venerdì 17 novembre 2017

I vescovi americani bocciano il “candidato” di papa Francesco. Indicativa la posizione 'pro life'

Indicativa la posizione della maggioranza dei vescovi USA: sulla difesa della vita umana bocciano il “candidato” di Bergoglio e una certa idea di Chiesa.
Con 96 voti contro 82 (e 34 astensioni) i vescovi statunitensi, riuniti in assemblea in questi giorni, hanno scelto come presidente dell’importante comitato pro life l’arcivescovo di Kansas City, Joseph Naumann, che è risultato vincitore sul cardinale di Chicago, Blase Cupich.

Secondo diversi commentatori il fatto costituisce una sorpresa. Da un lato appare come una bocciatura del cardinale Cupich che è considerato un pastore “bergogliano” doc: è stato Francesco a sceglierlo per governare la diocesi di Chicago, è stato da lui creato cardinale e recentemente lo ha nominato anche membro della Congregazione vaticana dei vescovi. Ma soprattutto Blase Cupich è ritenuto un alfiere di punta della linea morbida sui temi della battaglia pro life, inserendosi in quella schiera di pastori che intendono la difesa della vita come un orizzonte ampio, da non fissarsi troppo sulla questione aborto (molto aperto anche sulle questioni pro family).

Il neo presidente eletto del comitato pro life, il vescovo Naumann, risulta, invece, più netto e in continuità con il predecessore nel ruolo, il cardinale di New York Timothy Dolan. Il vescovo di Kansas city ha recentemente dichiarato che
«questioni che coinvolgono mali intrinseci: attacchi contro la vita come aborto, eutanasia, ricerca sulle staminali embrionali, o attacchi diretti all’istituzione della famiglia (ad esempio ridefinizione del matrimonio con eguaglianza con unioni tra persone dello stesso sesso o convivenze), devono assumere una priorità morale. Mentre tutte le questioni sono importanti, non tutte sono altrettanto importanti ad un analisi morale».
Anche se i vescovi rilasciano dichiarazioni distensive, e affermano che questo voto non era certo un referendum pro o contro Francesco, molti sottolineano che questa scelta manifesta ancora una volta la resilienza dei vescovi statunitensi alla linea che il Papa sta cercando di proporre alla conferenza episcopale, una linea appunto più “aperta”, soprattutto sui temi pro life e pro family.

27 commenti:

Anonimo ha detto...

A proposito di 'pro life. Penso alle recenti dichiarazioni all'Accademia per la vita.

Insospettisce lo strano, e reiterato, tempismo di Bergoglio nel dichiarare cose, su temi all'attenzione del governo pdiota, che vengono poi strumentalizzate. Visto che è, indubbiamente, molto "mediatico" e (lo dico, in questo caso, senza carica offensiva) presenzialista, perchè non specifica? È informatissimo, immagino, dai suoi collaboratori, saprà che le sue parole vengono strumentalizzate, perchè non interviene e specifica il suo pensiero? Se si volesse essere complottisti... Boh, a me sembra tutto molto strano. Sembrano dichiarazioni, sì, in linea con le posizioni della Chiesa, ma sempre quasi studiate per prestare il fianco a interpretazioni sinistroidi e liberali che poi non vengono mai smentite dal Papa o da chi per lui.

Anonimo ha detto...

E certo : mal comune mezzo gaudio .
Povere quelle anime che invocano la pena di morte .
E non demordono !
http://www.ilgiornale.it/news/politica/papa-riaccende-lite-sul-fine-vita-1464257.html

mic ha detto...

Il discorso della pena di morte esula da quello delle leggi sul fine vita che sono in predicato.
Credo che come al solito le parole del papa siano strumentalizzate. E tuttavia devo leggere il discorso originale per verificare se non dipenda da qualche ricorrente ambiguità.

Sacerdos quidam ha detto...

E' già qualcosa, con l'aria che tira. Tuttavia, come facevano notare su le Forum Catholique (Luc Perrin), è una vittoria risicata e piuttosto instabile. Solo 14 voti di differenza, e 34 astensioni pilatesche.

mic ha detto...

Ne ha parlato la Nuova Bussola con un articolo che condividiamo integralmente perché ha colto magnificamente i punti centrali – purtroppo anche i più critici – delle parole del Discorso ufficiale del santo Padre, leggi qui, attraverso i quali seppur viene spiegato – a grandi linee – in cosa consisterebbe “l’accanimento terapeutico”, dall’altra parte si offrono però degli spunti – involontari – verso l’eutanasia giustificata, specialmente se i Media interpretano in questo modo le sue parole e il Papa non smentisce e non chiarisce…
https://cooperatores-veritatis.org/2017/11/17/cari-vescovi-attenzione-allo-spettro-dellaccanimento-terapeutico/

mic ha detto...

L'ambiguità consiste proprio nelle "grandi linee" che lasciano indefinito ciò che invece dovrebbe essere espresso a chiare lettere e senza omettere neppure una virgola.

Anonimo ha detto...

Penso che un Papa non dovrebbe disquisire in modo approssimativo, sui confini tra eutanasia e accanimento terapeutico senza sapere che può essere interpretato come un segnale "aperturista" da un mondo che non aspetta altro per aver finalmente le mani libere di far fuori un sacco di vecchi, magari solo un po' difettosi e, magari, in questo modo
procedere più velocemente alla sostituzione etnica di popoli con altri già trasportati in loco.
E non gli viene in mente che dovrebbe soprattutto ricordare che il bene dei moribondi consiste nel chiamare un prete per l'ultima confessione e tenersi pronti?

Anonimo ha detto...

la domanda sorge spontanea:
nel contesto socio-politico-culturale attuale, in cui i vari potenti attori stanno facendo pressione a tutti i livelli perché venga al più presto approvata dal nostro parlamento la cosiddetta "legge sul fine vita" - e quindi LEGALIZZATA L'EUTANASIA - quale dovrebbe essere la priorità di tutto il mondo cattolico ed in primis del nostro romano pontefice? Scongiurare una fantomatica pericolosa "emergenza accanimento terapeutico"? O non sarebbe forse il caso di RIBADIRE CON FORZA E UNA VOLTA PER TUTTE L'INVIOLABILITÀ DELLA VITA UMANA DAL CONCEPIMENTO ALLA MORTE NATURALE?
Ilaria

Anonimo ha detto...

... il Papa non smentisce e non chiarisce ...

Sul recente articolo di Avvenire finito nella bufera, Moia l'ha detto chiaramente: è importante quello che il Papa dice, "ma ancora di più" quello che non dice. Come vedete, non è un nostro timore o sospetto: le cose stanno proprio così. Se non dice, allora manifesta chiaramente un'intenzione.

deja vu ha detto...

Si è rinnovato, per l'ennesima volta il solito copione, già visto tante volte. I vertici della Chiesa Cattolica 2.0, dal Vat.II in poi, non fanno quasi altro che dire sottovoce le cose buone. Le cose, magari, forse, in astratto non meno buone, ma tali da prestare il fianco ad interpretazioni fuorvianti e strumentalizzate, le urlano a squarciagola. Risultati? Sotto gli occhi di tutti. Se non ti vuoi far fraintendere/strumentalizzare TACi. QUANTO MENO usa prudenza nello scegliere terminologie ed interlocutori.
Comunque è lecito pensare che l'ultimo intervento stando alla forma di come è scritto, molto più curata dei soliti testi del VdR, sia "farina del sacco" di Altri. Forse dell'Emerito.
In tal caso, onori, oneri ed osservazioni sono da dividere con lui. Quindi il tutto è forse ancora peggiore di ciò che si poteva temere. Ancora di più.

irina ha detto...

Mi auguro che presto sia possibile per noi occuparci di qualcosa di diverso di queste interpretazioni forzose del dico e non dico gesuitico. Meglio l'enigmistica. Certamente più sana e non doppia.

Luigi Rmv ha detto...

L'ho scritto sul post della rana bollita, ma questo e' l'argomento adatto
Tutti i politici, destra, sinistra e 5 stelle, hanno trovato nel discorso del papa il sostegno al proprio convincimento sulla delicatissima questione.

Evidentemente, se le parti opposte ci vedono un sostegno, vuol dire che anche questo discorso è un capolavoro di ambiguità.

Anonimo ha detto...

http://www.lanuovabq.it/it/la-visione-di-giovanni-paolo-ii-lislam-invadera-leuropa
interessantissimo articolo.

Anonimo ha detto...

Questa visione non gli ha suggerito di mettete un freno ai sincretismi vari? Vorrei capire a cosa servono visioni,apparizioni e profezie se poi non si ascoltano e si prosegue sempre con gli stessi errori?
Antonio

mic ha detto...

“Ricordalo a coloro che tu incontrerai nella Chiesa del terzo millennio. Vedo la Chiesa afflitta da una piaga mortale. Più profonda, più dolorosa rispetto a quelle di questo millennio”, riferendosi a quelle del comunismo e del totalitarismo nazista. “Si chiama islamismo. Invaderanno l’Europa. Ho visto le orde provenire dall’Occidente all’Oriente”, e mi fa una ad una la descrizione dei paesi: dal Marocco alla Libia all’Egitto, e così via fino alla parte orientale. Il Santo Padre aggiunge: “Invaderanno l’Europa, l’Europa sarà una cantina, vecchi cimeli, penombra, ragnatele. Ricordi di famiglia. Voi, Chiesa del terzo millennio, dovrete contenere l’invasione. Ma non con le armi, le armi non basteranno, con la vostra fede vissuta con integrità”
S. Giovanni Paolo II

RR ha detto...

Bergoglio ha ribadito al "proporzionalità" delle cure (o terapie ?). Ora, "porporzionalita" è un concetto aritmetico, numerico. Se diluisco 1 g di farmaco in 500 ml di soluzioen fisiologica, è come se ne diluissi 2 g in 1 l (1 : 500 = 2: 1000). Nella fattispecie, se un pazeunte agonizzante ha una PA di 80/50, e necessita di una soluzione 1:500 di cortisone per sostenergli la PA, un pz meno sofferente, con una PA di 100/60, necessiterà della stessa soluzione, ma ridotta del 20% circa (stessa concentrazione, velocità d'infusione ridotta del 20%).
Se in scienza e coscienza decido che il primo non ha più molto da vivere, e le medicine non stanno facendo nulla, non gli raddoppio la concentrazione o la velocità d'infusione del farmaco, semplicemente non glielo dò più. Niente affatto proporzionale.
In sintesi la decisione di andare avanti a somministrare farmaci (che non sono la totalità delle "cure") ai pazienti moribondi, o comunque gravissimamente ammalati, è frutto dell'arte e scienza medica, nonchè della compassione e bontà umana e, per i medici credenti, soprattutto della Fede, non di un calcolo aritmetico.
Se si cominciano ad usare termini fuori posto, usati NON nella loro vera accezione semantica, si introducono appunto ambiguità, confusione, zone grigie per la coscienza, nelle quali tutto può essere giustificato (specie se dietro ci sono soldi).

mic ha detto...

Sempre chiara e netta, Rosa. Grazie.

Angheran70 ha detto...

A parte i titoli comparsi sulla stampa , verso i quali i vescovi e Ruini hanno lamentato la solita strumentalizzazione, quasi tutti i vaticanisti sono stati unanimi nel rimproverare ai cattolici "dubbiosi" la posizione di Pio XII.

Ora andando a vedere i paragrafi citati (AAS 49 , 1957) (pag. 1027-1033) non mi pare che si possa dedurre alcunchè di particolare.

Siamo arrivati al punto che i Radicali pretendono di utilizzarlo per avere maggiori aperture sul fronte legislativo.

Luisa ha detto...

Sul tema della prporzionalità si erano già espressi e Giovanni Paolo II e Benedetto XVI:

"In un Discorso rivolto ai partecipanti ad un Corso internazionale di aggiornamento sulle preleucemie umane, del 15 novembre 1985, Papa Giovanni Paolo II, richiamandosi alla Dichiarazione sull’eutanasia, affermò chiaramente che, in virtù del principio della proporzionalità delle cure, non ci si può dispensare «dall’impegno terapeutico valido a sostenere la vita né dall’assistenza con mezzi normali di sostegno vitale», tra i quali sta certamente la somministrazione di cibo e liquidi, e avverte che non sono lecite le omissioni che hanno lo scopo «di abbreviare la vita per risparmiare la sofferenza, al paziente o ai parenti».

E qui, nel 2008, il discorso di Benedetto XVI ai partecipanti del Congresso indetto dalla PAV (quando era ancora la PAV) sul tema 
"ACCANTO AL MALATO INGUARIBILE E AL MORENTE: ORIENTAMENTI ETICI ED OPERATIVI"


http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2008/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20080225_acd-life.html

"Ma, oltre alla comunità cristiana “tutta la società mediante le sue istituzioni sanitarie e civili è chiamata a rispettare la vita e la dignità del malato grave e del morente”. Il rispetto per la vita umana comporta in concreto di “assicurare ad ogni persona che ne avesse bisogno il sostegno necessario attraverso terapie e interventi medici adeguati, individuati e gestiti secondo i criteri della proporzionalità medica, sempre tenendo conto del dovere morale di somministrare (da parte del medico) e di accogliere (da parte del paziente) quei mezzi di preservazione della vita che, nella situazione concreta, risultino ‘ordinari’. Per quanto riguarda, invece, le terapie significativamente rischiose o che fossero prudentemente da giudicare ‘straordinarie’, il ricorso ad esse sarà da considerare moralmente lecito ma facoltativo”."

Anonimo ha detto...

Mic e RR
delle proporzionalità delle cure ha già parlato la CDF guidata da Ratzinger

La Dichiarazione sull'eutanasia della Congregazione per la Dottrina della Fede (1980) offre alcune
precisazioni per facilitare l’applicazione del principio generale della “proporzionalità”: «Prendere delle decisioni
(sull’uso proporzionato dei mezzi terapeutici) spetterà in ultima analisi alla coscienza del malato o delle persone
qualificate per parlare a nome suo, oppure anche dei medici, alla luce degli obblighi morali e dei diversi aspetti del
caso». Aggiunge che «è anche lecito interrompere l’applicazione di tali mezzi, quando i risultati deludono le
speranze riposte in essi. Ma nel prendere una decisione del genere si dovrà tener conto del giusto desiderio
dell’ammalato e dei suoi familiari, nonché del parere di medici veramente competenti; costoro potranno senza
dubbio giudicare meglio di ogni altro se l’investimento di strumenti e di personale è sproporzionato ai risultati
prevedibili e se le tecniche messe in opera impongono al paziente sofferenze e disagi maggiori dei benefici che se
ne possono trarre».

Ne parlò più volte anche Giovanni Paolo Secondo

Maria Teresa

irina ha detto...

La vita ha molte componenti, di queste non poche e non irrilevanti non sono quantificabili, visibili, tangibili. C'è dell'altro nella vita che non cade sotto lo sguardo umano foss'anche aiutato dalle più avanzate tecnologie e che non può essere sostituito dai più sapienti dosaggi di medicine; tuttavia tutto concorre ma, tutto l'altro non fa la vita. Stupisce che accademie di carattere religioso non parlino mai di ciò che non si vede, non si tocca e che è l'unica componente che aiuta a ben vivere e a ben morire, che aiuta il corpo nella forza,nella debolezza e che aiuta a lasciarlo nel compimento della vita terrena. Gira e rigira di quello che è l'ambito del 'religioso' non si parla mai, qualsiasi sia l'argomento, non si parla mai 'dell'ineffabile' che tutto pervade e che proprio qui dovrebbe essere di casa.

Da Fb ha detto...

I VESCOVI AMERICANI HANNO VOTATO

Direte voi, ma cosa interessa a noi chi hanno votato i vescovi americani? E invece no. Questa votazione è importante poiché significativa di un indirizzo voluto. Inoltre, parliamo di una Conferenza Episcopale di una nazione molto importante, gli USA.

Seguitemi, please.

È notorio che Papa Francesco nella sua pastorale non ama porre l’accento sulla promozione e/o la difesa dei “principi non negoziabili”, cioè vita, famiglia ed educazione. Egli predilige di più i temi economico-sociali come la fame, le migrazioni, la disoccupazione, ecc.

Il card. Blase Cupich, da una relativamente piccola diocesi, quella di Spokane, nel 2014 è stato nominato da Papa Francesco arcivescovo di una importantissima diocesi, quella di Chicago, e l’anno scorso è diventato cardinale. È considerato uno dei cardinali americani più in consonanza con Papa Francesco. Nel 2011, Cupich emise una disposizione che proibiva ai sacerdoti e ai seminaristi della sua diocesi di pregare davanti alle cliniche della multinazionale degli aborti Planned Parenthood, o di sostenere 40 Days for Life. Cupich ha chiaramente rifiutato di dire che i politici che apertamente e pubblicamente sostengono l'aborto legale su richiesta non dovrebbero ricevere l'Eucaristia. È colui che, a settembre scorso, di fronte a cancellazioni (per proteste dei fedeli) di incontri pubblici già fissati in cui doveva parlare il discusso gesuita padre James Martin, molto vicino alle associazioni LGBT, e molto forbito nel linguaggio ambiguo del dialogo e dell’accoglienza, ha aperto le porte della sua diocesi invitandolo a tenere incontri.

Dall’altra parte l’arcivescovo Naumann, da sempre una voce forte e decisa, una pubblica presenza contro l’aborto. Naumann ha lavorato per sostenere i centri di aiuto alla gravidanza e le case di cura per madri e bambini. Nel 2008, Naumann disse al governatore del Kansas, Kathleen Sebelius (poi segretario del Gabinetto Obama), che non avrebbe dovuto presentarsi per ricevere la Comunione a causa della sua pubblica posizione a favore dell’aborto. All’inizio di quest’anno ha tagliato i legami della sua diocesi con le Girl Scouts of America a causa del loro sostegno dato al transgenderismo e all’aborto.

Bene. Nella Conferenza Episcopale degli USA, si è votato per eleggere il presidente della Commissione per la Vita. Nei quasi ultimi 40 anni, il presidente di tale Commissione è sempre stato un cardinale, a dimostrazione dell’importanza data ad essa. Il voto di ieri, però, ha rotto questa “tradizione”. I vescovi americani tra il card. Cupich, visto come “il vescovo di Papa Francesco”, e l’arcivescovo Joseph Naumann, di Kansas City, a sorpresa, hanno scelto quest’ultimo.

Di questo “testa a testa” ne hanno parlato tanti giornali, compreso il Wall Street Journal che titolava: “I leaders della Chiesa cattolica segnalano una resistenza alla agenda del papa”. Inoltre, Christopher White, sul noto giornale cattolico CruxNow, ha scritto qualche giorno fa che tale elezione era molto seguita ed attesa poiché veniva percepita come un referendum sia sull'approccio della conferenza episcopale statunitense alle politiche pro-vita sia sulle priorità indicate da papa Francesco.

Il “ballottaggio” era così importante che persino il direttore del sito ufficiale (CNA) della Conferenza Episcopale USA, Flynn, ha twittato: “CNA ha parlato con i vescovi i quali sottolineano che questo non è un referendum su papa Francesco. I vescovi che hanno votato per entrambi i candidati mi hanno detto che si è trattato solo di cercare di discernere la scelta migliore".

Da Fb ha detto...

Segue

Di questo “testa a testa” ne hanno parlato tanti giornali, compreso il Wall Street Journal che titolava: “I leaders della Chiesa cattolica segnalano una resistenza alla agenda del papa”. Inoltre, Christopher White, sul noto giornale cattolico CruxNow, ha scritto qualche giorno fa che tale elezione era molto seguita ed attesa poiché veniva percepita come un referendum sia sull'approccio della conferenza episcopale statunitense alle politiche pro-vita sia sulle priorità indicate da papa Francesco.

Il “ballottaggio” era così importante che persino il direttore del sito ufficiale (CNA) della Conferenza Episcopale USA, Flynn, ha twittato: “CNA ha parlato con i vescovi i quali sottolineano che questo non è un referendum su papa Francesco. I vescovi che hanno votato per entrambi i candidati mi hanno detto che si è trattato solo di cercare di discernere la scelta migliore".

Per capire però le impostazioni “culturali” dei due candidati, riporto due loro affermazioni.

Card. Blaise Cupich:

Ponendo l’aborto allo stesso livello di altre problematiche sociali dice: “Non dovremmo essere meno sconvolti dall'indifferenza nei confronti delle migliaia di persone che muoiono ogni giorno per mancanza di cure mediche dignitose, che si vedono negare i diritti a causa di un sistema di immigrazione rotto e del razzismo, che soffrono la fame e la disoccupazione, che pagano il prezzo della violenza in quartieri saturi di armi o che sono giustiziati dallo Stato in nome della giustizia ".

Arciv. Joseph Naumann:

“Le questioni che comportano mali intrinseci - attacchi diretti alla vita umana, aborto, eutanasia, ricerca sulle cellule staminali embrionali o attacchi diretti all'istituzione della famiglia (ad esempio, ridefinizione del matrimonio per equiparare unioni omosessuali o convivenza) - devono assumere una priorità morale. Sebbene tutte le questioni siano importanti, non tutte sono ugualmente importanti da un punto di vista dell'analisi morale".

Riprendo quello che mi ha più colpito:
I mali intrinseci sono PIÙ IMPORTANTI di altre questioni ugualmente importanti.

Eccellenza Joseph Naumann, ben detto!!!
Condivido in toto.

http://www.catholicherald.co.uk/news/2017/11/14/us-bishops-reject-cardinal-cupich-as-head-of-pro-life-committee/

https://cruxnow.com/church-in-the-usa/2017/11/12/cupich-v-naumann-referendum-pro-life-policy-papal-priorities/

http://www.nationalreview.com/article/453728/united-states-conference-catholic-bishops-pro-life-committee-pope-francis-synodality-archbishop-joseph-naumann

https://www.wsj.com/articles/u-s-catholic-leaders-signal-resistance-to-popes-agenda-1510677737

Anonimo ha detto...

Sulla rivista della Compagnia di Gesù si legge: «Una questione controversa riguarda la nutrizione e idratazione artificiali (Nia), che il progetto di legge include fra i trattamenti che possono essere rifiutati nelle Dat o nella pianificazione anticipata». Nella riflessione cattolica «si è spesso affermato che questi mezzi sono sempre doverosi; in realtà la Nia è un intervento medico e tecnico e come tale non sfugge al giudizio di proporzionalità. Né si può escludere che talvolta essa non sia più in grado di raggiungere lo scopo di procurare nutrimento al paziente o di lenirne le sofferenze. Il primo caso può verificarsi nella malattia oncologica terminale; il secondo in uno stato vegetativo che si prolunga indefinitamente, qualora il paziente abbia in precedenza dichiarato tale prospettiva non accettabile. Poiché non si può escludere che in casi come questi la Nia divenga un trattamento sproporzionato, la sua inclusione fra i trattamenti rifiutabili è corretta»
Eluana è servita e le DAT sdoganate anzi auspicate

RR ha detto...

I preti parlano di eutanasia, perchè quando loro arrivano, se arrivano (ormai trovare un prete per l'estrema unzione è un'impresa epica, specie nelle grandi città: sono tutti indaffarati a fare gli assistenti sociali, i "community organisers", ecc.), i malati sono belli che morti.
I medici, quelli veri, non quelli che hanno scelto Medicina per far su soldi, quelli che con i moribondi ci vivono e lavorano, sanno che più sono moribondi, e più chiedono cure. Ed i parenti che chiedono "staccate la spina " (per capirci) lo fanno, perchè non vedono l'ora di accapparrarsi l'eredità. O di convolare a giuste nozze con l'amante. O di liberarsi di genitori/figli rompicoglioni.
Scusate la franchezza, ma è l'esperienza di 35 anni di carriera medica.
L'eutanasia, come molti altri "diritti" inventati di sana pianta da Massoni e simili, e strombazzati ai quattro venti per lavare il cervello ai gonzi, è solo una scusa per risparmiare soldi ed impegno, e far godere chi è sano, giovane, bello e ricco. E che gli altri si attacchino !
Voglio proprio vederla la Bonino, quando il cancro ritornerà (perchè ritornerà), se se ne andrà in quella clinica svizzera tanto amata da Cappato...
Ah, per la "Civiltà cattolica": i pazienti in quelle disgraziatissime condizioni (alla Eluana per intenderci) sono, fortunatamente, un' estrema minoranza. Mentre le vittime dell'eutanasia di Stato in paesi come il Belgio e l' Olanda sono sempre di più casi da maggioranza della popolazione.
Ma se, proporzionalmente, "eutanasiassimo " i Gesuiti ?


Anonimo ha detto...

Brava RR , questa e' la verita'.

Mio padre e' malato , mia madre e' malata , e siccome io soffro tanto , per non soffrire piu' me li levo di torno .
Questa a casa mia si chiama pena di morte per chi non e' in grado di difendersi .

Sono rimasta incinta , non l'avevo previsto , non ho soldi , mi devo realizzare nel lavoro , voglio fare carriera , mi voglio divertire ( quello che volete ) insomma intralcia i miei disegni percio' me lo levo di torno .
Questa a casa mia si chiama pena di morte per chi non e' in grado di difendersi.

Quanto c'e' di diverso dai morti ammazzati- programmati-di Auschwitz !?

Di contro , bisogna anche dire cosa fa il nostro stato per far respirare almeno 1 giorno alla settimana le famiglie che hanno uno o piu' malati di cui si fanno carico 24h su 24h per es, un malato mentale disabile al 100/..? . Abbiamo cronicari per malati terminali ?Cosa fa il nostro stato per chi non ha un soldo e in piu' vorrebbe abortire ? Offre vitto e alloggio alla mamma e al bambino , e poi un posto di lavoro purche' non lo faccia ? Che fine hanno fatto gli orfanotrofi , troppo disdicevoli , meglio far finta che il problema dei figli non voluti non esista ? La lodevole iniziativa delle culle termiche e dell'anonimato per abbandonare il prodotto del concepimento in incognito e' miseramente fallito ? Invece , purtroppo , e' continuata la orribile cronaca dei neonati gettati nella spazzatura .
Rifiuto del dono di Dio - Rifiuto della Croce - Rifiuto del V Comandamento Non ammazzare - Ritorno alla barbarie .

Anonimo ha detto...

https://www.lifesitenews.com/news/canada-legalized-euthanasia.-now-parents-are-asking-doctors-to-kill-their-s