venerdì 13 marzo 2020

Il giallo sulla riapertura delle Chiese nel contrordine del Card. vicario di Roma

Leggo nella cronaca di Roma. "In tarda mattinata [di oggi 13 marzo] il testa coda di De Donatis e del Vicariato con un secondo decreto che sostanzialmente smentisce il primo e lo rettifica. «Il decreto numero 468 viene modificato ponendo in capo ai sacerdoti e a tutti i fedeli la responsabilità ultima dell'ingresso nei luoghi di culto, in modo tale da non esporre ad alcun pericolo di contagio la popolazione e nel contempo evitare il segno della interdizione fisica dell'accesso al luogo di culto attraverso la chiusura del medesimo, la quale potrebbe creare disorientamento e maggiore senso di insicurezza». ...".  
Il decreto del cardinal vicario di Roma emanato ieri disponeva la chiusura totale di tutte le chiese della diocesi di Roma fino al 3 aprile.
Una decisione clamorosa, senza precedenti, che aveva suscitato sconcerto e disorientamento prima a Roma e conseguentemente in tutto l'Orbe cattolico. In linea peraltro con la nota del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Bassetti, che prefigurava la chiusura delle chiese in tutta la diocesi di Roma e, a seguire, in tutta Italia. Una chiesa tutta ripiegata sul presente e sulle decisioni delle autorità politiche, senza alcuna consapevolezza della sua missione e senza alcuna prospettiva soprannaturale. La rettifica odierna riguarda le chiese «parrocchiali e quelle che sono sede di missioni con cura d’anime ed equiparate». Restano chiuse al pubblico «le chiese non parrocchiali e più in generale gli edifici di culto di qualunque genere». 

Altrettanto clamorosa è la rettifica, peraltro accolta con sollievo ma sconcertante, perché preceduta da un'intervista del famoso elemosiniere del Papa (quello del riallaccio della luce al Centro sociale), card. Krajewski, rilasciata al quotidiano statunitense Crux, nella quale egli dichiara di aver aperto la sua chiesa di Santa Maria Immacolata all’Esquilino in aperta polemica con il decreto di De Donatis e in attendibile accordo col papa che, proprio nella Messa mattutina in Santa Marta di oggi, aveva pregato per i pastori «che devono accompagnare il popolo di Dio in questa crisi», dicendo che «le misure drastiche non sempre sono buone» e invocando lo Spirito Santo perché siano prese «misure che non lascino da solo il santo popolo fedele di Dio, che si senta accompagnato dai pastori e dal conforto della Parola di Dio, dei sacramenti e della preghiera».

Il ripiegamento del cardinal vicario sul decreto di ieri acquista una luce diversa in ragione della lettera inviata a tutti i parroci della diocesi in cui spiega l'accaduto e attribuisce al papa la responsabilità del provvedimento di chiusura delle chiese: «Con una decisione senza precedenti, consultato il nostro Vescovo Papa Francesco, abbiamo pubblicato ieri, 12 marzo, il decreto che fissa la chiusura per tre settimane delle nostre chiese» e, a seguire: «Un ulteriore confronto con papa Francesco, questa mattina, ci ha spinto però a prendere in considerazione un’altra esigenza: la chiusura di tutte le nostre chiese può suscitare disorientamento e confusione. Il rischio per le persone è di sentirsi ancora più isolate. Di qui il nuovo decreto che vi viene inviato con questa lettera».

Dunque sembrerebbe plausibile che la nuova decisione abbia tenuto conto delle rimostranze di molti fedeli nonché della resistenza di diversi vescovi (in primis quelli della Polonia).
A questo punto, se è grande il nostro sollievo, resta lo stigma di una gerarchia quanto meno confusa che, alle ragioni del buon senso e della prudenza consigliate dalla gravità della situazione, non ha saputo coniugare la saldezza della fede nella consapevolezza della sua vocazione di essere, immersa nel mondo ma non del mondo, Sacramento  e garanzia della Presenza del Signore fino alla fine dei tempi per la salvezza delle anime, non meno importante - anzi prioritaria - rispetto a quella dei corpi.
Sono in attesa di conoscere se le parrocchie saranno solo aperte per la preghiera personale o se si potranno celebrare le Sante Messe. Certo, se si può andare al centro commerciale tenendo le distanze di sicurezza, non vedo perché in Chiesa non si possa fare lo stesso garantendo lo jus divinum del culto a Dio e la grazia santificante ai fedeli.

22 commenti:

Anonimo ha detto...

Impressione: quando sente il boato dei fedeli ritorna su i suoi passi e dimezza l'iniziativa presa o la mette in nota, o la circoscrive...per il momento. E' veramente importante che la Chiesa, il prima possibile, ritrovi il meglio di se stessa. Il suo peggio ogni giorno disgusta le anime.

Anonimo ha detto...

Neanche il Rosario lasciano dire in Chiesa altrove! Impediscono di pregare insieme.

mic ha detto...

Sono in attesa di conoscere se le parrocchie saranno solo aperte o se si potranno celebrare le Messe. Certo se si può andare al centro commerciale tenendo le distanze di sicurezza, non vedo perché in Chiesa non si possa fare lo stesso garantendo il culto a Dio e la grazia santificante ai fedeli.

mic ha detto...

La settimana scorsa, nella mia parrocchia, c'è stata una celebrazione molto raccolta e ordinata con tre fedeli ogni banco. E nel corso della settimana rimaneva l'Adorazione del venerdì... Poi è arrivato il decreto di chiusura. Ora vedremo...

fabrizio giudici ha detto...

Non è un giallo, è una cosa miserabile...

https://www.lanuovabq.it/it/le-chiese-a-roma-riaprono-papa-e-cardinale-vicario-accuse-reciproche



PS Canale YouTube Messa VO Santissima Trinità dei Pellegrini (segnalato da MiL):

https://www.youtube.com/channel/UClAtfCutuTEauRbJIUCVlcA

Ireneo ha detto...

Ma se dico che sto andando in Chiesa alle forze dell'ordine, questo caso è contemplato nelle direttive del Viminale tra quelli ammessi o mi denunciano perchè non c'è lo stato di necessità, dato che ormai dobbiamo rendere conto di tutto ciò che facciamo?

Anonimo ha detto...

"La gente sembrava non aspettarsi che le porte della chiesa si aprissero; essi volevano solo pregare fuori. Una spinta interiore li aveva condotti là. Ma io mi trovavo nella chiesa e aprii le porte. Essi entrarono, sorpresi e spaventati perché le porte si erano aperte. Mi sembrò che fossi dietro la porta e che loro non potessero vedermi. Non c’era alcun ufficio aperto nella chiesa, ma le lampade del Santuari erano accese.

La gente pregava tranquillamente. Poi vidi un’apparizione della Madre di Dio, che disse che la tribolazione sarebbe stata molto grande. Aggiunse che queste persone devono pregare ferventemente… Devono pregare soprattutto perché la chiesa delle tenebre abbandoni Roma."

Anna Caterina Emmerich, visione del 25 agosto 1820.

https://www.maurizioblondet.it/il-re-si-e-ritirato-fino-a-quando-ne-sentiremo-la-mancanza/

mic ha detto...

Ireneo,
Nel modulo di autocertificazione da riempire c'è la voce 'necessità'. Vorrei vedere se qualcuno me lo contestasse se fossi diretta in chiesa!

Japhet ha detto...

ATTENZIONE
I carabinieri oggi hanno rispedito a casa una donna che voleva andare in chiesa perché praticare il culto non è tra le 2 opzioni per uscire.

Chi vuole andare in chiesa: sull'autocertificazione barri la casella "necessità" e poi scriva: necessità di culto sulla base dell'art.1, comma1, lettera a,i del DPCM 8 marzo 2020.

stefano ha detto...

Ma ha ragione Socci: prima el papa ha ordinato al vicario di chiudere le chiese poi, viste le rimostranze, ha scaricato la colpa su di lui, poveretto, facendo mostra di essere vicino ai fedeli. A pensar male su quest'uomo non si sbaglia mai, purtroppo.

Anonimo ha detto...

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Is 53, 4-5

Dispositivo del Decreto 13 marzo ha detto...

SI DISPONE
Che il n. 1 del Decreto prot. 468/20 del 12 marzo u.s. venga così modificato:
1. Si esortano i fedeli, fino a venerdì 3 aprile p. v. ad attenersi con matura coscienza e con senso di responsabilità alle direttive dei Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri di questi ultimi giorni, in particolare quelle del c.d. Decreto “#Io resto a casa#”. In conseguenza di questo sopra esposto, i fedeli sono dispensati dall’obbligo di soddisfare al precetto festivo (cf. cann. 1246-1248 C.I.C.). Rimangono chiuse all’accesso del pubblico le chiese non parrocchiali e più in generale gli edifici di culto di qualunque genere (cf. can. 1214 ss. C.I.C.); restano invece aperte le chiese parrocchiali e quelle che sono sedi di missioni con cura d’anime ed equiparate. Restano altresì accessibili gli oratori di comunità stabilmente costituite (religiose, monastiche, ecc. cf. can. 1223 C.I.C.), limitatamente alle medesime collettività che abitualmente ne usufruiscono in quanto in loco residenti e conviventi, con interdizione all’accesso dei fedeli che non sono membri stabili delle predette comunità.
La comunione ecclesiale che ci lega continuerà a sostenerci nel nostro sforzo quotidiano di reagire all’emergenza con rapidità, efficacia e autentico spirito di fede.
Vi benedico. Madonna del Divino Amore prega per noi!

Dato in Roma, alla sede del Vicariato nel Palazzo Apostolico Lateranense, il giorno 13 marzo A.D. 2020

tralcio ha detto...

I contagiati ufficiali ad oggi sono 17660.
Questa cifra comprende i contagiati attuali (14955), i decessi e i guariti.
Il tasso di mortalità è del 7,9% (1266 su 17660) che sarebbe elevatissimo rispetto al dato di altre nazioni. Prendendo come riferimento i numeri più grandi (la Cina) è di circa tre volte più elevato. Se, in prima approssimazione (senza sviscerare età media, mutazione dei ceppi, diagnosi incerte per compresenza di altre patologie), riportiamo il tasso italiano a quello cinese, bisognerebbe aumentare il numeratore a circa 50000 positivi.
Quindi, sempre in prima approssimazione, ad oggi circolano, ignari del loro status di positivi, circa (50000-17660) 32000 persone che costituiscono un rischio per gli altri.
Anche avendo imposto misure di contenimento del rischio, è probabile che per questa settimana dovremo scontare una crescita tanto del numero dei positivi, quanto di quello dei ricoverati (circa il 60% dei positivi, dei quali un 15% bisognosi di terapia intensiva) e questo su tutto il territorio nazionale, essendo ormai presenti (anche se con una distribuzione puntiforme) quasi ovunque.
La possibilità di evitare la catastrofe passa da tre circostanze:
-attenzione da parte di tutti a non circolare/agire in modo scriteriato;
-contenimento di eventuali focolai che dovessero emergere qua e là
-riduzione del contagio nei luoghi dove esso è già diffuso.

Dobbiamo aiutarci l'un l'altro, ognuno facendo la propria parte.
BISOGNA STARE IN CASA.

Chi deve uscire (per lavoro, a beneficio di tutti) lo faccia usando ogni precauzione.
I 32000 positivi che attualmente non sono soggetti ad alcuna sorveglianza specifica (e soprattutto nota a chi li deve monitorare e a loro stessi) dovrebbero passare da positivi asintomatici a negativizzati nel giro di due settimane.
Questa è una buona notizia per loro stessi (se nel frattempo non sviluppano la patologia), sia di tutti, perchè dopo questo tempo non dovrebbero più essere un rischio per gli altri.
Al momento dobbiamo attendere come minimo la fine di marzo per sperare che questi 32000 non rechino danno.

Intanto dobbiamo temerli, perchè sono tra noi e anche potremmo essere noi.

Il numero di tamponi eseguiti non riesce a coprire tutti i possibili candidati.
BISOGNA RESTARE IN CASA ED EVITARE CONTATTI DISSENNATI ALMENO PER I PROSSIMI 15 GIORNI.

Tra le precauzioni (lavarsi le mani, tenere una giusta distanza, non uscire inutilmente) c'è anche quello del parlare: non si trasmette il virus solo tossendo o starnutendo o stringendo la mano. Anche le chiacchiere emettono un minimo aerosol dalla bocca e le particelle che emettiamo vanno tanto più lontano e sono tanto più grosse quanto più si alza la voce e si urla. Pertanto anche il silenzio o la pacatezza non sono cautele da poco.

Sembra tutto fatto apposta per costringerci al silenzio e alla meditazione. Anche se non possiamo frequentare le chiese (se scegliamo di non frequentarle come atto penitenziale di rinuncia, tutto rivolto al Signore, amandolo e desiderandolo come non mai), ci è offerta una splendida occasione per trasformare le nostre case in luoghi di raccoglimento e preghiera. Pensiamoci: è una Quaresima molto speciale.
Ci offre la possibilità del deserto. e di fare un gesto di carità di grande generosità, rinnegando noi stessi e portando la croce dietro a Gesù.

Spigolature notturne ha detto...

Perdonatemi la domanda : ma nelle vostre rispettive Parrocchie c'e' così tanto affollamento ?
Cronaca dal mio piccolo microcosmo :
1)Ieri pomeriggio intorno alle 17,00 sono entrata nella Chiesa di S.Antonio e nonostante il portone letteralmente spalancato , all'interno a ringraziare e consolare NSGC nel Tabernacolo non c'era nessuno . Insieme a mio marito ci siamo trattenuti per preghiera e Adorazione e non e' entrato nessuno , siamo usciti dalla Chiesa e non abbiamo incontrato nessuno nell'atto di entrare -
2)Mercoledì 11 u.s. sono andata nel pomeriggio nella mia Parrocchia a far visita al Tabernacolo ed eravamo in due : una signora al terzo banco ed io all'ultimo , in un ambiente unico di circa 400/500 mq .! Altre volte siamo al massimo 4/5 e considerate che sono presenti ben otto o nove movimenti : Santegidio,Catecumenali,Comunita' Maria,Focolari ,ecc.(Stranamente manca il gruppo di preghiera di P . Pio !)
3)La Domenica si celebrano 3 Messe : in quella di punta ci saranno al massimo 90 persone circa , su 17.000 anime . Facciamo l'ipotesi che si presentino ad ogni Messa 90 fedeli moltiplicato per 3 darebbe 270 fedeli domenicali . Poiche' ci sono 4 Sacerdoti ( 2 titolari e due colombiani specializzandi ) , se celebrassero 4 Messe ci sarebbero circa 67/68 anime a turno . Poiche' mi sembra di ricordare che ogni Sacerdote puo' celebrare due Messe se, per ipotesi,ne celebrassero 8 domenicali si avrebbe 270:8 = 33 anime a turno . Dunque avrebbero abbondante spazio tra loro e ..avrebbero ragione i Vescovi polacchi !
4)Vantaggi della celebrazione in latino : chi parla e' il Sacerdote , i fedeli perlopiu' tacciono e pregano sommessamente per cui non ci sarebbe nemmeno il problema delle tante goccioline..
5)Speriamo di impiegare bene questo tempo per un bell'esame di coscienza planetario

“Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, manda ora il tuo Spirito sulla terra. Fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli, affinché siano preservati dalla corruzione, dalle calamità e dalla guerra. Che la Signora di tutti i popoli, la Beata Vergine Maria, sia la nostra Avvocata. Amen.”

fabrizio giudici ha detto...

La questione del tasso all'8% è più complessa. Al momento stanno contando tutti i deceduti positivi al tampone; ora, senza cadere nell'eccesso di certi che dicono che se uno è anziano e ha una patologia grave sarebbe una specie di morto che cammina, dunque se muore con il virus la colpa non sarebbe del virus, è comunque vero che il conteggio andrà rivisto un po' al ribasso.

Anonimo ha detto...

La Polonia ha chiuso i suoi confini, ma non le sue chiese.

Anonimo ha detto...

Non facciamo i puntigliosi: stiamocene in casa una decina di giorni.
Offriamolo come penitenza. Come l'atto di umiltà di chi ama il Signore e a Lui si affida.
Non per una paura scriteriata della morte, ma per amore del prossimo.
Non per perché non creda alla vita eterna, ma proprio amando quella.
Non per dimenticanza di Gesù presente nel tabernacolo, ma sapendo portare la croce dietro di Lui.
E chi deve uscire si senta ancora un monaco nella propria cella.

Anonimo ha detto...

Ma certo !
Si fa per ragionare .

Marisa ha detto...

"Uno spettacolo sconcertante di una gerarchia ecclesiastica in stato confusionale"
(Riccardo Cascioli)

Come si dice, purtroppo lo stile (in questo caso il delirio) vien dall'alto.

RR ha detto...

La questione del tasso all'8% è più complessa. Al momento stanno contando tutti i deceduti positivi al tampone; ora, senza cadere nell'eccesso di certi che dicono che se uno è anziano e ha una patologia grave sarebbe una specie di morto che cammina, dunque se muore con il virus la colpa non sarebbe del virus, è comunque vero che il conteggio andrà rivisto un po' al ribasso.

Il denominatore reale (N contagiati asintomatici + N contagiati sintomatici lievi + N ricoverati perché sintomatici gravi + N morti) non è noto. Dovremmo testare TUTTA LA POPOLAZIONE italiana.
Ma si può estrapolare da quei luoghi (Vo' Euganeo) in cui hanno testato il 98% della popolazione.
Ovviamente il tasso che conta sarà quello finale.
E se non è possibile praticare autopsia a tutti i deceduti, mi auguro lo si faccia a meno a campione, cosi da avere i dati autoptici, oltre a quelli clinici, per ridefinire compiutamente i tassi di morbilità e letalità.
I mei colleghi ricercatori pubblicheranno per un decennio su questa patologia.

Fabrizio, anche ai tempi della peste qualcuno moriva CON, non PER, la peste, ma non si stava a tagliare il capello in quattro. E sinceramente NON credo che all'ISS abbiano VERAMENTE controllato TUTTE le cartelle dei deceduti, ma abbiano fatto a campione. Vedremo alla fine. L'ISS, dall'inizio di tutto ciò (prime notizie dalla Cina a fine dicembre) mi è sembrato molto latitante.

Come Pio XII ha detto...

Mi sembra di notare che i Ministri di Dio siano portati a muoversi "in ordine sparso " secondo iniziative personali : chi fa così , chi fa cosa' , chi fa colì . Personalmente avverto la mancanza della guida , del bastone e del vincastro di Pietro che dovrebbe condurre il gregge universale . Questa nota non vuole criticare Pietro e' solo una impressione . Dovrebbe essere Pietro a confortare la Sposa e ad indicare ai Ministri della Sposa tutte le opportune iniziative di preghiera a partire dalla Cattedra . Correggetemi se sbaglio

Unknown ha detto...

Questa e una bella domanda vorrei saperlo anchio.