martedì 13 novembre 2012

Mons Fellay a Saint-Nicolas-du-Chardonnet. Lezioni da trarre dai problemi interni e dalle contraddizioni romane.

La parte principale del sermone pronunciato ieri, 11 novembre, dal Superiore Generale della Fraternità San Pio X, Mons. Bernard Fellay, nella chiesa principale della Fraternità San Pio X in Francia (Saint-Nicolas-du-Chardonnet, a Parigi), è stato quando, dopo aver ribadito la sua visione di ciò che è accaduto nei mesi scorsi nei suoi rapporti con la Santa Sede, e personalmente con il Papa ha dichiarato quanto segue, come già a Ecône il 1° novembre. Stralcio da La porte Latine:
«...Ecco, miei cari fratelli, la situazione. Ed ecco perché è chiaro che, dal mese di giugno - lo abbiamo annunciato durante le ordinazioni -, le cose sono bloccate. È un ritorno a zero. Siamo esattamente nello stesso punto in cui Mons. Lefebvre era negli anni 1975, 1974. E, quindi, continuiamo la nostra lotta. Noi non abbandoniamo l'idea di tornare un giorno alla Chiesa, di riconquista la Chiesa alla Tradizione. La tradizione è il suo tesoro, il tesoro della Chiesa. Noi continuiamo, attendendo il giorno felice ... esso verrà, anche se non sappiamo quando. Vedremo. È nel segreto di Dio. Verrà il giorno in cui la pula verrà estirpata, questo male che fa soffrire la Chiesa. È probabilmente la crisi più spaventosa che la Chiesa ha mai sofferto, quella che stiamo vivendo. Vediamo i vescovi, i cardinali che non conducono più le anime al Cielo; che benedicono i cammini dell'inferno; che non mettono più in guardia le anime dei rischi che corrono sulla terra ; che non ricordano più lo scopo della loro esistenza... Lo scopo è Dio, è il Paradiso. E non ci sono 36 cammini per arrivarci: c'è il cammino della penitenza, quello della rinuncia. Non è tutto permesso. Ci sono i Comandamenti.... Conosciamo seminaristi moderni, giunti al termine del seminario, che ci hanno detto: « Non abbiamo mai ascoltato questa parola in seminario » ! e dunque c'è la conseguenza diretta del peccato...».

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Vediamo i vescovi, i cardinali che non conducono più le anime al Cielo; che benedicono i cammini dell'inferno;


ora, dato che questa è una realtà riscontrabile in varie e numerosissime manifestazioni, di cui molte orrende (basti pensare alla statua della Vergine nuda in quel santuario o istituto religioso alcuni anni orsono, o allo spettacolo blasfemo di Castellucci, o all'ultima Cena esposta a Vienna o alle varie messe rock e infangate da canti sacrileghi ecc.)
tale mostruoso ROVESCIAMENTO della funzione dei pastori -guide che conducono all'inferno anzichè al Paradiso, illudendo le anime che "non c'è pericolo" di dannarsi, siamo tutti salvi- questo fenomeno inaudito in 2000 anni può definirsi solo "abominio della desolazione", o appare perlomeno una delle tante vie di preparazione alla sua piena manifestazione, che avverrà non "per modo di dire" (=non è una metafora, ma un fatto che accadrà secondo la Parola di Gesù stesso), ma svelando progressivamente, da alcuni decenni in qua, con crescente chiarezza, ciò che predice S. Paolo quando parla del "mistero d'iniquità" e di colui che si porrà come antagonista di Nostro Signore. C'era stata nei secoli passati qualche avvisaglia di tale mistero sempre in atto fin dalla venuta di Gesù nella storia (da allora siamo entrati negli "ultimi tempi"), tra eresie e apostasie diffuse qua e là, ma mai su così larga scala e persistente, e di così grave entità, tale da poter essere detta "grande apostasia", che dilaga nel Gregge, iniziando dai vertici, a partire dal concilio che ha gettato le anime nella confusione, oscurando (anche tra il clero più dotto ed elevato) e complicando e dissipando ciò che prima era chiaro a tutti: la certezza forte e semplice della Dottrina perenne e immutabile. E' giunto ora il tempo delle più grandi prove della Chiesa, come la Madonna disse a Fatima.

Anonimo ha detto...

complicando e dissipando ciò che prima era chiaro a tutti: la certezza forte e semplice della Dottrina perenne e immutabile.

Esattamente ciò che cerchiamo di custodire e diffondere, Deo adiuvante.
Teniamo anche conto di tante buone volontà, spesso nascoste e, personalmente, continuiamo a vigilare e fare del nostro meglio.

Di J ha detto...

Penitenza, penitenza, penitenza, disse la Beata Vergine Maria quanto a Lourdes, quanto a Fatima, e alla Salette, Penitenza, preghiamo affinchè gli uomini di chiesa cardinali, vescovi, sacerdoti, diaconi,ordini religiosi, mendicanti e monastici, si convertino, e riprendino il retto cammino voluto dal Salvatore Preghiamo ogni giorno il Santo Rosario per questa intenzione la Vergine Maria con San Giuseppe gli Angeli i Santi e la numerosa schiera dei Martiri interceda presso Dio per la Chiesa in tutto il mondo

S. Pasquino ha detto...

Cara Annarita...ti dissi gia' che era un trappolone..ora attenti alla scatola di sabbia.

Osservatore ha detto...

Apprezzo le parole di mons Fellay, ma non le condivido fino in fondo.
Quella odierna sarebbe la crisi piu spaventosa nella storia della Chiesa?
Ma per favore!
Quando mezza Europa diventò protestante non è forse stata una crisi piu spaventosa?
L'applicazione del Concilio è stata per certi versi disastrosa, ma attenti a non confondere il concilio con la sua applicazione.
E poi: la riforma liturgica è stata l'espressione piu visibile del CVII, ma delle 4 costituzioni conciliari solo una parla di liturgia.
E le altre? sono da rigettare in toto anche loro?
Da ultimo: per molti cattolici essere in comunione con il Papa è una cosa importante (ad esempio per me).
Sono sicuro che che se la FSSPX lo fosse, godrebbe di piu simpatia.
Domanda (sciocca forse): in cosa si differenzia - a livello di formzione dei seminaristi - il seminario di Gricigliano da quello di Econe?

don Camillo ha detto...

È vero solo che oggi, sembra Papa compreso, non vedono l'ora di festeggiare i 500 anni da quella catastrofe 1517 - 2017, guardando il catastrofico evento come la una specie di dono dello spirito.

don Camillo ha detto...

Risposta alla tua domanda: Concilio-tutto-bello-tutto-buono! Pompon, pizzi e profumi.

Anonimo ha detto...

Vede Osservatore,

ci è noto che la Chiesa nel corso dei secoli ha attraversato crisi che possiamo definire spaventose.

Quella odierna tuttavia è caratterizzata dal fatto che l'errore si è insinuato nel suo seno e non viene più condannato e, quindi, non combattuto apertamente.

Questo è sorgente di disorientamento e sviamento per le generazioni attuali, finché non ci sarà il ripareggiamento della verità oscurata e tradita, cosa che crediamo de fide.

Il termine non è mio è di Romano Amerio che ha scritto oltre mille fitte pagine, seriamente e sapientemente argomentanti (teologicamente e attraverso il Magistero), per dimostrare le "variazioni" - innegabili e ineludibli - della Chiesa cattolica nel XX secolo.

Lo spaventoso senza precedenti consiste nel tradimento o nell'adulteramento dei dati dogmatici nonché nell'oltrepassamento della metafisica, uno degli strumenti indispensabili per intuire 'leggere' e descrivere quel che è descrivibile - "spezzandone in pane" per i meno addentrati - il Soprannaturale, le sue dinamiche, quanto possiamo ben definire con mirabilia. Ed è l'unico modo perché non scompaiano dall'orizzonte spirituale e culturale come, di fatto, è già successo e continua a succedere.

Il vero nodo teologico è riconducibile proprio allo smarrimento di un concetto metafisico di partecipazione del mistero-Chiesa, mentre vi risultano entrate a pieno titolo le rivendicazioni di democratizzazione, di abbandono dell’autorità, di libertà dai dogmi, di liberalità e di parità, di conio evidentemente protestante, che hanno alimentato le passioni antiecclesiali dell'800 e del 900 e che continuano a sfidare e ad insidiare la cattolicità.

Nè mons. Fellay né chiunque ami e custodisca la Tradizione, nella sua vis dinamica e non nel fissismo, parla solo di liturgia; ma la ritiene basilare dato che il principio lex orandi lex credendi non è tramontato e non tramonta perché è innegabile che la Liturgia è "fonte e culmine" della Fede, 'luogo' privilegiato dello ius divinum al culto che ha le sue ricadute sul credente che vi si immerge e vi partecipa. Né tanto meno sostiene che le costituzioni conciliari siano da sopprimere o da disattendere. Semplicemente in esse sono stati (non solo dalla FSSPX, ma da molti studiosi e teologi e anche Pastori) individuati alcuni punti controversi e alcune ambiguità che costituiscono altrettanti nodi da sciogliere. Ad esempio:
- il falso ecumenismo (non l'ecumenismo tout court)
- la libertà religiosa (che non implica e non ha mai implicato, nei principi, intolleranza o imposizione)

Ne ho parlato ampiamente e documentatamente in un mio libro recente, che mi permetto di ricordare qui.

Questo non è confondere il concilio con la sua applicazione: è individuare le ragioni fontali di questa applicazione disastrosa per poter attuare i necessari correttivi... Ripeto, non è in discussione il concilio, ma le sue ambiguità e i punti di rottura con la tradizione (che non si possono più negare, nonostante le affermazioni in contrario) a meno che non si voglia andare avanti con i paraocchi o per partito preso...

Anonimo ha detto...

Risposta alla tua domanda: Concilio-tutto-bello-tutto-buono! Pompon, pizzi e profumi.

Quest'affermazione, nei confronti di Griciliano, mi sembra quanto meno ingenerosa!

Marco Marchesini ha detto...

In questa l'ultima intervista a mons. Fellay riportata su unavox. Purtroppo ad un certo punto afferma che il NO è una Messa malvagia seppure valida, come ad esempio (esempio terribile) una messa nera è valida, ma cattiva.
Non sono assolutamente d'accordo con queste affermazioni che sono anche più pese di quelle pronunciate a suo tempo da mons. Williamson. Lui parlava di Messe degli orientali separati, non di messe nere!

L'ICCRSP merita solo di essere elogiato per l'impegno e l
a cura nella Liturgia. A me hanno fatto conoscere la Santa Messa ai tempi dell'indulto. Le critiche espresse sono del tutto fuori luogo e da rigettare.

Osservatore ha detto...

Gentile Mic,
grazie per le sue (tue?)argomentazioni, che ritengo assolutamente meritevoli di riflessione.
Approfondirò anche il pensiero si Romano Amerio, che ho avuto la fortuna di conoscere: ricorda/i la querelle che divampò a suo tempo fra noi a "causa" di Romano Amerio :-)?
Romano Amerio restò comunque sempre in comunione con Roma e partecipò sempre alla messa capitolare, nella cattedrale di Lugano, la domenica mattina.
Anche quando fra il 1978-85 la diocesi di Lugano era praticamente governata dal binomio vicario generale/direttore del quotidiano cattolico, che tanto scompiglio e disorientamentò causò fra il clero e i fedeli.

Mi spiace che la mia domanda, volta a sapere se ci sono diffenrenze formative sostanziali nei seminari di Econe e Griciliano, sia rimasta senza risposta (ho letto solo le battute di un blogger).
Sono stato anche io a Griciliano (2 volte) e ne ho avuto una buona impressione (anche se il clima era un po' formale).

Anonimo ha detto...

Mi spiace che la mia domanda, volta a sapere se ci sono diffenrenze formative sostanziali nei seminari di Econe e Griciliano, sia rimasta senza risposta (ho letto solo le battute di un blogger).

Non ho risposto a questa domanda perché non ho la risposta. Non conosco così a fondo né Griciliano né Econe per poter fare paragoni sulle differenze formative sostanziali.

Osservatore ha detto...

La mia domanda era indirizzata a tutti i blogger.
Speravo che qualcuno potesse erudirmi... :-) in merito