mercoledì 22 novembre 2017

Chi la fa, l'aspetti

Lo scorso 31 ottobre 2017, in occasione del cinquecentesimo anniversario della ribellione protestante, alcuni ignoti hanno affisso sul portone della Chiesa Evangelica Alemanna di Venezia una copia della bolla di scomunica a Martin Lutero.
(cliccare sulle immagini per ingrandire)

12 commenti:

Bavarese ha detto...

Bravi! Peccato che non l'ho visto!

Anonimo ha detto...

Perfetto.
Complimenti agli autori.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Non siamo abbastanza cattivelli, altrimenti il 31 ottobre avremmo affisso la Bolla di scomunica su tutti i portoni di tutte le "chiese" protestanti (e ce ne sono proprio parecchie)...

...facendo imbufalire il Bergoglio.

Anonimo ha detto...

Urge l'affissione a San Pietro dove imperversa il sudamericano tifoso di Lutero.

Luigi Rmv ha detto...

Ottimo, ma dovevano affiggere un'altra copia sul portone di San Pietro e di tutte le.principali basiliche.
La memoria va rinfrescata ai cattolici.

Unam Sanctam ha detto...

Conosco gli autori. In città si è fatto finta di niente: nessuna pubblicità, nessuna congratulazione, ma neanche nessuna lamentela o denunzia.
Io l'avrei appeso soprattutto alle porte delle chiese cattoliche che per i 500 anni della riforma organizzano celebrazioni congiunte coi luterani...

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Ricordate il Bergoglio a Caserta?

Voleva andarci per incontrare un laico, professionista del protestantesimo, tale Traettino (sconosciuto perfino ai casertani), e non voleva incontrare i fedeli cattolici casertani. Dovettero pregarlo disperatamente, finché non concesse una Messa il giorno dopo aver incontrato l'esimio protestante.

Praticamente, appena eletto pastore del gregge, anziché curare le pecore come suo dovere, preferì andarsene in osteria col lupo...

un pinco qualsiasi ha detto...

NEL MAGGIO 1965 - durante il CV2 - viene creato il "GRUPPO MISTO DI LAVORO" fra la chiesa cattolica E il Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Ne fa parte il jolly detto Segretariato per la promozione della unità dei cristiani il quale E':
"responsabile delle relazioni con il CEC, nonché delle relazioni bilaterali." ;

"facilita le relazioni del CEC con gli altri dicasteri della curia romana" ;

"organizza, promuove e coordina gli sforzi ecumenici a livello nazionale, regionale e MONDIALE";

N:B:

"Il GRUPPO MISTO DI LAVORO non limita la propria attività agli aspetti amministrativi della collaborazione"
ma
" cerca anche di discernere la VOLONTA' DI DIO nell'attuale situazione ecumenica e di offrire le proprie riflessioni sotto forma di studi".

Queste cose le sapete meglio di me.

irina ha detto...

“COME MAI VOTA SEMPRE MENO GENTE?”
Maurizio Blondet 23 novembre 2017

Ma, come spiega Carl Schmitt, “un popolo ha tanto meno bisogno di essere rappresentato quanto più e politicamente presente a se stesso”:

/www.maurizioblondet.it/mai-vota-sepre-meno-gente/

irina ha detto...

Torno brevemente sulla nuova veste di Repubblica. Impressione:
-nuovo largo spazio dato ai commenti dei lettori;
- sintesi dei punti principali di un articolo messi in evidenza fuori dal testo.
Questi due punti in particolare mi hanno fatto pensare ad una blog-isazione del giornale cartaceo, tentativo di imitazione, che non ha ragione di essere perchè imbastardisce l'uno e l'altro: il blog e il quotidiano; senza valorizzare lo specifico del giornale cartaceo. Sulla stessa linea imitativa sono le molte sezioni che ne fanno una sorta di summa quotidiana dello scibile mondano contemporaneo, difficilmente leggibile nell'arco del tempo che le spetta nella giornata lavorativa di chiunque.
-ampio spazio alla figura di Papa Francesco e questioni vaticane.
Questo, a dire il vero, mi ha stupita.Non sapevo che il lettori di Repubblica fossero papisti o anche solo interessati a questi argomenti. Invece sembra proprio di sì.
Tuttavia anche questo punto non ha, per me, messo in evidenza che anche il quotidiano è diventato una melting pot, dove tutto dovrebbe far brodo ma, nei fatti fa acqua di risciacquatura.
Il tutto accompagnato da un linguaggio anch'esso omogeneizzato con tutti gli altri linguaggi semplificati ed intercambiabili, privo nei fatti di sapore proprio.
Tutto questo dice che la malattia della chiesa è malattia della società.E' mio serio e profondo convincimento che solo se la Chiesa ritroverà se stessa tornerà ad essere sale e lievito del mondo. Il mondo allora sarà risanato. E Repubblica anche.

irina ha detto...

Torno brevemente sulla nuova veste di Repubblica. Impressione:
-nuovo largo spazio dato ai commenti dei lettori;
- sintesi dei punti principali di un articolo messi in evidenza fuori dal testo.
Questi due punti in particolare mi hanno fatto pensare ad una blog-isazione del giornale cartaceo, tentativo di imitazione, che non ha ragione di essere perchè imbastardisce l'uno e l'altro: il blog e il quotidiano; senza valorizzare lo specifico del giornale cartaceo. Sulla stessa linea imitativa sono le molte sezioni che ne fanno una sorta di summa quotidiana dello scibile mondano contemporaneo, difficilmente leggibile nell'arco del tempo che le spetta nella giornata lavorativa di chiunque.
-ampio spazio alla figura di Papa Francesco e questioni vaticane.
Questo, a dire il vero, mi ha stupita.Non sapevo che il lettori di Repubblica fossero papisti o anche solo interessati a questi argomenti. Invece sembra proprio di sì.
Tuttavia anche questo punto non ha, per me, messo in evidenza che anche il quotidiano è diventato una melting pot, dove tutto dovrebbe far brodo ma, nei fatti fa acqua di risciacquatura.
Il tutto accompagnato da un linguaggio anch'esso omogeneizzato con tutti gli altri linguaggi semplificati ed intercambiabili, privo nei fatti di sapore proprio.
Tutto questo dice che la malattia della chiesa è malattia della società.E' mio serio e profondo convincimento che solo se la Chiesa ritroverà se stessa tornerà ad essere sale e lievito del mondo. Il mondo allora sarà risanato. E Repubblica anche.

Anonimo ha detto...

blog-isazione del giornale cartaceo

Per capire l'evoluzione di Repubblica, bisogna partire dai dati: nell'ultimo anno ha perso il 20% netto di lettori. Tutti i giornali sono in ritirata, ma mi pare che tra quelli italiani Repubblica è tra i performanti peggiori. Dunque, bisogna dare nuove mani di vernice colorata.