giovedì 9 novembre 2017

I Dubia di Vittorio Messori

Giornalista e scrittore cattolico conosciuto a livello mondiale, Vittorio Messori ha goduto dell'amicizia di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. 

Non potevano mancare, nella temperie attuale, in cui ogni eresia sembra aver cittadinanza nella Chiesa, i suoi dubbi e perplessità espressi in un recente articolo, apparso su Il Timone: "Chiesa salda in società liquida", leggibile cliccando sull'immagine ripresa dal sito Libertà e persona, che constata l'allargarsi della schiera ormai infinita di laici ed ecclesiastici dubbiosi e perplessi.

14 commenti:

irina ha detto...

Dietro allo schiacciasassi vi è una lunga fila di replicanti. Invece di portare noi ad essere sincretista-esoterista-gnostico-luterano-comunista-liberista-americanista-islamico-sionista-ecologista-animalista perchè non preparano la valigetta e vanno dai loro simili? Perchè non vanno? Tutto quello che c'era da rompere qui, l'hanno rotto a regola d'arte in pochissimo tempo, ora vadano a rompere dai loro simili. Andate dunque da coloro che vi sono affini. Buon viaggio.

Luigi Rmv ha detto...

Purtroppo, Irina, non hanno nessuna intenzione ad andare, ma a modificare a loro immagine e somiglianza la Chiesa, come cosa loro, e a cacciare via chi non si adegua.

Su Messori, ricordo che fu uno dei primi ad essere linciato sul web per aver espresso delle perplessità sulle riforme di Francesco, nonostante la sua signorilità e moderazione.

Parolacce, insulti di ogni tipo, a cui rispose con uscendo dalla mischia senza raccogliere le provocazioni,

Si limito' a constatare, poco dopo l'elezione del papa e la famosa lettera a Scalfari, la stranezza di questo papismo sfegatato delle masse e dei nemici giurati della Chiesa cattolica.

Luisa ha detto...

Se Messori ha deciso di uscire dal silenzio in cui si era ritirato, e pur avendolo fatto con il massimo rispetto, ciò ci parla di un`urgenza, significa che il pericolo per la nostra fede è reale e che è ora che anche i cosidetti Custodi della fede prendano il loro coraggio a quattro mani e aassumino le loro responsabilità.
Fede, dottrina, il Vangelo, la Parola del Signore, tutto deve essere duttile, adattabile, dinamico, liquido, niente più regole uniformi, niente più rigidità che è durezza ma solo situazioni, compresi i dogmi, da esaminare caso per caso, niente più certezze ma opinioni varie.
Solo che questa non è la fede cattolica, la Chiesa di Cristo non è liquida, questo non è l`insegnamento di Cristo.
Sorge spontanea la domanda, ma se questa non è la Chiesa di Cristo, che chiesa è?
E coloro che diffondono quell`insegnamento che non è quello di Cristo sono ancora cattolici?

Luisa ha detto...

Ho detto, non ho detto, si dice che io abbia detto, ma non è così, ci sarebbe una maggior chiarezza, pochi interventi ma chari e forti, si contribuirebbe già come minimo a non alimentare la deleteria confusione in cui siamo immersi.

"Müller: "Mai detto di eccezioni sulla comunione ai risposati""

«No, nessun cambiamento e nessuna demolizione dei Dubia. Lo scopo del mio intervento è solo affermare che l’unico modo di interpretare Amoris Laetitia è in continuità con il Verbo di Dio nella Bibbia, il Magistero precedente, con la Tradizione dei grandi Concili di Firenze, Trento e Vaticano II»

http://www.lanuovabq.it/it/mueller-mai-detto-di-eccezioni-sulla-comunione-ai-risposati

Anonimo ha detto...


"Tutto è cominciato con lo "spirito del Concilio". La "Correctio" spiegata da Pietro De Marco"

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/11/09/tutto-e-cominciato-con-lo-spirito-del-concilio-la-correctio-spiegata-da-pietro-de-marco/

Anonimo ha detto...

Cara Luisa, ti posso garantire che la linea di comportamento che tu giustamente denunci è ispirata pari pari a quella dei sindacati, associazioni, come ormai acclarato da vari storici indipendenti, create da massoni. Una linea annacquata e confusa ad arte, per farci avere poche idee e tutte ben farraginose.

Anonimo ha detto...

Tutto quello che c'era da rompere qui, l'hanno rotto a regola d'arte in pochissimo tempo, ora vadano a rompere dai loro simili.

Ma la loro missione è rompere qui da noi, senza fare prigionieri. Dopotutto il senso della "scommessa" di Satana, come da visione di Leone XIII, visione poi ampliata e commentata dal card. Caffarra quando ha parlato di "anti-creazione" che Satana vuol proporre agli uomini, dimostrando a Dio che la sua è più popolare, sarebbe banale se si riferisse solo ad una maggioranza di persone. Tutto sommato è quasi scontato che la maggioranza tradisca. No, il senso della scommessa è che non deve sussistere neanche una minoranza.

Andrei in cerca della Chiesa che e' odiata dal mondo . ha detto...

" Se io non fossi cattolico e volessi trovare quale sia oggi , nel mondo , la vera Chiesa , andrei in cerca dell'unica Chiesa che non va d'accordo con il mondo . Andrei in cerca della Chiesa che e' odiata dal mondo . Infatti , se oggi nel mondo Cristo e' in qualche Chiesa , Egli dev'essere tutt'ora odiato come quando viveva sulla terra . Se dunque oggi vuoi trovare Cristo , trova la Chiesa che non va d'accordo con il mondo .... Cerca quella Chiesa che i mondani vogliono distruggere in nome di Dio come crocifissero Cristo . Cerca quella Chiesa che il mondo rifiuta , come gli uomini rifiutarono di accogliere Cristo ".
Arcivescovo Fulton Sheen

Anonimo ha detto...

Riprendendo prudentemente ad esprimersi sugli eventi contemporanei qualcosina Messori la disse anche nell'intervista del 13 settembre in cui ricorda l'abate Laurentin:
D. A proposito di variazione inaccettabile. Oggi sembra che parlare di Maria sia un ostacolo nel dialogo con i protestanti…
R. Ma perché noi siamo fissati con questa storia dei protestanti, li prendiamo troppo sul serio.
D. Per “noi” cosa intende?
R. Intendo buona parte dei cattolici. Ma i protestanti sono una piccola parte della cristianità, per altro destinati all’estinzione. Invece ad esempio gli ortodossi ci superano come devozione mariana. E poi, e su questo era d’accordo anche Laurentin, così come è illusorio e impraticabile dialogare con l’Islam, la sola possibilità di contatto è su Maria alla quale viene dedicata una sura intera. Gli ebrei vengono condannati dagli islamici perché mettono in dubbio la verginità di Maria e lo stesso Gesù, molte volte non viene nemmeno nominato, ma chiamato con l’appellativo “Figlio di Maria”. Infine Maria è l’unica donna citata nel Corano. Vorrà pur dire qualcosa.
D. Il mondo Luterano non ama Maria, eppure noi cattolici lo cerchiamo.
R. Subiamo un fascino immotivato. Eppure il solo protestantesimo che abbia vitalità è quello “impazzito” carismatico che viene detto evangelico, ma questo è l’unico protestantesimo con il quale i nostri preti non vogliono dialogare. Di luterani e calvinisti ormai non ce ne sono più, ma noi pretendiamo di dialogare con quelli. Se potessi spiegarlo io a Papa Francesco…!

tralcio ha detto...

Disse qualche mese fa un sacerdote: “Ma che importa alla gente della vita eterna? Le persone hanno tanti problemi e vogliono essere felici adesso!” E gli andava bene così, anche per lui stesso.

Abbiamo dei bisogni (fame) e l’attenzione va su quei bisogni, in cui prima siamo assorbiti dal mondo, poi tentati dalla carne e a volte da satana in persona. Per i molti per i quali è sufficiente il mondo, satana non si scomoda nemmeno (ha già ottenuto il suo risultato), persino in assenza dei peccati della carne.

La Chiesa pare tutta concentrata su temi e argomenti mondani: sociali, politici, psicologici, relazionali ed etici. Bene ne ha scritto Pietro C. sul suo blog (Traditio liturgica). E’ tutto un interessarsi al mondo, mai così problematico e complesso, con cui dialogare, gettando ponti e abbattendo muri… Un chinarsi pietoso sui bisogni (materiali) esibendo “competenza” e “concretezza” nel portare un contributo così utile ma rispettoso da non capirsi più in nome di chi verrebbe. La Chiesa pare darlo in nome di se stessa, utilizzando Dio come scusa per stare in scena, da protagonista, da credibile interlocutore del mondo.

Dio viene nominato, ma dov'è nel cuore di chi Lo nomina? In molti non c'è! Non è più Lui il creduto e l’adorato! La realtà di riferimento della prassi ecclesiale è tutta orizzontale e secolare, un fatto etico e in certi casi (non tutti) moralistico, ma disposto persino ad abolire, di fatto, il peccato! Si è così portati a ragionare per tesi, antitesi e sintesi che è grazia anche il peccato, mentre nella realtà la grazia è l’umiliazione che scuote la coscienza del peccatore pentito, muovendolo a rivedere la propria vita, a motivo del Signore, facendo la Sua volontà, accettandone i comandamenti come condizione di fedeltà!

Lo Spirito di Dio è “in germe” in ogni creatura umana, capace di Dio. Ma questa potenzialità, che ci apre ad essere riempiti dalla grazia, attende insieme alla santificazione del battesimo, anche una prassi tesa a contenere la grazia che Dio riversa sull’uomo in ascolto. La grazia viene tutta da Dio, ma l’uomo deve accoglierla davvero, non basta dire di farlo.

La piena di grazia è piena di fedeltà, perché la sua fede è salda e non contraddice i comandamenti. Contraddice il mondo, questo sì. Il mondo infatti è sempre in difficoltà con la Vergine Maria e la sua purezza immacolata destinata a schiacciare il capo al serpente antico… Uno può preferirla liquida fin che si vuole, ma prenderà sempre la forma dentro la quale preferisce versarsi: il mondo è soggetto a un principe ribelle.

La casa sulla roccia è un'altra cosa: solida perchè rocciose le fondamenta (lettura odierna di San Paolo). Non che venga meno l'accoglienza, ma non è uno stadio, un teatro o un centro commerciale. C'è invece un incredibile silenzio, necessario per adorare Dio. E Lui solo.

Una cosa è fare i conti con un giudizio eterno, che può “meritare” l’inferno. Altra cosa è l’essere comunque giustificati. Sistemata ogni questione “sul dopo”, conta solo “l’adesso”.
Senza gli effetti reali della grazia tutto è visto umanamente e di conseguenza al più in modo meramente etico. Il Regno è vicino, ma la porta è stretta.

Anonimo ha detto...

Nel latino giusto: Stat crux, dum volvitur orbis.
Cordialità
Giuseppe Schieppati

Anonimo ha detto...

“Eppure il solo protestantesimo che abbia vitalità è quello ‘impazzito’ carismatico che viene detto evangelico, ma questo è l’unico protestantesimo con il quale i nostri preti non vogliono dialogare. Di luterani e calvinisti ormai non ce ne sono più, ma noi pretendiamo di dialogare con quelli. Se potessi spiegarlo io a Papa Francesco...!” (Messori).

Su questo non son d’accordo: è chiaro che almeno il papa ha molta simpatia per codesto protestantesimo “impazzito” cosiddetto carismatico, che suppongo lui conosca bene, perché in America Latina imperversa. E questo secondo me è il protestantesimo peggiore.

Mi sembra anche esagerato dire che di luterani e calvinisti non ce n’è più punti. Conosco bene, per esempio, un americano ch’è per certi aspetti addirittura la quintessenza del puritanesimo, cioè del calvinismo: degnissima persona e ottimo cristiano, anche se coi difetti tipici degli americani (semplicismo, una certa rozzezza, ecc.) Questo mio amico non è ostile al cattolicesimo, anzi su molti punti di dottrina (non solo di morale) è più ortodosso di tanti cattolici nominali. Conosce molto bene la Bibbia, e, a parte un certo letteralismo, l’interpreta in genere in modo molto onesto: la prende sul serio. Ha letto sant’Agostino e l’ama molto.
Naturalmente non voglio far l’apologia dell’eresia (perché il protestantesimo – qualunque protestantesimo – è un’eresia); ma anche nell’errore ci son delle gradazioni. E il protestantesimo è una realtà molto complessa e variegata.

Apprezzo e stimo molto il Messori, ma a volte mi sembra un po’ troppo giornalista, per così dire: un po’ semplicista e amante delle frasi a effetto. Detto questo, son felice di sapere che anche lui esprime perplessità su questo sempre più tragico pontificato.

Maso

Anonimo ha detto...

@Maso

Effettivamente Francesco mostra di apprezzare i carismatici. La parola che stona nella frase di Messori è proprio "carismatici". Ma esistono filoni protestanti, che non sono in crisi, e che sono odiati da Francesco: sono proprio quelli dell'amico menzionato, per esempio, e quelli che combattono sui principi non negoziabili, tanto che la collaborazione con loro negli USA si è meritato l'appellativo di "ecumenismo dell'odio" in quel famigerato articolo di Padre Spadaro...

Anonimo ha detto...

Nei primi anni della mia conversione ho seguito con molto interesse Messori,ed ho letto molti suoi libri.
Oggi mi sono fatto un idea diversa.
Contrariamente a quanto scritto sopra,da qualcuno, Messori ha sempre di feso tutti i papi conciliari e postconciliari,compreso questo, come dimostra qualche suo articolo del 2014.
Oggi lo considero,pur con tutti i suoi meriti, più un conservatore che un difensore integrale della tradizione, come per altro la rivista(il timone) con cui collabora.
Antonio