venerdì 28 luglio 2017

Spazzar via il Summorum Pontificum?

Traduzione da LifeSiteNews a cura di Chiesa e Postconcilio.

Rumors in vaticano:
Papa Francesco mira a porre fine al Summorum Pontificum


Fonti all'interno del Vaticano suggeriscono che Papa Francesco miri a porre fine al permesso universale dato da Papa Benedetto XVI ai sacerdoti di celebrare la Messa Tradizionale in latino, nota anche come Forma Straordinaria della Messa. Mentre tale azione [l'abolizione] potrebbe essere in sintonia con il Papa, egli ha ripetutamente espresso disprezzo per la Messa Tradizionale soprattutto nei confronti dei giovani, e finora non è stata aperta nessuna discussione a riguardo.

Fonti a Roma hanno detto a LifeSite la scorsa settimana che i prelati liberali all'interno della Congregazione per la Dottrina della Fede sono stati impegnati nella discussione di un piano attribuito al Papa per eliminare il famoso documento di papa Benedetto che ha concesso ai sacerdoti la libertà di celebrare la Messa nell'antico rito.

I Tradizionalisti cattolici hanno appena celebrato il decimo anniversario del documento, Summorum Pontificum. Papa Benedetto XVI lo ha promulgato nel 2007, consentendo a tutti i sacerdoti del Rito Latino di celebrare la Messa senza chiedere il permesso dei loro vescovi, annullando una restrizione calata sui sacerdoti dopo il Concilio Vaticano II. Quel motu proprio aveva indignato i vescovi liberali perché li ha spogliati del potere di proibire la Messa, come molti hanno fatto. In precedenza i sacerdoti avevano bisogno del permesso del vescovo per offrire la Messa Tradizionale. Inoltre il Summorum Pontificum ha stabilito che laddove un gruppo di fedeli richieda la Messa Tradizionale, i parroci sono tenuti ad accettare volentieri la loro richiesta.

Ai piani alti tali idee sono pressoché quelle già espresse da un importante liturgista italiano, esposte in un'intervista pubblicata dalla rivista francese La Croix all'inizio di questo mese. Andrea Grillo, professore laico al Pontificio Ateneo di San Anselmo a Roma, definito da La Croix come "vicino al Papa", ha familiarità col Summorum Pontificum, nel senso che ha pubblicato un libro contro il Summorum Pontificum addirittura prima che tale documento papale venisse promulgato.

È Grillo ad aver detto a La Croix che Francesco sta pensando di abolire il Summorum Pontificum. Secondo Grillo, una volta che il Vaticano erigerà la Società di San Pio X come una Prelatura personale, il Rito Romano sarà conservato solo in questa struttura. "Ma [Francesco] non farà questo finché Benedetto XVI è vivo". Il piano, riferito a LifeSite, prevede il previo accordo con la Società di San Pio X e, con tale accordo in atto, un sostanziale ghetto per quei cattolici che desiderano la Messa Tradizionale, da confinare nella SSPX. Per molti, ciò significherebbe la distruzione dalla Messa Tradizionale poiché non ci sarebbero abbastanza sacerdoti SSPX per servire i cattolici che vogliono la Messa in tutto il mondo. Inoltre, la fonte di LifeSite ha suggerito che tale piano possa spiegare una lettera del 20 maggio 2017 del prefetto licenziato recentemente dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Müller. Anche se il Cardinale Müller voleva che la SSPX venisse riconosciuta pienamente per aiutare a combattere i modernisti nella Chiesa, la lettera del 20 maggio sembrava rompere l'accordo tra Papa Francesco e la SSPX, che li avrebbe visti ottenere una prelatura personale. La lettera comprendeva disposizioni note per essere completamente inaccettabili per la SSPX, annullando così la possibilità che il capo della SSPX, il vescovo Bernard Fellay, accettasse l'accordo che credeva fosse imminente. La fonte di LifeSite ha suggerito che la lettera del 20 maggio di Müller probabilmente sia stata scritta perché egli sapeva cosa aveva in mente Francesco e voleva evitare il piano per seppellire Summorum Pontificum con Papa Benedetto. "È diretto non tanto contro Fellay ma contro l'accordo", ha detto la fonte. "Papa Francesco era molto arrabbiato che il documento sia emerso dal cardinale Müller e alcuni dicono che è per questo che ha deciso di licenziarlo".

31 commenti:

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Il Grillo parlante ha rivelato ciò che già era noto e come al solito potrebbe essere la solita tattica del «terrorismo gesuitico», quella di annunciare "100" per ottenere sospiri di sollievo anziché proteste nel momento in cui proibirà "50". Qualsiasi limitazione del Summorum Pontificum è però un atto di profonda ingiustizia, fermo restando che il SP - tramite la Universae Ecclesiae - è già arbitrariamente limitato a sei sacramenti (non a quello dell'ordine: non sia mai che una vocazione tradizionale possa appoggiarsi al Summorum Pontificum, vogliono proprio che la Messa tridentina si estingua, sia pure in un suo ghetto).

Ed è un tipico giochetto gesuitico quello dell'«accontentare troppo» allo scopo di frustrare e scontentare: certa tifoseria della FSSPX, che fino a ieri si crogiolava nell'idea di avere l'esclusiva sulla Tradizione, nel momento in cui l'avrà si ritroverà una situazione impossibile da gestire.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Nota bene: Grillo è un laico e l'Anselmianum è uno dei posti dove meglio si perde la fede. La sua improvvisa notorietà indica non l'importanza del personaggio ma il fatto che ai piani alti non trovino altri soggetti "spendibili" da mandare a farsi intervistare per veicolare lo sgradevole messaggio.

Luisa ha detto...

Ringrazio Maria per la traduzione, avevo riportato qui il 7 luglio la discussione che aveva provocato su Forum catholique l`articolo del giornale dei vescovi La Croix sul Summorum Pontificum , in particolare le parole dell`uomo vicino al papa... Andrea Grillo che si era già espresso nello stesso senso su Rai News il 19 mai 2017 . Intervistato da l`Homme Nouveau, Mons. Pozzo definisce Grillo come un uomo che rappresenta solo se stesso, nella speranza che capite il francese ecco quel che ha detto:

"Je n'ai pas l'habitude de commenter les opinions de personnages qui ne représentent qu'eux-mêmes. Ce qu'il faut faire, c'est corriger l'idée répandue dans une partie de l'opinion publique par certains soi-disant « experts » liturgiques (d'orientation clairement néomoderniste) qui voudrait que le motu proprio ait été une concession aux traditionalistes et, en particulier, un moyen de se rapprocher de la Fraternité Saint-Pie X et de résoudre la fracture avec elle. Selon cette vision, le motu proprio n'aurait d'autre finalité.

Bien entendu, on ne peut nier qu'une telle raison n'ait été considérée par le pape Benoît XVI car aucun catholique ne peut se réjouir d'une déchirure au sein de l'Église. Toutefois, il serait totalement réducteur et insuffisant de s'en tenir à ce genre de motivation. Dans la Lettre aux évêques accompagnant le motu proprio, Benoît XVI a rappelé que le concile Vatican II n'a pas abrogé les anciens livres liturgiques mais a voulu les réviser, sans prétendre rompre ou effacer la tradition précédente.

Le motu proprio ne tend donc pas à une quelconque uniformité liturgique mais à une vraie réconciliation dans l'Église, en faisant cohabiter les deux formes du rite romain et en respectant les spécificités. Comme le souligne l'instruction Universæ Ecclesiæ, avec Summorum Pontificum le Saint-Père a promulgué une loi universelle de l'Église, donnant une réglementation plus précise pour la célébration des sacrements dans le Vetus Ordo et établissant que les textes du missel romain du bienheureux Paul VI et ceux remontant à la dernière édition parue sous saint Jean XXIII, constituent deux formes de la liturgie romaine, respectivement appelées ordinaire et extraordinaire. Il s'agit de deux usages de l'unique rite romain qui vivent côte à côte : l'ordinaire comme usage commun et habituel, l'extraordinaire comme usage spécial (mais en aucun cas exceptionnel ou rare) qui, par sa vénérable et ancienne tradition, doit être regardé avec tout le respect qu'il mérite. Mon souhait est que, grâce à la diffusion de la forme extraordinaire du rite romain, la liturgie devienne toujours plus le cœur de la vie de foi et de charité de la communauté chrétienne parce que, comme l'a rappelé le pape Benoît XVI, c'est à travers la liturgie que se joue le destin de la foi et de l'Église..."


Non penso che Grillo rappresenti solo se stesso, la lobby modernista , gli eredi di Bugnini, acerrimi nemici del Summorum Pontificum non hanno perso la speranza di veder liquidato quel reliquato di un tempo per loro morto e sepolto, pensano che i tempi siano maturi e sanno che tutto è possibile con Jorge Bergoglio, il papa che sta trasformando la sua volontà e le sue idee in legge per la Chiesa.

http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=830734

Luisa ha detto...

La Croix, giornale modernista dei vescovi francesi, ha tenuto a marcare a suo modo l`anniversario del Summorum Pontificum anche nella sua versione internazionale:

https://international.la-croix.com/news/ten-years-of-summorum-pontificum-tradition-vs-traditionalism/5420

Grillo, Faggioli, stessa battaglia.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Certo che Gerard Ludwig, se ho così ha fatto, ha assestato un colpo duro (non mortale) alle turpi nequizie che il Papa voleva far passare. Non è stato un colpo mortale ma comunque è stato ben dato. Che poi gli sia costato la poltrona... pazienza. Muller e' molto più pericoloso come cardinale senza incarico che come capo dicasteto, come aveva previsto all'inizio di questo mese Tosatti. Spero che chi governa la fsspx si renda conto che il VO non può essere recluso nella sola Fraternita'. È' un bene universale.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Chissà se il Papa si rende conto che si coprirebbe di ridicolo a voler ad abrogare il SP, vivo o morto che sia il suo predecessore. Spero che la Fsspx non si faccia comprare per un piatto di lenticchie. Perché comunque le divergenze dottrinali di non poco conto rimarrebbero. Il Papa vorrà poi, una volta concessa la prelatura, iniziare una campagna acquisti all'interno della stessa fratenita'?

Alessandro Mirabelli ha detto...

Il suo piano sembra luciferino. Prima l'Amoris Confusio con l'autorizzazione ai singoli sacerdoti a sdoganare l'adulterio ad autorizzare - scusate le ripetizioni - i divorziati risposati a persister nell'adulterio. Qui si sono presi di mira ed affondati tre sacramenti. Si colpiscono Familiaris Consortio, Veritatis splendor e sacramentum caritatis.
Poi si prende di mira la HV con l'istituzione di una strana commissione di ricerca storica anziché aprire gli archivi vaticani agli storici e ai moralisti per il periodo 1/1/1966 - 25/7/1968. Una commissione a suo uso e consumo.
Poi c'è l'istituzione di una commissione, ovviamente nessuno sa chi sono i congiurati di nomina papale, che sta preparando una riforma del NO in direzione catto-luterana ancor più accentuata di quanto il NO sia.
Infine il SP è sotto attacco in maniera gesuitica/subdola attraverso consultazioni di officiali bergolgiani della Cdf miranti alla sua abrogazione
C'è un filo rosso che lega tutto ciò: ed ho ricordato solo pochi episodi. Il Papa porta avanti sue idee basate sul nulla poiché egli è teologicamente rozzo, che sono in palese contrasto sia col Vangelo sia con la Tradizione.
Siccome molti laici cattolici hanno conservato il sensus fidei con solo alcuni preti e pochi vescovi, si dovrà iniziare a riflettere se chiedere al Papa che dopo così tanti e tali danni (al Vangelo, alla Tradizione, alle anime) che per il bene della Chiesa e per la salvezza delle anime forse è opportuna la sua abdicazione.

Pietro C. ha detto...

Un uomo aliturgico non può che disprezzare la liturgia tradizionale!

Anonimo ha detto...


Et Mgr Pozzo, qui représente-t-il ? Est-ce qu'il ne ne représente pas, lui aussi, que lui-même ? On sait qu'il n'était pas d'accord, notamment sur la question de la FSSPX, avec le cardinal Müller, dont il dépendait pourtant.

Le problème est que, au Vatican comme à Washington, il y a maintenant un "Deep State" qui tire dans tous les sens…

N'est-ce pas la confirmation de ce qu'avait annoncé Donoso Cortés : que les peuples sont devenus ingouvernables ?

Beau résultat du "démocratisme" et du "libéralisme", symptômes de l'anarchie caractéristique des régimes et des sociétés finissantes — et offertes à la brutalité de qui veut s'en emparer…

Anonimo ha detto...

"Nota bene: Grillo è un laico e l'Anselmianum è uno dei posti dove meglio si perde la fede. La sua improvvisa notorietà indica non l'importanza del personaggio ma il fatto che ai piani alti non trovino altri soggetti "spendibili" da mandare a farsi intervistare per veicolare lo sgradevole messaggio."

Sono perfettamente d'accordo, non trovano nulla di meglio da spendere. E penso anche che Grillo rappresenti sè stesso o poco più. Quindi da questo punto di vista il suo intervento è da ridimensionare. La cosa preoccupante non è quello che dice lui, quando appunto il fatto che non abbiano nessun altro da mandare a farsi intervistare

Il Segretario

Anonimo ha detto...

L'articolo della Croix ha sollevato un vero polverone in tutte quelle Parrochie bi-ritualiste qui in Francia che sono viste come il solo baluardo contro un'emorragia di fedeli verso la FSSPX. Sarebbe un vero peccato soprattutto alla luce degli sforzi del Card. Sarah.

mic ha detto...

Trovo curioso l'ultimo intervento che ventila il timore di un'emorragia di fedeli verso la FSSPX. Forse sarà la preoccupazione della maggior parte dei vescovi, che peraltro non si scompongono quando organizzano o permettono nefasti sincretismi con musulmani ed eretici vari. Il biritualismo persiste non tanto per questo quanto perché sono troppi (e manca la relativa pastorale) coloro che misconoscono il rito antico.
Quanto al card. Sarah, credo che i suoi sforzi siano piuttosto focalizzati sul ripristino della sacralità e di molti sviamenti presenti nella liturgia rinnovata. Ma, anche con lui, restano da approfondire molti punti controversi che non vengono esplicitati in un'analisi più in dettaglio, anche se la sua spiritualità appare esemplare.

Luisa ha detto...

"La cosa preoccupante non è quello che dice lui, quando appunto il fatto che non abbiano nessun altro da mandare a farsi intervistare"

Non concordo, Senèze, il progressista corrispondente a Roma del "la Croix", sapeva perfettamente chi andava a intervistare, a chi domandava un avviso sul SP, non lo ha scelto a caso, e del resto anche su una delle sale stampe vaticane al servizio di Santa Marta= il Sismografo, Grillo sembra diventato uno dei se non il ""teologo"" di riferimento.
"I pianeti sono allineati" per permettere a tutti i modernisti che agivano, ma ancora, non sempre, con una misurata e calcolata prudenza, di salire al fronte baionette alle mani per distruggere il nemico e il SP è uno dei loro nemici.

Annarè ha detto...

Questo Papa è da stimare solo per il fatto che è chiaramente modernista e lo dimostra in tutti gli atti,senza cercare di nasconderlo, finalmente se arriverà anche ad abolire il summorum pontificum nessuno potrà più nascondersi e dovrà affronate ad occhi aperti la realtà. Non ci saranno più appigli, più scuse e il castello costruito su due zattere (quella del modernismo e del tradizionalismo sintetizzate nel biritualismo)cadrà. Finalmente si dovrà decidere se stare con la Verità, la tradizione e Gesù Cristo o con la menzogna e l'eresia (e il padre di tutte le eresie). Più si va avanti è più è chiara la figura di mons. Lefebvre, l'unico vero resistente, il salvagente lanciato da Dio per la nostra epoca. Grazie al cielo la Provvidenza ancora una volta ha fermato mons Fellay dal commettere un errore. Non si fanno accordi nè si accettano regali dagli apostati.

Gederson Falcometa Zagnoli Pinheiro de Faria ha detto...

[off-topic]

Il Papa del silenzio::

"Il «J’accuse!» di Padre Henri Boulad, gesuita egiziano"

http://www.totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=5332

Anonimo ha detto...


Effectivement, même Mgr Fellay commence à s'en apercevoir… C'est dire…

Anonimo ha detto...

Sarebbe da verificare, ma è coerente con la “riforma della riforma” da lui sempre indicata come obiettivo, in perfetta coerenza con Benedetto VI che, proprio in vista di questa meta, come ha dichiarato, ha emenato il SP. Ovviamente la “sintesi” fa sparire tesi e antitesi.

“Il Cardinal Sarah vuole la scomparsa della Messa Tridentina?

Nel 10° anniversario del Motu Proprio Summorum Pontificum, il cardinale Robert Sarah ha detto alla rivista francese La Nef che vuole ritornare ad un rito riformato comune.

Il presidente della Società Britannica per la Messa in Latino, Joseph Shaw, scrive su rorate-caeli.blogspot.com che Sarah suggerisce di sviluppare uno stato intermedio tra i due riti. Secondo lui tale compromesso non sarebbe una sintesi, ma una confusione. Egli chiede a Sarah perché vuole "sbarazzarsi della Messa antica".

Shaw crede che il cardinal Sarah sia scontento degli aspetti del nuovo rito come rivolgersi alle persone e pertanto voglia dei miglioramenti. Ma Shaw fa notare che tali problemi appartengono soltanto al Nuovo Rito e non hanno posto nella Messa Tridentina.”

https://gloria.tv/article/FotpsUxtTaTX2PUeNLR7S8zyd

Anna

Alessandro Mirabelli ha detto...

Chiedo cortesemente all'amministratore del sito di pubblicare, se possibile, nei prossimi giorni l'intervista al gesuita p. Boulad sull'islam.

Anonimo ha detto...

Nella lettera inviata alla FSSPX Müller sostiene di avere agito in accordo col papa:

“……con l’approvazione del Sommo Pontefice, ho ritenuto necessario sottoporre alla Sessione Ordinaria della nostra Congregazione, riunita lo scorso 10 maggio, il testo della Dichiarazione dottrinale che vi è stato trasmesso durante l’incontro del 23 giugno 2016, come condizione necessaria in vista del pieno ristabilimento della comunione….. «nel corso dell’udienza accordata al Cardinale Prefetto, il 20 maggio 2017, Il Sommo pontefice ha approvato queste decisioni.»

e mi pare inverosimile che abbia operato senza il suo assenso, intralciando i suoi “piani” in modo così plateale, se non altro, considerato l’equilibrismo del moderato modernista autore della lettera e l’autoritarismo dittatoriale del papa.

E’ vero, però, che quella (provvidenziale) lettera aveva l’obiettivo evidente di fermare l’accordo (Deo gratias) in contrasto aperto con la tattica dello specchietto per le allodole fino a quel momento, con tanto impegno e da lungo tempo adottata e quasi del tutto riuscita. Un chiarissimo dietro front.
Qualcuno ha indicato come ragione l’emergere di un fronte sempre più consistente e deciso, all’interno della fraternità, di resistenza all’accordo, che avrebbe dato luogo, ad una scissione e la sensazione che la parte della fraternità che sarebbe rientrata non fosse sufficientemente grande da garantire il raggiungimento dell’obiettivo a cui l’offerta della prelatura personale tendeva con tutta evidenza (cioè la “normalizzazione” della fraternità, coi suoi vescovi e seminari, strumenti pericolosissimi di conservazione della Tradizione e della santa Messa). Mi aspetterei ora una scomunica (se con le buone non funziona …).

Anna

Alessandro Mirabelli ha detto...

Per due volte il gesuita Boula ha scritto al Papa circa l'Islam è l'andata migratoria. E per due volte non ha risposto. Stesa tattica usata verso i 4 cardinali dei dubia. Evidentemente è' il suo metodo di ignorare chi non lo incensa.

Il card. Ratzinger a p. Matias Augé ha detto...

Reverendo Padre,
ho letto con attenzione la Sua lettera del 16 novembre u.s., nella quale Lei ha formulato alcune critiche alla Conferenza da me tenuta il giorno 24 ottobre 1998, in occasione del 10° anniversario del Motu proprio “Ecclesia Dei”.

Capisco che Lei non condivida le mie opinioni sulla riforma liturgica, la sua attuazione, e la crisi che deriva da talune tendenze in essa nascoste, come la desacralizzazione.
Mi sembra, però, che la sua critica non prenda in considerazione due punti:

1. è il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II che ha concesso, con l’Indulto del 1984, l’uso della liturgia anteriore alla riforma paolina, sotto certe condizioni; in seguito lo stesso Pontefice ha pubblicato, nel 1988, il Motu proprio “Ecclesia Dei”, che manifesta la sua volontà di andare incontro ai fedeli, che si sentono attaccati a certe forme della liturgia latina anteriore, e pertanto chiede ai vescovi di concedere “in modo ampio e generoso” l’uso dei libri liturgici del 1962.

2. una parte non piccola dei fedeli cattolici, anzitutto di lingua francese, inglese e tedesca, rimangono fortemente attaccati alla liturgia antica, e il Sommo Pontefice non intende ripetere nei loro confronti ciò che era accaduto nel 1970, dove si imponeva la nuova liturgia in maniera estremamente brusca, con un tempo di passaggio di soli 6 mesi, mentre il prestigioso Istituto liturgico di Treviri, infatti, per tale questione, che tocca in maniera così viva il nervo della fede, giustamente aveva pensato ad un tempo di 10 anni, se non sbaglio.

Sono dunque questi due punti, cioè l’autorità del Sommo Pontefice regnante e il suo atteggiamento pastorale e rispettoso verso i fedeli tradizionalisti, che sarebbero da prendere in considerazione.

Il card. Ratzinger a p. Matias Augé ha detto...

... segue
Mi permetta, pertanto, di aggiungere alcune risposte alle Sue critiche circa il mio intervento.

1. Quanto al Concilio di Trento non ho mai detto che esso avrebbe riformato i libri liturgici, al contrario ho sempre sottolineato che la riforma postridentina, situandosi pienamente nella continuità della storia della liturgia, non ha voluto abolire le altre liturgie latine ortodosse (i cui testi esistevano da più di 200 anni) e neppure imporre una uniformità liturgica. [...]

2. La citazione di Newman vuole significare che l’autorità della Chiesa non ha mai abolito nella sua storia con un mandato giuridico una liturgia ortodossa. Si è verificato invece il fenomeno di una liturgia che scompare, e poi appartiene alla storia, non al presente.

3. Non vorrei entrare in tutti i dettagli della Sua lettera, anche se non sarebbe difficile rispondere alle Sue diverse critiche dei miei argomenti. Mi sta però a cuore quello che riguarda l’unità del Rito Romano. Questa unità oggi non è minacciata dalle piccole comunità che fanno uso dell’Indulto e si trovano spesso trattati come lebbrosi, come persone che fanno qualcosa di indecoroso, anzi di immorale; no, l’unità del Rito Romano è minacciata dalla creatività selvaggia, spesso incoraggiata da liturgisti (per esempio in Germania si fa la propaganda del progetto “Missale 2000”, dicendo, che il Messale di Paolo VI sarebbe già superato). Ripeto quanto ho detto nel mio intervento, che la differenza tra il Messale di 1962 e la messa fedelmente celebrata secondo il Messale di Paolo VI è molto minore che la differenza fra le diverse applicazioni cosiddette “creative” del Messale di Paolo VI. In questa situazione la presenza del Messale precedente può divenire una diga contro le alterazioni della liturgia purtroppo frequenti, ed essere così un appoggio della riforma autentica. Opporsi all’uso dell’Indulto del 1984 (1988) in nome dell’unità del Rito Romano è, secondo la mia esperienza, un atteggiamento molto lontano dalla realtà. Del resto mi rincresce un po’, che Lei non abbia percepito, nel mio intervento, l’invito rivolto ai “tradizionalisti” [...] a venirsi incontro verso la riconciliazione [...].

Tuttavia, La ringrazio per la Sua parresia, che mi ha permesso di discutere francamente su una realtà che ci sta ugualmente a cuore.

Con sentimenti di gratitudine per il lavoro che Lei svolge nella formazione dei futuri sacerdoti, La saluto

Suo nel Signore
+ Joseph Card. Ratzinger

fabriziogiudici ha detto...

Rorate Coeli oggi ha smentito la notizia, bollandola come "fake news":

https://rorate-caeli.blogspot.com/2017/07/fake-news-fever-in-catholic-world-no.html

Anonimo ha detto...

Basta scrivere su un sito "fake news", "le notizie non sono vere" e basta?
Senza confutazioni o smentite ufficiali? Ma di che parliamo?

Anonimo ha detto...

Le parole di Grillo sono inequivocabili

Unum

mic ha detto...

Basta scrivere su un sito "fake news", "le notizie non sono vere" e basta?
Senza confutazioni o smentite ufficiali? Ma di che parliamo?


Rorate caeli è noto per essere un sito critico ma tutto sommato tendenzialmente "normalista".
L'articolo da cui abbiamo tratto la notizia parte da elementi pertinenti. Esprimere timori basati su fonti attendibili e che con l'aria che tira non sono affatto campati in aria non è certo una "fake news".

Piuttosto, dall'articolo di Rorate mi par di capire che ciò che ha infastidito di più è l'accostamento con la FSSPX ed è, credo, questo che viene ritenuto non vero...

fabriziogiudici ha detto...

Basta scrivere su un sito "fake news", "le notizie non sono vere" e basta?

Ambasciator non porta pena...

Luigi Rmv ha detto...

"Ma [Francesco] non farà questo finché Benedetto XVI è vivo".
Preghiamo, allora, perchè nessun modernista bergogliano "incoraggi" il suo passaggio a miglior vita :)

Ovviamente scherzo, nessun uomo di Chiesa arriverebbe mai a tanto, tanto meno i modernisti, così' aperti e tolleranti...Tanto c'è l'età avanzata.
E poi, anche se quella testa e quello spirito così lucidi lo fanno parlare talvolta in modo "non allineato", si trova il modo di farlo tacere.

Ci si arriverà sicuramente all'abolizione del Summorum Pontificum, perchè è un obiettivo coerente con il programma di desacralizzare l'Eucarestia distribuendola ad eretici, omo-transessuali, adulteri permanenti e chissà a quali altre categorie di peccatori impenitenti.

Eppure è strano.
Nelle mie esperienze di Santa Messa con il rito antico in una piccola Parrocchia periferica, ho potuto constatare che si è veramente in pochi, tra 5 e 10.
Anche se nel mondo la percentuale di partecipezione varierà, siamo in netta minoranza.

Inoltre la "massa" cattolica, molto poco erudita in materia religiosa, la percepisce come una questione puramente linguistica, sentita solo da persone un pò eccentriche e 'con qualcosa che non va', come ha detto fraternamente e affettuosamente Bergolglio l'Iscariota.

Ma questa minoranza dà loro fastidio, molto, molto fastidio, quindi vuol dire che non è questione di numeri, ma di sostanza ....e che Sostanza!
Siamo alla battaglia finale, quella sull'Eucarestia.

fabriziogiudici ha detto...

Direi solo di stare attenti alla strategia del "al lupo al lupo" all'incontrario. Ovvero, qualcuno potrebbe diffondere notizie false su riforme o cambiamenti, che in Santa Sede hanno veramente intenzione di fare, ma più in là. Queste notizie, false nel senso che sono semplicemente premature, con le loro successive smentite possono screditare chi le propaga incautamente (a parte il fatto che i normalisti sono sempre disperatamente in cerca di smentite, perché usano le smentite su una parte per negare il disastro sul tutto). Una volta screditati quelli che lanciano l'allarme, la riforma potrebbe essere fatta nella noncuranza generale.

Diego ha detto...

I numeri non credo contino perché per salvare Sodoma bastavano alla fine solo 10 giusti (sinceramente non so quanti abitanti avesse Sodoma) e gli apostoli erano 12.
Io credo che anche la moltiplicazione dei pani e dei pesci sia un episodio esemplificativo del fatto che per il Signore i numeri piccoli non sono un impedimento. D'altronde se così non fosse dove starebbe l'onnipotenza? Però ciò non toglie che le modalità di azione dal Signore saranno del tutto impreviste da noi che ragioniamo secondo schemi collaudati.

Anonimo ha detto...

Vuoi vedere che a 94 anni si converte ?
Per Augias c'e'ancora tempo.
http://www.antoniosocci.com/clamoroso-scalfari-attacca-pesantemente-gli-atei-augias-contrattacca-repubblica-scontro-grave-non-serio/