Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 15 settembre 2022

Quando monsignor Lefebvre disse: “E allora non capisco più”. E nemmeno noi capiamo

29 agosto 1976. A Lille, sua città natale, monsignor Marcel Lefebvre celebra la Santa Messa alla presenza di diecimila persone e pronuncia un’appassionata omelia. Scopo dichiarato dal presule è “dissipare dei malintesi”.

L’ex superiore generale degli Spiritani, vescovo, delegato apostolico in Africa, membro della Commissione centrale preconciliare, assistente al Soglio pontificio, in quell’estate del 1976 è stato da poco sospeso a divinis a causa dell’ordinazione di alcuni sacerdoti nel seminario di Ecône. Egli fa un’analisi dolorosa di ciò che lo ha portato a ignorare il divieto di Roma di ordinare quei sacerdoti. Non manca di far notare che l’opera realizzata, la Fraternità San Pio X e il seminario di Ecône, è “un’opera del tutto simile a quella che ho realizzato per trent’anni”. E il curriculum di monsignor Lefebvre testimonia chiaramente che “Roma considerava il mio lavoro come profittevole per la Chiesa e per il bene delle anime”.

mercoledì 14 settembre 2022

Papa Francesco, le questioni in sospeso

Nella nostra traduzione da MondayVatican una interessante analisi di Andrea Gagliarducci sulle carenze dell'attuale pontificato alla luce del recente concistoro. Precedenti sul concistoro quiqui - qui. Sulla riforma della Curia qui - qui.

Al termine del concistoro indetto da Papa Francesco e svoltosi il 29 e 30 agosto non è stata assunta alcuna decisione. Si sarebbe dovuto discutere della riforma della Curia, e si pensava che il Papa avrebbe almeno comunicato come colmare i posti vacanti all’interno della stessa Curia. Quanto meno, si era convinti che il Papa intendesse attribuire all’assemblea un particolare significato, forse annunciando alcune necessarie riforme. Non è accaduto niente di tutto questo.

Così, il pontificato di Papa Francesco rimane in qualche modo sospeso tra l’esigenza di concretezza e la mancanza di una struttura istituzionale che possa efficacemente portare tale concretezza nel processo decisionale.

Intervista di Paix Liturgique a Mons. Carlo Maria Viganò

In occasione della Conferenza « Agere sequitur esse » : la visione « teologica » del Great Reset – tenuta da mons. Viganò per l'edizione di quest'anno dell'Università d'estate di Civitas [qui], Paix Liturgique ha realizzato un'intervista all'arcivescovo, che riprendo di seguito. Qui l'indice degli interventi precedenti e collegati.

Intervista
di Paix Liturgique

a Mons. Carlo Maria Viganò

1 - Monseigneur, pourquoi, depuis Vatican II, la question liturgique est-elle si brûlante ? [Perché dopo il Vaticano II la questione liturgica è così scottante?]
La questione liturgica è di grande importanza perché nell’azione sacra si compendia la dottrina, la morale, la spiritualità e la disciplina del corpo ecclesiale che la compie. Così, come la Messa cattolica è espressione perfetta e coerente del Magistero cattolico, la liturgia riformata è espressione delle deviazioni conciliari, anzi essa rivela e conferma senza gli equivoci e le verbosità dei testi del Vaticano II la sua essenza eterodossa. Potremmo dire, per usare una similitudine, che nelle vene della Messa tridentina scorre il sangue sano del Vangelo, mentre in quello del nuovo rito scorre il sangue infetto dell’eresia e dello spirito del mondo.

2 - Le pape François, qui ne porte pas un grand intérêt pour la liturgie, n’a-t-il pas le mérite de soulever le vrai problème en disant que les deux formes liturgiques, l’ancienne et la nouvelle, correspondent à deux ecclésiologies ? 
[Papa Francesco, che non ha un grande interesse per la liturgia, non ha forse il merito di sollevare il vero problema dicendo che le due forme liturgiche, l'antica e la nuova, corrispondono a due ecclesiologie?]
È esattamente quello che ho appena affermato, e che prima di me hanno denunciato i Cardinali Ottaviani e Bacci nel loro Breve esame critico [qui], Mons. Lefebvre nei suoi molteplici interventi e altri Vescovi e liturgisti. Quelle che Ella ha chiamato “due forme liturgiche” di un unico rito, sono in realtà due riti, uno pienamente cattolico e uno che tace le verità cattoliche e insinua errori di matrice protestante e modernista. In questo Bergoglio ha perfettamente ragione: chi abbraccia il Vaticano II e i suoi sviluppi ereticali non può trovare quegli errori espressi nella liturgia tradizionale, che per la sua chiarezza nella professione della Fede rappresenta una condanna e una negazione della mens che ha concepito il Novus Ordo.

martedì 13 settembre 2022

Quale strategia del vescovo per i tradizionalisti di Parigi?

Apprendiamo da Riposte catholique quanto sia grance l'attenzione sui segnali del nuovo arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich, in ordine alla questione della liturgia tradizionale. Segnali, per il momento, ancora non chiari, da parte di un prelato di sinistra in una diocesi classica. Qui la notizia più recente sulle manifestazioni mai interrotte. Indice degli articoli su Traditionis custodes e successivi.

Paix liturgique analizza il comportamento di mons. Ulrich nei confronti dei tradizionalisti a Parigi. Estratto :
[…] Da parte di rappresentanti di gruppi di fedeli addolorati, sono state inviate all'arcivescovo due lettere di richiesta di un incontro, per il momento senza risposta. Si sta formando un gruppo attorno all'associazione Sainte-Cécile. Tutti questi gruppi restano mobilitati e aspettano soprattutto di sapere come sarà risolta la questione delle cresime col rito tradizionale.
Dall'estate scorsa, infatti, la diocesi non organizza alcuna cerimonia di cresima nella forma tradizionale. Non possiamo più aspettare: le cresime tradizionali saranno conferite dall'arcivescovo di Parigi o da un sacerdote da lui delegato, oppure vi si opporrà. Per questo non si può lasciare la questione della liturgia tradizionale così com'è.

La liturgia bizantina, la Messa tradizionale in latino e il Novus Ordo: due sorelle e un estraneo

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement un testo di Peter Kwasniewski che mette in risalto lo stretto legame spirituale tra il Rito romano antico e la divina liturgia bizantina e alcune incoerenze quando questa si confronta col Novus ordo. Fermo restando tuttavia – come dice papa Vigilio nella sua lettera a Profuturo – che “È dalla tradizione apostolica (ex apostolica traditione) che noi abbiamo ricevuto il testo della preghiera del Canone”, fulcro del Santo Sacrificio. Mentre il beato Ildefonso Schuster dichiara che il Liber Pontificalis ci attesta l’origine apostolica della liturgia romana e che “ripetendo oggi dopo tanti secoli nella Messa la prece consacratoria, noi possiamo esser sicuri di pregare, non solo già colla fede di Damaso, d’Innocenzo, di Leone Magno, ma colle stesse parole che prima di noi essi ripetettero all’altare e che anzi santificarono la primigenia età dei Dottori, dei Confessori e dei Martiri”.

La liturgia bizantina, la Messa tradizionale in latino e il Novus Ordo: due sorelle e un estraneo
di Peter Kwasniewski

Per me — e, credo, per la maggior parte dei tradizionalisti — è evidente che la Divina Liturgia bizantina e la Messa tradizionale romana sono strettamente imparentate spiritualmente e che il Novus Ordo si discosta dall’eredità che le accomuna.

Ma a volte ci si imbatte in cattolici bizantini che, fuorviati dalle somiglianze superficiali tra la liturgia bizantina e la celebrazione Novus Ordo (ad esempio, il fatto che entrambe siano spesso celebrate in una lingua volgare pronunciata in modo udibile) e dalle evidenti differenze tra la liturgia bizantina e il rito tradizionale romano (per es., il fatto che ci sia molto più silenzio in quest’ultimo che nella prima e che il popolo sembri svolgere un ruolo più “attivo” nell’una che nell’altro), sostengono che le liturgie bizantina e Novus Ordo sono spiritualmente più affini tra di loro, e quindi, quando viene presentata loro la scelta, scelgono l’usus recentior romano piuttosto che l’usus antiquior. Protagonisti e apologeti della riforma liturgica romana, in effetti, spesso si spacciano per estimatori della tradizione orientale e amano sottolineare i tanti tratti apparentemente “orientali” della liturgia neoromana.

lunedì 12 settembre 2022

Marcello Veneziani. W Dio patria e famiglia made in UK

Fin qui mi sono astenuta. L'estro incisivo di Veneziani mi sembra il modo migliore di parlarne tra i peana infiniti e stucchevoli delle tv nazionali e le pesanti stroncature sui social.

God save the King
, Dio salvi il Re. Senza farci caso stiamo seguendo da giorni in mondovisione la rappresentazione civile e regale di cosa vuol dire Dio, patria e famiglia on the road, su strada. La morte della Regina Elisabetta, il lutto e l’ascesa di Re Carlo III, i solenni richiami alla religione, alla tradizione, all’amor patrio e alla famiglia, l’alternarsi di luoghi sacri e luoghi civili, tra i riti nella Cattedrale di Saint Paul e a Buckingam Palace, l’invocazione shakespeariana della schiere degli angeli che accompagnino il riposo della Regina, l’insistenza commossa sulla sua “devozione” e sulla “dedizione” e la promessa di proseguire nel suo solco di suo figlio Carlo, ora Capo della Chiesa Anglicana, l’inno cantato dal popolo che invoca la benedizione divina sul re, cosa sono se non espressioni coerenti e coreografiche di una visione del mondo imperniata su Dio, patria e famiglia e sulla continuità della tradizione? Certo, non solo quello, anche libertà, costituzione, progresso, rispetto dei popoli, ma quei valori alla fine trovano la loro più alta legittimazione in quei principi.

Europride, a Belgrado migliaia di oppositori in strada

Viva il popolo serbo! Da noi indifferenza o, peggio, connivenza, tranne la reazione orante di qualche sparuto gruppo tradizionale.

Belgrado 11 settembre - Migliaia di persone hanno manifestato contro lo svolgimento nella capitale serba dell' Europride, il raduno paneuropeo della comunità Lgbtq+, il cui inizio è previsto per domani. Lo hanno osservato giornalisti dell'AFP.
La tensione è aumentata nelle ultime settimane in Serbia, dove gli organizzatori di Europride sono decisi a organizzare un corteo sabato prossimo al culmine di una settimana di eventi e festeggiamenti al via da domani, nonostante le autorità abbiano ventilato di volerne vietare lo svolgimento.
I manifestanti, tra cui molti religiosi della Chiesa ortodossa serba, hanno marciato attraverso il centro di Belgrado su iniziativa di gruppi tradizionalisti di estrema destra e religiosi. Al corteo hanno esposto icone, bandiere religiose e croci.
Il presidente serbo Aleksandar Vucic, che ha annunciato a fine agosto che la parata sarebbe stata "rinviata o annullata", ha dichiarato ieri che la polizia annuncerà 96 ore prima dell'evento, vale a dire martedì, la decisione, qualunque essa sia. L'orientamento sembra comunque quello di non consentire il principale corteo dell'Europride. Vucic ha menzionato ragioni di "sicurezza", legate a un nuovo aumento delle tensioni in Kosovo ma anche ai problemi legati all'energia. (Fonte). 

Parlano alcune immagini (cliccare per ingrandire).

Mons. Williamson. La realtà di Tommaso d'Aquino

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. 

DCCXCI #791 - 10 settembre 2022
LA REALTÀ DI D’AQUINO

Leggendo San Tommaso D’Aquino nell’originale latino, 
si scoprirà il più grande reale guaritore di menti che si possa immaginare

In un solo articolo (I, 85, 2) della sua monumentale opera di buon senso, la Summa Theologiae, San Tommaso d’Aquino confutava, con circa 500 anni di anticipo, l’assurdità di Kant e dei suoi numerosi seguaci dell’era moderna (o allucinata), secondo cui la nostra mente umana può conoscere solo le apparenze delle cose che ci circondano. Secondo Kant, noi esseri umani non possiamo conoscere la realtà delle cose come realmente sono dietro e oltre le loro apparenze. La cosa così com’è in sé, in tedesco “das Ding an sich”, è da noi assolutamente inconoscibile. In tal caso ci si potrebbe chiedere, come facciamo a sapere che c’è qualche, “Ding an sich”, dietro le apparenze delle cose? Abbastanza sicuri di sé, i seguaci di Kant non prestarono più attenzione a nessuna presunta realtà in sé, o realtà extra-mentale, e la “filosofia” si modernizzò cadendo nella tana del coniglio bianco di Alice nel Paese delle Meraviglie, e cominciò a scrutare il sorriso del gatto del Cheshire che appare ancora sull’albero dopo che il gatto è scomparso. Addio, realtà. Benvenuti, letteralmente, a qualsiasi fantasia immaginabile!

domenica 11 settembre 2022

Domenica XIV dopo la Pentecoste (Protéctor noster, áspice Deus)

L'esperienza ci fa sentire ogni giorno il contrasto in noi tra le inclinazioni al male e gli inviti al bene, tra le tentazioni e il richiamo di Dio. Nell'Epistola è descritto questo dissidio; nel Vangelo il Signore ci mette in guardia contro la facile illusione di poter trovare un compromesso. Nelle altre parti della Messa si accenna alla felicità di quelli che vivono per il Signore, a sua immagine e gloria, mentre nel Vangelo ci è promesso aiuto anche per le difficoltà materiali. Superiamo anche noi dunque le vanità della terra, rimanendo attaccati a ciò che veramente ci è utile (Orazione). Colpisce un termine dell'Orazione di oggi: propitiatione : propitiatio è “compimento, espiazione, propiziazione”. E anche “favore”. Dunque Dio è stato placato e reso nuovamente favorevole a noi peccatori dalle azioni propiziatorie che Cristo ha compiuto sulla Croce. Lo ritroviamo ogni volta soprattutto nella Santa Messa. La propiziazione è un concetto quasi sradicato dalle orazioni del Novus Ordo.

Domenica XIV dopo la Pentecoste
Protéctor noster, áspice, Deus

Messa
Volgi lo sguardo a noi, o Dio protettore, volgi lo sguardo al volto del tuo Cristo. Oggi la Chiesa si accosta all'altare cominciando con le parole riferite. La Chiesa è la Sposa dell'Uomo-Dio, è la sua gloria (1Cor 11,7), ma lo Sposo, dice san Paolo, è a sua volta immagine e gloria di Dio (ibidem) e capo della Sposa (ivi 3; Ef. 5,23). Realmente dunque e con la certezza di essere ascoltata, la Chiesa, volgendosi a Dio tre volte santo, lo prega di volgere i suoi occhi, guardando Lei, sul volto del suo Cristo.
La gloria futura, pensando alla quale la Chiesa esulta, e la dignità dell'unione divina che, già in questo mondo, la rende veramente Sposa, non le impediscono di sentire sempre il bisogno di un soccorso dall'alto, perché, se per un solo istante il cielo l'abbandonasse, vedrebbe i suoi figli portati dalla umana fragilità all'abisso dei vizi, che l'Apostolo descrive, e lontano dalle virtù, che egli esalta.

Introitus
Ps.83,10-11 - Protéctor noster, áspice, Deus, et réspice in fáciem Christi tui: quia mélior est dies una in átriis tuis super míllia.
Ps. 83, 2-3 - Quam dilécta tabernácula tua, Dómine virtútum! concupíscit, et déficit ánima mea in átria Dómini. Glória Patri
Ps.83,10-11 - Protéctor noster,…

Oratio
Custódi, Dómine, quaésumus Ecclésiam tuam propitiatióne perpétua: et quia sine te lábitur humána mortálitas; tuis semper auxíliis et abstrahátur a nóxiis, et ad salutária dirigátur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum.
M. - Amen.
Introito
Sal. 83, 10-11 - Sei il nostro scudo, o Dio, guarda e rimira il tuo Consacrato: poiché un giorno passato nel tuo luogo santo vale più di mille altri. Sal. 83, 2-3 - O Dio degli eserciti, quanto amabili sono le tue dimore! l’ànima mia anela e spàsima verso gli atrii del Signore. Gloria al Padre…
Sal. 83, 10-11 - Sei il nostro scudo…

Orazione
O Signore, Te ne preghiamo, custodisci propizio costantemente la tua Chiesa, e poiché senza di Te viene meno l’umana debolezza, dal tuo continuo aiuto sia liberata da quanto le nuoce, e guidata verso quanto le giova a salvezza. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. - Amen.

Resistere in faccia a Francesco. Dovere di ogni cattolico dopo che il “papa della pachamama” ha colpito la Messa tridentina

Di seguito un commento di Michael J. Matt pubblicato da Remnantnewspaper sull'accanimento di Bergoglio nei confronti della Messa tridentina. Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e successivi.

Resistere in faccia a Francesco. Dovere di ogni cattolico
dopo che il “Papa della pachamama” ha colpito la Messa tridentina

di Michael J. Matt

Cari amici: non scoraggiatevi. Tutto è da ricondurre a Dio, e questo non accadrebbe se Dio non lo permettesse. Tutto questo è già successo. Lo so, mi ricordo, l’ho vissuto. Questo è un castigo, sì, ma non cambia ciò che siamo chiamati a fare: dobbiamo conoscere, amare e servire Dio, e resistere a chi non lo fa.

Francesco non ha il potere di cambiarlo.

Nessun mistero... nessuna sorpresa. Sappiamo esattamente di cosa si tratta. Riguarda la facciata fatiscente del Vaticano II, le chiese chiuse, i seminari vuoti, la fede perduta e un enorme scandalo sessuale clericale contro il movimento giovanile internazionale che è il cattolicesimo tradizionale.