giovedì 3 luglio 2014

O Crux, ave, spes unica: dunque la Messa della Tradizione.

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno VII n° 7 - Luglio 2014

  Lo scorso mese, parlando della solennità del Corpus Domini, ricordavamo il pericolosissimo oblio del carattere sacrificale della Messa cattolica [qui]. Oblio che conduce lentamente ma inesorabilmente all'eresia. Su questo punto non dovremmo mai dimenticare il grande lavoro di Michael Davies sulla Riforma anglicana, che sottolinea il pericolo dei “taciuti” in liturgia: la riforma anglicana di Cranmer, togliendo dalla Messa tutti i riferimenti espliciti al Sacrificio propiziatorio, introdusse vincente, nel giro di una generazione, il Protestantesimo in Inghilterra, portandola definitivamente all'eresia.
  Ma nel mese scorso ci spingevamo più in là dicendo che, col dimenticare che la Messa è il Sacrificio di Cristo sulla Croce, si perde inesorabilmente la coscienza della Presenza sostanziale di Cristo nella Santissima Eucarestia: se non c'è più la Vittima, non c'è nemmeno più la Presenza di Gesù Cristo, perché Cristo si rende presente nell'Eucarestia come Vittima. Una Messa percepita sempre più come ricordo dell'Ultima Cena rischia veramente di non essere più la Messa cattolica. Innegabilmente l'ultima riforma della messa, quella del 1969, l'ha fatta assomigliare sempre più alla Santa Cena protestante, anglicana o luterana che sia.

  C'è però di più: una Messa sempre più protestantizzata, ha protestantizzato il popolo cristiano con la sua missione, tanto da farlo assomigliare ogni giorno di più ad un insieme di congregazioni protestanti impegnate nella loro presenza in mezzo al mondo.
  Se non c'è più la Vittima, non c'è nemmeno più la Presenza di Cristo. È vero per la Messa, per il Santissimo Sacramento, ma è vero anche per tutta l'opera della Chiesa. Se al centro di tutta la predicazione dottrinale, se al centro di tutta la pastorale della Chiesa non c'è più Cristo Crocifisso, tutta la missione della Chiesa rischia di essere spaventosamente vuota. Mai come in questi ultimi decenni si sono moltiplicati gli sforzi pastorali, si sono affinate le tecniche per un annuncio efficace, mai si è parlato come in questi ultimi cinquant'anni di missione, e si è raccolto quasi nulla. Si è andati verso il mondo annunciando e annunciando ancora, e si è registrata la sua inesorabile scristianizzazione.
  Chi avrebbe mai pensato, tra i Padri del Concilio, che la fede cattolica sarebbe quasi scomparsa nel giro di mezzo secolo? Chi avrebbe mai pensato, tra i vescovi del Vaticano II, all'avvento di una società così anti-cattolica e immorale come quella di oggi, dove ogni legge sembra fatta apposta per essere contro il disegno di Dio sull'uomo?

  Eppure, ed è innegabile, questo disastro è sotto i nostri occhi.

  Se non c'è più Gesù-Vittima, non c'è nemmeno più Gesù-presente.
  Sì, una Chiesa che entusiasticamente, a partire dagli anni '60, è andata incontro al mondo mettendo in secondo piano la Croce di Cristo, ha perso Cristo stesso e non ha portato nulla o quasi alla società. Sì perché, occorre dirlo con chiarezza, senza la centralità della Croce, senza la centralità di Cristo crocifisso, tu perdi Cristo stesso. È terribile l'illusione di chi vuol parlare di Gesù senza la sua Croce, senza anzi la centralità della sua Croce. Chi mette la Croce di Cristo “tra le tante cose” della vita di Gesù, ma non ne considera la centralità, in verità non parla nemmeno di Cristo. Parla di un Gesù “confezionato” apposta per il mondo moderno che, come i giudei e i gentili di San Paolo, giudicavano Cristo Crocifisso scandalo o stoltezza.

  Si è voluti andare al mondo per dialogare amichevolmente con esso, evitando le condanne della Chiesa del passato; per dialogare amichevolmente si sono dovuti “velare” o “nascondere” la Croce e il Sacrificio di Cristo, perché il dialogo con la società moderna, con le sue religioni, restasse sereno e amichevole; con il risultato doppiamente tragico di non aver portato nulla agli uomini del tempo e, peggio, di aver devastato il santuario della presenza di Dio che è la Chiesa.

  Non c'è niente da fare, per primi dobbiamo accettare e abbracciare lo scandalo della Croce, riconoscerlo come il contenuto centrale della dottrina, della vita e della missione della Chiesa, e allora, non calcolando gli esiti, ma fiduciosi nell'infinita potenza della grazia di Dio, andare verso il mondo, perché dalla Croce di Cristo sia convertito e sanato.

  Guai a quei Cristiani, guai a quella Chiesa che voglia portare un altro Gesù, senza la Croce, guai! Perderà la sua essenza, perderà la sua forza, perderà la sua anima, perderà l'efficacia unica della grazia. E risulterà sempre più inutile e insopportabile al quel mondo che voleva raggiungere. Odiosamente insopportabile al mondo è una Chiesa senza il Sacrificio e la Croce.
E il mondo, una Chiesa così vuota, è già pronto ad azzannarla.

  In hoc signo vinces, non è solo il ricordo di una storia passata, è la verità di ogni istante: la vittoria è della Croce e di chi, la Croce, la porta e la mostra al mondo, senza calcolo umano.

  O Crux, ave, spes unica, salve o Croce, unica speranza: se non si tornerà a questa chiarezza in tutto, veramente in tutto nella Chiesa, il disastro sarà inevitabile.

  Ma questo ritorno inizia dal Santo Sacrificio della Messa.
  Se di fronte a questo quadro di devastante confusione ci sentiamo impotenti; se impotenti ci domandiamo cosa fare e soprattutto da dove iniziare, ricordiamoci che la riedificazione della Chiesa partirà sempre dal Santo Sacrificio della Messa. Non facciamo calcoli umani, non commettiamo l'errore degli anni '60, non andiamo al mondo, nemmeno per riedificare la Tradizione, con le nostre tecniche, ma ri-iniziamo dalla Messa.

  Torniamo subito alla Messa della Tradizione, lo diciamo ai sacerdoti prima e poi ai fedeli. Torniamo al corretto rito del Santo Sacrificio della Messa e da lì ripartiamo per un lavoro paziente di riedificazione della fede. Non commettiamo l'errore di fare l'inverso, prima il lavoro pastorale, poi il ritorno alla Messa di sempre, sarebbe in fondo un nascondere ancora la Croce di Cristo, attendendo tempi migliori, così come fecero gli illusi missionari degli anni post-conciliari.

  La verità invece è Cristo.

 La verità è invece il fatto del suo Sacrificio redentore, perpetuato dalla Messa cattolica. Primo compito dei sacerdoti è celebrarla. Primo compito di tutti è vivere di essa, perché la vita, quella vera, continui.

13 commenti:

AICI ha detto...

Da la rassegna stampa di oggi, articoli che possono interessare a noi Cattolici: http://dropcanvas.com/1738b

AICI ha detto...

Condivido tutto del bell'articolo!
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«Nell'ora del Sacrificio, alla voce del sacerdote, si aprono i Cieli… e anche i cori degli angeli partecipano a questo mistero… poiché l'Alto e il basso si congiungono, il Cielo e la terra si uniscono, il visibile e l'Invisibile diventano una cosa sola» (San Gregorio Magno, Dialoghi, IV, 58, 2).

mic ha detto...

Su questo punto non dovremmo mai dimenticare il grande lavoro di Michael Davies sulla Riforma anglicana, che sottolinea il pericolo dei “taciuti” in liturgia: la riforma anglicana di Cranmer, togliendo dalla Messa tutti i riferimenti espliciti al Sacrificio propiziatorio, introdusse vincente, nel giro di una generazione, il Protestantesimo in Inghilterra, portandola definitivamente all'eresia.

La storia, come il cuore e la ragione dovrebbero insegnarci qualcosa...

Che il Signore apra il cuore e le menti di chi non "vuol" vedere, soprattutto tra i pastori che continuano a fare ostruzionismo al Rito Antico.

Anonimo ha detto...

Carissima Mic, a proposito di Davies e la Riforma anglicana, le segnalo il buon lavoro fatto da "Radicati nella fede" proprio su quel testo.

Lo potete trovare qui (file PDF scaricabile):
http://radicatinellafede.blogspot.it/p/la-riforma-liturgica-angicana-pdf.html

Anonimo ha detto...

Sabato 5 luglio, a Napoli in piazza Vittoria, Santa Messa Tridentina alle ore 18:30 nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria .

AICI ha detto...

Hai ragione Mic, il Signore non obbliga i suoi pastori ma speriamo che non ci vogliano secoli per riparare quanto fatto in quarant'anni nefasti

Marco Pedranzini ha detto...

Don Alberto al solito ricorda la base imprescindibile che tutto regge e indica senza stancarsi la strada da seguire, da sacerdote secondo il Cuore di Gesù.

Scrive tra l'altro:
"... Chi avrebbe mai pensato, tra i Padri del Concilio, che la fede cattolica sarebbe quasi scomparsa nel giro di mezzo secolo? Chi avrebbe mai pensato, tra i vescovi del Vaticano II, all'avvento di una società così anti-cattolica e immorale come quella di oggi, dove ogni legge sembra fatta apposta per essere contro il disegno di Dio sull'uomo?

Eppure, ed è innegabile, questo disastro è sotto i nostri occhi.
..."

Chi l'avrebbe mai pensato... ?
Mons. Lefebvre da una parte, e pochi altri con lui che denunciarono e cercarono di arginare quello che stava montando, anche se poi lui fu il solo con Mons De Castro Mayer a dare seguito a quanto diceva, con la sua grande opera;
dall'altra parte invece lo avranno pensato coloro che furono gli artefici di ciò, coloro che vollero che il Reno si riversasse nel Tevere perché ne venissero inquinate le acque.
Non lo avranno pensato invece i "normalisti" di allora che si sforzarono di dare letture di continuità e di normalità a dispetto delle evidenze e dei fatti.

mic ha detto...

Carissima Mic, a proposito di Davies e la Riforma anglicana, le segnalo il buon lavoro fatto da "Radicati nella fede" proprio su quel testo.

Grazie davvero!

Lo prendo come stimolo per iniziare a predisporre non solo una bibliografia, ma anche una biblioteca di testi, anche tra quelli purtroppo non più in circolazione, da mettere a disposizione.
Deo adiuvante!

sergio ha detto...

L'oblio della Presenza Reale è un voluto disegno in cui si inserisce anche la mancata partecipazione del Papa, o vescovo di Roma che dir si voglia,alla processione del Corpus Domini. Aveva incominciato lo scorso anno svilendo l'Ostensione e lasciandola a due chierici sul "furgoncino" con l'ostensorio e tenendosi in diparte, confuso tra la gente. Ha proseguito quest'anno fuggendo da s.Maria Maggiore in macchina chiusa,anonima, abbandonando il popolo e trascurando l'onore e l'Adorazione da prestarsi a Colui di cui dovrebbe essere Vicario. Si sarà detto:"andate avanti voi,che io vi aspetto al Laterano". Se la cosa non fosse gravissima verrebbe di pensare a una scenetta con Totò, il che la rende ancora più grave. Esiste un piano preciso,ne sono convinto, altrimenti non ci sarebbero questi indizi disseminati come non fossero importanti,ma atti a influenzare la sensibilità generale. Mi viene da pensare che a Vienna l'imperatore stesso, Franz Josef, seguiva a piedi la processione del Corpus Domini;un secolo dopo nemmeno il Papa la segue più.

Anonimo ha detto...

Ma non ci eravamo tutti scandalizzati perché il VdR aveva detto che bisogna confessare Cristo crocifisso?!

mic ha detto...

Il vdr ha detto e dice anche tante cose giuste per le quali nessuno di noi si è scandalizzato o si scandalizza.
Ma non bastano a coprire le cose monche quelle ambigue e quelle storte. Sono quelle che non possiamo ignorare, limitandoci peraltro a quelle davvero rimarchevoli.

Rafael B. ha detto...

Il libro di Davies è molto importante, così come gli altri due scritti sul Concilio e sulla Messa Nuova. Li ho tutti e tre in inglese, ma non li ho ancora letti. Prima voglio finire la storia della Chiesa di Daniel-Rops!
Comunque, un noto sacerdote brasiliano, difensore della tradizione ha detto pubblicamente che ha cambiato opinione sulla Messa Nuova dopo aver letto M. Davies (cioè, ha capito che il N.O. può portare facilmente all’eresia e all’apostasia). Il Problema è che il libro è quasi irreperibile oggi, anche in inglese!!! Dobbiamo mobilitare le case editrici cattoliche per tradurlo e pubblicarlo in tutto il mondo il lavoro completo di Davies!!!

Anonimo ha detto...

posso assicurare che il libro di Davies sulla riforma inglese uscirà in Italiano!