lunedì 12 dicembre 2016

Byzanteens e filortodossi: a state of mind. Qualche notarella alle convizioni dei più giovani e ganzi

di (Moreana) - (su RadioSpada)

Ai nostri tempi ci sono molte battaglie, ma poche preghiere’ (un sacerdote prima del Concilio Vaticano II)

Una delle piaghe del cattolicesimo militante, almeno per quanto riguarda le convinzioni soggettive dei singoli aderenti è il filortodossismo. Di cosa si tratta?
Esso è quell’atteggiamento per il quale, sovente in foro interno, si subisce il fascino emanato dalle Chiese Ortodosse (che, in realtà, sono scismatiche, ma si ritengono nella ‘retta opinione’ < ortodossia). La bellezza delle liturgie, dei paramenti, la tenacia con cui gli orientali affrontano l’avanzare del modernismo teologico – pur limitatamente conto tenuto degli occhiolini fatti all’ecumenismo – e degli esiti più beceri dell’era contemporanea produce in alcuni un acuto sentimento di sconfitta e di poca fiducia nei confronti della Chiesa Cattolica. Costoro si lasciano a poco a poco convincere dal fatto che vi sia stata una translatio religionis da Roma a Mosca – anche se, in realtà il mondo scismatico è multipolare e formato da comunità autocefale che, per lo più riconoscono un primato d’onore al patriarcato di Costantinopoli – e che, in conseguenza, di ciò la Chiesa Cattolica sia ormai in rotta verso un lento, ma inesorabile declino (sindrome da cui fu colpita anche la stessa Cristina Campo, profetessa del tradizionalismo…).
A convalida di questa tesi, vi sarebbe una presunta unzione divina che il Cielo avrebbe fatto ricadere sul presidente russo Vladimir Putin, che molto sta facendo – e a giusto titolo – in questo delicatissimo frangente storico. Ulteriore sostegno a queste vaghe teorie sarebbe l’esito imparziale, se non addirittura inesistente, della consacrazione della Russia che la Nostra Regina chiese a Fatima nel 1917, poco prima dell’avvento del bolscevismo: poichè il Suo accorato appello non fu accolto, costoro trovano una buona soluzione nel liquidare rapidamente le malefatte della gerarchia e nell’attribuire una nuova investitura divina alla Cristianità Orientale
La croce proiettata dalla mitra del papòs sul capo del
Presidente russo a testimonianza della sua presunta investitura,
tra le immagini che più hanno ‘eccitato’ l’immaginario byzanteen.
Insomma una sorta di seconda Rivelazione dopo la venuta di Nostro Signore Gesù Cristo duemila anni fa. In fondo – pensano costoro – teologicamente parlando, non c’è tutta quella distanza che ci separa dai protestanti o dagli unitariani (i falsi cristiani pentecostali e americanisti che non credono nella Trinità), hanno tutti e sette i sacramenti validi – si, ma non legittimi! -, sono brave persone – non lo mettiamo in dubbio - hanno belle cerimonie, credono ancora nei veri valori – e ci credo non hanno avuto il Concilio Vaticano II – e poi hanno Putin! Il gagliardo presidente, che dà finalmente un senso alle nostre vite!
A nome del ‘tengo famiglia’ e del ‘lasciatemi in pace’, si dà sfogo alla lussuria e alla pigrizia spirituale: da un lato, infatti, ci si inclina al fascino orientale dei riti (validi, ma non legittimi) peccando di ‘lussuria spirituale’, ovvero cercando nel bello il soddisfacimento della sete di Verità che è propria della creatura umana, dall’altro si pecca di ‘pigrizia spirituale’, a causa dell’arrendevolezza con la quale si proclama la capitolazione della Chiesa Cattolica (ma non c’era una promessa di Nostro Signore a tal riguardo?). Un atteggiamento così gggiovane non può meritare per coloro che lo professano che un unico epiteto: Byzanteens, ovvero gli adolescenti di Bisanzio (l’antica Costantinopoli), coloro che credono di rifarsi una verginità spirituale passando attraverso le forche caudine del rito orientale!

Ma leggiamo un attimo la questione alla luce del Magistero petrino (infallibile), poichè costoro, malgrado tutto, si professano cattolici. Prestino, dunque, benevolmente attenzione a queste notarelle, poichè lo scopo di questo scritto è anzitutto ironico e dissacratorio. Per un solido e serio approfondimento rimando, invece, ai contributi di Carlo Di Pietro e di Gaetano Masciullo qui su Radio Spada [qui - qui]

Partiamo dai fondamentali, attraverso il catechismo di San Pio X, quindi non dalle idee proprie dell’estensore dell’articolo.
  • 6. – Di coloro che sono fuori della Chiesa.
224 D. Chi sotto quelli che non appartengono alla comunione dei santi?
  1. Non appartengono alla comunione dei santi nell’altra vita i dannati ed in questa coloro che si trovano fuori della vera Chiesa.
225 D. Chi sono quelli che si trovano fuori della vera Chiesa?
  1. Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, gli eretici, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.
230 D. Chi sono gli scismatici?
  1. Gli scismatici sono i cristiani che, non negando esplicitamente alcun domma, si separano volontariamente dalla Chiesa di Gesù Cristo, ossia dai legittimi pastori.
234 D. Possiamo noi giovare in qualche modo agli scomunicati?
  1. Noi possiamo giovare in qualche modo agli scomunicati e a tutti gli altri che sono fuori della vera Chiesa, con salutari avvisi, colle orazioni e colle buone opere, supplicando Iddio che per sua misericordia conceda loro la grazia di convertirsi alla fede e di entrare nella comunione dei Santi.
Gli scismatici, come si può ben vedere, non godono della Comunione dei Santi. Il catechismo di San Pio X ribadisce, dunque, il pronunciamento infallibile del Concilio di Firenze del 1439 (Eugenio IV regnante). Bisogna, però, anche sottolineare l’uso dell’avverbio ‘volontariamente’ (‘i cristiani che, non negando esplicitamente alcun domma, si separano volontariamente dalla Chiesa di Gesù Cristo’): la proposizione del Papa nel Suo catechismo condanna oggettivamente lo scisma e chi vi aderisce in piena consapevolezza; mentre in foro interno solo Dio può giudicare dell’anima e delle sue rette intenzioni. Non si intende in quest’articolo condannare i milioni di ortodossi in sede soggettiva, poichè è un giudizio che spetta solo a Dio. Anzi, è dovere dei cattolici pregare sempre affinchè essi tornino in comunione con Roma.

I secoli non annullano la dottrina. I Byzanteens, questa categoria dello spirito umano così amena, invece, sono persuasi che essendo ormai la situazione storica cambiata ed essendo il nemico troppo potente, sia necessario fare retromarcia su queste quisquilie che, tutt’al più, interesserebbero solo Alberto Magno e Anselmo d’Aosta quando non sono impegnati a recitare l’Ufficio Divino. Ma, poi, questo papa – pensa il Byzanteen fra sè e sè “con quello che ci propinano da qualche decennio a questa parte vuoi vedere che veramente abbiamo bisogno di un papa con primato di onore e giurisdizione? Se abbiamo cattivi papi, ciò avviene perchè Dio ci vuole mostrare che essi non servono”. Un’altra caratteristica dei Byzanteens è infatti quella di captare l’antenna dello Spirito Santo, che da duemila anni a questa parte avrebbe deciso solo ora di farsi sentire attraverso il loro insindacabile giudizio.

Tuttavia, non vogliamo estendere ulteriormente la terribile questione della processione dello Spirito Santo che fu tra le cause dello scisma: la Chiesa Cattolica ha già espresso la Sua autorevole posizione.
Più interessante, invece, e poco conosciuta è la posizione teologica che gli Ortodossi sulla Regina degli Angeli. I Byzanteens , soggiogati dal fascino delle meravigliose e superbe iconostàsi orientali e dalle raffigurazioni della Vergine, non ne approfondiscono i criteri teologici. Eppure, che divergenza!
E’ poco noto, infatti, che sebbene gli orientali scismatici credano nella Verginità perpetua di Maria, essi ritengano dottrina eretica la dichiarazione della Sua Immacolata Concezione. Conseguentemente, anche l’Assunzione non è accettabile per il mondo ortodosso: si parla per lo più di ‘dormizione’.

Inoltre, benché essi affermino che Maria è Theotokos (Madre di Dio), ciò non li induce a ritenere che Ella fu Immacolata sin dal Suo concepimento. La Vergine si sarebbe purificata solo al momento dell’Incarnazione, in cui lo Spirito Santo discendendo su di Lei, diede luogo al mistero dell’Uomo.Dio. Ricordiamo, allora, ai Byzanteens, sottolineandolo, che il dogma dell’Immacolata proclamato nel 1854 da papa Pio IX e confermato dal Cielo a Lourdes è dottrina eretica per gli ‘ortodossi’, insieme col dogma dell’infallibilità pontificia proclamato sempre da Pio IX nel 1870. Ma c’è qualcosa che non torna: Pio IX non può essere minimamente tacciato di essere stato un cattivo pontefice; come possono, allora, i Byzanteens che in fondo si dicono cattolici, ma che sono disgustati dal fatto che ‘la Chiesa abbia tradito se stessa’, appoggiare e ritenere più che cristiana un’unione di Chiese scismatiche che ha condannato come eretica la dottrina di un Papa che più cattolico non si può? No, ragazzi – anzi, cari teens- qui c’è da ragionare e da riflettere! Rendiamoci soprattutto conto di un’altra cosa: i teologi scismatici privano Colei a cui tutto noi dobbiamo dei più alti privilegi!
Tra le ulteriori divergenze teologiche tra Chiesa Cattolica e Scisma orientale distinguiamo inoltre:
  1. L’assenza del purgatorio: il giusto dopo la morte si purifica progressivamente secondo delle tappe ‘iniziatiche’, che nulla hanno a che vedere col concetto di ‘pena temporale’ cattolico. In tal merito, è anche interessante notare che il sacramento della confessione per gli scismatici, pur sussistendo, non prevede i concetti di peccato-pena; il sacerdote non ‘assolve’, ma invoca il perdono divino.
  1. L’inferno: esso è inteso in quanto stato dell’anima che respinge Dio. Non è un vero luogo fisico e spirituale, come per la teologia cattolica, ma una condizione dell’anima che a causa dei suoi peccati resiste definitivamente a Dio e, come unico danno, ne subisce l’assenza (che è origine di tormenti)
  1. La poca attenzione alla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo: lo Scisma orientale, da particolare rilievo alla Resurrezione piuttosto che alla Passione. Le sofferenze di Gesù sono viste, come una tappa obbligatoria che Egli ha dovuto subire per riscattare l’Umanità. Si noti bene, infatti, che l’iconografia ortodossa è povera in rappresentazioni della Passione. Evidentemente ai ‘padri orientali’, faceva più comodo sapere che Gesù non avesse sofferto: con un po’ di audacia si potrebbe dire che ciò inficia profondamente la dottrina della umanità di Cristo, la Sua sensibilità al dolore che è superiore a quella di qualsiasi altro uomo….che dire…puzza un po’ di influenza gnostica? Che ne dite cari Byzanteens? A regà così vi perdete tutto il culto del Sacro Cuore, delle devozioni francescane, della Via Crucis, ma vi conviene?
Un’ultima esortazione è rivolta ad una sottocategoria del gruppo Byzanteens, che pratica il più audace modernismo teologico: si tratta di coloro che vedono nelle apparizioni di Fatima e nella piaga bolscevica una purificazione storica dell’Ortodossia orientale, da cui avrebbe avuto origine la translatio religionis di cui sopra. Secondo costoro, quando la Vergine Santa chiese la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, ciò sarebbe accaduto unicamente in vista dell’avvento del bolscevismo (il che ha il Suo fondamento di verità poichè siamo nel 1917). Tuttavia, essi sbagliano nel ritenere che se in tempi più antichi la dinastia imperiale si fosse convertita, non ci sarebbero stati cambiamente decisivi. Uomini di poca fede! Credete voi che Nostro Signore non soffra di una così profonda ferita inferta alla Sua Chiesa?

Non è un caso se Maria chiese la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, poichè questo culto è sotteso dal dogma dell’Immacolata Concezione che è, appunto definito dottrina eretica dai patriarcati scismatici. Il dogma era stato proclamato circa sessant’anni prima i fatti di Fatima e subito rifiutato. Il comunismo, dunque, non era l’unica preoccupazione della Madre di Dio; Ella voleva soprattutto che si professasse la Fede in modo integrale.
A Maria quel che è di Maria!
Il privilegio della Concezione Immacolata
negato dal patriarcato di Mosca e dai suoi aderenti.

Senza volere entrare nei piani divini, si può tuttavia affermare che  se lo zar, ben prima del bolscevismo, si fosse convertito al Cattolicesimo, e con lui l’intera Russia, le cose sarebbero andate quantomeno in modo diverso. Le apparizioni del Sacro Cuore in Francia – la cui richiesta di consacrazione rimase inascoltata- ne sono una prova. D’altronde quando la Vergine chiese la Consacrazione della Russia, volle che questo atto – mai compiuto – fosse emanazione della Chiesa Cattolica Romana. La conversione della Russia sarebbe stata un ritorno al Cattolicesimo. Il che sottintende implicitamente un’ostilità celeste verso la Chiesa scismatica. Si ricordi, inoltre, la lunga sequela di anatemi pronunciati dai patriarcati scismatici nel corso della storia (non ultimo quello del Monte Athos dopo il ritiro della scomunica da parte di Paolo VI….l’asino che dice al cavallo che ha le orecchie lunghe….). Lo scisma, come l’eresia, è un grave scandalo ed un grave peccato, di cui Nostro Signore ha abbondantemente patito nella Sua dolorosa passione. Che poi il Signore abbia voluto umiliare l’occidente apostata, che tanto ha disprezzato la sede petrina, attribuendo alla Russia scismatica un ruolo fondamentale in questi grandi tempi, non sta a noi giudicarlo. Già durante la campagna di Russia, Dio aveva permesso che questa nazione ponesse un freno all’avanzare della Rivoluzione, il che è segno di un continuo incitamento alla conversione di questa immensa nazione.

Tuttavia, Putin resta pur sempre il capo di uno stato multiconfessionale – ma non laicista in senso radicale – il cui interesse è, anzitutto, la coesione nazionale. Si dimentica, spesso, infatti che il territorio russo ospita una molteplicità di etnie e religioni che rivendicano in egual misura la loro appartenenza alla Russia. Nulla a che vedere con le fantasmagorie di alcuni Byzanteens che vedono in lui il nuovo Goffredo di Buglione.

Come Assad, Vladimir Putin è a capo di uno stato
multiconfessionale e laico, che ha a cuore, anzitutto,
l’unità e la pacifica convivenza della nazione.

In conclusione di questo scritto, aggiungiamo inoltre che quando Nostro Signore era in croce, nessuno crebbe alla Sua vittoria sul peccato e sulla morte se non la Sua Santa Madre, che nel sangue e nell’acqua del costato vide nascere l’unica Chiesa e i sacramenti di cui Essa è depositaria. Un byzanteen  è dunque un disfattista ed uno scoraggiato. Egli, in fondo non crede nella potenza della prechiera. Vuole tutto e subito e se ne va coi papòs. É talmente indolente dal punto di vista spirituale, che invece di recitarsi un rosario (arma con la quale si risolvono tutti, ma proprio tutti i problemi come disse la Madonna a Fatima) si mette a rimurginare sulla presunta eccellenza di Mosca e Costantinopoli. Costui dimentica che non già dalle grandi gesta e dalle battaglie – seppur giuste, vittoriose e condotte con premuroso zelo – verrà il trionfo sul male, ma dall’adesione sincera da parte di ciascuno di noi della Verità rivelata da Gesù e custodita nell’alveo Chiesa.

O tu posseduto dalla smania adolescenziale bizantina, ridestati! Se hai letto queste parole e le hai meditate sarai più consapevole delle tue posizioni intellettuali e del tuo destino eterno!

27 commenti:

Anonimo ha detto...

Prescindendo ora dai particolari, in generale son d’accordo: quest’infatuazione di tanti per gli orientali scismatici è preoccupante. A motivo d’un certo tendenziale ritualismo, si dimenticano (da parte nostra, non da parte loro!) i molti e gravi errori. Proprio nelle battaglie decisive che si stan combattendo ora, sull’ “Amoris laetitia” ecc., i cosiddetti ortodossi stan generalmente dall’altra parte: per esempio, ammettono in certi casi il divorzio. Preghiamo per la loro, e per la nostra!, conversione.

Maso

Anonimo ha detto...

Lunga vita al Presidente Vladimir Putin : che il Signore lo benedica e la Madonna, Regina delle Vittorie, lo protegga e gli conceda la vittoria sulla massoneria internazionale, laica e religiosa. Amen !

Anonimo ha detto...

OT. http://www.maurizioblondet.it/trump-aiutato-putin-fake-news-lotta-senza-esclusione-colpi-usa/

[El Papa] In un’intervista al settimanale cattolico belga Tertio, ha bollato come un peccato diffondere notizie di scandali, e che i media che si concentrano su scandali e ‘fake news’ per diffamare politici sono come i malati (psichici) di ‘coprofagia’ (quelli che si eccitano sessualmente mangiando escrementi); e siccome il pubblico ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si fa’ un gran danno”.

Eh ! Tutti malati di coprofagia… Questo Bergoglio…

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Ho proposto la ripubblicazione di questo articolo di Giovanna Marta Bencivenga (originariamente pubblicato su RadioSpada) perché negli ultimi mesi mi sono imbattuto in numerosi byzanteens infoiati:

- rettore e vicerettore (totalmente modernisti e nemici giurati non solo della liturgia tridentina ma di qualsiasi cosa si possa etichettare come "preconciliare") di un seminario diocesano, che in pochi anni hanno traviato gran parte dei loro seminaristi infilando paroloni che terminano in -otokòs, -ghiòs, -tòs in ogni discorso, e i seminaristi naturalmente fanno larga eco di quella moda (disprezzano il saturno, l'incenso, ecc., ma se a usare strani copricapi e nuvole d'incenso sono i "fratelli delle Chiese ortodosse" allora vengon giù lodi sperticate a profusione);

- diversi fedelissimi della Messa tridentina che all'uscita della Messa non trovano di meglio che parlare di quanto siano "sentite" e "complesse" e "ricche" ecc., le liturgie ortodosse, "che varrebbe la pena di andare ad assistere", ecc. (dunque è gente che partecipa alla liturgia tridentina solo per un fattore estetico, solo perché non è brutta come la Novus Ordo: ma non appena avessero la comodità di andare a qualche liturgia ancora più "strana" e celebrata in una lingua incomprensibile, accorrerebbero a tutta birra - "dopotutto il Signore parlava aramaico", eh, già, come i cavoli a merenda...);

- qualche emerito ciellino che si dichiarava, in mia presenza, cultore della bellezza della liturgia "in particolare quella degli ortodossi perché è addirittura più bella e ricca di quella tradizionale in latino", e via blaterando di fischi scambiati con fiaschi.

Nessuno dei suddetti soggetti sapeva che le "chiese ortodosse" non sono ortodosse nel senso più stretto visto che hanno differenze dottrinali tra loro anche importanti.

Ora, tutto il possibile rispetto per le chiese ortodosse, non ci può impedire di notare che la bisanzio-mania di questi novelli byzanteens è una moda del piano estetico (che attecchisce sia tra modernisti sia tra presunti tradizionalisti), oltre che una risposta sbagliata ad un problema vero (giganti come padre Pio, padre Kolbe, ecc., per quanto avessero a cuore la liturgia, non furono mai infatuati delle liturgie ortodosse, né mai chiesero di dare più spazio al rito greco-cattolico, ecc.).

Catholicus ha detto...

Viva Nuestra Senora de Guadalupe, Reina de los victorias : buona festività cari amici latino americani, o comunque devoti ala Madonna di Guadalupe. Ricordo anche un'altra importante ricorrenza mariana sudamericna : Nuestra Senora de la Concéption, di Aparecida in Brasile, che si festeggia il 12 ottobre, lo stesso giorno in cui si festeggia anche la Nuestra Senora del Pilar, a Saragozza, in Spagna.

Lorenzo Caperchione ha detto...

Tutto vero. Però non dimentichiamoci che in alcuni paesi (penso agli Stati Uniti) la liturgia bizantina è stata l'àncora di salvezza di molti cattolici negli anni ante-SP. Per inciso, è un rito perfettamente valido e legittimo, al pari della Messa romana o di quella ambrosiana. Che poi ci sia qualcuno che lo strumentalizza per estetismo, magari disprezzando al contempo la nostra tradizione, può essere vero... ma non cadiamo anche noi in un atteggiamento che è l'altra faccia della stessa medaglia.

Anonimo ha detto...

Splendido di vero! Molto fine e intelligente analisi! Vivo in Romania e confermo tutto e posso aggiungere...
don +germoglio dell'Cuore Imm.

@Lorenzo C. ha detto...


Blogger Lorenzo Caperchione ha detto...
Tutto vero. Però non dimentichiamoci che in alcuni paesi (penso agli Stati Uniti) la liturgia bizantina è stata l'àncora di salvezza di molti cattolici negli anni ante-SP. Per inciso, è un rito perfettamente valido e legittimo, al pari della Messa romana o di quella ambrosiana. Che poi ci sia qualcuno che lo strumentalizza per estetismo, magari disprezzando al contempo la nostra tradizione, può essere vero... ma non cadiamo anche noi in un atteggiamento che è l'altra faccia della stessa medaglia.
GIUSTISSIMO.
Non confondiamo la Romanità con il latino-centrismo. Nei secoli molti tentativi di latinizzare altri riti approvati, hanno condotto ad esiti infausti. Tutti i riti approvati hanno pari dignità e sono meritevoli di uguale rispetto. LA FSSPX ha un ramo di rito bizantino (la FS San Giosaphat), mentre esiste la Fraternità della Trasfigurazione che ha il carisma del multi-ritualismo.

Angelo ha detto...

Che il rito di S. Giovanni Crisostomo sia bellissimo è fuori discussione. Partecipo spesso alla S.Messa degli uniati e non vedo perché creare conflitti con quello tridentino (che personalmente preferisco).
Poi d'accordissimo che non dobbiamo infilarci nel tunnel ortodosso in quanto ci sono differenze teologiche sostanziali che possono farci deviare dalla Verità e al medesimo tempo non vedere il rito in sé come un evento puramente estetico in cui finisce per abbondare il peccato di gola spirituale.

J ha detto...

Sulla teologia ortodossa sei piuttosto di grana grossa.

La tua discussione sulla questione dell'Immacolata Concezione è vera, e poni una questione teologica reale; quella sull'inferno, invece, è lana caprina... sinceramente non capisco quella gran differenza tra cattolici e ortodossi che tu affermi.

Di contro sulla questione della Passione... poni un problema reale, ma che è più articolato di quanto fai credere:
da un lato è vero che nell'ortodossia, ma in tutto il cristianesimo orientale, anche cattolico, non si rimarca molto la questione della Passione; infatti le raffigurazioni del Crocefisso in genere sono da Christus Triumphans, non il nostro Christus Patiens.

Questa tuttavia è una questione di sottolineature: l'anima cristiana latina, per tutta una serie di questioni, è intrisa di "realismo", per cui la questione dell'Incarnazione, del sangue, non solo è centrale, ma è particolarmente sottolineata.

Vedi ciò anche in altre manifestazioni del cattolicesimo intrise di relismo: la venerazione dei corpi dei santi esposti, le processioni con rappresentazioni della Passione, i flagellanti e, in primissimis, il presepio: tutte cose che gli ortodossi vedono con sospetto.

Pensa che per gli ortodossi la nostra rappresentazione della Natività con San Giuseppe accando al Bambino è sospetta, per non dire eretica: in tutt l'oriente cristiano la Natività è rappresentata con San Giuseppe rigorosamente in disparte e lontano da Madonna e Gesù.
Questo è un oggettivo limite, vero, ma è anche questione di sottolineature.

Noi, di contro, abbiamo un approccio molto meno "mistico", molto meno contemplativo: abbiamo la foga di voler "spiegare" Dio, di voler "capire" i disegni della Salvezza, di voler sempre e comunque in qualche modo "istruire", "educare", anche durante la Liturgia (perfino antica). Gli ortodossi invece sono totalmente focalizzati già sul Paradiso, quindi già su Cristo trionfante...

E' una diversa sottolineatura... che portata all'estremo può portare a perdersi un pezzo... di contro però noi abbiamo perso (quasi) del tutto l'aspetto mistico, trionfale, regale di Cristo

Anonimo ha detto...


@ "Ortodossia" e cristianita' orientale.

Se Costantino imperatore, nell'anno 303, non avesse fondato Costantinopoli, spostando ad Oriente (la parte piu' ricca) il centro di gravita' dell'impero e facendo iniziare la decadenza di Roma (dal punto di vista politico e militare), non ci sarebbe stata alcuna cristianita' "ortodossa". Certo, l'impero era troppo grande, bisognava scegliere. E difatti la parte orientale resistette al crollo che avvenne in Occidente, nel V secolo, riuscendo a respingere Germani e Persiani. Cedette poi in parte agli Arabi, perdendo tutta l'Africa del Nord e il Medio Oriente ma impedi' loro di passare nei Balcani e riconquisto' successivamente l'Anatolia (prima del posteriore tracollo subito dai Turchi).
Ma non bisogna mai dimenticare il peso che il fattore politico ha avuto, in modo piu' pesante che in Occidente, nelle vicende della "Ortodossia", intesa come sinonimo di cristianesimo orientale scisso da Roma e ad essa ostile. Pensiamo al ruolo negativo svolto da un pur grande imperatore, per altri aspetti, Leone l'Isaurico, nello scatenare la lotta contro le immagini, un'eresia gravissima, che fece danni immensi. E quando, secoli dopo, era stato trovato l'accordo dottrinale per por fine allo scisma, tra i capi dell'Ortodossia e il Papa, furono i reggitori politici a far fallire l'accordo, a Mosca e a Costantinopoli.

Al misticismo dei Bizantini, con la sua enfasi sulla Resurrezione, preferisco il realismo c.d. latino, che non dimentica esser la Resurrezione il premio per la Passione di NS (vedi la teologia della Croce sviluppata nella Lettera agli Ebrei). Nostro Signore ha promesso la Resurrezione ossia la vita eterna a chi lo avrebbe seguito fedelmente, prendendo pero' su di se' la sua croce, come aveva fatto lui ("Chi non prende la sua croce come me, non e' degno di me"). E chi vuol ammettere il divorzio nel matrimonio, contro l'insegnamento espresso di Cristo, e' disposto a prenderla, questa croce? Certo, se il matrimonio magari lo si oncepisce come il Tolstoi del celebre racconto : "La sonata a Kreuzer"... Ma il grande scrittore era un cristiano molto a modo suo, dal punto di vista della retta dottrina...
Nel misticismo bizantino non c'e' poi anche una componente visionaria e forse torbida, derivante dalla negazione del "Filioque", come se lo Spirito Santo non venisse a noi sempre attraverso la mediazione di Nostro Signore?
Della cristianita' orientale dobbiamo mantenere e studiare soprattutto il lascito dei grandi teologi dei primi secoli, ben anteriori ai successivi scismi, e di filosofi come Dionigi Areopagita (pseduo-Dionigi), molto apprezzato da san Tommaso, come sappiamo. PP

Cesare Baronio ha detto...

Refuso: "nessuno crebbe alla Sua vittoria" > "nessuno credette alla Sua vittoria".

Anonimo ha detto...

Giovanna Marta Bencivenga è cofirmataria di un documento contro il CVII ("È giunta l’ora di rompere gli indugi! È giunta l’ora di riconoscere l’albero dai suoi frutti! È giunta l’ora di dire dove sta il problema: nel Concilio Vaticano II").
Ecco la sua (loro) opinione su B XVI : " Ancor più con Benedetto XVI il “cattolico conservatore” ha creduto di aver avuto partita vinta, mentre gli esili e modernistici sofismi del dotto bavarese, come in una falsa restaurazione, quasi invocavano nuove tappe del percorso rivoluzionario".
Ce n'è anche per GPII : "la vergogna dell’ecumenismo e di un’ecclesiologia sgangherata e fracassona disseminavano di scandali il Corpo Mistico".
(Lettera ai ‘conservatori’ perplessi 25/10/2015)
E' la posizione di questo forum?

Esistenzialmente Periferico ha detto...

A dar retta all'anonimo delle 20:51, così tanto desideroso di mettersi in mostra ma riuscito a farlo in uno dei modi meno intelligenti possibili, i blog e i forum dovrebbero contenere esclusivamente brani del Vangelo.

Mi sia consentito dunque, dall'alto della sua gentilezza, di ricordare una noiosa ovvietà - e cioè che il proporre la lettura di un articolo non significa automaticamente sposare tutte le tesi della sua autrice, passate, presenti e future.

Nietta ha detto...

Se io do' l'8 per mille alla chiesa ortodossa, pur facendo offerte nella mia chiesa parrocchiale e sostenendo iniziative di realtà cattoliche con il 5 per mille e con altre offerte periodiche, dovrei ritenermi scismatica?
Che ne pensate?

Sacerdos quidam ha detto...

1) Ottimo articolo, condito di una garbata ironia che spero faccia riflettere i 'byzanteens'...

Una nota ad alcuni dei commenti: non esiste una 'Liturgia ortodossa' propria di chi è nello scisma e nell'eresia.
Si tratta infatti della Liturgia cattolica bizantina, o - in altri casi - della Liturgia cattolica Copta, Caldea, ecc., tutte preesistenti ai successivi scismi ed eresie, e che gli odierni scismatici celebrano illegittimamente.
Queste Divine Liturgie vengono invece celebrate lecitamente da coloro che sono tornati, secoli fa, all'unione con la Santa Sede, e che gli scismatici chiamano con disprezzo "uniati".

2) All'anonimo inquisitore delle 20.51
Si dà il caso che io sia in perfetto accordo, sulle questioni da Lei accennate, con Marta Bencivenga. Non so se sia anche la posizione di questo forum, ma è senz'altro la mia, ed è perfettamente cattolica.
Cosa vorrebbe dedurne?

marius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marius ha detto...

"E' la posizione di questo forum?"

Questa è una domanda a cui potrà rispondere Mic (la "padrona di casa") quando (speriamo presto) tornerà in salute.

marius ha detto...

"Se io do' l'8 per mille alla chiesa ortodossa, (...) dovrei ritenermi scismatica?
Che ne pensate?"

Mah, la fede non è certamente solo una questione di soldi, tuttavia il Suo obolo potrebbe lasciare intendere che Lei abbia optato, a livello di fede, per una confessione scismatica ed eretica (come già è stato ampiamente spiegato sopra), per cui se 1+1=2 tragga Lei le logiche conclusioni.
Per carità, ognuno è libero di far quello che vuole, ma la posta in gioco è la più alta: la salvezza della propria anima e il regno sociale di NSGC sulla terra

Nietta ha detto...

La posta in gioco è il mio essere anche cittadina italiana che non condivide il sostegno all'invasione della propria nazione: per questo ritengo di sostenere la chiesa cattolica solo nel servizio religioso e di dar soldi ad iniziative cattoliche che condivido.

Mauro Zappi ha detto...

Sono cattolicissimo...o almeno mi ritengo tale...soprattuto a partire dal monachesimo...certo con tutte le mie imperfezioni e peccati e deficienze...e a seconda dal punto di vista della classifica, flirto con degli aspetti scismatici, talvolta apostata e perfino eretici...però anche così essendo mi definisco piuttosto "apocrifo"...però secondo la storia delle religioni e soprattutto del cristianesimo, così come tanti studiosi attuali( tra cui Il grande intellettuale e teologo,il Cardinale Thomas Spidlik) e del passato..., nel campo della teologia e della filosofia religiosa, affrontano queste differenze dottrinarie che ci sono... e che ci dovrebbero essere, poichè lo sviluppo della credenza è costante, cioè lo sviluppo della comprensione dei "santi misteri" è inesorabile...un po' come San Giovanni Paolo II, forse in uno dei suoi massimi insegnamenti: la Chiesa ha due polmoni: “Non si può respirare come cristiani, direi di più, come cattolici, con un solo polmone; bisogna aver due polmoni, cioè quello orientale e quello occidentale”, sosteneva Giovanni Paolo II, citando Vjaceslav Ivanov, poeta, filosofo e filologo russo.", insomma...questa problematica ci richiede uno sguardo molto più complessivo e comprensivo...ciononostante che c'è molto "filortodossimo", malcompreso, mimetico, superficiale, presso tantissime realtà romano-cattoliche al presente, questo non c'è alcun dubbio...ma dovuto a tante altre deviazioni(cattoliche!)...

Anonimo ha detto...

Al cd. "Esistenz. Per."

Lei è abile a smarcarsi come un attaccante di razza. Tuttavia, quando si propone un autore o un articolo senza sposare tutte le sue tesi, occorre specificare preliminarmente almeno grosso modo quali tesi si sposano e quali no, a maggior ragione nella presente temperie eretica; altrimenti gli sprovveduti in dottrina e morale (e oggi sono tanti) come possono discernere cosa è corretto e cosa no? Capisco che la sua occupazione principale è il mero sarcasmo, ma le ricordo che un "blogger" sedicente cattolico avrebbe la responsabilità morale degli insegnamenti che propone in pubblico, davanti a Dio.

P.S.: non sono l'anonimo delle 20:51.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Quel termine "smarcarsi" presume una mia malizia, che l'anonimo non ha il buon gusto di dimostrare.

La richiesta di "specificare preliminarmente quali tesi si sposano e quali no" fa parte di quella fissazione dello Spaccare il Pelo in Quattro. Purtroppo per il caro anonimo, questo blog non è una collezione di teoremi di analisi matematica.

Dimostri lui, piuttosto, quali sarebbero le presunte "tesi non sposabili" dell'articolo: in qualità di accusatore ha l'onere della prova. E dato che è citata la fonte, provveda personalmente a contattare l'autrice per fare le sue anonime rimostranze.

Il sottoscritto si sorprende ogni volta che qualche emerito anonimo passa sui blog credendo di avere il sacro dovere di adeguarne la linea editoriale alle proprie opinioni.

Passato inosservato?!? ha detto...

GIUSTISSIMO.
Non confondiamo la Romanità con il latino-centrismo. Nei secoli molti tentativi di latinizzare altri riti approvati, hanno condotto ad esiti infausti. Tutti i riti approvati hanno pari dignità e sono meritevoli di uguale rispetto. LA FSSPX ha un ramo di rito bizantino (la FS San Giosaphat), mentre esiste la Fraternità della Trasfigurazione che ha il carisma del multi-ritualismo.

12 dicembre 2016 12:45

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Non sei passato inosservato: sei piuttosto passato ignorato.

Ci dispiace per il tuo amor proprio, ma puoi verificare tu stesso che qui nessuno ha fatto il tifoso del "latino-centrismo", fermo restando che il latino è la lingua sacra da almeno diciassette secoli, e scusate se è poco, ed ha acceso i cuori dei santi di tutto il mondo (fra cui Tommaso d'Aquino e padre Pio) tranne dei discendenti spirituali di Fozio, e scusate se è ancora poco.

Suona particolarmente comico il "carisma del multi-ritualismo". Adoperare il termine "carisma" per parlare di un'attività volontaria è tipico dei topi da sagrestia vaticansecondista.

Lo slogan secondo cui tutti i riti hanno "pari dignità" è il solito vuoto parolame da sinodo diocesano, che naturalmente soffre della stessa mania dei byzanteens perché basta tirare in ballo il rito tradizionale romano per vedere quanto sia falso lo slogan. Piccolo esempio: nel santuario di Pompei si celebrano regolarmente il Novus Ordo, il rito Siro-Malabarese, la liturgia in lingua ucraina, ma guai a chiedere di celebrare in rito romano tradizionale. Se ti va bene, ti sbattono in una fredda (non solo in senso termodinamico) saletta attigua ai corridoi, più brutta di un vecchio garage abbandonato.

L'articolo della Bencivenga fa giustamente le pulci a quei soggetti che di quando in quando vogliono qualcosa di esotico, ed è questo il motivo principale per cui valeva la pena riproporne la lettura.

E torna a onore dell'autrice il fatto che le uniche critiche siano state il solito ragliare di chi per pigrizia o per pregiudizio ha evitato di leggere il suo articolo.

Anonimo ha detto...

Suona particolarmente comico il "carisma del multi-ritualismo". Adoperare il termine "carisma" per parlare di un'attività volontaria è tipico dei topi da sagrestia vaticansecondista.
la Fraternità della Trasfigurazione è una congregazione amica della FSSPX e ne condivide la visione della situazione della Chiesa di oggi. I suoi seminaristi studiano nei seminari della FSSPX . Solo che celebrano TANTO usando il rito bizantino QUANTO quello di San Pio V.
La Fraternità San Giosaphat è sic et simpliciter il ramo di rito bizantino della FSSPX. Per il resto si tratta di materia libera.

anonimo delle 19.53 ha detto...

COMUNQUE l'articolo della dottoressa Bencivenga, non solo lo lessi a suo tempo, per intero, ma debbo dire che concordo al 99% con le tesi che esprime. Idem per ciò che riguarda il giudizio sul Vaticano II, su Ratzinger, etc.
Ciò da cui voglio mettere in guardia è il rischio della mancanza di equilibrio. Non perché modernisti o "byzanteens" dicono "A", noi ci dobbiamo automaticamente sentire in dovere di dire necessariamente "B".
Infine un particolare: La Fraternità della Trasfigurazione è una congregazione amica della FSSPX e ne condivide la visione della situazione della Chiesa di oggi. I suoi seminaristi studiano nei seminari della FSSPX . Solo che celebrano TANTO usando il rito bizantino QUANTO quello di San Pio V. Circa il breviario, poi, da ciò che mi risulta, lo recitano usando la versione di San Pio X, n on quelle successive.