lunedì 12 dicembre 2016

Crionica, resurrezione dei corpi e immortalità dell'anima

Ho letto un lungo e dettagliato articolo sulla crionica, cioè sulla preservazione di corpi umani a bassissime temperature (196 gradi sotto zero), in attesa che future conoscenze scientifiche permettano di "scongelarli", riportarli in vita, curarli adeguatamente. La realtà, come al solito, è leggermente diversa dalla fiction.

Il primo a "provarla" è stato tal James Bedford, legalmente morto di cancro mezzo secolo fa, nel 1967 (a norma di legge il trattamento può essere fatto solo su persone "legalmente morte"), e da allora è immerso in nell'azoto liquido.

Attualmente risultano "crionizzate" oltre 300 persone, mentre molte altre viventi si sono prenotate per lo stesso trattamento. Esistono infatti diverse aziende (le principali sono tre americane e una russa) che per cifre abbordabili (200mila dollari, cioè il costo di un appartamentino; si può risparmiare la metà crionizzando solo la testa) interverranno al momento della morte - o possibilmente in prossimità della morte - per tentare la crionizzazione e la conservazione del corpo in attesa della Scienza del Futuro.

La "morte" è infatti legalmente definita come "cessazione irreversibile delle funzioni cerebrali", per cui una persona "legalmente" morta, potrebbe ancora essere "clinicamente" viva perché a cuore ancora battente¹. Senza voler scendere in complesse discussioni, si può grosso modo dire che la morte dei tessuti è approssimativamente 4-6 minuti dopo che il cuore ha cessato di battere, mentre la morte cerebrale richiede parecchi altri minuti (questi numeri riguardano le conoscenze attuali e l'osservazione che con particolari accorgimenti è stato possibile rianimare pazienti dopo dieci minuti di arresto cardiaco e senza danni cerebrali, e "si spera" che tecnologie future permettano di allungare tale intervallo a 60 minuti).

Il processo di crionizzazione, nei minuti successivi alla morte, prevede qualche intervento invasivo (tra cui la sostituzione del sangue con un liquido "crioprotettivo") e nell'arco delle prime tre ore il raffreddamento fino a 124 gradi sotto zero (temperatura necessaria a bloccare le interazioni molecolari). Il processo prosegue nelle settimane successive abbassando lentamente la temperatura fino a 196 gradi sotto zero, cioè quella dell'azoto liquido. A quel punto, infatti, il corpo "crionizzato" viene immerso in un silo alto circa tre metri, a testa in giù (necessario per tenere la testa nel punto che resta a temperatura per più tempo in caso di guasto).

Dopodiché... si aspetta il Futuro. Cioè il momento in cui la Scienza del Futuro sarà capace di "scongelare" e ripristinare la vita degli ospiti, rimediando ai danni intervenuti tra l'imminenza della morte e la crionizzazione, e restituendo loro un corpo (l'originale, o uno naturale o sintetico) che scoppi di salute. Cosa che si aspettano che avverrà in un imprecisato Futuro.

La probabilità che qualcosa vada storto (silos danneggiati per disastri naturali, guerre o attacchi terroristici, errori tecnici, ecc.) c'è sempre, e nonostante le contromisure (tecniche e finanziarie) l'azienda potrebbe andare in bancarotta e non riuscire a garantire a lungo termine la "crioconservazione". Ma sono rischi che i clienti affrontano come per qualsiasi altro servizio sul mercato. Il rischio peggiore, dicono, è che il Futuro possa non essere entusiasmante come ce lo dipingono i film di fantascienza. Il secondo rischio, che ammettono a mezza bocca, è che il ripristino potrebbe risultare in una personalità diversa dall'originale.

Tutta la cagnara sulla Scienza del Futuro parrebbe quasi aver senso, dal momento che appena cent'anni fa era impensabile avere un sistema di comunicazioni come internet, energia enorme a bassissimo costo, un manufatto umano atterrare su una cometa, ecc.

Dopo la lunga introduzione, l'articolo pubblicato su Wait But Why² arriva ad ammettere che la crionica è quel processo di mettere in "pausa" persone che non riscono ad accettare il concetto di "morte", nella speranza che persone del Futuro le "salvino". Il sottinteso è che c'è parecchia gente che vorrebbe farsi crionizzare prima della morte (più per insofferenza alla vita che per evitare i danni dovuti all'invecchiamento), e che trova come ostacolo solo la legge attualmente in vigore.

La crionica si basa sulla tesi che l'identità, la personalità e la memoria permangano all'interno delle strutture cellulari del cervello, e che tali strutture non vengano irreversibilmente danneggiate dalla criopreservazione (tecnica che ci si aspetta che continui a migliorare).

In altre parole, il suo assunto fondamentale è che l'anima sarebbe solo una specie di grosso software, ripristinabile (magari interamente, magari altrove, magari in un computer) anche in caso di guasto dell'hard disk che originariamente la conteneva. Il che sottintende l'immortalità dell'anima, ma anche la sua duplicabilità e programmabilità (e successivamente fabbricabilità) da parte di umani più tecnologicamente avanzati.³

Come al solito, il sottile equivoco sottostante a teorie del genere è che l'infinito sarebbe tutto sommato un "finitone",⁴ irretendo e intimidendo i teologi che non hanno studiato analisi matematica, oppure che hanno dimenticato che ogni anima è unica e che è destinata a ricongiungersi col corpo.
______________________
Note:

¹) Sulla differenza tra morte "legale" e morte "clinica" rinvio agli articoli presenti sul sito web [qui] della Lega nazionale contro la predazione di organi e la morte a cuore battente. La morte "cerebrale" della madre non ha impedito la nascita di un bambino [qui].

²) L'articolo, accessibile [qui], è in inglese e richiede qualche conoscenza scientifica per essere compreso appieno. Prende una posizione decisamente favorevole alla crionica (ai limiti di uno spot pubblicitario di una certa azienda, della quale sospetto potrebbe già essere cliente).

³) Appurato che un cervello umano consiste in una rete di pressappoco di un centinaio di miliardi di neuroni collegati da un totale di 150.000 chilometri di assoni, negli anni '80 e '90 si sono moltiplicate le riflessioni più o meno serie (memetica, estropianesimo, mind uploading e transumanesimi vari) e le storie di fantascienza sul tema (per esempio il film Transcendence o la serie a episodi Ghost in the Shell Stand Alone Complex), nella speranza (o fervorosa credenza) che il progresso tecnologico arrivi ad avanzare oltre ogni umana capacità di comprendere e prevedere, surclassando l'uomo stesso ("singolarità tecnologica").

⁴) Noto come limite di Bekenstein, il tetto massimo teorico possibile dei diversi stati di un cervello umano è un numero che ha grosso modo 1042 cifre (non 42 cifre, ma 1042 cifre). Ma se per fabbricare un'anima - con tutti i suoi ricordi, temperamento, caratteristiche, ecc. - è sufficiente un numero finito (pur molto grande) di informazioni allora, tecnicamente, l'uomo è già Dio.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

OT
Il Documento dei 23 studiosi sulla Barca di PIetro senza timone, se possibile pubblicarlo anche qui sul blog di Mic

E' un breve documento postato da Magister sul suo blog "Settimo Cielo" l'altro giorno e ripreso oggi da Corrispondenza Romana. Titolo: ""La barca di Pietro e' senza timone". 23 studiosi di cinque continenti rilanciano l'appello dei quattro cardinali al Papa". L'aspetto interessante del breve scritto e' che si incitano tutti i vescovi e cardinali ad appoggiare la richiesta di chiarimento avanzata dai quattro cardinali nonche' a cominciare a prendere in considerazione la possibilita' di una censura nei confronti del Papa, se dovesse continuare a tacere, venendo in tal modo meno al suo dovere, possibilita' avanzata dal cardinale Burke come azione di tutti i cardinali nella forma di una ammonizione fraterna, sul tipo di quella di san Paolo a san Pietro (incidente di Antiochia). Grazie dell'attenzione. A. P.

(la crioconservazione per la "resurrezione": follia e ciarlataneria strettamente coniugate).

Anonimo ha detto...

Riversare nell'immanente la speranza escatologica. Hanno cominciato illudendo la gente prospettando una pace, una giustizia, una felicità sulla terra. Ma rimaneva lo scoglio della morte per cui non potevano trovare soluzioni. Primo passo è stato quello di tentare di nasconderla. Ora hanno trovato questo patetico rimedio. È l' inevitabile sbocco di una civiltà ormai inapace di vedere una Realtà trascendente.

Anonimo ha detto...


OT
(Sullo stesso tema)
Il sito OnePeterFive annuncia che altri tre o quattro studiosi si sono aggiunti al documento dei 23 sopra citato. Riporta anche una intervista di mons. A. Schneider a una rivista cattolica francese nella quale il prelato afferma che la soppressione della FSSPX e' stata "ingiusta" e che una prelatura personale, ad hoc, riparerebbe quest'ingiustizia. A. P.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

In altri tempi la teologia aveva risposte chiare per ogni novità proveniente dal mondo - e non a caso, fino a non troppo tempo fa, la stragrande maggioranza di quelli che oggi chiameremmo scienziati era composta da chierici, e i teologi di riferimento delle varie epoche sono finiti puntualmente (e meritatamente) agli onori degli altari.

Il grigio mondo della teologia postconciliare, invece, avendo perso la fede su cui ragionare produce solo piccinerie. C'era quel gesuita canadese - conosciuto solo in ambienti gesuitici - che si vantava di aver «superato» il tomismo. C'è stato quel gesuita nella Santa Sede che discetta di cyberteologia confondendo il mezzo col fine. C'è poi quel gesuita che non fa altro che elargire comode scappatoie a chi è deciso ad andare contro la legge di Dio (per esempio: «chi sono io per giudicare?»). E se questi sono i gesuiti, figurarsi il resto dei teologi che affollano gli scaffali delle Paoline e le cattedre delle facoltà che dovrebbero "preparare" le nuove leve sacerdotali.

Così, di fronte alle così dette "sfide" del mondo contemporaneo, la teologia ufficiale sa rispondere nel migliore dei casi ragliando:

- massoneria (odio alla fede): non c'è più una condanna esplicita (contro le oltre 500 dei precedenti due secoli e mezzo, una media di una ogni sei mesi);

- cremazione (odio alla resurrezione dei corpi): "la Chiesa finalmente la permette", tanto più che è più economica della sepoltura e in questi tempi di crisi...

- aborto (odio alla vita): "abortite pure, il Papa vi perdona", e lo Stato paga le spese; prossimamente: "l'eutanasia è ammessa, il Papa vi perdona", e lo Stato risparmia sulle pensioni...

- crionica (incredulità sulla vita eterna): "fatevi surgelare, il Papa vi perdona"; quando i prezzi caleranno e troverete seriosi articoli semipubblicitari su tutte le riviste patinate, il mondo della "teologia" verrà (come al solito) colto di sorpresa e si "interrogherà" pensosamente, finendo (come prevedibile) per dire che se uno non nega la risurrezione dei corpi allora può accomodarsi nel freezer (se c'è qualcosa che terrorizza i teologi, non è il timore di finire all'inferno per le cazzate dette lungo tutta una vita, ma quello di ritrovarsi un'etichetta di criptolefebvriano).

Le "sfide" arriveranno sempre più numerose, lasciando i teologi come il proverbiale asino in mezzo ai suoni: c'è una vasta e variopinta quantità di finestre di Overton in fase di apertura, e i teologi sedicenti cattolici non sanno cosa dire perché non sanno cosa credere.

Anonimo ha detto...

Perché resurrezione e non rianimazione ?? Come in effetti è. Lazzaro fu rianimato, non fu 'risorto'

Anonimo ha detto...

Resurrezione perché si credono dio e vogliono risorgere come fece Cristo, semplice, a ciò porta il delirio di onnipotenza, si fabbricano bambini, si fanno risorgere i morti........follia da Golem allo stato subliminale......siamo agli sconti finali, poi ci presenteranno il Conto e allora saranno dolori.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Il termine "resurrezione dei corpi" nel titolo non era riferito allo scongelamento dei clienti ma al dogma di fede.

Ora, se uno crede nella risurrezione dei corpi, tenderà a evitare tutto ciò che in qualche modo è disprezzo del corpo. Per esempio (solo a titolo di esempio, ma la lista potrebbe allungarsi parecchio): ubriachezze, tatuaggi, cremazione, piercing, criopreservazione, chirurgia estetica, rapporti contro natura, eccetera.

Anonimo ha detto...

per favore correggete l'anonimo 10:41.
Gesù resuscitò Lazzaro che era effettivamente morto, da ben 4 giorni e in stato di decomposizione, come dissero al Maestro le sue sorelle (non ha letto il Vangelo?);
quindi Lazzaro fu richiamato da Gesù alla vita, sia pure vita terrena, con il corpo ancora destinato a morire.
Ma secondo l'anonimo, può essere rianimato uno morto da 4 giorni ?

Anonimo ha detto...

per favore correggete l'anonimo 10:41. In pratica sta negando che Gesù abbia operato un MIRACOLO = sospensione delle leggi della natura, per dimostrare la potenza di Dio.
Gesù resuscitò Lazzaro che era effettivamente morto, da ben 4 giorni e in stato di decomposizione, come dissero al Maestro le sue sorelle (non ha letto il Vangelo?);
quindi Lazzaro fu richiamato da Gesù alla vita, sia pure vita terrena, con il corpo ancora destinato a morire.
Ma secondo l'anonimo, può essere rianimato uno morto da 4 giorni ?