venerdì 16 giugno 2017

L'epoca dei "senza" - Cristiano Lugli

Verrebbe da chiedersi quale sia la chiave per capire il livello di una società che possa definirsi quantomeno tale e che, senza tentennamenti, non rispecchia di certo la nostra.

Certamente ogni angolatura è buona per rendersi conto, almeno con un pizzico di onestà razionale, che il baratro in cui la modernità in senso generale ha fatto sprofondare l'uomo attuale è senza precedenti storici, con ripercussioni spirituali, morali e finanche civili senza eguali nel tempo.
Ma tutto questo appunto è noto. Forse ciò che lo è meno si determina dalle confutazioni con la vita quotidiana delle persone e il modello ideologico imperante, nonché la degenerescenza spirituale verso cui ogni giorno ci si deve imbattere. 
Nonostante la determinazione della "cultura" pour tous voluta dai velami illuministi e post, la stupidità dilaga e trapela nell'uomo medio, nel ritratto del medio-borghese di turno, incapace di distinguersi - per valori e spina dorsale - dalla trappola anestetica che la nostra civiltà costruita su un modello di pollaio marxista ci propina da anni. Risuona quanto mai vero quanto asseriva in modo sferzante Bernanos, ovvero che "l'intellettuale moderno è l'ultimo degli imbecilli, fino a che non abbia fornito la prova del contrario". Il danno irreversibile si situa appunto sulla globalizzazione a cui l'uomo è soggetto, la stessa che non distingue più lo stolto dal saggio, il retto dall'inetto e così via, localizzando tutto il proprio interesse sul liquame democratico.

Una riflessione specifica può essere fatta su un fenomeno quantomai singolare, seppur tuttavia rientrante negli assurdi fenomenologismi tipici e comuni del nostro tempo, che è quello del consumo di prodotti ad uso giornaliero, specie riguardante quello dei generi alimentari.
Non è ignoto a nessuno, penso, di quanto alcune tendenze a carattere "orientalista" costernino l'occidente all'incirca dagli anni '60 a causa della ventata di movimenti, promotori della rivoluzione sessantottina e via di scorrendo. Da questi movimenti giovanili è arrivato di tutto in seno all'idea dell'India spirituale, mèta di visita per molti giovani sbandati, intenti ad ingerire acidi per ricercare via d'uscita dai propri ossessi.
Una gioventù sgretolata dunque, che si è portata appressa anche un certo "culto" per l'alimentazione. Dapprima con la macrobiotica, poi con il "vegetarianesimo", divenuta vera e propria pseudo-religione nemmeno troppo passata di moda.

I passi sono stati però ulteriori negli ultimi decenni, con l'arrivo della neo-culture vegana, più all'avanguardia rispetto al modello vegetariano, e potremmo dire ancora più rispettoso verso gli animali a cui l'uomo si sente ormai inferiore o piuttosto in dovere di idolatrare le bestie (evidentemente perché si sente molto simile, e purtroppo con ragione).

Si sa che da queste lotte intestine fuoriesce di tutto, e dalla pazzia iniziale con cui si è fatto un culto idiota verso l'alimentazione viene conseguentemente spalancato tutto ciò che di ancor peggio può essere inventato.
Il punto è allora questo: a che livello ci troviamo? E perché la psicosi per il nutrimento c'entrerebbe con quanto si cerca di asserire in questa sede, ossia che da questi frutti è riscontrabile l'infimo livello dell'uomo attuale?

Per rispondere alla prima domanda è necessario saper trovare soluzione alla seconda, giacché è proprio da quest'ultima che si può ergere un solido argomento per cui preoccuparsi.
Anzitutto va detto che è tipico di una civiltà decaduta premurarsi di curare nel modo più assoluto il corpo quasi illudendosi che esso possa essere eterno, come infatti accade con la cosmetica tanto in auge oggi, indistintamente fra donne e uomini. Il mito del "benessere" fisico è strettamente collegato con quello cosiddetto "mentale", diagnosticato dai luminari del nulla che, se fossero intelligenti e onesti, ammetterebbero almeno che manca radicalmente quell'equilibrio mentale utile a non autodistruggersi, e questo non di certo per la mancanza di quello fisico, quanto piuttosto per quello spirituale, dell'anima.
La visione naturalista assunta in toto è in preda a quella follia di chi vive inutilmente per morire non  santamente ma "sanamente": bisogna morire sani, questo è il comando collettivo.

Una questione che ha certamente i suoi antesignani in un problema di tipo filosofico, ormai disceso però alla mancanza di qualsiasi senso logico e di connessione con la realtà. Ed è da questo che si può arrivare al centro del discorso, all'ammissione di essere nell'epoca dei "senza".
Girando per un qualsiasi supermercato o parlando con la maggior parte delle persone, si potrà constatare la diffusione totale dei prodotti alimentari "senza": senza glutine, senza sale,senza zuccheri aggiunti, senza conservanti e ( importantissimo ) senza olio di palma, nonostante potremmo aggiungere una lunghissima lista di alimenti confezionati "senza" questo o quello.

È di vitale importanza sapere che ci sia qualcosa "senza", che venga svuotato quasi da tutti gli ingredienti che lo compongono e che soprattutto l'hanno sempre composto senza che alcuno fino a poco tempo fa battesse ciglio. Questo affinché si possa crescere con prodotti sani, nutrienti, naturali, ecc., ecc.; non importa poi se tutto intorno è contaminato, se il cellulare è sempre appiccicato al proprio corpo o se respiriamo gas ovunque, ciò che conta è quello che viene introdotto dalla bocca, che come sappiamo per via evangelica non contamina l'uomo più di quanto non lo contamini ciò che ne esce. 

Tutta questa romanzatura vuole però portare a qualcosa di più rilevante, a quella confutazione di cui si parlava e che assimila questa tendenza materiale e alimentare a quella spirituale dell'uomo moderno coinvolto nella sua stessa caotica confusione.
L'idea di poter avere qualcosa che sia "senza" è infatti ormai intrinseca, irrazionale ed immotivata, specie se si pensa al fatto che i prodotti  di cui abbiamo parlato vengono fatti con tutto ciò con cui non potrebbero essere fatti, mancando appunto ormai tutti gli ingredienti base ( considerati dannosi ) da cui dovrebbero essere composti.

E non è forse così l'uomo moderno, la neo-chiesa moderna artefice di una visione prima pancristiana e poi transumana, identitaria della visione spirituale denudata dai suoi dogmi e dai suoi fondamentali pilastri, dalla stessa Pietra fondante?
Si vuole chiamare con lo stesso nome una cosa che non è più composta dai medesimi ingredienti, ma che anzi è falsificata con veleni dannosi, posti in sostituzione di ciò che si è voluto togliere perché accusato di anacronismo. E ci si riferisce alla Tradizione, alla sostanza su cui deve fondarsi la vite di ogni uomo, al principio fondamento di cui parla Sant'Ignazio.
Lo slogan è comune e posta il testo "free", sta poi ad ognuno scegliere cosa inserire nello spazio libero dietro, purché questo non rientri nel concetto di morale, di etica, e di cura della propria e altrui anima. Non contano più i soggetti a cui è rivolto poiché lo slogan è applicato nelle multinazionali come nello stato, nella neo-chiesa come nel "cattolico" alla Gentiloni.

Sgretolata, assente, "senza", questa è la chiave di volta per comprendere l'anima del mondo, per capire il contatto che l'uomo ha oggi con Dio, con i Comandamenti, con la propria stessa anima.
Una connotazione interna di questo tipo manifesta ovviamente una conseguenza esterna ragguagliabile, in metro simbolico, con lo scompenso interiore. Ecco perché la psicosi alimentare che tende ad eliminare, ricercando morbosamente qualcosa che sempre meno abbia e che permetta di assicurarsi quell'assurda certezza mentale di vivere sani corporalmente per morire spesso marci spiritualmente.

È l'epoca del "senza", appunto. Della neo-chiesa senza la Croce, del Natale senza il Presepe, dell'uomo senza Dio e senza il ben che minimo buon senso. 
Proprio riguardo a questa "crisi del buon senso" si interrogava il grande filosofo Marcel de Corte con una domanda che anche noi, vista la sconcertante situazione palesatasi attorno, potremmo porci: altro non ci resta che disperare?
"No! - rispondeva il pensatore francese - sarebbe il peggiore dei nonsensi, una sciocchezza assoluta come sempre è la disperazione. La via d'uscita è una sola, quella che l'esperienza indica in modo lampante: il buonsenso supremo, il cui termine è Dio, non solo creatore della natura, ma anche suo salvatore. Per compiere i gesti più normali della vita, per pensare e per agire secondo natura, occorre nientemeno che la grazia del cielo. In ultima analisi, è proprio la piccola santa Teresa del Bambin Gesù che indica all'uomo del nostro tempo la strada da seguire fino in fondo per uscire dalla crisi del buonsenso".
Se questo monito di speranza esiste per l'uomo, esso avverrà con maggior ragione e con certezza legata alla promessa di Cristo per la Santa Madre Chiesa, che ora vediamo assediata da coloro che il Vate avrebbe senz'altro identificato come "lupi rapaci", anch'essi travolti dal "senza": senza coraggio, spesso persino senza pudore. Il Suo splendore, però,  riapparirà perché esso è onnipresente ma solo tace, ora, per lasciar sfogare gli illusi sofisti imbecilli a servizio del Male, attendendo il giorno che tutto sarà rovesciato e riordinato secondo il modello perfetto di Gesù Cristo e della Sua Santa Madre. 

La fedeltà al Bene governi dunque i nostri orizzonti, essa escludendo una cooperatio ad malum. "Veritas in se ipsa fortis est et nulla impugnatione convellitur", insegna l'Angelico: miriamo alla Verità stessa che è in Cristo e nella Chiesa di sempre, prezioso e brillante scrigno di mezzi per farsi largo nel grigio delle paludi che tentano in ogni modo di distrarci dal più grande fra i miracoli, il Miracolo per eccellenza, la promessa della Gloria per la Sposa dell'Agnello, come dice saggiamente dom Prosper Guéranger:
"Saranno passati con il rumore del torrente; e tu invece sarai sempre calma, sempre giovane, sempre senza rughe, o santa Chiesa Romana, assisa sulla pietra inamovibile. Il tuo cammino attraverso tanti secoli, sotto il sole che fuori di te illumina sole le variazioni dell'umanità. Donde ti viene questa solidità, se non da colui che è la Verità e la Giustizia? Gloria a Lui in te!"
Cristiano Lugli

21 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12384371/antonio-socci-profezia-nascosta-fatima-terza-guerra-mondiale.html

irina ha detto...

"...Girando per un qualsiasi supermercato o parlando con la maggior parte delle persone, si potrà constatare la diffusione totale dei prodotti alimentari "senza": senza glutine, senza sale,..."

Girando per un qualsiasi supermercato si nota anche l'aumento incredibile dell'offerta. Credo che in questo 'senza' si nasconda un'intenzione altra, quella di far consumare 'di più'. Questa ubriacatura di oriente poi occidentalizzato mi riporta alla mente il monachesimo, quando si credeva in Gesù Cristo, a Lui si dedicava la vita, la propria preghiera, le proprie opere. I campi venivano coltivati, gli animali allevati, le paludi bonificate per amore Suo. Il sapore, il valore nutritivo di ogni erba era 'pieno' e ne bastava molto 'meno'. E nulla si buttava. Si lavorava molto, molto si pregava, molto si studiava. Ovunque si cercava il Signore.

Luisa ha detto...

Leggendo Mil vengo a sapere che Bergoglio ha spostato la processione del Corpus Domini a domenica, ci sarà qualcosa (o qualcuno) che sfuggirà alla sua voglia (furia...) di cambiare, di sopprimere di allontanare, tutto quel e chi non corrisponde alle sue idee?
Secondo Mil anche l`Humanae vitae è nel suo mirino:

http://blog.messainlatino.it/2017/06/indiscrezioni-confermate-il-papa-vuole.html

Anonimo ha detto...

Questa mattina è stata sufficiente la lettura del vangelo durante la Santa Messa per capire che siamo (come Chiesa cattolica) senza ritegno nel fare due Sinodi per partorire AL...

E' curioso che le parole di Gesù siano proprio nel contesto di quel discorso della montagna che dovrebbe (per i senza ritegno) costituire il grimaldello che scassina ogni regola.

Senza troppi problemi si va a rotoli, in tutti i campi. E ognuno di noi pensi al primo rotolo che vede alzandosi dal letto. Non solo quelli di Qumran...

Anonimo ha detto...

....
Ciò non toglie che l'eredità di Bartolucci resta viva, ad opera di tanti. Più in terra straniera che nel cuore della cristianità e nelle liturgie del papa. Come una "opzione Benedetto" in chiave musicale, nella fervida preparazione di una rinascita, in questi tempi di dissoluzione di una civiltà.
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/06/16/i-centanni-di-domenico-bartolucci-come-cetra-in-terra-straniera/

Carlo ha detto...

Meditazione del giorno
San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa
Discorso ai giovani dei Paesi Bassi, 14 maggio 1985
Le esigenze di Cristo e la gioia del cuore

Cari giovani , mi avete fatto sapere che voi considerate spesso la Chiesa come un’istituzione che non fa che promulgare regolamenti e leggi... E la conclusione a cui giungete è che esiste un profondo iato tra la gioia che promana dalla parola di Cristo e il senso di oppressione che suscita in voi la rigidità della Chiesa... Il Vangelo, in verità, ci presenta un Cristo molto esigente, che invita alla radicale conversione del cuore, al distacco dai beni della terra, al perdono delle offese, all’amore per i nemici, alla sopportazione paziente dei soprusi, e perfino al sacrificio della propria vita per amore del prossimo. In particolare, per quanto concerne la sfera sessuale, è nota la ferma posizione da lui presa in difesa dell’indissolubilità del matrimonio e la condanna pronunciata anche nei confronti del semplice adulterio del cuore. E come non restare impressionati di fronte al precetto di “cavarsi l’occhio” o di “tagliarsi la mano” nel caso che tali membra siano occasione di “scandalo” ? ...

Il permissivismo non rende gli uomini felici. Ugualmente la società dei consumi non porta la gioia del cuore. L’essere umano realizza se stesso solo nella misura in cui sa accettare le esigenze che gli provengono dalla sua dignità di essere creato a “immagine e somiglianza di Dio” (Gen 1, 27). Pertanto, se oggi la Chiesa dice delle cose che non piacciono, è perché essa sente l’obbligo di farlo. Essa lo fa per dovere di lealtà....

Non è dunque vero che il messaggio evangelico sia un messaggio di gioia? Anzi, è verissimo! E come è possibile? La risposta sta in una parola sola, una parola breve, ma dal contenuto vasto come il mare. Questa parola è: amore. Il rigore del precetto e la gioia del cuore possono conciliarsi perfettamente fra loro, se la persona che agisce è mossa dall’amore. Chi ama non teme il sacrificio; anzi cerca nel sacrificio la prova più convincente dell’autenticità del suo amore.

fonte: http://vangelodelgiorno.org/M/IT/

fabriziogiudici ha detto...

Dunque, negli USA la Conferenza Episcopale ha discusso su un comitato interno focalizzato sui problemi della libertà religiosa. Il comitato era nato sotto la presidenza Obama, in particolare per le implicazioni di Obamacare che obbligavano il supporto di organizzazioni cattoliche a pratiche immorali, come aborto e contraccezione. S'intende qui che con "libertà religiosa" non si ha a che fare con concetti dubbi del CVII, ma più prosaicamente con la libertà dei cattolici statunitensi di agire, anche pubblicamente, in concordanza con la propria fede.

Il comitato era arrivato a scadenza. La votazione era per decidere se aveva senso prorogarlo e dargli una struttura permanente: i vescovi ritengono che i problemi dell'Obamacare vadano a risoluzione grazie a delibere di Trump, ma - giustamente - rilevano anche che ci sono altre gravi minacce che incombono.

Buone notizie: la decisione è stata approvata a grande maggioranza. Ma non ad unanimità, e con una pattuglia non trascurabile di oppositori. Ovviamente, tra questi, spiccano i vescovi di nomina bergogliana. Qualcuno, più viscido, ha insistito su questioni tecniche (a proposito dei meccanismi di finanziamento), qualcuno invece è stato almeno franco ed ha espresso la propria preoccupazione di "dare il segnale" che la libertà religiosa è più importante di altre questioni, come per esempio l'immigrazione. Detto a rovescio: evidentemente per questi vescovi ormai è esplicito che l'immigrazione è più importante della fede.

https://www.lifesitenews.com/news/u.s.-bishops-vote-on-religious-liberty-committee

Luisa ha detto...

Avviso ai Romani, domani alle 10h30 flashmob:

http://www.marcotosatti.com/2017/06/16/sabato-17-giugno-a-roma-sotto-il-miur-basta-gender-nella-scuola-si-prepara-un-family-day/

Anonimo ha detto...

Sodoma e Gomorra ci fa un baffo
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-poliamore-la-coppia-diventa-troppia-e-si-fa-in-tre-20166.htm
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-nemis-e-i-baby-drag-queen-i-nuovi-bambini-soldatostrappati-all-infanzia-per-combattere-la-guerra-lgbt-20137.htm

Anonimo ha detto...

Che t'aggia dì...vocazioni variegate , a diverse tinte
https://www.facebook.com/FINE-DEI-TEMPI-473362412844155/?hc_ref=PAGES_TIMELINE

Anonimo ha detto...

"... La Chiesa soffre.... di questa confusione dilagante e di questo accanimento ideologico ad affermare il proprio punto di vista come l’unico possibile. Quindi mi auguro di recuperare il senso della mia vocazione cristiana ed episcopale, ma anche che tutta la Santa Chiesa sia aiutata a uscire da questa situazione gravissima in cui viene tenuta..."
Mons Luigi Negri

Anonimo ha detto...

«L'arcivescovo di Malta, Charles Scicluna, ha elogiato le unioni civili e ha permesso a un gruppo LGBT di celebrare una messa stendendo una bandiera arcobaleno sull'altare.»

Anonimo ha detto...

Il mascheramento verbale
Don Ennio Innocenti
http://www.fraternitasaurigarum.it/wordpress/?p=1872

mic ha detto...

Ormai siamo giunti alla perversione della dipendenza dal tiranno. Più li distruggono, gli tolgono le case, i figli, i risparmi, le anime, più si convincono che senza di loro le cose andrebbero peggio. Neanche l'Unione Sovietica giunse a un simile annientamento dell'individuo.
(Andrea Sandri)

Silente ha detto...

In che società viviamo?, si chiede qui qualcuno. In una società che il bravo Paolo Borgognone definisce "società nichilistica di mercato. Una società (...) che necessita di rimuovere, dal proprio orizzonte, in nome della cultura del profitto, e del "divertimento", le categorie di religione, di patria, di famiglia, di coesione interna e di identità tradizionali" (Paolo Borgognone, Deplorevoli? L'America di Trump e i movimenti sovranisti in Europa, Zambon editore, pag. 258. Libro che raccomando a tutti perché illumina bene i motivi della vittoria di Trump nonostante l'avversità violenta di tutto il fronte mondialista).

Il veganesimo animalista, di cui qui si è accennato, setta alla moda, aggressiva, violenta contro chi non è d'accordo, auspica di poter imporre un veganesimo integrale a tutti: niente cibi, né indumenti, né oggetti provenienti da animali. Legata alla deep ecology, che vorrebbe, come gli gnostici, eliminare l'umanità dalla terra, il veganesimo considera le bestie superiori e più importanti degli uomini. Per questo odia il Cristianesimo, memore delle parole della Genesi ove si prescrive all'uomo di assoggettare e dominare il mondo e gli animali tutti. Le vie attraverso cui il Nemico agisce contro l'uomo sono molte e alcune talvolta difficili da riconoscere.

Anonimo ha detto...

Viviamo la peggiore dittatura .

Anonimo ha detto...

Da sviluppare
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-l-islam-rivela-la-nostra-crisi-di-cristiani-20177.htm

Anonimo ha detto...

PER CAPIRE IL BAILAMME MEDIORIENTALE DI OGGI, BISOGNA TORNARE ALLA RIVOLUZIONE KHOMEYNISTA
http://www.iltimone.org/36169,News.html

Anonimo ha detto...

La manna discesa dall'attuale cielo
https://giulianoguzzo.com/2017/06/18/ius-soli-o-come-ti-creo-unemergenza-nazionale/#more-11948

Anonimo ha detto...

Maternità e verginità (i due valori altissimi in cui la donna realizzava la sua vocazione più profonda) oggi sono diventati valori opposti a quelli dominanti. La donna, creatrice per eccellenza dando la vita, non " produce " però in quel senso tecnico che è il solo valorizzato da una società più maschile che mai nel suo culto dell'efficienza. La si convince che si vuole " liberarla ", " emanciparla ", inducendola a mascolinizzarsi e rendendola così omogenea alla cultura della produzione, facendola rientrare sotto il controllo della società maschile dei tecnici, dei venditori, dei politici che cercano profitto e potere, tutto organizzando, tutto vendendo, tutto strumentalizzando per i loro fini. Affermando che lo specifico sessuale è in realtà secondario (e, dunque, negando il corpo stesso come incarnazione dello Spirito in un essere sessuato), la donna è derubata non solo della maternità, ma anche della libera scelta della verginità: eppure, come l'uomo non può procreare, così non può essere vergine se non " imitando " la donna. La quale, anche per questa via, aveva per l'altra parte dell'umanità valore altissimo di 'segno', di 'esempio'.
(Card. Joseph Ratzinger, da "Rapporto sulla Fede", 1985)

Anonimo ha detto...


Veramente l'idea di "liberare" la donna non è stata un'imposizione maschile ma è scaturita dal cervello delle femministe, da una "filosofia" elaborata da donne, in genere di pessimi costumi come p.e. Simone de Beauvoir, la depravata ganza di Jean Paul Sartre; filosofia che a quanto pare ha avuto successo presso milioni di donne. Dei guasti prodotti dal femminismo né GPII né Ratzinger hanno fatto mai una critica ed una condanna radicale.