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| Il vescovo Perea, rimosso nel 2020 |
Il clero ideologizzato e rivoluzionario va persino contro il Concilio Vaticano II: "
nel nome del Padre e dello Spirito Santo",
omettendo in modo gravemente blasfemo il Figlio, [così benedice il sostituto di Mons. Pedro Daniel Martínez Perea, rimosso al pari dell'autore del testo che segue, di Mons. Strickland, di mons. Rey, del card, Burke - ndr] altrimenti atei e non cattolici si turbano. Succede nella "chiesa in uscita 'di Francesco'". Resta una O.N.G. come le altre, resta la carità senza Cristo, resta un' ideologia
new age, la "Filantropia" dei miliardari.
Il centro del problema è quel "malinteso ecumenismo" [
qui] che i modernisti cattolici, cioè protestanti ibridi e mascherati, nel post Concilio, hanno identificato nella lenta e graduale demolizione del cattolicesimo, quindi del vero cristianesimo.
Nel tentativo di piacere alle altre religioni e agli atei laicisti e progressisti, a loro volta versione ibrida del socialismo e del comunismo.
Che non si convertono affatto.
A distanza di circa cinquant'anni vediamo una Chiesa sempre più insignificante, diluita, fluida, perché si allontana dal verticale, dal soprannaturale, da Dio Uno e Trino, dal Figlio di Dio fatto uomo e dalla via stretta e difficile che ha insegnato a seguire, in conflitto col mondo.
Una chiesa con la minuscola, che segue le mode per non disturbare nessuno, che invece di evangelizzare la povera e sfruttata Africa, compiendo lì, come ha sempre fatto, opere benefiche per la loro crescita, prima spirituale e poi materiale, dando l'esempio di aiuto per il vero bene dei popoli sfruttati anche a costo di morire e di inimicarsi Stati, si limita a finanziare, come Soros, le navi che favoriscono l'emigrazione clandestina e svuotano l'Africa dei suoi giovani.
La chiesa che piace al mondo senza Dio e, naturalmente... ai Filantropi! (Aloisius)
Francesco, gli insulti ai preti e
il fenomeno dei sacerdoti cancellati
monsignor Héctor Aguerarcivescovo emerito di La Plata
Diversi sacerdoti fedeli agli insegnamenti di papa Francesco mi hanno espresso la loro costernazione e il loro dispiacere perché hanno visto quanto spesso Sua Santità denigri i preti. Li ha definiti «amari, facce da bue, scapoli, impiegati sacramentali, ambiziosi, pettegoli, arrampicatori», più altri aggettivi denigratori. Una mancanza di giustizia e di carità.
Nel mondo ci sono milioni di sacerdoti e certamente tra loro non mancano quelli a cui sono applicabili alcuni degli epiteti di Francesco. Ma le sue generalizzazioni nelle prediche, nelle catechesi e nei messaggi contraddicono la verità, e ciò che è scandaloso è che questi insulti si allontanano radicalmente dalle affermazioni del Concilio Vaticano II, che al ministero e alla vita dei sacerdoti ha dedicato il decreto Presbyterorum ordinis.