Ovunque mi giri trovo la sorveglianza perpetua di zelanti esecutori della legge che mi intimano di tenere la mascherina anche sul naso, frega niente che si appannano gli occhiali.
Se sono io complottista o se invece sono gli altri responsabili lo dirà la storia, però so che la mia libertà è erosa piano piano senza accorgermene. La mia vita personale è rovinata se - stando ai deliri del signor Giuseppe Conte - devo indossare la protezione "miracolosa" anche dentro casa, dove la polizia per ora non può entrare, ma non lo sappiamo poi come vanno a finire queste cose. Potrei anche non seguire il consiglio del saggio presidente, ma a quel punto sarò io inadempiente verso una raccomandazione da stato etico.
Se sono io complottista o se invece sono gli altri responsabili lo dirà la storia, però so che la mia libertà è erosa piano piano senza accorgermene. Domenica, alla prima comunione di mio figlio, saremo obbligatoriamente al massimo in dieci, tutti gli altri invitati - amici, cugini - tutti fuori ad assistere alla Messa su Facebook. Comunione in mano, rigorosamente, anche per i piccoli che si accosteranno per la prima volta al Sacramento. L'opinione pubblica è già uniformata, inutile protestare.
Se sono io complottista o se invece sono gli altri responsabili lo dirà la storia, però so che la mia libertà è erosa piano piano senza accorgermene. Stamattina in macchina eravamo in nove, tutti con la mascherina per paura di una multa, non per paura di un contagio. E il solo pensare questo è sufficiente per accusarmi di essere irresponsabile secondo il crimine di pensiero. Il capo dei pediatri italiani ha detto che non importa se scientificamente la mascherina serva o no, importa dare un richiamo, un segnale di attenzione. E questi sarebbero gli scienziati.
Se sono io complottista o se invece sono gli altri responsabili lo dirà la storia, però so che la mia libertà è erosa piano piano senza accorgermene. Intanto nessuno mi sta dando prove che il covid stia uccidendo legioni di essere umani a causa della mia irresponsabilità di credere che oggi il covid si possa curare e si possa curare bene. Poi è rimossa la mia solitudine di pensare che la preoccupazione di un governo debba essere quella di facilitare l'accesso alle cure per tutti - che ci sono - non quello di fasciarsi la testa per un rischio che è paventato soltanto.
Se sono io complottista o se invece sono gli altri responsabili lo dirà la storia, però so che la mia libertà è erosa piano piano senza accorgermene. Alla festa di Cresima di mio figlio dovremo essere obbligatoriamente al massimo in 200. E il bello è che tutti mi faranno la cresta chiedendomi: ma quante cavolo di persone pensi di poterti permettere di invitare? Il problema non è quante persone potrei invitare io, ma quante persone mi viene obbligato di invitare.
Buona mascherina a tutti, allora. Ma almeno lasciateci chiamare le cose col loro nome.
(Andrea Zambrano)

Anonimo ha detto...

C'è molta gente che non sente più Patria questa patria (minuscola voluta), come è stata stravolta e devastata, moralmente più che materialmente. Per uno che metteva la bandiera sulla finestra o sul balcone (io non l'ho fatto e nemmeno i miei soci nell'azienza, e siamo 7), ce n'erano almeno quattro che gliel'avrebbero tirata giù. Non posso lodare un paese, uno stato, che sta portandoci alla rovina, non solo a livello di aziende.

Un anziano sacerdote (morto in pace alcuni anni fa) mi aveva detto indicandomi un'immagine di Gesù (mi pare fosse una Cena ad Emmaus): Con Lui potrai affrontare prove maggiori di queste. Era quando è morto un mio parente che mi ha lasciato la partecipazione nella ditta che ancora faccio andare. Ma... sarà ancora vero? Temo che non si sappia quanto grande sia il rischio che stiamo correndo.

mic ha detto...

Anonimo 16:30
Sulla riforma della settimana Santa forse non è responsabile interamente Pio XII

"...Nell’ottobre 1949, presso la Congregazione dei Riti, veniva nominata una commissione liturgica che avrebbe dovuto occuparsi del rito romano e di eventuali riforme da studiare e se necessario applicare; purtroppo la calma necessaria ad un tale lavoro non era possibile a causa delle continue sollecitazioni dell’episcopato di Francia e Germania che reclamava, nella più grande e pretestuosa precipitazione, cambiamenti repentini. La Congregazione dei Riti e la Commissione si erano viste obbligate ad occuparsi della questione degli orari della Settimana Santa, per bloccare le fantasie di certe “celebrazioni autonome”, specie relativamente alla veglia del Sabato Santo. In questo contesto si dovette approvare “ad experimentum” un documento che permettesse la celebrazione serale del rito del Sabato Santo, si trattava dell’ “Ordo Sabbati Sancti” del 9 gennaio 1951[2].
Negli anni 1948-1949, la commissione era stata eretta sotto la presidenza del Cardinal Prefetto Clemente Micara, sostituito nel 1953 dal Card. Gaetano Cicognani, vedeva anche la presenza di Mons. Alfonso Carinci, dei Padri Giuseppe Löw, Alfonso Albareda, Agostino Bea, Annibale Bugnini, nel 1951 giunse mons. Enrico Dante, nel 1960 mons. Pietro Frutaz, don Luigi Rovigatti, mons. Cesario d’Amato ed infine Padre Carlo Braga[3]; quest’ultimo, da tempo era stretto collaboratore di Annibale Bugnini, nel corso del 1955-56, pur non essendo ancora membro della Commissione, fu partecipe dei lavori[4] e fu inoltre autore, insieme al citato Padre Bugnini, di testi storico-critici e pastorali sulla Settimana Santa[5], i quali dovevano rivelarsi una sorta di salvacondotto “scientifico” delle modifiche apportate.
La Commissione lavorava in segreto ed agiva sotto la pressione degli episcopati centro-europei[6], non è chiaro se per arginarli o per assecondarli; tanto era il segreto che l’improvvisa e inattesa pubblicazione dell’ “Ordo Sabbati Sancti instaurati”, ai primi di marzo del 1951, “colse di sorpresa gli stessi officiali della Congregazione dei Riti”[7], come riferisce il membro della Commissione Annibale Bugnini. E’ lo stesso Padre Bugnini a metterci al corrente del modo singolare col quale i risultati dei lavori della Commissione sulla Settimana Santa erano riferiti al Papa: quest’ultimo era “tenuto al corrente da Mons. Montini, e, più ancora, settimanalmente, dal P. Bea, confessore di Pio XII. Grazie a questo tramite si poté giungere a risultati notevoli, anche nei periodi nei quali la malattia del Papa impediva a chiunque di avvicinarlo”[8]. Il Papa era afflitto da una grave malattia allo stomaco che lo obbligava ad una lunga convalescenza, non era quindi il Cardinale Prefetto dei Riti, responsabile della commissione, ad informarlo, ma l’allora Mons. Montini e il futuro Card. Bea, che tanta parte ebbe nelle riforme posteriori.

mic ha detto...

...segue

I lavori della commissione si protrassero fino al 1955, quando il 16 novembre fu pubblicato il decreto “Maxima redemptionis nostrae mysteria”, che doveva entrare in vigore per la Pasqua dell’anno successivo. L’episcopato accolse in maniera diversa le novità e, aldilà del trionfalismo di facciata, non mancarono le lamentele per le novità introdotte e persino si moltiplicarono le richieste di poter conservare il rito tradizionale[9], ma ormai la macchina della riforma liturgica era stata messa in moto ed arrestarne il corso si sarebbe rivelato impossibile e soprattutto inconfessabile, come la storia successiva dimostrerà.
Malgrado si volesse che il coro dei liturgisti cantasse all’unisono, complice anche l’attitudine monocorde che, negli anni cinquanta, ostentava un certo unitarismo d’intenti, si levarono autorevoli voci di dissenso, prontamente costrette al silenzio malgrado la loro competenza. Fu il caso non solo di alcuni episcopati, ma anche di alcuni liturgisti come Léon Gromier, il quale, noto anche per la sua documentata opera di commento del Caerimoniale Episcoporum[10], era consultore della Congregazione dei Riti e membro dell’Accademia Pontificia di Liturgia; questi, nel luglio 1960 a Parigi, si espresse con stile acceso, ma con solidità d’argomentazioni, in una nota conferenza[11]. Lo stesso Papa Giovanni XXIII, nel 1959, nella sua celebrazione del Venerdì Santo a Santa Croce in Gerusalemme celebrò seguendo le pratiche tradizionali[12], dando prova di non condividere le incongruenze da poco introdotte e prendendo atto della natura sperimentale di quei cambiamenti.
Alcune riforme introdotte sperimentalmente nel 1955-56, si rivelarono inserite in maniera incongrua nel tessuto rituale, tanto che esse furono leggermente corrette dalla riforma liturgica del 1969, l’argomento meriterebbe uno studio a parte...."

Da approfondire di più su Disputationes Teologicae

Anonimo ha detto...

"Mi vergogno di questo paese. Io sono medico, noi abbiamo il diritto e dovere di informare la gente!"
Paolo Crepet

https://www.radioradio.it/2020/10/crepet-de-luca-medici-bavagio/

Anonimo ha detto...

Piano piano, leggendo un articolo oggi ed uno domani per quel po' di approfondimento che ne è scaturito, guardo intorno i cattolici nelle chiese, ai pochi pochissimi rapporti con questo e quel cattolico e non posso fare a meno di concludere che cattolici cattolici non ne vedo. Non ci sono. Sembra che il Cattolicesimo sia stato un abito,un'abitudine sociale senza reale convincimento, un formulario mai diventato carne e sangue.
Ieri l'altro qualcuno ha scritto che una caratteristica del Cattolicesimo dopo Porta Pia fu il rifiuto della modernità. Giustissimo. Ma poi qualcosa deve essere andato storto e i cattolici si son messi al passo dei tempi. Non so quante volte, a parte quella dopo Porta Pia e quella del modernismo, la chiesa si sia messa al passo dei tempi, forse sono state queste periodiche corsette dietro al mondo che piano piano l'hanno trasformata in un guscio vuoto e/o semi/vuoto in mano a debosciati e facinorosi. Durante queste corsette la chiesa ha finito col perdere se stessa. E allora non stupisce il CVII, non stupisce J.M.B, e non stupisce l'assenza di cattolici cattolici. E non stupisce, negli anni '60/'70, il trasmigrare di giovani adulti in Oriente a cercare, oltre l'erba, anche una spiritualità pur che sia.

Anonimo ha detto...


Continua a rimbalzare questa notizia, che la Cina si sarebbe comprata il porto di Taranto.
Una notizia clamorosa. Silenzo sui grandi media.
Si potrebbe saperne di più?
La notizia crea sconcerto ma resta oscura nella sua reale dimensione.

Anonimo ha detto...



L'amoro di patria, dalla fine della guerra ad oggi, la cultura ufficiale e prevalente, sia di sinistra che cattolica, ha fatto di tutto in diversi modi per distruggerlo. Sembrava una cosa troppo "fascista".
Ma proprio l'amor di patria, se c'è ancora, dovrebbe spingere a reagire alla distruzione dell'Italia messa in opera dai partiti che sono al governo, con la complicità di altre forze, nazionali ed internazionali, clero incluso (oggi un nemico dichiarato della patria italiana).

Anonimo ha detto...


A proposito di patria e di glorie nazionali, oggi non è l'anniversario della nascita di
Giuseppe Verdi?
Un grande, no?
Se pensiamo com'è ridotta la musica oggi...
Ma tutta l'arte è in pratica scomparsa, affondata nella melma.
O.

Anonimo ha detto...


Pio XII incitava ad amare la patria italiana, vedeva le cose dall'alto non era posseduto dal rancore come gran parte dei cattolici "tradizionalisti" di oggi, nemici della nazionalità italiana, affogati nell'esaltazione delle loro "patrie" dialettali e provinciali o fermi alle scomuniche di Pio IX.

Sì la patria italiana, anche perché legata da sempre alla Chiesa cattolica, essendo Roma, città santa del cattolicesimo, nel centro dell'Italia.
Esorta ad amare la propria patria, anche quella regionale (discorso è ai marchigiani di Roma), senza che questo patriottismo locale debba entrare per lui in contraddizione con l'amor di patria per la nazione alla quale la regione appartiene.
Pio XII non andava a rivangare il passato, le vicende del Risorgimento conclusosi con la perdita del potere temporale da parte del Papa e le tensioni con la classe dirigente liberale e massonica. La "Conciliazione" del 1929 non aveva messo le cose a posto, per quanto era possibile in relazione ai tempi, restituendo alla Chiesa la sua giusta libertà e indipendenza e sovranità nel temporale (nello spirituale nessuno gliel'aveva tolta, una cosa del resto impossibile) e rifacendo dello Stato italiano (ad un tempo monarchia costituzionale e Stato fascista) uno Stato formalmente cattolico? E con la Conciliazione la Chiesa si era vista in pratica consegnare l'amministrazione del matrimonio, aveva avuto la scuola privata confessionale, una sostanziale indipendenza del clero dal potere civile, tranne alcune formalità come il giuramento di fedeltà dei vescovi al Re e al governo. Eccetera.
Le tensioni col fascismo, per il controllo dell'educazione della gioventù (che comunque, quella fascista, andava a Messa, c'erano le Messe per i Balilla etc), nel 1958 erano un lontano ricordo. Prossimo alla morte Pio XII vedeva un'Italia ancora ben cattolica, in grande ripresa anche economica, una Chiesa emersa dalla tragedia apocalittica della II gm con la sua organizzazione intatta, fattrice di tanto bene durante la guerra, ricca di un grande prestigio e proprio nella figura ascetica e carismatica che lui stesso era, Pio XII.
Ma con il successore, che subito si diede ad organizzare il Concilio, le cose cambiarono radicalmente. Cominciò l'epoca del tradimento, della svendita dei valori, delle ambiguità volute e imposte, tutti i teologi in odor di eresia silenziati e censurati da Pio XII furono invece lasciati entrare al Concilio come consultori nelle Commissioni da Giovani XXIII e da Paolo VI. È storia, anzi tragedia di oggi.
Dell'idea della patria, come valore fondante per le nazioni cattoliche, nei testi del Vaticano II, cosa è rimasto?
PP

Anonimo ha detto...


La patria cancellata anche come immagine, nei dettagli

Visto che si è menzionato il genetliaco di Verdi, mi ricordo che tanti anni fa
a mezzanotte, alla RAI, cominciava il "Notturno dall'Italia". Preceduto, per pochi secondi, da un celebre motivo della verdiana Forza del Destino. Doveva essere l'ouverture.
Ebbene, ad un certo punto, con le sinistre al governo, si cambiò il titolo,
che diventò "notturno italiano" e la musica di apertura divenne un
anonimo ritmo rock (non sono un competente in quella roba).
Cancellato il riferimento all'Italia e via la musica di Verdi.
Il notturno diventava "italiano", senza più il riferimento geografico preciso,
introdotto da una musica orribile e soprattutto anonima, che di italiano
non aveva nulla.
Come si suol dire: il Diavolo emerge (anche) nei dettagli.
Per tutti i traditori della patria :

"Quo usque tandem abutere, CAtilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia? [...]
O tempora, o mores! Senatus haec intellegit, consul videt; hic tamen vivit. Vivit? immo vero etiam in senatum venit..." (M. Tulli Ciceronis in L. Catilinam Oratio I, rec. A.C. Clark, Oxonii, repr. 1989)

Anonimo ha detto...

Ragionando su questi passi della Chiesa al seguito del mondo bisogna dire che in ogni grande periodo storico la chiesa ha preso ed appreso qualcosa dal mondo. Quello che comincio a pensare, in particolare dall'oggi a ritroso e con un certo convincimento, che non sempre la Chiesa ha preso dal mondo il meglio e invece si è lasciata alle spalle il meglio di sé. Anzi mentre mi è chiaro che il mondo si è avvantaggiato dal Medioevo cattolico, non altrettanto la Chiesa si è avvantaggiata dalle conquiste del mondo nei secolo seguenti. La Chiesa ha da allora in poi iniziato a perdere se stessa, abbandonando quello stile di vita che le era e dovrebbe esserle proprio. Se pensiamo a Padre Pio possiamo definirlo un Medievale e se vogliamo essere sinceri tutti i veri Santi sono Medievali,hanno un taglio medievale, hanno virtù medievali, visioni medievali. Pio XII era un Medievale. E' stato l'ultimo Papa medievale, il resto consacrati nani e liquefatti.

Anonimo ha detto...

Al risveglio mi vien da dire che con medievale bisogna indicare una categoria dello Spirito SAnto. E se il mondo ha sempre dato all'aggettivo medievale il significato di retrogrado, di buio, irridendo il Medioevo alla luce del preteso progresso delle età seguenti, nei fatti, come molti altri hanno già sottolineato, i Medioevo ha difeso e dato e scolpito forma e sostanza cattolica al mondo.

Quando la Patria è in mano ad usurpatori ha detto...

È solo una mascherina.
È a soli 1,5 metri.
È solo per due settimane.
Queste sono solo aziende inutili.
Sono solo lavoratori non necessari.
Questi sono solo pub.
Questi sono solo ristoranti.
Questa è solo una festa.
Questo solo fino a quando il numero di persone infette non diminuisce.
Questo è solo per ridurre la congestione degli ospedali.
È solo per poche settimane.
Questo solo fino all'arrivo del vaccino.
Questa è solo un'applicazione.
Questo è solo un braccialetto di monitoraggio.
È solo un sistema di riconoscimento facciale.
È solo per far sapere alle persone che sono al sicuro vicino a te.
È solo per sapere con chi esci.
È solo per pochi mesi.
Questo è solo un video che è stato rimosso.
Questo è solo un post.
È solo una lettera.
È solo un po' di censura.
Questi sono solo covid negazionisti.
Sono solo complottisti.
Sono solo anarchici.
È solo un sensore.
Queste sono solo informazioni mediche.
E solo così puoi viaggiare.
E solo così puoi ottenere la tua patente di guida.
E solo così puoi scegliere.
È solo per pochi anni.

“È solo la tua libertà, che scompare di giorno in giorno, e non te ne accorgi nemmeno”.

Dal web

Italicus ha detto...

“Oltre a Speranza, Boccia e Ricciardi, c’è anche il Quirinale a spingere per la chiusura”. Così Nicola Porro ha rilanciato sul suo sito un commento di Marco Gervasoni che riguarda Sergio Mattarella, definito il presidente che “tifa per il lockdown”. Un concetto estremizzato che si basa sulle dichiarazioni rilasciate dal capo di Stato in occasione dell’incontro con la pari ruolo greca: “La libertà non è un fatto esclusivamente individuale - ha dichiarato Mattarella - ma si realizza insieme agli altri, richiedendo responsabilità e collaborazione. La necessità di mantenere aperte le scuole, le fabbriche, gli uffici implica una maggiore responsabilità dei singoli nel prevenire e limitare i contagi”. Gervasoni ha contestato soprattutto il passaggio “se si vuole tener aperta l’Italia”, accusando il presidente di voler dire che “se il governo ci rinchiuderà a casa sarà colpa nostra, nostra responsabilità perché non siamo stati abbastanza bravi e ligi alle direttive? No, caro presidente, se l’Italia verrà chiusa di nuovo la responsabilità sarà solo e soltanto dell’esecutivo e di coloro che l’hanno appoggiato, che ne risponderanno di fronte alla cronaca ma soprattutto alla storia. 

Da La Verità ha detto...

Con pieni poteri ma buoni a nulla

Siccome la seconda ondata dell'epidemia di coronavirus [secondo la loro narrazione] minaccia di fare una strage, la maggioranza che sostiene questo governo deve aver ritenuto di anticipare i decessi rilanciando il tema del fine vita.

Della serie : Che diritti accampi ? Gia' e' tanto che ti lasciamo il respiro ! ha detto...

Siccome la prima prova e' riuscita adesso ricominciano con il divieto di attraversare le regioni..trattenere il respiro perche' passeranno alla seconda mazzata che per me e' questo loro pallino : spolparci di tutto . Chissa' se ci lasceranno almeno come don Falcuccio : con una mano davanti e una mano dietro !?!
https://www.maurizioblondet.it/perche-la-bce-ha-proprio-bisogno-di-introdurre-la-moneta-digitale/

Ah ! Finalmente si sentiranno appagati .
(Chissa', magari a casa loro la moglie gli fa lavare i piatti e dare la cera ai pavimenti)

Anonimo ha detto...


I santi sono solo medievali, il cristianesimo è per natura "medievale"?

Una metafora, certamente. Per reagire alle calunnie illuministe sul Medio Evo non dobbiamo tuttavia fare del Medio Evo un mito, un ritratto che alla fine poco ha a che vedere con la realtà.
Ache durante il Medio Evo la Chiesa ha subito periodi di grave crisi morale. Pensiamo ai secoli di ferro (X e XI) quando il papato sembrò quasi estinto, in balìa delle famiglie della aristocrazia romana, che per secoli rappresentarono comunque una minaccia alla stabilità dell'istituzione, con le loro pretese, le loro ricchezze e le loro bande armate. La crisi dell'Europa carolingia, il crollo di quell'impero, la ripresa delle invasioni barbariche (vichingi, ungari, saraceni) travolse anche l'Italia e il papato.
L'impero, con gli Ottoni, che sconfissero anche gli Ungari obbligandoli a stanziarsi nell'odierna Ungheria, aiutò il papato a riprendersi ma poi scoppiò il grave conflitto tra papa e imperatore, che minò l'edificio spirituale medievale. Il papa aveva bisogno dell'imperatore ma l'imperatore a sua volta si serviva dei vescovi come organi di governo, disponeva dei benefici ecclesiastici, di fatto faceva entrare nella Chiesa persone non degne, favorendo un processo di mondanizzazione che corrompeva i costumi del clero. Il Liber Gomorrhianus di san Pier Damiani è di questo periodo, XI secolo.
C'erano poi altri motivi di contrasto. Quando oggi i "tradizionalisti" esaltano l'unità spirituale delle due spade nel Medio Evo, dimenticano che quest'unità ci fu indubbiamente ma poi entrò in crisi da se stessa, pur rimandondo come ideale. Su questa grave crisi, cosa ci dicono? Niente. Mi sbaglio, o la ignorano? E come si risolse la crisi? Con la formazione delle monarchie nazionali, che alla fine del 400 per mezzo secolo fecero a pezzi l'Italia disputandosela, con vittoria finale ispano-asburgica. Cominciò un'Europa di Stati già "laici", cioè discepoli della ragion di Stato (lezione appresa anche troppo bene da Machiavelli), che avrebbe trovato la sua consacrazione definitiva nel 1648, alla fine della Guerra dei 30 anni, combattuta prevalentemente in Germania e centro Europa, guerra di religione che alla fine vide prevalere la politica sulla religione, la ragion di Stato.

Ogni epoca storica prende qualcosa dal passato ma è nuova. Tornare al Medio Evo per me non può significare proporre maodelli mai esistiti o ingenuamente idealizzati ma trarre nuova linfa dalla spiritualità medievale dei grandi santi, del popolo (nel suo aspetto migliore non nelle superstizioni), delle grandi opere intellettuali, vere cattedrali dello spirito, come la Summa dell'Aquinate e la Divina Commedia. Due grandi italiani, un incentivo a ricostruire le basi spirituali della nostra patria mettendo a frutto la ricchezza inesauribile delle loro opere.
PP

Anonimo ha detto...

Giuseppi verso l'abrogazione delle feste di Natale via DPCM.
Con il consenso di santa argentina chiesa

Anonimo ha detto...

Ieri a Lampedusa altri 433 graditissimi ospiti, liberi come l'aria, tutti invitati a pranzo e a cena da noi italiani che, a stento, riusciamo a garantirle per la nostra famiglia.
Grazie Conte... grazie Lamorgese
Salvatore Napolitano

Anonimo ha detto...

A.10 ottobre h.21.24

le voci sull'acquisizione del porto di Taranto girano, ma ancora non trovano conferme, ma il porto di Genovacone docks per carico e scarico di containers è già in mani cinesi da molto tempo, quindi non c'è da stupirsi, Taranto è già morta come città, presto chiuderanno gli altiforni e ciao core, la via della seta è molto più che aperta e vicina.......

Anonimo ha detto...

Evidentemente c'è un accordo tra stato e chiesa per la scattolicizzazione del Cattolicesimo. La chiusura universale serve anche a questo. La liturgia accompagnava l'essere umano lungo l'anno secondo le stagioni, le feste, la semina e la raccolta e le vite dei Santi insegnavano le virtù vissute. A tutto questo non crede più nessuno. Diamoci da fare per preparare un Santo Natale in casa, le letture da fare insieme durante l'Avvento, i canti e le poesie da insegnare ai piccoli, i regali fatti il più possibile con le nostre mani, biscotti e dolci preparati con la mamma e il Presepe bellissimo preparato insieme e l'albero anche e i biglietti di auguri da spedire a chi è lontano. Ricordiamo che nel ghetto gli Ebrei hanno approfondito la loro fede. Sia anche per noi questo essere rinchiusi l'occasione di stringerci più fortemente alla nostra amata religione , la Sacra Famiglia ci guidi, ci ispiri.

Anonimo ha detto...

Vedo che qualcuno parla dei porti in mani cinesi. Scrivo dal Friuli Venezia Giulia, qui si parla da tempo di un'acquisizione cinese del porto di Trieste ma qualche giorno fa è stata data la notizia che intanto sono arrivati dei tedeschi.

Anonimo ha detto...


La compera dei porti.

Certamente in queste voci c'è qualcosa di vero. Bisognerebbe però capire meglio.
In cosa consisterebbe esattamente questa "acquisizione"? Nell'acquisto di "diritti" sul porto, sulle sue attività, come quando si acquista un marchio? Nell'acquisire la maggioranza o una quota consistente nelle società che gestiscono un porto, simili forse a quelle che gestiscono aeroporti?
È stata venduta la Borsa di Milano, però i grandi media ci documentano che lo Stato italiano, o chi per esso, le banche italiane sono sempre ben presenti nella Borsa. Non hanno insomma svenduto allo straniero di turno.

Anonimo ha detto...

Cesare Sacchetti:
Facebook mi ha bloccato per 3 giorni per aver condiviso il video su Trump che parla del Regeneron. È proibito dire che il virus si può curare facilmente. Il regime vuole tenere in vita la falsa idea del male incurabile. Se muore il virus, muore la dittatura mondiale.

I delatori come nei soviet ha detto...

Ministro Speranza: "Vieteremo le feste private in casa."
Fazio: "E come farete a controllare?"
Speranza: "Confidiamo che ci perverranno segnalazioni"

Anonimo ha detto...

I delatori mi fanno ricordare un'antica relazione egizia in cui a una spia (o forse più di una) hanno tagliato la lingua.
Ah, faccialibro ha bloccato chi dice che Trump ha elogiato il Regeneron. Ha bloccato anche chi dice che lo ha elogiato (e che lo finanzierà) Bill Gates? Credo di no, quello. Due pesi e due misure.
E adesso già si parla di una sorta di auto-limitazione nelle celebrazioni cattoliche: intanto che non ci arriva il governo?

Anonimo ha detto...

Ma che sistema fantastico la "democrazia": un fuoricorso in scienze politiche che fa parte di un accrocchio post-comunista e rappresenta tra sì e no l'1% del parco buoi dei votanti, può decidere di richiudere tutti gli abitanti di un Paese e vietargli d'organizzare in casa propria eventi conviviali come cene o robe del genere. Il tutto spacciandolo per "ragioni di salute pubblica". Neppure Stalin ha mai avuto pretese simili, ma questi burocrati figli del PCI-PD sperano di continuare a reggersi al potere facendo leva sulla passività dei sudditi e la delazione come metodo di controllo e repressione.

Anonimo ha detto...

Pierluigi Fagan:
IL MOMENTO “MARIA ANTONIETTA” DEL PENSIERO ECONOMICO.
Conoscerete quel falso fatto che racconta della Regina di Francia talmente fuori dalla realtà da suggerire al popolo affamato a corto di pane, di mangiar le brioches: "S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche".

Bene. La Sveriges Riksbank, la Banca Centrale Svedese che ha istituito un premio annuo che ha deciso di intitolare al connazionale Afred Nobel il cui lascito non prevedeva affatto di premiare gli economisti, ha dato il suo premio di 1,4 milioni di dollari a due benemeriti economisti americani che pare abbiamo molto migliorato la teoria delle aste.

Quindi coraggio, ci sono 430 milioni di piccole e medie imprese nel mondo che quest’anno falliranno, ci sono diseguaglianze enormi che ormai hanno rotto gli argini di ogni decenza, avremo decine di milioni di disoccupati e pare 100 milioni di “nuovi poveri”, ma quando faremo un’asta, saremo sicuri di aver estorto sia che si venda, sia che si compri, il miglior pezzo.

Potremo quindi organizzare per il popolo affamato delle bellissime aste per le brioches. Quando si dice la sensibilità...

Anonimo ha detto...


I dati dell'economia sono migliori del previsto.

Sembra comunque che la ripresa dell'industria italiana in questa fase (dati di Agosto) sia assai superiore al previsto. Bene. Dati ufficiali, ripresi dal Finacial Times.
Forse avevano esagerato gli economistiinternazionali nel valutare al ribasso l'impatto del Covid-19?
L'Italia sta facendo meglio, al momento, di Paesi più titolati.
Il merito non sarebbe tanto del governo quanto della laboriosità nazionale.
Ci sono adesso nuovi problemi all'orizzonte con la Chiesa, per le ventilate
limitazioni alle cerimonie religiose. Bisogna però ammettere che di questo
aspetto la gran parte della popolazione si cura assai poco.
La Messa del NO è di per sé ampiamente e volutamente desacralizzata - una riunione
di lode a Dio per i poveri e l'unione del genere umano, con chitarre, strette di mano,
comunione nella mano e in piedi come contorno - che andarci o non andarci
lascia i più del tutto indifferenti.