martedì 27 ottobre 2020

Sul riconoscimento giuridico delle unioni civili omosessuali. Nota dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân

Sul riconoscimento giuridico
delle unioni civili omosessuali

Nota dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân
Stefano Fontana
Direttore dell’Osservatorio

Il nostro Osservatorio sta seguendo la discussione sul riconoscimento giuridico delle unioni civili omosessuali dopo la recente diffusione del parere di papa Francesco in proposito. Esprimiamo qui di seguito i punti a cui la Dottrina sociale della Chiesa si è sempre attenuta e che dovrebbero continuare ad essere punto di riferimento per i cattolici e tutti gli uomini che amano la verità. 
Il magistero della Chiesa si è già pronunciato ampiamente sulla questione, negando la legittimità giuridico/morale del riconoscimento civile delle unioni omosessuali e la liceità per i fedeli cattolici di concorrere ad approvarle. Ciò è avvenuto in vari documenti e soprattutto nelle Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali della Congregazione per la Dottrina della Fede.
I motivi insegnati dal Magistero sono di ordine soprannaturale e di diritto divino, in quanto esprimono il dato rivelato, ma contengono anche elementi di ordine naturale in quanto anche la retta ragione, se non indebolita nelle sue convenienti pretese, ha la capacità di comprendere che il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali non è possibile a stabilirsi perché contrario al bene comune. 

L’esercizio delle pratiche omosessuali è da considerarsi un grave disordine rispetto all’ordine naturale e finalistico. Esse sono espressione di un desiderio non sostenuto da alcun dovere finalistico e non finalizzato ad alcun bene morale. Tale comportamento è negativo in sé, indipendentemente da intenzioni e circostanze. È ingiusto e apre ad altre ingiustizie: in caso di adozione di minori li priva di una figura genitoriale, in caso di inseminazione artificiale comporta la produzione di esseri umani in laboratorio, il sacrificio di embrioni umani, la commercializzazione dei gameti, la contrattualizzazione della procreazione, l’utero in affitto o, domani, l’utero artificiale e così via. 

I diritti delle coppie omosessuali non esistono in quanto i diritti autentici derivano sempre da dei doveri ai quali devono la propria legittimazione. La differenza tra diritto e dovere è che il primo è un poter fare e un poter avere, mentre il secondo è un essere a disposizione. La pretesa d’un diritto può de facto nascere anche da un desiderio infondato mentre il dovere ha una origine oggettiva nella natura finalistica delle cose. I diritti come pretese fondano una società individualistica e relativistica, mentre il dovere finalistico genera una società fondata sulla vocazione naturale delle persone, delle famiglie e dei corpi intermedi. 

Nella relazione omosessuale i due individui non si completano, ma si sommano l’uno all’altro. Eventuali loro rapporti di cura e solidarietà sono tali solo apparentemente in quanto conseguenza di una relazione innaturale e essenzialmente ingiusta. Sommandosi senza accogliersi pienamente e facendo solo incontrare tra loro due desideri infondati, i due individui di una relazione omosessuale non esprimono socialità ed essendo naturalmente sterili non fondano nemmeno una società, non essendo in grado di promuoverla e svilupparla procreando nuove vite. 

L’autorità politica è legittimata dal bene comune. Essa non può quindi riconoscere giuridicamente tutte le relazioni che i cittadini stabiliscono tra di loro, ma solo quelle che si dimostrano conformi al diritto naturale. La fisicità maschio e femmina non è solo un dato fisico, ma antropologico: mostra il progetto sull’uomo articolato in due poli complementari maschio e femmina. La fisicità maschile e femminile indica quindi un dover essere, è una indicazione su come si deve vivere in accordo con la natura umana. La politica e le leggi non possono prescindere da questo fondamentale dato antropologico e riconoscere dignità e valore comunitario alla sua negazione. Quando l’autorità politica fa questo, contraddice se stessa, si corrompe e si degrada ad altro da sé. Il riconoscimento di un diritto che diritto non è ma è un torto degrada sia il diritto a torto sia la autorità a potere. Il potere si differenzia dall’autorità perché è un puro fare privo di legittimazione morale ma fondato solo sulla forza. 

Il riconoscimento giuridico dell’unione civile tra persone omosessuali non è ammissibile nemmeno se dalla legge che lo contempla risultasse chiara la sua non equiparazione alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Infatti la relazione omosessuale è ingiusta in sé. La linea “unioni civili sì, a patto che non vogliano il matrimonio” è sbagliata. Non solo per motivi di fatto: la storia insegna che una volta riconosciuta l’unione civile i suoi sostenitori lotteranno per avere anche il matrimonio ed è una illusione pensare il contrario, ma anche per motivi di diritto: l’unione omosessuale è sbagliata in sé. Essa è in se stessa una forma di violenza e origine, in seguito, di altre violenze. 

L’idea di accettare il riconoscimento delle unioni civili omosessuali per impedire la radicalizzazione nel matrimonio omosessuale attualizza nuovamente la perdente e moralmente insostenibile strategia del male minore. Non è lecito fare il male per avere un bene, a maggior ragione non è lecito accettare un male minore per evitare un male maggiore. Oltre a non essere moralmente lecita, una simile strategia è anche miope dal punto di vista politico. 

Le unioni civili non possono essere giuridicamente riconosciute anche se sono tra un uomo e una donna. Si tratta delle cosiddette convivenze o unioni di fatto. In questo caso i due conviventi non accettano il matrimonio, che invece è fondamentale per costituire una famiglia degna di questo nome e vera cellula della società. Non c’è vera famiglia se non nel matrimonio. Col matrimonio i due riconoscono pubblicamente che non sono insieme per interessi individualistici ma per una vocazione. Non intendono accostarsi l’uno all’altro ma unirsi reciprocamente e indissolubilmente rimanendo aperti alla vita. Solo così si danno le due caratteristiche della socialità e della società in una coppia. 

Il nostro Osservatorio ritiene di non avere espresso in questa Nota delle opinioni personali o di parte, ma i tratti fondamentali dell’insegnamento della Chiesa e delle conclusioni della retta ragione. 
Stefano Fontana
Direttore dell’Osservatorio - Fonte

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Da Blondet estratto dall'articolo
Il senso di Bergoglio per la Pede
(Tutti gli uomini del caudillo, ovvero uno dei quattro cavalieri dell'Apocalisse Wilton D. Gregory)

Un breve elenco delle sue benemerenze come apostolo della Pede dal sito”Complicit Clergy”, che ha come motto, in bel latino, “Qui tacet consentire videtur”:

Gregory, in qualità di arcivescovo di Atlanta, mantenne il programma di promozione e propaganda gay di Bernardin nella Chiesa.
Lo stesso Gregory è stato identificato come omosessuale da Richard Sipe, uno dei primi esperti della crisi degli abusi sessuali cattolici.
Gregory ha nominato un sacerdote pro-gay come direttore spirituale diocesano per le vittime di abusi sessuali da parte del clero.
Gregory ha riportato il sacerdote al ministero attivo dopo essere stato coinvolto in una relazione omosessuale.
Gregory ha invitato personalmente il consigliere vaticano pro-gay p. James Martin per tenere un discorso dal titolo “Mostrare accoglieza e rispetto nelle nostre parrocchie ai cattolici LGBT” sia alla parrocchia di St. Thomas More che al Santuario dell’Immacolata Concezione di Atlanta. Martin ha descritto Gregory come “premuroso, progressista e di mentalità aperta” e ha notato il suo coinvolgimento LGBT.
Gregory ha permesso al Santuario dell’Immacolata Concezione (Atlanta, GA) di fungere da centro per eventi LGBT , compresa la partecipazione alla Pride Parade della città. Dal 2014, ha anche permesso al gruppo “cattolico” pro-omosessuali e pro-transgender, Fortunate and Faithful Families, di tenere ritiri nella sua cancelleria di Atlanta, mentre recitava personalmente la messa per il gruppo.
Gregory ha tenuto il discorso alla conferenza 2017 dell’Associazione dei sacerdoti cattolici degli Stati Uniti (AUSCP), un gruppo dissidente che sostiene l’ordinazione delle donne al sacerdozio ed è aperto all’idea che la Chiesa approvi l’uso della contraccezione.
Gregory è stato accusato di aver insabbiato gli abusi sessuali ad Atlanta.
Gregory si è costruito una villa da 2,2 milioni di dollari che in seguito è stato costretto a vendere quando è scoppiata la notizia dello scandalo.
Gregory, presidente della Conferenza Episcopale Usa (USCCB) nel 2004, ha proclamato che dopo due anni di inarrestabili indagini sui preti che abusavano sessualmente di bambini e sui vescovi che li proteggevano, “ lo scandalo è storia. “
Gregory era presidente della USCCB al momento della crisi degli abusi sessuali del 2002 e ha permesso a Theodore McCarrick (l’ex arcivescovo di Washington che mentì per coprire i suoi crimini di pederastia). di essere il volto della risposta dei vescovi alla crisi.
Gregory e McCarrick hanno contribuito a esentare i vescovi dalla Carta per la protezione dei bambini e dei giovani.
Gregory ha permesso a Frank Keating, presidente del National Review Board (il consiglio laico creato da Gregory nel 2002 per aiutare a far fronte alla crisi degli abusi), di essere costretto a lasciare la scuola perché si scontrava con vescovi non cooperativi come Roger Mahony.
Gregory, insieme a Theodore McCarrick, ha nascosto il contenuto di una lettera del 2003 del Prefetto della Congregazione per la Congregazione per la Dottrina della Fede Joseph Cardinal Ratzinger che ricordava ai Vescovi statunitensi che i ministri della Santa Comunione devono rifiutarsi di distribuirla ai politici abortisti.
Gregory ha aiutato il cardinale Blaise Cupich di Chicago a lanciare discorsi di alto livello su Amoris Laetitia , il documento papale che ha suscitato le richieste di un cambiamento nella disciplina della Chiesa sul matrimonio.
Gregory ha attaccato il presidente Trump per aver visitato il Santuario di John Paul in concomitanza con la firma di un ordine esecutivo per la libertà religiosa e ha mentito sul fatto di non essere a conoscenza dell’evento.

Senza parole

Anonimo ha detto...


"il dovere è un essere a disposizione"

Meglio ancora: il dovere è l'obbligo di tenere un certo comportamento, omettendo il quale si incorre in una sanzione.
Nell'idea del dovere è esclusa la scelta: si può fare solo ciò che impone il dovere, se non si vuole incorrere in una sanzione.
Nel concetto del dovere si esprime l'idea del dover-essere, in senso assoluto.
Il comportamento dovuto intrinseco ad un dovere, lo è in genere a favore di terzi.

Il comportamento omosessuale, maschile e femminile, viola il comandamento divino di non fornicare in modo più grave perché tra persone dello stesso sesso.
Si oppone inoltre al piano divino per il genere umano, al "crescete e moltiplicatevi", ragione per la quale Dio ha creato due sessi tra loro complementari, il maschile e il femminile.
Si sarebbe forse potuto ricordare che l'omosessualità oltre che "grave disordine" è anche un peccato: che tale grave disordine è un peccato perché viola coscientemente l'ordinamento morale naturale voluto da Dio.
Il matrimonio secondo natura in chiesa, come sacramento, santifica il rapporto sessuale naturale, altrimenti solo animalesco, tra il maschio e la femmina (dopotutto, lo abbiamo in comune con le bestie, o no?). I poeti lo abbelliscono, la religione lo santifica, lo eleva.

Nelle persone normali, il pensiero stesso dei rapporti sodomitici e saffici produce un senso di ribrezzo, reazione del tutto naturale. L'imposizione della Rivoluzione Sessuale alla società ha immerso la società stessa nella melma. Bisogna uscirne, una buona volta.
È inutile chiedere chiarimenti a Bergoglio, è tutto perfettamente chiaro: bisogna invece chiedergli a gran voce di popolo di ritirare quello che ha detto sulle unioni civili dei gay.

Catacumbulus ha detto...

Come corrollario di questa ineccepibile nota, aggiungerei che la posizione espressa dal papa implicitamente annichilisce uno dei principi teologici fondamentali, discusso da generazioni di scolastici: "Gratia non tollit naturam, sed perficit eam".

Tale principio, infatti, esprime l'armonia tra i due piani; armonia che, al contrario, viene totalmente negata da chi, mentre ritiene evidentemente un bene morale la relazione omofila sul piano naturale (tanto che essa meriterebbe tutela legale in vista del bene comune), pur tuttavia, le nega inspiegabilmente la possibilità di un perfezionamento sul piano della grazia.

Una posizione che a sua volta implica l'attribuire questa assurdità all'azione creatrice di Dio stesso, che solo in questo caso (o si prepara l'epifania di nuovi casi dello stesso tipo?) avrebbe posto in contraddizione natura e sopra-natura, piano naturale e piano della grazia. Questa sì che suonerebbe come una forma di assurda discriminazione: creo la tua relazione omofila come un bene sul piano dell'ontologia e della morale naturale, ma poi, senza alcuna ragione, nego il riconoscimento della grazia perfezionante a questo bene naturale.

Per rispondere a questa obiezione non basterebbe riferirsi a un'ipotetica differenza nel grado di perfezione, in analogia alla differenza che c'è tra la vita matrimoniale e la vita verginale di un consacrato. Infatti, benché la differenza in perfezione tra le due forme di vita permanga, entrambe sono sussunte sul piano della grazia mediante specifici sacramenti.

SONO TOTALMENTE SCANDALIZZATO (anche se non sorpreso)!

Anonimo ha detto...

"... la posizione espressa dal papa implicitamente annichilisce uno dei principi teologici fondamentali, discusso da generazioni di scolastici: "Gratia non tollit naturam, sed perficit eam"...."

La sua formazione, la sua costituzione, il suo credo, il suo vissuto sono materialistici. Lo spacciare buonismo, misericordia, fratellanza tanto al chilo non lo trasforma in Cattolico. La Grazia, cioè il perfezionamento da parte dello Spirito Santo della natura, non può oggettivamente rientrare e non rientra né nella sua percezione. né nella sua visione del mondo.

Quasi certamente ormai possiamo avanzare l'ipotesi che la sua autentica vocazione cattolica non è mai avvenuta, rimase e rimane quello che fu, un buttafuori...della dimensione spirituale a favore della materialità verso la quale vanno tutti i suoi sforzi propagandistici.

Anonimo ha detto...

Oggi Giuliano Guzzo scrive dell'ultima dei paladini dei diritti: «La scelta di tirare in ballo in una norma contro l'omofobia la disabilità ha il sapore di un goffo tentativo, da parte del centrosinistra, di farsi perdonare - per di più in piena pandemia - una legge la cui inopportunità è oggi impossibile da nascondere.
Pur di portare a casa la legge bavaglio, si è arrivati a camuffarla».

Su «La Verità», che trovate oggi in edicola.

Anonimo ha detto...

"...si è arrivati a camuffarla».

Il camuffamento è da tempo modalità di governo. Il diritto è diventato il manuale del camuffatore. Tutta la melma nella quale ci muoviamo quotidianamente nasce dall'aver messo Dio, Uno e Trino, nel dimenticatoio in nome della laicità. Ecco qui i frutti della laicità!

Radio Buon Consiglio : Il pensiero dei Santi sull'omosessualità . ha detto...

Vescovo revoca il mandato alla catechista che si è unita ad un’altra donna
Redazione - 30 Ottobre 2020
https://www.informazionecattolica.it/2020/10/30/vescovo-revoca-il-mandato-alla-catechista-che-si-e-unita-ad-unaltra-donna/


Ave Maria! In questa puntata di "Andar oltre gli Inganni" la Dott.ssa Cristina Siccardi tratterà il delicato tema dell'omosessualità alla luce del pensiero dei Santi, da sempre ritenuti nostri modelli e guide sicurissime nel cammino di perfezione
https://www.youtube.com/watch?v=dqtdcJQHNlw

A motivo dell'amore per le anime redente !
Che la vostra carita' cresca sempre piu'.