giovedì 20 luglio 2017

Ratisbona, Gotti Tedeschi: "Scandali per avvertire, li conosco. Occorre capire rinuncia Ratzinger"

Gotti Tedeschi intervistato da Marta Moriconi su IntelligoNews.
Sull'accaduto riporto l'osservazione di un lettore: "Leggi il titolo del Corriere e ti senti male: '547 bambini abusati; e George Ratzinger sapeva'. Poi leggi e si tratta di violenze fisiche, non sessuali per la stragrande maggioranza. Poi vai avanti e leggi che si tratta per lo più di schiaffi (brutta cosa ma a scuola usava la bacchetta anche nella classe di mia sorella, 1972). Continui e leggi che nel periodo delle (presunte) violenze sessuali George Ratzinger non c'era. Allora, nonostante la vergogna che comunque la vicenda comporta (sempre sia dimostrata, perché qui siamo ancora all'inchiesta) il titolo è una bufala, in pratica.". Il problema è che molti si fermano alla lettura del titolo e credono di essere informati. Il male è fatto, volutamente fatto.

Un nuovo scandalo ha investito in queste ore la Chiesa. E' infatti venuta alla luce la vicenda di 547 bambini che, tra il 1945 e l'inizio degli anni '90, avrebbero subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona, il più antico coro di voci bianche del mondo e che fu anche diretto per trent'anni dal fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger. A fornire i numeri delle presunte violenze, l'avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di far luce sul presunto scandalo. Secondo quanto rilevato dal legale in quel lungo periodo, bambini e ragazzi subirono violenze corporali e 67 violenze sessuali, in alcuni casi entrambe. L'indagine avrebbe permesso di identificare 49 responsabili, anche se difficilmente ci saranno processi perché i reati sono prescritti. Molti ritengono questo scandalo costruito ad arte per colpire il Papa emerito Benedetto XVI, una figura scomoda e combattuta. Intelligonews ha sentito il parere autorevole dell'economista cattolico, già direttore dello Ior Ettore Gotti Tedeschi.

Caso Ratisbona. Si parla di più di 500 vittime di violenza. E' una fase di indagine, ma già gridano al silenzio complice della Chiesa. Lei come valuta quanto emerso finora?
"Distinguerei le ragioni di questo supposto avvertimento dalle modalità. Per quanto riguarda le ragioni, devo dire che era scontato venisse fuori per due motivi in particolare. Il primo è da legare alle non gradite considerazioni fatte dal Papa emerito sull’introduzione al libro del cardinal Sarah e quelle dedicate al cardinal Meisner, durante l’elogio funebre. Il secondo motivo risiede nella “caduta in disgrazia”, con seguito di polemiche inevitabili, del Prefetto della dottrina della Fede, cardinale Muller (vescovo di Ratisbona  dal 2002 al 2012). Per quanto riguarda invece le modalità, come sorprenderci dell’utilizzo di notizie di scandali per avvertire? Siamo freschi di identiche esperienze riferite al cardinal Pell poche settimane fa. Essendo questa una esperienza che ho provato personalmente, che devo dirle? Un numero infinito di personalità non allineate in Vaticano staranno ora provvedendo a preparare difese per quello che accadde quando, all’asilo, avevano dato un calcio alla insegnante o rubato la merendina al compagno di banco. Ma è evidente che questo rapporto di correlazione perfetta di causa-effetto, sarà spiegato correttamente dai soliti zelanti leccacalzini in carriera".

Per 30 anni ha diretto il coro di Ratisbona proprio il fratello di papa Ratzinger. Georg Ratzinger fa sapere: "Anche io ho dato ceffoni ma non sapevo delle violenze". Secondo lei stanno gettando fango su di lui e su Muller che era Vescovo di Ratisbona e che viene accusato per i modi in cui ha gestito la vicenda subito dopo le denunce?
"Mi passi una battuta "politico-educativa": chissà quanto bene ha fatto a taluni allievi Monsignor Georg Ratzinger, con un paio di buffetti o sculacciate paterne, come certamente avrà avuto intenzione di fare, soprattutto nei tempi e con i modelli educativi di allora, ossia di cinquant'anni fa. Se andassimo un po’ più indietro nel tempo ci si riferirebbe anche magari a punizioni corporali con vergate o di forzatura sadica a inginocchiarsi sul sale".

Ratzinger in occasione del funerale di Meisner ha parlato di una crisi della Chiesa. Secondo lei non è una strana coincidenza che proprio adesso colpiscano suo fratello Georg?
"Ho avuto il privilegio di lavorare al servizio di Benedetto XVI, uno dei più grandi Papi della storia della Chiesa, destinato a esser considerato “magno” anche se non riconosciuto tale ufficialmente. Le vorrei anticipare una chiave di interpretazione d’insieme un po’ criptica: per comprendere le ragioni della rinuncia di Benedetto XVI si deve comprendere la nomina del successore. Per comprendere la  nomina del successore, si deve aver capito la ragione della rinuncia. Prenda pure una aspirina …"

Ah, prepariamoci dunque ad approfondire. I giornali titolano tutti sulla trasparenza di Papa Francesco, ma quella di Ratzinger (anche ai tempi in cui lei era presidente dello Ior) è sottovalutata?
"Meglio che io non dica per la seconda volta quello che penso. Le do una risposta indiretta. A dicembre del 2014, il cardinal Pell rilasciò un' intervista a uno dei più prestigiosi magazine cattolici europei, il Catholic Herald Tribune, in cui spiegava che finalmente con Papa Francesco si stava facendo vera trasparenza. Su richiesta del direttore del Catholic Herald risposi con un successivo articolo, l’8 gennaio 2015 (What Cardinal Pell needs to know). In questo articolo sottoposi a Sua Eminenza almeno 5 domande, al  fine di permettergli di testare personalmente se sapesse veramente di cosa stesse parlando e quanto conoscesse delle azioni di trasparenza intraprese sotto il pontificato di Benedetto XVI.  Il cardinale non rispose, ma poco tempo dopo in una intervista su un quotidiano italiano Repubblica, se ricordo bene, riconobbe che il processo di trasparenza era già stato avviato con Benedetto XVI (riconoscendo persino il mio personale ruolo). Sarà anche per questa ammissione che anche il cardinal Pell è stato diciamo “sacrificato”?"

15 commenti:

Anonimo ha detto...

PER CORTESIA SIAMO PRECISI:

Le violenze NON sono avvenute nell'ambito del coro MA nella scuola annessa.

Ricordo che le punizioni corporali in Germania sono state abolite nel 1980.

I presunti mostri (quelli delle presunte violenze sessuali) erano maestri o altro personale scolastico NON maestri del coro.

MONS. GEORG RATZINGER NON C'ENTRA PER NULLA IN TUTTA QUESTA VICENDA: da vero uomo onesto ha ricordato di aver allungato qualche ceffone agli studenti più indisciplinati che disturbavano le prove corali: MA LA CIRCOSTANZA NON GLI VIENE IMPUTATA.

Incredibilemnte l'avvocato nominato dalla Curia lo trascina nella vicenda con una motivazione da purga staliniana: "Non poteva non sapere quello che accadeva nella scuola".

Per un giurista una affermazione del genere è puro delirio!

In ogni caso e qui risiede la chiara strumentalità della vicenda i mostri (pretesi bruti) sono TUTTI MORTI DA ALMENO TRENT'ANNI.

GIUSTIZIA COMUNISTA E MODERNISTA COINCIDONO

Anonimo ha detto...

Ho fatto le elementari dalle suore, erano gli anni 60, eravamo bacchettate nei palmi delle mani, eravamo prese per le orecchie e portate fuori dalla porta, spesso in ginocchio dietro alla lavagna. Ma all'epoca anche le maestre delle scuole laiche non erano da meno. Oggi quello stesso istituito di suore, non alza un dito sui bambini e le maestre altrettanto. In quelli anni era piuttosto normale anche per i genitori, sapere delle punizioni e noi bambini non dicevamo nulla a casa perché rischiavamo di avere il resto. Abbiamo vissuto un periodo dove si pensava che la punizione corporale produceva i suoi effetti, il mio papà non alzava su di noi neppure un dito, ma ci fulminava con uno sguardo, mia madre al contrario, pantofole, cucchiaio di legno e battipanni alla grande. Nonostante tutto oggi mi viene da ridere ricordando questi episodi, forse sono anche serviti, questo non saprei dirlo perché vivevo sempre in un clima di severità.

Rr ha detto...

"Non poteva non sapere"... ah, ah. A quando il " concorso esterno in associazione pedofila" ?
Giustamente l'Italia, madre del diritto fin dai tempi di Roma, continua a far scuola con la sua scienza giuridica e giurisprudenziale:)))

Poi dice che qualcuno faceva male a far fuori i marxisti....

gianlub ha detto...

Per sapere le motivazioni dell'abdicazione di BXVI basta solamente osservare cosa stà facendo Bergoglio e che il Papa BXVI si è rifiutato di accettare.

don gianluigi ha detto...

È davvero incredibile non solo il titolo e la riesumazione di una storia già emersa 7 anni fa, ma il fatto che nessun portavoce ufficiale della Gerarchia, né in Germania né in Vaticano, abbia detto mezza parola per difendere la verità.

irina ha detto...

Ora un ceffone non lo ammette più nessuno. E' un modo violento di educare. Menomale che siamo andati avanti. Ora il gender entra nella scuola materna per legge, e per legge la masturbazione diventa di stato, per lasciare l'infante libero di capire se nei giorni pari si sente maschietto e nei giorni dispari femminuccia. Basta con le mutande.Se poi l'infante non ci sta, mandiamolo dallo psicologo. Se anche con lo psicologo non funziona si manderà dal neurologo. C'è qualche tara, sentenzia lo scienziato che sa. Il bambino avrà una vita indegna: la dolce morte gli eviterà inutili sofferenze. Lo si metta in lista di attesa. In Uk ce ne sono 18 in attesa dietro Charlie. Siamo veramente privilegiati a vivere in un tempo che non dà un ceffoni ai bambini. Li corrompiamo, dalla culla, con delicatezza, noi.

Silvano M. ha detto...

Gotti Tedeschi sa molte cose deduco, fa capire che le dimissioni di Benedetto sono state estorte col ricatto dello scandalo che avrebbe travolto il fratello. Non contenti lo avrebbero minacciato : attento a quello che dici che facciamo scoppiare il bubbone... Detto , fatto con la coincidenza del messaggio funebre al card. Mesner ... Se così fosse , resta l'amarezza di un papa che si fa ricattare per paura degli uomini ...

Luisa ha detto...

Un piccolo sorriso di buon mattino non bisogna farselo mancare, ce lo offre il turiferario maggiore nella veste di pompiere che corre a spegnere, nella sua intenzione, il fuoco acceso dalle parole di Benedetto XVI per il suo amico defunto, salvo che stranamente nella sua ricerca storica su chi ha già parlato di "barca" omette di citare le parole dell`allora cardinal Ratzinger nella nona stazione della Via Crucis del 2005, non può essere un banale oblio da parte di un erudito di storia vaticana...
Non è forse sul sito del turiferario massimo che abbiamo letto un articolo del neocatecumenale Salvatore Cernuzio a dir poco orientato con tanto di grassetti e stilettate contro il card. Müller?
Anche quello ce lo inventiamo?
Tornielli crede di poter sorridere di chi non ha i salami sugli occhi e vede non solo certe coincidenze che fanno senso ma anche il volto che sta prendendo questa chiesa formatata dal papa argentino a sua immagine, e non teme di dirlo.
Il turiferario non si rende conto che sono certi suoi articoli a far sorridere e ad essere patetici.

http://www.lastampa.it/2017/07/19/vaticaninsider/ita/vaticano/da-joseph-a-georg-strumentalizzazioni-sui-fratelli-ratzinger-t2spLywzdGelVpgMzt8ZLN/pagina.html

Qui la reazione di Raffaella:

http://ilblogdiraffaella.blogspot.ch/

Luisa ha detto...

Anche qui si parla di onde che sommergono la barca di Pietro:

"Il lassismo anni '70 è al potere nella Chiesa"

di Marco Tosatti


http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-lassismo-anni-70-e-al-potere-nella-chiesa-20535.htm

Anonimo ha detto...

Silvano, se avesse avuto paura degli uomini avrebbe smascherato il potentissimo padre Maciel, con tutto quel che ne è seguito da parte della curia? Se avesse avuto paura degli uomini avrebbe pronunciato il discorso di Ratisbona? O lo ritiene tanto ingenuo e sprovveduto da non averne immaginato le conseguenze? Se avesse avuto paura degli uomini avrebbe promulgato il Summorum Pontificum e affrontato la relativa tempesta? Infine, se avesse avuto paura degli avrebbe rinunciato, infliggendosi la tortura di veder smantellato tutto ciò che ha costruito?
Ha fatto semplicemente scoppiare un bubbone che fermentava dall'epoca dell'Humanae Vitae, ha fatto in modo che, finalmente, tutte le maschere cadessero e ognuno mostrasse la propria vera faccia.
Riguardo alla posizione di Mons. Georg Ratzinger si legga il rapporto e capirà che la storia del ricatto non regge poiché non vi sono basi su cui costruirlo.

RR ha detto...

Luisa,
Tornielli si è venduto (letteralmente) alla cricca "La Stampa/Clinton/Obama/Soros/Podesta" da tempo, ormai.
Non dovresti leggerlo, ti fa male, e gli si fa solo pubblicità.

Poco furbi, tra l'altro: han fatto sec. loro scoppiare lo "scandalo" così da zittire ancora Ratzinger e Mueller. Ma siamo in estate, molta gente è in vacanza, o ci sta per andare, ha altre cose a cui pensare, se ne sono già dimenticati, il fuggevol presente incalza.

Anonimo ha detto...

Silvano M. Gotti Tedeschi non ha lasciato trapelare nulla che faccia presupporre che fossero minacce di ritorsione sul fratello o altro, ben più serie dovevano essere per il futuro governo della chiesa, a suo tempo GT parlerà, si riserva solo di farlo dopo che Benedetto sarà morto. Il resto è gossip da Dagospia.

Anonimo ha detto...



http://www.campariedemaistre.com/2017/07/ratisbona-la-verita-e-ben-altra.html

fabriziogiudici ha detto...

"Gotti Tedeschi non ha lasciato trapelare nulla "

È vero, EGT è stato piuttosto chiaro sul concetto, più volte: c'è un disegno, ma evidentemente non è così evidente e lineare (pochi giorni fa ha accennato ad un "rompicapo").

Anonimo ha detto...

Bella testimonianza , virilmente cristiani .
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-due-leader-della-battaglia-religiosa-in-usa-cosi-scampammo-la-tentazione-del-compromesso-20528.htm