venerdì 21 luglio 2017

L'ultima storia di 'Santa Marta'

Un aneddoto quantomeno preoccupante trasmesso da un lettore sacerdote (18/7/2017).
La storia risale a qualche giorno fa. Non è un fatto isolato, ma un episodio che si incastra con molti altri, e che svela un aspetto piuttosto inquietante della personalità del Papa, in tutti i casi molto distante dalla cordialità presentata dai media.
Peraltro, lo stesso sacerdote mi confida: «Un amico argentino, che conosceva bene il Vescovo Bergoglio, mi dice che sa essere molto duro con i deboli».
L’affidabilità della fonte (di cui non desidero svelare l’identità, ma che è una personalità nota) è al di sopra di ogni sospetto.
Un gruppo di giovani preti, tutti appartenenti alle stessa diocesi, e che sono stati appena ordinati, ha fatto un pellegrinaggio a Roma. Non sono tradizionalisti, ma giovani preti del giorno d’oggi, camicia bianca col colletto, classici, pii, normali, assai felici del dono di Cristo che hanno appena ricevuto. Naturalmente, hanno chiesto e ottenuto di desinare a Santa Marta e di essere presentati al Papa, e anche di concelebrare con lui l’indomani.
Arrivano dunque a Santa Marta all’ora stabilita, e si mettono nel posto che viene loro indicato. Un segretario li segnala al Papa che sta arrivando verso di loro. Il Papa: «Di dove siete?». E loro, tutti fieri: «Della diocesi di X». E lui, con l’espressione delle cattive giornate: «Ah, a X, ci sono ancora molti preti. Significa che là c’è un problema, un problema di discernimento». E prosegue il suo cammino.
I giovani preti, sbalorditi, si guardano tra loro, si consultano, ed escono senza mangiare. E, l’indomani, hanno fatto a meno della concelebrazione di Santa Marta.
[Fonte : Benoit et moi by MiL.]

33 commenti:

strapincaccio ha detto...

Naturalmente la lezione avrebbe dovuto servire non a loro ma a chi li ha istruiti

Anonimo ha detto...

il fatto è che non si è eletto Papa da solo. Chi lo ha eletto e perché? Io non avevo idea di chi fosse ma i suoi elettori si presume che lo sapessero. io vedo solo nei vertici della Chiesa di oggi una spaventosa volontà di autodistruzione, di cancellazione del passato e forse anche qualcosa di peggio. E non riesco a capire come si sia potuti arrivare fino a questo punto.

Anonimo ha detto...

Si è potuto arrivare fino a questo, perchè il modernismo è un'eresia, anzi il culmine di tutte le eresie, dunque da degli eretici che si pretende? Il fumo di Satana è entrato nella Chiesa da diversi decenni,questi uomini che dovrebbero essere di Dio in realtà lavorano per il Demonio, chi inconsapevolmente (anche se l'ignoranza non è giustificabile per un sacerdote e tanto meno per un vescovo)e chi in modo consapevole e voluto. La massoneria è entrata e agisce all'interno della Chiesa.
Ma come tutte le eresie farà la sua brutta fine anche questa.

Anonimo ha detto...

Parla con una logica che divide...
Ha uno sguardo che è torvo...
Non fa esattamente quello che dice...
Ascolta solo quel che gli fa comodo...
Ama essere al centro dell'attenzione...

Cari sacerdoti, amati e prediletti da Dio, per distinguere l'ispirazione
non ci vuole nemmeno molto discernimento degli spiriti!
E se si pensa a una maggioranza capace di un simile "discernimento",
come non pensare al katechon fattosi umilmente da parte al momento opportuno?
Non per essere celebrato come eroico resistente, ma per lasciar fare a Dio!
Al tempo opportuno, ma predetto da secoli.

Luisa ha detto...

Discernimento, discernimento, parola mantra al servizio di tutte le novità bergogliane, discernimento per permettere ai divorziati risposati di accedere alla Comunione, discernimento per dissuadere dei giovani di continuare il seminario e diventare sacerdoti, comunque se la storia è vera, e non ho motivi di dubitare di Béatrice sempre molto seria, che un papa invece di gioire nel vedere quei novelli sacerdoti e che nella loro Diocesi ci siano molti preti, si offuschi, tiri il muso e ne deduca che in quella Diocesi ci deve essere un problema di discernimento lascia più che basiti, possiamo solo domandarci come Bergoglio comprende e applica quel cammino di discernimento visto lo stato pietosoin cui ha lasciato la sua diocesi in crisi di vocazioni.

Felice ha detto...

Non vale la pena soffermarsi troppo su episodi come questo e farne chissa' quale esegesi. Avra' avuto le scatole girate per qualche altro motivo e ha offeso le prime persone che ha incontrato.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Parlai col card. Canestri, emerito di Genova, nei giorni compresi fra il funerale di Giovanni Paolo II e l'inizio del conclave. Mi disse che i cardinali si conoscevano pochissimo (questo può spiegare perché 8 anni dopo Bergoglio poté essere eletto) e poi accennammo ai gesuiti che io definii un ordine seriamente malato. Il cardinale mi parlò di un colloquio con Arrupe nel 1969, quando il porporato era ausiliare di Roma. Arrupe gli disse che già cinquemila gesuiti erano usciti dall'Ordine rispetto al massimo storico raggiunto nel 1965 ma che erano ancora troppi, che altri dovevano uscire. A questo punto l'accenno che il Papa ha fatto che nella diocesi X ci sono troppi preti denota una malattia morale tipica di certi gesuiti. Arrupe docet. Inoltre nel 1998 il gesuita croato Stjepan Kusan, provinciale della Croazia dal 1987 al 1993, mi disse che i cattivi provinciali gesuiti vengono poi fatti vescovi.

Fabio ha detto...

Quindi io, seminarista cacciato per non so quale motivo, posso rientrare in questo buon frutto del discernimento? Comincio a capire finalmente...

Anonimo ha detto...

Sarà stato anche indelicato il buon vecchio Bergoglio, ma chi dice che non possa avere ragione? Una diocesi dove c'è una presenza di seminaristi sopra la media in un momento come questo di crisi vocazionale mondiale, può benissimo voler dire che in quella diocesi si accolgono giovani aspiranti al sacerdozio senza fare adeguata selezione e aprendo le porte a tutti indistintamente. Questo potrebbe essere un problema. Pertanto il discorso fatto dal Papa non ha nulla di sbagliato in linea di principio.

Anonimo ha detto...

Fossi il vescovo di quei novelli preti comincerei a preoccuparmi del futuro.....
Parafrasando Flaiano direi che la situazione del cattolicesimo è grave ma non seria.

Anonimo ha detto...

Io non posseggo importanti aderenze in Vaticano, ma so soltanto che due anni fa incontrai a Roma dei giovani sacerdoti argentini che mi dissero che quando seppero dell'elezione a Papa dell'arcivescovo di Buenos Aires...piangevano tutti ma non di gioia certamente! Avevano paura che come aveva distrutto il cattolicesimo laggiù, lo distruggesse anche in tutto l'orbe terraqueo! Fonte da me ascoltata de visu davanti a testimoni.

Luisa ha detto...

@anonimo 20:31

Dunque dal momento che in generale le vocazioni sono in crisi se in un`oasi felice ci sono tante vocazioni sacerdotali può "benissimo voler dire" che c`è un problema?
Ma che modo contorto di ragionare è questo?

Mi viene in mente quaando Bergoglio disse che anche se i tassi di natalità sono bassissimi ciò non vuol dire «che il cristiano deve fare figli in serie», e ricordò di aver rimproverato una donna che era all’ottava gravidanza e aveva avuto sette parti cesarei, aggiungendo: «Scusatemi, c’è chi crede che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, no?».

Troppi sacerdoti, troppi figli, problema di discernimento, senza dubbio.

Luisa S. ha detto...

E' plausibile questa interpretazione, ma questo dimostra che è una persona che non ha il dominio di se quindi o e' mentalmente instabile o non ha un animo così buono come vuol far credere

Luisa S. ha detto...

Già,ma allora ne parli al vescovo e non a dei giovani preti felici di esserlo e di incontrarlo

Anonimo ha detto...

@ Luisa
Non dico che automaticamente troppi sacerdoti = poco discernimento.
Dico che il Papa potrebbe non sbagliarsi nel suo ragionamento. Nei decenni scorsi pur mettere freno alla morìa di vocazioni, sono stati ordinati sacerdoti in fretta e furia un pò tutti. Quindi non bisogna farsi abbagliare dalle apparenze.

Diego ha detto...

Un papa può anche non essere un eminente teologo ma deve essere un santo.
può anche non essere un abile politico ma deve parlare al cuore delle persone.
può anche non conoscere tutte le rubriche ma durante la liturgia deve essere alter Christi.
Conoscevo un fratello lasalliano 20 anni fa, si vedeva che amava servire Cristo e a noi ragazzi trasmise il suo amore non come molti preti pederasti tanto osannati di questi tempi ma invocando su di noi lo Spirito Santo cantando Ruha.
Noi vogliamo un santo e Dio al momento opportuno sono sicuro che ce lo concederà.

Luigi Rmv ha detto...

"Già,ma allora ne parli al vescovo e non a dei giovani preti felici di esserlo e di incontrarlo"

Giustissimo, Luisa, ma il punto è proprio quello: maltratta i deboli, i novelli sacerdoti, quando invece, se convinto di questo 'disastro' di troppi sacerdoti, avrebbe dovuto prendersela con il Vescovo, in privato, approfondendo la questione.

Lui presume, in base a quanto riferitogli da altri, che se ci sono più sacerdoti della media, c'è un problema, non un successo della diocesi.

Infatti non parla nemmeno con quei giovani sacerdoti, per verificare direttamente che tipi sono, se scelti per errore di discernimento o meno.

Li ha mortificati senza un motivo valido e senza loro colpa, quindi senza nemmeno un fine benefico.
Ma di queste cattiverie - perchè tali sono - ne ha dette parecchie, sempre e solo contro i cattolici.
Ricordate come mortificò i genitori di Asia Bibi a piazza San Pietro, come evidenziò Socci?
E i cattolici cinesi? E nelle omelie? E sulla Santissima Vergine Maria e le sue appariioni?

Tutti indizi pesanti sull'intenzione di distruggere la Chiesa e rispondere a questa pressante esigenza dei nemici della Chiesa, riformandola con il suo killer, il personalissimo discernimento.
a tradito Gesù in quanto pensava
Dice bene Anonimo delle 18,17, il problema è che il papa e i suoi fedelissimi sono modernisti che il modernismo è un'eresia, la peggiore, in quanto sostanzialmente protestante.

E l'eretico è un traditore, perchè rinnega la parte in cui si trovava, passa dalla parte opposta girando le spalle a chi dovrebbe proteggere, rema contro e sputa nel piatto in cui mania e ha mangiato.

Anche Giuda, infatti, si può definire eretico, perchè, avendo perso la fede in Gesù Figlio di Dio, lo vedeva e valutava in termini esclusivamente umani e, in base ad essi, lo considerava evidentemente, un perdente che meritava di essere tradito, almeno ci guadagnava qualosa nel venderlo (dice l'abate Ricciotti, nel suo libro Vita di Gesù Cristo, che la somma di 30 denari era sufficiente a comprare un piccolo terreno).

Come Bergoglio, che sta infangando il Corpo e il Sangue di Cristo nell'Eucarestia, infangando le apparizioni mariane a prescindere se Medjugorie sia oppure no.

mic ha detto...

https://rorate-caeli.blogspot.it/2017/07/guest-op-ed-bishop-schneider.html

Mons Schneider sul Concilio.

Marco123 ha detto...

SSenza sapere di che diocesi si tratta è un po' difficile capire. Comunque il ragionamento non è sbagliato Il discernimento deve essere rigoroso se non s vogliono avere problemi. La verifica dellas maturità non sempre è accurata. meglio pochi preti, ma buoni preti.

Luisa ha detto...

"Dico che il Papa potrebbe non sbagliarsi nel suo ragionamento. Nei decenni scorsi pur mettere freno alla morìa di vocazioni, sono stati ordinati sacerdoti in fretta e furia un pò tutti. Quindi non bisogna farsi abbagliare dalle apparenze."

Un episodio sul quale non varrebbe la pena di dilungarsi se non confermasse il pensiero che Bergoglio ha già espresso altrove e in diversi modi.
A quei giovani sacerdoti felici di incontrare il papa avrebbe solo dovuto sorridere benedicendoli, avrebbe potuto ascoltarli e incoraggiarli, ma forse erano troppo ben vestiti, non erano in maglione e jeans rattoppati, non facevano abbastanza preti in uscita, preti poveri per i poveri, preti delle periferie, ecc.
Se per QUESTO papa, in QUESTI tempi di crisi vocazionali, costituisce un problema trovarsi di fronte a numerosi novelli sacerdoti di una stessa Diocesi, avrebbe potuto , come sa così bene farlo, andare alla ricerca di informazioni su quella Diocesi e quel vescovo che devono avere un problema per suscitare così tante vocazioni.
Lo ripeto che si vada a vedere in che stato ha lasciato la sua Diocesi di Baires.

Anonimo ha detto...

Si continua con la storiella che nessuno conosceva Bergoglio e che, in generale, i cardinali non si conoscono tra loro. Come mai noi,invece, sappiamo bene chi sono? Quando ė stato eletto Bergoglio mi sono sentito male, come se mi fosse arrivato un tram addosso. Antonio (Napoli)

Anonimo ha detto...

Si capisce anche il resto: elogi sperticati alla Bonino e sterminio per i Francescani dell'Immacolata.
Però, come già osservato, è necessario riflettere su come sia possibile che un dissolutore di questa portata sia arrivato lì e come possa avere l'enorme sostegno che ha all'interno della Chiesa. Che razza di Chiesa stiamo seguendo?
Miles

Luisa ha detto...

In generale quando leggo notizie tipo "qualcuno ha detto che qualcuno ha detto" o provenienti da cosidette "autorevoli fonti anonime " osservo molta prudenza, c`è un tale pessimo clima in questa chiesa della tenerezza misericordiosa, detta anche"chiesa di Francesco", che è preferibile evitare di alimentarlo e restare ai fatti avverati che ahinoi non mancano, ma conoscendo la serietà di Béatrice che garantisce la serietà della sua fonte, sono propensa a credere che quei sacerdsoti hanno purtroppo veramente vissuto quell`incontro con Jorge Bergoglio.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Dal quinto Evangelo:

«Diceva loro: "La messe non vale niente, e gli operai sono molti. Pregate dunque il padrone della messe perché smetta di mandare operai per la sua messe, specialmente se maschi, viri probati, vocati al celibato».

irina ha detto...

@ mic,https://rorate-caeli.blogspot.it/2017/07/guest-op-ed-bishop-schneider.html

La soluzione sarà quando un papa cattolico pubblicherà un compendio del CVII emendato.
Senza fare tanto rumore. Come in gran parte si augura il Vescovo Schneider.

Anonimo ha detto...

Mi dispiace per questi giovani sacerdoti così pieni di entusiasmo e avrebbero gradito una parola di incoraggiamento ed una benedizione. Hanno fatto bene ad andarsene perché sono stati mortificati da questo Papà che invece li ha destabilizzato e tutto sommato,ha avuto un comportamento cialtrone.

Felice ha detto...

Sicuramente e' come dice lei. Ha ancora dubbi?

Felice ha detto...

Magari invece, come accade spesso, quella diocesi ha tante vocazioni perche' il vescovo e' filotradizionale.

Anonimo ha detto...

@ mic

Schneider reitera ancora una volta il suo punto di vista sul CVII:
“evitare due estremi: un rifiuto completo (come i sedevacantisti e una parte della Società di San Pio X (SSPX) o una "infallibilizzazione" di tutto ciò che il consiglio ha parlato.”

Sostanzialmente il CVII , sarebbe stato prevalentemente pastorale non avrebbe avuto l'intenzione di proporre nuove dottrine o di proporle in forma definitiva, sarebbe migliorabile con qualche ritocco o chiarimento o con una interpretazione secondo Tradizione.
Ritiene che una considerevole parte della nomenclatura teologica e amministrativa nella vita della Chiesa abbia promosso e promuova ancora ambigue dottrine, pastorali e liturgiche, distorcendo così l'intenzione originaria del Concilio o abusando delle dichiarazioni dottrinali meno chiare o ambigue per creare un'altra chiesa - una chiesa di tipo relativista o protestante.

Il problema della crisi attuale della Chiesa consisterebbe nella infallibilizzazione di quelle (alcune) affermazioni del CVII ambigue e di quelle (poche) dichiarazioni “difficilmente” concordanti con la Tradizione della Chiesa.

Ritiene che il CVII avrebbe portato un contributo originale - la Madonna, la santificazione della vita personale dei fedeli con la santificazione del mondo secondo il perenne senso della Chiesa e il primato dell'adorazione di Dio - svolgendo un ruolo profetico che, purtroppo, non sarebbe ancora realizzato in modo soddisfacente e che il resto si possa considerare secondario, temporaneo e, in futuro, probabilmente dimenticabile.
Ritiene possibile creare nella Chiesa un clima sereno di una discussione dottrinale sule affermazioni del Vaticano II ambigue , e che la fraternita SSPX, canonica e pienamente integrata nella vita della Chiesa, darebbe un prezioso contributo a questo dibattito, contribuire a creare un clima generale di discussione costruttiva , affinché ciò, creduto sempre, ovunque e da tutti i cattolici per 2.000 anni, In modo più chiaro e più sicuro nei nostri giorni, realizzando così la vera intenzione pastorale dei Padri Del Concilio Vaticano II.

Ritiene che tale canonizzazione sarebbe conforme al desiderio di dell'Arcivescovo Marcel Lefebvre.

Anna (segue)

Anonimo ha detto...

Pur riconoscendone le buone intenzioni ed il coraggio, non mi sento di condividere questa analisi né, quindi, i rimedi proposti.

Il CVII, per quello che ne ho capito, è stato il risultato di un vero e proprio colpo di mano ad opera di un ristretto gruppo di novatores, i quali, con l’aiuto di mass media e con l’appoggio dei papi hanno realizzato quello che è stato definito il 1789 nella Chiesa. Ovviamente la rivoluzione non poteva essere espressa in termini chiari, per cui, sotto il mantello della dottrina cattolica di sempre, diluita, confusa e distorta, sono stati introdotti i germi di quella malattia che ha portato la Chiesa all’agonia attuale.
Non è possibile mettere toppe su questa rete micidiale. Non è possibile teneri in piedi un edificio le cui fondamenta sono fradicie.

Mi stona un po’ l’affermazione circa la novità “buona”, il “tesoro” del CVII : la centralità della Madonna e dell’adorazione di Dio e la santificazione dei laici una novità conciliare ?

Per quello che ne so il ruolo della Madonna doveva essere valorizzato ma c’è stata la resistenza, il niet dei novatores, la valorizzazione dei laici, fusi insieme agli ordinati nel “popolo di Dio”, è stata lo strumento per la deminutio dei sacerdoti, in senso protestante, quando alla centralità dell’adorazione di Dio credo che non ci sia bisogno di commenti.

Su quello che sarebbe stato il vero desiderio di mons. L., su quella che era la
sua vera analisi del CVII, del postconcilio, della situazione della Chiesa e dei rimedi, consiglio di ascoltare le sue parole, che mi paiono cristalline :
http://www.sanpiox.it/articoli/spiritualita/981-mons-marcel-lefebvre-prediche-e-conferenze

Mi pare che si giri sempre intorno alla “terza via”. Eppure la Madonna aveva detto che nel 1960 sarebbe stato chiaro il suo messaggio ….

Anna

mic ha detto...

Ho già pubblicato la traduzione.
Invito a intervenire nell'apposito thread.

Marisa ha detto...

La parola 'diacernimento' ormai suscita la risata (da termine fondamentale che era).
Altrettanto si dica di tutta la paccottiglia verbale conservata nelle valigette da piazzisti della fede (?) e sciorinata ad ogni pie' sospinto, a tema e fuori tema.

Gente che parla per muover l'aria e per sentire il suono della propria voce.
Quandò si dice il parlarsi addosso...

Alessandro Mirabelli ha detto...

Questi sono i tempi descritti dalla beata Emmerick