martedì 22 luglio 2014

La strategia del filo di ferro

Il Martedì Gnocchi di Riscossa cristiana: le risposte settimanali ai lettori di Alessandro Gnocchi. Riprendo il testo di questa settimana [qui] , che risponde ad un interrogativo su Mons. Galantino e i “volti inespressivi” di chi recita il Rosario fuori dagli ospedali dove si fanno gli aborti.

Caro Summa,
parto dal fondo e alla sua ultima domanda posso rispondere con una sola parola: nulla. Non si può fare nulla perché non ci troviamo al cospetto di superficialità, di cialtroneria, di disprezzo per l’intelligenza altrui o di scarsità di intelligenza propria. O meglio, c’è anche un po’ di tutto questo perché la qualità degli attori sul palcoscenico è davvero scarsina. Ma ciò è secondario, in quanto l’altalena di affermazioni e smentite risponde a una precisa strategia che cerco di spiegare con un’immagine solo in apparenza banale: è la strategia del filo di ferro.

Per rompere il filo di ferro, caro Summa, bisogna torcerlo nei due sensi opposti. Questo è lo scopo di tutti coloro che, in politica applicano questo metodo, sia da soli, affermando e smentendo, sia con la complicità di finti avversari che sostengono il contrario. Lo scopo, in ogni caso, è sempre lo stesso: rompere l’organismo, l’istituzione, il legame sul quale si sta operando.

Se questo è grave in politica, possiamo immaginare quanto lo sia in materia di fede. Il balletto di monsignor Galantino può sembrare solo ridicolo e indurre alla risata o alla commiserazione. Ma, in realtà, a che cosa porta se non al discredito del ruolo che copre? Allo spezzarsi di quel poco che ormai rimane del prestigio di un’istituzione ecclesiale? Perché deve essere chiaro che da questa miserevole vicenda non esce spezzato il suddetto monsignore, ma il ruolo che riveste.

Stesso discorso vale per la tragicomica vicenda dell’intervista di Scalfari a papa Francesco. E qui bisogna partire da quanto ha detto in proposito Giuliano Ferrara, che errare è umano, ma perseverare è bergogliano.

Ammesso, ma solo per estrema gentilezza e per nulla concesso, che nel primo caso si trattasse di inesperienza e ingenuità, come pensarlo dopo la reiterazione del cedimento alle astuzie del nemico? Non sarà che si vuole dimostrare senza tema di smentite che l’ufficio di Sommo Pontefice, di Vicario di Cristo, di dolce Cristo in terra, alla luce del nuovo sentire cum Ecclesia, è ridotto alle funzioni di un Berlusconi qualsiasi che redigeva insieme intervista e smentita?

Caro Summa, quanto può reggere agli occhi dei fedeli un’immagine che viene torta continuamente nei due sensi come il filo di ferro a cui accennavamo? In attesa che prima o poi la rottura si produca, si è già verificata nella ragione di quei cattolici normalisti che tentano di dimostrare, per così dire da destra, che tutto è normale, che tutto funziona come un orologio, che tutto è sotto controllo. E quindi sono costretti a dire che le interviste a Scalfari sono perfette e devono fare salti mortali scimmieschi per riuscire nell’intento, poi quando le interviste scompaiono dal sito Vaticano devono dire che non erano così perfette perché c’erano alcuni passaggi problematici e forse apocrifi, poi quando le interviste ricompaiono eccoli a spiegare che comunque c’era tanta cattolicità in quelle pagine, e poi a interviste nuovamente scomparse li si vede intenti a spiegare che però c’erano dei problemi. Ma è tutta di colpa di Scalfari e, va da sé, di quell’incompetente di padre Lombardi.

Cosicché, grazie ai custodi posti a guardia del fianco destro della chiesa nata dalla Nuova Pentecoste, la dottrina diventa una pelle di daino da trascinare ovunque e in qualsiasi forma. E così, a forza di mostrare che è cattolico anche ciò che cattolico non è, un bel giorno non sapranno dimostrare che è cattolico ciò che è veramente cattolico.

Mi dica lei, caro Summa, se è possibile mettere rimedio a questo abilissimo montaggio… Ma chi siamo noi per giudicare?

Un caro saluto.
Alessandro Gnocchi
Sia lodato Gesù Cristo

21 commenti:

Alessandro Mirabelli ha detto...

Ottimo risposta di Alessandro Gnocchi.

ottavio ha detto...

L'analisi di Gnocchi è come sempre lucida nella tragicità del momento che viviamo.

Anonimo ha detto...

La nuova religione non è di oggi; è nata dopo il concilio.

Non riesco a immaginate Pio XII a colloquio privatissimo con un protestante.

Anonimo ha detto...

Galantino,Scalfari , pd Lombardi o il pastore Traettino non contano nulla il vero problema è il Papa.Tutti questi senza un Papa che si considera un caudillo e si comporta di conseguenza ,non conterebbero nulla.Ma quelli che lo hanno eletto lo conoscevano?Bobo

Anonimo ha detto...

Vai a sapere questo colloquio privatissimo a quali straordinari risultati porterà.Un Papa che si scomoda per andare a far visita ad un pastore protestante è un Papa che svilisce il papato ed offende la Chiesa Cattolica ed tutti i cattolici.Bobo

Franco ha detto...

Nella biografia di Pio XII scritta da Andrea Tornielli ho letto che durante gli anni al liceo Visconti Eugenio Pacelli aveva un amico ebreo, che frequentava a casa sua, seguendo talora preghiere o riti ebraici. Però da Pacelli Eugenio, adolescente laico e ancora individuo privato, peraltro studente brillantissimo e in grado di contestualizzare e da osservare senza farsi risucchiare. Da pontefice si sarebbe comportato in altro modo, direi con circospezione e riservatezza.
Quando si entra a far parte di una "corporazione" o addirittura se ne è a capo, bisognerebbe ricordare la propria funzione rappresentativa del tutto e le risonanze che i propri atteggiamenti "privatistici" possono avere su chi non è capace di contestualizzare. Anch'io in un colloquio a due da tenere riservato avrei detto qualcosa come "Chi sono io per giudicare?"; ma non da leader e davanti a un nugolo di giornalisti; in quel caso perlomeno avrei cercato di fare dei distinguo. Parlare a braccio può avere conseguenze impreviste e inimmaginabili, perché "Voce dal sen fuggita / più richiamar non vale."

Anonimo ha detto...

Anonimo ha detto...
La nuova religione non è di oggi; è nata dopo il concilio.

Non riesco a immaginate Pio XII a colloquio privatissimo con un protestante.
22 luglio 2014 19:27
Pio XII era amico personale dell'arcivescovo luterano di Upsala, però, non sono mai usciti in pubblico insieme.

Cattolico ha detto...

Sono convinto che sia proprio questo che lui (Bergoglio) vuole: distruggere l'immagine e l'autorità del papato per eliminare le ultime trace di cattolicesimo nella Chiesa postconciliare e vaticansecondista. Ben ha detto quel blogger che il CVII è bene chiamarlo solo vaticano secondo, in quanto non è stato un concilio, ma solo un politburo, un soviet supremo, manovrato da pochi rivoluzionari agguerriti e subdoli. Ovviamente, però, lui è stato scelto da gente come lui, e forse anche peggiore di lui, è lo strumento di un collegio cardinalizio in gran parte infestato da quelli che Maria SS.ma ha più volte definito "cardinali partigiani del diavolo". Che altro potevamo aspettarci da gente simile, se non che cercassero di annientare prima possibile la Chiesa di Cristo? Hanno tolto di mezzo Ratzinger, probabilmente, perché non dava affidamento di riuscire nell'impresa. Ma non possono togliere di mezzo l'Onnipotente, la Divina Provvidenza, Maria SS.ma, Debellatrice di tutte le eresie, Vergine potente contro il male, Fortezza inespugnabile, Regina delle Vittorie. Da questi nemici, liberaci o Madre ! Sia lodato Gesù Cristo.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

La strategia del fil di ferro - è una citazione dal Vademecum illustrato nel romanzo (tutt'altro che fantasioso) Il Montaggio di Vladimir Volkoff, pagina 79.

Epiphanio ha detto...

Molto opportuno il riferimento di Esistenzialmente Periferico (22/07 - 23:46) al libro di Volkoff, ad es.: "Quel che bisogna fare, è demolire l'ordine vecchio senza proporre nulla di preciso per sostituirlo: soltanto quando sarà diventato completamente incapace di difendersi, allora si potrà introdurre l'ordine nuovo".
La strategia è sempre quella. L'ordine nuovo non è un punto di arrivo, è invece il motore del dinamismo sociale, cioè del divenire assoluto della Storia. Per certi progressisti la Chiesa è sempre giovane perché è inserita nella storia, si fa storia. Il passato può essere cambiato e riscritto nel presente, ma il presente non è altro che un passaggio al futuro, al nuovo ordine.

Maurizio ha detto...

Mettete tutto in mano allo Spirito Santo e vedrete ... da cose brutte, da azioni sbagliate, ecc. ... vedrete cosa ne uscirà fuori ... non siamo capaci neanche di immaginarlo! :)

mic ha detto...

L'unico modo che abbiamo per non essere "totalmente incapaci di difenderci" è la fedeltà al Signore nutrita dal Suo Sacrificio Eucaristico.
È questo l'oggetto e il cuore della nostra "resistenza".
Non è un caso che sia stato vietato ai FI i quali forse in questo si dimostrano deboli. Ma non sappiamo quanti di loro abbiano chiesto il permesso di celebrarlo. E in che termini sia ora questo aspetto della questione.

mic ha detto...

È chiaro che questa prescrizione del permesso, riferita al Summorum, è iniqua. È basata su un provvedimento "sospensivo", che dicono non ledere la norma universale ai sensi del diritto canonico, ma di fatto la vanifica.
E di recente ha avuto una virata in negativo, ricavabile dalle parole dello stesso papa nell'incontro organizzato dai nuovi superiori. Egli ha detto che era basato "sull'uso esclusivo del rito antico", presupposto falsissimo perché i FI sono sempre stati biritualisti.
Il problema è che non c'è nessuno che il papa ascolti che dia una esatta versione della cose. Ci vorrebbe un vescovo. Ma siamo sommersi e sconcertati dall'assordante silenzio dei vescovi, quasi tutti visceralmente avversi al Rito bimillenario della Chiesa universale...

Luisa ha detto...

Segnalo un`iniziativa della FSSP che domanda a tutti i suoi apostolati di consacrare il 1 agosto come un giorno di preghiera e penitenza per i cristiani perseguitati in Irak, Siria e nel Medio-Oriente.

"Vendredi 1er août prière pour les chrétiens persécutés d’Irak, de Syrie et du Moyen-Orient
La FSSP demande à tous ses apostolats à travers le monde de consacrer le vendredi 1er août prochain comme un jour de prière et de pénitence pour les chrétiens qui souffrent une terrible persécution en Irak, en Syrie et au Moyen-Orient....."


http://www.fssp.org/fr/fildesmois2014.htm#Iraq

mic ha detto...

Ci è arrivato un invito di Rorate caeli di diffondere l'iniziativa.
Appena rieco a tradurre integralmente, pubblico.

Japhet ha detto...

Puntuale e ineccepibile l'analisi di Gnocchi. Niente da aggiungere.
Non abbassare la guardia e pregare.

mic ha detto...

...potete sempre censurare questa previsione, ma ne riparleremo tra qualche mese, di sicuro dopo il nefasto sinodo che devasterà parecchi Sacramenti

In effetti certe previsioni apodittiche che danno per scontati i peggiori nefasti a che servono, se non per alimentare un possibile zelo amaro?

Non che manchino segnali allarmanti; ma possiamo escludere che il Signore, nella sua infinita misericordia, il peggio del peggio ce lo possa risparmiare?

Maurizio ha detto...

Bellissima l'iniziativa della FSSP (chissà se a Roma riuniranno tutti i fedeli alla Ss. Trinitò dei Pellegrini per pregare tutti insieme). Se oltre alla preghiera desideriamo aiutare i Cristiani cacciati dalle loro case e dal loro paese - sapete dirmi a chi ci si può rivolgere per accogliere una famiglia? Grazie.

mic ha detto...

Maurizio fa venire in mente che ogni diocesi dovrebbe essere mobilitata per dare asilo ai profughi martiri, almeno con lo stesso zelo demagogico, che riservano ai migranti infedeli (che meritano rispetto ma in un contesto di regolamentazione e non di indiscriminata e improvvida accoglienza) e ai salamelecchi per le ricorrenze musulmane...

Anonimo ha detto...

La esplicita chiarezza di Gnocchi, in questa risposta come in tutti i suoi articoli, mette in luce la differenza tra conservatori e tradizionalisti.

R.r. ha detto...

Maurizio, sui siti francesi, per es. riposte catholique ed anche Le salon beige, si possono trovare dei riferimenti.
R.R.