venerdì 3 novembre 2017

Perché padre Thomas Weinandy ha scritto direttamente al papa

Thomas G. Weinandy è uno stimato teologo dei Padri Cappuccini di Washington. È membro della commissione teologica internazionale, creata da Paolo VI a supporto della Congregazione per la dottrina della fede. Ha dichiarato di aver ricevuto molte note positive e incoraggianti da teologi, sacerdoti e laici dopo la pubblicazione della sua lettera al papa [pubblicata su Settimo cielo: Un teologo scrive al papa: C'è caos nella Chiesa, e lei ne è una causa]. Tuttavia è stato invitato dalla Conferenza episcopale statunitense a dimettersi dalla sua posizione di consulente dei vescovi statunitensi e subito silurato. Della serie: 'Fate domande sì, purché in silenzio'.

"Non c'era più dubbio che Gesù volesse scrivessi ..."
Thomas G. Weinandy
Lo scorso maggio ero a Roma per una riunione della Commissione Teologica Internazionale. Alloggiavo a Domus Sanctae Marthae, e visto che ero arrivato in anticipo, ho trascorso la maggior parte della domenica pomeriggio prima della riunione di lunedì in San Pietro pregando nella Cappella eucaristica.

Pregavo per il presente stato della Chiesa e le ansie che avevo riguardo all'attuale Pontificato. Chiedevo a Gesù e a Maria, a San Pietro e a tutti i santi papi, che sono lì sepolti, di fare qualcosa per rimediare alla confusione e alle turbolenze nella Chiesa oggi, al caos e all'incertezza che sentivo che Papa Francesco aveva causato a se stesso. Stavo anche valutando se dovevo o no scrivere e pubblicare qualcosa che esprimesse le mie preoccupazioni e ansie.

Il mercoledì pomeriggio seguente, alla fine della mia riunione, sono tornato a San Pietro e ho pregato allo stesso modo. Quella notte non riuscii a dormire, cosa che è molto insolita per me. Era dovuto a tutto ciò che avevo in mente riguardo alla Chiesa e a Papa Francesco.

All’1 e 15 mi sono alzato e sono andato fuori per poco tempo. Quando sono tornato nella mia stanza, ho detto al Signore: "Se vuoi che scrivo qualcosa, devi darmi un segno chiaro. Questo è ciò che deve essere il segno. Domani mattina vado a Santa Maria Maggiore per pregare e poi vado a San Giovanni in Laterano. Dopo di che ritornerò a San Pietro a pranzare con un mio amico seminarista. Durante questo intervallo devo incontrare qualcuno che conosco ma non ho più visto da molto tempo e non mi sarai mai aspettato di vedere a Roma in questo momento. Quella persona non può essere dagli Stati Uniti, dal Canada o dalla Gran Bretagna. Inoltre, quella persona nel corso della nostra conversazione dovrà dirmi: ‘Continui la buona scrittura’".

La mattina successiva ho fatto tutto quanto avevo previsto e quando ho incontrato il mio amico seminarista per pranzo, non rammentavo nemmeno più quello che avevo chiesto al Signore la notte precedente.

Tuttavia, verso la fine del pasto un arcivescovo apparve tra due auto parcheggiate proprio davanti al nostro tavolo (eravamo seduti fuori). Non l'avevo visto da più di venti anni, molto prima che diventasse arcivescovo. Ci siamo subito riconosciuti. Quello che rendeva ancora più insolito la sua apparizione era che, a causa delle sue recenti circostanze personali, non avrei mai pensato di vederlo a Roma o altrove, se non nella sua stessa arcidiocesi. (Non era di nessuno dei Paesi menzionati prima). Abbiamo parlato della sua venuta a Roma e ci siamo raccontati quello che stavamo facendo. Gli ho poi presentato il mio amico seminarista. Ha detto al mio amico che ci eravamo incontrati molto tempo fa e che aveva appena finito di leggere il mio libro sull'immutabilità di Dio e dell'incarnazione. Ha poi detto al mio amico che era un ottimo libro, che lo ha aiutato a comprendere il concetto e che lui avrebbe dovuto leggerlo. Poi rivolgendomi la parola mi disse: "Continua la buona scrittura".

Non potevo credere che questo accadesse così presto!  Ma non c'era più dubbio che Gesù volesse che scrivessi qualcosa. Credo anche sia stato importante che fosse un arcivescovo quella persona che Gesù usava. Lo consideravo un mandato apostolico.

Allora impegnandomi molto nella stesura e dopo aver scritto molte bozze, ho deciso di scrivere a Papa Francesco direttamente circa le mie preoccupazioni. Tuttavia, ho sempre inteso renderlo pubblico poiché ho sentito che molte delle mie preoccupazioni erano le stesse preoccupazioni che altri avevano, specialmente tra i laici, e così volevo pubblicamente anche dare voce alle loro preoccupazioni. [Qui l'originale inglese]

32 commenti:

Luisa ha detto...

Ricordo che abbiamo già commentato la lettera di padre Weinandy e la sua immediata ""auto-defenestrazione nel post sul cardinal Brandmüller e segnalo:

-"DIALOGO E MISERICORDIA COLPISCONO ANCORA. DIMESSO IL TEOLOGO CAPPUCCINO CHE HA SCRITTO UNA LETTERA AL PAPA.

"

http://www.marcotosatti.com/2017/11/02/dialogo-e-misericordia-colpiscono-ancora-dimesso-il-teologo-cappuccino-che-ha-scritto-una-lettera-al-papa/

-"Santità, quanta confusione". E il teologo viene "purgato"

http://www.lanuovabq.it/it/santita-quanta-confusione-e-il-teologo-viene-purgato

Pellegrinante ha detto...

Ci stiamo contando.
Saremo chiamati tutti a dire con chiarezza come la pensiamo in merito.
Ieri ho partecipato insieme alla mia famiglia ad un incontro di un gruppo di preghiera animato da un sacerdote che credevo di conoscere bene.
Messa, commemorazione dei defunti, Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, Recita del Rosario comunitario, lettura del Messaggio del 2/11 di Medjugorje, Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù, Adorazione Eucaristica.
A parte qualche " piccola" sbavatura liturgica, tipo non aver recitato il Credo e la preghiera dei fedeli, dopo la lettura del Vangelo, tè stato tutto molto bello.
Alla fine dell'incontro ci hanno avvicinato un gruppetto di fedeli.
La faccio breve, tutti molto bergogliani. Compreso il Don.
Vi lascio immaginare le facce quando ho fatto presente che Omissis crea più confusione che altro. I complimenti a me ed alla mia bella famiglia ricevuti poco prima si sono dissolti in una serie di imbarazzati sguardi di intima delusione dei miei interlocutori.
Ho "sentito" sulla nuca Lo sguardo di mia moglie carico di speranza e carità, che mi implorava di non aprire un confronto in merito e così ho fatto. Ho ripreso un passaggio dell'omelia del sacerdote in cui segnalava che spesso la causa delle critiche a questo papa é dovuta alla non perfetta conoscenza della vita ecclesiale da parte dei fedeli, per spiegare i miei attuali dubbi. Si sono subito rianimati.
Sulla strada del ritorno non ho potuto fare a meno di riflettere su quali Tempi noi si stia vivendo.
Condivido molto, la conclusione della lettera di padre Thomas Weinandy, pubblicata da Magister:
" Mi sono spesso chiesto: "Perché Gesù ha lasciato che tutto questo accada?" L'unica risposta che mi viene in mente è che Gesù vuole manifestare proprio quanto debole sia la fede di molti all'interno della Chiesa, anche fra troppi dei suoi vescovi. Ironia della sorte, il suo pontificato ha dato a coloro che sostengono punti di vista teologici e pastorali rovinosi la licenza e la sicurezza di uscire in piena luce e di esibire la loro oscurità precedentemente nascosta. Nel riconoscere questa oscurità, la Chiesa umilmente sentirà il bisogno di rinnovare se stessa e così continuare a crescere in santità.".
Speriamo sia così. In ogni caso il Cammino che dovremo percorrere non sarà affatto facile.
É però una grande Grazia l'averci consentito di comprenderlo in anticipo.
Per prepararci.

Anonimo ha detto...

Perfettamente d'accordo Pellegrinante. Solo una precisazione. Non ci sono state sbavature liturgiche semplicemente perché nella Messa del 2 novembre, quando cade nei giorni feriali non si recita né il Gloria né il Credo (per quanto riguarda la preghiera dei fedeli, come in tutte le Messe feriali, è facoltativa). Per quanto possa sembrare strano questo vale anche per la Sancta Missa pre-conciliare. Nella celebrazione secondo il rito Divino Afflatu, pur essendo un rito Duplex (vale a dire solenne) né il Gloria né il Credo vengono recitati e questo vale anche per il rito secondo le rubriche del 1960 dove il rito è pur considerato di I classis

don gianluigi ha detto...

Una precisazione liturgica, il Credo non era da recitare nella Messa della Commemorazione dei defunti. Si recita solo se cade di Domenica. Per il resto come non condividere le medesime preoccupazioni e domande.

Anonimo ha detto...

Se queste non sono purghe staliniane, che sono?

Matteo ha detto...

E intanto Grillo procede a passi spediti verso la nuova cena... Ne consiglio caldamente la lettura: vi si troveranno in nuce gli elementi teorici che a breve ci saranno presentati e imposti da Casa santa Marta. In sostanza la fine della transustanziazione eucaristica. Tanto, quello che importa a lor signori, è solo che ci sia la presenza della comunità celebrante. Senso del mistero eucaristico? Ridicolaggini! http://www.cittadellaeditrice.com/munera/il-paradosso-delle-particole-tonde-transustanziazione-e-intelligenza-per-ritus-et-preces/





Matteo ha detto...

Cito testualmente da Grillo: "La transustanziazione opera dunque una inevitabile riduzione della mediazione rituale della presenza del Signore, concentrando il cuore del rito soltanto sulla “formula di consacrazione sulla materia”. I campanelli che ancora oggi suonano su quella soglia sono la testimonianza dell’effetto di distorsione che la grande teoria ha operato sulla tradizione. Comprendere che il rito eucaristico sperimenta “presenza” nella intera sequenza rituale – nel raduno, nei riti di ingresso, nella liturgia della parola, nella professione di fede, nella pregare per tutti, nel presentare i doni, nella solenne anafora eucaristica, nei riti di comunione e nei riti di congedo – esige un approccio più ricco e articolato rispetto alla relazione formale tra sostanza e accidenti. Il centro della eucaristia non è una “consacrazione del pane e del vino”, ma l’ ascolto della parola e la preghiera anaforica che approdano al rito di comunione. Questa comprensione ampia della eucaristia ha bisogno di una “teoria della presenza” più ampia".
A VOI LE RIFLESSIONI!

Anonimo ha detto...

Prima mi libero da un groppo alla gola:

http://www.lanuovabq.it/it/lutero-e-melantone-sotto-la-croce

Ma che schifo sta diventando chi "celebra" in questo modo? E smentivano pure!

Poi mi aggiungo alla riflessione di pellegrinante:

Perché Gesù ha lasciato che tutto questo accada? Nel febbraio del 2013 il Santo Padre si è fatto di lato. Ha solo rimosso, come ha scritto qualcuno, il katehcon. C'era già tutto, da secoli, nella Sacra Scrittura. Il Santo Padre la conosce, come conosce le parole rivelate dalla Vergine in tante apparizioni vagliate dalla DCF e riconosciute. Se siamo giunti al disvelamento del "mistero di iniquità", nessuno meglio di lui poteva valutarlo. Adesso siamo a Sofonia 3, al kaire dell'Ave Maria, passando per tutto quel che lo precede.

Luisa ha detto...

"La presenza di del Signore risorto in mezzo ai suoi viene pensata in modo molto più ampio e complesso, rispetto alla grande ma limitata teoria della “presenza sostanziale sotto le specie del pane e del vino”."

Si potrebbe lasciare Grillo alle sue farneticazioni che non sono una novità, purtroppo egli è diventato uno di quelli che portano a Bergoglio le """luci telogiche""" che per sua stessa ammissione gli mancano, da qui il pericolo, l`urgenza per tutti gli addormentati di sveglisrsi e di darsi una mossa, perchè quei "custodi" della liturgia e della dottrina, non potranno dire quando il male sarà fatto: non sapevamo, sanno e tacciono.
Non hanno nessuna scusa, nemmeno la paura che regna sovrana nella chiesa della misericordia bergogliana.

Luisa ha detto...


Sul francobollo vaticano commemorativo della Riforma(!) quel che non vien detto è che il crocefisso è quello che si trova sopra il portale della chiesa di Wittemberg dove Lutero ha affisso il 31 ottobre 1517 le sue 95 tesi:

http://yvesdaoudal.hautetfort.com/

E non si vergognano.

Alex da roma ha detto...

E’paradossale che mentre il generale dei Gesuiti, padre Sosa, e questa caro QC non mi pare una fake news, ci ha spiegato che ai tempi di Gesù non c’era il registratore, e dunque non possiamo sapere se i Vangeli contengano o meno ciò che Dio voleva insegnarci, e che il Diavolo non esiste… a lui non accada nulla, mentre ad un teologo che scrive una lettera, dura ma sincera, venga cortesemente chiesto di dimettersi. il numero uno dei Gesuiti può liberamente dire cose abominevoli e non accade nulla.

Luisa ha detto...

Un sorriso, sì perchè a parte sorridere che si può fare, offertoci dall`inenarrabile Tornielli:

http://www.lastampa.it/2017/11/03/vaticaninsider/ita/vaticano/critiche-al-papa-botta-e-risposta-dallamerica-dhDrjmMhgPT4DXNEPZQXpL/pagina.html
Conclude cpsì:


"«In questi casi - conclude il paragrafo citato - il teologo eviterà di ricorrere ai “mass-mediaˮ invece di rivolgersi all’autorità responsabile, perché non è esercitando in tal modo una pressione sull’opinione pubblica che si può contribuire alla chiarificazione dei problemi dottrinali e servire la verità». " 

E chi , con l`aiuto della stampa di regime, sta esercitando una pressione sull`opinione pubblica per far passare la lettura progressista dell`AL, niente da dire su di loro?
Loro possono dalle loro diverse tribune seminare confusione, stravolgere la Dottrina, dare per certo quel che la Dottrina non permette, dire che tanto ai tempi di Gesù non c`era il registratore, mettere in questione la Transustanziazione, ecc. ecc.senza che
l`autorità responsabile reagisca, mentre chi, difendendo e ricordando il Magistero della Chiesa che ha attraversato i secoli, consapevole del caos che le diverse letture dell`AL provocano, si RIVOLGE direttamente al papa, appunto per una "chiarificazione dei problemi dottrinali e servire la verità", NON riceve risposta e decide allora di rendere pubbliche le proprie iniziative, sarebbe da condannare, diventa un ribelle da stigmatizzare.

Rr ha detto...

Luisa,
classica ipocrisia da farisei e da Sinistri, gli uni figli degli altri, e tutti figli del Demonio, il padre della menzogna. Di che meravigliarsi ?

Anonimo ha detto...

@Alex da Roma 3 novembre 2017 15:32: Non è paradossale. Purtroppo per noi è invece la certificazione inoppugnabile che la linea ufficiale della Chiesa Cattolica ora è quella di P. Sosa e chi per esso. E chi non ci sta è fuori senza se e senza ma.
Miles

Sacerdos quidam ha detto...

Il Grillo Ciarlante non fa altro che evocare le vecchie eresie della 'transignificazione' e 'transfinalizzazione' eucaristica, che fin da subito dopo il Vaticano II diversi teologi diffusero ovunque senza essere minimamente sanzionati dai meravigliosi Papi 'conciliari' che tanti (troppi) oggi rimpiangono.
Ora stiamo raccogliendo l'abbondante messe di zizzania che è stata da loro fatta crescere liberamente per cinquant'anni (il Grillo Ciarlante, ad esempio,insegna indisturbato al Sant'Anselmo da più di vent'anni).

Comunque il vantaggio del nuovo rito invalido che presumibilmente vedrà la luce (credo a breve termine), sarà quello di mettere con le spalle al muro vescovi e sacerdoti 'normalisti novusordiani' che dovranno finalmente decidere da che parte stare.

Anonimo ha detto...

Grazie, signora Guarini, per la traduzione. Sono commosso. Dio Nostro Signore la ricompensi.

mic ha detto...

decide allora di rendere pubbliche le proprie iniziative, sarebbe da condannare, diventa un ribelle da stigmatizzare.

E, naturalmente, i turiferari di turno non tengono alcun conto che tutti coloro che hanno reso pubbliche le loro richieste e osservazioni lo hanno fatto con l'unico scopo dichiarato del bene delle anime, per riaffermare la verità, a fronte delle ambiguità e delle distorsioni per non parlare di vere e proprie eresie, perché la messa ecumenica e la riabilitazione di Lutero non possono essere qualificate diversamente...

Pellegrinante ha detto...

@anonimo
@Don Gianluigi
Grazie per aver colmato questa mia mancanza di conoscenza. Non sapevo di questa "eccezione" liturgica.
Grazie anche alla signora Guarini per questo meraviglioso blog.
Che Dio la benedica.
P.s. mi perdoni se mi rivolgo a lei con il titolo di Signora, immagino lei abbia conseguito un dottorato, ma vede, di dottori ormai é pieno il mondo, sono i signori che scarseggiano, ed ai pochi che lo meritano davvero non si può omettere questo titolo onorifico.

Anonimo ha detto...

Per Sacerdos quidam:

“...le vecchie eresie della ‘transignificazione’ e ‘transfinalizzazione’ eucaristica, che fin da subito dopo il Vaticano II diversi teologi diffusero ovunque senza essere minimamente sanzionati dai meravigliosi Papi ‘conciliari’ che tanti (troppi) oggi rimpiangono”.

Lei dimentica stranamente Paolo VI e la “Mysterium fidei”.

Maso

Luisa ha detto...


Siamo sicuri che l`Ateneo pontificio Sant Anselmo sia ancora teologicamente e dottrinalmente cattolico?
O è diventato un ateneo protestantizzato da chi ne ha preso in mano le redini da decenni?
Sul Grillo ciarlante e teologante, su quell`ateneo aveva scritto un articolo don Levi:

http://isoladipatmos.com/piccoli-eretici-crescono-dal-grillo-teologante-del-santanselmo-al-domenicano-burlone-che-esalta-schillebeeckx/


Dicevo l`altro giorno che mentre dal 13 marzo 2013 i turiferari corrono immediatamente al soccorso di Jorge Bergoglio stigmatizzando e sbeffeggiando chiunque osi non allinearsi sul pensiero unico, Benedetto XVI è stato lasciato solo in mezzo agli attacchi, al linciaggio che subiva, Stefano Fontana scriveva nel 2010 :

"Un Papa, due Chiese. Quello scisma strisciante che divide il mondo cattolico
Stefano Fontana"


https://www.loccidentale.it/articoli/88136/un-papa-due-chiese-quello-scisma-strisciante-che-divide-il-mondo-cattolico

Sacerdos quidam ha detto...

@ Maso:
io mi riferivo alle sanzioni. San Pio X alle denunce contro il modernismo fece seguire i fatti, ossia scomunicò i modernisti recidivi, proteggendo così clero e fedeli da un immenso pericolo.

Paolo VI invece si limitava a denunciare, senza emettere sanzioni contro gli eretici (che delle encicliche ovviamente se ne infischiavano altamente), li lasciava impuniti e liberi di rovinare le anime e non adempiva i suoi gravissimi doveri.

Se oggi ci troviamo nelle condizioni che tutti vediamo, lo dobbiamo appunto al non-intervento a livello di sanzioni da parte di tutti i Papi 'conciliari' (senza contare i loro personali interventi attivi, dall'approvazione delle ereticali 'novità conciliari' agli scandali tipo Assisi '86 e seguenti).
Si tratta di quella che Romano Amerio chiamava 'desistenza' papale, e che Mons. Lefebvre invano denunciò ripetutamente mentre gli stessi Papi 'conciliari' riempivano e lasciavano riempire la Chiesa di 'cattedre di pestilenza' dalle quali sarebbe stato (de)formato il clero attuale, alto e basso.

Anonimo ha detto...


Il sincretismo liturgico continua e peggiora

Il nuovo "rito ecumenico" in gestazione è anche il risultato naturale dell'involuzione liturgica in corso da 50 anni. Dalla Giornata di Assisi in poi, inaugurata da GPII, le Messe con partecipzione dei Protestanti (e non solo) sono state sempre più frequenti. Soprattutto in Paesi dove i protestanti convivono con i cattolici, come il Regno Unito, gli Stati Uniti, l'Irlanda. Nella Reubblica d'Irlanda c'è una minoranza protestante molto attiva ed aggressiva, quasi totalmente secolarizzata. I protestanti si inseriscono con delle preghiere e altro. Forse fanno anche la comunione.
Però non c'era ancora un rito c o m u n e ossia cattolico-protestante, studiato ad hoc. Sembra che adesso ci si debba arrivare. Un ulteriore passo verso il sincretismo liturgico, che rende il tradimento della vera liturgia cattolica ancora più evidente.
Continueranno i nostri "cardinali di riferimento" ancora a tacere? Ma penso anche ad alcuni "vescovi coraggiosi".
Il centenario di Fatima se ne è andato e non è successo niente, contrariamente alle aspettative di tanti che, un paio di anni, fa scrivevano su questo blog: ancora un paio d'anni e vedrete...Vedrete, l'intervento diretto del Signore a salvare al sua Chiesa? Si tratterebbe in realtà della fine del mondo, allora. E chi siamo noi per puntare ad un fatto del genere? Dio vuole ancora servirsi delle causae secundae, a quanto pare.

Bisognerebbe allora cominciare ad esercitar meglio l'intelligenza e rompere finalmente la crosta di conformismo che ancora circonda il Concilio, con tutte le nefandezze dottrinali e pastorali che contiene. E smetterla di credere nell'assurdità, secondo la quale i veri mali della Chiesa sarebbero cominciati solo con l'insediamento di Bergoglio sul trono di Pietro.
Come ha ribadito anche SQ, da Roncalli in poi, tutti i Papi sono stati artefici e complici in varia misura e con diverso stile dello sfascio che ci affligge. Tutti hanno proposto le false verità del dialogo, dell'ecumenismo, della libertà religiosa di tipo laico; nessuno di loro ha mai veramente condannato un errore che fosse uno, e siamo addirittura sommersi dagli errori; tutti hanno professato una assurda concezione evolutiva della religione, a cominciare dalla liturgia, la cui continua sperimentazione dovrebbe, auspice Ratzinger, arricchirsi delle forme del "recuperato" rito tradizionale, il Vetus Ordo!
Ci siamo abituati a tollerare cose che non stanno né in cielo né in terra.
PP

mic ha detto...

Si tratta di quella che Romano Amerio chiamava 'desistenza' papale, e che Mons. Lefebvre invano denunciò ripetutamente mentre gli stessi Papi 'conciliari' riempivano e lasciavano riempire la Chiesa di 'cattedre di pestilenza' dalle quali sarebbe stato (de)formato il clero attuale, alto e basso.

'desistenza' che, sempre secondo Amerio, diventa "breviatio manus Domini"
Vedi: https://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2010/07/romano-amerio-uno-zibaldone-di-recente.html

... Oggi di fatto il governo della Chiesa è 'dimidiato' e, per dirla biblicamente, "rimane abbreviata la mano di Dio" "breviatio manus Domini" (Is 59,1- "ecco non è troppo corta la mano del Signore da non poter salvare"), che si determina a causa:
- conoscenza imperfetta dei mali
- mancanza di forza morale
- calcolo di prudenza che non pone rimedio ai mali veduti perché stima che così aggraverebbe i mali anziché guarirli

Sostanzialmente si deduce dagli scritti di Romano Amerio che di due cose c'è bisogno per custodire la Verità. Primo: rimuovere l'errore dalla sfera dottrinale; il che avviene rifiutando gli argomenti erronei e mostrando che essi non sono convincenti. Secondo: rimuovere la persona in errore, deponendola dalla sua funzione, il che vien fatto con un atto di autorità della Chiesa. Se questo servizio papale non è esercitato, sembrerebbe ingiustificato dire che è stato usato ogni mezzo per custodire la dottrina della Chiesa: siamo in presenza della "breviatio manus Domini".

Luigi Rmv ha detto...

Dice bene Sacerdos Quidam, e' sotti gli occhi di tutti.
Ma ora la 'messe di zizzania' l'hanno raccolta i modernisti, incarnati da Bergoglio, e ne hanno ricavato un nuovo pane.
Fa schifo, è velenosi, un'imitazione mal riuscita di quello genuino fatto con il grano vero, divenuto ormai introvabile.
Ma costa poco e sempre più gente lo compra, osannando l'imprenditore che ha avuto questa trovata geniale di spacciare la zizzania come pane buono.
E con i soldi ricavati fanno tanta pubblicità, vendono sempre più, ricavano tanti altri soldi, comprano campi in cui coltivarla e supermercati in cui venderla, dando lavoro a tanta gente, che piu' ne mangia e più ne vuole.
L'unico modo per difendersi è non comprarlo e non mangiarlo.
E soprattutto che i dirigenti onesti, che hanno più potere dei consumatori, prendano coraggio e dicano la verità, cioè che il pane fatto con la zizzania e' velenoso e causa la morte.

Unknown ha detto...

Dittatura contro Cristo

irina ha detto...

Non ho idea quando sia iniziata l'infiltrazione sistematica, di finti preti o finti aspiranti preti, all'interno della Chiesa.
Mi chiedevo inoltre quanta di questa desistenza, caratteristica della chiesa contemporanea, dipenda da una deformazione caricaturale dell'essere femminile; quanti seminaristi dal tratto più gentile siano stati abusati da piccoli, occasionalmente o abitualmente, nei decenni passati, da parte di compagni di studio più grandi e /o da insegnanti o loro responsabili; quali potrebbero essere le conseguenze, le reazioni,innescate da queste violenze, rimaste segrete, sepolte nelle coscienze di coloro che, inevitabilmente, sono diventati complici.Se questa mia ipotesi fosse vera, non meraviglierebbe che primi a voler, più fortemente, la distruzione della chiesa, siano stati, probabilmente, coloro che avevano subito violenza, diventati per di più, succubi dei loro violentatori e ricattabili, entrambi, da tutti quelli che capivano ed hanno taciuto.

P.C. ha detto...

Domanda da ignorante in merito al "rimuovere la persona in errore ":

Mi sembra di ricordare che il famoso abate di S.Paolo fuori le mura , di cui al momento mi sfugge il nome, fosse stato rimosso , eppure sorprendentemente lo ritroviamo che frequentava e scambiava pareri con quelli che frequentava prima , che addirittura ha concretamente manifestato il suo dissenso fondando un " Comitato di base " che a quanto ho capito raccoglie i preti sposati e/o altri dissenzienti , quindi, se anche lo rimuovi com'e' che continua ad operare bellamente all'interno della Chiesa Cattolica ? Non e' che il Papa puo' stare di guardia ad ogni angolo di strada ad impedire che nelle greggi si infiltrino lupi travestiti , per questo c'e' una gerarchia che dovrebbe vigilare e riferire .... seppoi mi riferiscono che tutto va bene ....mi devo per forza fidare fino a prova contraria
....
http://www.cdbsanpaolo.it/cartella%20documenti/STAMPA%20per%20Giovanni%2019-7.pdf

mic ha detto...

Mi sembra di ricordare che il famoso abate di S.Paolo fuori le mura , di cui al momento mi sfugge il nome, fosse stato rimosso , eppure sorprendentemente lo ritroviamo che frequentava e scambiava pareri con quelli che frequentava prima , che addirittura ha concretamente manifestato il suo dissenso fondando un " Comitato di base "

Ho un ricordo nitido di quegli anni e di molte di quelle persone che frequentavano la comunità di San Paolo. Incredibilmente li ho conosciuti nell'ambiente di lavoro dove ho avuto occasione di confrontarmi con un nutrito gruppo di colleghi che facevano quella esperienza. Li ricordo come "contestatori arrabbiati". Io ero molto giovane e non avevo fatto il cammino successivo. Ero una semplice fedele e ricordo che, istintivamente, mi trovavo sempre dalla parte della Chiesa in posizione di difesa ma con argomenti razionali. Mi colpiva la loro violenza verbale e soprattutto la loro rabbia non repressa nei confronti dell'Istituzione (alcuni erano reduci da matrimoni falliti e amici di sacerdoti spretati, altri semplicemente persone che pensavano di essere all'avanguardia).
Una volta ricordo di aver posto fine alle solite invettive, osservando semplicemente che quel rancore manifestato in termini così violenti non poteva non nascondere un problema personale non risolto.... Piuttosto elementare, ma fece effetto.
Ho poi comunque smesso di frequentarli. Non c'era ovviamente costrutto....

Sacerdos quidam ha detto...

@ "Non e' che il Papa può stare di guardia ad ogni angolo di strada ad impedire che nelle greggi si infiltrino lupi travestiti , per questo c'e' una gerarchia che dovrebbe vigilare e riferire .... seppoi mi riferiscono che tutto va bene ....mi devo per forza fidare fino a prova contraria."

E' ovvio. Ma se il Papa nomina programmaticamente vescovi 'aperti al mondo' perché così vuole il Vaticano II che lui stesso ha approvato, è altrettanto ovvio che questi ultimi non faranno nulla contro i lupi e che lui - il Papa - ne è colpevole in causa (ossia è colpevole di aver nominato neomodernisti o filo-tali alla guida delle diocesi, con quel che ne consegue).

Penso sia il caso di ricordare ancora una volta (ma repetita juvant) cosa diceva, a proposito del criterio da usare nella scelta dei candidati all'episcopato, l'allora Card. Ratzinger:
« Nei primi anni dopo il Vaticano II il candidato all'episcopato sembrava essere un sacerdote che fosse innanzitutto "aperto al mondo": in ogni caso, questo requisito veniva messo al primo posto.» ('Rapporto sulla Fede, a cura di Vittorio Messori, ed. Paoline).

Il Card. Ratzinger continuava poi dicendo che in seguito però erano state fatte alcune correzioni in proposito.
Davvero? Il su citato libro-intervista è del 1984: Danneels, Martini, Kasper, Marx, Schoenborn, Bergoglio, ad esempio, sono tutti stati consacrati vescovi ben oltre "i primi anni dopo il Vaticano II". Dunque secondo il card. Ratzinger dovremmo star tranquilli...

Anonimo ha detto...

Ma , chi ha avuto il bastone ed il vincastro ed avrebbe dovuto vigilare e ri-condurre all'ovile le pecorelle smarrite ? I Vescovi e su su nella scala gerarchica i Cardinali . Lo hanno fatto , non lo hanno fatto ? Non lo sappiamo . Guardando indietro, col senno di poi , capiamo anche che alcuni dei tanti movimenti che sembravano manifestazioni buone e giuste dello S.Santo alla fine si sono dimostrate velenose e hanno cominciato a togliere le pietre di protezione della vigna . Tra questi quella che domani si riunira' a Via Sicilia , proprio la "Comunita' di base S.Paolo" teste' menzionata e gia' distintasi per lo stesso gesto il 29 ottobre u.s. come ben riportato di seguito :
http://riforma.it/it/articolo/2017/10/31/ospitalita-eucaristica-roma-la-comunita-di-base-partecipa-al-culto-luterano

I vari Bose , Cdbase ed altri "compagnons de la chanson " tirano la Santa Chiesa Cattolica di qua edi la' . Mi sovviene l'immagine di GP2 che ammonisce Gutierrez( se non ricordo male ) ricordandogli la propria missione di seguace di Cristo Sommo Sacerdote e non di Marx e anche quel Corpo di NSGC scarnificato dai flagelli e stirato e lussato perche' arrivasse fino ai buchi predisposti nel legno della Croce . In tutta questa confusione simil-cattolica i cinghiali portano avanti il loro progetto di devastazione e , poiche' molti tralci si sono gia' staccati dalla Vite , l'unica nostra salvezza per "dimorare " in Gesu' e' la Vergine Maria .

Anonimo ha detto...

Don Tullio Rotondo:

...Se dunque un documento magisteriale crea scandalo tra i fedeli il teologo è tenuto non solo a informare i superiori ma anche a informare i fedeli e quindi a pubblicare le sue affermazioni per la salvezza delle anime, perché sappiamo bene che la suprema legge della Chiesa non è la protezione dei superiori che dicono errori ma è la “salus animarum” come emerge dal diritto canonico e come si legge in fondo anche nei testi tomisti presentati. Va notato, riguardo al p. Weinandy, che lui ha scritto questa lettera facendosi guidare dalla preghiera e ben conscio di ciò che stava per fare … se il p. Weinandy ha scritto quelle cose guidato dallo Spirito Santo e per la “salus animarum” secondo le indicazioni presentate sopra da s. Tommaso ha fatto molto bene e va lodato il suo coraggio in questi tempi in cui , come diceva il card. Caffarra “ … sono state pubblicamente date interpretazioni di alcuni passi obiettivamente ambigui dell’Esortazione post-sinodale, non divergenti dal, ma contrarie al permanente Magistero della Chiesa....

http://apologetica-cattolica.net/teologia/teologia-morale/a-proposito-del-padre-weinandy-della-situazione-attuale-e-delle-critiche-a-lui-rivolte-dal-teologo-strynkowski-i-parte-della-risposta-la-donum-veritatis-anche-va-interpretata.html

Ivo ha detto...

Caro pellegrinante, ho un grande timore che ciò che lei dice è tutto vero e voglio sperare che questa decadenza possa servire per una prova e una purificazione della Chiesa affinché rinasca come la Sposa Santa di Gesù!!! Ciao!!!