mercoledì 2 marzo 2022

Parigi: ancora all'appuntamento la mobilitazione per la messa tradizionale

Indice degli articoli su Traditionis custodes e sui Responsa [qui].
Per la trentesima volta i fedeli si sono radunati davanti alla nunziatura apostolica a Parigi per la libertà della messa tradizionale.
Gli organizzatori comunicano:
“Ci siamo rallegrati per l'eccezione fatta per la Fraternità San Pietro e, sembra, per gli altri istituti Ecclesia Dei, di utilizzare il rito tradizionale e pontificio nelle proprie chiese e, con il permesso del vescovo, in altri luoghi [qui].
Ma non accettiamo che tutti i sacerdoti diocesani e religiosi disposti a celebrare tradizionalmente siano soggetti alle restrizioni e ai divieti della Traditionis custodes. A questo proposito, è importante sapere che oggi, per ordine del Papa, tutte le richieste di autorizzazione per celebrare la Messa tradizionale, che provengono principalmente da giovani sacerdoti, trasmesse dai Vescovi alla Congregazione per il Culto Divino, vengono sistematicamente respinte.
L'obiettivo voluto è ridurre la liturgia tradizionale a luoghi riservati e a comunità specializzate (tra cui la FSSPX), ma impedirne la diffusione nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle case religiose. Volevamo bloccare l'immenso slancio di crescita che era stato consentito dal Summorum Pontificum.
La divina Provvidenza permette il male solo perché alla fine possa realizzarsi un bene più grande. La Traditionis custodes, dichiarazione di guerra alla tradizionale lex orandi della Chiesa, si è paradossalmente dimostrata di capitale importanza. Da parte nostra sappiamo che la liturgia tradizionale sarà la base della rinascita della missione, della risurrezione delle vocazioni, del rinnovamento della vcatechesi.
Davanti alla nunziatura apostolica, e in tutte le manifestazioni religiose a Parigi, noi “sentinelle” non chiediamo altro che la libertà per la liturgia tradizionale!”
Nell'immagine: Cartelli a difesa della Messa tradizionale nella manifestazione davanti alla Nunziatura Fonte

1 commento:

Sì, aspetta e Spera.. ha detto...

Lì lottano in difesa dei lavoratori della Vigna e di NSGC, credo di aver letto che siano alla 30^dimostrazione; il nostro panorama e' invece l'attesa che la CEI faccia qualcosa:
Le acquasantiere sono ancora vuote. Ormai da tempo la Scienza (doverosamente con la S maiuscola) ha provato che il Covid non viene trasmesso con l’acqua, tant’è che abbiamo da tempo avuto la riapertura di piscine e centri termali, ma evidentemente l’Acquasanta non è ancora ritenuta sicura, non si sa in base a quale ipotesi scientifica. All’entrata c’è solo la boccetta dei disinfettanti, di fatto obbligatori se sulla porta c’è un esponente del “servizio d’ordine”. La presenza di tali figure, in pettorina gialla di ordinanza, non avrebbe più alcun senso, e alcuni parroci lungimiranti vi hanno rinunciato da tempo. Ma in moltissime chiese permangono ancora questi vigilantes, infiammati di sacro zelo per “le regole” governative, che spesso si rivolgono in tono minaccioso e arrogante (spesso senza alcun rispetto per la Liturgia in corso) ai fedeli che non hanno la mascherina perfettamente aderente a naso e bocca, o che si sono avvicinati troppo con la sedia al loro congiunto. Sarebbe dunque tempo che questi personaggi, di nessuna utilità (i fedeli sono capacissimi da soli di trovare il posto libero ove sedersi, specie in chiese semideserte) e più spesso di fastidio per lo svolgimento della Messa, venissero dismessi.

nfine, c’è un ultima importante questione, che sta a cuore a molti fedeli: il modo di ricevere la Comunione. L’epidemia, come è stato detto fin dall’introduzione delle regole per la Liturgia, è stata l’occasione per imporre obbligatoriamente la Comunione sulle mani, togliendo la libertà (garantita ai fedeli dal Diritto Canonico) di riceverla sulla lingua. Inutilmente molti esperti medici e biologi hanno cercato di far capire ai pastori della Chiesa che non c’è alcun maggior rischio nel ricevere la Comunione in bocca: la posizione della CEI è stata sorda nei confronti della Scienza e intransigentemente dura, e moltissimi sacerdoti sono stati attenzionati e diffidati per aver dato la Comunione secondo le regole della Chiesa: quello dello Stato agli occhi dell’episcopato, venivano prima in ordine di importanza e dovere di obbedienza.
https://lanuovabq.it/it/si-ritorna-alla-normalita-tranne-che-per-le-messe