29 agosto 1976. A Lille, sua città natale, monsignor Marcel Lefebvre celebra la Santa Messa alla presenza di diecimila persone e pronuncia un’appassionata omelia. Scopo dichiarato dal presule è “dissipare dei malintesi”.
L’ex superiore generale degli Spiritani, vescovo, delegato apostolico in Africa, membro della Commissione centrale preconciliare, assistente al Soglio pontificio, in quell’estate del 1976 è stato da poco sospeso a divinis a causa dell’ordinazione di alcuni sacerdoti nel seminario di Ecône. Egli fa un’analisi dolorosa di ciò che lo ha portato a ignorare il divieto di Roma di ordinare quei sacerdoti. Non manca di far notare che l’opera realizzata, la Fraternità San Pio X e il seminario di Ecône, è “un’opera del tutto simile a quella che ho realizzato per trent’anni”. E il curriculum di monsignor Lefebvre testimonia chiaramente che “Roma considerava il mio lavoro come profittevole per la Chiesa e per il bene delle anime”.






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