sabato 27 dicembre 2014

Il grande dittatore


Su segnalazione di un lettore, riprendo questo articolo, da non perdere, di Patrizia Fermani su Riscossa Cristiana [qui]. Sarebbe bene leggessero -meditando- sia i normalisti ad oltranza che i conservatori conciliaristi. Ed anche gli isolani...

Il pontificato di Bergoglio fin dalle primissime battute ha suscitato sorpresa. Quanti sono ormai avvezzi a considerare con compiacimento ogni omologazione verso il basso, hanno visto nei detti e nei fatti del nuovo vescovo di Roma una implicita promozione personale ed un guadagno di immagine per la Chiesa. Per altri si è trattato di vedere con disperante sgomento che invece prendeva forma proprio l’autodissoluzione della Chiesa e del cattolicesimo. Altri ancora, incapaci di affrontare a piè fermo la realtà di una morte annunciata, attaccati alla speranza come ad una scialuppa di salvataggio, si sono consolati ricordando come lo stesso Pio IX avesse assunto il ministero petrino nella veste di simpatizzante dei movimenti liberali, per poi diventare, di fronte alla realtà dei fatti e alla pericolosità oggettiva di certe idee, il papa del Sillabo.

Non più di un anno fa Umberto Silva, che affiancava Giuliano Ferrara in una curiosa presentazione “critica” del libro che ha raccolto gli articoli scritti per il Foglio da Gnocchi e Palmaro sul rinnegamento della fede cattolica da parte di Bergoglio, ostentava il proprio fiducioso ottimismo sulla nuova guida della Chiesa e sui possibili benefici frutti e rivoltava contro gli autori quella funesta pretesa di verità che, a suo dire avrebbe caratterizzato la rivoluzione francese, scambiando così, con un lapsus davvero imperdonabile per uno psicanalista, la verità con la libertà senza limiti che è stata la sola corda suonata dai signori dell’89. Ora anche Silva sembra prendere atto che la strada imboccata non è propriamente quella che ci si aspetterebbe in tempi tanto critici dalla suprema guida spirituale (ma si sa che oggi lo spirito ha assunto un significato polivalente), e sul Foglio di giovedì sfodera anche lui la tesi che presto ci sarà una svolta e che il vescovo di Roma all’occorrenza sarà all’altezza del proprio compito istituzionale. Insomma, se finora si è potuto scherzare, al momento buono si farà sul serio. Come se una corsa verso il precipizio come quella che interessa ora una intera umanità, possa consentire qualche distrazione e come se questa corsa non sia stata invece accelerata proprio dalle presunte innocue “distrazioni” del vescovo di Roma oltreché incoraggiata da una chiesa allo sbando.

E dunque rispetto ad un anno fa, anche chi ostentava tanto ottimismo, si vede costretto a ripiegare su una speranza ormai disperata, mascherata da ostentate quanto cervellotiche sicurezze.

Ho portato l’esempio di Silva perché rispecchia, anche in chi avrebbe tutti gli strumenti per diagnosticare la realtà umana e istituzionale della chiesa attuale, un atteggiamento diffuso che ha conseguenze preoccupanti. Viene elusa una doverosa e responsabile presa di coscienza della realtà mentre si inalbera un maleinteso principio di obbedienza che ignora l’ordine gerarchico dei doveri. Nella massa essa è diventata presto ossequio alle ferree direttive del potere mediatico che ha riconosciuto immediatamente nel vescovo di Roma, l’interprete più efficace della propria ideologia di ascendenza comunista. Si è venuta così alimentando l’idea che detti e gesti del Vescovo di Roma siano comunque consoni al ruolo, plausibili nei contenuti, accettabili nella forma, cattolicamente ineccepibili.

In ogni caso l’esempio di Pio IX rimane improponibile perché le idee che potevano avere attratto Mastai Ferretti fino ai primi tempi del pontificato, anche in virtù di certe contingenze storiche, e che furono ripudiate poi a tempo debito, non avevano ancora prodotto tutti i propri frutti nefasti. Ma in seguito gran parte di quelle idee hanno contribuito alle inaudite catastrofi accumulate dal novecento e sotto forme diverse continuano a produrre le altre mostruose aberrazioni che ora sono sotto gli occhi di chiunque voglia vedere. Sono le stesse idee che insinuate in forma subdola nel Concilio vaticano II, hanno preparato l’autodistruzione della Chiesa, proseguita più o meno indisturbata fino al rush finale ora pilotato da Bergoglio. Quelle idee hanno già prodotto una società insipiente e vanesia. Un società posticcia con modelli miserabili, incapace di educare le nuove generazioni dopo avere rinnegato le proprie ascendenze, incapace di distinguere il bello dal brutto, il vero dal falso, il bene dal male e suggestionata dalla messainscena delle parole che possono vivere nella mente disattivata delle persone come puro suono senza contenuto reale. Di fronte allo sfacelo ci si è trovati disarmati perché ci si è adattati a sostituire la fatica del pensiero con la formula d’uso. Negli anni trenta il vecchio Kennedy fece lobotomizzare la figlia ventitreenne perché la sua irrequietezza e imprevedibilità avrebbe potuto nuocere alla carriera dei fratelli votati alla politica. Anche oggi si è fatto ricorso alla lobotomizzazione di massa attraverso la distribuzione obbligatoria delle formule sacramentali della demagogia di sinistra, l’unica reperibile ora in rerum natura, e di quella cattocomunista che vi si è modellata. L’automatismo del pensiero pilotato fu rappresentato in modo magistrale dalla satira di Petrolini. Nerone che promette di ricostruire Roma, dopo averla incendiata, “più grande e più bella che pria”, viene osannato prima ancora che riesca a pronunciare le parole fatidiche. Così pure Chaplin ha potuto anticipare in parte casualmente, il plauso per il grande Dittatore che parla solo della libertà e del bene prima di approntarne la distruzione totale.

Non da meno sono i cantori odierni, laici e no del nuovo umanesimo promosso dal vescovo di Roma, che giudica e manda o non giudica e non manda, a seconda di quanto è più funzionale ad un disegno che appare sempre più evidente. E tutti si mostrano incuranti dei significati e delle intenzioni, delle finalità e degli esiti, come delle esigenze della intelligenza e della forma.

Ma davvero esemplari sono i redattori di Zenit, che invece di non pubblicizzare i discorsi di S.Marta, li riportano per intero (qui) con grande sprezzo del ridicolo proprio e altrui.

Così a nessuno è venuto in mente che sarebbe stato meglio oscurare una frase di ieri estrapolata fra tante, tutte meritevoli di nota. Ha detto il vescovo di Roma: “a volte quando vedo un cristiano tanto rigido, penso ‘signore, buttagli una buccia di banana’ ”. Pensiero stupendo, inserito in mezzo a tutto un insieme di frasi e parole polivalenti senza significati determinati e senza collegamenti logici plausibili, ma capaci di offrire un campionario buono per tutti i gusti.

Ora di fronte a tanta incontinenza oratoria, in altri tempi si sarebbe cercato, per carità di Dio, di non dare pubblicità a un tale mortificante e confuso agglomerato di parole e idee. Ma il pudore è virtù obsoleta dalle parti delle attività sessuali, figuriamoci se può sopravvivere nelle stanze degli addetti alla divulgazione del pensiero bergogliano.

E se tutto questo viene venduto senza remore, significa ovviamente che il mercato è pronto ad assorbirlo. Ci siamo abituati alla mefitica consistenza dei tessuti cinesi e al loro nauseante odore petrolchimico e dunque possiamo accogliere senza battere ciglio il profilo formalmente minimale dei discorsi di quella che è stata per secoli la più alta autorità morale anche se i loro contenuti sono devastanti per tutti e mortificanti per la chiesa di Cristo? Ma possiamo veramente eludere i significati di quanto viene detto e non avvertire l’eco assordante di quanto non viene detto? Possiamo pensare la povertà eletta a categoria morale, l’uguaglianza a realtà naturale, la morale a libertà personale, la vita e la morte consegnate senza indugio alla politica, la bellezza strangolata dalla ottusità ?

Evidentemente si, perché, come diceva Umberto Eco in un saggio profetico sulla fenomenologia di Mike Buongiorno : “quest’uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere, traspare una mediocrità assoluta unita ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione scenica, si vende per quello che è in modo che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore, neppure il più sprovveduto”.

Ovviamente Mike Buongiorno era persona garbata le cui gaffe non tradivano né protervia né disprezzo per il prossimo, ma solo una inconsapevole, o forse studiata, mancanza di sensibilità. Ma potremmo citare anche von Balhtasar, che qualche anno dopo il Concilio di cui era stato entusiasta promotore, di fronte allo scempio della liturgia che del concilio è stato il risultato più immediato e dirompente, scriveva: “se siamo diventati uomini piccoli non si vede perché dobbiamo ridurre il mistero al nostro formato”. Appunto.

Il vescovo di Roma riduce ai minimi termini il formato della Chiesa e del papato già deformato dai preti e dalla teologia post conciliari, e lo fa per di più stravolgendo i contenuti del cattolicesimo. Se non ce ne accorgiamo neppure significa che siamo noi a spogliarci del nostro patrimonio perché non siamo più in grado di comprenderne il valore e di spenderci per amministrarlo degnamente. Siamo diventati quelli che applaudono prima di comprendere il significato di quanto viene detto perché in fondo tutto è a nostra misura, quella di uomini diventati troppo piccoli per contenere idee diverse non confezionate e distribuite dall’apparato propagandistico del nuovo Grande Dittatore.

31 commenti:

angelo ha detto...

articolo eccellente

Anonimo ha detto...

Chi sarebbero gli "isolani"?

Alessandro Mirabelli ha detto...

Come mi ha scritto pochi giorni fa un tradizionalista che stimo in sommo grado, lo stato della Chiesa Cattolica e' pietoso. A Bergoglio il processo sarà fatto al prossimo conclave. Oremus.

Silente ha detto...

L'origine del processo di "autodistruzione della Chiesa" ha, ovviamente, origini e cause metafisiche e metastoriche, spirituali e dottrinali, ben indagate dal pensiero "tradizionalista", anche in questo sito.
Tali origini e cause hanno tuttavia, necessariamente, determinato effetti di "ragion pratica" che, su un piano che potremmo definire, in questo caso con buon motivo, pastorale, a un'ininfluenza della Chiesa e della sua dottrina di sempre sui pensieri e sul comportamento dei fedeli.
La "Lumen Gentium" ha negato che la Chiesa di Cristo - e solo Essa - sia la Chiesa di Cristo (il famigerato principio del "Subsistit in"). Da ciò la negazione dell'unicità salvifica della Chiesa (l'extra Ecclesia nulla salus, peraltro mai rigoristicamente intesa dal Magistero). Ma, se la Verità non sussiste esclusivamente nella Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana, se "elementi di santificazione e di verità" sussistono anche nei Protestanti, addirittura nell'Ebraismo, nell'Islam, nell'Induismo e nel Buddismo, se addirittura tali elementi sono "parecchi ed eccellenti", come scrive la "Unitatis Redintegratio", allora è conseguentemente legittimo costruirsi una "religione fai da te", un patchwork in cui, come al supermercato, ognuno riempie il proprio carrello della spesa spirituale con i prodotti che più gradisce.
In questa prospettiva di rinuncia alla Verità Rivelata, che ha come contraltare necessario la rinuncia e la confusione relativamente alle Sue fonti, cioè la Tradizione e la Scrittura, s'inquadra perfettamente l'adozione di un "pragmatismo" protestantico riguardo a divorzio, aborto, eutanasia, fecondazione "assistita", matrimonio omosessuale e via aberrando.
E' la perfetta applicazione della strategia modernista: un percorso di lungo periodo verso una religione universale intrisa di vago spiritualismo, innocuo buonismo, consolatoria quanto basta rispetto alle crudeli istanze sociali dei nuovi "padroni del mondo". La religione, o la religiosità, dell'Anticristo.
Spiace dirlo, ma la figura, il pensiero, gli atti di Bergoglio s'iscrivono perfettamente in questo disegno.

Silente

Luisa ha detto...

Malgrado il continuo peana mediatico che pone Jorge Bergoglio su un piedestallo, dipingendone un ritratto parziale e fazioso, evitando con cura quel che potrebbe venire a guastarlo, chi viaggia in rete e legge articoli e commenti sul papa, si rende facilmente conto che anche chi era un incondizionato ammiratore del nuovo papa sta ponendosi delle domande, all`entusiasmo degli inizi subentrano i dubbi, cattolici responsabili guardano a Roma e quel che vi leggono, e vedono, suscita in loro apprensioni e riflessioni convergenti.
Vedono il papa parlare di misericordia e tenerezza ma il suo comportamento nei fatti lo contraddice, hanno letto delle 15 malattie e si domandano se non urgerebbe per papa Bergoglio un pò di autocritica, il suo carattere autoritario è ormai uscito allo scoperto e a chi si interessa e lo legge non può sfuggire il suo continuo accanirsi sui cattolici che non sono "a sua immagine".
Non sono solo certi commentatori "ufficiali" di "cose vaticane" a dipingere una certa realtà smorzando i toni enfatici degli inizi, ma anche cattolici che hanno blog o siti, o anche semplicemente commentano certi articoli, dicono:
non abbiamo bisogno di un accusatore pubblico, di un giustiziere, di un giudice d`istruzione, l`Alzheimer è dottrinale, è liturgico, c`è una schizofrenia dottrinale e pastorale.
Insomma la strada che sembra voler imboccare papa Bergoglio, e i metodi che sta usando per attuarla, non passano inosservati e stanno obbligando i cattolici che non hanno ancora la "mente disattivata" a come minimo interrogarsi su quel che sta succedendo in questa chiesa.

Rr ha detto...

Su Benoit et moi e' ripreso, tradotto, un commento di un sito anglofono, che parla del lavoro in curia. Consiglio di leggerlo, o nel sito in francese, o nell' originale in inglese, perché e' a dir poco illuminante.
Ma "papa" non significa " padre"?
Rr

Anonimo ha detto...

Lui è stato chiamato per fare quello, nel 2005 hanno avuto timore a discostarsi troppo dall'idolo polacco, tagliare tutti i ponti coll'esecrato tedesco è stato un giochino da ragazzi, chiesa NWO doveva diventare e tale diverrà per opera del vdr che poi può anche decidere di andarsene in Argentina, prima però deve distruggere ogni traccia di sacralità, di papalità, di tutto ciò che costituiva la chiesa cattolica apostolica romana, una volta diventata una 'chiesa' come tante altre non darà alcun fastidio agli ideatori della nuova religione universale......solo che c'è qualche resistente di troppo e non tutti hanno subìto l'anestesia, lobotomìa o quello che volete voi, qualche cervello autonomo e pensante c'è e sfugge alla dittatura del pensiero unico = tutte le religioni sono uguali quindi si annullano e diventano innocue, supine al nuovo credo a-teo dominante.

Anonimo ha detto...

nel Bergoglio-pensiero ci vedo molto di quanto evidenziato da questo articolo di Luigi Copertino.

"riduzione soggettivistica dell’oggetto della fede alla fede medesima, o meglio all’idea soggettiva dell’io"
>
http://www.identitaeuropea.it/?p=281
bisognerebbe considerare l'enorme (finanziata) influenza del settarismo protestantico (pentecostale etc) nel continente sudamericano

Ma si va anche oltre..
che dire di questo sdoganamento amicale della "teologia della liberazione" ripetutamente condannata dal MAGISTERO della Chiesa (San Giovanni Paolo II e Ratzinger-Papa Benedetto XVI)?

e di citazioni del genere..
"ciò che più colpisce di questo discorso è la sua stupefacente somiglianza con le teorie sostenute dal filosofo della politica Toni Negri (Curiosamente, l’università nella quale l’ottantunenne Toni Negri tiene oggi le sue lezioni è in Argentina:. È la Facultad Libre de Rosario di Santa Fe.) e dal suo discepolo Michael Hardt in un >> libro del 2002 che ha fatto epoca: “Impero”.
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/11/04/toni-negri-in-vaticano-ma-i-licenziati-nessuno-li-ascolta/

Anche il suo rapporto con l'ebraismo, molto stretto già dai tempi di Baires, mi sembra vada al di là di quanto stabilito dalla Dominus Iesus
http://www.maranatha.it/Testi/TestiVari/TestiV02Page.htm
m

Anonimo ha detto...

infine un Papa non nasconde la Croce di Cristo davanti a chicchessia!

Anonimo ha detto...

Segnalo 'Gesù nelle visioni di Benedetto e francesco.Semi che sbocceranno nel futuro' di A. Skorka su ilsismografo.blogspot.com. no comment, però ho letto che Benigni è stato pagato 4.000.000. di euro per le 2 serate, azzzz.....e non ci credo neanche un po' che li abbia devoluti in beneficenza, non sono così scemo da bere tutto. Anonymous.

Anonimo ha detto...

Bergoglio - comunione ai divorziati risposati: «Non è una soluzione dargli la comunione», ha risposto Francesco. Questo soltanto non è la soluzione, la soluzione è l’integrazione. Non sono scomunicati. Ma non possono essere padrini di battesimo, non possono leggere le letture a messa, non possono distribuire la comunione, non possono insegnare il catechismo, non possono fare sette cose, ho l’elenco lì. Se racconto questo, sembrerebbero scomunicati di fatto! Allora, aprire un po’ di più le porte. Perché non possono essere padrini? “No, guarda, che testimonianza vanno a dare al figlioccio?”. La testimonianza di un uomo e una donna che dicano: “Guarda, caro, io mi sono sbagliato, sono scivolato su questo punto, ma credo che il Signore mi ami, voglio seguire Dio, il peccato non mi ha vinto, vado avanti”. Ma che testimonianza cristiana è questa? O se arriva uno di questi truffatori politici che abbiamo, corrotti, a fare da padrino ed è regolarmente sposato per la Chiesa, lei lo accetta? E che testimonianza va a dare al figlioccio? Testimonianza di corruzione?».

potrebbe sembrare un bel ragionamento (e prenderà l'applauso dei più) ma è un pensare umano... i sacramenti sono sacramenti e contravvenire ad un sacramento non può esser messo sullo stesso piano di un peccatore comune. Certo, sarebbe buona regola confessarsi prima di fare il padrino (nelle due circostanze che mi sono capitate mi sono confessato uno o due giorni prima...i sacerdoti dovrebbero richiederlo a mio avviso, e ci sono casi di padrini nemmeno cresimati).
Questo è un ragionare "umano" che mina alle basi il cristianesimo.. la religione è fatta di dogmi di fede e non esistono adattamenti alle realtà storiche contingenti perché quello che fu detto VALE PER SEMPRE.

Luís Luiz ha detto...

Ora di fronte a tanta incontinenza oratoria...

Il problema non è l'oratoria, è la fede: Bergoglio non è cattolico. Non capisco come si possa non vederlo dopo tutto quello che ha fatto e detto. Invece di vedere un peccatore e volere la sua conversione, Bergoglio vede un cattolico e vuole la sua caduta.

Anonimo ha detto...

E' un dato di fatto che Bergoglio in questi due anni ha incessantemente raffigurato con livore e disprezzo in chiave negativa ricoprendolo con ogni genere di epiteto tutto il mondo cattolico non rigidamente sottomesso e allineato con l'ideologia dominante che è quella dei Poteri Forti Globali. Poi per esser uno che dice "chi sono io per giudicare" quel mondo millenario lo giudica e condanna senza pietà ad ogni istante. Mica male per uno buonissimo e tenerissimo e coerentissimo.
Ora l'unica cosa su cui si può ancora avere qualche dubbio è se la sua missione sia semplicemente quella di dissolvere, sbaraccare, definitivamente la Chiesa Cattolica oppure quella di asservirla totalmente ai fini di quei Poteri (che MAI e poi MAI ha criticato) da cui è tanto apprezzato ed amato. In entrambi i casi siamo comunque a buon punto e in ogni caso, per quel che può valere, con questa sorta di raggiro che è diventata la (fu) Chiesa Cattolica voglio avere a che fare il meno possibile in particolare perchè proprio a dire del Vescovo di Roma, che è il suo capo supremo in terra, è solo una tra le tante religioni possibili, neanche la migliore e soprattutto nemmeno quella vera.
Miles

Rr ha detto...

Il politico corrotto- e chi lo stabilisce? La nostra giustizia che prima condanna, poi assolve, poi c' e ' il ricorso in Cassazione e si rifà il processo- non puo' fare il padrino, mentre l' adultero concubino, così definito dal Magistero, mica da me, si? Ma che bel ragionamento liberal- marxista ! E lui dovrebbe proteggere il Depositum Fidei?
Ma per favore!
Rr

Alba ha detto...

“a volte quando vedo un cristiano tanto rigido, penso ‘Signore, buttagli una buccia di banana’ ”
Non ci leggo tolleranza , ne' misericordia , ne'pazienza o invito a pregare per quelli diversi da me . PIUTTOSTO
ci leggo una bella voglia di fargliela pagare , di fargli dare una lezione e quale mandante mi sentiro' soddisfatto e appagato . Voglia di rivalsa ?

Ma cosa vado a pensare , forse voleva solo essere spiritoso !!

Franco ha detto...

Ho l 'impressione che il VdR faccia riferimento a una situazione che attualmente in Europa non esiste piu' . Fino agli anni '50 i parroci potevano fare prediche di condanna forte di fatti e personaggi del giorno riconoscibilissimi, come si vede leggendo i libri di Guareschi o riandando al caso del vescovo di Prato, mons. Fiordelli, che addito' una coppia sposata come rea di "pubblico concubinaggio" e per questo fu sottoposto a processo ( era la prima volta che questo accadeva in Italia: 1955 o 56, se non ricordo male ).
Questa veemenza e' ormai sconosciuta in Italia, tranne che nelle prediche di alcuni rari preti di sinistra, come credo don Gallo.
Forse c'e' da considerare che Bergoglio usa questo approccio "di destra" per veicolare messaggi apertura stiamo diciamo "di sinistra".
Stesso discorso per i legalisti irrigiditi, la cui razza qui si e' quasi perduta.
La reprimenda in quindici punti fatta in occasione degli auguri di Natale mi sembra riconducibile a questo genere; idem per l'uso di immagini concrete, tipica dei quaresimalisti come padre Segneri gesuita, che paragonava la confessione al bucato della lavandaia ( discorso ripreso nel film "Pane, amore e fantasia" del 1953, in un'Italia paesana pretelevisiva ancora immersa in un clima controroformistico ). Ovviamente condivido l'abuso di questo espediente retorico, quando il Sommo Pontefice si spinge all'evocazione delle bucce di banana e dei cimiteri nel discorso per gli auguri di Natale.
In sostanza: mi sembra di riconoscere una singolare commistione di autoritarismo conservatore e di aperturismo progressista). Culto della Madonna che scioglie i nodi e rifiuto del Dio cattolico: e' difficile raccapezzarsi.
Forse gli ipocritoni irrigiditi come il Principe Padre della manzoniana Gertrude e le dame tipo Donna Prassede di papa Bergoglio si trovavano nelle telenovelas sudamericane di una ventina di anni fa.
Probabilmente in Bergoglio si intersecano "geologicamente" uno strato di religiosita' appreso dalla nonna e uno di istanze del gesuiti smontare progressista dell'era arrupiana.

Anonimo ha detto...

"frasi e parole polivalenti senza significati determinati e senza collegamenti logici plausibili, ma capaci di offrire un campionario buono per tutti i gusti".
..c'è un marketing (anglo?) dietro...di certo non è un caso (né confusione mentale).. a parte il fatto che sembra cambiare aspetto appena vede le telecamere...rivedersi il filmato del primo incontro con bxvi..poi c'è il "sali a bordo" del sacerdote amico-argentino in piazza san Pietro..ecc un caso? non credo

Cattolico ha detto...

Cara Rr 21:47: no, lui non vuole affatto proteggere il depositum fidei, ma solo distruggerlo, assieme a quel poco che resta di veramente cattolico nella Chiesa (vedi FF I,cattolici tradizionalisti, ecc.). Del resto, lui stesso tempo fa affermò "o devo fare quello che mi hanno detto di fare i signori cardinali"; ovvio che si riferiva ai modernisti che lo hanno eletto, non certo a Burke, Caffarra ed altri con la mente ancora lucida. Purtroppo la maggioranza dei cardinali oggi ha la mente annebbiata dal fumo di satana di montiniana memoria e lui affida loro tutti i posti di comando (vedi Kasper, Galantino, Ravasi, ecc.). Che fare ? fuggire da questa Chiesa? pregare nascosti nelle moderne catacombe? oppure fare atto di sottomissione, giurare di accogliere come dogma intoccabile il CV II? (come i primi cristiani che accettavano di sacrificare all'imperatore?). Signore illuminaci Tu. Laudetur Jesus Cristus

tralcio ha detto...

Che fare?
CREDERE (Gv 6,28-29)
SIAMO SERVI INUTILI (Lc 17,10)

Fuggire da questa Chiesa?
NO: MA AVERNE PIETA' E STARE (nel contesto, senza sconti, di Gv 6,41-70)

Pregare nascosti nelle moderne catacombe?
ANCHE (L'IMPORTANTE E' PREGARE DAVVERO CONFIDANDO IN DIO: TROPPA PAURA O LAMENTO SONO GIA' UN ATTO DI SFIDUCIA, QUASI CHE PENSASSIMO LA STORIA IN MANO AGLI UOMINI)

Oppure fare atto di sottomissione,
COME ATTO DI UMILTA' OFFERTO A DIO
CHE HA PERMESSO QUESTO NELLA SUA CHIESA

giurare di accogliere come dogma intoccabile il CV II?
"NON GIURATE" (Mt 5,34)

Anonimo ha detto...

l'ennesima replica agli commenti di Papa Bergoglio è la necessità quotidiana per le coscienze che non hanno deciso sia per accettarlo come inauguratore di una nuova religione o il nemico della vera...


in tale caso, è sufficiente di fare commento...questa soddisfaccia quello che guarda da suo letto la caduta di una civiltà


Romano

Anonimo ha detto...

Ci mancava anche il maestro Riccardo Muti che parla della " tenerezza" di Abigail nel Nabucco di Verdi !
Sono 3 giorni ( 25 / 26 / 28 ) che in tre diverse Chiese e in tre diverse occasioni e in 3 diverse omelie sento questa benedetta parola " tenerezza ", mi sta diventando cordialmente antipatica e non la sopporto quasi piu'. C'e' tenerezza a profusione !
Ma che e' una epidemia?
Anita

Gederson ha detto...

Caro Silente,

L'autodistruizone della Chiesa, trova migliore spiegazione nella dottrina kenotica della Nouvelle Theologie, guarda un brano de un articolo del sito Corsia dei Servi:

dottrina kenotica

Terza idea-vettore è la dottrina kenotica. Largamente diffusa negli ambienti colti del protestantesimo ed elemento base della teologia evolutiva di Hegel, è entrata dapprima nel modernismo per poi essere riproposta da alcuni esponenti della NT, in particolare da Hans Urs von Balthasar (1905 – 1988) e da Karl Rahner (1904 – 1984). Tale teoria, dà un’interpretazione esoterica di Filippesi II, 7 (Cristo “spogliò se stesso”, ekenosen heauton), ponendola come la chiave di lettura di una nuova concezione teologica:

-Dio, per mezzo di un processo di auto-svuotamento sostanziale ed ontologico (analogo allo tzim-tzum della Cabala), avrebbe creato il mondo

- In modo analogo il Verbo nell'incarnarsi in Cristo si sarebbe spogliato per autolimitazione di alcuni attributi, allo scopo di riversarli su di noi- la Chiesa dovrebbe seguire questo supremo esempio, annichilendosi per dar vita alle altre religioni ed al mondo. Nella sua morte, abbandonata da Dio come Cristo in Croce, la Chiesa troverebbe la sua vera vita e la risurrezione.

Nella sua lotta per una "liberazione integrale", la Teologia della liberazione nella sua fase terminale si è fatta corifea di una rivoluzione culturale nella quale l’oppresso "estragga" (getti fuori da sé) la cultura dominante, dando luogo alla nascita di un uomo nuovo, internamente libero da qualsiasi condizionamento.

Pio XII nell’enciclica Sempiternus Rex Christus del 1951 condannò la dottrina kenotica come invenzione nefanda che, “riprovevole come l'opposto errore del docetismo, riduce a nome vano ed inconsistente tutto il mistero dell'Incarnazione e Redenzione” [23].

La dottrina kenotica sopravvive in una forma attenuata in coloro che fondano la scoperta del divino nell’uscire sciamanicamente da sé per andare verso il prossimo e farsi altro.

Rafminimi ha detto...

Intermezzo "umoristico".
Se, almeno ogni tanto, non ridi, ti "rodi" (nessun riferimento all'isola)

----- Original Message -----
From: "Rafminimi" <
Subject: Re: Famosa barzelletta

> ----- Original Message -----
Nel regno ove vive il Mago Wiz, si presentano dei perseguitati religiosi che chiedono asilo.
Il Re domanda loro di che religione sono.
RISPOSTA:
-Apparteniamo alla CONGREGAZIONE EVANGELICO-BUDDHISTA DELLA CHIESA
BIBLICO-MUSULMANA DEI TESTIMONI ANABATTISTI DI QUELZOCOATL,SAVONAROLA, VISNù & ZOROASTRO.
Chi vi perseguita?
Come rispondereste?
Possiamo provare a ricostruire quale può essere la loro teologia?
Se non sbaglio, la risposta originale del GRAN DRUIDO dei perseguitati religiosi di cui sopra, nella barzelletta di Johnny Hart era: "CHI *NON* CI PERSEGUITA"?

seraafino ha detto...

-Dio, per mezzo di un processo di auto-svuotamento sostanziale ed ontologico (analogo allo tzim-tzum della Cabala), avrebbe creato il mondo.
LA nostra gentile padrona di casa, da esperta di cultura ebraica, sa cosa vuol dire. E si tratta di cose e concetti per la sensibilità di noi cresciuti nell'equilibrio cattolico, così ben descritto da CHESTERTON, innominabili, poiché prossimi all'irriverenza, se non proprio ad una disgustosa bestemmia.

tralcio ha detto...

La storia umana è riconducibile a due schemi:

-come rivelazione di Dio: in Gesù, Dio si è fatto uomo per permetterci di essere adottati a figli di Dio. La storia è nelle mani di Dio.

-come gnosi, che trae ancora origine dalla rivelazione, ma ne fa a progressivamente a meno, in seguito alla malizia dell'uomo tentato da Lucifero; il "sarete come Dio" costituisce il cuore della gnosi: l'uomo che si fa "dio" senza bisogno di Dio; Dio stesso desidera "svuotarsi" fino a dissolversi.

Anche nella seconda modalità di declinano differenti opzioni. Esiste in fatti anche uno storicismo razionalista di matrice umanistica pur sempre dialettico, ma in contrasto con l’ortodossia marxista-leninista. La "speranza" di cui si nutre consiste sempre nella rivolta, la rivoluzione, il mutare il mondo con le idee, in un post-idealismo infarcito di esistenzialismo e anche di cristianesimo come filosofia di vita, volto all'affermazione dell'uomo nuovo e l'avvento di una società nuova, migliore per la capacità autosalvifica degli umani.

La speranza dei filosofi dell'uomo nuovo, ma deluso del “socialismo reale”, persegue la prospettiva della realizzazione d’un "socialismo dal volto umano”, legalista, pacifista, globalista, ambientalista... La speranza che muove un'umanità delusa e pessimista e tentata dal nichilismo consisterebbe in un'utopia dello "spirito", che riapra alla praxis quella dimensione del “possibile”, attraverso l’annuncio del “non ancora avvenuto”, incolpando ogni rigidità dottrinaria del ritardo in questa liberazione.

Scimmiottando la virtù teologale dei cristiani, questa rilettura secolarista propone la speranza come la più umana di tutte le emozioni, la cui mancanza è la più insopportabile per i bisogni dell'uomo: l'uomo senza speranza vive
la stolta tristezza degli animali, creature senza prospettive, abbandonate ad una istantaneità senza luce. Solo gli uomini tentano di protendersi verso il futuro, irrequieti, di trascendersi.

continua...

tralcio ha detto...

... e termino

Stravolgendo il cristianesimo (che annuncia la possibilità di essere divinizzati attraverso lo Spirito santo), questi new-gnostici provano a trascendere l'uomo nell'uomo, riducendo lo Spirito santo allo spirito umano inteso come la ragione.

La speranza dell'uomo che confida nell'uomo è in gran parte una fenomenologia immanentista, che descrive come "trascendenza" le diverse forme ed esperienze “della coscienza anticipante” (Bloch). Fiabe e credenze, romanzi e cinematografia, arte e viaggi, ideologi e profeti, sono tutte "anticipazioni" che rivelano, anche in modo illusorio, ciò che è la struttura essenziale dell'uomo, esprimendo le aspirazioni millenarie degli oppressi, la liberazione dal lavoro, dalla fatica, l’uscita dalla miseria, la ricerca della felicità, della giustizia e dell’ abbondanza (la lampada di Aladino, il paese della Cuccagna, il giovane povero che sposa la figlia del re, il cristianesimo: tutto fa brodo…), evidenziando che: “l’uomo è ciò che ha ancora molto davanti a sé”.

L'umanizzazione della natura insieme alla “naturalizzazione” dell’uomo stabiliranno la riconciliazione armonica tra l'umanità e la terra. La storia fluisce come un fiume lento, dalle grandi anse, verso questo mare. I bisogni e i desideri spirituali dell’uomo restano nella sfera della materialità del corpo vivente, espressione della fame che tormenta la materia universale. Non di solo pane è infatti la fame degli uomini.

Nella filosofia dell’utopia e della speranza la religione può starci senza fare a meno dell'ateismo nella ribellione a un Dio creatore e padrone del mondo e dell’uomo.

Perciò questi gnostici della storia affermano “che solo un ateo può essere un buon cristiano, e solo un cristiano può essere un buon ateo”: della religione andrebbe conservato quel formidabile semenzaio di speranze in un “mondo migliore” e di proteste di fronte alle ingiustizie del mondo attuale, che con la religione è stato coltivato dagli uomini, anche se i credenti hanno cercato di disinnescare le proteste volgendo le speranze verso una consolatoria meta oltre mondana, verso l’aldilà: l’annientamento della religione come culto a Dio coincide con la speranza critica che cammina con piedi umani.

La religione (ogni religione) sarebbe così il sospiro della creatura oppressa, l’animo di un mondo senza cuore. Dio è una lacrima dell’amore versata nel più profondo segreto della miseria umana.

Dei fatti biblici si sviluppa una lettura in chiave di una liberazione
escatologica, tutta umana e mondana, liberazione dei diseredati dal dominio dei potenti.

Viene rifiutato il culto del sacrificio redentivo del Gesù Salvatore che fa della Croce la sua scelta mentre, invece, si esalta il Gesù della risurrezione, simbolo dell “éscaton”, dell’avvento dell’ “uomo nuovo”, con lo sguardo verso l’avanti che ha sostituito lo sguardo verso l’alto. Allo stesso modo esalta il ribelle a Dio, che si emacipa dal dipenderne.

Viene accolta l’eredità "diveniente" e progressiva della Bibbia, dando piena voce al trascendere senza trascendenza che nella Bibbia verrebbe soffocato dalla necessaria centralità di Cristo, come rivelazione di Dio.

Il cristianesimo riassorbito nella rivoluzione è l'approdo di una speranza che non spera in Dio, di una gnosi che non ha bisogno della rivelazione.

E' l'uomo massonico, riconoscibile nel "bel discorso" seguente.
https://www.youtube.com/watch?v=jp1UCiZrcSs&feature=youtu.be
Chi non vi riconoscerebbe delle "belle parole"?

Eppure c'è un punto debole: nel film un finto dittatore mette in bocca le parole "giuste" al dittatore efferato.
Nella realtà la dittatura del relativismo usa parole finte per esercitare il potere.

Anonimo ha detto...

Ottimo articolo, complimenti.
Anche io mi accodo alla richiesta dell'anonimo del 27 dicembre 2014 14:02:
a chi si fa riferimento con il termine "isolani"?
Grazie

mic ha detto...

Non mi piace essere etichettata e non amo mettere etichette. Ma non ho altre parole per indicare i normalisti cerchiobottisti che da una parte denuciano e dall'altra allisciano, glissando su alcuni dei punti più controversi, "graffianti" quanto basta nei confronti di chi ama la tradizione.
Mi riferisco al trio di studiosi e sacerdoti dell'isola di Patmos. La cui pastorale è validissima e potrebbe essere tanto più efficace proprio attraverso la loro autorevolezza di studiosi oltre che di sacerdoti, se fosse meno reticente su certi aspetti. Ne ho ripetutamente espresse le ragioni, riferendomi ad alcuni testi specifici.
Quel che mi spiace è che potremmo creare una vera sinergia, e invece non si riesce a uscire dal clima asfittico che rischia di soffocare la "resistenza".

Gederson ha detto...

"Vedono il papa parlare di misericordia e tenerezza ma il suo comportamento nei fatti lo contraddice, hanno letto delle 15 malattie e si domandano se non urgerebbe per papa Bergoglio un pò di autocritica, il suo carattere autoritario è ormai uscito allo scoperto e a chi si interessa e lo legge non può sfuggire il suo continuo accanirsi sui cattolici che non sono "a sua immagine"."

Luisa,

Questo discorso di Francesco a solo un fine: autorizzare le cambiamento della Curia che sta per fare con il consiglio degli otto. La cosa è semplice, lui presenta la Curia malata e le sue riforme come la medicina.

Io mio domando:

Un Papa che rimuove un cardinale come Burke, che toglie la diocese di Ciudad del Leste di Mons. Livieres, che fa quello che ha fatto con il P. Stefano Manelli e gli altri che sempre attaca i chierici, può vuolere una Curia e chierici in perfetto stato di salute?

In ciò che dice rispetto al cardinale Burke, esiste una malatia che possiamo vedere la falsità di quello discorso, vede:

""la malattia di divinizzare i capi, di coloro che corteggiano i superiori sperando di ottenere la benevolenza. Sono vittime di carrierismo e opportunismo, onorano le persone e non Dio, sono persone meschine, infelici, ispirate solo dal proprio fatale egoismo. Questa malattia - ha osservato papa Bergoglio - potrebbe anche colpire i superiori quando corteggiano loro collaboratori per averne lealtà e dipendenza. Ma il risultato finale - ha sottolineato con forza - è una vera complicità"."

Francesco desiderava che Burke le divinizzasse, ma Burke non gli ha corteggiatto e che cosa ha sucesso?

Tutti le malatie elencati sono di una falsità e di una volgarità che impressiona. Grazia, tenerezza e misericordia per quelli che sono in peccati e fuori della Chiesa, ma per i cattolici bastonate!!!

Il peggiore di tutto è che nessuno cardinale o vescovi fa qualcosa...

Gederson ha detto...

Il discorso delle malatie della Curia Romana, me fa ricordare una cosa:

Il dossie che Benedetto XVI ha consegnato a Bergoglio sulla Curia.

Questo non giustifica diventare questo un problema pubblico. Francesco ê troppo pericoloso.

Anonimo ha detto...

poco fa ho finito di guardare il film di magni la notte di pasquino!visto quello che leggo qui lo rivedrò volentieri!voi vorreste che la storia tornasse indietro!il papa re!vorreste non credenti ma sudditi!