sabato 3 dicembre 2016

Negri: cattolici proni al pensiero unico dominante

Gli accenni a generiche esortazioni papali non mettono in luce il fatto che il problema risiede anche nei vertici. E la sfiducia nei confronti della destra alimenta la resa piuttosto che il tentativo, ineludibile, di cambiamento vero e non proclamato della situazione in cui siamo.

«Dal punto di vista educativo credo sia il momento più grave nella storia della Chiesa italiana da cento anni a questa parte. E mi colpisce negativamente l’insensibilità del mondo cattolico che accetta di essere ridotto nello spazio dell’assistenzialismo riservatogli dal pensiero unico dominante». 
Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, ha appena compiuto i 75 anni e, come da codice di diritto canonico, ha inviato la sua lettera di dimissioni. Ma non per questo rinuncia a comunicare la sua preoccupazione educativa che lo ha contraddistinto in tutti gli anni di sacerdozio e di ministero episcopale. E sono la cronaca e la realtà politica a stimolare questa riflessione. Nei giorni scorsi infatti è stata rilanciata la notizia della penetrazione delle sette sataniche nel mondo giovanile: ben 240mila adolescenti sono entrati in contatto con il mondo del satanismo, un dato allarmante, neanche nuovo, e che pure non sembra minimamente scuotere il mondo cattolico. «È un dato che mi è ben noto – dice monsignor Negri – perché già alcuni anni fa come Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna abbiamo pubblicato un libro su nuova religiosità e sette, che metteva in risalto la dimensione preoccupante del fenomeno».

Ma la vostra non era soltanto una indagine conoscitiva…
Infatti abbiamo messo a nudo la sostanziale debolezza del mondo cattolico e della pastorale giovanile ad accompagnare questi giovani nel confronto con quella che è una vera colonizzazione, per dirla con papa Francesco.

Sono anni che circolano questi dati allarmanti sulla penetrazione del satanismo tra i giovani, ma anche la notizia rilanciata nei giorni scorsi ha registrato un’assenza di reazioni. Si direbbe che quella debolezza è rimasta tale.
La notizia è passata ancora una volta come se non avesse alcun rilievo, come se il mondo cattolico accettasse o comunque non si misurasse con una esperienza così terribile. La realtà è che quella del satanismo è una di quelle situazioni in cui i nostri giovani si imbattono e vengono lasciati soli.

Sembra che ormai la Chiesa viva un disagio sulle grandi questioni della vita culturale e sociale del nostro Paese. Prevale il silenzio, il non intervento. Come in occasione del referendum sulla riforma costituzionale per cui si andrà alle urne domenica prossima.
È vero, c’è stata forse un po’ di informazione ma c’è stato il silenzio totale su alcune preoccupazioni che la Chiesa e il mondo cattolico non possono non avere in un passaggio nodale come questo che può significare molto in senso negativo per lo sviluppo della nostra vita sociale. Certo che è una scelta non facile perché si devono considerare tutti i fattori che sono in gioco e farli emergere con chiarezza nel dialogo con il nostro popolo. Però è indubbio che siamo di fronte alla eventualità non remota che si creino della condizioni di una vera e propria dittatura, la dittatura del pensiero unico dominante.

Molti ritengono che in fondo questo sia l’obiettivo del premier Renzi.
A mio modo di vedere il pericolo più grave non è neanche quello di una dittatura di ispirazione catto-comunista per quanto il catto-comunismo nelle vicende politiche sulla famiglia e sulla vita ha dato una terribile prova di sé in questi anni. Per capire la gravità del momento bisogna anche rendersi conto che oggi l’alternativa a questo sono i grillini, che sono ancora peggiori.

Non sembra che lei abbia molta fiducia in una rinascita dei cosiddetti moderati
La realtà ci dice che non esiste più una alternativa moderata, sembra una stagione inesorabilmente finita. Il rilancio ogni tanto di personaggi come Berlusconi, o i suoi compagni o colleghi o discepoli risulta veramente inconsistente. Nessuno di questi uomini ha la stoffa dello statista ma soprattutto sembra che manchi un discorso reale, che non può essere l’attenuazione del consumismo borghese e laicista. Dovrebbe essere invece un discorso alternativo sul piano della Dottrina sociale della Chiesa. Non ritengo che ciò che rimane del centrodestra sia in grado di un autentico rilancio della dottrina sociale della Chiesa.

Lei parla di Dottrina sociale, ma non sembra che neanche nella Chiesa questa goda di buona salute.
Eppure tocca alla comunità ecclesiale in tutti i suoi livelli e in tutte le sue articolazioni il recupero di una formazione del laicato, di un laicato che in alcune punte espressive non potrà sottrarsi alla responsabilità di entrare nel vivo del problema del bene comune dando il suo contributo originale e significativo. Bisogna formare una nuova classe politica ma non come un problema a sé, ma come termine ultimo di un cammino di educazione del popolo cristiano alla sua identità, al suo ethos, alle sue possibilità di scelte sociali, culturali e politiche. Il magistero della Chiesa negli ultimi decenni, compreso il magistero di papa Francesco, ha sottolineato più volte questa responsabilità educativa. Una Chiesa che non educa è una Chiesa che sostanzialmente accetta l’inesistenza o comunque l’inincidenza a livello culturale, sociale e politico.

Non sembra però che questa responsabilità educativa originale sia molto percepita, neanche dal mondo cattolico impegnato nel sociale, che sembra anzi appiattito sulla mentalità comune.
Io credo che ci troviamo in una situazione gravissima, il momento più grave nella storia della Chiesa italiana da cento anni a questa parte. Quel che mi colpisce negativamente è che sembra che la maggior parte del mondo cattolico sia insensibile e accetti invece di schierarsi nello spazio che viene concesso da questo pensiero unico dominante, da questo governo unico dominante che ci restringe negli spazi dell’assistenzialismo cattolico. Anche il mondo anti-cattolico vede bene che qualcuno sollevi la struttura delle istituzioni da questi impegni cui non riesce a fare fronte anche solo per difficoltà economiche. Ma l’assistenzialismo finisce per essere una connivenza con il pensiero unico dominante, che certamente non è cattolico e non è neanche aperto al dialogo serio con il cattolicesimo.

28 commenti:

irina ha detto...

Apostati si diventa, Game over?

mic ha detto...

Gli accenni a generiche esortazioni papali non mettono in luce il fatto che il problema risiede anche nei vertici.
E la sfiducia nei confronti drlla destra alimenta la resa piuttosto che il tentativo, ineludibile, di cambiamento vero e non proclamato della situazione in cui siamo.

Anonimo ha detto...

Anni di socio-psico-antropo-logia hanno portato i nostri pastori a concentrare l'attenzione del gregge su campi e aspetti facilmente infestabili dai mezzi del nemico (stampa, tv, cinema e teatro saldamente asserviti alla kultura del mondo), inquinando l'humus ecclesiale e indebolendo gli anticorpi fino ad adulterare lo specifico e l'identità genuina di una tradizione e una cultura.

Verrebbe da dire che c'è da stupirsi che ce ne si stupisca: ogni scuola di formazione diocesana, ogni seminario, ogni formazione parrocchiale ai catechisti, ogni dicastero vaticano, ha promosso giornate, corsi, master intrisi dei metodi e delle idee tipiche di una kultura non cristiana.

Così oggi chi prega spesso si accontenta di farlo sporadicamente, incapace di farne ciò che tiene insieme la vita. I sacramenti sono diventati terreno di scontro per gli ideologi della pastorale, facendo di ogni condizione di accesso al sacramento un torto ai diritti dell'uomo.
L'adorazione a Dio è messa in antagonismo alla cura per l'uomo, mentre il culto all'uomo ha finito per invadere quei pochi spazi residuali di vero culto a Dio: le Sante Messe si sono secolarizzate al punto da essere al massimo ben "curate", ma scarseggianti di sacralità, essendo intrise di mondanità, bla bla autocelebrativi, retorica dell'accoglienza e del nostro buon fare.

Un'ecclesialità secolarizzata, dissacrata, mondanizzata persino quando celebra liturgicamente, inquinata scientificamente nella propria catechesi ha smarrito il katechon anche quando opera la carità, divenuta essenzialmente filantropia, in una fratellanza universale per la quale Cristo, il Verbo incarnato, è una scusa che serve o un intoppo che ostacola.

Qualcuno si accorge, tacitato, che ci sono chiari segnali di contatto con il satanismo... Allarme? Contromisure? Ascesi e penitenza? Rinunce? Sante Messe di riparazione? Esorcismi?
Macchè: il diavolo non esiste... l'inferno non c'è e se c'è è vuoto... Siamo nel 2000...

E non lo dicono all'Arci, nella sede del Rotary o in qualche circolo e salotto buono della kultura (dove forse al diavolo qualcuno ci crede), bensì sulle cattedre dove siedono i pastori.
Se qualcuno nel gregge gridasse "al lupo" questi direbbero di non essere "profeti di sventura".
Anzi, in nome del francescanesimo rivisitato di questi anni, inveirebbero contro la crudeltà verso quest'animale, che -come ogni cosa in natura- è buono (il peccato originale NON esiste!).

La Mamma, che la testa del serpente l'ha schiacciata, regge ancora... A Bose c'è chi l'ha definita inadeguata come modello femminile. Oggi il modello di donna è forse la Bonino?




Anonimo ha detto...

Più che essere proni la completa omologazione e completo asservimento al Pensiero Unico e al Potere Globale sono proprio la linea ufficiale della (ex) Chiesa Cattolica: non c'è un singolo tema chiave su cui ci sia una reale ed evidente differenziazione al netto del solito mascheramento fatto di rivoltanti " nì ", silenzi tattici e bla bla bla a profusione. In Italia la Chiesa Cattolica si identifica con la linea renziana del PD, all'estero è ONUsiana e in perfetta in sintonia con i progressisti Obama, Clinton (che era la candidata del Vaticano), Hollande e con gli europeisti più plumbei e ferrei. Non si fanno mancare un Pensiero Unico che sia uno.
E quel che è peggio a fronte di tutto questo conformismo ligio al Potere che conta la Chiesa ridotta unicamente a una ricca, ultra materialista e potente ONLUS selettivamente assistenziale (immigrati) ha soppresso qualsiasi riferimento al Soprannaturale, all'Oltre.
A dirla tutta un bello schifo da cui stare ben a distanza.
Miles

Catholicus ha detto...

Complimenti, Miles, condivido totalmente le sue limpide osservazioni, come pure quelle dell'Anonimo 9:19; anch'io vado ripetendo di stare alla larga, con la ente e con il cuore, da questa gerarchia ex cattolica, di ignorarli, non leggerli né ascoltarli, unica condizione, questa, per non rischiare di finire all'inferno. Per quanto riguarda i semplici sacerdoti, poi, forse si riesce a trovarne qualcuno che segua ancora l'evangelico "si si, no no" (magari in foro interno, o di nascosto), ma è una ricerca molto difficile.

marius ha detto...

Il magistero della Chiesa negli ultimi decenni, compreso il magistero di papa Francesco, ha sottolineato più volte questa responsabilità educativa. Una Chiesa che non educa è una Chiesa che sostanzialmente accetta l’inesistenza o comunque l’inincidenza a livello culturale, sociale e politico.

La Chiesa degli ultimi decenni ha sottolineato la sua responsabilità educativa?
A me risulta che, per esplicito programma conciliare, la Chiesa abbia abdicato al suo ruolo educativo di magistra.
Se mons. Negri deplora che ora la Chiesa non educhi più, dovrebbe ricercarne lì le cause.

È pur vero che la Chiesa ha prodotto documenti magisteriali che nella loro lettera e per loro natura non si può negare che abbiano una funzione ed un intento educativi, che però sono stati vanificati già sul nascere dallo spirito, dall'atteggiamento remissivo, cedevole, cosiddetto dialogante, verso gli educandi.

Di più:
Mons. Negri inserisce Papa Francesco (la solita captatio benevolentiae?) in questo contesto di asserita volontà educativa.
Ebbene, il Papa regnante, col suo programma-chisonoiopergiudicare è proprio l'esempio più azzeccato per illustrare l'incongruenza tipicamente conciliare sessantottina del cosiddetto laisser faire.

Come fa a non vedere?
Come fa un esperto in educazione a non accorgersi che il contenuto del messaggio deve essere coerente col modo di proporlo?
Nella Chiesa regna il caos proprio come accade in una classe scolastica dove il docente, per sua debolezza o per sua scelta ideologica, è incapace di svolgere autorevolmente il suo ruolo.

Anonimo ha detto...

"Nella Chiesa regna il caos proprio come accade in una classe scolastica dove il docente, per sua debolezza o per sua scelta ideologica, è incapace di svolgere autorevolmente il suo ruolo".

Descrizione perfetta della situazione attuale. Chi è a capo della Chiesa oggi non sa svolgere il suo ruolo, anzi diseduca con maliziosa ambiguità e chi potrebbe richiamarlo non lo fa. Peggio di così!

Anonimo ha detto...

Mons. Negri rilascia la solita sua intervista fotocopia.
Il satanismo si combatte con un opuscolo della conferenza episcopale dell'Emilia Romagna?? All'inferno si stanmo facendo grasse risate.
Siamo solo all'eventualitá non remota della dittatura del pensiero unico? Pare piuttosto che tale dittatura sia giá bell' e fatta ed in pieno vigore con tanto di imprimatur da più suoi confratelli, anche in quel di Roma.
Non c'è classe politica con visione cattolica? Ma scusi ma da CL di cui lei è stato riferimento non è stato il vivaio da cui sononusciti tanta parte dei cosiddetti moderati odierni che siedono sugli scranni parlamentari e su altre poltrone ?
Cosa sarebbe poi, in conclusione il "dialogo serio" che si lamenta non esserci tra cattolicesimo e assistenzialismo? Ne abbiamo abbastanza di dialogare, vogliamo pastori che dicamo chiaro SI o NO
Un'intervista di puro e sterile lamento, il gregge ha bisogno di Altro.

Marco P

Paolo ha detto...

Mette tristezza notare come Mons. Negri continui a non dire tutto, citando pure alcuni discorsi di Bergoglio, come se lo volesse in qualche modo rivalutare. Discorsi ai quali questo pontefice, alla luce del suo stesso operato in questi tre anni, non ha mai dato seguito (anzi!) nei fatti e pure in documenti (ad esempio, come si può non riconoscere il peso che ha avuto la sua gestione del Sinodo, dalla quale è derivata una situazione di caos certificata da tutto quel che ne è conseguito e dal consenso prettamente mondano - caratterizzato proprio dal "pensiero unico dominante" - che ha riscosso?).

Silente ha detto...

Quando ritorneremo a riflettere sul fatto che la crisi, o per meglio dire il disastro della Chiesa, ormai inquinata di errore se non di eresia, trova la sua origine negli errori e negli orrori del concilio vaticano secondo? Le follie dottrinali del regnante pontefice (ma nei suoi predecessori postconciliari non sono mancati esempi altrettanto gravi) trovano nel concilio la loro origine. Il relativismo, l'ecumenismo, il filo-giudaismo, il conciliatorismo, la negazione della Tradizione quale principale pilastro della Rivelazione, l'accettazione delle aberrazioni del mondo moderno, del liberalismo e del comunismo (il concilio si rifiutò di condannarlo) e poi la rinuncia alla forma (che è garanzia della sostanza), alla pompa, alla bellezza dei simboli e del loro significato metafisico (ci dimentichiamo di cosa volesse dire la Tiara?), alla Santa Messa, tutto ciò è la malvagia eredità del concilio.
Ecco, è doveroso battersi contro le aberrazioni che oggi inquinano la Chiesa e la Cristianità. Ma non dimentichiamo la loro origine.

Alfonso ha detto...

"Dove sono gli antichi, le forze, gli uomini, le guide, i guardiani?"
Ci siamo sfiniti nell'attesa e stiamo perdendo ogni speranza?
Ci arrendiamo e proclamiamo il: "Fallimento generale di tutto a causa di tutti!"?
Forse che annientati dalla disperazione ammettiamo che non c'è più nessuno che abbia il coraggio di alzarsi e di intonare un "canto di vittoria che sovrasta la musica del requiem"?
La Chiesa "ha fame" di santità, "ha fame" di Verità"! La Chiesa resterà fedele alla Parola proclamata dagli apostoli, custodita nel Vangelo, testimoniata dai Martiri, dai Padri, dai Santi e dal Magistero bimillenario!
Cito anch'io il Bergoglio: "Il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina’”. Ma chi sono i giusti e chi i malvagi? Nella consapevolezza di essere noi i giusti, non abbandoniamoci allo sconforto!
"Siate forti e coraggiosi, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore, il tuo Dio, è colui che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà". Deuteronomio 31:6.

Anonimo ha detto...

Una devozione (ad esempio per le piaghe di Cristo) non è fine a se stessa.
La contemplazione della passione, della croce, della sindone e delle singole piaghe di Nostro Signore, smaschera i peccati dell'intelletto e può guarire i cuori lontani dalla purezza.

Infatti là dove risiede la sapienza di Dio, il Verbo fatto carne, si sono abbattute le nostre percosse, gli sberleffi, gli sputi, le ironie...

Possiamo ben comprendere come una devozione così, per chi sia ben disposto, ci raccoglie nella Santa Messa, dove viene riproposto il sacrificio di Gesù, l'offerta del suo vero corpo, il gocciolare del suo vero sangue nel calice.

La sofferenza di Cristo, sia i Suoi affetti, sia la Sua intelligenza, smaschera la nostra superbia e il nostro orgoglio.
Noi vogliamo essere quel che non siamo.
L'orgoglio e la superbia ci rendono luciferini verso Dio e verso gli altri.
L'umiltà e l'irriverenza sono all'ordine del giorno con Dio e con il prossimo.
L'adorazione è solo per noi (e al massimo per quelli come noi, che sono specchio del nostro io).

E' importante capire questo: vogliamo essere quel che non siamo. Tutto nasce dalla negazione del peccato: l'originale, l'attuale e soprattutto quello di orgoglio.
Persino i non cristiani per questa neo-chiesa: figli di Dio a prescindere da un'adozione.
Persino i cristiani di questa neo-chiesa: salvi "a prescindere" da un giudizio.

In un funerale il sacerdote non fa più pregare per la salvezza dell'anima del defunto (chiunque egli sia), ma per condividere tra di noi "la certezza della vita eterna in paradiso"... E' certo che chiunque, con la morte terrena, è accolto dalla misericordia di Dio. E' certo che a nessuno sarà rifiutato il paradiso. Questa vita è solo un'attesa di una certezza che la morte sancisce.
Se pure qualcuno potesse pensare che il defunto non ha certo da temere l'inferno, è mai possibile che un funerale cattolico abbia abolito ogni conto con il purgatorio?
Se pure qualcuno ritenesse che un bambino è puro, è mai possibile che un battesimo cattolico non nomini, nemmeno di striscio, il peccato originale?

La neo-chiesa ha abolito le devozioni, sostituendole con le emozioni e le consolazioni.
Non per consolare Gesù offeso dai nostri peccati, ma per consolare noi nelle nostre sofferenze.
Inutili... Perdenti.. Inspiegabili... Assurde...

Anche Mons. Negr, così lucido nel descrivere il quadro, evita o è incapace di capirne la logica, la tecnica e lo stile del pittore che l'ha dipinto. Uno stile che ha cancellato la mistica e le devozioni ben prima della teologia. E la verità insieme alla giustizia.
Ne resta la facciata, forse una caricatura, persino (in 3D) un gonfiabile o un ologramma.
Ma non ce la caveremo semplicemente giudicando gli errori altrui.
Il marcio ci riguarda uno ad uno!
Non nel senso che nessuno ha ragione, ma proprio al contrario: ha ragione solo Cristo e può andarci vicino chi si sforza di compiere la volontà di Dio, con amore, cura e ascesi.
In tutti gli altri casi non basta "confidare nella misericordia di Dio": servono pentimento e conversione.

Chiunque non abbia l'umiltà di mendicarle da Dio, pregando più che può, per sè e per gli altri, è un orgoglioso che non contempla le piaghe e il sacrificio di Cristo.

Liberissimi: ma che sappia che (a parte la neo-chiesa) ci sarà un giusto giudizio.

Servirà una purificazione e l'averne negato ogni utilità e senso in questa, non l'eviterà nell'altra vita.

In altri termini.. ha detto...

Rettifica o rilettura ?
http://www.marcotosatti.com/2016/12/03/pinto-i-quattro-cardinali-dei-dubia-e-lo-sberrettamento-una-correzione-ma-forse-rafforza-piu-che-correggere-che-ne-dite/

marius ha detto...

@ http://www.marcotosatti.com/2016/12/03/pinto-i-quattro-cardinali-dei-dubia-e-lo-sberrettamento-una-correzione-ma-forse-rafforza-piu-che-correggere-che-ne-dite/

VERSIONE PRECEDENTE
"papa Francesco non è un papa di altri tempi, in cui si presero questi tipi di mezzi, e che non avrebbe ritirato loro la dignità cardinalizia. La notizia è stata corretta, però pubblichiamo questa rettifica nel caso che non fosse sufficiente”

VERSIONE ATTUALE
"papa Francesco non è un papa del passato che potrebbe toglier loro la berretta cardinalizia, come ha fatto Pio XI con il famoso teologo gesuita Louis Billot. “Francesco non lo farà”

No comment

Silente ha detto...

Ieri sera, dopo anni e anni, si è presentato a casa mia un prete (?) della mia (?) parrocchia per una "visita natalizia". Si vede che la definizione "benedizione" non è più attuale. Esperienza interessante. Costui è vestito come un bancario di basso rango nel tempo libero. Nessun segno religioso, nessun simbolo. Ha una evidente fretta e si aspetta la consueta, formale, frettolosa accoglienza, visto che è anche ora di cena. Si complimenta per la mia biblioteca, disapprova il titolo di un libro (Contro la plebe di Robert Poulet) che giace sulla mia scrivania e quando, sventurato, mi chiede se vado in parrocchia e io gli spiego che no, vado a Santa Maria della Consolazione al Castello (gli snocciolo la definizione completa) o a Santa Marta ad Arona, quando sono sul lago, alla Messa in latino, e che le parrocchie moderne con la loro messa protestante, con la loro retorica del progressismo, del modernismo, dell'accoglienza e del resto mi stanno sulle palle e che sono una cattivissimo tradizionalista, lo vedo a disagio. Bofonchia: "ognuno è libero". Poi l'animus progressista prende il sopravvento ed esce la più vieta delle osservazioni: "ma c'è stato il concilio". Rispondo con gli argomenti che voi potete immaginare. Lamenta che non ci siano preti per la Chiesa: "Certo - rispondo - dopo il concilio...". Gli ricordo di Venegono, che aveva 150 seminaristi negli anni '50, il più grosso seminario della Lombardia, e meno di 15 oggi. E' sempre più a disagio. Mi mette in mano un'orribile cartolina natalizia della parrocchia, con un disegno indegno e un testo ancor più brutto, recita qualcosa che conclude con una rapidissima benedizione (dentro di me mi chiedo: ma costui sa che la benedizione è un sacramentale?) e guadagna rapidamente l'uscita.
Come dicevo, esperienza interessante. Ma mi fa piacere sapere che in parrocchia saranno al corrente che un bieco tradizionalista alligna sul loro territorio.

Cesare Baronio ha detto...

E' una consolazione leggere dei commenti tanto profondi. Le parole di mons. Negri sono solo un'eco del mantra "neo-con", a voler essere benevoli. Ma quale anelito di spiritualità, quale riverbero di verità, quale calore di carità in questi vostri commenti. Il Signore non può non commuoversi davanti a queste parole, credetemi. Egli affretterà la fine di questa crisi, e non permetterà che i Suoi santi siano ancora tribolati a lungo. Abbiate fiducia! Non temete. Io ho vinto il mondo.

Silente ha detto...

Pio XI scomunicò, per meri motivi politici, cioè il ralliement con la Francia repubblicana, anticlericale e giacobina, Charles Maurras, fondatore e capo dell'Action Française, movimento monarchico, cattolico e conservatore. Tutto l'episcopato francese, e non solo, si ribellò. Il Cardinal Billot, uno dei più grandi teologi tomisti dello scorso secolo, si fece portatore di questi opinioni, in un incontro con il Pontefice. Pio XI, notoriamente con un brutto carattere, un iracondo, gli tolse il cardinalato.
Poco dopo la sua nomina, Pio XII, assai saggiamente, tolse la scomunica a Maurras e all'Action Française. Ma era troppo tardi: il Fronte Popolare, grazie all'indebolimento dell'Action Française causata dall'improvvida azione di Pio XI, vinse le elezioni e la Francia cadde sotto il dominio comunista.
Questo capita quando la Chiesa ignora che, se deve politicamente appoggiare qualcuno, questo è a Destra...

Anonimo ha detto...

imperdibile...

http://www.veritatemincaritate.com/2016/12/quali-sono-le-nostre-opere-di-conversione/

Anonimo ha detto...

Silente che occasione !
Doveva trattenerlo , offrirgli un the' , dei pasticcini , insomma inchiodarlo a una sedia e provare a reinfiammarlo , circuirlo . Non lo molli , vada a trovarlo , gli regali i 4 Vangeli commentati da Don Dolindo Ruotolo (si trovera' le omelie pronte e piangera' calde lacrime ) e una ventina di Medaglie Miracolose benedette , gli strappi la promessa che con queste consacrera' alla Immacolata i prossimi 20 nuovi nati , la Vergine poi fara' il resto . Siamo o non siamo apostoli in virtu' del Battesimo ? Tentar non nuoce , buttiamoci nella mischia

Anonimo ha detto...

Hai fatto bene a pubblicare l'intervista con mons. Negri. Se ne vedono i gravi limiti. Si lamenta che la Chiesa non conti niente, ma non vede che una Chiesa "in dialogo" non e' piu' capace di insegnare e quindi non puo' contare piu' niente? E che si tratta di una autodissoluzione, dato che "il dialogo" non l'ha certo imposto il mondo alla Chiesa. P

Luigi Rmv ha detto...

Il male nella Chiesa, che precede il CVII e che lo ha ispirato, sta nella convinzione di non essere adeguata ai tempi moderni, di essere 'minus'.
Tutto nasce da questo è Francesco I ha deciso di estremizzarlo, renderlo un dato di fatto per rovesciare tutto.

Gli apostoli hanno iniziato a sindacare, a vergognarsi dinanzi al mondo, a dubitare di se stessi e di Gesù. E a mettersi al posto Suo.

Il prete di cui ha parlato Silente non era nemmeno sicuro del suo modernismo, non sapeva che dire, non sapeva nemmeno discutere, reagire, confrontarsi, del tutto rinunciatario e spento.

Il mio parroco, invece, polemizzando per il castigo divino di Padre Cavalcoli, ha detto che, nell'atto di dolore, si può omettere "...ho meritato i Tuoi castighi".

Del diavolo, poi, non si sente più parlare da anni, non ci credono più e si lamentano che il satanismo aumenta.
Per il prete moderno è il massimo della vergogna palare di Satana e dell'inferno.

Il diavolo non esiste ma, stranamente, il satanismo aumenta: evidentemente ci credono più al di fuori della Chiesa che al suo interno!

Mons. Negri si stupisce ma non ha il coraggio di parlare della causa, si ferma all'effetto.

Catholicus ha detto...

"Mons. Negri si stupisce ma non ha il coraggio di parlare della causa, si ferma all'effetto." : e come lui tutti quei prelati che prendono il coraggio a 4 mani e osano lamentarsi dello sbando attuale della Chiesa (ex) Cattolica; lamentele si, ma ricerca (o riconoscimento) delle cause no, un buon sistema per non farsi troppi nemici, o per evitare emarginazione ed epurazione. Ma nemmeno questi pastori possono guidarci alla Meta tanto agognata, poiché non hanno il coraggio di dire la Verità tuta intera. Così siamo presi tra prelati ultramodernisti, assolutamente indifendibili e da evitare come la peste, e prelati dubbiosi ma non risoluti. Chi ci guiderà verso il Cielo ?

tralcio ha detto...

San Giovanni il Battista è un uomo molto singolare.

La nuova esegesi ama definirlo "esagerato" e "in errore" a motivo del suo rigore.

Gesù ("esagerato" e "in errore" anche lui?) lo definisce "il più grande tra i nati da donna", anche se poi aggiunge che un conto è questa terra e un altro il regno dei cieli, dove persino il più piccolo è più grande di Giovanni.

Parrebbe che i vati della chiesa odierna ritengano chiunque certamente nel regno dei cieli e Giovanni fuori, dato che lui ha perso la testa per aver affermato che sposare la moglie del fratello è adulterio.

Giovanni si caratterizza per due cose:

1-si fa voce di qualcun altro. Si presta, serve da presenza altrui, è il testimone dello sposo (Cristo sposo della Chiesa sposa), sincero, coerente nella verità, sgobbando per raddrizzare e preparare i sentieri di Gesù, che è "la via". Fa spazio a Dio, non si mette lui al posto di Dio!

2-vestito di peli di cammello e nutrito di cavallette... Non è una questione di pauperismo, prontamente ripreso dai soliti esegeti che chiudono gli occhi sull'intransigenza di Giovanni solo per rivalutarlo nel dipingerlo come un pezzente... In effetti quella di Giovanni non è povertà, ma essenzialità. E' ciò che serve perché il superfluo non sommerga Dio di false necessità, compresi quei "bisogni" che riempiendoci di materialità esauriscono lì tutte le attenzioni. In realtà penitenza, digiuno e ascesi sono povertà scelte e praticate; non subite.
Come la croce di Cristo fu abbracciata, consegnandosi, non subita. La penitenza serve a rimettere a tema l'essenzialità, istituendo una nuova mens, riaffermando la priorità di Dio.
Il povero in spirito non ha nulla che nel suo cuore valga maggiormente della grazia.
Il povero materiale può avere poche cose, ma può dire che quel poco che ha è "suo", attaccandovisi, cercandone di più: resta materialmente povero, ma non lo è in spirito.

Giovanni il Battista è singolare e speciale. Liberiamolo dalle pessime esegesi.

Cesare Baronio ha detto...

Radio Vaticana (edizione tedesca) pubblica un fotomontaggio di Bergoglio nei panni di Lutero:
http://opportuneimportune.blogspot.it/2016/12/rei-confessi-e-i-censori-che-dicono.html

A. ha detto...

@per il caro Silente,
debbo prendere e dare atto, con mio disappunto, di due di due particolari che mi hanno colpito:
a) Lei, sono certo in perfetta buona fede, quando scrive: " Pio XI scomunicò, *per meri motivi politici*, cioè il ralliement con la Francia repubblicana, anticlericale e giacobina, Charles Maurras, fondatore e capo dell'Action Française, movimento monarchico, cattolico e conservatore", si rende eco di un luogo comune. Luogo comune, diffuso in ambienti TFP, falso o almeno che descrive i fatti in modo incompleto;
b) nonostante che valenti studiosi, tra i quali don Curzio, da tempo hanno sfatato questo luogo comune, nessuno, dicansi NESSUNO ha sentito la necessità di intervenire per difendere l'onore di Pio XI, (oltre la verità storica).
Si vede che l'onore & l'onere tocca proprio a me.
(continua)

A. ha detto...

@per il caro Silente,
debbo prendere e dare atto, con mio disappunto, di due di due particolari che mi hanno colpito:
a) Lei, sono certo in perfetta buona fede, quando scrive: " Pio XI scomunicò, *per meri motivi politici*, cioè il ralliement con la Francia repubblicana, anticlericale e giacobina, Charles Maurras, fondatore e capo dell'Action Française, movimento monarchico, cattolico e conservatore", si rende eco di un luogo comune. Luogo comune, diffuso in ambienti TFP, falso o almeno che descrive i fatti in modo incompleto;
b) nonostante che valenti studiosi, tra i quali don Curzio, da tempo hanno sfatato questo luogo comune, nessuno, dicansi NESSUNO ha sentito la necessità di intervenire per difendere l'onore di Pio XI, (oltre la verità storica).
Si vede che l'onore & l'onere tocca proprio a me.
(continua)

A. ha detto...

Ed allora ci provo a spezzare una lancia in favore di Pio XI e della verità storica.
" Pio XI scomunicò, *per meri motivi politici*, cioè il ralliement con la Francia repubblicana, anticlericale e giacobina, Charles Maurras, fondatore e capo dell'Action Française, movimento monarchico, cattolico e conservatore".
Ora il “ralliement” con la Francia repubblicana era avvenuto già sotto Leone XIII. Se è vero, come è vero, che la condanna dell'Action Française, fu un gesto politicamente inopportuno, (contro il quale il teologo Billet protestò scrivendo l’opuscolo “LA CECITA’ DI ROMA” e ne fu punito con il ritiro della berretta cardinalizia) è altrettanto vero che, da un PUNTO DI VISTA strettamente religioso, si trattò di un atto giusto. L’ideologia dell'Action Française era meritevole della condanna . Maurras era dichiaratamente agnostico. Il suo rapporto con la Chiesa e la considerazione che aveva del la Chiesa erano immagini speculari di quelli della sinistra. La sinistra rimprovera alla Chiesa di essere stata “ISTRUMENTUM REGNI”? Maurras la loda proprio per quello. La sua visione era più o meno la seguente : sono un patriota francese. La storia e le tradizioni francesi esistono così come sono grazie all’opera del cattolicesimo. Pertanto, per essere un buon patriota francese, debbo essere un sostenitore del Cattolicesimo COME ISTITUZIONE. Se poi credo pure che sia la vera fede, tanto meglio, ma è un accessorio. LA POLITICA prima di tutto. Vi rendete conto che, con queste basi, se Maurras fosse nato i Egitto avrebbe fondato l’Azione Egiziana e si sarebbe espresso in modo identico circa l’islam (o il culto di Osiride).
(continua)

A. ha detto...

Il tema è già stato affrontato qua :

http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2015/11/piero-vassallo-la-lezione-di-gustave.html