giovedì 19 marzo 2020

Il rapporto fra il papato e i media

Quello tra papato e mondo mediatico è un rapporto forse più tormentato di quello tra papato e impero/potere temporale, e per notarlo basta ricordare un po’ di cronaca relativa gli ultimi pontefici.
Senza risalire troppo indietro nel tempo si può cominciare dal dopoguerra, l’epoca in cui i media iniziarono ad essere molto più pervasivi e fruibili di quanto lo erano stati precedentemente; grazie alla diffusione della radio e alla nascita della televisione, mezzi che non richiedevano l’alfabetizzazione per essere utilizzati, l’italiano medio iniziava ad entrare in quel “villaggio globale” che sarebbe diventato il mondo occidentale di lì a vent’anni.

Pio XII era un uomo ieratico, conscio del suo ruolo di pontefice, e ha sempre tenuto a distinguere la figura del Papa da quella dell’uomo Eugenio Pacelli, tanto che quando un giornalista rese di dominio pubblico che al pontefice piaceva ammirare il passaggio del treno quest’ultimo per ripicca tolse le sigarette gratis ai vaticanisti. Cose di altri tempi, certamente, ma indicavano lo spirito sacerdotale dal quale era circondata la figura del Papa. Il cambiamento iniziò con Giovanni XXIII, che aprì le porte del Vaticano ai media. Famoso è l’aneddoto per cui un cameraman avrebbe detto “Santità, s’inginocchi e faccia finta di pregare”. Non certo un bell’inizio, ma si è messo subito in chiaro che il mondo dei media ha le sue regole ferree, che spesso sono in aperto contrasto con quelle del mondo sacerdotale.

Da allora in poi il contrasto divenne aperto: all’epoca del Concilio Vaticano II ci fu addirittura un “Concilio dei padri” nelle aule e un parallelo “concilio dei media” nei mezzi d’informazione, i quali intendevano influenzare l’andamento del primo dando maggiore o minore risalto a certe figure o a certe dichiarazioni, creando aspettative messianiche su certi temi (ad esempio la contraccezione) e lasciando in ombra ogni aspetto spirituale che dovrebbe essere il centro di ogni Concilio. Il postconcilio fu addirittura peggiore: i media sdoganarono l’ermeneutica della rottura, propria della scuola di Bologna, e la resero l’unica interpretazione fruibile al mondo cattolico, tanto che si dovrà attendere Benedetto XVI per avere un controcanto.

In tutto questo, Paolo VI si trovò in una situazione nuova che non sapeva come fronteggiare. Quando fu il momento di parlare e chiarire scrisse Humanae vitae, la quale esacerbò la tempesta portando interi episcopati a proclamare disobbedienza aperta al Papa (e obbedienza al bastone mediatico). Si dovette attendere Giovanni Paolo II per avere un nuovo rapporto con i media, un “Papa mediatico” anche nei momenti difficili e di malattia, che facesse riaffezionare il mondo cattolico alla figura del pontefice. In questo frangente i media controvoglia si adeguarono: l’ideologia anticattolica va bene, ma il quattrino è il quattrino, e se non si riesce a creare un’alternativa alla figura del Romano Pontefice conviene cavalcare l’onda con lui invece che con Martini e la mafia di san Gallo.

Con Benedetto XVI le cose ritornarono alla “normalità”: da una parte il suo insegnamento e l’ermeneutica della continuità, dall’altra i media che lo accusano di scandali e di illeciti compiuti da altri. Ciò però non bastò a svuotare piazza San Pietro all’Angelus, che anzi si riempì sempre più che in passato. Con Francesco si assiste ad una cosa del tutto nuova: l’appoggio totale e incondizionato del mondo mediatico ad ogni aspetto ed atto del pontefice, per quanto marginale. I media hanno cambiato registro? Materialmente sì, ma formalmente? Come mai questo pontefice ha l’appoggio entusiastico della stampa italiana e ha avuto quello della stampa internazionale fino a pochi anni fa? Sono domande lecite. Anche perché al contempo la piazza si sta svuotando, e sempre meno persone fanno caso alle continue dichiarazioni di Francesco su ogni materia politica, economica e sociale. Un punto resta chiaro e fermo, e lo espongo con le parole di Andrew Breitbart:
La sinistra non vince attraverso il dibattito. Non ne ha bisogno. Nel XXI secolo i media sono tutto. La sinistra vince perché controlla il discorso, la narrazione della realtà. Che è in mano ai media. Ma la sinistra è media sono una cosa sola. E la narrazione è tutto. Per questo parlo di complesso politico-mediatico progressista.
Riccardo Zenobi - Fonte

18 commenti:

Che figura! ha detto...

https://mobile.reuters.com/article/amp/idUSKBN21524R

Pope says Italy tax dodgers bear partial blame for virus health care crisis

Anonimo ha detto...

I media,la magistratura e la piazza (centri sociali)garantiscono alla sinistra il potere pur non essendo maggioranza nel paese.I nostri eroi prendono l' avversario più pericoloso e lo distruggono per poi passare al suo successore.Da Berlusconi ,che gli ha fatto sputare sangue onore a lui ,son passati a demonizzare Salvini e dopo Salvini toccherà alla Meloni. E se ci fosse un governo Salvini-Meloni cercherebbero di mettere l'uno contro l'altra per farlo implodere .In questo giochetto la 7 con i suoi giornalisti faziosi e comunistoidi è sempre all'avanguardia, ma anche il corrierone non scherza.Francesco ha avuto dalla sua tutto il circo mediatico per motivi facilmente intuibili. Questi mascalzoni odiano la Chiesa Cattolica e la versione terzomondista di questo pontificato dopo i duri anni di GP2 e Benedetto è di loro gradimento.Si sdebito con articoli pieni di elogi e di grande rispetto formale per il Pontefice mentre nei fatti sono a favore di aborto ,eutanasia e matrimonio fra persone dello stesso sesso.

Anonimo ha detto...

https://voxnews.info/2020/03/19/decreto-governo-sospende-la-proprieta-privata-fino-al-31-luglio-ogni-bene-mobile-e-immobile-potra-essere-requisito/

BREAKING NEWS, CORONAVIRUS
GOVERNO SOSPENDE PROPRIETÀ PRIVATA FINO AL 31 LUGLIO: “OGNI BENE MOBILE E IMMOBILE POTRÀ ESSERE REQUISITO”
MARZO 19, 2020 VOX 4 COMMENTI


Il cosiddetto “Cura Italia”, con la scusa del coronavirus, prevede la requisizione di beni mobili e immobili degli italiani.

La requisizione è un atto giuridico che deve essere motivato da gravi motivi. Ma sappiamo, dall’esperienza immigrati con hotel requisiti, essere quasi sempre un atto di arbitrio dello Stato.

La requisizione può essere “in proprietà”, nel qual caso il bene si perde per sempre e al suo posto spunta un indennizzo, un risarcimento. Oppure può essere “in uso”: in questo caso si viene indennizzati per i mesi in cui il bene è stato sottratto.

All’articolo 6 si legge che “fino al termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, il capo del Dipartimento della Protezione civile può disporre, anche su richiesta del commissario straordinario, la requisizione in uso o in proprietà da un soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere (…). Inoltre “il prefetto può disporre con decreto la requisizione di strutture alberghiere e di altri immobili per ospitare persone in sorveglianza sanitaria o in isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare“. Nell’ultimo caso, chiaramente, non sussistono necessariamente problemi di ordine sanitario e chiunque (migranti compresi) può essere alloggiato nelle abitazioni private o negli alberghi, come già accaduto. In questi casi, si legge, verrà corrisposta un’indennità pari allo 0,42% del valore del bene, così come stimato dall’Agenzia delle entrate.

Le storture dell’articolo 6 del “Cura Italia”
Come detto, la requisizione di ogni bene mobile e immobile, anche di quelli non strettamente correlati alla sanità, è stata prevista per decreto e potrà essere eseguita fino al 31 luglio su disposizione del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, del commissario per l’emergenza Domenico Arcuri e, localmente, dei prefetti.

In pratica, insieme alla libertà di movimento, che però viene garantita ai clandestini, fino al 31 luglio è sospesa di fatto la proprietà privata. Ogni bene è sulla carta dello Stato....

mic ha detto...

Italia sotto sequestro con la scusa del virus?

Anonimo ha detto...

"Come riporta l’Adnkronos, il governo italiano fu avvertito da alcuni rapporti di intelligence del rischio di pandemia, poco dopo che l’emergenza coronavirus esplose in Cina, ma la questione venne ampiamente sottovalutata".

Anonimo ha detto...

Cardinal Burke:"Cristo non ci abbandona mai." Per sentire parole di speranza che riguardano Gesù, si deve ascoltare il cardinal Burke. Bergoglio non sta citando Cristo in questo drammatico momento per l'Italia. Sta citando Fabio Fazio.
(Cesare Sacchetti)

mic ha detto...

Cardinal Raymond Leo Burke: «L’assalto prolungato del coronavirus porta naturalmente alla tristezza e alla paura.

Ma noi sappiamo che Cristo è il Signore della natura e della storia. Usando mezzi naturali per difenderci dalla pestilenza, non dimentichiamo il nostro principale mezzo di difesa: la preghiera, soprattutto il Rosario e l’Adorazione Eucaristica.

Cristo non ci abbandona mai».

Anonimo ha detto...

Paolo Becchi:
"Di fronte alla tragicità della morte di queste settimane da cattolico mi sarei aspettato dal Santo Padre qualche parola illuminante sul significato della vita e della morte, e invece ci invita a pagare le tasse perché se non ci sono posti letto la colpa è nostra. Che tristezza..."

Da Fb ha detto...

RICONOSCERE I SEGNI - QUEL VIRUS DI BERGOGLIO
Vi espongo una sequenza di fatti.
- Nel settembre 2018 il Vaticano stipula un accordo con la Cina che letteralmente svende i cattolici al regime cinese, accettando l'autorità dello Stato sulla regolamentazione delle cose di Chiesa. A nulla valgono gli accorati appelli del cardinal Zen, figura carismatica della Chiesa cinese, che inutilmente si rivolge per mesi e mesi a Francesco I° per ritornare sui suoi passi
- Un anno dopo, nel novembre 2019 avviene nei giardini vaticani una profanazione immortalata da foto che hanno girato in rete e tutti possono vedere: viene officiato un rito di adorazione della Pachamama, divinità pagana del Sudamerica, in presenza di Bergoglio che acconsente alla violazione esplicita del Primo Comandamento "Non avrai altro Dio all'infuori di me"
- Nel dicembre 2019, durante un'omelia tenuta in lingua spagnola, il vescovo argentino definisce la Madonna "una che si è meticciata" e dichiara eplicitamente che tutti gli attributi dati a Maria dalla Chiesa sono sentimentalismi, mentre solo "mujer y discipula" (donna e discepola) sono adeguati; così facendo viola durante una messa il Secondo Comandamento "Non bestemmiare" nel quale rientra uno dei "4 peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio" che è "impugnare la verità conosciuta" che, nel caso di Maria, è il dogma mariano della "Theotokos", cioè "Maria è Madre di Dio".
- Nel giorno di Capodanno 2020, che guarda caso il calendario liturgico cristiano consacra a "Santa Maria Madre di Dio" (altro che mujer y discipula"! Disgraziato!), proprio una fedele cinese cerca di parlare con l'argentino vestito di bianco e riceve in cambio due sonori schiaffoni sulle mani in mondovisione, dove tutti hanno visto nello sguardo di quell'uomo i sentimenti che lo animano.
- Passano pochi giorni e dalla Cina parte una pandemia che mette il mondo in ginocchio, mentre l'eroe dei cattocomunisti amato dai mondialisti, dai massoni, dagli atei, pensa bene di sospendere le messe e i sacramenti

Avete occhi, e non vedete. Avete orecchi, e non sentite? (Marco 8, 18)

«Quando si fa sera, voi dite: "Bel tempo, perché il cielo rosseggia!" 3 e la mattina dite: "Oggi tempesta, perché il cielo rosseggia cupo!" L'aspetto del cielo lo sapete dunque discernere, e i segni dei tempi non riuscite a discernerli? (Matteo 16, 2-3)

Si preghi il Rosario per la fine del flagello, rivolgendosi a Santa Maria Madre di Dio.

Josh ha detto...

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/21384531/papa_francesco_assurda_beatificazione_fabio_fazio_migranti.html

Anonimo ha detto...

IL CONIGLIO DAL CAPPELLO
Mascherine: Zaia trova la soluzione

Il grande Veneto, quello operoso, attivo, vulcanico, che non si arrende e non si ferma mai, mette a segno un altro colpo.
Il governatore Zaia in conferenza stampa presenta ciò che aveva lasciato intuire da giorni, ma su cui scaramanticamente aveva lasciato un alone di mistero: le nuove mascherine che da oggi saranno in dotazione alla Regione Veneta, grazie alla caparbietà, all'impegno ed all'inventiva sua e dell'imprenditore veneto Fabio Franceschi, patron della Casa Editrice Grafica Veneta, già famosa per aver dato alle stampe "Harry Potter".
Soddisfatto Zaia presenta il prodotto che ha visto la luce dopo un attento e frenetico studio, in lotta col tempo, e dopo ben 5 tentativi di prototipi. Si tratta di una mascherina anatomica ampia, morbida e setosa al tatto, perfettamente calzante, in tessuto non tessuto realizzata conformemente all'art.16 del DL, con schermo protettivo filtrante, priva di inchiostri, che consente di respirare bene, non rilascia pelucchi e non si imbeve. È un prodotto monouso studiato per rifornire la popolazione, che verrà per ora distribuito gratuitamente ai Veneti, consentendo di riservare l'uso dei tipi professionali FFP2 ed FFP3 esclusivamente ai sanitari ed al personale specializzato ospedaliero.
Franceschi ne ha destinato un quantitativo di 2.000.000 di pezzi che andranno in regalo alla Regione Veneto.
Dopo essersi congratulato con lui per il suo impegno, la sua inventiva e la sua generosità, nonché per l'innovazione di prodotto e di processo, Zaia illustra quanto Grafica Veneta sia stata particolarmente in gamba da riconvertire in pochissimo tempo la sua produzione, fermando un'intera rotativa e togliendo potenzialità al mercato americano del libro, per poter produrre il prodotto così tanto prezioso per i cittadini.
Le mascherine verranno distribuite dalla Protezione Civile e dagli Alpini e l'obiettivo della Regione Veneto è che Grafica Veneta, con i suoi 500 dipendenti, sia in grado al più presto di stamparne 3 - 4 milioni al giorno.

Anonimo ha detto...


Il titolo dell'articolo de Il Fatto Quotidiano citato da Mic in questo post, vuol sicuramente essere ironico: parla dello "esser Dio del Papa".
Il Papa non è Dio e non viene in alcun modo divinizzato dalla sua alta carica, nonostante il grande potere di cui dispone per mandato divino, spirituale e temporale.

Anonimo ha detto...

ANONIMO 12,21, QUESTO PAPA DI CERTO NON HA MANDATO DIVINO, CE L'HA TEMPORALE DI FATTO, FINCHè LASCIANO CHE STIA Lì, E SPIRITUALE DI ALTRO GENERE, tipo pachamame. Papa come Caifa o peggio ….

Josh ha detto...

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/21388890/papa_francesco_messa_streaming_faccetta_nera_carlo_buti.html

Beh oggi per esempio ha citato Carlo Buti, il cantante di 'faccetta nera'. Forse vuole scrollarsi di dosso l'immagine inflazionata di cattocomunista...

RR ha detto...

Sul Giornale di oggi c'è una vignetta, che purtroppo non riesco a riprodurre: il VdR in ginocchio (!) davanti ad un Crocefisso, che indossa la mascherina. Lui gli chiede di fermare il contagio, ma il Crocefisso risponde: - Io ho le mani legate, prova a chiedere a Fazio -.

Marisa ha detto...

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OT

IL MOMENTO DI ERGERSI DAVANTI ALLA STORIA - INTERVISTA AD ALBERTO MICALIZZI, economista e ricercatore universitario - Video di Byoblu24.com (merita veramente)


https://www.byoblu.com/2020/03/16/il-momento-di-ergersi-davanti-alla-storia-alberto-micalizzi-byoblu24/

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Anonimo ha detto...

O alla Bonino grande esperta di aborto e grande "itagliana".

Josh ha detto...

ma non è che la polmonite cinese ce l'ha mandata la Pachamama? o Chi so io, in reazione alla Pachamama....

Quella mattina Pachamama si svegliò un po' irritata.

-"AAAh, che cos'è? Sarà mica un'irritazione cutanea?" domandò alla vicina di galassia.
-"dai cara" - rispose incoraggiante il pianeta vicino- "al più saranno acari"
-"E' dal Giurassico che non mi capitava"
-"Spalmati il covid dell'altra volta, e vedrai che ti passa in poche settimane"

chi ritiene offensive o irrispettose queste 2 righe, (e sottolineo il grande rispetto per chi sta soffrendo in questo momento, avendo io stesso familiari invalidi a me molto cari di cui occuparmi) si domandi però come sono rimasti i credenti all'esaltazione e adorazione, da parte della gerarchia che ci dovrebbe santificare, di un idolo pagano de legno, pure tagliato male, nei luoghi a noi sacri