sabato 10 dicembre 2016

Quale libertà per le figlie di Francia?

Leggiamo su L'Occidentale gli effetti della profonda crisi che investe l'Occidente cristiano. Ma ci sono luoghi in cui gli anticorpi funzionano. Interessante quanto si legge a questo link: Paese ungherese vieta moschee, muezzin e veli: "Difendiamo le nostre tradizioni" - Il consiglio municipale di Asotthalom, sul confine con la Serbia, ha adottato le misure per proteggersi dalle imposizioni Ue sulla distribuzione dei clandestini

A Tolone, nel sud della Francia, due famiglie che percorrevano una pista ciclabile sono state insultate da una banda di una decina di "ragazzi" – così li ha chiamati la stampa francese pur di non scrivere che si trattava di musulmani. Per il procuratore locale i jeunes hanno gridato alle donne "Puttane!" e "Spogliatevi!". Quando i mariti hanno protestato, i giovani si sono fatti avanti ed è scoppiata una rissa: uno dei malcapitati è stato trovato privo di sensi a terra e con fratture multiple facciali. Qualcuno più stupido di altri ha spiegato che il movente (movente?!) fosse nel fatto che le donne indossavano dei pantaloncini. E poco importa se poi si è scoperto che la cosa non era vera, dal momento che le malcapitate indossavano dei leggings.

In un villaggio vacanze di Garde-Colombe sulle Alpi, invece, un marocchino ha aggredito a coltellate una donna e le sue tre figlie (lasciandone una gravemente ferita) perché, dal suo punto di vista, erano troppo poco vestite. Mohamed, l’aggressore, ha dichiarato di essere lui la vera vittima. Poverino, vogliamo pensare ai problemi psichiatrici dell’accoltellatore? Ma sì, dai, come dopo la strage di Orlando, quando invece di parlare dei gay rimasti vittime del jihadista Mateen, Obama e la Clinton preferirono spiegare che la colpa dell’attacco era nella diffusione delle armi da fuoco negli Usa. A Guingcamp, invece, in Bretagna, una diciassettenne che indossava un paio di pantaloncini è stata malmenata da uomo che aveva giudicato il suo abbigliamento "troppo provocante".

Sempre a Tolone, su un autobus, una diciottenne è stata ricoperta di sputi e minacciata perché indossava un paio di pantaloncini (anche lei?). La ragazzina in seguito ha postato la sua foto su Facebook, scrivendo nella didascalia: "Ciao, sono una puttana". Ad aggredirla sono state delle giovani musulmane, ma Maude – questo il nome della diciottenne – non ha fatto riferimento alle origini di chi l’aveva aggredita raccontando il fatto sui social media. Forse per paura, forse perché il politicamente corretto è una prigione che rinchiude anche la mente delle vittime. Si tratta di fatti di cronaca presi a campione leggendo i giornali francesi. In giro si può sentire anche di peggio. Eppure, in nessun caso, queste vicende riescono a provocare sdegno a livello internazionale. L’indignazione si preferisce dedicarla sempre a temi d’altro genere.

Del resto i codici sull’abbigliamento sono uno dei cavalli di Troia per la islamizzazione dell’Occidente. "Nella guerra che l'islamismo sta conducendo con determinazione contro la civiltà, le donne stanno diventando un vero problema", ha dichiarato, tempo fa, al quotidiano francese Le Figaro, Berenice Levet, autrice e docente di filosofia presso l'École Polytechnique. "Anziché fornire dati che dicono tutto e niente, vorrei che si prenda atto una volta per tutte che se oggi i ruoli fondati sul genere sono costretti a regredire in Francia, se dominio maritale e patriarcato si stanno diffondendo nel nostro paese, beh, questo è legato esclusivamente al fatto di aver importato i valori musulmani". Nel cuore di Parigi si può insultare indisturbati una donna perché beve Coca Cola per strada.

Eppure il governo della gauche francese sembra distratto da qualcos’altro, da qualcosa di più impellente: la battaglia contro il sessismo. L’unico nemico pare essere, ancora, e sempre, il maschio bianco francese. Tant’è vero che il ministro delle Famiglie, dell’Infanzia e dei Diritti delle donne, Laurence Rossignol, continua ad insistere nella sua campagna pubblicitaria contro il "sessismo ordinario". In questa campagna, però, non c’è alcun riferimento alla diffusione crescente del burqa o del burkini, né alla vittimizzazione delle donne musulmane. Le istituzioni francesi stanno sacrificando le nostre libertà ai desiderata dell’islam? In Francia sono anni che i "fratelli maggiori" costringono mogli e sorelle a indossare il velo per uscire di casa. E adesso che ci sono riusciti, i loro sforzi sono tutti indirizzati ad indurre, con la forza, anche le donne non musulmane a non indossare abiti "poco graditi alla volontà di Allah". Presto o tardi, forse, anche le multinazionali decideranno di ritirare dal commercio l’abbigliamento femminile non in linea con la sharia.

La "polizia della virtù" che abbiamo conosciuto in Arabia saudita o sotto l'Emirato talebano si sta tacitamente diffondendo anche nei Paesi occidentali? Perché non condanniamo con la stessa forza la misoginia, le mogli maltrattate, i matrimoni con bambini, i suicidi forzati, le mutilazioni genitali femminili?  "Tra due mali – la violenza contro le donne e la paura di essere tacciati di ‘islamofobia’ – le muse del neo-femminismo non esitano un istante" scrive ancora Berenice Levet parlando del movimento femminista, "sacrificano le donne. La barbarie può continuare ad avanzare, la loro coscienza è al sicuro".

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Sbaglio ad anche nel curriculum di Scalfaro, presidente emerito, vi è un'aggressione ad una donna "discinta"? Sinistri cattolici-maturi e musulmani, sempre d'accordo.

Anonimo ha detto...

....Al fallimento economico iniziato con la crisi del 2008, ancora dilagante, ha fatto seguito il fallimento politico dovuto alla ribellione dei popoli di questi mesi (la Brexit e la vittoria di Trump – ma anche la Renxit – sono gli eventi simbolici più forti).

OLTRE LA SINISTRA

Adesso a questo fallimento un centrodestra liberale e cristiano può dare una risposta costruendo una proposta politica che ascolti il bisogno dei popoli, i quali oggi chiedono fondamentalmente “protezione” e “sicurezza”.
Infatti oggi tutto è diventato incerto e irraggiungibile: il lavoro dei giovani come la pensione per gli anziani, la sicurezza delle proprie case (spesso minacciate al Nord Italia da bande criminali) come la sicurezza delle cure in caso di malattia, la sicurezza dei risparmi in banca e la sicurezza dei propri confini, ormai travolti da un’ondata migratoria non controllata e non governata.
In questa situazione bisogna imparare da Trump sia per l’abbattimento della pressione fiscale sia per i grandi investimenti in infrastrutture che rimettano in moto l’economia.

E bisogna imparare anche da Putin (oltreché da Trump) perché una società gravemente dissestata (com’era quella russa dopo il crollo del comunismo e com’è quella nostra dopo il fallimento della globalizzazione) ha bisogno di ancorarsi a forti valori spirituali, alle proprie radici e alla propria identità.

Perché un albero senza radici frana alla prima forte tempesta.
Antonio Socci
Da “Libero”, 9 dicembre 2016

Anonimo ha detto...


L'"aggressione" di Scalfaro fu solo verbale, redargui' pubblicamente e aspramente, dicono le cronache, una signora al ristorante, presentatasi con una scollatura vertiginosa ( Erano tempi in cui le donne andavano in giro ancora vestite). Niente a che vedere con le aggressioni dei maomettani. A. R.

Latinista ha detto...

Nec vitia nostra nec remedia pati possumus.

Io francamente non capisco chi da un lato si scandalizza per le femen, che sono un prodotto naturale di una società senza pudore come la nostra; ma poi dall'altro se la prende se qualcuno reintroduce in questa società un minimo di quel pubblico senso del pudore che reagisce quando viene violato, e che un tempo c'era anche da noi (come quando Scalfaro ecc. ecc.).
Certo, i maomettani lo fanno a modo loro, ma mi pare che l'articolo dell'Occidentale unisca la denuncia del modo a quella del fatto in sé. I maomettani hanno tanti difetti, dobbiamo proprio andare a prendercela coi pochi pregi? Se preferiamo le femen basta dirlo.

(Sul paese ungherese: d'accordo per moschee e muezzin, ma scommettiamo che qualche tipo di velo ce l'avevano anche le loro donne, "tradizionalmente"?)

Anonimo ha detto...

Gli assatanati giacobini al potere in Francia fanno anche di meglio: per esempio vietano per legge essere semplicemente contrari all'aborto e fanno rimuovere la statue della Madonna. Cose su cui Bergoglio & Pretoriani amiconi di Hollande sempre loquacissimi e tuonanti su tutto se ne stanno ben zitti ed allineati. Eh già perchè il problema sono i fondamentalisti cattolici rigidissimi...
Miles

Anonimo ha detto...

Latinista,
che il pudore sia un valore è stato sempre insegnato dalla Chiesa. Non lo di accettava tacciandola di oscurantismo. Oggi che per i musulmani più che un valore è un'imposizione alla quale le donne non possono sottrarsi pena la vita, allora vanno bene i musulmani?
Ma faccia il piacere!

Quanto al velo che portavano le nostre donne in altre epoche, era un'usanza, ma non imposta con gli stessi livelli e metodi di coercizione!

Sacerdos quidam ha detto...

"che il pudore sia un valore è stato sempre insegnato dalla Chiesa".

Certo, ma dagli anni '60 in poi c'è stata una débâcle generale. Soprattutto poi nella mentalità del clero, che ha preferito 'lasciar correre' e chiudere non un occhio ma tutti e due, sia per timore di apparire arretrato e bigotto che per non perdere l'audience, ossia il numero di fedeli in chiesa (è una fissa di molti parroci, ve lo posso garantire: l'importante è il numero, il resto conta poco).

E' vero, per contrastare l'andazzo ci sarebbero anche gli esempi dei Santi: che so, di un San Giovanni Bosco o, nel secolo scorso, di un San Leopoldo Mandic e di un Padre Pio da Pietrelcina, la cui severità in materia di pudore in generale, e di moda femminile in particolare, era proverbiale.
Ma nella Chiesa del Vaticano II questo è un discorso che non si vuole sentire.
Ricordo un confratello che anni fa mi diceva, allibito, che avendo esposto il problema del modo scandaloso di vestire di molte donne in chiesa (era durante una riunione mensile del clero della sua diocesi) aveva suscitato l'ilarità generale, vescovo compreso.

C'è da tremare al pensiero del Giudizio di Dio per tutti costoro, preti e fedeli.

Anonimo ha detto...

Anche gli olandesi si sono stancati e si stanno svegliando.
http://www.imolaoggi.it/2016/12/11/geert-wilders-lolanda-e-un-paese-malato-i-marocchini-non-sono-una-razza/

Rr ha detto...

Io penso che tra andare in chiesa seminude, come già da tempo si fa, e si tollera, ed avere un abito da sera un po' scollato (negli anni Cinquanta dubito potesse essere "molto" scollato, non era di moda, se non altro) o girare in bicicletta d'estate in pantaloncini, ci sia una bella differenza.
Io non vado seminuda in chiesa, me ne vergognerei assai, ne' ci va mia figlia diciottenne, ma al mare, d' estate, vado in pantaloncini corti o abiti molto leggeri, copricostume. Se un barbaro musulmano mi si accostasse, e mi minacciasse perché sec. lui, sono immorale, lo denuncerei per offese gravi. Come la signora denuncio' all'epoca quel cogli...ne di Scalfaro (spero sia quanto meno in Purgatorio) per l'averla insultata. Del resto , della clemenza e specchiata onestà di Scalfaro sappiamo tutti (nota di sarcasmo, caso mai non si fosse colta).
Un conto è il pudore, la pudicizia, la modestia - che vale anche per gl uomini, mica solo per le donne - un conto il bigottismo ed il puritanesimo. Siamo cattolici, appunto, ne' puritani, ne' mussulmani (che coprono le donne, ma loro si scoprono ben ben in spiaggia, facendo schifo) o tollerano pratiche come il Bacha Bazi.

Dal Corriere ha detto...

Corriere della Sera
OPINIONI
FRANCIA
Milano, 12 dicembre 2016 - 19:57
Donne non gradite nei bar a nord
di Parigi, come nel Maghreb
di Stefano Montefiori

In Francia e nel resto dell’Occidente i cittadini musulmani sono spesso accusati di non essere abbastanza attivi nel denunciare i soprusi di chi non condivide lo stile di vita europeo. In realtà non poche associazioni, in particolare quelle che si battono per i diritti delle donne, sono fondate e guidate da militanti di estrazione arabo-musulmana. Dopo le azioni di «Ni putes ni soumises» di Fadela Amara, nei primi anni Duemila, in questi giorni in Francia si è parlato molto della «Brigade des mères», la «brigata delle madri» fondata dall’algerina Nadia Remadna, che ha realizzato un video con telecamera nascosta poi mandato in onda dal servizio pubblico al telegiornale delle 20.

Nadia e l’altra militante Aziza Sayah sono andate a Sevran, nella periferia nord di Parigi, e hanno filmato strade dove non si vede in giro neanche una donna. «Gli uomini occupano i luoghi, e le donne subiscono», dice la voce fuori campo. Poi le due attiviste decidono di entrare in un bar. Il dialogo che ne segue è molto interessante. «Cosa volete, signore?», chiede subito il padrone del bar. «Cerchiamo qualcuno». «È meglio se aspettate fuori». «Perché?». «Qui ci sono solo uomini». «Pazienza, al mondo ci sono uomini e donne, le diamo fastidio?». «Lo dico per voi». «Ma per noi non c’è problema, ci facciamo piccole piccole e ci mettiamo in un angolo». «Ma ci sono solo uomini qui», ripete un cliente. «E ti sembra normale? E se io volessi prendere un caffè con una cugina, un’amica, o tua moglie?». «Mia cugina resta a casa. In questo caffé non c’è mixité», insiste il proprietario, uomini e donne non si mescolano. «Siamo a Sevran qui, non a Parigi». «E allora? Sevran non è in Francia?». Esasperato, il patron alza la voce per sentenziare che «qui sei nel 93! (il dipartimento Seine-Saint-Denis, ndr) La mentalità è diversa, qui è come al villaggio!». Per villaggio si intende quello di origine, nel Maghreb, che alcuni cercano di importare tale e quale alle porte di Parigi.

Anonimo ha detto...

La cosiddetta democrazia non si esporta , ogni popolo se la deve conquistare con la ragione .


Angelus Dómini nuntiávit Mariæ.
Et concépit de Spíritu Sancto.
Ave Maria...

Ecce ancílla Dómini.
Fiat mihi secúndum verbum tuum.
Ave Maria...

Et Verbum caro factum est.
Et habitávit in nobis.
Ave Maria...

Ora pro nobis, sancta Dei génetrix.
Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.

Orémus.
Grátiam tuam, quǽsumus, Dómine, méntibus nostris infunde; ut qui, Ángelo nuntiánte, Christi Fílii tui incarnatiónem cognóvimus, per passiónem eius et crucem, ad resurrectiónis glóriam perducámur. Per eúndem Christum Dóminum nostrum.

Amen.

Gloria Patri... (ter)
Requiem aeternam...

Benedictio Apostolica seu Papalis
Dominus vobiscum.
Et cum spiritu tuo.

Sit nomen Domini benedictum.
Ex hoc nunc et usque in sæculum.

Adiutorium nostrum in nomine Domini.
Qui fecit caelum et terram.

Benedicat vos omnipotens Deus,
Pa ter, et Fi

mic ha detto...

Bene. Son d'accordo che la "democrazia" non si esporta.
Ma chi ci dice che siamo costretti a importare l'oscurantismo di quei popoli che non l'hanno ancora conquistata perché la loro ragione è sottomessa ad una spiritualità distorta e coercitiva che diventa "teocrazia"?

Anonimo ha detto...

Purtroppo sembra che tutto congiuri